14/04/13

Matteo Renzi scaglia il Quirinale contro Bersani


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Matteo Renzi scaglia il Quirinale contro Bersani

L'intervista al Tg5 del sindaco di Firenza apre le ostilità nel Partito Democratico sul Colle


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Siria, l'effetto domino


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Siria, l'effetto domino

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Democrazia. Egitto, Libia, Siria...

"Possiamo per favore parlarne un minuto?

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Grecia, Kostas Vaxevanis: “Viviamo in un regime come quando c’erano i colonnelli”


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Grecia, Kostas Vaxevanis: "Viviamo in un regime come quando c'erano i colonnelli"

Mentre in Europa vince premi giornalistici per la libertà di stampa e la lotta alla corruzione (come il recente Julio Parrado), ad Atene c'è un processo a suo carico per aver pubblicato i nomi degli evasori. Il 36enne greco Kostas Vaxevanis venne arrestato lo scorso ottobre non appena pubblicò sul settimanale che dirige, Hot Doc, i nomi della Lista Lagarde, l'elenco degli illustri evasori ellenici che avevano trafugato miliardi in Svizzera. Da allora è iniziato un calvario giudiziario che lo vede ancora imputato. Chi ha evaso, invece, è a piede libero e con a capo della commissione d'inchiesta gli stessi politici presenti nella lista.

Processato per avere indicato alla giustizia la strada da seguire: dove sta l'errore?
Me lo chiedo anch'io, forse proprio nel sistema stesso che c'è nel paese: corrotto e che fa arricchire, che prende da chi non ha più nulla da dare e non da chi ha conti in Svizzera. Un esempio? Il fatto che quando io sono stato processato nel paese nessuno ha detto nulla. Mentre del mio arresto ne ha parlato tutto il mondo. Oggi qui vivono tre specie di persone: i professionisti che fanno ciò che vogliono, i politici che dovrebbero andare in galera per le illegalità e i giornalisti che non raccontano un bel nulla.

Due ex ministri, Papacostantinou e Venizelos, non hanno fatto protocollare la lista: che giustizia è quella greca?
Molti giudici sono corrotti, ma il problema vero è che quando si celebrano i processi vi sono delle norme che proteggono ministri e deputati, dei veri intoccabili. A questa norma si è appellato Venizelos e protegge qualunque ministro sia imputato, in quanto serve una doppia autorizzazione a procedere. Al momento in venti attendono l'ok del Parlamento. Il primo si chiama Xristos Markoiannakis, coinvolto in uno scandalo per l'acquisto di elicotteri militari. E lo sapete quale incarico ha oggi? E'il presidente della commissione parlamentare sulla Lista Lagarde. Altri due sono Miltiades Varvitziotis e Adonis Gheorghiadis, i cui parenti sono nella lista.

In quella lista ci sono molti nomi altisonanti e altri sconosciuti. Due su tutti: Stavros Papastravrou e Maria Panteli, presente con la cifra record di 550 milioni…
Il primo, che è ancora nello staff del premier Samaras, ha un conto da 5 milioni e mezzo. Sostiene che non sono soldi suoi e che li ha gestiti per conto di alcuni suoi clienti. Potrei anche credergli...



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BARCONI PIENI DI ITALIANI PARTONO DA LAMPEDUSA VERSO L’AFRICA


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BARCONI PIENI DI ITALIANI PARTONO DA LAMPEDUSA VERSO L'AFRICA

di PONGO


Ci risiamo, è una catena interminabile, seppure  nel periodo invernale il flusso, almeno via mare, rallenta notevolmente ma da oltre vent'anni tutto prosegue senza sosta. I più straordinari cervelli hanno escogitato soluzioni infallibili, vedi per esempio la celeberrima  legge Bossi-Fini varata dal parlamento italiano nel luglio 2002 dagli, allora, Ministro per le Riforme Istituzionali e Devoluzione e dal vice primo ministro. La loro Legge andava a sostituire e in parte ad integrare la precedente legge di Turco-Napolitano del 1998 e come sappiamo prevedeva l'espulsione del clandestino con l'accompagnamento alla frontiera da parte della Forza Pubblica. Mi vien da pensare che sia stato un vero peccato, dato i non grandi risultati raggiunti anzi talora catastrofici, non  accompagnare al confine i due autori della legge. E comunque anche Amnesty International evidenziò che la Bossi-Fini non era da considerare una legge specifica e completa sul diritto di "asilo politico". In altra fase, ben più recente, son stati gli accordi fra Berlusconi e Gheddafi, di collaborazione a tutto tondo con enormi  spese da parte italiana  e con Silvio questa volta  nella parte della puttana (per una volta l'ha fatta lui) concedendosi  al Colonnello oltre che con abbracci amorosi, anche con ogni argomento ovvero con tecnologia, con  lunghissime autostrade con vista mare nel nord della Libia, con corsi di aggiornamento per le loro Forze Pubbliche, ecc. , unitamente alle scuse formali dell'Italia  per gli orrori  reali compiuti  dal regime italiano durante il periodo coloniale.


Aldilà di tutta questa buona volontà, qualcuno ha notato veri risultati?  Mi rendo conto che l'argomento sia di grande difficoltà soprattutto pratica, seppure spesso non vengano considerati all'interno del fenomeno-immigrazione alcuni argomenti dai quali non si potrebbe prescindere.  Ma gli sbarchi di clandestini non fanno più notizia e in questi ultimi giorni a Lampedusa ne sono avvenuti due di una certa entità,  circa 150  persone su  un barcone lungo 14 metri bloccato ad un miglio e mezzo dalla costa mentre dell'altro sbarco  si sa meno essendo stato avvistato un poco più lontano dall'isola. I giornali quasi non ne hanno parlato. Ormai è la normalità.  Ma  cari  appena giunti  e prossimi clandestini, non vi viene qualche dubbio atroce?




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Pensioni, l’allarme di Mastrapasqua: se lo Stato non paga, Inps a rischio


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Pensioni, l'allarme di Mastrapasqua: se lo Stato non paga, Inps a rischio

Guardate che l'Inps è messo male, fate qualcosa quanto prima. È il 22 marzo quando il presidente Antonio Mastrapasqua – certo, in termini più gentili – mette nero su bianco il concetto in una lettera ai ministri dell'Economia e del Lavoro, Vittorio Grilli e Elsa Fornero. La storia è in parte nota, ma l'allarme del pluripoltronato capo supremo del più grande ente previdenziale d'Europa testimonia che la situazione è persino più grave del previsto, tanto più che sia Mastrapasqua che Fornero hanno sempre sostenuto in questi mesi che i conti dell'Inps non destano alcuna preoccupazione.

Invece, il nostro comincia la sua missiva – di cui Il Fatto quotidiano è in possesso – riportando alcuni passaggi della relazione della Corte dei Conti sul bilancio preventivo 2012 in cui si sostiene quanto segue: l'inglobamento di Inpdap ed Enpals (rispettivamente l'ente che si occupa degli statali, in perdita per miliardi, e quello che serve i lavoratori dello spettacolo) sta affossando i conti dell'Inps: "Il patrimonio netto… è sufficiente a sostenere una perdita per non oltre tre esercizi" (fino al 2015, per capirci) e il governo continua a tagliare i trasferimenti; se le amministrazioni dello Stato rallentano ancora un po' i pagamenti avremo "ulteriori problemi di liquidità con incidenza sulla stessa correntezza (sic) delle prestazioni". Tradotto: rischiamo a breve di non pagare le pensioni in tempo. Conclude Mastrapasqua: "Minori trasferimenti, riduzione dell'avanzo patrimoniale, strutturale contrazione delle entrate contributive della gestione pubblica (ex Inpdap)" stanno mettendo a rischio "la più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico".

Volendo, si può tradurre l'allarme del presidente Inps nei numeri impietosi – e per di più destinati a peggiorare – del bilancio di previsione 2013 approvato a fine febbraio dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell'Inps: 10,7 miliardi il disavanzo di competenza; 23,7 miliardi il disavanzo patrimoniale complessivo dell'ex Inpdap; un patrimonio netto sceso dai 41 miliardi del 2011 ai 15,4 previsti per quest'anno; 265,8 miliardi le prestazioni previdenziali da erogare contro un incasso in contributi stimato in 213,7 miliardi (ovviamente al netto delle compensazioni statali). Numeri che, peraltro, dovranno essere rivisti in peggio visto che sono stati calcolati sul Def di settembre, quello che prevedeva una recessione per il 2013 solo dello 0,2%, mentre su quello nuovo c'è scritto -1,3.

Com'è stato possibile tutto questo? Le magagne più grosse, come si sarà capito, sono nel bilancio dell'ex ente degli statali e sono dovute a una sorta di paradosso italiano: la Pubblica amministrazione (tanto locale, quanto centrale) per lunghi anni – e in parte ancora adesso –



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DAL 2002 CI DERUBANO 1.155 EURO ALL’ANNO. SIAM MESSI PEGGIO CHE NEL 1929


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DAL 2002 CI DERUBANO 1.155 EURO ALL'ANNO. SIAM MESSI PEGGIO CHE NEL 1929

crisi-economica 3DI REDAZIONE


In Italia la crisi sistemica, resa ancor piu' grave dall'assenza assoluta di concorrenza e da norme basilari di trasparenza in settori vitali come banche, assicurazioni, elettricita' ed energia, ha saccheggiato le tasche delle famiglie italiane al ritmo di 1.155 euro l'anno dal 1 gennaio 2002, con un conto finale in 11 anni di 12.700 euro a carico di ogni nucleo famigliare ed un trasferimento totale di ricchezza pari a 279,5 miliardi di euro. A calcolarlo sono Adusbef e Federconsumatori.


Gli effetti negativi della crisi economica che stiamo vivendo in questi ultimi anni sono piu' pesanti di quelli registrati negli anni Trenta: basti considerare che se tra il 1929 e il 1934 la contrazione degli investimenti in Italia fu del 12,8%, tra il 2007 ed il 2012 il calo e' stato del 27,6%, cioe' piu' del doppio rispetto a quanto accaduto 80 anni fa.


A dirlo e' la Cgia di Mestre che chiede "la formazione di un governo forte e autorevole" dopo aver messo a confronto l'andamento di alcuni indicatori economici censiti nei periodi 1929-1934 e 2007-2012. In linea con quello degli investimenti anche il dato del Pil dimostra che, a livello aggregato, la ricchezza prodotta dal paese al netto dell'inflazione durante la crisi degli anni Trenta diminui' del 5,1%, laddove tra il 2007 e il 2012 la contrazione e' stata del 6,9%. Cosi', il Pil pro capite durante la grande crisi scese dell'8,6% a fronte del calo del 9,4% registrato in questi ultimi anni. Tendenza invertita, invece, solo per i consumi delle famiglie che reguistrarono la cduta drammatica del 9,4% negli anni Trenta a fronte della diminuzione del 5% di questi ultimi anni.


"La gravita' della situazione – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – richiede la formazione di un Governo forte ed autorevole che in tempi brevi inverta la politica economico/fiscale praticata in questo ultimo anno e mezzo. Basta con l'austerita' ed il rigore che stanno provocando un preoccupante aumento della disoccupazione. Bisogna, invece, ridurre le tasse e rilanciare i consumi delle famiglie, altrimenti per la gran parte delle piccole imprese non c'e' futuro".


Bortolussi osserva, dunque , come "visto che in Europa nel decennio scorso il 58% dei nuovi posti di lavoro sono stati creati dalle piccole imprese con meno di 10 addetti, se non aiutiamo queste ultime non possiamo sperare di combattere efficacemente la disoccupazione".


E' chiaro, sottolinea la Cgia, che questa comparazione presenta dei limiti riconducibili all'incompletezza delle statistiche riferite agli anni Trenta. Pertanto, i risultati vanno presi con le molle, anch...



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Il golpista di papa Bergoglio

Il golpista di papa Bergoglio:  Parole e Fatti: il Golpista di Papa Bergoglio

Due diversi aspetti della stessa personalità di questo Papa che sta facendo una grande campagna pubblicitaria per dare di se stesso l'immagine di un uomo semplice, francescano, amante dei poveri, amante della semplicità, un pastore di greggi di cui - come ha detto- si è impregnato dell'odore di beccume. A Piazza San Pietro è tutto semplicità povertà buoni sentimenti. Nelle stanze dei bottoni della Chiesa è tutta un'altra roba.
 Ma il vero odore di cui è impregnata Papa Bergoglio non è quello delle pecore ma  è quello del golpe. A capo della Commissione di Cardinali nominata perchè lo.....................

Romano Prodi: nella vita c'è anche il suicidio

Romano Prodi: nella vita c'è anche il suicidio:

Portogallo nel caos. Migliaia in piazza contro la troika

Portogallo nel caos. Migliaia in piazza contro la troika:
Portogallo nel caos. Migliaia in piazza contro la troika
Anche a Lisbona ieri si è manifestato ‘contro la povertà’, ma avendo ben chiaro chi la provoca: il governo portoghese e la troika, che stanno distruggendo il paese in nome di una ripresa che non arriva…
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Crisi: Camusso, esiste rischio mezzo milione di italiani resti senza cig

Crisi: Camusso, esiste rischio mezzo milione di italiani resti senza cig:

(Pubblicato il Sun, 14 Apr 2013 12:41:00 GMT)

Il prelievo forzoso sui conti correnti diventa strumento ordinario di “salvataggio”

Il prelievo forzoso sui conti correnti diventa strumento ordinario di “salvataggio”:
di  Claudio Conti


Il prelievo forzoso sui conti correnti diventa uno degli strumenti ordinari di “salvataggio” di banche e Stati.
Un Eurogruppo non molto pubblicizzato, ma che doveva discutere – e lo ha fatto – di problemi piuttosto decisivi per il futuro dell’Eurozona. Lo si capisce dalla reticenza con cui anche i giornali specializzati danno conto della discussione avvenuta. Poiché abbiamo giustamente molta considerazione dei professionisti inviati a Bruxelles, dobbiamo pensare che la discussione tra i ministri delle finanze sia stata in qualche misura “criptata”, e che la materia in discussione sia al tempo stesso esplosiva e per ora trattata in maniera solo preliminare.
Seguiamo perciò il racconto fatto da IlSole24Ore - il giornale più attento a questo tipo di eventi – cercando di spiegare quel che è poco chiaro e, soprattutto, le implicazioni contenute nelle ..........

Nordcorea: “In caso di una guerra nella penisola coreana guerra nucleare inevitabile, Giappone primo obiettivo”

Nordcorea: “In caso di una guerra nella penisola coreana guerra nucleare inevitabile, Giappone primo obiettivo”:

E’ quanto dichiarato dalla Corea del Nord in un comunicato secondo cui la guerra nucleare è “inevitabile” e il Giappone è il primo obiettivo di un attacco nucleare.
Solo ieri a tarda sera, un rappresentate del Congresso americano aveva svelato un rapporto DIA nel quale si dà ormai per scontata, la capacità nordcoreana a montare testate nucleare miniaturizzate su missili balistici a media gittata.
Riporta infatti la sudcoreana Yonhap News Agency questa mattina in America che “La Corea del Nord ha avvertito il Giappone venerdì che Tokyo sarebbe il primo obiettivo in caso di una guerra nella penisola coreana se continua a mantenere la sua posizione ostile.”
“Il Giappone rimane sempre un obiettivo delle forze armate rivoluzionarie della RPDC. Il Giappone sarà il primo ad essere colpito duramente prima di tutti gli altri”, aggiunge il rapporto.

Fonte; VoxNews

Truffa telefoni cellulari con sms da numeri 48xxxx. I gestori non offrono protezioni

Truffa telefoni cellulari con sms da numeri 48xxxx. I gestori non offrono protezioni:
truffa cellulari sms
Ormai appare come un vero e proprio raggiro di massa: l’invio di SMS da parte di società sconosciute che iniziano con le prime cifre “48” e che comportano l’attivazione abusiva e del tutto illegittima di servizi non richiesti a costi notevoli.

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Dracula (2012) di Dario Argento


dracula-3d-poster-2013Dracula 3D delude le attese e si aggiudica il posto più basso della cinematografia di Dario Argento.
Non si tratta neppure del primo esperimento di horror italiano in tre dimensioni, perché si fa bruciare sul tempo da Paura 3D (2012) dei fratelli Manetti, ancora più scarso, ma almeno girato in economia.
Dario Argento dispone di mezzi notevoli per girare Dracula 3D ma svolge il compito in maniera scolastica, senza passione e genialità.
Dracula 3D viene girato nel 2011 nelle campagne di Biella, una finta scenografia che ricorda la Transilvania.................

Dal 2014 altri 2 miliardi di ticket. Ma la Sanità ha i conti disastrati

Dal 2014 altri 2 miliardi di ticket. Ma la Sanità ha i conti disastrati:
di ALTRE FONTI
“Altri due miliardi di ticket, che entrano in vigore dal primo gennaio 2014, ”sono insostenibili per i cittadini e per il Servizio sanitario”. Lo dice all’Ansa il ministro della Salute Renato Balduzzi, commentando i dati del 2012. La manovra sui ticket sarà ”una delle prime decisioni che attenderà il nuovo governo”.
“Quello sui ticket – aggiunge Balduzzi – è un allarme che ho lanciato da tempo. Ma non siamo impreparati perché abbiamo lavorato per preparare una risposta” che andrà però trovata dal prossimo esecutivo. Altri due miliardi, spiega il ministro “non sono sostenibili né per il..............

Goldman Sachs, regina fragile e oscura di Wall Street

Goldman Sachs, regina fragile e oscura di Wall Street:
La banca più famosa di Wall Street si scopre sempre più precaria. E cerca l’Asia per sopravvivere
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Tunisia, come è nata la ‘Primavera Araba’


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Tunisia, come è nata la 'Primavera Araba'

Tunisia: la verità sul numero dei "martiri" e i veri colpevoli

Karim Zmerli, Tunisie Secret, 10 aprile 2013


Rachid-Ammar1Prima di aprire la questione esplosiva dei prigionieri politici, per caso per caso, Tunisie Secret si concentra prima sulla questione non meno esplosiva delle vittime degli scontri del dicembre 2010-gennaio 2011. Qual è il loro numero? Chi sono? In quali condizioni sono state uccise? Chi le ha uccise? C'era l'ordine di sparare sui manifestanti? Due anni dopo la sanguinosa crisi che ha cambiato radicalmente la Tunisia, l'opinione pubblica nazionale e internazionale deve porsi queste domande con il rischio di compromettere qualche dogma pseudo-rivoluzionario. Sui fatti che hanno gettato la pacifica Tunisia nel sangue degli innocenti, nella confusione e nell'anarchia, mettendone il destino nelle mani degli islamisti "moderati".


Nel febbraio del 2011, un rapporto delle Nazioni Unite stimava il numero delle vittime a 300 morti e 2800 feriti. I social network, manipolati da agenzie estere e da al-Jazeera, intossicati dalla propaganda islamista e di sinistra, indicavano la cifra dei "martiri" in 5000! In questa analisi, TS non prende in considerazione che la relazione finale della Commissione d'inchiesta sugli abusi e le violazioni (CIDV), presieduta da Taoufik Bouderbala, avvocato ed ex presidente della Lega tunisina dei diritti dell'uomo; il rapporto è stato pubblicato nell'aprile 2012. Notiamo di passaggio che molti tunisini sanno che fu Ben Ali ad ordinare la creazione della Commissione d'inchiesta, nel suo discorso del 13 gennaio 2011!


Le conclusioni della CIDV

Secondo il rapporto, il bilancio delle vittime finale è di 338 morti, tra cui 86 criminali detenuti che incendiarono le loro celle per fuggire, 14 membri della polizia e cinque soldati dell'esercito nazionale. Nessuno si chiede nulla dell'identità dei criminali che hanno ucciso 14 poliziotti e cinque soldati. Quindi, il numero esatto dei "martiri" della "rivoluzione dei gelsomini" è 233, dal momento che sia i primi (gli 86 che cercarono di evadere) e gli altri (i 19 che stavano facendo il loro dovere per mantenere l'ordine) da alcuni non sono considerati dei "martiri". Sempre secondo il rapporto di Taoufik Bouderbala, il 60% dei decessi è avvenuto nei governator...



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Come risparmiare 140 euro dalle bollette


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Come risparmiare 140 euro dalle bollette

Lo spiega l'autorità per l'energia


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Banca(rotta) e depositanti: chi salvare?


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Banca(rotta) e depositanti: chi salvare?

In un mio post in cui paragonavo la stangata ventilata sui conti correnti bancari a Cipro e quella effettivamente subita dai possidenti italiani con l'Imu, diversi commenti asserivano che sarebbe cosa buona e giusta lasciar fallire le banche insolventi. Su questo punto nulla da eccepire da parte mia. Però sorge un problema: come vanno trattati i depositanti? Diversi lettori asserivano che se i depositanti perdessero i risparmi non varrebbe la pena di stracciarci le vesti (i malcapitati al massimo possono stracciarsi quel che resta della biancheria intima). Male hanno fatto a non valutare con accuratezza la solidità della banca.

Secondo questo filo logico le banche sono aziende come tutte le altre e quindi devono poter andare in bancarotta (del resto l'etimologia del termine è eloquente) senza particolari drammi. Però le aziende "normali" vendono un bene o un servizio. Ad esempio se tengo la macchina in un garage privato e il proprietario fallisce a nessuno salta in mente di espropriarmi l'autovettura. Come cliente non sono responsabile del rischio d'impresa dell'autorimessa.

Invece le banche hanno una caratteristica diversa da tutte le altre aziende: il loro capitale è irrisorio rispetto ai prestiti concessi. Esse pertanto rischiano soldi altrui, quindi i clienti si trovano coinvolti nella malagestione del management (peraltro senza poterlo influenzare o controllare come fanno gli azionisti). Inoltre molti individui sono costretti loro malgrado ad aprire un conto in banca non fosse altro perché i datori di lavoro versano gli stipendi sul conto corrente e perché ormai le transazioni in contanti oltre un certo limite sono illegali.

La domanda astratta: "E' giusto che una banca venga lasciata fallire e i depositanti ne siano coinvolti?" può essere tradotta in termini più concreti: "E' giusto che la casalinga di Voghera, l'artigiano di Trani o l'operaio di Pomezia paghino per gli errori di chi gestisce la banca dove hanno il conto?".

La risposta dipende dalla qualità delle informazioni diffuse al pubblico e dalla capacità di un correntista di analizzarle e trarne implicazioni precise circa la solidità patrimoniale della banca dove ha depositato i risparmi. In altri termini, ogni correntista dovrebbe avere dimestichezza con la contabilità e trasformarsi in analista di istituti di credito. Ogni tre mesi quando escono i risultati di gestione dovrebbe leggerseli, studiarseli, capirli e valutare se tenere i soldi in quella banca o cambiare (il che implica andarsi a leggere i bilanci di almeno un'altra mezza dozzina di banche per trovarne una migliore).

Quanti di voi, cari lettori, avete un' idea – sia pure approssimativa –...



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Grazie alla Corea del Nord, gli Usa accerchiano la Cina


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Grazie alla Corea del Nord, gli Usa accerchiano la Cina

Cosa conta di più: un missile-bluff da sparare nell'oceano o i tremila miliardi di debito americano detenuti da Pechino? Più che a una improbabile guerra termonucleare, ci stiamo avvicinando al 2017. E' la data entro la quale – secondo il Progetto per il Nuovo Secolo Americano redatto dalla destra statunitense nel '98 – la Cina diverrà l'avversario col quale gli Usa si scontreranno. Secondo Giulietto Chiesa, è illuminante l'enfasi con cui i media occidentali drammatizzano la crisi nordcoreana, come se davvero Pyongyang rappresentasse una minaccia per la sicurezza del mondo: «Alla prima mossa sbagliata, la Corea del Nord verrebbe incenerita in dieci minuti: e questo lo sanno perfettamente sia Kim Jong Un che i suoi generali». Il giovane dittatore? «E' un demente, ma non un suicida: sta solo tirando la corda per poi trattare aiuti per il suo popolo affamato». Un gioco pericoloso? Sì, ma non per la Corea né per gli Usa: perché a rischiare è il potente vicino, la Cina. (continua…)




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UNA DOMANDA RETORICA


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UNA DOMANDA RETORICA

Dal prezioso Vocidallagermania apprendiamo che il governo federale tedesco disconosce ogni possibilità di cambiare la propria politica mercantilista non considerando un problema il proprio surplus commerciale, ma solo la mancanza di competitività dei PIGS, la cui correzione, mediante una forte deflazione salariale, sarebbe l'unica via d'uscita dalla crisi. E abbiamo visto come Draghi sia esattamente e rigorosamente  in linea con questa visione.
Flassbeck, nel post sulla Germania sopra linkato, evidenzia come questa concezione della moneta unica e della politica economica UEM portino alla crisi dei paesi "debitori", senza alcuna via d'uscita, dato che imponendosi un ipocrita e distopico obiettivo finale dell'intera UEM in forte attivo delle partite correnti verso il resto del mondo, quest'ultimo reagirà svalutando le proprie valute. Cosa che si sta puntualmente verificando.
E sappiamo anche come il vero obiettivo della Germania non sia affatto il risanamento delle economie dei paesi "debitori" (verso di essa), ma l'appropriazione stabile dei principali assets di tali economie, sancendone la definitiva colonizzazione. E sappiamo pure come, per motivi strettamente politici, la Francia sia "protetta" (per ora) da questa demolizione sociale ed economica. Mentre in Italia tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in un modo o nell'altro, sono prone e desiderose di arrivare a questa colonizzazione.
.
Ma, ...


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FINANZA/ 2. Così una nuova lira può salvare l’Italia


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FINANZA/ 2. Così una nuova lira può salvare l'Italia

I pro e i contro dell'uscita dall'euro da parte dell'Italia. GIOVANNI PASSALI analizza la situazione con una serie di esempi a partire da come avverrebbe il pagamento delle rate di un mutuo 

(Pubblicato il Sun, 14 Apr 2013 06:05:00 GMT)

FINANZA/ Le balle sull'euro che "distraggono" l'Italia, di L. Solari
FINANZA/ L'euro "distrugge" l'Italia, ecco le prove, di G. Passali


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BANCA VATICANA IOR: VEDI ANCHE MAFIA, RICICLAGGIO, ILLECITI FINANZIARI E TRAME OCCULTE.


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BANCA VATICANA IOR: VEDI ANCHE MAFIA, RICICLAGGIO, ILLECITI FINANZIARI E TRAME OCCULTE.

La sede dello Ior, la banca vaticana.


di Barbara Ciolli

Negli Usa l'hanno ribattezzato International offshore rule (Ior): Regime internazionale offshore.
Ma in realtà si tratta dell'Istituto opere religiose, la banca del Vaticano. E tra le grandi missioni incompiute che Benedetto XVI ha tramandato a Francesco c'è il suo spinoso risanamento.

OPERAZIONE TRASPARENZA. Il pontificato di Joseph Ratzinger aveva infatti iniziato un'operazione trasparenza, poi miseramente fallita con la cacciata dell'ex presidente Ettore Gotti Tedeschi e del cardinale Attilio Nicora dalla Commissione di vigilanza della banca vaticana.
«Chi tocca lo Ior muore», è la regola che domina il Torrione Niccolò V, sede dell'istituto, dalla sua apertura nel 1942. Ufficialmente, la banca dei prelati serve a far fruttare il più possibile i beni per le opere di carità nel mondo. Nella realtà, per la sua opacità e impenetrabilità, lo Ior è diventato la centrale di riciclaggio e il veicolo dei maggiori illeciti finanziari del...


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Bassa domanda e declino italiano


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Bassa domanda e declino italiano

Il dibattito sul declino prima e la crisi poi dell'economia italiana si è focalizzato principalmente sugli elementi "strutturali" dal lato dell'offerta[1]. Generalmente, al contrario, l'andamento negativo della domanda aggregata è considerato come un fattore congiunturale o di breve periodo. Tuttavia, basta guardare i dati senza pregiudizi per capire che la debolezza della crescita della domanda aggregata è stata una costante che per almeno un ventennio ha caratterizzato l'economia italiana. E' quindi difficile negare che questo sia un vero e proprio elemento strutturale che ha concorso agli effetti così drammatici della crisi attuale. Dal punto di vista teorico ci si può riferire alla legge di Kaldor-Verdoorn. La legge mette in relazione la crescita della produttività del lavoro, la cui debolezza come si sa è uno degli elementi che hanno caratterizzato la nostra economia, con la crescita dell'output, individuando nella crescita dell'output la variabile indipendente. Interpretata dal lato della domanda, la legge afferma che la crescita della produttività è indotta dalla crescita della domanda aggregata[2].

I dimostrano chiaramente che dal 1991 ad oggi la crescita della domanda finale aggregata, come mostrato dal grafico 1.a)[3], è molto più debole in Italia rispetto alla media europea e alla Francia e alla Germania per tutto il periodo, anche se il fenomeno si rende ancora più evidente nell'ultimo decennio. Ci sono quindi forti argomenti per sostenere che "il declino" italiano sia determinato anche dal lato della domanda aggregata e dal sostanziale rigetto di qualsiasi politica keynesiana negli ultimi decenni. Inoltre per tutte le componenti della domanda aggregata considerate si registra in generale una performance peggiore dell'Italia rispetto agli altri paesi. In particolare la componente delle esportazioni illustrata nel grafico 1.b) ha un andamento più contenuto rispetto agli altri paesi a partire dal 2000, pur restando vicina a quella della Francia. Questo dato suggerisce che la scarsa crescita della produttività del lavoro sia legata alla contrazione del saggio di crescita delle esportazioni in seguito alla ridotta competitività di prezzo dopo l'adozione dell'Euro.


Il grafico 1.c) mostra l'andamento della domanda domestica. Quest'ultima vede un rallentamento dei saggi di crescita tanto delle spese di consumo finale del governo (1.d) che delle spese di consumo finali private (1.e). In particolare le prime subiscono una brusca decrescita tra il 1992 e il 1995, rall...


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Eugenio Benetazzo .:::. Economista indipendente in Italia e Malta

PAGHERANNO IN CINQUE MILIONI ..::.. postato il 12/04/2013


Lasciate perdere le fantasiose proiezioni politiche sul futuro del nostro paese, ormai non ha neanche tanto senso continuare ad aspettare il nuovo governo. La pagheranno circa cinque milioni di italiani, questa fase di instabilità e di mancanza di convergenza politica  nell'interesse del paese, con il Partito Democratico come principale responsabile. Sono cinque milioni infatti i contribuenti  italiani (intesi come persone fisiche) che secondo le rilevazioni di Bankitalia detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000. Lo hanno fatto capire con grande disinvoltura persino le autorità sovranazionali europee, l'Italia non è più di tanto a rischio per adesso, nonostante i suicidi quotidiani e le chiusure sistematiche di piccole e medie imprese day by day. La prima manovra tampone, con grande presunzione, istituita dal prossimo governo sarà l'istituzione di una sorta di imposta di solidarietà su chi possiede disponibilità liquide superiori a centomila euro appunto. Il prelievo potrebbe essere anche di entità piuttosto contenuta (tra lo 0.5% e il 3%), mettendo il futuro governo nelle condizioni di gestire le future contingenze della spesa pubblica. In parallelo ci potrebbe stare anche un inasprimento dell'attuale l'imposta di bollo (oggi allo 0.15%) facendola lievitare sino allo 0.50% del totale degli assets finanziari complessivamente detenuti. 

DI sicuro a quel punto si introdurranno anche dei meccanismi di protezionismo e blindatura delle attuali ricchezze del paese istituendo il divieto di espatrio dei capitali al fine di preservare l'integrità e la tenuta del sistema bancario italiano. Non che siano soluzioni tanti radicali e ortodosse, se fossi stato il primo ministro italiano le avrei messe a regime ancora dallo scorso anno piuttosto che inasprire la tassazione diretta sui patrimoni immobiliari. Più denaro esce in questo momento dall'Italia, più si accelera la velocità di caduta dell'intera economia nazionale: anche se adesso molti lettori non saranno d'accordo, in questo momento bisogna spingere per fare entrare più capitali possibili, anche con discutibili benefici fiscali. La nostra fortuna è rappresentata momentaneamente dagli ammortizzatori familiari privati, costituiti dai risparmi dei nostri padri e nonni, che stanno preservando il welfare italiano al pari della Cassa Integrazione. Tutti e due sono comunque destinati a terminare: non dureranno ancora per molti anni. Sfruttate pertanto questo momento di limbo politico se avete intenzione di delocalizzare parte dei vostri risparmi per sfuggire dalla persecuzione fiscale che ci attende: grosso modo avete un vantaggio di 6/8 settimane prima che arrivi la purga e come ho detto non ci sarà più di tanto da fare, ma solo da subire. 

Il prossimo governo dovrà infatti abozzare anche la nuova finanziaria e decidere come trovare la copertura per altri 12/18 mesi di Cassa Integrazione, pena fenomeni incontrollati di tensione e violenza sociale. Purtroppo anche l'Italia come l'Europa, manco naviga a vista, è completamente priva di un Cabinet Office ovvero di una cabina di regia o di un ponte di comando. Il nuovo primo ministro (illuminato) dovrà inesorabilmente svegliare gli italiani dal torpore fanciullesco e rivelare loro che per far respirare il paese si dovranno tagliare o limitare l'erogazione di determinati servizi (soprattutto sul fronte sanitario), aggredendo finalmente quei 250 miliardi di spesa pubblica che non generano necessariamente welfare. In centinaia ogni giorno mi scrivete per sapere cosa accadrà se l'Italia verrà ricommissariata, se l'euro è destinato a rompersi in due, se l'Unione Europea ha i mesi contati, se è conveniente aprire un conto di deposito su una banca svizzera, se è opportuno detenere oro fisico o se conviene investire in questo o quel fondo di investimento a fronte dello scenario drammatico che stiamo vivendo. 

Personalmente come analista e come operatore finanziario indipendente mi sono fatto un quadro complessivo di cosa ci aspetta non solo in Italia, ma anche in Europa: la view non è per tutti e non è il caso di esternarla, la maggior parte di chi legge è destinata a perdere comunque gran parte del proprio denaro. Non starò a guardare e non intendo camminare come un cieco senza bastone. Al momento in cui scrivo mi trovo negli uffici di una banca di gestione di investimento a Londra in prossimità di Regent Street, in questi giorni (aspettando il funerale di stato della Thatcher) stiamo dedicando molte energie e risorse a definire tutti gli aspetti istituzionali ed operativi per il lancio e la gestione di un fondo di fondi di investimento di diritto maltese a marchio Deltoro Holding che avrà come obiettivo principale la gestione della volatilità, l'immunizzazione fiscale e patrimoniale, la sterilizzazione dei rischi sistemici e la delocalizzazione degli assets detenuti in portafoglio. Purtroppo il progetto imprenditoriale proprio così come nacque Deltoro Holding non è rivolto a tutti ma solo ai followers in sintonia con la nostra mission aziendale. Invito anche voi a fare altrettanto, organizzandovi per la creazione di soluzioni similari, purtroppo come italiani possiamo fare affidamento solo alle nostre capacità ed individualità, il governo e lo stato ci hanno abbandonato da anni. Un augurio di buona sorte finanziaria a tutti i lettori del portale.



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Eurozona, quando Fantozzi si crede l’ispettore Callaghan, Pier Paolo Dal Monte

Eurozona, quando Fantozzi si crede l'ispettore Callaghan, Pier Paolo Dal Monte


Molti ricorderanno il famoso discorso di Mario Draghi pronunciato nel luglio scorso, quando, con un cipiglio da ispettore Callaghan pronunciò le seguenti parole: "ECB will do whatever it takes to preserve the euro…..and believe me: it will be enough". Sembrava proprio dirty Harry – l'ispettore senza macchia e senza paura interpretato da Clint Eastwood- quando pronuncia la sentenza di morte per il cattivo di turno, prima di premere il grilletto della sua 44 magnum e sancire il trionfo della legge sul crimine.

Certo, i cittadini dell'Eurozona, avrebbero dovuto sentirsi rassicurati e protetti da cotanto cipiglio, dalla faccia dura e implacabile di colui che governa la massima autorità monetaria del vecchio continente che sembrava dire: «Non preoccupatevi, io vi proteggerò in mezzo alle tempeste della vita, salvaguarderò i vostri risparmi, la vostra serenità»

Poi, con lo scorrere del tempo, gli stessi cittadini allora rassicurati, hanno cominciato a notare che la 44 magnum allora sfoggiata era, in realtà, una scacciacani, buona tutt'al più a fare un po' di rumore. E colui che si era atteggiato a ispettore Callaghan non assomigliava affatto a quell'eroe senza macchia e senza paura, ma era molto più simile a tal Fantozzi ragionier Ugo quando faceva il gradasso e dava calci alla propria bianchina per sembrare "a la page".

Ebbene sì, le plance di comando di quest'Unione europea che si sta rivelando sempre più grottesca, sono assai simili alla macchietta creata da Paolo Villaggio, che non è più soltanto caricatura dei vizi dell'italietta che fu, ma ha assunto respiro continentale, in quanto simboleggia la goffaggine con la quale, negli ultimi tempi vengono affrontate le crisi nell'Eurozona.

Basta osservare i volti degli insipienti burocrati che gestiscono le sorti dell'Europa, i volti dei Van Rompuy, dei Barroso, o della new entry a capo dell'Eurogruppo, quel Jeroen Dijsselbloem (il cui occhio, se fosse quello di un pesce sul banco di una pescheria, sconsiglierebbe l'acquisto da parte di chiunque, in quanto segno infallibile di incipiente putrescenza), per esclamare con orrore «Mio Dio, ma in che mani siamo!»,

Il caso di Cipro è emblematico della goffa dabbenaggine (o della colpevole protervia) con la quale vengono affrontate le crisi subentranti che colpiscono, come tanti birilli, i paesi periferici dell'Eurozona. Le cifre in gioco erano tali che l'ispettore Callaghan dell'Eurotower, avrebbe potuto risolvere il caso in maniera semplice e immediata, un bell'LTRO e si sarebbe chiusa lì.

Invece no, cosa si fa, prima si sigillano le banche e poi, dopo un tira e molla durato diversi giorni si decide di "tosare" in maniera cospicua i depositi bancari sopra i 100.000 euro. Oh, non c'è che dire, una mossa estremamente abile. «Sì, ma… -dirà qualcuno- …ma quelli erano i soldi degli oligarchi russi e di chissà quali altri riciclatori che approfittavano delle condizioni vantaggiose che l'isola offriva». Sì, risponderemmo noi, ma nessuno se n'era accorto, prima di fare entrare Cipro nell'Unione monetaria? E poi- orsù- che cos'è questo facile e gratuito moralismo? Perché gli emiri Qatarini (o Kuwaitiani), dai quali Monti andava a questuare col cappello in mano, sono forse virtuosi e immacolati come gigli, e gli oligarchi russi brutti sporchi e cattivi? (sempre che di oligarchi si trattasse perché, come diceva Don Alfonso, "nessun lo sa").

Al di là delle considerazioni sull'appartenenza dei denari che sono stati requisiti, in questo caso è stato fatto tutto ciò che non si doveva fare. L'esistenza delle banche, di tutte le banche, non solo di quelle cipriote, si basa sulla fiducia che, se si depositano i propri quattrini nei loro forzieri, questi rimangano disponibili per il depositante e di sua proprietà. Invece, a Cipro l'"uomo nero" si è appropriato del salvadanaio e ha detto «Ve lo restituisco soltanto se voi mi date un pizzo, quasi la metà dei vostri soldi. E siccome sono l'uomo nero e voi soltanto deboli bambocci, posso fare questo con tutti i salvadanai de continente"

Scrisse Elemire Zolla: «La Banca vive nella misura in cui non ci si affolli a ritirare i depositi. Non si creda che la banca abbia, sia, il valore: essa lo produce pretendendo di averlo. Vive di fede. Guai a voler toccare i soldi dalla banca del Tempio»(3)

Signori, da questo momento nessun deposito bancario è più sicuro. Ringraziamo sentitamente i ragionier Fantozzi che comandano la baracca. Almeno abbiamo capito che é iniziato il count down per la fine dell'Euro

(1) La BCE farà tutto cio che sarà necessario per preservare l'euro….e, credetemi, sarà abbastanza

(2) Long Term Refinancing Operation o piano di rifinanziamento a lungo termine

(3) E. Zolla, Le meraviglie della natura, Marsilio, Venzia,1991



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