20/04/13

DIARIO DAL CAMEROUN

Chiedo scusa per non avervi potuto aggiornare giorno per giorno, ma abbiamo veramente avuto una serie di appuntamenti incredibili. Qui funziona un pò così, tu ne organizzi un pò, ma da ognuno di quelli fissati ne escono altri ... e non volendo perdere nessun contatto ci maciniamo circa 5/600 km al giorno.

Inoltre, le strade sono sì buone, peccato però che il traffico sia esploso nel vero senso della parola.

C'è un via vai di mezzi incredibile, senza contare tutti i lavori in corso che si stanno facendo sulle medesime strade ...

Oggi è sabato per cui giornata di "riposo" con punto della situazione.

Per non rimanere rinchiusi in hotel abbiamo trasferito "l'ufficio" in un bar dove c'è un'ottima linea.

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Anche le comunicazioni sono migliorate, ma proprio a causa dei lavori in corso ovunque, a volte abbiamo delle difficoltà.

Detto questo ricapitoliamo questi giorni:

Mercoledì siamo andati ad un incontro con una realtà produttiva in campo agricolo a Limbe, che si trova nella zona anglofona del Cameroun.
Ultimato questo interessante incontro abbiamo visitato la città, che si trova sul mare, con degli alberghi con spiaggia privata, ecc ...
Qui a Limbe c'è anche la SoNaRa (Société Nationale de Raffinage) una delle raffinerie del Cameroun.
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Devo dire che a Limbe mi è sembrato di essere in Europa; anche Serge, Sua Maestà Serge, mi ha confermato che nella zona anglofona sono più ordinati. Le case decisamente europee e pulizia per le strade. Tour turistico dunque molto interessante.
Giovedì: direzione Douala - Porto Douala dove abbiamo incontrato uno spedizioniere, nostro vecchio "amico". Per qualsiasi attività di trading che si voglia fare con un paese come il Cameroun, è infatti indispensabile avere un "appoggio" nel porto e attingere quante più info possibili. Gli spedizionieri sono quindi una categoria piuttosto importante ;-))))
La logistica è il fattore più importante da valutare negli scambi commerciali e dunque dopo questo primo incontro ne abbiamo fissato un altro per lunedì con un Direttore Generale che ci porterà anche all'interno del porto stesso. Vogliamo verificare con i nostri occhi le strutture ...
Possiamo dire di poterle conoscere in quanto in passato ci abbiamo già lavorato con questo porto... ma ora vogliamo vedere...
Ultimato l'incontro abbiamo fatto un giro per le zone residenziali di Douala ... belle case e soprattutto tutto un cantiere ... guarda caso!
Per renderci conto del "costo della vita" ho poi chiesto di andare a visitare un Supermercato e ci hanno portato al Casino, catena francese. Ma guarda il caso di nuovo!
Abbiamo, in incognito, fatto un filmato con tutti i prezzi ma essendo piuttosto lungo, non lo posto. Abbiamo filmato per dimostrare che i prezzi sono come i nostri se non più alti!
Peccato che c'è solo merce francese! Noi non siamo presenti. W la politica italiana!
Il settore vini poi, essendo io nativa della terra del Barolo e Barbaresco, per fare due nomi conosciuti a tutti, è quello che mi ha fatto più incaz...e! Tutti i loro vini ... anche i più cari ... solo bollicine francesi, ma di nostri vini italiani neanche l'ombra.
Rientro alla nostra base con cena in un ristorantino molto carino.
Venerdì: direzione Yaoundé, la capitale del Cameroun. Abbiamo deciso di fare un'improvvisata al Ministero dell'Agricoltura ;-) giusto per vedere l'asticella del loro interesse per il nostro gruppo. Abbiamo telefonato da fuori dell'edificio al nostro contatto della ristretta cerchia dello staff del Ministro (che è in trasferta fuori paese) e gli abbiamo detto: "noi siamo qui fuori, ha tempo?". Molto gentilmente ci ha subito ricevuti; gli abbiamo dunque esposto tutti i nostri progetti e le nostre necessità. Si è dimostrato sempre molto interessato e ci ha dato alcune dritte per muoverci in alcuni ambiti. Ci siamo lasciati che andremo a relazionarlo sugli sviluppi dei prossimi contatti la prossima settimana.
Terminato questo incontro siamo andati alla ricerca della Maison di Don Bosco di Yaoundé. Infatti in Italia ci avevano detto della loro realtà qui in Cameroun, e ci avevano fornito dei nomi a cui fare riferimento. Abbiamo incontrato uno splendido Padre Fernando, con il quale abbiamo fatto una chiacchierata di oltre un'ora. Anche lui ci ha dato un altro contatto a cui fare capo per esporre i nostri progetti e avere delle dritte; la prossima settimana quindi ci vedremo nuovamente con un altro futuro "nuovo amico" ... ;-)
Usciti da questo fantastico posto regno di sorrisi urla di bambini, ci siamo diretti all'Hotel Hilton dove ci attendeva per un caffè un amico, ormai di vecchia data, che vive qui da 30 anni e che quindi ci sta aiutando a scoprire il paese.
In questo hotel c'è un casino ed un via vai di personaggi di mezzo mondo che neanche vi immaginate. Chiaramente poi il mondo è piccolo e dunque al bar dell'entrata, attendendo il nostro amico, ho conosciuto un italiano delle mie zone ... uno dei pochissimi italiani, che chiaramente è qui per la solita multinazionale lungimirante ... che conosco piuttosto bene ;-)
Ci siamo scambiati i contatti e speriamo di incontrarci il prossimo weekend a Kribi, zona turistica.
Abbiamo dunque poi preso il caffè con il nostro amico con il quale avevamo l'appuntamento, lo abbiamo informato di tutti i nostri passi e da lui abbiamo avuto altre info MOLTO importanti, oltre naturalmente ad altri contatti che ci faranno da passepartout nei prossimi giorni.
Ora voi vi direte: ma è tutto così perfetto? Nessun inconveniente?
Certo che no ... qui si cresce ... ma è pur sempre Africa.

Il principale problema di questi giorni è stato il traffico che ti rallenta e non poco ... oltre ad un piccolo incidente causato dalle sorprese che ogni tanto la strada ti offre. Giovedì abbiamo tardato molto sulla tabella di marcia perché nel nostro trasferimento ci è scoppiata una gomma causa un "piccolo" buco ...


Inoltre, l'altro problema, è che qui per "entrare" devi mettere in conto una serie infinita di incontri per conquistarti il tuo spazio. Questo per il fatto che c'è mezzo mondo che sta facendo a gomitate per una fetta di mercato ... ed i cinesi, come al solito, la stanno facendo da padroni ...
Chiaramente la forza nostra è IL GRUPPO ...ed il fatto che siamo TROPPO SIMPATICI ;-)))
noi si viene presi in considerazione soprattutto per quello!
Meditate gente, meditate!
Alla prossima puntata ...
Ciao
La Tata

DIRETTA CAMEROUN: MENTRE IN ITALIA SI GIOCA IL FUTURO DELLE PROSSIME GENERAZIONI ... RIELEGGENDO RE GIORGIO ... NOI CI FACCIAMO UNA PASSEGGIATA RILASSANTE SULLA SPIAGGIA ASPETTANDO IL TEMPORALE E PENSIAMO ALLE PROSSIME MOSSE DA PORRE IN ESSERE ... LA SPIAGGIA E' TRANQUILLA PERCHE' SONO TUTTI AD UNA FESTA FOLCLORISTICA LOCALE ....ED ORA ANDIAMO A PREPARARCI PER ANDARE A CENA IN UN ALTRO RISTORANTINO ...






Questa non e' la marcia su Roma. Questa e' l'operazione " Via il marcio da Roma!! "


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Non Lasciamolo Solo #TuttiaRoma

 Non Lasciamolo Solo #TuttiaRoma

Beppe Grillo sta andando a Roma dal Friuli con il suo Camper, lo ha annunciato con un post, si conclude così:

…Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese. (link all'originale)

C'è un altro passaggio esplosivo che farà la storia d'Italia (non scherzo, un post di un blog fa la storia):

…Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c'è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini….

Cercherò in qualche modo di andare a Roma quanto prima, se non altro per documentare quanto avverrà.

Non sarà una manifestazione del Movimento 5 Stelle, ma LA manifestazione di tutti i cittadini italiani per un paese migliore.



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Napolitano, la scelta peggiore


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Napolitano, la scelta peggiore

E' così la pantomima è finita. Re Giorgio succede a Re Giorgio. Era abbastanza chiaro che, dopo il definitivo suicidio politico del Partito Democratico, l'unico che poteva essere eletto da un Parlamento balcanizzato fosse lui. Ma, con tutto il rispetto


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Presidente della Repubblica: con Napolitano la partitocrazia si chiude nel bunker


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Presidente della Repubblica: con Napolitano la partitocrazia si chiude nel bunker

La candidatura di Giorgio Napolitano, 87 anni, alla presidenza della Repubblica certifica il comatoso delirio di onnipotenza in cui si trovano i partiti. Di fronte alla decomposizione economica e sociale del Paese una classe politica di nominati è capace solo di replicare lo status quo. In molti gridano al golpe. E in fondo non hanno torto.

I cittadini chiedevano il cambiamento: volevano nelle istituzioni uomini e idee nuove perché quelle vecchie avevano portato l'Italia alla deriva. Invece, dopo il Colle, ci sarà un governo con tutti dentro: seguendo il programma dei 10 saggi. Nessun taglio al finanziamento pubblico ai partiti, riforme contro giudici, stampa e intercettazioni. Niente colpi d'ala nell'economia.

A pretenderlo, dopo aver ottenuto il bacio della pantofola dai sedicenti leader che sono andati al Quirinale per imploralo, è stato Napolitano. Lo raccontano politici e cronisti. Lui tenta di negarlo. Ma sul sito della presidenza della repubblica l'oscena nota con cui il capo dello Stato accetta l'incarico compare accanto a un articolo de "La Stampa" del 14 aprile. Il titolo è significativo: "L'ultima domenica di Napolitano: 'Non mi convinceranno a restare'". Basta leggerlo per farsi un'opinione precisa di quanto valga la parola dell'uomo.

Così, Presidente del Consiglio sarà, con tutta probabilità, l'ex braccio destro di Bettino Craxi, Giuliano Amato. Mentre, come vice si parla già di Gianni Letta. O in alternativa di suo nipote Enrico assieme a Angelino Alfano. Ci sarà poi qualche tecnico che, a questo punto, ci si augura essere specializzato in porte blindate.

Il bunker in cui si asserraglia la partitoc...



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Cremaschi: "Ancora Napolitano? E' la costituzionalizzazione dell'inciucio"


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Cremaschi: "Ancora Napolitano? E' la costituzionalizzazione dell'inciucio"

Cremaschi:
Giorgio Cremaschi, tra i promotori della Dichiarazione comune "per un movimento anticapitalista e libertario" si esprime in modo…
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Il Cambiamento


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Il Cambiamento

Marco Cedolin
Ci sono voluti quasi due mesi, dopo le elezioni di febbraio, per condurre l'Italia al punto d'incontro con il secondo golpe, promesso da Napolitano e da Monti a tutti i poteri forti internazionali alla vigilia della campagna elettorale.
In molti si supponeva che saremmo giunti al nuovo colpo di stato, attraverso le ire dei mercati ed il progredire dello spread, invece la strada scelta è stata di tutt'altra natura. Bersani e Berlusconi hanno di fatto menato per il naso gli italiani che li hanno votati, attraverso due mesi di teatrino tanto folkloristico e disordinato, quanto mirato ad ottenere l'effetto voluto. Il primo ostinandosi fintamente ad inseguire l'appoggio di Beppe Grillo, pur sapendo bene che mancava qualsiasi spazio per ottenerlo. Il secondo cavalcando l'affondamento dell'Italia (quasi le colpe del disastro fossero di un evento tellurico) ed inseguendo Bersani, fingendo di volerlo abbracciare stretto.
PD e PDL hanno passato il tempo cianciando di cambiamento e chiamando i propri elettori a manifestazioni farsa, fino ad arrivare al momento dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.....


Giunti al punto concordato, Bersani, pur avendo la possibilità di fare eleggere fin dalla prima votazione un uomo del suo partito, nella persona di Stefano Rodotà, proposto molto generosamente da Beppe Grillo, unitamente alla promessa di quell'apertura in chiave nuovo governo a lungo (fintamente) agognata, ha detto di NO, preferendo proporre Marini con il gradimento di Berlusconi. Giunto alla quarta votazione, quando Marini avrebbe avuto i voti per v...


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In Cialtronia si Rivota per Napolitano al Colle, l’Uomo che ci Ha regalato Monti. #PresidenteDellaCasta


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In Cialtronia si Rivota per Napolitano al Colle, l'Uomo che ci Ha regalato Monti. #PresidenteDellaCasta

Oiboh sembra proprio che alla fine (mentre scrivo è in atto  la sesta votazione) riavremo il giovin Napolitano come Presidente della Repubblica. L'uomo perfetto per unire la Casta dei partiti e garantire la perfetta continuità. Capisco bene le ragioni di mera sopravvivenza della nomenclatura del PD e le necessità giudiziarie di Silvio Berlusconi, quindi non sono affatto stupito e neppure indignato. 

Solo dispiaciuto, peccato sarebbe stato bello avere un Presidente della Repubblica almeno decente e fuori dal recinto degli interessi delle attuali consorterie italiane.

Faccio qualche considerazione sparsa:

  • Farà piacere agli elettori del PDL vedere Berlusconi e i suoi inginocchiati da Napolitano
  • La Lega Nord è ufficialmente un cadavere politico, sparirà dalla scena elezione per elezione
  • Il PD forse riuscirà ad ottenere il tempo necessario per riorganizzarsi e trovare uno straccio di leadership interna, ad ogni modo crollerà nei consensi.
  • Davanti a questa roba, l'ex comico Beppe Grillo è di fatto il gigante della politica italiana, è stato facile: sono bastate 72 ore di coerenza.

Ad ogni modo I have a dream: Napolitano trombato!

Sognare non costa nulla.



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Anche la Lega vota Re Giorgio. Ma la base si ribella sul web


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Anche la Lega vota Re Giorgio. Ma la base si ribella sul web

di REDAZIONE


"Nella riunione di gruppo abbiamo deciso di votare Napolitano. Lo abbiamo scelto anche come viatico per la formazione di un governo ma ci opponiamo preventivamente ad una soluzione Amato. In ogni caso sara' l'ultima votazione alla quale partecipiamo". Cosi' Massimo Bitonci annuncia il voto della Lega per Napolitano.  "Nella nostra riunione, dopo aver contribuito ad affossare la candidatura di Prodi e vista la disponibilita' del presidente e l'ipotesi alternativa di una candidatura di Amato, abbiamo deciso di appoggiare la rielezione di Napolitano", spiega Bitonci. "Pensiamo che, nel rispetto dei cittadini, questa sia la nostra ultima votazione – aggiunge – Se ci fosse una eventuale bocciatura non voteremmo piu' ".


E' probabile che nel governissimo che nascerà a seguito della rielezione di Re Giorgio possa entrare anche un esponente leghista, quel Giancarlo Giorgetti che già ha fatto parte del gruppo dei dieci saggi e che gode di parecchia stima da parte di Napolitano. Resta da vedere chi sarà il premier sotto la guida del Quirinale: le voci più insistenti parlano di Amato e se così fosse si tratterà di vedere che atteggiamento terrà il Carroccio.


Ma la base leghista si schiera contro il 'si" a un nuovo mandato di Giorgio Napolitano, ipotesi per la quale si e' detta favorevole la leadership del Carroccio. Non appena si e' diffusa la notizia della possibilita' di un 'bis' di Napolitano, i profili ufficiali della Lega Nord su Facebook e Twitter sono stati invasi da commenti fortemente contrari a questa eventualita'. Sul profilo fb del segretario federale, Roberto Maroni, c'e' chi scrive: "No a Napolitano bis, non lo vogliamo". "La base leghista non vuole un Napolitano bis, l'avete capito dirigenti?", e' il testo di un altro post.


Presi di mira anche il profilo di 'Lega Nord Parlamento' e quello del segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini. "Ma Napolitano e' quello che diceva che la Padania non esiste? E ora invece e' diventato un grande uomo di responsabilita'…", fa notare un militante a Salvini. "No al napoletano. Se lo votate tradite idee e gente per bene per morti che si votano tra loro", scrive un altro sostenitore. Diversi i commenti anche contro l'eventualita' di un incarico a Giuliano Amato come presidente del Consiglio.



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Napolitano is not my presidenti 1 e 2 (repost Giugno 2012)


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Napolitano is not my presidenti 1 e 2 (repost Giugno 2012)


Mi sembrava il caso di ripostarli (F.C.)


 


 


 di Franco Cilli 




Lo voglio dire con estrema chiarezza:
questo presidente non mi rappresenta. Costui non rappresenta
direttamente tutti i cittadini, ma un'idea di società, figlia
illegittima di una falsa concezione illuministica, che vede nel
potere di oligarchie (illuminate) l'unica salvezza per il mondo, 
e attraverso questa idea rappresenta una classe sociale e politica e
determinati gruppi di potere, e per conto dei medesimi, lo stato. 

Lasciare che il Pdl e la Lega
facessero strame delle istituzioni, tacendo colpevolmente sui loro
misfatti per falso ossequio ai valori della democrazia e tacciare poi
di populismo (leggasi di eresia) chiunque, movimenti o singoli
cittadini, osasse mettere in discussione la sacralità del pensiero
unico, è indice della non neutralità della persona del presidente
rispetto ai cittadini e alle loro forme di rappresentanza e di
aggregazione sociale. Il che contraddice i principi basilari della
stessa democrazia liberale. Adesso si pretende anche l'intangibilità nei
riguardi di uno de poteri dello stato: la magistratura. E' troppo.


Presidente lei non mi rappresenta
perché è l'espressione, in piena continuità con i regime  dei
secoli passati, dell'Europa dei forti contro l'Europa dei popoli. E'
la negazione anche in termini liberali dell'istituzione statale come
delegata a rappresentare la sicurezza di tutti gli individui.


Noi cittadini, precari, disoccupati,
depredati, spogliati dei diritti, non ci sentiamo al sicuro con uno
come lei a rappresentarci. Per questo lei è virtualmente destituito. 






**********


 


Ex stalinista, craxiano, passato al
migliorismo, alias liberismo dentro un ex partito comunista, politico
di lunghissimo corso, garante della svolta neoliberale italiana per
mano di una tecnocrazi...


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Napolitano bis


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Napolitano bis


 Tra tre ore, Napolitano bis. Avremo il Presidente Nonagenario

E'come pensavo: stanno per rieleggere Napolitano. Questo Parlamento è andato ad implorarlo di accettare di restare a fare il Presidente. E' la prima volta che succede nella storia della Repubblica e certo non con il migliore dei presidenti che abbiamo avuto.
 Questo Parlamento è come l'asino di Buridano: non sapeva decidersi a fare qualcosa. Probabilmente tra un mese sarà giustiziato dall'uomo che si sta accingendo ad eleggere.
 Napolitano o farà un governo di larghe intese mettendo il PD nelle braccia o meglio nelle spire di Berlusconi oppure li costringerà ad accettare un Monti bis  oppure scioglierà le Camere-
 Evviva! Meglio di così potrebbe andare?


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Proposto il Napolitano BIS in un paese che sembra proprio non voler guardare al futuro.


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Proposto il Napolitano BIS in un paese che sembra proprio non voler guardare al futuro.

Questo è un blog di finanza ed ha sempre cercato di "schivare" le problematiche politiche. Però in questo momento storico, la politica ha un'importanza veramente determinante. Siamo un paese in profonda crisi economica, in forte recessione, con dei vincoli di … Continua a leggere


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Un uomo tutto d'un pezzo.... Si un pezzo di m...a!!!!

Vogliamo i franchi tiratori!!


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Vogliamo i franchi tiratori!!

Napolitano rimane Presidente della Repubblica, Monti è ancora Presidente del Consiglio, Draghi è ancora pilota automatico. Ma allora era vero che quelle di febbraio erano le elezioni più inutili del dopoguerra! Ci salveranno i franchi tiratori?
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Sì a Napolitano, ecco la riunione che ha messo d’accordo il Pd


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Sì a Napolitano, ecco la riunione che ha messo d'accordo il Pd

da FACEBOOK




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Manca anche Napolitano ma vista l'eta' direi che basta aspettare.....

Nichi Vendola in piazza Montecitorio: “Lasciate stare Napolitano”

Il piu' furbo ha capito che per sopravvivere deve prendere le distanze dai dinosauri!!!!
zio

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Nichi Vendola in piazza Montecitorio: "Lasciate stare Napolitano"

Il leader di Sel boccia il Napolitano bis e incontra gli elettori: "Lasciate stare il Presidente"


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Colle, verso il bis di Napolitano: e già si tratta sul governo dell’inciucio


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Colle, verso il bis di Napolitano: e già si tratta sul governo dell'inciucio

Dopo tre giorni di votazioni per scegliere il prossimo inquilino al Colle, tutti i partiti sembrano convergere su un solo candidato. Ovvero Giorgio Napolitano. Una soluzione che darebbe il via a un governo del Presidente, probabilmente presieduto da Giuliano Amato, che si presenta con il programma dei dieci saggi voluti dall'attuale capo dello Stato e che coinvolgerebbe anche il candidato M5S Stefano Rodotà come ministro. Come riferisce una nota dal Quirinale, in un'incontro al Colle, Pd, Pdl, Lega e Scelta civica hanno espresso "la convinzione che – nella grave situazione venutasi a determinare – sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano".

E tutti gli interlocutori, inclusa "un'ampia delegazione dei Presidenti delle Regioni hanno rivolto a Napolitano "un caldo appello – prosegue il comunicato – a riconsiderare in questo quadro le ragioni da lui più volte indicate di indisponibilità a una ricandidatura. Il Presidente Napolitano si è riservato di rendere nota – nell'imminenza della ripresa pomeridiana della seduta comune – la sua decisione".

Oltre ai partiti e ai delegati regionali, a intervenire a favore del secondo mandro è anche la Chiesa. Secondo monsignor Giancarlo Bregantini, capo commissione Cei, si augura che "qauesta grande figura – che il Signore gli dia veramente salute, forza – possa prendere il mano le situazioni, per consapevolizzare in maniera adeguata il mondo politico per una scelta di vera dignità e di grande responsabilità". 



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L’INCUBO PEGGIORE


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L'INCUBO PEGGIORE

Prende corpo lo scenario peggiore: il bis di Giorgio Napolitano. Peggio di Marini, peggio di Prodi, peggio perfino dell'ipotesi Amato, la riproposizione di Napolitano sancirebbe definitivamente la fine della nostra democrazia così come l'abbiamo conosciuta dal dopoguerra fino ad oggi. In Italia si instaurerebbe una monarchia di fatto, etero diretta dall'esterno e sprezzante nei confronti dei bisogni della povera gente, in grado di garantire la realizzazione di quella famigerata "Agenda Monti" (un moderno Main Kampf) che intende allungare a dismisura le file di fronte alle mense dalla Caritas e indurre al suicidio intere categorie sociali. Davanti a noi si apre uno scenario devastante. Il paese non potrebbe reggere altri sette anni di Napolitano, gli italiani finirebbero sfiancati e distrutti, impoveriti e schiavizzati per creare nuova manodopera a basso costo per la gloria del nuovo reich tedesco. Qualcuno sventi questa ipotesi sciagurata e distruttiva. Vendola, saggiamente, ha chiesto a Napolitano di non assecondare una manovra così azzardata proposta da quel miope lestofante di Pierluigi Bersani. A questo punto, bisogna riconoscerlo, il Movimento 5 stelle rappresenta l'unico approdo di Resistenza in grado di fermare il dilagare di una vera furia antidemocratica e anticostituzionale. Rodotà è da oggi sinonimo di libertà. Tutti gli uomini e le donne che intendono difendere la nostra civiltà non possono non stringersi intorno al giurista proposto dai grillini. Nel caos le categorie di destra e sinistra faticano a distinguersi. Il prossimo voto per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica assume i contorni drammatici tipici delle politiche del 1948, elezioni che videro prevalere la democratica e atlantica Democrazia Cristiana rispetto al blocco filosovietico riunitosi sotto le insegne del Fronte Popolare. Mi appello al senso di responsabilità di tanti giovani onorevoli del Pd che non intendono rendersi complici di un progetto reazionario di queste proporzioni. Fate sentire ora la vostra voce, dichiarate a viso aperto, da veri uomini e senza timore, che la sofferenza infernale che attanaglia e paralizza il Paese è anche e soprattutto il risultato delle scelte politiche di Giorgio Napolitano. Parlate ora o tacete per sempre. Non basterà il rispetto formale della procedura per rendere sostanzialmente democratico il ritorno di Napolitano. Anche i regimi autoritari del passato si imposero sulla scia di un formale rispetto delle procedure democratiche. L'Italia sta correndo un rischio mortale. E' indispensabile che adesso, subito, l'intero corpo elettorale, messo nel mirino dall'insieme delle forze elitarie ed oligarchiche (politiche ed informative) che perseguo...



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STANNO SABOTANDO LA DEMOCRAZIA


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STANNO SABOTANDO LA DEMOCRAZIA






Le pressioni che i partiti stanno facendo su Napolitano per
un nuovo mandato Presidenziale, costituiscono un atto di disprezzo verso la
 democrazia. Un vera vergogna, o peggio, una vera e propria
 dichiarazione di guerra verso un popolo esausto dalla cialtroneria
criminale, finalizzata al presidio del potere ad ogni costo: costi quel che
costi.
Vogliono un Napolitano bis per rimanere aggrappati alla sella di un
cavallo imbizzarrito che scalcia da tutte le parti e che, presto o tardi, li
costringerà a terra, rovinosamente. Se questa soluzione dovesse trovare
conferma, è verosimile che si spalancherebbero le porte per la formazione di un
governo del Presidente, magari  guidato da Amato, con viceministri
esponenti del PD e del PDL. Vogliono guadagnare tempo per ricomporre dei
partiti dissolti, polverizzati, ormai tenuti insieme solo dalla sete di potere
 finalizzata al mantenimento dello status quo, a vantaggio di pochi, e a
scapito della collettività. Napolitano, non accetti! Stanno ingannando anche lei.








Prende corpo lo scenario
peggiore: il bis di Giorgio Napolitano. Peggio di Marini, peggio di Prodi,
peggio perfino dell'ipotesi Amato, la riproposizione di Napolitano sancirebbe
definitivamente la fine della nostra democrazia così come l'abbiamo conosciuta
dal dopoguerra fino ad oggi. In Italia si instaurerebbe una monarchia di fatto,
etero diretta dall'esterno e sprezzante nei confronti dei bisogni della povera
gente, in grado di garantire la realizzazione di quella famigerata "Agenda
Monti" (un moderno Main Kampf) che intende allungare a dismisura le file di
fronte alle mense dalla Caritas e indurre al suicidio intere categorie sociali.
Davanti a noi si apre uno scenario devastante. Il paese non potrebbe reggere
altri sette anni di Napolitano, gli italiani finirebbero sfiancati e distrutti,
impoveriti e schiavizzati per creare nuova manodopera a basso costo per la
gloria del nuovo reich tedesco. Qualcuno sventi questa ipotesi sciagurata e
distrutti...


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(titolo sconosciuto)

Paolo Cardena' dice le parole piu' condivisibili che si possano spendere su questa operazione di colpo di stato!!!!
Zio

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(titolo sconosciuto)


Le pressioni che i partiti stanno facendo su Napolitano per un nuovo mandato Presidenziale, costituiscono un atto di disprezzo verso la  democrazia. Un vera vergogna, o peggio, una vera e propria  dichiarazione di guerra verso un popolo esausto dalla cialtroneria criminale, finalizzata al presidio del potere ad ogni costo: costi quel che costi. Vogliono un Napolitano bis per rimanere aggrappati alla sella di un cavallo imbizzarrito che scalcia da tutte le parti e che, presto o tardi, li costringerà a terra, rovinosamente. Se questa soluzione dovesse trovare conferma, è verosimile che si spalancherebbero le porte per la formazione di un governo del Presidente, magari  guidato da Amato, con viceministri esponenti del PD e del PDL. Vogliono guadagnare tempo per ricomporre dei partiti dissolti, ormai tenuti insieme solo dalla sete di potere  finalizzata al mantenimento dello status quo, a vantaggio di pochi, e a scapito della collettività



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ALVISIO PRESI, garzone di Lambrusco (La vera storia di Elvis)


51l6gGqA8HL. AA258 PIkin4BottomRight-3722 AA280 SH20 OU29 Toano, Appennino Emiliano, estate 1955.
Alvisio Presi e' un giovane ragazzotto di montagna, diciottenne. Lavora nell'azienda vinicola della famiglia come addetto alle consegne del vino, il famoso lambrusco di Toano che i genitori producono da sempre.
Quotidianamente svolge la sua attività con metodo e impegno anche se nella sua testa cresce piano piano il sogno che fin dalla nascita lo tormenta e assiste. Quello della musica, suonare e cantare. Un giorno trova in cantina una chitarra sfasciata che nessuno in famiglia ricordava nemmeno di avere................

VERSO IL BIS DI NAPOLITANO! Unica condizione: sì al governissimo Pd-PdL con premier Amato e i Letta vicepremier

Sono completamente fulminati!!!!!
Zio

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VERSO IL BIS DI NAPOLITANO! Unica condizione: sì al governissimo Pd-PdL con premier Amato e i Letta vicepremier


Un Napolitano bis solo a precise  condizioni: il via libera sin da ora alla condivisione di un governo del Presidente, guidato da una personalità dell'area di centrosinistra – e circola il nome di Giuliano Amato – ma con due vicepremier, uno del Pdl e uno del Pd. Questo sarebbe  il contenuto del colloquio al Colle tra Napolitano, Berlusconi, Alfano e Letta. Proprio il nome di quest'ultimo viene citato come uno dei due possibili vicepremier. E il contraltare Pd emerso dal colloquio potrebbe essere Enrico Letta. Il Cavaliere, tuttavia, avrebbe chiesto garanzie a sua volta sulla tenuta del Pd in aula per l'elezione del nuovo Capo dello Stato.


Il PdL da tempo ha detto sì al bis di Napolitano, il Pd oggi ha ufficialmente confermato di lavorare a questa ipotesi, la Lega ha dato parere positivo e anche il M5S ha parlato di "rispetto per il nostro Presidente".



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Elezione del XII Presidente della Repubblica: SCOCCA L’ORA DI NAPOLITANO

Questi sono dei pazzi criminali!!!!
Per sopravvivere e continuare a depredarci sono disposti a tutto!!!
Una mummia che nomina un governo dei larghi inciuci ????  Porteranno la gente alla disperazione e allo scontro civile!!!!  Na si rendono conto che e' l'ora di mollare il bottino e darsela a gambe o no?????!!!!!!

zio


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Elezione del XII Presidente della Repubblica: SCOCCA L'ORA DI NAPOLITANO

Questo pomeriggio non ci siamo (seguite comunque i commenti di questo post), ma sembra proprio che alla fine Napolitano verrà rieletto, preludio ad un Governo del Presidente che probabilmente nascerà nelle prossime settimane.


Secondo noi è altamente probabile che Napolitano verrà eletto, con grande maggioranza. Inoltre è altresì probabile che si formerà un nuovo governo senza troppe difficoltà.


L'articolo Elezione del XII Presidente della Repubblica: SCOCCA L'ORA DI NAPOLITANO sembra essere il primo su Scenaripolitici.com.



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Presidente della Repubblica, elezione in diretta. Napolitano bis, si tratta sul governo


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Presidente della Repubblica, elezione in diretta. Napolitano bis, si tratta sul governo

Terminato lo spoglio a Montecitorio con fumata nera annunciata, si riprende alle 15 con la sesta tornata. Tutti i big sono andati al Colle a perorare l'87enne Giorgio Napolitano di restare dando la sua disponibilità alla rielezione. L'interessato, fanno sapere fonti del Quirinale citate dall'Ansa, avrebbe chiesto "garanzie forti per  avviare una riflessione personale" e scioglierà le riserve a breve. Anche Lega e Pdl convergono su questa ipotesi. Nel giro di due ore sono saliti al Colle in ordine Bersani, Berlusconi e Monti. Il Pd, ancora sotto choc, aveva annunciato scheda bianca. Stessa scelta per Lega e Scelta Civica, quest'ultima intenta a non bruciare il proprio candidato ufficiale, Anna Maria Cancellieri. Il Pdl è rimasto fuori dall'aula, in posizione attendista e defilata ma interessata a rendere più visibili le drammatiche difficoltà del centro sinistra allo sbando. Sel converge sul candidato della prima ora, Stefano Rodotà, sul quale si materializza compatto il voto dei Cinque Stelle. I voti incassati dal giurista, termometro della febbre a sinistra, si fermano a quota XY staccando.  Intanto Matteo Renzi torna a parlare dopo le furibonde polemiche sui 101 franchi tiratori del Pd. Dalla sua pagina Facebook benedice le dimissioni del segretario ("inevitabili e sagge") e chiede lo stop "ai disgustosi giochini di ieri". E ancora: "Il Pd esiste, bene se Napolitano accetta".

LA CRONACA ORA PER ORA

13.22 – Caos Pd, "Segneremo il voto"
Il Pd traccerà il voto nella sesta votazione. E' quanto si apprende da fonti dem, aggiungendo che il voto dei Grandi Elettori Pd sarà contrassegnato anche nel caso in cui il nome per la presidenza della Repubblica sarà quello di Giorgio Napolitano.

13.20 – Risultati definitivi quinta votazione, tiene Rodotà con 210 voti
Terminate le operazioni di spoglio della quinta votazione: Rodotà 21o (tre in più della somma di Sel e M5S), Napolitano 20, Monteleone 15, Bonino 9, Zinna 4. Nulle 17 e 445 bianche. Non è stato raggiunto il quorum dei 504 voti. Sesta votazione alle 15.

13.08 – Becchi (M5S), "La casta si ricompatta su Napolitano"
"Insistitiamo su Rodotà, la casta si ricompatta su Napolitano. La logica amico/nemico diventa chiara: da una parte noi, dall'altra gli altri". Così su twitter Paolo Becchi, il professore considerato l'ideologo del Movimento 5 Stelle.

13.08 – Napolitano scioglierà riserva a breve
Lo riferiscono fonti del Quirinale citate dall'Ansa

12.53 – Non c'è il quorum
Stanno terminando le operazioni di spoglio a Montecitorio per la quinta votazione. Non è stato raggiunto il quorum ma l'esito premia Stefano Rodotà.

12.44 – Anche Renzi per Napolitano bis
Matteo Renzi fa s...



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“Il redditometro è illegittimo”: la sentenza liberatoria arriva da Reggio Emilia


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"Il redditometro è illegittimo": la sentenza liberatoria arriva da Reggio Emilia

Mezza Italia non aspettava altro che queste parole al miele, pronunciate ieri dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia. Tana libera tutti e decreto cestinato.



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Il regno saudita scricchiola


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Il regno saudita scricchiola

Hassan Moali (El Watan – 18/04/2013). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo La "primavera araba" è arrivata a scuotere il regno dei Saud, connubio di ultraconservatorismo morale e religioso e liberismo economico. A tenere in piedi Riyad finor...


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I dieci grandi miti economici che vanno sfatati (2° parte)


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I dieci grandi miti economici che vanno sfatati (2° parte)

di MURRAY N. ROTHBARD*


Mito 6: Esiste un compromesso tra disoccupazione ed inflazione.


Ogni volta che qualcuno chiede al governo di abbandonare le sue politiche inflattive, economisti e politici delle istituzioni avvertono che il risultato può essere solo un aggravamento della disoccupazione. Siamo quindi intrappolati nell'avere inflazione contro alta disoccupazione, diventando persuasi che dobbiamo accettare entrambe. Questa tesi è la posizione di ripiego dei keynesiani. In origine, i keynesiani ci hanno promesso che, manipolando per bene i deficit e la spesa pubblica, ci avrebbero portato la prosperità permanente e la piena occupazione senza inflazione. Poi, quando l'inflazione è diventata cronica e sempre più alta, hanno cambiato la loro melodia avvertendoci della necessità di un compromesso, il tutto al fine di non esercitare ogni possibile pressione sul governo per fermare la sua creazione inflazionistica di nuova moneta.


La dottrina del compromesso si basa sulla presunta "curva di Phillips", una curva inventata molti anni fa dall'economista britannico A. W. Phillips. Phillips ha correlato il tasso di incremento salariale con la disoccupazione, e ha poi affermato che i due si muovono inversamente: maggiore è l'aumento dei salari, minore è la disoccupazione. Questa però è una tesi particolare, dal momento che viaggia al di là della logica e del senso comune. La teoria ci dice che maggiore è la retribuzione, maggiore è il tasso di disoccupazione, e viceversa. Se ognuno andasse domani dal suo datore di lavoro e insistesse su un aumento doppio o triplo del suo salario, molti di noi sarebbero prontamente senza lavoro. Eppure questo risultato bizzarro è stato accettato come il Vangelo dall'istituzione economica keynesiana.


A questo punto, dovrebbe essere chiaro che questo risultato statistico nega i fatti così come la teoria logica. Durante il corso degli anni '50 (del XX° secolo, n.d.t), l'inflazione era solo circa l'1-2% annuo, e la disoccupazione si aggirava intorno al 3-4%, in seguito il tasso di disoccupazione era compreso tra l'8-11%, e l'inflazione tra il 5% e il 13%.  In breve, negli ultimi due o tre decenni sia l'inflazione che la disoccupazione sono aumentati bruscamente e severamente. Semmai abbiamo avuto una curva inversa di Phillips. Vi è tutt'altro che un compromesso tra inflazione-disoccupazione.


Ma gli ideologi raramente lasciano il posto ai fatti, anche se dicono continuamente di "testare" le...



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C’È L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. PER VOMITARE


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C'È L'IMBARAZZO DELLA SCELTA. PER VOMITARE

Il Pd allo sbando, dilaniato dalle faide interne. Bersani che annuncia le proprie dimissioni. Prodi che "ritira" la propria candidatura, secondo la strana prassi per cui, nella corsa al Quirinale, si è iscritti da qualcun altro ma ci si chiama fuori in prima persona.


Rodotà che raccoglie nuovi consensi, che però sono fittizi in quanto gli pervengono di riflesso e a causa delle suddette faide nel Pd. Ed ecco allora che, nel gioco al massacro, sembrano salire le quotazioni della Cancellieri. Di nuovo un accordo bipartisan, tra Pd e PdL. O piuttosto tripartisan, ricomprendendo anche Scelta civica: a portare l'efficiente ex prefetto al Viminale fu Mario Monti, e quindi va da sé che abbia buoni motivi per caldeggiarne l'ascesa.


Berlusconi & C. che si godono il tracollo altrui, sforzandosi però di ostentare una seriosità da statisti che non è proprio nelle loro corde e che, infatti, non basta nemmeno lontanamente a nascondere la voglia, l'impazienza, l'istinto, di essere sguaiati e tracotanti come al solito.


E poi i media mainstream, ovviamente. Che un po' per obbligo e un po' per voluttà si immergono in tutto questo, e sul molto altro che emerge di momento in momento, e ci sguazzano senza requie, in una via di mezzo tra il talkshow e lo psicodramma. Un tripudio di occasioni da non perdere, dal loro punto di vista. Una di quelle fasi, allo stesso tempo serissime e risibili, inquietanti e svaccate, forse decisive ma sicuramente miserrime in cui anche l'evidenza ha il gusto intrigante del retroscena. Gli avvenimenti sono in odore di Storia, solo che hanno il tanfo del gossip. Più che una guerra, un'epidemia. Molte vittime, nessun onore.


Una specie di alluvione, nel suo complesso. Le fogne si sono intasate e i tombini esplodono, inondando le strade di liquami. Non è un contrattempo: è (dovrebbe essere) una rivelazione, a beneficio di chi ancora non lo ha capito. Le condutture sotterranee non ce la fanno più – non possono più farcela – ad accogliere/smistare/nascondere, tutto ciò che vi riversiamo.


Non è un incidente stagionale, cui si rimedierà migliorando la manutenzione. È lo standard che ci siamo meritati, come popolo o presunto tale, e che si manifesta appieno. Lo standard del disastro che in tutti questi anni la maggior parte dei cittadini italiani ha assecondato con il suo voto, con la sua ottusità, con la sua illusione di essere intelligente, informata e perbene. Salvo poi ritrovarsi, stupendosi, a essere dominata da questa classe dirigente.    


È un'ulteriore anteprima della Terza Repubblica, per come sarà sotto le mentite spoglie di una ripulitura di superficie e di un rinnovamento formato Renzi.


Federico Zamboni




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Usa, i soldi destinati alle piccole imprese? Usati dalle banche salvate


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Usa, i soldi destinati alle piccole imprese? Usati dalle banche salvate

Non sono bastati gli oltre 430 miliardi di dollari che il governo ha pompato nelle loro casse per salvarle dal fallimento. Le banche Usa si sono prese anche i soldi destinati alle piccole imprese in difficoltà. Quattro miliardi di dollari: nel 2011 il governo li ha trasferiti alle banche perché aiutassero le aziende con mutui e prestiti. Ma più della metà di quei fondi non è mai arrivata a destinazione: 137 banche salvate tra il 2008 e il 2009 hanno utilizzato 2,1 miliardi del programma Small Business Lending Fund per ripianare i loro debiti e restituire allo Stato i soldi ricevuti nel salvataggio. Lo dice un rapporto firmato da Christy Romero, ispettore generale del Troubled Asset Relief Program, messo a punto dal governo per evitare il crollo dei maggiori istituti di credito del paese.

Nuove polemiche all'orizzonte per l'amministrazione Obama, creatrice dello SBLF: dei 30 miliardi autorizzati, soltanto 4 sono stati spesi, per giunta male. E' il 2010, la crisi nata dal crollo dei mutui subprime sta travolgendo il mondo e negli Usa sta stritolando le piccole industrie. Il 27 settembre Barack Obama firma lo Small Business Job Act, che stanzia 30 miliardi a tassi ultravantaggiosi in favore di 332 istituti con meno di 10 miliardi di dollari in asset (oltre 7.000 in tutto il paese) "per incoraggiare il credito – si legge sul sito del Dipartimento del Tesoro - stimolare le principali banche e le imprese a lavorare insieme, contribuire a creare posti di lavoro e promuovere la crescita". Invece le banche hanno utilizzato quei fondi per aiutare se stesse. "La maggior parte del denaro – si legge nel rapporto della Romero – è andata alle banche salvate grazie al Troubled Asset Relief Program. Il Tesoro ha investito solo 4 dei 30 miliardi disponibili, due terzi dei quali (2,7 miliardi) sono andate a 137 banche coinvolte nel Tarp, che ne hanno usati 2,1 (l'80%) per pagare i loro debiti verso lo Stato". Ovvero per restituire al governo i soldi ricevuti proprio grazie al Tarp, programma messo a punto nel settembre del 2008 da Henry Paulson, allora segretario al Tesoro, e Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, per arginare la crisi finanziaria scaturita dopo il fallimento di Lehman Brothers. Grazie al Tarp, il Tesoro ha comprato asset tossici, di cui le banche erano piene, per 430 mili...



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“Lavorare nel cinema in Italia non paga. Meglio una gelateria a Berlino”


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"Lavorare nel cinema in Italia non paga. Meglio una gelateria a Berlino"

"Woody Allen si è permesso di venire a girare a Roma e di proporre paghe da fame perché sapeva che avrebbe trovato qualcuno disposto a lavorare per lui". I set di To Rome with Love nella Capitale risalgono al 2011, ma il gioco ormai è al ribasso da anni, e gli stipendi pure: per fare i loro film, le case assumono ragazzini volenterosi per una manciata di euro. Le maestranze, che nei decenni passati attiravano le grandi produzioni internazionali, sono costrette a lasciare l'Italia. Simona Chiocca e Marco Greco lo hanno fatto: dopo aver passato la vita ad organizzare la produzione di film di altissimo livello, ora vivono a Berlino: Marco ha aperto una gelateria. Per restare a Roma non è bastato avere sul curriculum titoli come "La versione di Barney", "Copia conforme" con la Palma d'oro di Juliette Binoche a Cannes, "Fortapàsc" di Marco Risi o lo 007 di "Quantum of Solace". Anzi, è stato controproducente.

"Nel 2011 ho fatto 11 colloqui in Italia – racconta Simona, 40 anni, di Latina, una laurea in Scienze politiche e un master in produzione cinematografica – e per 5 volte mi sono sentita rispondere 'non ti posso prendere perché sei troppo qualificata'". Colpa della crisi, ma non solo. "Quella c'è in tutta Europa, ma solo da noi ti offrono cifre così insultanti. Prima si strapagano gli attori e poi propongono 650 euro a un ispettore di produzione. Questo perché hanno capito di riuscire a fare film con 500 mila euro, anche se una produzione appena decente costa 2 milioni". Siamo diventati terra di conquista? "Neanche – continua Simona – sono sempre meno gli americani che vengono a girare in Italia: i servizi e le strutture lasciano a desiderare, i rimborsi fiscali, quando ci sono, arrivano dopo anni".

Marco è stato il direttore di produzione del film "Diaz", di Daniele Vicari, sui pestaggi al G8 di Genova. Ora in Italia non vede futuro: "Non abbiamo più un attore, un'attrice, un regista; l'ultimo produttore vero è morto negli Usa, era De Laurentiis. Il cinema in Italia è morto. Lo hanno ucciso le tv. Poi Berlusconi ha fatto il resto, controlla tutto". Eppure "Diaz" è stato un film importante: "Ma Domenico Procacci (il produttore, ndr) è unico". All'estero, dove i professionisti vengono trattati come tali. "Non è che qui mi stessero aspettando con il tappeto rosso – continua Simona, che nel curriculum ha "L'amico di famiglia" firmato da Paolo Sorrentino e la fiction tv "Capri" – però ho ricevuto risposte a tutte le mail che ho inviato e ho avuto vari colloqui, cosa che in Italia non accade mai".

Intanto c'è la gelateria da mandare avanti e una vita da vivere: "Per Berlino vanno bene tutti gli stereotipi del caso: i tedeschi sono superorgan...



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Grecia: “Sfruttamento e disperazione”


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Grecia: "Sfruttamento e disperazione"


di Redazione


 


Manolada è un villaggio a Sud della Grecia e fa parte della comunità di Vouprasia. È situato in un'ampia zona rurale a ridosso del mar Ionio. Qui è avvenuto un cruento episodio, ai danni di lavoratori immigrati che ha visto circa 28 raccoglitori di fragole, essere feriti da colpi di fucile (4 in condizioni gravi)  per aver protestato contro il basso salario. I loro carnefici erano i caposquadra (in Italia si definirebbero caporali) che li controllavano nei campi di raccolta.


Episodi del genere sono accaduti anche nel Sud della nostra penisola, dove gli immigrati impiegati nei campi di raccolta si sono ritrovati a subire duri maltrattamenti durante la raccolta.


Le immagini che seguono a quest'articolo, pubblicato su un quotidiano greco (ekathimerini.com) e che traccia uno spaccato molto "sentito", di una Grecia che una volta era coinvolta nella lotta per i diritti umani e adesso si trova immersa nella disperazione e in episodi inspiegabili come questo gettando una pessima immagine sul popolo greco, lasciano immaginare in quale situazione stia sprofondando il popolo ellenico.


La drammatica situazione economica della Grecia, sta portando indietro nel tempo un paese, che sembra esser tornato nel medioevo, dove lavoro e giustizia era a discrezioni dei soli feudatari.


L'economia ellenica sempre più sostenuta dallo sfruttamento della manodopera a basso costo, sembra dimenticare i principi di uguaglianza e di giustizia.


Questo non vuole essere un monito verso il "disagiato popolo greco", ma un invito a riflettere sulle condizioni generate, da un sistema monetario che sta progressivamente disgregando in diversi blocchi l'Europa.


Il Sud sempre più isolato e povero, torna indietro nel tempo, immerso nei campi della disperazione dove per pochi soldi si raccolgono fragole e per guadagnarne pochi di più si uccidono persone.


 



È giunto il tempo di prenderci indietro il paese dalle barbarie.


 


By Nikos Konstandaras


La notizia che dei capisquadra hanno sparato su dei lavoratori extracomunitari in dei campi di fragola in Manolada, e le immagini delle vittime colpite e distese in terra tra l'im...



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Napolitano verso la riconferma e poi governissimo


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Napolitano verso la riconferma e poi governissimo

di REDAZIONE


Fumata nera, come previsto, per la quinta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica. Secondo i dati ufficiali, Stefano Rodota' si ferma a quota 210 voti, pari a tre voti in piu' della somma M5S e Sel, mentre le preferenze per Giorgio Napolitano sono state 20. 445 le schede bianche. Ma la soluzione sembra ormai a portata di mano. Pd e Pdl hanno chiesto a  Napolitano a rendersi disponibile per un nuovo mandato. Il presidente uscente è sul punto di sciogliere la riserva che sembra legata alla decisione dei due partiti di formare un governissimo.



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Bersani e la Presidenza


546734 352415848150955 1182564207 nFuori uno- disse Bersani e dalla gabbia scattò Marini, già cavallo di razza della Democrazia Cristiana, tra gli applausi del Pdl e di Scelta Civica.
Candidato condiviso, elezione prevista al primo turno, come per Cossiga e Ciampi.
Poi si alza la voce di Renzi: Marini è un danno per il Paese, addirittura!
Dietro di lui i Civati, le Serrachiani, gli Orfini, mezze tacche arrivate in Parlamento grazie al Porcellum ed a cooptazioni più o meno mascherate.....................

Presidente della Repubblica, alla fine è Bersani il vero rottamatore del Pd


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Presidente della Repubblica, alla fine è Bersani il vero rottamatore del Pd

Matteo Renzi rottamatore del Pd? Non scherziamo. Alla fine ci sta riuscendo alla grande Pierluigi Bersani: in due giorni rischia di sfasciare il partito, se non l'ha già fatto. Franco Marini prima, Romano Prodi poi. E ora a chi toccherà, Anna Maria Cancellieri?

Le hanno provate tutte pur di non votare Rodotà. Senza un perché politico. Ma politico nel senso alto del termine, non come lo intendono quei fedelissimi del segretario dei Democratici che si ostinano a tapparsi gli occhi. Su Twitter spopola #rodotapercheno ed è rivolto proprio a loro. Per non vederlo basta spegnere il computer, snobbare ogni appello. Però i giovani del Pd che hanno occupato le sedi del partito si fa più fatica a ignorarli. Come chi ha bruciato la tessera. Cavolo, tocca vederli quelli là. Tocca anche ricordarci che a una bella fetta del centrosinistra, diciamocelo, il nome di Rodotà sarebbe piaciuto anche pensarlo. Ma votarlo no, sia mai!. Perché l'ha proposto il Movimento 5 Stelle, e sostenerlo vorrebbe dire abbandonare l'opzione salvagente del governissimo che piace al Pdl e fa comodo al Pd. Chissenefrega se il giurista è autorevole, se ha come bussola la Costituzione, se ha difeso la libertà dell'informazione e la rete. Non importa se piace a chi sta fuori dal Palazzo, se lo vorrebbero pure Dario Fo, Carlo Petrini, Barbara Spinelli, Michele Serra, Salvatore Settis, Remo Bodei e i tanti che hanno sottoscritto la petizione per chiedere al Pd di avere coraggio. Forse fa comodo non averne, di coraggio. Forse non si vuole cambiare un bel niente. Si preferisce farne una questione aritmetica abdicando, in nome della matematica, al volere della base. E le poltrone, ora, non ditemi che non c'entrano. Volendo i numeri per Rodotà ci sarebbero. Ma dire "sì" costringerebbe Bersani a fare i conti col suo fallimento politico, al Pd con le sue insanabili spaccature, alla vecchia politica con il nuovo. Ma soprattutto toccherebbe ascoltare altre esigenze, oltre alle loro.

Perché se il centrosinistra avesse s...



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