12/04/13

Per i “saggi” le pensioni non sono una priorità


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Per i "saggi" le pensioni non sono una priorità

Il Gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea istituita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha presentato oggi la sua "Agenda Possibile". La relazione di ben 83 pagine formula delle proposte su come rilanciare il ruolo dell'Italia negli scambi internazionali, favorire la ricerca, l'innovazione e la crescita delle imprese, migliorare il sistema tributario, aprire alla concorrenza, tutelare meglio i consumatori, ma cerchereste invano un rigo sulle pensione, tranne il generico accenno a pag 10, nel paragrafo Lavoro e condizioni sociali delle famiglie di dover "affrontare la grave questione dei cosiddetti "esodati". Figuriamoci se prendevano in considerazione la previdenza complementare. Eppure la relazione sulle proposte per la crescita economica si apre proprio sui problemi delle piccole e medie imprese (PMI). Una opportunità di rilancio di cui si dibatte in questi giorni è la possibilità di investire, in maniera garantita, una percentuale del patrimonio dei Fondi Pensione a loro favore.Ma evidentemente il tempo per approfondire tutte le questioni, è stato poco. E se il capitolo previdenza non è stato toccato forse perchè lo si considera marginale.


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China: i dati del debito


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China: i dati del debito

Ho scritto in fretta e ho sbagliato un numero perchè stavo mettendo assieme diverse cose sul debito cinese. Il punto comunque è semplice: sono molto indebitati, molto di più di quello che si pensi. Al ...


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Come NON pagare le tasse


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Come NON pagare le tasse

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Agli appassionati di finanza, economia, flussi monetari, multinazionali, ecc. consiglio vivamente la visione del documentario che allego sotto: "The tax-free tour" (il giro senza tasse). Con una serie di interviste, condotte in giro per il mondo, viene fatto vedere come le maggiori corporations del mondo (91 fra le prime 100 hanno società nei paradisi fiscali!) riescano ad eludere le tassazioni dei paesi in cui operano e a spostare i profitti dove non vengono tassati per nulla o con percentuali irrisorie.


In Olanda, ad esempio, i profitti da proprietà intellettuale non sono tassati che ad un misero 1-2% (la cifra esatta non è nota, si fanno trattative riservate con l'amministrazione fiscale), per cui esistono interi palazzi di "email-company", compagnie fantasma che hanno una email, un indirizzo fisico, magari anche un numero di telefono (a cui risponderà una segreteria o magari anche una persona in carne ed ossa, con l'inoltro delle chiamate si può far rispondere in qualunque parte del mondo una chiamata "apparentemente terminata" in Olanda), ma di fatto sono assolutamente scatole vuote. Scatole vuote che però fanno enormi profitti, drenandoli da quelli delle compagnie a cui appartengono, dove sarebbero tassate molto di più. Ma la cosa più divertente è che si può far passare per proprietà intellettuale qualsiasi cosa. Uno pensa: la tipica proprietà intellettuale è il software; ma se io faccio scarpe oppure ho una catena di ristoranti, che c'azzecca (per dirla alla Di Pietro) con la proprietà intellettuale?


Errore! Si vede che non lavorate in una delle quattro grandi società di consulenza, le big four (McKinsey, Ernst&Young, Deloitte e KPMG) dove l'unico limite è la fantasia. Sì perchè ad esempio la Starbucks, la famosa catena di coffee-bar, come potrebbe dirottare i suoi utili in Olanda, se non con la proprietà intellettuale? Il caffè/cappuccino sono



  1. prodotti nel paese dove si trova il bar;

  2. pagati nel paese dove si trova il bar;

  3. consumati nel paese dove si trova il bar.


Se esiste un principio di località della fiscalità, questo dovrebbe essere il caso meno "eludibile". E invece… invece la Starbucks si è inventata un prodotto: un "Frappuccino", misto fra frappè e cappuccino, e i diritti derivanti da questa "invenzione" li ha passati ad una società (ovviamente controllata al 100%) che, guarda caso, sta in Olanda. E la catena Starbucks in UK sono 15 anni di fila che in quel paese è in perdita.


Div...



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Il lavoro dei saggi? Pagliacciata finita ma scaricabile in pdf


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Il lavoro dei saggi? Pagliacciata finita ma scaricabile in pdf

Finalmente ci siamo. La pagliacciata dei 10 seggi è finita e il lavoro raccolto in due pdf scaricabili. Ovvietà a go-go, utopie irrealizzabili e sciocchezze prive di fondamento spuntano qua e là, come funghi allucinogeni, nelle relazioni presentate alla Presidenza della Repubblica. L'ennesimo show in un'Italietta senza più dignità politica.



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Oro: continuano i ribassi e le vendite massicce. Il parere di Commerce bank


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Oro: continuano i ribassi e le vendite massicce. Il parere di Commerce bank

Nella seconda metà di gennaio scrissi un articolo sulla fine del bull market decadale dell'oro. Il prezzo era in quel periodo circa 1690 dollari/oncia. Oggi ha bucato in ribasso i 1500 dollari/oncia, ma la cosa più interessante è la rottura della media mobile a 200gg (linea gialla del grafico sottostante) da parte delle medie mobili di breve periodo a 9 e a 14 giorni. E' emblematico che Commerzbank abbia stimato che, nelle sole due giornate del 10/4/2013 e 11/4 /2013, (...)


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Analisi dei Mercati
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Cipro: Rehn, in 2013 Pil potrebbe scendere del 15%


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Cipro: Rehn, in 2013 Pil potrebbe scendere del 15%



(Pubblicato il Fri, 12 Apr 2013 15:37:00 GMT)


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Carmen Reinhart, economista dell'Università di Harvard: PER TUTTI ADDIO PENSIONE


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Carmen Reinhart, economista dell'Università di Harvard: PER TUTTI ADDIO PENSIONE

Carmen ReinhartParola di Carmen Reinhart, economista dell'Università di Harvard. In una intervista a Der Spiegel: banche centrali si stanno inginocchiando per fare favore ai governi. Il prezzo sarà pagato dai risparmiatori, ogni giorno.


Lei è Carmen Reinhart, economista dell'Università di Harvard. "Nessun dubbio, le nostre pensioni sono distrutte", dice senza mezzi termini in una intervista rilasciata Der Spiegel.


I governi sono incapaci di ridurre i loro debiti, e le banche centrali si stanno facendo avanti per risolvere la crisi. Alla fine, sentenzia, il prezzo sarà pagato ogni giorno dai risparmiatori.


"Questa crisi non è finita ancora - sottolinea - né negli Stati Uniti né in Europa" e il punto è che "nessuna banca centrale ammetterà di star mantenendo bassi i tassi di interesse per aiutare i governi a uscire dalla crisi dei debiti.


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Il pagamento di 40 miliardi alle imprese? E’ solo un bluff


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Il pagamento di 40 miliardi alle imprese? E' solo un bluff

di PAOLO CARDENA'


da www.vincitorievinti.com


Il decreto varato dal Governo Monti lo scorso sabato, si potrebbe anche chiamare "La favola della montagna che partorì il topolino". La montagna è il debito che lo stato e le pubbliche amministrazioni hanno nei confronti dei propri fornitori.Il topolino è il decreto varato dal governo dal Governo che prevede il pagamento di 40 miliardi di euro tra il 2013 e il 2014.


L'entità della montagna, non è affatto nota, neanche al governo.

Le analisi svolte dalla Banca d'Italia si basano su stime statistiche, e non tengono conto dei debiti dello Stato e delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle piccole imprese, con un numero di addetti inferiori a 20. Quindi, i 91 miliardi quantificati dalla  Banca d'Italia sono  del tutto sottostimati rispetto a quello che potrebbe essere il totale del debito nei confronti dei fornitori, che la CGIA di Mestre quantifica in almeno 120/130 miliardi di euro. Ma potrebbero essere molti di più.


Ad ogni modo, sabato scorso  è stato varato il decreto che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) sbloccare il pagamento di 40 miliardi di debito nei confronti dei fornitori delle PA, di cui una parte nel 2013 e l'altra nel 2014.

Peccato che il 2014, continuando simili condizioni, difficilmente potrà averci vivi, e chi si aspetta che questo provvedimento potrà contribuire a mitigare lo sfascio di cui le aziende italiane sono vittime, con ogni probabilità, sarà destinato a ricredersi e a rimanerne deluso, anche in tempi brevi. E ciò per diverse ragioni.

In primo luogo, 26 dei 40 miliardi saranno gestiti da un fondo in dotazione alla Cassa Depositi e Prestiti e le pubbliche amministrazioni, al fine di pagare i propri fornitori,  oltre a non esserne obbligate ex lege, per accedervi,  dovranno adeguarsi ad una procedura  amministrativa macchinosa di compartecipazione ai fondi della CDP. Il tutto per non fare apparire il provvedimento per quello che in realtà è: un aiuto indiretto alle banche, che potranno gestire buona parte di questo denaro per conto della Cassa Depositi e Prestiti di cui sono azioniste, del tutto indisturbate, per quasi due anni, o forse più. Altrimenti perché approntare un provvedimento normativo per compiere un atto di ordinaria amministrazione quale quello del pagamento delle forniture?

Inoltre, il provvedimento citato, non ospita affatto un vincolo di destinazione delle somme date in pagamento, tale da impegnare i destinatari di que...


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Flash Usa: crolla la fiducia Michigan ad aprile


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Flash Usa: crolla la fiducia Michigan ad aprile

Ad aprile il dato preliminare relativo alla fiducia Michigan si è attestato a 72,3 punti, in forte calo rispetto al dato definitivo di marzo, fermatosi a 78,6 punti. Deluse le attese.

L'Università del Michigan ha reso noto che nel mese di aprile il dato relativo alla fiducia dei consumatori da essa elaborato, si è attestato a 72,3 punti, in netto calo rispetto alla lettura definitiva di marzo fermatasi a 78,6 punti. L'indicazione odierna si è rivelata nettamente peggiore delle previsioni degli analisti che si erano preparati ad un calo meno marcato a 78,3 punti.



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Cipro deve vendere anche l’oro. Dopo tocca al Portogallo. E poi…


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Cipro deve vendere anche l'oro. Dopo tocca al Portogallo. E poi…

di CHRIS WILTON


L'Eurogruppo ha dato il via libera ai 10 miliardi di aiuti per Cipro, la prima tranche dei quali dovrebbe essere sbloccata già a metà maggio ma, non si sa perché, a Nicosia hanno ben poco di cui stare allegri. Prima si sono visti imporre il prelievo forzoso sui conti correnti sopra i 100mila della Laiki Bank e della Bank of Cyprus, misura che non ha colpito né le banche straniere alla ricerca di alti rendimenti, né gli oligarchi russi, bensì medie aziende e la stessa Università di Cipro. Ieri, poi, hanno scoperto che dovranno vendere i tre quarti delle loro riserve auree, come misura per concorrere all'abbattimento del debito: era scritto nero su bianco su minute preparatorie dell'Eurogruppo di cui è entrata in possesso la Reuters. Cosa significhi questo è chiaro: primo, ormai Cipro non ha più sovranità. Secondo, quando un domani Nicosia vorrà dire addio all'eurozona, sarà decisamente più difficile farlo senza sufficienti riserve auree a parziale garanzia della nuova valuta.


La clausola 29 del documento è molto chiara: <Vendita di riserve auree in eccesso. Le autorità cipriote si sono impegnate a vendere il quantitativo in eccesso delle riserve auree di proprietà della Repubblica. Si stima che questo genererà un'entrata una tantum di 400 milioni di euro>. Né la Banca centrale cipriota, né i funzionari sapevano però niente della misura: chi ha preso la decisione, quindi? Misteri dell'eurozona, dove le cose si materializzano senza paternità. Oltretutto, al netto dei 10 miliardi sbloccati, i costi per il salvataggio sono già saliti da 17 miliardi iniziali ai 23 attuali e l'onere di trovare i 6 miliardi extra ricadrà interamente su Cipro, la Germania e l'Fmi sono stati netti sulla questione. Di più, il governo si aspetta una contrazione dell'economia del 13% quest'anno ma Megan Greene della Maverick Intelligence, teme che il dato sarà molto peggiore, vista la portata dell'austerity che sta per abbattersi sull'isola: <Per Cipro sarebbe meno doloroso un amichevole divorzioso dall'eurozona>, ha dichiarato.


Certo, per tutti gli eurocrati quello di Cipro è un "caso unico" ma se così non fosse, preme ricordare i tre precedenti che la lezione impartita a Nicosia dall'Ue ha generato: prelievi forzosi sui conti correnti, controlli sul capitale e ora, di fatto, confisca (o vendita forzata, se vi piace di più) delle riserve auree. Quando un domani non troppo lontano toccherà all'Italia scendere a patti con la troika per esse...



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Un record dopo l'altro per Wall Street. S&P500 ad un passo da 1600 punti


1Proprio quando tutti si aspettavano una pesante flessione del mercato azionario americano, dato che l'indice S&P500 era arrivato sulla soglia dei 1570/75 punti (livelli che aveva già toccato nei picchi del 2000 e del 2007 e che avevano preceduto due bear market molto importanti), il mercato ha spiazzato tutti con gli operatori che hanno ripreso ad acquistare azioni.
Dopo una fase di consolidamento di breve periodo che aveva caratterizzato il mese di marzo, l'indice S&P500 ha effettuato un breakout deciso del massimo storico di 1576 punti (ottobre 2007) proprio nella giornata di ieri, uscendo dall'area di trading range compresa tra 1538 e 1570 punti, e alzando l'asticella del record storico a 1587 punti (1588 nell'intraday).

Verso la Bancarotta:Febbraio Spesa Pubblica Fuori Controllo, Esplode il Fabbisogno dello Stato Feb. 2013 ( e I Prestiti all’Esm non Centrano)


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Verso la Bancarotta:Febbraio Spesa Pubblica Fuori Controllo, Esplode il Fabbisogno dello Stato Feb. 2013 ( e I Prestiti all'Esm non Centrano)

ScreenHunter 02 Dec. 30 12.35 650x105 Verso la Bancarotta:Febbraio Spesa Pubblica Fuori Controllo, Esplode il Fabbisogno dello Stato Feb. 2013 ( e I Prestiti allEsm non Centrano)ScreenHunter 01 Dec. 30 12.35 650x431 Verso la Bancarotta:Febbraio Spesa Pubblica Fuori Controllo, Esplode il Fabbisogno dello Stato Feb. 2013 ( e I Prestiti allEsm non Centrano)

(Venerdì 30 Dicembre, Mario Monti: Manovre Finite… a futura memoria)

Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo )

E' appena uscito il consueto bollettino statistico di Banca d'Italia sugli indicatori monetari e finanziari, i media sussidiati ci faranno vedere questo:

Schermata 2013 04 12 alle 13.01.22 650x839 Verso la Bancarotta:Febbraio Spesa Pubblica Fuori Controllo, Esplode il Fabbisogno dello Stato Feb. 2013 ( e I Prestiti allEsm non Centrano) Cioè un calo di circa 5 mld del debito pubblico, un effetto ottico dovuto al fatto che lo Stato a febbraio si è finanziato anche consumando oltre 18 miliardi di cassa presente nei forzieri di Banca d'Italia.

In realtà quello che è successo è questo:



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Roubini: tre scenari per il 2013. Quanto influiranno le elezioni in Italia e Germania?


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Roubini: tre scenari per il 2013. Quanto influiranno le elezioni in Italia e Germania?

Ecco tre possibili scenari per il 2013 per quanto riguarda l'area euro. Tre scenari Scenario di base (60%): L'approccio del "tirare avanti" continua nel 2013 e oltre, ma è politicamente sempre più problematico, in quanto i governi della periferia saranno sempre più oggetto di crescenti pressioni per fermare l'austerità e le riforme, e il centro sentirà la frustrazione del suo pubblico. Le elezioni italiane porteranno o ad un governo di minoranza del Partito Democratico (PD) o ad un governo di (...)


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Economia internazionale
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Crisi: da Eurogruppo altri 7 anni a Portogallo e Irlanda per debito


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Crisi: da Eurogruppo altri 7 anni a Portogallo e Irlanda per debito



(Pubblicato il Fri, 12 Apr 2013 14:32:00 GMT)


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Economia digitale, superano l'Italia anche le Barbados


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Economia digitale, superano l'Italia anche le Barbados

economia digitale


L'economia digitale boccia il Bel Paese. Secondo il Global Information Technology Report del World Economic Forum, l'Italia è fortemente indietro nella capacità di sfruttare la 'tecnologia dell'informazione', nonostante l'economia digitale continui a produrre Pil e posti di lavoro da anni in tutto il mondo.


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Dieci previsioni sul prezzo dell'oro

Vogliono comprare a prezzi bassi??
zio

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Dieci previsioni sul prezzo dell'oro

Gli specialisti di Goldman Sachs hanno rivisto al ribasso le loro proiezioni sul prezzo dell'oro. La nuova previsione è 1450 dollari l'oncia nel 2013 [...]




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23 miliardi per salvare Cipro. UE e FMI stanziano 10 miliardi : non un centesimo di più.


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23 miliardi per salvare Cipro. UE e FMI stanziano 10 miliardi : non un centesimo di più.

La Zona euro si pronuncerà venerdì 12 aprile a Dublino sulla modalità del piano di aiuti a Cipro, che dovrà fare sforzi più importanti di quelli previsti.

I ministri delle finanze dei 17 Stati membri dell'unione monetaria si ritrovano per discutere le misure che il governo cipriota deve attuare per beneficiare dell'aiuto di 10 miliardi di euro e ricevere un primo versamento di 75 milioni all'inizio di maggio, per i salari dei funzionari statali.
Nove miliardi provengono dal fondo dell'Unione europea e 1 miliardi di euro dal Fondo monetario internazionale.

Il ministro del Lussemburgo Luc Frieden indica che l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale non aumenteranno la cifra degli aiuti, malgrado che il salvataggio dell'isola possa costare più del previsto. In settimana era stato reso noto un documento dell'UE che parlava di 23 miliardi di euro. Una cifra confermata dal portavoce del governo cipriota.

Frieden ha aggiunto che Cipro potrebbe diminuire i suoi bisogni di finanziamento ristrutturando il sistema bancario.
La ristrutturazione avverrebbe tassando pesantemente i depositi, privatizzando, licenziando personale e vendendo le eccedenze in oro.
La più grande banca del paese, la Bank of Cyprus, è in corso di ristrutturazione e la seconda, la Laïki, è in liquidazione. I grossi conti della Bank of Cyprus subiranno prelievi da parte del governo sino al 60% (vedi correlati) e quelli della Laïki rimarranno bloccati per anni, prima che un eventuale saldo venga versato ai titolari, una volta terminata la liquidazione.

L'articolo 23 miliardi per salvare Cipro. UE e FMI stanziano 10 miliardi : non un centesimo di più. sembra essere il primo su Ticinolive.



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Esiste un "Piano B" se l'euro va giù


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Esiste un "Piano B" se l'euro va giù

Delegazione parlamentare delle finanze vuol essere messa al corrente


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La Favola dei Semi


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La Favola dei Semi

La+Favola+dei+Semi La Favola dei Semi

di Francesco Simoncelli

[Questo articolo è apparso anche sul magazine online The Fielder.]

Ho sempre pensato che le favole fossero il modo migliore per comunicare concetti complicati e "noiosi" alle persone. Vedete, le favole hanno una componente semplificativa interna che le rende appassionanti quando si sente che una persona inizia a raccontarne una. Secondo Einstein, raccontare favole ai bambini li avrebbe resi più intelligenti da grandi. E' per questo che raccomandava ai genitori di raccontarne una ai porpri figli prima di metterli a letto. Oggi ve ne racconterò una anch'io. Potete utilizzarla anche per dei bambini più cresciuti.

C'ERA UNA VOLTA…

…un paese composto da contadini chiamato Coloriga. In questo villaggio i contadini gettavano semi a terra affinché da essi potessero raccogliere il necessario per sfamare le loro famiglie. Tutto il giorno gettavano semi e speravano che la provvidenza avrebbe fatto il resto. Il villaggio purtroppo aveva ormai perso i fasti di una volta, decadente e diroccato era solo la pallida ombra di quello che era tempo addietro. Ma i suoi cittadini si sforzavano di andare avanti; la vita era dura, certo, ma la speranza ancora accompagnava questa combriccola di agricoltori che si ostinava a riportare i bei tempi ancora in auge. Bastava perseverare, secondo la loro ottica.

E per arrivare a questo risultato gettavano semi in terra ogni giorno. Il seme, infatti, rappresentava per loro una risorsa non indifferente perché se mal gettato sarebbe finito chissà dove e non avrebbe generato i risultati sperati. Questo sarebbe stato disdicevole, nonchè uno spreco consapevole di un componente essenziale per la sopravvivenza. L'accortezza con cui venivano seminati i semi doveva essere calcolata attentamente, altrimenti dall'errore di uno avrebbe pagato tutto il villaggio. Perché? Perchè questo avrebbe significato una fonte in meno da cui veder garantito un flusso costante di nuovi beni. In questo caso, di cibo. Infatti, la prima a pagare sar...



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I greci al buio e al freddo. Grazie alla troika


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I greci al buio e al freddo. Grazie alla troika

I greci al buio e al freddo. Grazie alla troika
Ogni giorno la compagnia elettrica stacca la corrente a 1000 famiglie, che non possono permettersi di pagare le bollette e la pesante tassa sugli immobili.
Continua a leggere l'articolo...


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Forex: euro/dollaro sotto 1,3050 su effetto-Cipro. Germania frena su nuovi aiuti


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Forex: euro/dollaro sotto 1,3050 su effetto-Cipro. Germania frena su nuovi aiuti

Giornata negativa sui mercati finanziari, scossi dalla richiesta di un "aiuto supplementare" avanzato dal presidente cipriota Micos Anastasiades. Il pacchetto di aiuti finanziari salirebbe così da 17 miliardi a 23 miliardi di euro. Da Berlino, però, c'è stata subito una chiusura: l'importo del piano di salvataggio di Cipro non cambierà. I mercati hanno risposto vendendo euro e comprando soprattutto dollari e yen.

Sul forex il cambio euro/dollaro ha accelerato al ribasso fino a toccare un (...)


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Analisi dei Mercati
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Da Italia 40 miliardi all’ESM mentre le aziende chiudono


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Da Italia 40 miliardi all'ESM mentre le aziende chiudono

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1543848/scandalo/da-italia-40-miliardi-all-esm-mentre-le-aziende-chiudono.aspx di Paolo CardenàPubblicato il 12 aprile 2013| Ora 10:42



Nell'anno appena trascorso il governo Monti, con il sostegno di Pd e PdL, ha versato al Fondo Salva Stati (MES) la bellezza di 40 miliardi di euro. Non sarebbe stato opportuno utilizzare queste risorse prima per soddisfare i fornitori, le aziende italiane? L'opinione di Paolo Cardenà






Negli anni si e' gonfiato esponenzialmente il sostegno finanziario devoluto dai paesi dell'area euro al fondo salva stati EFSF e all'ESM. 

Negli anni si e' gonfiato esponenzialmente il sostegno finanziario devoluto dai paesi dell'area euro al fondo salva stati EFSF e all'ESM.





ROMA (WSI) – Questo post è dedicato alla persone di buonsenso, a quelli che non vogliono farsi abbindolare, a quelli che hanno perso un lavoro o che lo stanno perdendo. E' dedicato agli imprenditori che resistono, e a coloro che hanno visto la propria azienda morire sotto i colpi di questa crisi e che, ogni giorno, sono vittime di uno Stato occupato (nel vero senso della parola) da incompetenti e cialtroni. E se trovate questo articolo pieno di demagogia, retorica populista, o non in sintonia con la vostra sensibilità, me ne scuso, ma, con tutto il rispetto a voi dovuto, vi invito a passare oltre: probabilmente state leggendo un sito che non fa per voi; potete sempre continuare a rifugiarvi nelle letture del gossip politico-finanziario. La politica sta danzando una musica che ricorda quella suonata sui ponti di comando del Titanic, prima che affondasse. Si stanno contendendo lo scalpo di un essere già morto, dissanguato, inerme. Illusi che la pol...


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Pico della Mirandola


pico-della-mirandola-giovanni-237x300Esemplare unico, dell’italica gente.
Fateci caso, se andate nei paesi anglosassoni, e dite il vostro nome, magari se lo fanno ripetere, ma poi, statene certi che per almeno un paio di mesi, se lo ricordano.
Da noi, due minuti dopo, quasi non sappiamo come si chiama nostra moglie.
Nei paesi confinanti di lingua tedesca, a scuola ancora imparano poesie a memoria e non solo nella scuola dell’obbligo, anche alle superiori e qualsiasi discorso pubblico, di norma, contiene citazioni e magari pure qualche verso. Da noi a scuola solo creatività, la memoria è un optional non troppo richiesto e nei discorsi pubblici, al massimo barzellette o il titolo di qualche cantautore....

Quella brava Italia che fa contenta l’Europa


Quella brava Italia che fa contenta l’Europa


Quella brava Italia che fa contenta l’Europa
Ma che bravi che siamo in Italia: abituati da decenni di malgoverno accettiamo, in una sola volta, di porre fine a tutti i problemi della nazione. Poco importa se si tagliano i rami giovani e lasciano quelli marci, come le consulenze da 2 miliardi l'anno e i costi della politica che (bla bla bla) saranno tagliati, forse, un giorno, magari dopo che Bersani sarà riuscito a fare un governo. Nel 2054, se siamo fortunati...

RAUS FURBETTEN! LA GERMANIA CONTRO GLI EVASORI PROPONE UN “FBI DELLE TASSE”


RAUS FURBETTEN! LA GERMANIA CONTRO GLI EVASORI PROPONE UN “FBI DELLE TASSE”

Mentre noi perdiamo tempo, il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble, dopo la pubblicazione delle liste degli evasori, propone di istituire una sorta di “Fbi delle tasse”, un’autorità federale con ampi poteri - Nella lista dei furbetti spunta il figlio della famosa spia Ddr Markus Wolf...

Eurogruppo: focus su Cipro, Irlanda e Portogallo. Ma la protagonista sarà l’Italia


Eurogruppo: focus su Cipro, Irlanda e Portogallo. Ma la protagonista sarà l’Italia

L' che partirà oggi a Dublino sarà un appuntamento decisamente importante. La prima tematica sarà ovviamente la , vicenda non ancora risolta ma sempre attualissima. Secondo gli ultimi dati, e assolutamente come previsto, si viene a scoprire che le necessità di finanziamento totale sono più grandi di quanto inizialmente stimato: EUR 23bn (128% del PIL) ...

ITALIA: la peggior crisi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale


ITALIA: la peggior crisi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

Ormai lavorare non è più un diritto ma un lusso. Ce ne rendiamo conto? Da sempre,  ho il pallino dei dati sul , perché ritengo che tutta l’economia gira proprio sull’impatto che deriva dall’aumento o dalla diminuzione dei posti di lavoro. E se ci pensate un attimo è anche abbastanza logico. Se c’è più occupazione, ...

MORTO CHAVEZ, EVO MORALES E' NEL MIRINO DEI "GLOBALIZZATORI"

Com’è facile spingere la gente ... Ma com’è difficile guidarla
(Rabindranath Tagore, 1861 – 1941)



Evo Morales e Hugo Chavez
L’agenda degli “illuminati” globalizzatori, il cui vero fine è stabilire un controllo assoluto sulle risorse natutrali del pianeta attraverso la lotta preventiva contro i leaders che osano sfidare questo processo difendendo gli interessi nazionali dei loro paesi, non ha mai riposo o intervallo. E’ permanente, irreversibile, spietata ed essi utilizzano tutti i mezzi disponibili che vanno dai più rudimentali ai più sofisticati. Per più di 14 anni hanno fatto una guerra “nascosta” contro il governo bolilvariano di Hugo Chàvez, ma non hanno mutato le loro intenzioni neppure dopo la sua morte annunciata.

Ora è il turno del primo presidente aymara della Bolivia, Evo Morales, che ha osato dichiararsi “antimperialista” guidando il suo popolo verso uno Stato del Buon Vivere, realizzando cambiamenti sostanziali con nuovi impegni sulla qualità di vita e la protezione della natura.
Negli ultimi mesi la guerra mediatica contro Evo Morales e il suo governo si è intensificata; lo hanno definito comunista, dittatore, chavista, fidelista, individualista, egocentrico, anticlericale, narcisista, ecc. ecc. Ma c’è un elemento nuovo che consiste nel corrompere, confondere e sviare le basi tradizionali di appoggio alla gestione del presidente attraverso le Organizzazioni Non Governative (ONGs).

Bankitalia: il Sud ha bisogno di industria. Vabbè, andiamocene…


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Bankitalia: il Sud ha bisogno di industria. Vabbè, andiamocene…

di BERNARDO CRANCHI


Leggo questa notizia battuta ieri dalle agenzie:


"La crescita dell'economia dell'intero paese richiede un recupero stabile e duraturo dell'economia meridionale". Lo ha affermato Fabio Panetta, vicedirettore generale della Banca d'Italia, intervenendo al convegno su "L'industria italiana e meridionale negli anni della crisi" che si e' svolto a Napoli. Panetta ha ricordato come dagli studi effettuati nel passato decennio dalla Banca d'Italia "e' emerso un quadro complessivo di un'area in grave difficolta'" dove "nonostante le risorse finanziarie impiegate e alcuni progressi compiuti, i risultati delle iniziative di politica per la coesione intraprese nel passato quindicennio sono stati inferiori alle attese". "Le nostre ricerche – ha aggiunto – mostrano che le misure di incentivazione alle imprese hanno avuto effetti modesti" e "il confronto dell'attivita' d'investimento delle imprese agevolate con quelle che, pur avendo richiesto aiuti pubblici, non sono state finanziate suggerisce che gli incentivi indurrebbero soprattutto effetti di sostituzione intertemporale nelle decisioni d'investimento". Ma l'esperienza di altre regioni europee – ha concluso – mostra come il rilancio del Mezzogiorno, area "in cui risiede un terzo della popolazione italiana e in cui si forma un quarto del prodotto interno", "non possa fare a meno di un apporto significativo" dell'industria, dal momento che "il comparto manifatturiero rappresenta un traino fondamentale dell'innovazione, della produttivita', delle esportazioni, in ultima analisi dell'occupazione".


Scusate, ma mi viene da ridere per non piangere: uno dei più alti dirigenti di Bankitalia ci viene a raccontare che nonostante le montagne di quattrini dirottate al Sud e nonostante le misure di incentivazione alle imprese, i risultati sono stati modesti. Modesti? Io direi pressoché nulli… E questo fatidico Panetta finisce col dirci che il Sud non puà fare a meno dell'industria. Oddio ma questi soloni dove vivono? Le imprese italiane stanno morendo come mosche al Nord, dove sono sempre esistite e si sono sviluppate, ma la necessità sarebbe quella di svilupparle sotto Roma. Ma sì, rifacciamo un'altra bella Cassa per il Mezzogiorno…


Vabbè, cari miei, andiamocene, tanto qui non c'è futuro!



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Quando la democrazia è totalitaria e tirannica


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Quando la democrazia è totalitaria e tirannica

di GIUSEPPE ISIDORO VIO


La democrazia non sarà mai il regno della libertà assoluta dell'individuo, lo sarebbe un regime politico basato non sulla volontà della maggioranza, ma sul rispetto di tutte le libertà individuali, cioè un regime liberal/libertario. Tuttavia, la maggior parte degli uomini teme la libertà, perché essa comporta l'angoscia di scegliere e il peso della responsabilità circa le conseguenze delle proprie scelte. Il problema dei liberali è che la maggioranza delle persone non ama la libertà (la fugge alimentando così la «banalità del male» come magistralmente descritto, a proposito del nazismo, in un celebre libro di Hannah Arendt sul totalitarismo) semmai ama la licenza, che è una furbizia del tutto particolare e diversa dalla libertà. La libertà comporta scelta e responsabilità, mentre la licenza comporta un'eccezione rispetto alla legge, a titolo di favore e/o di privilegio, senza necessità di scegliere e di pagarne le conseguenze.


Molti, allora, preferiscono un regime in cui adagiarsi e sopravvivere nella banalità quotidiana. Banalità, sì, ma per molti più sicura, priva di incertezze, protettiva. Questa è ciò che gli psicoanalisti chiamano fuga dalla libertà. Nei periodi di crisi e di notevole incertezza la fuga dalla libertà si accentua, e così i politici ne approfittano e colgono sempre questi momenti di emergenza per aumentare il potere intrusivo dello Stato e diminuire i diritti individuali. Anche Napolitano e Monti lo hanno fatto. In sostanza, la democrazia come è intesa ora rientra a pieno titolo nelle forme di governo tiranniche, essendo nient'altro che la tirannia di una maggioranza sulla minoranza ed è tanto più subita e mal sopportata da quest'ultima, quanto più si riduce lo scarto percentuale tra le parti come nell'attuale situazione di stallo politico.


Questa democrazia per essere meno tirannica dovrebbe intendersi come il luogo del confronto, del dialogo e del compromesso che alla fine dovrebbe lasciare tutti soddisfatti, anche se rischia più spesso di lasciare tutti insoddisfatti. Siccome individui e comunità, anche nello stato più omogeneo sono tutti diversi tra loro ed è quindi utopico pensare di avere un sistema di valori condiviso da tutti, per non avere la sopraffazione delle maggioranze sulle minoranze, servirebbe che le prime diventassero più tolleranti e le seconde rinunciassero a certe peculiarità, ma...



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Rischio manovra: spese per 6/8 miliardi non coperte


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Rischio manovra: spese per 6/8 miliardi non coperte

di REDAZIONE


ROMA – Dal 2015 saranno necessarie nuove manovre perché l'Imu sulla prima casa è destinata a scadere così come l'aumento dei moltiplicatori con cui si calcola la rendita catastale. E poi da conteggiare altri due miliardi all'anno in più dopo la bocciatura della Corte costituzionale a nuovi ticket sanitari. Ma il prossimo governo, anche se il Def (Documento di economia e finanza) non lo dice, rischia di dover varare una manovra anche per quest'anno per coprire una serie di spese, dalla cassa integrazione alle missioni militari all'estero.


La versione definitiva del Def approdato ieri in forma definitiva con centinaia di pagine e tabelle è decisamente meno rosea delle anticipazioni. Nel testo si prospetta chiaramente il ricorso a nuovi interventi che variano di intensità a seconda che l'Imu venga confermata o venga abolita. Nello specifico, per proseguire un calo tendenziale dell'indebitamento e per mantenere il pareggio di bilancio strutturale, si parla di manovre per 20 miliardi nel triennio 2015-2017 se l'attuale imposizione sulla casa viene confermata, se invece salta come molte forze politiche vanno sostenendo, le manovre schizzano a 60 miliardi. Tutto questo senza tener conto delle griglie imposte dal fiscal compact che ci impone di ridurre il debito pubblico di un ventesimo all'anno a partire dal 2015.


I rischi paventati a caldo l'altro giorno dal responsabile economico del Pd Stefano Fassina sono dunque confermati. E ieri sia Fassina che Pierpaolo Baretta (relatore della finanziaria per il Pd) hanno prospettato la necessità di fare una manovra aggiuntiva già da quest'anno da 6 a 8 miliardi di euro per finanziare una serie di voci: l'ulteriore rinvio della Tares e dell'aumento Iva, la cassa integrazione in deroga, gli esodati, le missioni all'estero, i contratti di servizio con Anas, Poste, Ferrovie e il bonus del 55% per le ristrutturazioni green. «Un intervento che si può evitare – precisa Fassina – se il nuovo governo si deciderà ad andare a Bruxelles come hanno fatto altri Paesi per ottenere una revisione del percorso di rientro».


Il quadro sopra riportato si riferisce inoltre a stime di decrescita per il 2013 migliori (-1,3%) di quelle che circolano nelle analisi dei privati che ipotizzano una contrazione di 1,7-1,9 punti. Così come la crescita del Pil negli anni successivi di 1,3-1,4 o le privatizzazioni per un punto di Pil all'anno sono in realtà previsioni rosee scritte sulla sabbia. Nessuno sa come andrà l'economia italiana e quella europea in bilico tra interventi sviluppisti e grande rigore alla tedesca.


«Il cuore del...



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Arriva la manovra da otto miliardi?


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Arriva la manovra da otto miliardi?

I conti del governo e i guai


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La Cina ha tanto debito pubblico quanto noi


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La Cina ha tanto debito pubblico quanto noi

Secondo l'ex ministro delle finanze cinese il vero debito pubblico della Cina è più del doppio di quello ufficiale, circa 10 trilioni di yuan perchè i governi locali hanno ammassato debito per altri 2 ...


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FINANZA/ Lo tsunami giapponese può affondare l’Italia


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FINANZA/ Lo tsunami giapponese può affondare l'Italia

La ricetta con cui il Giappone vuol affrontare la crisi sta generando una massa monetaria pronta a cercare occasioni di investimento anche in Europa. L'analisi di UGO BERTONE

(Pubblicato il Fri, 12 Apr 2013 06:02:00 GMT)

SPILLO/ La bolla giapponese che fa esultare la finanza (ma non l'economia), di G. Meritempo
FINANZA/ Sapelli: Italia ancora in crisi per colpa di Draghi


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LA RIVOLUZIONE E' POSSIBILE


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LA RIVOLUZIONE E' POSSIBILE



DI MARCIN KROL

wprost.pl




Quando la classe media e i giovani sono sistematicamente esclusi dai vertici economici e sociali l'unica via di sbocco è la sovversione del sistema. I leader europei non dovrebbero dare per scontata la stabilità.




Al contrario di quello che si pensa, in occidente non sono i poveri e i più sfortunati a fare le rivoluzioni, ma le classi medie. È quello che è successo in tutte le rivoluzioni a cominciare dalla rivoluzione francese e con la sola eccezione della rivoluzione d'ottobre, che fu un colpo di stato compiuto in una situazione di estremo disordine politico.



Ma quand'è che la classe media decide di lanciarsi in una rivoluzione?


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I BUCHI DELLO STATO/ Arrigo: il 75% delle nostre tasse si è "perso per strada"


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I BUCHI DELLO STATO/ Arrigo: il 75% delle nostre tasse si è "perso per strada"

Il rapporto deficit/Pil rientrerà nei parametri previsti solo in linea del tutto teorica. La spinta recessiva del governo Monti, spiega UGO ARRIGO, ha infatti ridotto la base imponibile

(Pubblicato il Fri, 12 Apr 2013 06:05:00 GMT)

DEF/ Tra Pil e debito, l'Italia si "svende" all'Europa, int. a G. Gentili
REDDITI FAMIGLIE/ Forte: i contratti tedeschi possono salvarci dal declino


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I soliti noti


I soliti noti


 di Loretta Napoleoni (@lanapoleoni)

 Che ne è stato dei protagonisti degli ultimi trent’anni? Alcuni sono impegnati, con scarsissimo successo, a risolvere la crisi del debito sovrano, altri sono usciti di scena dopo aver fatto sfavillanti carriere.

 Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d’Italia, l’uomo che sancì la separazione fra tesoro e Banca d’Italia e che portò al raddoppio del debito pubblico nel giro di soli undici anni, divenne presidente del Consiglio nel 1993 e tale rimase fino al 1994. È stato il primo presidente del Consiglio non parlamentare, con interessanti analogie rispetto al governo Monti. Dal 1994 al 1996 fu chiamato come vicepresidente alla Banca dei regolamenti internazionali, la banca di coordinamento di 56 banche centrali compresa la Bce, a Basilea. Dal 1996 al 1999 fu prima ministro del tesoro con il governo Prodi, poi, nel 1998, super ministro dell’economia, avendo accorpato i ministeri del tesoro e del Bilancio in collaborazione con massimo D’Alema. Nel maggio 1999 fu nominato presidente della repubblica, il secondo governatore della Banca d’Italia dopo Luigi Einaudi a ottenere questa carica.

 La cosa curiosa è che Ciampi venne chiamato da Prodi prima e da D’Alema poi a ridurre quel debito pubblico che lui stesso aveva fortemente contribuito a creare, con il divorzio tra Banca d’Italia e tesoro.

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Monti pronto a lasciare la politica -


I rumors dicono che a spingere Monti all’uscita di scena siano gli insuccessi di questi mesi
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Meteo economy ancora forti perturbazioni in Europa: allarme BCE sulla disoccupazione


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, Sos Bce "Livelli senza precedenti e peggiorerà ancora" Negli ultimi tre mesi del 2012 la nell’area euro ha raggiunto livelli senza precedenti e peggiorerà nel primo trimestre di quest’anno, si legge nel bollettino mensile della Bce. source “La  economica e finanziaria - afferma l’Eurotower - continua a gravare sul mercato del  nell’area dell’euro. Nel quarto trimestre del 2012 l’occupazione ...