10/04/13

La Corea insiste con le provocazioni: bombarderemo anche Tokyo


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La Corea insiste con le provocazioni: bombarderemo anche Tokyo

di REDAZIONE


Il primo giorno del periodo indicato come utile per mettere a segno "le provocazioni" e' filato via liscio: nessun lancio di missili da parte della Corea del Nord, che non ha pero' rinunciato alla dose di pesante retorica e ha preso per "bersaglio di attacchi di rappresaglia" le citta' nipponiche di Tokyo, Osaka, Yokohama, Nagoya e Kyoto. "Il Giappone – ha ammonito il Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori di Pyognyang – si trova vicino alla Corea del Nord e quindi non puo' evitare di essere bersaglio di attacchi di rappresaglia". L'intero Paese "diventera' un campo di battaglia, se Tokyo inneschera' una guerra". Le politiche ostili contro la Corea del Nord, ha continuato il Rodong in un editoriale ripreso dalla Kcna e molto critico su basi militari Usa e schieramento delle batterie anti-missile nel centro di Tokyo, "porteranno solo devastazione per il Paese".


Le citta' menzionate, inclusa la capitale, valgono per oltre un terzo della popolazione totale: con un attacco diretto, il Giappone "perderebbe capacita' offensiva e difensiva". Al di sotto del 38/mo parallelo, Corea del Sud e Stati Uniti hanno elevato di un grado lo stato di allerta militare di fronte alle minacce balistiche del Nord, con l'individuazione di nuovo attivismo sui missili e fino all'ipotesi di un vettore a lunga gittata, e alla vigilia del primo anniversario della nomina del 'giovane generale' Kim Jong-un, terza generazione al potere della famiglia Kim, alla carica di primo segretario del Partito dei Lavoratori. Il livello 2, ormai raggiunto, indica "minaccia vitale", a fronte del 4 legato ai tempi di pace e al 3 che corrisponde a "importante minaccia". "Ci sono chiari segnali che il Nord potrebbe sparare allo stesso tempo missili Musudan, Scud e Nodong", ha riferito una fonte del governo di Seul, citata in forma anonima dall'agenzia Yonhap. Come gia' emerso la scorsa settimana, Pyongyang ha trasportato due missili Musudan, a media gittata e capaci di coprire 3-4.000 chilometri, a Wonsan, sulla costa orientale. Se lanciati, sono due le traiettorie possibili: il Giappone, con quella settentrionale sullo stretto che separa l'isola di Hokkaido a quella di Honshu, e quella meridionale, nel canale marino tra Corea del Sud e l'arcipelago nipponico. Il posto di frontiera di Dandong, tra Cina e Corea del Nord, e' chiuso da oggi ai turisti, secondo le autorita' doganali di Pechino dopo l'invito del governo di Pyongyang agli stranieri affinche' lascino il Paese di fronte al rischio guerra.


Aperto, invece, il traffico commerciale, che tuttavia non nasconde la crescente i...



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Avete ORO in Banca? Ritiratelo sennò vi finisce come gli Olandesi.


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Avete ORO in Banca? Ritiratelo sennò vi finisce come gli Olandesi.

- di Corrado Belli - 

Non passa giorno che le Banche non se ne inventano una nuova, prima la Grecia, poi Cipro e adesso tocca all'Olanda, si sapeva che i cittadini olandesi sono indebitati più di quelli spagnoli, ma è anche risaputo che i banchieri non conoscono stato o nazione, per loro conta solo il denaro.

Quello che sembrava uno scherzo per il primo d'Aprile invece è una amara realtà che ha colpito i cittadini olandesi, le Banche Olandesi non danno più Oro ai loroclienti, danno un pezzo di carta color gialla con scritto sopra che l'oro è al sicuro, ma non possono darlo, per lo più possono dare ai loro clienti la somma di denaro corrispondente al prezzo dell'Oro giornaliero (guarda caso da due giorni il prezzo dell'Oro è calato), per chi vuole ritirare tutta la somma di denaro corrispondente può ottenere un quarto di quanto possiede, il resto non è possibile ritirarlo fino a nuovi specifici ordini …di chi?

Questo vale anche per chi ha depositato Argento e Platino, chi ha avuto questa geniale idea? la ABN AMRO Bank che fa parte dell'accozzaglia di squali che girano nell'acquario della Finanza-Bancaria del globo, vi dice nulla tutto ciò? più volte ho fatto presente che a breve busseranno alle porte di ogni famiglia per ritirare anchele Fedi Nuziali, quello che stiamo vedendo in altri paesi come la Grecia, Cipro e Olanda, statene ben certi che arriverà anche qui da noi… e c'è gente che ha ancora il coraggio di dire che il tutto è complottismo… ditemi dove andate a cagare e vi dico in quale fogna potete andare a far compagnia ai vostri escrementi.

Sotto la lettera con la quale le banche annunciano ai loro clienti di aver rubato non solo tutti i metalli preziosi, ma anche buona parte del denaro depositato

ABN Amro Halts Physical Gold Delivery 4/2/13 10:12 AM

From April Dutch ABN Amro is changing its precious metals custodian rules and "will no longer allow physical delivery." New rule is effective on 1st April 2013. ABN:  your account will be settled at the bid or offer price in the 'market' and "you need to do nothing" as "we have your investments in precious metals."

Er is een brief gestuurd door de ABN/Amro dat men geen goud of edel metalen meer uitlevert

Uit de brief:

Veranderingen in de afhandeling van orders in edelmetaal

Op 1 april 2013. ABN AMRO een andere bewaarder voor de edele metalen goud, zilver, platina en palladium .Hierdoor gaan we uw beleggingen in edelmetaal op andere wijze behandelen en beheren. In deze brief leest u er meer over. (zie de link)

Wat veran...



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E Concita si accorse del Bilderberg, della Trilateral e dell’Aspen Institute


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E Concita si accorse del Bilderberg, della Trilateral e dell'Aspen Institute


di Francesco Borgonovo


Una mattina Concita De Gregorio, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutata in una complottista. Ieri, su Repubblica, è apparsa un'articolessa di due pagine a sua firma, con notevole richiamo in prima, dal titolo: «Da Lockheed a Bilderberg quegli amici americani che "votano" per il Colle». Obiettivo del pezzo: spiegare l'influenza di Washington sugli affari italici, a partire dalla scelta della persona da spedire al Quirinale. Intrigante. Nell'articolo, la nostra Signorina Grande Firma preferita scomoda il meglio del meglio della dietrologia internazionale, dal succitato Bilderberg alla Trilateral, passando per Gladio, Goldman Sachs e il golpe Borghese.


Concita, che è successo? Hai scoperto i libri di Maurizio Blondet? Ti sei invaghita di Adam Kadmon, quello che a Mistero su Italia Uno dà la colpa di ogni catastrofe agli Illuminati? A pensar male, si direbbe che la biondocrinita giornalista si appresti a rubare il posto a Roberto Giacobbo: «E adesso, una bella inchiesta su come gli alieni hanno costruito le piramidi, dalla nostra inviata spaziale Concita De Gregorio!».



Per adesso, tuttavia, ci accontentiamo di leggere le dietrologie sugli oscuri signori che dominano il pianeta, di cui fino alla scorsa settimana la nostra cronista doveva essere ignara. Concita ci spiega per esempio che il Club Bilderberg è una «associazione di finanzieri, banchieri, politici e uomini di Stato fondata nel '54», i cui membri «si riuniscono ogni anno in un conclave a porte chiuse». Dovete sapere, infatti, che «ai grandi gruppi economico-politici internazionali, alla finanza e dunque alla politica nordamericana interessa molto e moltissimo chi governa, chi comanda, chi ha influenza in Europa e in subordine in Italia». Posto che ci meraviglieremmo del contrario, ci gustiamo l'enfatica prosa con cui la De Gregorio spiega che «l'ombra dell'America è verde come il colore dei dollari. Tuona come le armi che varcano l'oceano in perpetuo e spesso illecito commercio». Non solo: l'ombra maligna degli Usa «parla la lingua dei banchieri, la sola lingua degli affari. Si affaccia sull'Italia dalla postazione mediterranea di Israele». Ah, già, mancava il complottone pluto-giudaico-massonico.


Insomma, il succo del discorso è che esistono delle élite potentissime che ambiscono a governare per lo meno l'Occidente in nome del profitto. E quindi non si fanno scrupolo a muovere le fila della politica globale, compresa quella italiana. Motivo per cui, se uno vuol comandare qui da noi, deve essere in qualche modo gradito a tali Signori Oscuri. Per svelare la scomoda verità, Concita...



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Assalto alle banche, vogliono un altro governo Bilderberg


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Assalto alle banche, vogliono un altro governo Bilderberg

Per imporre in Italia un governo compiacente alla linea che molti oggi chiamerebbero "Linea Bilderberg", o "Linea Monti-Merkel-Goldman Sachs", nonostante l'esito elettorale dell'ultimo voto politico, potrebbe essere a breve orchestrata una crisi bancaria italiana che terrorizzi la popolazione e crei il consenso per un governo di quel tipo in cambio di soccorsi monetari di Bce, [...]


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ZH: Si parte! Cipro venderà anche 400 milioni di euro del suo oro per finanziare il salvataggio delle banche


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ZH: Si parte! Cipro venderà anche 400 milioni di euro del suo oro per finanziare il salvataggio delle banche

Submitted by Tyler Durden on 04/10/2013

Eri curioso di capire perché tutte le banche, e oggi anche Goldman, si sono recentemente messe in fila per spingere giù il più possibile le quotazioni dell'oro? Ecco perché:

CYPRUS TO SELL 400 MLN EUROS WORTH OF GOLD RESERVES TO FINANCE PART OF ITS BAILOUT - TROIKA DOCUMENTS – RTRS

CIPRO VENDERA' 400 MLN DI EURO IN ORO DELLE SUE RISERVE PER FINANZIARE PARTE DEL SUO SALVATAGGIO (Delle sue banche per essere precisi. NdEr)

E cioè circa 10 tonnellate d'oro.

Ma… ma il salvataggio non era già stato finanziato e non c'era bisogno di altro cash? Cos'è successo? Le fughe dai depositi "scoperte" si sono dimostrate più imponenti del previsto? Oppure è un regalo collaterale alla banche centrali che l'oro lo vogliono comprare ai minimi?


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ACHTUNG! BANDITEN!


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ACHTUNG! BANDITEN!

Gli economisti mainstream ci raccontano, un giorno sì e l'altro pure, un
fatto per loro basilare: mentre lo stato italiano si ritrova senza un
euro in cassa e oberato da debiti e da spese esorbitanti, gli italiani possiedono una ricchezza privata, mobiliare e immobiliare, enorme. Questo è un dato reale.

Come
e perché si è formata questa ricchezza privata, superiore addirittura a
quella di paesi considerati virtuosi come la Germania?
Innanzitutto
per un caratteristica importante e positiva: gli italiani risparmiano,
tendono ad indebitarsi poco e cercano, nonostante il consumismo, di non
fare passi più lunghi delle gambe che si ritrovano.

Che strumenti si sono usati nel tempo per mantenere ed accrescere il risparmio?
La casa, storicamente l'investimento più amato nel nostro paese e, attenzione, i titoli di stato.

Perché i titoli di stato? Per diversi motivi: li si è sempre ritenuti un
qualcosa di "sicuro", e soprattutto hanno sempre offerto rendimenti
superiori al tasso d'inflazione. Quando in questo paese l'inflazione
era al 20%, Bot e BTP garantivano interessi superiori per
oltre un punto percentuale.
E' sempre stato così, per cui prima
direttamente e poi indirettamente attraverso fondi comuni, gestioni di
capitale, polizze assicurative etc etc ci si è imbottiti di titoli
pubblici.

Questo potrebbe far pensare che quindi il debito pubblico abbia svolto una funzione positiva.
Non
è così: se da un lato il debito pubblico è cresciuto smisuratamente,
portando lo stato a dilapidare ingenti risorse in maniera totalmente
improduttiva e in politiche assistenzialistiche fallimentari, dall'altra
il drenaggio da parte dello stato del risparmio privato ha avuto come conseguenza la cronica carenza di capitale per gli
investimenti produttivi.

Da questo dipende il fatto che l'economia
italiana sia ferma da una ventina d'anni abbondante; che ci si ritrovi
con una borsa (il principale mercato per il capitale produttivo)
asfittica e con pochissime aziende quotate; il ricorso da parte delle
imprese al credito bancario come unica fonte di finanziamento e una
dimensione delle imprese spesso troppo ridotta per competere
efficacemente sui mercati internazionali.
Quindi: la presenza di un debito pubblico spropositato non può che creare danni notevoli e strutturali nel medio-lungo periodo.

Ma tornando all'affermazione degli economisti citata all'inizio della nota: cosa sottintende?
Un
possibile disastro imminente: visto che gli italiani sono ricchi, che
paghino coi loro risparmi almeno parte del debito dello stato..

Attenzione quindi: il possibile sbocco di questa situazione può portare ad una razzia del risparmio privato.
Non può essere saggio in questa situazione prendere per buone le
rassicurazioni dei...



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E Monti disse: pignorate pure le pensioni!


Della serie: quando si dice "toccare il fondo e poi...scavare ancora".

Il Governo, ormai "abusivo", Monti non finisce mai di sorprendere; ovviamente in negativo. 

Dopo essersi insediato per "salvare l'Italia dal baratro", ed aver lottato con il coltello tra i denti per...buttarcela dentro; dopo essersi impegnato strenuamente per riuscire a...peggiorare drasticamente ogni singolo fondamentale economico della Nazione; dopo essersi dannato l'anima per diventare inviso ad ogni singola categoria lavorativa italiana, ad eccezione del comparto bancario e finanziario...

...ebbene l'ultimo colpo ad effetto del super-prof riesce ancora a sorprendere! Leggete bene:

addio signora Thatcher, ma i danni restano


-           addio signora Thatcher   -
di Paolo De Gregorio, 9 aprile 2013

Il “liberismo” così caro alla Lady di ferro, in modo erroneo e strumentale è associato al concetto di libertà e di democrazia e, ancora oggi, nonostante i disastri dell’economia liberista globalizzata, viene considerato come l’unico sistema possibile.
Per sostenere la filosofia liberista la prima motivazione messa in campo è quella del disastro delle economie pianificate, in genere da regimi comunisti o dittatoriali, e quindi si ritiene che l’unica alternativa sia l’attuale sistema, di cui oggi fanno parte tutti i più forti paesi del mondo, Cina compresa.
Ma questo famoso “liberismo”, nella pratica politica della signora Thatcher, si tradusse semplicemente nell’affidare a speculatori e capitalisti privati settori tradizionalmente gestiti dallo Stato, dalla sanità alle ferrovie, aumentando il peso della classe capitalista, tagliando diritti acquisiti dai lavoratori, facendo scadere la qualità e la sicurezza dei servizi.

Più semplicemente il “liberismo” dà tutte le libertà alla classe capitalista e toglie alle masse lavoratrici diritti e ritmi di lavoro umani, ottenuti in tanti anni di lotte, offrendo solo lo status di schiavi salariati, precari, con una prospettiva di pensione sempre più irraggiungibile e misera.
Definire questo sistema economico “democrazia” è veramente una porcata, anche perché tutto il sistema mediatico che fabbrica il pensiero unico è in mano di singoli capitalisti o a gruppi multinazionali, che  del resto hanno le mani sul gioco del calcio, sulla musica, sulla moda.
Il liberismo globale odierno ha come obiettivo il “governo mondiale” della economia, accentrando in poche mani il controllo delle materie prime, dei commerci, dei cereali, delle sementi, del petrolio, dell’oro, dei diamanti, obiettivi sostenuti dalla grandi banche d’affari e dallo strapotere militare americano, che è dietro ogni operazione neocolonialista camuffata da lotta al terrorismo o sostegno all’espandersi alla demokrazia.

Comunque questo SISTEMA, che sembra così potente e invincibile, presto dovrà fare i conti con una situazione globale in cui i ricchi sono pochi e sempre più ricchi, e masse sterminate di precari, disoccupati, operai con salari da fame, pensionati sotto il livello di povertà.
Siamo sull’orlo di un baratro sociale e ambientale in cui molte persone diventeranno pericolose perché non hanno nulla da perdere, perché non vedono un futuro, se non una vita da schiavi, e per di più precari.

Sia il liberismo che il comunismo, nella loro versione non teorica ma pratica, hanno in comune l’esigenza di avere grandi masse di schiavi salariati da comandare a bacchetta.
L’unica rivoluzione democratica  è quella che prevede che tutte le merci possono essere prodotte da singoli, artigiani, da famiglie, da piccole cooperative,  escludendo ogni forma di schiavitù salariata, da buttare nella pattumiera della Storia perché crea lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’umiliazione di chi deve solo obbedire, sistema da sostituire con l’unico modo umano di produrre che si basa sull’autogestione e sulla collaborazione di tipo cooperativo.
Nella nostra economia, in molti settori è già possibile sottrarsi alla schiavitù salariata, alla precarietà connessa al lavoro dipendente, e cercare collaborazione con persone capaci di lealtà, di dialogo, di impegno, di fare squadra, di dare e avere fiducia, di amicizia.
L’esatto contrario di ciò che si chiede ad un servo salariato: ossia la delazione, il crumiraggio, la gerarchia, la diffidenza, lo straordinario, la ruffianeria.
Il liberismo, dal punto di vista opposto a quello capitalista, si chiama autodeterminazione, autogestione, progetto di una vita diversa, di diversi valori, cultura tutta da costruire e da praticare.

Il thatcherismo oggi domina nel mondo e soltanto gli stupidi non si accorgono che questa logica sta creando disastri di grande portata, sociali e ambientali, e che bisogna proprio cambiare strada altrimenti la legge della giungla sostituirà queste fasulle democrazie.
Paolo De Gregorio

LA GUERRA DELLE VALUTE (VI PARTE). NORD COREA E GIAPPONE.


 

Negli articoli precedenti sulla GUERRA DELLE VALUTE dissi che per coprire l’enorme DEBITO PUBBLICO MONDIALE sviluppatosi con la FINANZA CREATIVA e tamponata con le varie emissioni di QE etc. non poteva essere coperto che con altre emissionI di liquidità da parte degli STATI per provare a riempire il POZZO SENZA FONDO dei loro debiti pubblici, ma che nello stesso tempo non sarebbero bastate tutte le foreste del mondo. Ebbene in questi giorni il FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE plaude le iniziative degli stati che continuano ad inflazionare la loro moneta, come il GIAPPONE e gli STATI UNITI, ed invita chi non lo fa ad adeguarsi rivolgendosi in particolar modo alla BCE. La risposta non si è fatta attendere da parte europea col ministro SCHAUBLE che individua CORRETTAMENTE che la soluzione non è stampare moneta ma ELIMINARE I DEBITI. Stampare moneta pensando di coprire un debito, poiché esso viene riempito da nuova carta è sempre stata una ILLUSIONE che porta un beneficio momentaneamente ma che la svalutazione col tempo riporterà a galla, poiché chi è abituato a STARE IN ROSSO ne farà una abitudine e sarà sempre soggetto a PERIODI CICLICI DI CRISI.

IL DEBITO DEVE ESSERE ESTIRPATO COME MODUS VIVENDI, altrimenti il CIRCOLO VIZIOSO non finirà MAI.

IL DEBITO permette di vivere sempre al di sopra delle PROPRIE POSSIBILITA’ e crea l’ILLUSIONE della RICCHEZZA e del BENESSERE, ma che al primo temporale ti riporta nella triste realtà e, purtroppo, con crisi depressive se non disperate.

IL DEBITO annichilisce le risorse umane se esse non vengono usate a CREARE BENI, ma solo una attesa di una RENDITA PASSIVA più determinata da un SISTEMA MEDIOEVALE ed ARCAICO che da una impostazione di INNOVAZIONE E CRESCITA BASATO SU SCIENZA  E, perché no, UMANESIMO.

In questo momento l’IMMOBILISMO è significato di DEPRESSIONE. Questo non significa che chi non amplia la base monetaria è in questa condizione.

AGGREDIRE IL DEBITO QUESTO E’ IMPORTANTE.

La diminuzione o l’eliminazione di esso deve essere la PRIORITA’ PRINCIPALE per tutti i PAESI.. Non passare per queste FORCHE CAUDINE porterà inutilmente a questa GUERRA VALUTARIA ed i perdenti saranno quei PAESI che a fronte di queste manovre crederanno di aver risolto i loro problemi con ESPORTAZIONI DOPPATE dalla svalutazione della moneta. Se questa fase di SVALUTAZIONE non porterà ad un forte ridimensionamento del DEBITO PUBBLICO di quel PAESE, esso si rivolterà inesorabilmente contro a tempo debito. Riportarsi su corretti binari di sana ECONOMIA REALE con al centro la creazione di RICCHEZZA basata sul LAVORO e non su ipotesi o scommesse finanziarie prive di dati tangenti con l’ECONOMIA REALE, ma su valori cartacei, forse, di titoli FINANZIARI SOGGETTI A TEMPESTE PERFETTE.

Il GIAPPONE ha intrapreso la scelta di svalutare violentemente la sua moneta per scardinare la sua economia dall’immobilismo e dalla DEFLAZIONE. E’ probabile che la sua forza industriale, tecnologica e dalla disciplina del suo popolo porti ad un esito positivo. Ma questa “aggressione” economica sta creando GROSSISSIMI  PROBLEMI ai PAESI ARCAICI E MEDIOEVALI  limitrofi. Il fatto che la COREA DEL NORD possieda la tecnologia NUCLEARE non la identifica nei PAESI di INNOVAZIONE E CRESCITA SCIENTIFICA ED UMANISTICA. I suoi cittadini sono considerati SUDDITTI come al tempo del MEDIO EVO. L’attuale ESCALATION MILITARE è determinata dall’ondata di NUOVA CRISI  ECONOMICA creata proprio dalla GUERRA DELLE VALUTE e dalla svalutazione dello YEN che porta a dirottare la scelta di acquisto di prodotti industriali più dal GIAPPONE che dalla COREA compresa quella del SUD. E’ naturale che ECONOMIE DEBOLI soffrano la forza produttiva preponderante di altri PAESI con forza industriale al vertice del mondo. Quindi la COREA DEL NORD già affamata non potrà che peggiorare la sua ECONOMIA portando alla disperazione la sua popolazione. Nemmeno le sinergie che esistono tra le DUE COREE sarà sufficiente a sopperire all’ondata di CRISI che si preannuncia imminente. ED ALLORA MORTI PER MORTI lanciano la minaccia della GUERRA NUCLEARE. Sottovalutare questa situazione è da INCOSCIENTI. In ITALIA la crisi ha portato al suicidio diverse persone, ma anche all’omicidio di altre come reazione alla disperazione umana.

Questa provocazione, poiché attualmente E’ UNA PROVOCAZIONE, è anche una richiesta di permettere la SOPRAVVIVENZA del POPOLO. Pensare di sfruttare questa occasione col fine ultimo di far crollare il SISTEMA POLITICO esistente è PUSILLANIME e PERICOLOSO, perché potrebbe portare si al suicidio della COREA DEL NORD ma anche alla distruzione di masse dei PAESI LIMITROFI e forse anche più lontano.  

E’ probabile, che come già fece a suo tempo, interverrà la CINA ad aiutare questo PAESE  coinvolgendolo in sinergie industriali con le vicine REGIONI CINESI. La CINA non si può permettere, come tutti del resto, una GUERRA figuriamoci NUCLEARE. La stessa RUSSIA è disponibile ad aiutare e forse integrare questa economia e l’incontro bilaterale con la CINA è sicuramente un segnale positivo.

Questa operazione di rilancio dell’economia giapponese  dovrebbe far riflettere sulle conseguenze GLOBALI. Se in altri tempi le ripercussioni erano prevalentemente sull’economia del PAESE che inflazionava la sua valuta, in epoca globale delle economie paritetiche, ma soprattutto inferiori, potrebbero avere conseguenze drammatiche od essere danneggiate considerevolmente.

Sicuramente non dispongono di “argomenti persuasivi” come la COREA DEL NORD per cui passano in secondo piano od addirittura non vengono prese nemmeno in considerazione.

Se è vero che i RICCHI e POVERI esisteranno sempre, è altrettanto vero che togliere la CLASSE MEDIA od assottigliarla ponendo il rischio che gli estremi della povertà e ricchezza si incontrino provoca irrimediabilmente rivolte sociali se non rivoluzioni questo si ripercuote fortemente sulle economie. Il vero fatto nuovo  è che questa GUERRA DELLE VALUTE e GLOBALIZZAZIONE aumenta le due classi estreme, naturalmente in modo sproporzionato  verso la povertà, a danno della CLASSE MEDIA GLOBALE. Riportare il giusto equilibrio impone di avere l’ECONOMIA REALE al centro dello sviluppo e porre dei FIREWALL tra la FINANZA CREATIVA ed essa.

Stampare moneta non segue questo fine, almeno per il momento.

Non inflazionare la moneta e togliere risorse alla FINANZA SPECULATIVA  E CREATIVA, è un percorso complesso e pericoloso, ma il solo fatto di provarci è sintomo di forza.

 

VITTORIO

La Corea in palio nella partita fra Usa e Cina


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La Corea in palio nella partita fra Usa e Cina




Usa e Cina a confronto in Corea. Tratto da Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale





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Corea del Nord, minacce al Giappone: nel mirino Tokyo e Osaka


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Corea del Nord, minacce al Giappone: nel mirino Tokyo e Osaka

La Corea del Nord minaccia le basi militari Usa in territorio nipponico e il Sol Levante per lo schieramento di batterie anti-missile: "Il Giappone – scrive il Rodong Sinmun,  quotidiano del Partito dei Lavoratori – si trova vicino alla Corea del Nord e quindi non può evitare di essere bersaglio di attacchi di rappresaglia", menzionando Tokyo, Osaka, Yokohama, Nagoya e Kyoto.

Il Giappone solo ieri aveva schierato missili Patriot nel centro di Tokyo. Il ministero della Difesa nipponico aveva ordinato lo schieramento di batterie anti-missile Patriot Advanced Capability-3 (Pac3) nel quartier generale di Ichigaya, nel centro di Tokyo, e in altri punti dell'area metropolitana, Asaka e Narashino. Una mossa, decisa dal ministro Itsunori Onodera, che punta a "neutralizzare" eventuali lanci balistici da parte della Corea del Nord, possibili – secondo Seul –  al 10 aprile, data dell'ultimatum alle ambasciate straniere di evacuare il paese, scaduto senza per ora conseguenze. Tokyo ha anche posizionato due cacciatorpedinieri con standard Aegis, dotati di missili intercettori, nel mar del Giappone.

Proprio nei giorni scorsi il Paese del Sol Levante aveva fatto sapere che avrebbe abbattuto i missili nordcoreani qualora la Corea del Nord li avesse lanciati. Il Giappone "farà quello che c'è bisogno di fare con calma, collaborando con gli alleati" aveva detto il premier, Shinzo Abe, secondo cui il governo prenderà "ogni misura possibile per proteggere la vita delle persone giapponesi e la sicurezza". L'ordine di abbattimento di un vettore nordcoreano, disposto domenica dal ministro della Difesa Itsunori Onodera, è il primo del suo genere, deciso in anticipo rispetto al formale annuncio da parte di Pyongyang sulle sue intenzioni, come è infatti avvenuto negli altri tre lanci precedenti. Abe ha invitato la comunità internazionale a prendere in modo deciso e determinato le ulteriori sanzioni contro il regime comunista, in linea con le ultime risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu approvate in risposta al terzo test nucleare del 12 febbraio.



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LA COSTITUZIONE E IL "PUNTO DI NON RITORNO": EURO E PAREGGIO DI BILANCIO COME VINCOLI RADICALMENTE INCOSTITUZIONALI


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LA COSTITUZIONE E IL "PUNTO DI NON RITORNO": EURO E PAREGGIO DI BILANCIO COME VINCOLI RADICALMENTE INCOSTITUZIONALI

Vincenzo Caianiello è stato uno dei più grandi giuristi della parte finale del secolo scorso. Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, fu poi giudice e presidente della Corte costituzionale, fino a essere nominato ministro di Giustizia nel governo Dini. Questo suo scritto del 2001, mostra la sua consapevolezza della clamorosa difettosità della costruzione europea.
In particolare anticipa, ragionando in modo lineare su principi di teoria generale del diritto costituzionale, le enormi problematiche cui avrebbe portato una UE basata solo sulla moneta unica, forzata nei fatti senza alcun ancoraggio ad un governo federale, sul piano della tutela dei diritti fondamentali.
Posto solo sul piano logico-giuridico del concetto di sovranità correttamente inteso, il dubbio che lui manifesta nel 2001, pur avulso dalla conoscenza economica di come avrebbe dovuto funzionare un'area valutaria ottimale, si pone in parallelo con l'analisi compiuta nel 1992 da Wynne Godley sulla insosteniblità di un'OCA-moneta unica basata sulla sola BCE e priva di governo federale dotato di bilancio, che potesse effettuare gli indispensabili trasferimenti verso le aree con divergenti indicatori di crescita economica.
Se Caianiello avesse potuto assistere ai successivi sviluppi dell'integrazione europea fondata sulla sola sovranità monetaria "anomala", avrebbe senz'altro segnalato quel


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IL DEFAULT DIVENTA LEGGE: ECCO COME


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IL DEFAULT DIVENTA LEGGE: ECCO COME





Prendo spunto da un ottimo articolo pubblicato da
Mazziero Research, tra le migliori società indipendenti di ricerca
finanziaria presenti in Italia, per tornare su un tema di fondamentale
importanza che abbiamo già trattato in un precedente
articolo pubblicato suquesto sito (LETTURA SUGGERITA),  che riguarda la possibilità, da parte dello stato, di
decurtare il capitale sugli investimenti in titoli di stato.


Ciò, per effetto del recepimento in Italia, così come
in tutti i paesi che appartengono all'unione, di quanto previsto dal 
 Trattato di Istituzione del Meccanismo
Europeo di Stabilità
(ESM) che dispone
che, 
  tutti i paesi
europei sono obbligati ad applicare le 
Clausole di Azione
Collettiva
 (...


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Azionario: correzione da assuefazione


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Azionario: correzione da assuefazione


Ieri Dream ha pubblicato qui quattro grafici veramente splendidi; ne prendo uno, quello di SP500, per rimarcare quanto lo scenario correttivo ribassista di breve/medio periodo ha sempre maggiori probabilità di concretizzarsi nei prossimi giorni.


 Ieri si faceva notare come l'ampiezza dei rialzi e loro durata conseguenti alle manovre di politica monetaria della FED (quantitative easing 1, 2, 3, 4 e operation twist) siano tendenzialmente sempre più decrescenti. In altre parole questi interventi sembra producano un certo effetto di assuefazione e la risposta bullish dell'azionario è sempre più modesta. Lascio a voi decidere se questa uguaglianza Bernanke = pusher può essere utilizzata per meglio spiegare, soprattutto a chi di mercati e di finanza operativa non se ne occupa, come è stato possibile far risorgere l'azionario nel pieno di un ciclo economico depressivo che perdura.

Qui voglio richiamare l'attenzione su quale effetto produce questo tipo di assuefazione: dopo l'entusiasmo iniziale della grande speculazione (a cui poi si accodano gli investitori istituzionali e una modesta porzione del parco buoi) che porta l'indice ad un nuovo massimo periodale segue sempre una correzione ribassista che spinge l'indice ben sotto il massimo periodale precedente. Il grafico dovrebbe ben chiarire questo concetto.

E ora come siamo messi? L'indice ha iniziato da poco a correggere e sta disegnando un pattern correttivo laterale complesso e a bassa volatilità che non ho dubbi nel considerarlo come fase distributiva. I prezzi si mantengono ancora nettamente sopra l'ultimo massimo periodale precedente passante in area 1470 ma se la roba spacciata dalla FED col nome QE4 è stata tagliata come le altre è matematico che il tossicomane si comporterà come nel passato, magari dovremo aspettare ancora un mesetto (sell in may and go away) ma poi il primo target di breve sarà 1380.

Mettersi short adesso significa anticipare il mercato, con tutti i rischi conseguenti, ma non sarebbe un'idea del ...


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Per Squinzi la situazione è esplosiva, l'incertezza politica costa l'1% del pil


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Per Squinzi la situazione è esplosiva, l'incertezza politica costa l'1% del pil

Per il presidente di Confindustria l'alta disoccupazione in Italia non può che portare a esplosioni di violenza sul piano sociale. La mancanza di un [...]




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Italia: Il debito pubblico raggiungerà nel 2013 un nuovo livello record


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Italia: Il debito pubblico raggiungerà nel 2013 un nuovo livello record

Il governo italiano si attende per il 2013 un rapporto debito/PIL al 130,4%.


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La Francia ha di nuovo una propria moneta


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La Francia ha di nuovo una propria moneta

Paul Krugman sul New York Times commenta un  grafico sui rendimenti dei titoli francesi su cui gatta ci cova...e qua la risposta alla domanda finale (e altre interessanti considerazioni)!







The Conscience of a Liberal - Joe
Weisenthal attira
la nostra attenzione su un fatto che potrebbe sorprendere molte
persone: gli oneri finanziari della Francia stanno sprofondando. (Non
ditelo a


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Costretti a pagare il pizzo sullo spread


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Costretti a pagare il pizzo sullo spread

 

- di Stefano De Rosa -

 

L'imposta di bollo che dal 2011 viene applicata in maniera significativa sugli strumenti finanziari custoditi nei depositi titoli dei risparmiatori altro non è – sia detto a scanso di equivoci – se non un abile espediente lessicale che cela una vera e propria imposta patrimoniale per colpire economicamente la ricchezza delle famiglie e, da un punto di vista ideologico, quel più complesso sistema virtuoso di risparmio personale ed intergenerazionale che ha storicamente collocato l'Italia in posizioni di avanguardia mondiale. Una virtù popolare intollerabile per la finanza affamatrice e per l'Unione europea, quell'articolazione burocratico-politica che dallo smantellamento delle sovranità nazionali, da perseguire col rigore dei conti, trae la sua forza e la sua stessa ragion d'essere.
Alle insidie economiche ed ideologiche sottese a questa subdola – come argomenteremo – imposizione fiscale non si può non ravvisarne anche una di matrice socio-culturale. Ci riferiamo al messaggio – socialmente disgregante – di considerare soggetti benestanti e quindi da condannare alla gogna comunicativa dell'economically correct chiunque non sia un nullatenente. Una logica perversa che autorizza molti (finti) nullatenenti a dichiararsi, tutto sommato, soddisfatti nel vedere tassate in maniera rilevante "fortune" che, in realtà, non sono espressione di patrimoni mirabolanti, ma spesso rappresentano, oltre alla casa di proprietà, l'unico gruzzolo familiare (ad esempio derivante dal trattamento di fine rapporto) risparmiato in decenni di lavoro. Non di rado le cedole dei buoni del Tesoro sono utilizzate per pagare rate di mutuo, tasse scolastiche ed universitarie dei figli o spese impreviste.
Alla ricezione dell'estratto conto trimestrale al 31 marzo 2013, i correntisti italiani hanno avuto una spiacevole sorpresa: in esso era registrato l'addebito dell'importo relativo alla citata imposta di bollo sugli strumenti finanziari custoditi ed amministrati nei rispettivi depositi titoli. Un importo calcolato distintamente per ognuno dei trimestri dell'anno 2012, ma onerosamente addebitato in unica soluzione nel primo trimestre del corrente anno con valuta 31 dicembre 2012.
Per meglio comprendere la rilevanza economica e socio-politica di un dato che, preso singolarmente, non meriterebbe grande attenzione è opportuna una premessa: esiste una relazione inversa tra tassi delle nuove emissioni e prezzi dei titoli già emessi. L'emissione di nuovi titoli obbligazionari con tassi più alti determina la flessione del prezzo dei titoli già emessi con cedola inferiore a causa della minore appetibilità (d...



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Matteo Renzi e Pierluigi Bersani: la sfida finale


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Matteo Renzi e Pierluigi Bersani: la sfida finale

Mi avevano detto vai avanti tranquillo ti votiamo, ma poi e' arrivata qualche telefonata da Roma per fare il contrario'. Matteo Renzi commenta cosi' la propria esclusione dai grandi elettori. 'Mi avrebbe fatto piacere rappresentare la mia Regione', ha detto a Trieste. E la frase non può essere scambiata per qualcos'altro rispetto a una dichiarazione di guerra, visto che pochi minuti prima proprio Pierluigi Bersani aveva smentito un suo coinvolgimento nella decisione sui grandi elettori presa in Toscana.


MATTEO RENZI CONTRO BERSANI - "Nella sequela di quotidiane molestie mi vedo oggi attribuiti non so quali giochini tesi ad impedire la nomina di Renzi a grande elettore per la Regione Toscana. Smentisco dunque di aver deciso o anche solo suggerito, o anche solo pensato alcunche', a proposito di una scelta che riguarda ovviamente e unicamente il consiglio regionale della Toscana", aveva affermato in una nota il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. Una frase che avrebbe dovuto rasserenare gli animi, secondo le intenzioni del segretario del Pd. Ma nel frattempo Renzi era ormai partito: "Spero che si vada a elezioni il prima possibile", ha detto sempre a Trieste il sindaco di Firenze, che non ha dimenticato poi di rimarcare la sua differenza con la politica romana: "Sto facendo il sindaco, ho fatto primarie e le ho perse, quindi non sono stato il candidato del centrosinistra alle elezioni del 25 febbraio", ha detto. "Se ci saranno nuove elezioni vedremo cosa accadrà, ora sono fuori dai giochi della politica romana".


LE PAROLE DEL SINDACO – "Hanno scelto di mandare delegato regionale -ha aggiunto il sindaco di Firenze – un autorevole personaggio della politica e del mondo bancario senese. Auguri, in bocca al lupo e che rappresenti bene la Toscana. Io me ne faccio una ragione", ha affermato. Infine ha anche affermato che essere tra i grandi elettori al Quirinale "era una possibilita', non certo un diritto". Il riferimento è ai ruoli nel Monte dei Paschi di Siena di Monaci. Renzi intanto è il politico italiano più popolare secondo i sondaggi di Ballarò:



sondaggi ballarò 1
sondaggi ballarò 4


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Cina, Fitch: la finanza-ombra mette a rischio le banche


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Cina, Fitch: la finanza-ombra mette a rischio le banche

Gli istituti di credito cinesi sono minacciati dal cosiddetto "shadow banking", vale a dire dal sistema bancario ombra che raggiunge dimensioni sempre più consistenti. A lanciare l'avvertimento è Fitch, che ieri ha tagliato il rating del debito pubblico in yuan...


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Def: deficit 2013 a 2,9%, debito 130,4%


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Def: deficit 2013 a 2,9%, debito 130,4%

Lo comunica il Cdm


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Governo, Renzi rompe con la linea del Pd: “Elezioni il prima possibile”


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Governo, Renzi rompe con la linea del Pd: "Elezioni il prima possibile"

"Io ho sempre detto che personalmente sono uno di quelli che sperano che si vada il prima possibile alle elezioni, perché il risultato non ha dato una maggioranza". Così Matteo Renzi rompe nettamente con la linea del Pd, proprio il giorno dopo l'incontro tra Bersani e Berlusconi teso a sbloccare le partite del Quirinale e, in prospettiva di Palazzo Chigi.

Renzi è intervenuto a Trieste a sostegno della candidata del Pd Debora Serracchiani alla presidenza del Friuli Venezia Giulia. "Se Berlusconi e Bersani riterranno più opportuna qualche forma di accordo nell'interesse del Paese, spero che facciano presto, il più veloce possibile", ha aggiunto. "Ogni giorno che si perde è tempo perso per l'Italia".

Andare a votare, insomma, ma come? Con la stessa legge elettorale che ha portato al risultato di stallo? "L'attuale legge elettorale è un problema, ma non può essere un alibi per non fare niente", afferma il sindaco di Firenze, sottolineando che l'unica legge che garantisce governabilità è quella dei sindaci.



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Tedeschi poveri: la stampa punta il dito contro i “Terroni d’Europa”


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Tedeschi poveri: la stampa punta il dito contro i "Terroni d'Europa"

di LUIGI POSSENTI


A furia di tirare, la corda – insegna un proverbio – prima o poi si spezza. da quando è iniziata la crisi dei debiti sovrani, ovvero dell'incapacità degli Stati di fare di conto, in ogni paese un qualche politico ha soffiato sul fuoco dell'odio verso gli altri, considerati – a torto – i colpevoli dei propri guai. In Italia, l'ultima campagna elettorale ne è stata la riprova, han puntato il dito contro a Germania. Ora, anche in Germania, si comincia a puntare il dito verso i paesi mediterrnei.


"Poveri tedeschi". All'indomani del rapporto della Bce sulla ricchezza patrimoniale degli europei, si scatena la stampa tedesca, nel rilevare che i ciprioti, che hanno appena ricevuto 10 mila miliardi di aiuti, sono "piu' ricchi dei tedeschi". Il tema e' in primo piano su tutti i principali organi di stampa, in Germania, con commenti ed editoriali che tornano a sollevare dubbi sulla opportunita' dei pacchetti di salvataggio per i paesi sovraindebitati dell'Europa meridionale. 'Poveri tedeschi', titola la Frankfurter Allgemeine Zeitung, sostenendo che "per quanto la Bce provi a relativizzare i dati, non cambiano gli incredibili fatti". "Con 51 mila euro i tedeschi sono i piu' poveri d'Europa – si legge -. Sono cioe' ricchi la meta' di quanto lo siano i greci". "Ma perche' – chiede l'editoriale – la ricchezza patrimoniale degli europei a Bruxelles e' un tabu'?" "La verita' che non piace", titola die Welt. "I tedeschi sono i piu' poveri dell'eurozona, ai piu' ricchi appartengono i popoli dei paesi in crisi di Cipro, Spagna e Italia". "E quindi subito ci si chiede se il salvataggio di diversi paesi europei sia davvero giusto, se davvero i forti sostengano i deboli – si legge ancora – Sarebbe pero' affrettato liquidare ora i pacchetti di aiuti come ingiusti". "Ricchi ciprioti, poveri tedeschi", titola infine Handelsblatt, che dedica al tema un'analisi economica.


Ormai, la diatriba è innescata. Per ora solo scintille…



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Il mondo si muove, l’Europa della Bce è immobile


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Il mondo si muove, l'Europa della Bce è immobile

- Peppe Meola - Una nuova epoca è iniziata nel mondo della finanza internazionale.  Trent'anni orsono il bastone di comando era nelle mani dei grandi fondi d'investimento e nelle banche d'affari. Immense nuvole di petrodollari e di profitti delle grandi corporation si dirigevano verso i paradisi della finanza dal guadagno immediato e speculativo.  La sterlina [...]


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Eurozona: nuova opzione alla crisi? Eliminare le banconote da 500 euro. Ecco come e perché


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Eurozona: nuova opzione alla crisi? Eliminare le banconote da 500 euro. Ecco come e perché

Gli spagnoli chiamavano le banconote da 500 euro "Bin Laden". Tutti sapevano della loro esistenza, ma nessuno le aveva mai viste. Perché eliminare le banconote da 500 euro

Ora, l'analista di Bank of America Athanasios Vamvakidis dice che la Banca centrale europea dovrebbe sterminare queste banconote controverse, il taglio più grande tra le principali valute del G-20. In questo modo, si indebolirebbe l'euro e si fornirebbe una notevole spinta economica.

Non c'è alcuna indicazione secondo cui la (...)


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Economia internazionale
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Dimenticatevi di Cipro, il Giappone E’ la Vera Crisi


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Dimenticatevi di Cipro, il Giappone E' la Vera Crisi

Dimenticatevi+di+Cipro,+il+Giappone+E%27+la+Vera+Crisi Dimenticatevi di Cipro, il Giappone E la Vera Crisi

di James Gruber

Dimenticatevi di Cipro. Nelle prossime settimane e mesi in Giappone si svolgerà una storia molto più interessante, dove sta per iniziare uno dei più grandi esperimenti economici dell'epoca moderna. Un paese il cui debito pubblico supera di gran lunga quello delle nazioni europee in crisi, il Giappone cercherà di inflazionare per uscire dalla spirale deflazionistica durata 23 anni.

La stragrande maggioranza degli economisti del mondo pensa che il quantitative easing (QE) abbia salvato gli Stati Uniti e che il Giappone abbia bisogno di seguire tale esempio, però su scala più ampia. Mi permetto di dissentire poiché questa politica quasi certamente porterà ad un disastro iperinflazionista in Giappone. Se ciò è vero ci saranno conseguenze gravi anche per gli altri paesi, trascinati a terra da un'accelerazione delle cosiddette guerre valutarie. Più in generale, però, è probabile che distruggerà il mito difeso dagli economisti di oggi secondo cui il QE è un toccasana per le economie in difficoltà. Non lo è, e il Giappone diventerà il modello per dimostrarlo.

Uno stimolo mostruoso all'orizzonte

Il nuovo Governatore della Banca del Giappone (BoJ), Haruhiko Kuroda, ha iniziato a lavorare Giovedi e nel suo primo giorno di lavoro ha scontentato gli investitori. In una conferenza stampa, Kuroda si è impegnato a fare tutto il necessario per sconfiggere la deflazione e ha ribadito l'obiettivo del governo di un'inflazione al 2%. Ma ha fornito poche informazioni specifiche e gli investitori hanno prontamente acquistato yen e venduto azioni.

Quasi certamente verremo a conoscenza di misure più concrete alla riunione della banca centrale del 3-4 Aprile. Ci sono buone probabilità che possano arrivare anche prima con una riunione d'emergenz...



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Napolitano pretende l’inciucio. No, grazie! - Lettera ai parlamentari Pd, M5S, Sel

Napolitano pretende l’inciucio. No, grazie! - Lettera ai parlamentari Pd, M5S, Sel: di Paolo Flores d’Arcais e Barbara Spinelli Cari parlamentari della coalizione Pd-Sel e del M5S,tira un’aria davvero brutta in Parlamento. Non certo per l’occupazione delle Camere decisa da 5 Stelle; non certo per la battaglia, legittima, che M5S e Sel conducono perché le Commissioni parlamentari comincino a lavorare. Tira un’aria brutta alle vostre spalle, e anche [...]

La crisi che mangia i bambini

La crisi che mangia i bambini:

L’eurocrisi ha avuto un impatto pesante sui bambini dei paesi ricchi. E’ l’esito dell’undicesimo report dell’Unicef, che ha evidenziato la regressione delle condizioni di vita dei più giovani tra gli italiani. Ben il 17% dei bimbi del nostro paese vive in condizioni di povertà, al ventiduesimo posto sui 29 paesi più ricchi del mondo.

I BAMBINI ITALIANI - Unicef, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei bambini di tutto il globo. Nell’undicesimo rapporto sulla condizione del benessere dei più giovani tra gli abitanti dei 29 paesi più ricchi del pianeta, l’Unicef ha registrato un peggioramento della situazione per gli italiani più piccoli. Come ha dichiarato il presidente di Unicef Italia, Giacomo Guerrera, la situazione del nostro paese è preoccupante. “Nello specifico l’Italia è al 23esimo posto nell’area del benessere materiale, al 17esimo posto nella salute e sicurezza, al 25esimo posto nell’istruzione; al 21esimo posto per quanto riguarda le condizioni abitative e ambientali”. Inoltre, “In Italia il 17% dei bambini, pari a circa 1.750.000 minorenni, vive sotto la soglia di povertà. L’Italia ha anche il più alto tasso “NEET” (Not in Education, Employment or Training) di tutti i Paesi industrializzati, dopo la Spagna, con l’11% dei giovani che non sono iscritti a scuola, non lavorano e non frequentano corsi di formazione”.

bambini in classe
unicef 1
unicef 2



DATI IN CONTRASTO - La buona notizia registra dall’Unicef è la forte riduzione dell’inquietante fenomeno del bullismo, che si è ridotto del 60% dall’inizio degli anni 2000. In questo momento l’Italia è il paese industrializzato dove si rileva il minor tasso di giovanissimi che hanno subito atti di bullismo, l’11%. Anche per quanto riguarda il tasso di mortalità infantile il nostro paese denota la miglior percentuale dell’Europa del Sud, anche se nella graduatoria complessiva l’Italia si trova al nono posto; è molto bassa anche la percentuale delle ragazze che hanno una gravidanza durante l’adolescenza, i quarti in assoluto tra le nazioni più ricche. L’Italia si piazza invece all’ultimo posto per l’esercizio fisico svolto dai bambini, che però subiscono uno dei livelli più alti di inquinamento atmosferico tra tutti i Paesi industrializzati. L’Italia ha il quarto tasso più basso di abuso di alcol, ma si classifica al 22esimo posto per il tasso di fumo tra gli adolescenti. Sul fronte scolastico, il nostro paese occupa il 24esimo posto per i risultati scolastici conseguiti, prima di Spagna e Grecia, migliorando di 10 punti la sua posizione nel corso degli anni 2000. Inoltre ha il sesto tasso più alto di iscrizione prescolare, alla pari con la Norvegia, ma occupa il 22esimo posto per la partecipazione a forme di istruzione superiore.

VITTIME DELLA CRISI - L’analisi di Unicef si basa sul paragone di cinque parametri: la situazione abitativa, il benessere materiale, la salute, l’istruzione così come i comportamenti rischiosi, tra i quali sono indicati l’alcolismo, il bullismo, il consumo di stupefacenti e le gravidanze precoci. Nella presentazione dell’undicesimo rapporto dell’agenzia dell’Onu l’Unicef ha rimarcato come si palesi che i bambini sono stati tra le maggiori vittime della crisi. Nella graduatoria dei 29 paesi più industrializzati la condizione dei più piccoli è peggiorata, così che la Grecia ora occupa la venticinquesima posizione, l’Italia come già detto la ventiduesima, il Portogallo la diciannovesima, molto lontani dal Nord Europa che è il luogo dove i più giovani stanno meglio. La Spagna è crollata dal quinto al diciannovesimo posto nell’arco di dieci anni.

POVERTA’ IN CRESCITA - Secondo l’Unicef si registra un aumento della povertà che colpisce i bambini. Gli autori dello studio evidenziano come il Pil, da questo punto di vista, non sia un indicatore affidabile, visto che la ricchezza nazionale superiore di un paese rispetto all’altro potrebbe comunque nascondere sacche di povertà che colpiscono i più giovani nello stato più ricco. Per esempio in Portogallo i bambini sono meno poveri rispetto agli Stati Uniti, una nazione di gran lunga più ricca. Il più grave problema della povertà infantile è il fatto che i bambini che la subiscono ne subiranno gli effetti per tutta la vita. La mancanza di mezzi finanziari influenza secondo l’Unicef non solo lo sviluppo potenziale, ma anche la socializzazione e le chance di formazione. La povertà infantile non è però un semplice prodotto dell’andamento dell’economia, ma come viene sottolineato dal paragone tra i vari stati, essa dipende anche da precise scelte politiche.

Grecia: O paghi l’Imu o resti al buio. E buio fu

Grecia: O paghi l’Imu o resti al buio. E buio fu: - Franco Fracassi - Quasi un milione di famiglie in difficoltà dopo che il governo ha approvato una legge che fa incassare le tasse sulla proprietà ai fornitori di energia elettrica. La crisi e i provvedimenti del governo greco hanno causato, oltre al dover vivere (per molti) senza elettricità a casa, anche lo sfratto di [...]

GRECIA:'BOMBA A OROLOGERIA' CONTRO LA GERMANIA PER DANNI DI GUERRA

GRECIA:'BOMBA A OROLOGERIA' CONTRO LA GERMANIA PER DANNI DI GUERRA: Free Image Hosting at www.ImageShack.us
DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk


Il governo greco è disorientato dopo aver ricevuto una esplosiva relazione che calcola il valore degli enormi danni provocati dalla Germania durante  la Prima e la Seconda Guerra Mondiale .

Il conto da presentare alla Germania raggiungebbe un totale complessivo di € 162 miliardi, di cui 108 per la ricostruizione delle infrastrutture del paese dopo l'occupazione nazista del 1941-1944. Parliamo dell’80% del PIL greco.




Il Premier Antonis Samaras ha indetto una riunione speciale con il Ministro degli Esteri, Dimitris Avramopoulos, per limitare i danni diplomatici causati dal rapporto di ottanta pagine.

Corea. Altissima tensione, pericoli di guerra?

Corea. Altissima tensione, pericoli di guerra?:


Corea. Altissima tensione, pericoli di guerra?


Nella regione la tensione è ormai altissima, ma “incidenti” con l'alta tensione non sono mai da sottovalutare.

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Quirinale: IO DICO NO a Prodi, Amato, Marini, Finocchiaro, D’Alema, Bindi, Zagrebelsky, Fo…

Quirinale: IO DICO NO a Prodi, Amato, Marini, Finocchiaro, D’Alema, Bindi, Zagrebelsky, Fo…:



A fasi alterne tiene banco la battaglia per il Sommo Colle. Forse il futuro inquilino del Quirinale si deciderà nelle prossime ore, essendouno dei tanti argomenti che verrà affrontato nei prossimi incontri tra il giaguaro (sì, l’ex caimano) e il quasi-ex segretario del PD. Si fanno tanti nomi e come nel passato il sentimento popolare non conta. Siamo una Repubblica parlamentare ed il presidente della Repubblica è roba da partiti, rituali con accordi sottobanco inclusi.

Io mi permetto di motivare alcuni miei No. Lo faccio nella assoluta libertà di essere una Signoranessuno, che non vale nulla ma che è sufficientemente più intelligente di quella mandria di caproni che pascolano a Montecitorio.

E i miei No nascono da un disgusto evidente nei confronti di chi non ha fatto nulla per evitare di finire dove oggi siamo. No, io non mi accodo alle sirene che predicano per l’Italia un finale greco o cipriota. Non ci ho mai creduto e mai ci crederò. Però – lo sappiamo – a molti fa comodo tenere alto questa terrore, seminare questa paura per raccogliere i frutti del proprio interesse. Il risparmio degli italiani nelle banche è un tesoretto che fa gola a molti in Europa, sopratutto ai quei PIGS e non che dalla nostra fuga hanno soltanto da perdere.

Perdere un importante alleato pronto sempre a dire sì in nome dell’Europa, pronto ad aprire il portafoglio per ogni evenienza ben guardandosi di alzare la voce quando ci viene richiesti di più di quanto dovremmo.

No, non me la prendo coi vari Batman, Belsito e ameni mascalzoni regionali… il mio No lo grido contro quelli che quotidianamente, per anni, hanno pontificato – dai giornali e dalle tv -il verbo di cosa andava fatto e cosa si stava sbagliando.   Quelli che si improvvisavano economisti quando non erano nemmeno capaci di amministrare le spese del proprio condominio.

Al Colle vorrei qualcuno che davvero meriti quel posto, che davvero ha lavorato per questo paese senza trarne personale beneficio.  Siamo stanchi di personaggi la cui unica bravura è stata solo quella di aver fatto per venti o trent’anni “il político”, buono per tutte le stagioni a tenere discorsi… parole parole.

Dico no a Giuliano Amato ma non perché si dimenticò ben presto di essere una creatura di Craxi… dico No a lui perché fu Ministro del Tesoro negli anni in cui la spesa pubblica prendeva il volo, dico no a Giuliano Amato perché fu il Premier di quel Governo che portò la svalutazione della lira e l’uscita dallo SME, e che fece una manovra finanziaria da 93000 miliardi che avrebbe dovuto rimettere in pista i conti pubblici… e invece siamo dove stiamo.

Dico no a Franco Marini, un glorioso passato da sindacalista e poi Ministro del Lavoro e quidni Presidente del Senato. Una “intelligenza” democristiana di cui non ci si ricorda nulla. Che meriti ha avuto Marini ? Quali grande riforme ha contribuito a scrivere a tutela dei lavoratori o per migliorare l’occupazione nel nostro paese? Boh.

Dico no ad Anna Finocchiaro, il cui unico merito oltre a quello di essere donna è anche quello di essere un ex magistrato. E sì… a sinistra conta ancora molto, è un bollino di eccellenza inattaccabile. Ha fatto pure il Ministro con Prodi, dal 1996 al 1998 e l’unico ricordo di lei è legato al tailleur bianco e nero con cui presenziò al giuramento.

E poi il mortadellone: dicono no a Romano Prodi. Lui ne ha fatte tante. Si. Gli italiani se lo ricordano bene. L’Euro tra tutti, accettato così… senza se e senza ma. Non si capisce perché in Italia ogni volta che si butta qualcuno fuori dalla porta, ce lo dobbiamo ritrovare dentro casa, dalla finestra.

Dico no anche a D’Alema. L’unico ex-post-chiamatelo-come-volete-comunista ad essere stato Presidente del Consiglio. Non democraticamente eletto certo, perché gli italiani lo hanno ribadito anche con Bersani. Mai un ex-post comunista a Palazzo Chigi.

E’ la democrazia bellezza.

Insomma una congrega di personaggi il cui non aver fatto nulla per questo paese ci ha ridotto così: commissariati da una casalinga qualsiasi di Amburgo e governati da una pletora di yes-men attenti ai bisogni della grande finanza o ciechi esecutori di un rigore fallimentare. Il paziente è morto ma la cura era giusta.

Una carovana di parolai, sempre pronti da trent’anni ad invocare riforme taumaturgiche, prometterle per poi non farle.

Tralascio, per non ammorbare nessuno, la cialtroneria burlesca con cui si propone la Bindi o Zagrebelsky (chi?) o Dario Fo…o Gianni Letta o Marcello Pera insomma tutto quel solito circo per gli addetti ai lavori. Loro adesso hanno un Grillo per capello….o qualcuno di più.