17/04/13

Mr. Draghi: “Senza l’euro non c’è un Piano B”

Mr. Draghi: “Senza l’euro non c’è un Piano B”: In un suo recente articolo, Maurizio Blondet tiportava una frase pronunciata dall’esimio Mario Draghi il 4 aprile scorso, alla conferenza stampa della Banca centrale europea, sottolineandone il senso autentico: “l’euro vivrà, voi morirete”. Nel rispondere a Tyler Durden del sito di commenti finanziari “Zero Hedge”, che gli chiedeva se esiste un piano, una “protezione strutturale” in grado di non far collassare le economie specialmente nell’area dei derivati (appunto gli hedge funbds), in caso di un’uscita dall’euro dei Paesi maggiormente in crisi (Grecia, Spagna), di fatto Draghi ha bellamente dichiarato che non esiste alcun paracadute.

Ma ecco, in sintesi, le...

R.

Il MES batte un golpe…


di Marco Saba e Nicoletta Forcheri





Chi ha il potere di creare moneta LEGALE (cioè obbligatoria) tassa invisibilmente la comunità del potere d’acquisto corrispondente che si arroga. E’ un diritto sovrano, non può essere lasciato ai privati ai quali comunque può essere consentito di emettere moneta complementare a circolazione libera, a CORSO LIBERO, poiché l’uso della stessa non è imposto dallo Stato.





Lo Stato non può imporre ai cittadini, depauperandoli mostruosamente, di adottare una moneta privata per l’assolvimento delle obbligazioni. Si tratta di ALTO TRADIMENTO.





Per capire il sistema bancario, i punti da tener presenti sono tre:
1 – Nascono prima i prestiti dei depositi, il denaro virtuale viene creato dalla banca all’atto del prestito e dopo viene depositato.
2 – Le banche sono principalmente delle creatrici di denaro creditizio (virtuale) e svolgono solo marginalmente l’attività d’intermediazione finanziaria vera e propria.
3 – Le banche non hanno bisogno di percepire anche gli interessi, rubano già l’intero capitale all’atto della creazione del credito. Le banche non pagano tasse sul capitale rubato perché lo mettono al passivo del bilancio realizzando un’evasione doppia.





Se ne desume che le banconote in euro rappresentano un curioso caso di corpo del reato che è anche allo stesso tempo refurtiva e mezzo di riciclaggio.





Nota bene: si salvano solo gli euro metallici a signoraggio statale, contingentati però dall’UE: in Pochi spiccioli all’Italia la dimostrazione che una decisione della BCE ci strozza nel tetto imposto di emissione di valore da spiccioli pro capite, inusitatamente basso per l'Italia rispetto al pro capite degli altri Stati. Contingentati dalla BCE lo sono anche i titoli del debito pubblico, di cui la facoltà di emissione sarà prossimamente scippata semplicemente agli Stati per regalarla al MES. Il presidente del MES al momento è – in conflitto di interessi? in cumulo di poltrone? – il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, che è anche il presidente dell’Eurogruppo, subentrando a Juncker che era in carica dal 2005. Il ministro olandese, che è stato nominato dall’Eurogruppo con l’opposizione espressa della Spagna, rompendo con la tradizione che richiedeva l’elezione all’unanimità dei paesi, è lo stesso che ha deciso l’esproprio dei conti ciprioti e la cancellazione pura e semplice dei titoli dei piccoli obbligazionisti della banca olandese SNS nazionalizzata 





Si può dimostrare in Tribunale che ogni cittadino è stato derubato di 2 milioni di euro con la truffa della moneta privata e del debito pubblico. Ma la magistratura deve fare quel minimo sforzo che le consente di capire che, poiché tutta la moneta in circolazione è corpo del reato, le transazioni imposte in euro non hanno valore. In sostanza, se usi euro sei un riciclatore. Punto.


Riepilogo: Durante la seconda guerra mondiale, fortemente voluta dall’esponente della mafia bancaria internazionale, il signor presidente Roosevelt, la mafia bancaria si mise d’accordo con la mafia “tradizionale” (criminalità comune organizzata) per organizzare lo sbarco in Sicilia e l’occupazione dell’Italia. La prima cosa che fecero gli americani, schiavi del dollaro privatizzato, organizzarono una bella emissione di moneta falsa per 140 miliardi che fu poi addebitata allo stato facendo mnascere il “debito pubblico” (se lo chiamavano “debito dell’occupante” magari nessuno voleva pagarlo…). Nel 1944 il bilancio dello stato vide l’ultimo anno di attivo. 70 anni dopo, dopo decine di basi militari d’occupazione che contaminano il territorio anche radioattivamente, in piena crisi artificiale ordita dai soliti oligarchi usurai… dimmi tu che facciamo.


Siamo riusciti a rinominare l’oligarchia bancaria come “democrazia”. Siamo in pieno democrazismo totalitario. Democrazismo sancito dai trattati UE laddove prescrivono agli Stati di passare dalle forche caudine dell’oligarchia bancaria (il mercato primario delle banche dealer) per rifornirsi di moneta.


Come si arriva al calcolo che 2 milioni di euro di rendita monetaria a testa sono il risultato della truffa monetaria del sistema bancario in Italia? Il calcolo, per difetto, è semplice: la massa dei titoli del debito pubblico venne usata dalle banche come base di riserva frazionaria nell’area euro che era il 2%. Significa che potevano creare il 98% con il 2% di riserva, e cioè circa 50 volte il valore dei titoli posti a riserva. Quindi le banche hanno creato soldi per 50 volte questo importo e li hanno riciclati prestandoli in circolazione. Il riflusso aggregato dei prestiti rappresenta il loro bottino: capitale + interessi. Limitandoci alla sola cifra di capitale creato di cui le banche si sono appropriate: 50 volte il debito pubblico. 100.000 miliardi di euro oltre a quelli che riescono a strappare agli Stati per i “salvataggi”. E’ scandaloso.


Comunque, la cifra totale risultante la dividi per il numero di abitanti ed ottieni l’importo pro-capite. Quindi, debito pubblico totale moltiplicato per 50 e diviso per il numero di abitanti. Vedete voi quanto viene. Il problema tecnico è il seguente: se le banche decidessero di rimborsare (basterebbe anche nazionalizzarle), non potrebbero farlo emettendo NUOVA moneta, poiché così creerebbero un altro nuovo debito verso la società. Quindi devono rimborsare con i mezzi propri e, siccome abbiamo accertato la criminalità di queste imprese, e quindi non vale la clausola della responsabilità limitata per le imprese criminali, ANCHE I SOCI DELLE BANCHE DEBBONO RIMBORSARE FINO ALL’ULTIMO COL PATRIMONIO PERSONALE.
17 Aprile 2013

Influenza aviaria, perché si teme la pandemia

Influenza aviaria, perché si teme la pandemia: Il nuovo virus H7N9 sarebbe invisibile al sistema immunitario

Stufi di aspettare "il proprio turno"


fuga_cervelliE ormai non sorprende più leggere che il numero di emigranti nell’ultimo anno è aumentato del 30%. Nemmeno che la fascia più cospicua riguarda quelli fra i 20 e i 40. Forse può destare appena più stupore vedere che la storica emigrazione del sud ora è superata dalle regioni del Nord, in testa la Lombardia.
Magari nella regione più produttiva di Italia le opportunità non mancano del tutto, ma non si fugge solo per disoccupazione. In molti casi i giovani fuggono perchè sono stanchi di aspettare.

Una lettera contenente una “sostanza sospetta” è stata inviata a Barack Obama, ha detto l’agenzia per la sicurezza del presidente

Una lettera contenente una “sostanza sospetta” è stata inviata a Barack Obama, ha detto l’agenzia per la sicurezza del presidente:

I Diritti Umani non dovevano esistere. Non li meriti. - di Paolo Barnard

I Diritti Umani non dovevano esistere. Non li meriti. - di Paolo Barnard:


E’ stata la pensata peggiore della Storia. L’idea che tu abbia dei diritti dalla nascita. I Diritti Umani. No, no, e no.
Noi abbiamo solo i diritti per cui siamo disposti a combattere e per cui abbiamo combattuto.



Finisci in ospedale con un cancro e ti metti a sbraitare che ci sono liste d’attesa o che non ti fanno la morfina. Ti sta bene. Tu dici di aver diritto alla salute. Sai, hai 67 anni e per 50 di questi 67 che cazzo hai mai fatto per la Sanità? Ti sei mai occupato di morte e del morire? Hai mai lottato un solo giorno per capire come funziona il sistema? Hai mai voluto occuparti di malattia? No, ti toccavi i coglioni al solo sentirne parlare. Ora hai un cancro, cazzi tuoi. Crepa e soffri, te lo meriti. Sai, quelli come Bruna B. che invece se ne sono occupati da sempre, oggi sono ridotti al lumicino, li hanno massacrati di cause, di umiliazioni, sono soli, derisi.

Tuo figlio è stato picchiato a morte dalla Polizia. Ti sta bene. Tu dici di aver diritto al rispetto dei diritti umani. Ma che cazzo hai mai fatto per capire come sradicare il fascismo dalle forze dell’ordine? Te ne sai mai occupato? No. Bene. Zitto e passi lunghi e ben distesi. Sai, quelli come Samantha Comizzoli che invece se ne sono occupati da sempre oggi sono ridotti al lumicino, li hanno massacrati di cause, di umiliazioni, di minacce.


Oggi la tua aziendina sta fallendo, le banche ti snobbano e non c’è domanda di prodotti. Tu dici di aver diritto al reddito. Ti vuoi suicidare dietro al capannone? Ottimo, fallo e non rompere più i coglioni con le tue lagne. Ti sei mai occupato di economia? Noiosa eh? Hai mai dato una lira e quei pazzi che già 20 anni fa rischiavano il culo per denunciare i Poteri sovranazionali? Hai mai voluto spendere una singola domenica a leggerti, che so, Keynes? Nooo, la domenica c’è la Juve. Ok, fottiti. Sai, quelli come Parguez che invece se ne sono occupati da sempre, oggi sono ridotti al lumicino, li hanno isolati, hanno perso il reddito, la carriera, tutto.


Che merda vivere con la Mafia eh? Tu dici di aver diritto alla sicurezza. Ma fammi capire: conosci Peppino Impastato? Perché tu sei lì a casa e lui è morto? Hai mai fatto una fiaccolata per lui? No? Allora vai a fare in culo vigliacco. I popoli, quando i coglioni li avevano, si sono sempre liberati dalla tirannide da soli, col proprio sangue. Hai paura? Ok, crepa da vile “ominicchio”, e Peppino ti piscerà in testa da lassù.

Non abbiamo nessun diritto, se non quelli per cui abbiamo combattuto.
Basta vivere a scrocco del coraggio, del sacrificio, della rovina, della morte di quelli che sono vissuti per dare a te i tuoi fottuti diritti. Non li hai. Non devi averli. Povero stronzo. Povera stronza.

L'idea stessa che uno/una abbia diritti dalla nascita porta a una sola cosa: che uno/una passi la vita a fare un emerito porco egoista cazzo per la comunità, tanto... ci sono i diritti, vero? No. Non ci sono. Tutto quello che ti capita, di male, te lo meriti. Crepa. Le eccezioni a questo sono nell'ordine dello 0,2% di voi stronzi. Per loro le lacrime non saranno mai sufficienti.
visto qui

Crollo dell’oro. Il Credit Suisse lo aveva predetto. Goldman Sachs : speculate al ribasso

Se Goldman consiglia il ribasso e' per riempirsi lei al rialzo a prezzi ottimi....

zio





Crollo dell’oro. Il Credit Suisse lo aveva predetto. Goldman Sachs : speculate al ribasso:

Dopo il crollo dell’oro iniziato venerdì 12 aprile (lunedì 15 aprile il suo valore era sceso sotto i 1’400 dollari l’oncia, il minimo dal marzo 2011) gli analisti della banca americana Goldman Sachs hanno evidenziato come “i quattro pilastri del mercato rialzista del metallo prezioso si stanno sgretolando”.

1. La domanda in crescita nel settore dei fondi comuni denominati in oro.
2. La vendita controllata della banche centrali e gli acquisti consistenti degli istituti omologhi dei paesi in via di sviluppo.
3. I programmi di buy back in oro.
4. Il debole andamento dell’offerta dei minerari.

“Il calo drammatico che il mercato del metallo giallo ha accusato dal 12 aprile – si legge in un comunicato della banca – sembra un selloff guidato dal panico, una liquidazione a lungo termine iniziata con le speculazioni al ribasso di venerdì scorso a New York.”

Ma chi c’è dietro questo fenomeno senza precedenti? Nei mercati se c’è qualcuno che perde, c’è sempre qualcuno che ci guadagna. I soldi non vengono bruciati, ma passano di mano : è facile capire che chi ci guadagna sono le banche. Facendo un favore alle banche centrali.

Il processo è molto semplice. Se un investitore vuole spingere al ribasso il valore di un qualsiasi asset, otterrà il migliore risultato in un mercato con volumi sottili, ma accompagnato da una grande partecipazione di operatori.
Nelle “ore più oscure” dei mercati gli speculatori fanno le loro mosse, preferibilmente nella maniera più veloce possibile.
E’ quello che è successo venerdì scorso a New York, durante il tonfo dei prezzi.
Non va dimenticato che il Credit Suisse aveva detto a febbraio: “il mercato dell’oro è giunto al culmine”. Di recente Goldman Sachs aveva suggerito di “speculare al ribasso”.

Da gennaio le principali banche mondiali hanno ammassato posizioni estremamente short sull’oro.
“Siamo tutti consapevoli – denuncia Chris Martenson su Peak Prosperity – che le banche centrali sono a favore di un prezzo contenuto dei metalli preziosi, per il fatto che stanno cercando di creare fiducia nelle loro attività di stimolo straordinario”.
Una crescita di valore del bene rifugio per eccellenza riduce quella fiducia.

Ecco un perfetto esempio di come i media coprono questa scandalosa operazione coordinata delle banche : il Financial Times, citando analisti di banche svizzere, scrive, senza farsi domande sugli interessi che gli interpellati potrebbero avere: “L’oro scivola ai minimi due anni. Non c’è altro modo di descrivere il selloff dei prezzi: terribile. L’oro ne ha di strada da fare se vorrà ricostruirsi la fiducia persa tra gli investitori”.

Tom Kendall, analista di Credit Suisse osserva che “ancora una volta gli investitori nell’oro si sono ricordati che il metallo non è molto efficace come protezione contro le mosse che avvengono nei mercati delle commodity per mettersi al sicuro.

Salta all’occhio che l’idea diffusa è che non bisogna fidarsi dell’oro e che paradossalmente il selloff è il risultato di una decisione degli operatori di “mettersi al sicuro” puntando sui mercati finanziari, nell’ambito di un processo di rotazione di portafogli.
Esattamente il messaggio che i banchieri centrali vogliono fare passare.

(Fonte : Wall Street Italia.com)

L’articolo Crollo dell’oro. Il Credit Suisse lo aveva predetto. Goldman Sachs : speculate al ribasso sembra essere il primo su Ticinolive.

















A un passo dal suicidio

A un passo dal suicidio:


suicide


Per il PD due sono le ipotesi rimaste in campo per la scelta del futuro Presidente della Repubblica. Far eleggere – con l’appoggio di Berlusconi – D’Alema, o Amato o Marini, oppure portare al Colle Stefano Rodotà col Movimento 5 Stelle.


La prima ipotesi, quella più reale al momento, sarebbe il suicidio del PD e la responsabilità di questo non può che ricadere su Bersani. Alla prossima tornata elettorale, che comunque avverrebbe a breve, il Movimento 5 Stelle farebbe ancor più il pieno di voti sottraendoli non tanto al centro-destra quanto al PD e sferrandogli il colpo di grazia definitivo.


E’ la miopia che ha contraddinto la politica di Pierluigi Bersani  – dalla caduta del governo Berlusconi all’attuale “inciucio”, passando per delle primarie volutamente blindate dalla nomenklatura del partito – ad aver portato a questo stato di cose.


Poi, se questo avverà, Bersani abbia  il pudore di prendersela con se stesso e con tutta quella classe piddina che l’ha sostenuto, senza addossare le colpe a ipotetici nemici interni o al populismo degli avversari politici.











respinto il 95% delle richieste di mutui

respinto il 95% delle richieste di mutui: Questo è il quadro, tutte notizie di oggi dalla pagina economia di repubblica:

"...Gli acquisti dall'estero sono calati del 9,6%, #Xhttp://www.repubblica.it/economia/2013/04/16/news/commercioY_ ...

Cipro: servono altri soldi. E siamo da capo

Cipro: servono altri soldi. E siamo da capo:

Cipro deve chiedere nuovi aiuti all'Eurozona. Come volevasi dimostrare, i sacrifici chiesti, o meglio, imposti ai ciprioti per salvare il sistema bancario residente nel loro Paese, e il furto sui conti correnti, non sono serviti a nulla. Almeno per quello che concerne la parte statale. In quanto alle Banche, invece, il prelievo forzoso operato a suo tempo è servito eccome.

È stato lo stesso presidente Nicos Anastasiades a dichiarare il bisogno di aiuti supplementari. E a quanto pare c'è già una trattativa in corso con Olli Rehn. Le richieste sono arrivate, via lettera, anche al presidente della Commissione, José Manuel Barroso e al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Il fabbisogno di finanziamenti di Cipro è infatti aumentato dai 17,5 previsti sino a 23 miliardi di euro. All'epoca, cioè solo poche settimane addietro, venne concordato un prestito per 10 miliardi, per il quale all'isola vennero imposti, oltre al prelievo sui conti correnti oltre i 100 mila euro anche una serie di misure di austerità per il bilancio. Tutte misure, ovviamente, a carico dei ciprioti.

E ora siamo da capo. Per l'ennesima volta si dimostra in modo eloquente come tutte le misure prese per sollevare le sorti delle Banche, e addossate alla cittadinanza, non fanno altro che peggiorare i conti statali, e l'unico beneficiario rimane il sistema bancario.

Questa volta la cosa è ancora più eclatante perché arriva a solo poche settimane dopo l'inedita e criminosa svolta operata direttamente nel portafoglio dei cittadini di uno Stato. Il punto è che, a questo punto della storia, non è che a livello di budget dalla Commissione possano arrivare chissà quali "aiuti": i soldi mancano. In altre parole, l'Ue si troverebbe presto, vale a dire per la seconda metà dell'anno, nell'impossibilità di erogare ulteriori denari per le regioni più disastrate dell'area, a meno che non si riescano a racimolare qualcosa in più di 11 miliardi per fare fronte alle spese straordinarie che si trova a dover sostenere. Non solo. Entrando nello specifico, come scrive Perrone:


la Commissione ha bisogno di una cifra supplementare di 11,2 miliardi di euro per coprire le spese in tutta l’Unione europea nel corso del 2013. Di questi, 9 miliardi sono necessari per affrontare la politica del blocco dei Ventisette, ovvero ciò che riguarda i progetti infrastrutturali nelle regioni più povere del Vecchio Continente, con una somma aggiuntiva di 2,2 miliardi di euro necessari per garantire i pagamenti all’agricoltura e alla politica estera dell’Ue. Sono inoltre necessari altri 2,6 miliardi di euro per coprire le fatture in sospeso dal 2012 e quelle degli anni precedenti.

È una situazione che pare rispecchiare quella di uno qualsiasi tra gli Stati dell'Unione, come ad esempio il nostro. L'Italia deve fare fronte a spese ulteriori per il settore degli ammortizzatori sociali, solo per citare un ambito, e ha già pesantissimi deficit di cassa, visto che è in clamoroso ritardo con il pagamento delle fatture alle aziende che hanno lavorato per lui e attendono denaro da anni e, tra le altre cose, non riesce neanche a pagare i contributi previdenziali per i suoi dipendenti (si parla, per quest'ultimo punto, di circa 30 miliardi di arretrati).

La situazione è insomma emblematica, e si riesce a leggerla ancora più chiara, speriamo, semplicemente prendendo in considerazione, ad esempio, le parole di Marta Andreasen, deputato conservatore britannico (che ovviamente ha gioco facile a sparare a zero sull'Unione ma non per questo racconta sciocchezze, almeno in questo caso). Citiamo letteralmente: «Quale è il valore di negoziare un bilancio annuale se tre mesi dopo si chiedono altri soldi?».

Rammentiamo che si era arrivati all'approvazione del bilancio europeo dopo mesi e mesi di estenuanti bracci di ferro il solo mese di dicembre scorso. E oggi, ad aprile, ci sono questi nuovi enormi allarmi.

Eloquente: i conti sono disastrati sia a livello periferico e particolare sia centrale e generale.

La beffa è certamente evidentissima per Cipro, prima sottoposta alla "cura" predatoria e ora con la necessità di dover chiedere altro denaro non avendo risolto praticamente nulla se non la salvaguardia delle Banche private. Ma diventa di portata più generale se si pensa che tali nuovi "aiuti", a quanto pare, sono in bilico perché è l'Unione Europea stessa ad avere la casse in rosso. Cosa che riguarda anche noi, ovviamente.



Sahara occidentale: tensioni tra Marocco e Stati Uniti

Sahara occidentale: tensioni tra Marocco e Stati Uniti: El Watan (17/04/2013). La decisione degli Stati Uniti di sottoporre al Consiglio di sicurezza un progetto di risoluzione che estende il mandato della missione MINURSO al controllo dei diritti umani nei territori occupati è stata una doccia fredda per ...

SCANDALO: LA GRECIA RICEVE CONTANTI NEGATIVI DAL SECONDO PIANO DI SALVATAGGIO, MENTRE FINANZIA LE BANCHE EUROPEE INSOLVENTI

SCANDALO: LA GRECIA RICEVE CONTANTI NEGATIVI DAL SECONDO PIANO DI SALVATAGGIO, MENTRE FINANZIA LE BANCHE EUROPEE INSOLVENTI:

Prima di oggi, abbiamo imparato, dal primo stordente “pacchetto di salvataggio” greco, che, questo, per gentile concessione di alcuni meccanismi di trasmissione contorti si tradurrebbe nel fatto che alcuni, potenzialmente molti, lavoratori greci, in realtà, paghino per mantenere il loro posto di lavoro [http://www.zerohedge.com/news/its-official-greece-unveils-negative-salary n.d.t.]: ad esempio, con stipendi negativi. Ora, dopo aver guardato alla dichiarazione dell’Eurogruppo [si veda sotto n.d.t.] sul salvataggio della Grecia, troviamo un altro uso molto creativo di numeri “negativi”. E per creativo intendiamo assolutamente scioccante e scandaloso. In primo luogo, per ricordare, anche prima che il meccanismo di salvataggio corrente fosse a regime, la Grecia aveva visto appena il 20% di ogni finanziamento effettivo [http://www.zerohedge.com/news/where-does-greek-bailout-money-go n.d.t.], con la maggior parte del denaro che andava alle banche europee e greche (in cui in ultima analisi era anche finito il finanziamento della BCE e quindi delle banche europee). Inoltre, sappiamo già che, come parte della più recente serie di condizioni imposte con il secondo salvataggio greco, sarebbe stato creato un “Escrow Account”  [vedete qui per una breve descrizione degli escrow account http://www.mglobale.it/Temi/Pagamenti/Garanzie/Deposito_A_Garanzia_Gli_Escrow_Accounts.kl n.d.t.]: questo è semplicemente un mezzo per i creditori greci di avere delle grosse pretese in contanti sopra ogni salvataggio che viene effettivamente sostenuto per cose proprio come il salvataggio della Grecia; e dove il denaro in verità dovrebbe sgocciolare verso il basso, dove è maggiormente necessario – i cittadini greci. Qui invece è dove la cosa diventa surreale. Si scopre che non solo la Grecia non ha visto un solo centesimo per il “secondo salvataggio della Grecia”, in cui l’intero utilizzo dei proventi sarà limitato al finanziamento degli interessi del debito e alla scadenza dei pagamenti, ma il paese avrà dei fondi detti di garanzia! Avete letto bene: il secondo salvataggio  della Grecia non è altro che un piano di salvataggio finanziato dai greci per le banche insolventi d’Europa … e la costituzione greca sta per essere cambiata per permettere questo!

La pistola fumante recita:


L’Eurogruppo accoglie con favore anche l’intenzione della Grecia di mettere in atto un meccanismo che permetta una migliore identificazione e monitoraggio del prestito ufficiale e dei fondi generati internamente destinati al servizio del debito della Grecia, sotto il controllo della Troika, pagando un importo corrispondente relativo al trimestre in arrivo del servizio del debito direttamente su un conto separato di un agente di pagamento ufficiale della Grecia.

E per la priorità dei pagamenti – è ancora più chiaro:


Infine, l’Eurogruppo, in tale contesto accoglie con favore l’intenzione delle autorità greche di introdurre nel corso dei prossimi due mesi nel quadro giuridico greco una disposizione che garantisca che la priorità è accordata ai pagamenti del servizio del debito. Questa disposizione sarà introdotta nella Costituzione greca non appena possibile.

Quindi il gioco è fatto: il secondo piano di salvataggio greco non è altro che il primo piano di salvataggio greco delle banche europee! E la costituzione greca sta per essere cambiata per permettere questo.

Congratulazioni Grecia – sei appena stata regalmente violentata dai tuoi governanti non eletti e non lo sai nemmeno.

Dichiarazione completa dell’Eurogruppo.

L’Eurogruppo accoglie con favore l’accordo raggiunto con il governo greco per una pacchetto politico che costituisca la base per un programma successivo. Accogliamo inoltre con favore l’approvazione del pacchetto politico da parte del parlamento greco, l’individuazione di altre riduzioni di spesa strutturali per 325 milioni di euro per colmare il gap fiscale nel 2012 e le assicurazioni fornite dai leader dei due partiti della coalizione per quanto riguarda l’attuazione del programma al di là delle prossime elezioni generali.

Questo nuovo accordo offre un programma completo per mettere le finanze pubbliche e l’economia della Grecia di nuovo in una situazione sostenibile e, quindi, per la salvaguardia della stabilità finanziaria in Grecia e nella Zona Euro nel suo complesso.

L’Eurogruppo è pienamente consapevole dei notevoli sforzi già fatti dai cittadini greci, ma sottolinea inoltre che ulteriori grandi sforzi da parte della società greca sono necessari per riportare l’economia su di un percorso di crescita sostenibile.

Garantire la sostenibilità del debito e ripristinare la competitività sono i principali obiettivi del nuovo programma. Il suo successo dipende in modo cruciale dalla sua completa attuazione da parte della Grecia. Questo implica che la Grecia deve raggiungere gli ambiziosi, ma realistici, obiettivi di risanamento fiscale in modo tale da tornare ad un avanzo primario a partire dal 2013, realizzando  pienamente i piani di privatizzazione e attuando un programma di audaci riforme strutturali, sia nel mercato del lavoro che dei prodotti e nei mercati dei servizi, al fine di promuovere la competitività, l’occupazione e la crescita sostenibile.

A tal fine, riteniamo indispensabile un ulteriore rafforzamento della capacità istituzionale della Grecia. Invitiamo pertanto la Commissione a rafforzare significativamente la propria Task Force per la Grecia, in particolare attraverso una rafforzata e permanente presenza sul terreno in Grecia, per migliorare la sua capacità di fornire e coordinare l’assistenza tecnica. Gli Stati membri dell’area euro saranno pronti a fornire esperti da integrare nella Task Force. L’Eurogruppo accoglie anche con favore la forte capacità di monitoraggio sul posto da parte della Commissione che lavorando in stretta e continua collaborazione con il governo greco al fine di assistere la Troika nel valutare la conformità delle misure che saranno adottate dal governo greco, assicura, in tal modo, la piena e tempestiva attuazione del programma. L’Eurogruppo accoglie con favore anche l’intenzione della Grecia di mettere in atto un meccanismo che permetta una migliore identificazione e monitoraggio del prestito ufficiale e dei fondi generati internamente destinati al servizio del debito della Grecia, sotto il controllo della Troika, pagando un importo corrispondente relativo al trimestre in arrivo del servizio del debito direttamente su un conto separato di un agente di pagamento ufficiale della Grecia. Infine, l’Eurogruppo in questo contesto accoglie con favore l’intenzione delle autorità greche di introdurre nel corso dei prossimi due mesi nel quadro giuridico greco una disposizione che garantisca che la priorità è accordata ai pagamenti del servizio del debito. Questa disposizione sarà introdotta nella Costituzione greca non appena possibile.

L’Eurogruppo riconosce che la comprensione comune che è stata raggiunta tra le autorità greche e il settore privato nei termini generali della offerta di scambio PSI [Private Sector Involvement, anche se, in altri casi, vuol dire pure Public Sector Information; in questo caso è la prima n.d.t.], copre tutti gli obbligazionisti del settore privato. Questa comprensione comune prevede un haircut nominale pari al 53,5%. L’Eurogruppo ritiene che questo accordo costituisca un base appropriata per lanciare l’invito allo scambio per i titolari di titoli di Stato greci (PSI). Un’operazione PSI di successo è una condizione necessaria per un successivo programma. L’Eurogruppo attende un’alta partecipazione dei creditori privati alla scambio del debito, che dovrebbe fornire un significativo contributo positivo alla sostenibilità del debito della Grecia.

L’Eurogruppo ritiene che gli elementi necessari sono ora in atto affinché negli Stati membri siano portate a termine le procedure nazionali da applicare per permettere la fornitura da parte dell’EFSF di (i) uno schema di “buy back” di strumenti del debito greco negoziabili per le operazioni di politica monetaria dell’Euro-sistema, (ii) il contributo della zona euro per l’esercizio del PSI, (iii) il rimborso degli interessi maturati sul titoli di Stato greci, e (iv) il (post PSI) finanziamento residuo per il secondo programma greco di adeguamento, compreso il finanziamento necessario per la ricapitalizzazione delle banche greche in caso di problemi di stabilità finanziaria.

L’Eurogruppo prende atto che i detentori dell’Euro-sistema (Banca Centrale Europea e Banche Centrali Nazionali) di titoli di Stato del Governo greco li hanno tenuti a fini di politica pubblica. L’Eurogruppo prende atto che il reddito generato dalle partecipazioni dell’Euro-sistema ai titoli di Stato greci contribuirà al profitto della BCE e delle BCN. Il profitto della BCE sarà erogato alle BCN, in linea con le regole di distribuzione degli utili statutari della BCE. I profitti delle Banche Centrali Nazionali saranno erogati agli Stati membri dell’area dell’euro, in linea con le regole di distribuzione degli utili statutari delle BCN.


  • L’Eurogruppo ha convenuto che alcune entrate governative che promanano dai profitti SMP [Securities Market Programs n.d.t.] erogati dalle BCN possono essere assegnate agli Stati membri per migliorare ulteriormente la sostenibilità del debito pubblico della Grecia. Tutti gli Stati membri hanno convenuto un’ulteriore riduzione retroattiva dei tassi di interesse del prestito greco, in modo che il margine sia pari a 150 punti base. Non ci sarà nessun compenso aggiuntivo per il finanziamento a costi più alti. Questo farà scendere il rapporto debito/PIL di 2.8 punti percentuali nel 2020 e diminuirà il bisogno di finanziamenti di 1,4 miliardi di euro nel corso del programma. Le procedure nazionali per la ratifica di questo emendamento al Loan Facility Agreement greco devono essere urgentemente avviate in modo che possa entrare in vigore il più presto possibile.

  • Inoltre, i governi degli Stati membri le cui banche centrali detengono attualmente titoli di Stato greci nel loro portafoglio di investimenti si impegnano a trasmettere alla Grecia un importo uguale per qualsiasi reddito futuro maturato alla loro banca centrale nazionale, derivante da questa portafoglio, fino al 2020. Questi flussi di reddito ci si aspetterebbe aiutino la riduzione del rapporto debito/PIL greco di ulteriori 1.8 punti percentuali nel 2020, e si stima abbassino il fabbisogno di finanziamento, nel periodo di riferimento, di circa 1,8 miliardi di euro.


I rispettivi contributi del privato e del settore pubblico dovrebbero garantire che il rapporto debito pubblico/PIL della Grecia sia portato verso un percorso discendente, raggiungendo il 120,5% del PIL entro il 2020. Su questa base, e fornita la condizionalità politica nell’ambito del programma che viene soddisfatta su base continua, l’Eurogruppo conferma che gli Stati membri dell’area euro sono pronti a fornire, attraverso l’EFSF e con l’aspettativa che il FMI darà un contributo significativo, un programma ufficiale supplementare per avere fino a 130 miliardi di euro al 2014.

Resta inteso che i fondi necessari per il funzionamento del PSI e la decisione finale di approvare le garanzie per il secondo programma sono soggetti alla conferma di una operazione di PSI di successo, da parte dell’Eurogruppo sulla base di una valutazione da parte della Troika, della legale realizzazione da parte della Grecia delle precedenti azioni concordate. L’ufficio preposto deciderà la quantità precisa di assistenza finanziaria da fornire nel contesto del seconda programma greco ai primi di marzo, una volta che i risultati del PSI siano noti e le azioni precedenti siano state implementate.

Ribadiamo il nostro impegno a fornire un adeguato supporto alla Grecia durante la vita del programma e fino a quando non abbia recuperato l’accesso al mercato, a condizione che la Grecia si sia pienamente  conformata ai requisiti e agli obiettivi del programma di aggiustamento.

Fonte: http://www.zerohedge.com/news/scandal-greece-receive-negative-cash-second-bailout-it-funds-insolvent-european-banks

Traduzione a cura di Luca Pezzotta. 


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