22/04/13

gli errori di Napolitano


-          gli errori di Napolitano   -
di Paolo De Gregorio, 22 aprile 2013

Mandare al Quirinale un politico è sempre un errore perché la tentazione di far politica può essere irresistibile, e cercare di persuadere le parti può sconfinare in un altro ruolo, quello presidenzialista.
Se è vero che più indizi costituiscono una prova, sia il governo tecnico appoggiato dai due partiti maggiori, che il prossimo governo definibile “del Presidente” o di unità nazionale, rivelano le impronte digitali di King George, con le sue convinzioni politiche che risalgono al “compromesso storico”, che hanno visto l’Italia non uscire mai dal regime monarchico a cui era abituata. Ben presto DC e PCI smisero di combattersi, entrambi i partiti accettarono la Nato e il capitalismo e procedettero speditamente verso una spartizione sottobanco di tutto ciò che era possibile, arrivando a trasformare i rispettivi partiti in potenti apparati, carichi di soldi, con un controllo totale sui media, e con un nomenkatura che dall’alto sceglieva chi fare salire verso i piani alti del potere politico.
Un sistema chiuso, impenetrabile, diventato CASTA, lontano dal linguaggio e dai problemi dei cittadini, infarcito di ladri e corrotti, pronto a stravolgere la Costituzione per ottenere l’impunità con leggi porcata sempre tese a creare difficoltà alle indagini della magistratura.

Il voto di Berlusconi e del PD per la rielezione di Napolitano dimostra più di qualsiasi documento ufficiale che il patto sottobanco esiste, che l’apertura del PD verso il M5S era una truffa per scaricare la responsabilità di ingovernabilità sui nuovi arrivati, che entrambi i partiti si sentono garantiti da Napolitano che in un modo o nell’altro riuscirà a liberare B: dai suoi processi (incominciando con un ministro di Giustizia targato PDL, ma anche Violante del Pd sarebbe gradito a B.), e il PD sarà protetto dagli effetti del super-scandalo del Monte dei Paschi di Siena.
Il regime partitocratico resiste, perde solo qualche pezzo a sinistra (Sel e un centinaio di deputati PD), ma la sua credibilità è inesistente. PD e PDL sanno che sono indispensabili gli uni per gli altri, il loro destino è ormai comune.

Questa è una situazione, come dicevo, molto simile alla monarchia, che dura da decenni e ha sempre funzionato, ma oggi, per la prima volta, si è affacciata nelle alte stanze del potere una forza non omologata dalle spartizioni e dagli inciuci, ma votata a ripristinare la democrazia e il rispetto della Costituzione, che incepperà inesorabilmente il vecchio andazzo perché denuncerà ad alta voce bugie, intrallazzi, inganni, sprechi, privilegi, e basterà questo per arrivare al definitivo declino del regime partitocratico.
La regia di Napolitano non basterà a fermare il nuovo corso della politica, perché anche lui cadrà insieme al governo che farà nascere, per il semplice fatto che non si mettono di nuovo al potere gli stessi responsabili della crisi e del disastro economico e morale.
Paolo De Gregorio

La balla tedesca per far pagare il conto all’Italia


Tobias Piller, il corrispondente a Roma del quotidiano tedescoFaz, mi è simpatico. Ha lo sguardo sveglio e vispo, il pragmatismo teutonico e una buona dose di malcelata superiorità morale nei nostri confronti. Bene, martedì sera a Porta a porta ha dovuto per la prima volta pagare pegno. Bruno Vespa, non quindi un giornalista euroscettico con i canini sfoderati, lo ha inchiodato con due tabelle semplici, semplici: se i tedeschi, mediamente, hanno meno soldi degli italiani è perché li spendono invece di risparmiare, ma laGermania, intesa come nazione, non è più povera di Italia, Cipro e Grecia. 

Delle idiozie profuse allo Spiegel da due dei cosiddetti “cinque saggi” dellaMerkel abbiamo parlato martedì, ora però la storia dei Paesi periferici che sono più ricchi della Germania e quindi devono finanziarsi da soli gli eventuali salvataggi - leggi prelievi forzosi, patrimoniali, vendita di assets e magari di oro, come Cipro - deve finire una volta per tutte, perché è unaballa mostruosa.

I cittadini tedeschi non sono più poveri di quelli italiani o spagnoli o ciprioti, semplicemente perché basta guardarle tutte le tabelle pubblicate dalla Bceper capire che la Germania è più ricca, solo sconta una diseguaglianza di distribuzione del reddito da far impallidire un campione mondiale del genere come Singapore

Siamo incazzati neri, e resteremo schiavi

Siamo incazzati neri, e resteremo schiavi:

Dopo la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, resasi necessaria per lo stallo assoluto tra le forze politiche, i mercati oggi aprono con un ampio restringimento dello spread tra Italia e Germania, un calo confortante del rendimento del Btp decennale (che si avvicina al 4 per cento), ed un rally di borsa guidato dai titoli bancari. Non abbiamo risolto nulla, ma ai mercati pare il contrario. Chi avrà ragione?

(...)
Continua a leggere Siamo incazzati neri, e resteremo schiavi (1,078 parole)



© Phastidio.net, 2003 - 2013. |
Permalink


Tags: , , , , | Categorie: Economia & Mercato, Italia





Leggete anche:






Nessun articolo correlato






Svizzera: referendum sull'oro? Perché rimpatriare le riserve?

Svizzera: referendum sull'oro? Perché rimpatriare le riserve?:

Molto probabilmente, la Svizzera si troverà a dover affrontare un referendum popolare su una misura che impedisce alla banca centrale di vendere le riserve d'oro, obbligando la Swiss National Bank a mantenere almeno il 20% degli asset in oro.

"Salvate il nostro oro Svizzero" è lo slogan utilizzato dai membri del partito conservatore elvetico, promotore della mozione secondo la quale la SNB dovrebbe far rimpatriare le riserve d'oro tenute all'estero per mantenerle entro i confini nazionali. (...)

-
News
/
,
,

Ordine "democratico": salvare il sistema non la gente

Ordine "democratico": salvare il sistema non la gente:




Oggi, come in bel film di mafia, durante l'incoronazione di Re Giorgio per il suo secondo mandato, saranno distrutte le intercettazioni tra Mancino e Napolitano. Tali dichiarazioni  furono definite dallo stesso innocenti (aveva definito anche ridicola l'ipotesi di un suo secondo settennato). Che strano, per noi, comune e fastidioso volgo, la privacy sui conti correnti deve essere violata (e non solo) e ti dicono che se non ti sta bene è perché hai qualcosa da nascondere. Ma non vale per il re che appartiene all'ancient regime, quello che esige rispetto dal M5S per le istituzioni democratiche, messe in pericolo dal leader Beppe per aver indetto una manifestazione di protesta a seguito di questa ignobile vigliaccheria, segno di sprezzo nei confronti di tutto il popolo italiano. Se la gente viene

convocata in piazza improvvisamente in democrazia, in base a chi promuove l'appello può diventare istigazione alla violenza. Nel regno della casta opulenta un giornalista può mandare a quel paese ritenendosi offeso, una cittadina che gli chiede di fare informazione corretta, nonostante l'informazione goda di ingenti contributi pubblici e sia pagata un poco anche da lei. Sono quei pennivendoli che in queste ore, nonostante la polizia abbia palesemente detto che non poteva attraversare la piazza in sicurezza, titolano "la retromarcia" di Grillo.





A proposito di quest'ultimo, a dispetto del bel mondo dorato che si immagina la Presidente della Camera Boldrini, Istat e Coldiretti fanno sapere come le istituzioni "democratiche" condannino alla morte per fame i propri sudditi:








Istat: un milione di famiglie e’ senza reddito da lavoro





21 APR – Quasi un milione di famiglie e’ senza reddito da lavoro. Tutti i componenti ‘attivi’ che partecipano al mercato del lavoro sono disoccupati. E’ quanto emerge da dati Istat sul 2012.





Nel dettaglio sono 955 mila le famiglie con tutti i membri appartenenti alle forze lavoro in cerca di occupazione, in rialzo del 32,3% sul 2011.





In un solo anno le famiglie ‘senza lavoro’ sono aumentate di 233 mila. Ed ecco come sono ripartite: 234 mila single, 183 mila monogenitore, 74 mila coppie senza figli e 419 mila coppie con ‘prole’ a cui se ne aggiungono 45 mila che l’Istat definisce di ”altre tipologie”.





A livello territoriale oltre la meta’ (51,8%), 495 mila, si trova nel Mezzogiorno, seguono il Nord (303 mila) e il Centro (157 mila). In generale si tratta di famiglie con seri problemi di disoccupazione e quindi di disagio economico. Case dove non c’e’ alcun reddito, o ci sono entrate che pero’ non arrivano dal lavoro dipendente o autonomo, come possono essere le rendite da pensione.





In altre parole nuclei dove regna la disoccupazione assoluta, tutti sono a caccia di un posto, o dove alla disoccupazione magari si associa la pensione o un’altra rendita Ad esempio puo’ essere il caso di una famiglia dove il padre e’ pensionato, la madre casalinga con uno o piu’ figli disoccupati; o dove uno o entrambi i genitori sono alla ricerca di un impiego e i figli ancora piccoli vanno a scuola; o ancora tutti i membri soffrono la mancanza di un posto. Non si esclude ci possa essere qualche caso piu’ fortunato di chi puo’ permettersi di vivere senza lavorare, contando su rendite immobiliari o da capitale, i cosiddetti rentier. Ma con tutta probabilita’, non e’ la condizione che associa questo milione di case.





Un numero lievitato durante gli anni di crisi. Basti pensare che nel 2007 le famiglie che corrispondevano all’identikit di nuclei con tutte le forze lavoro in cerca di occupazione erano solo 466 mila. Ecco che in cinque anni la loro cifra e’ piu’ che raddoppiata (+104,9%). ansa






Come campano, visto che un reddito di cittadinanza in Italia non c'è e Renzi lo considera la negazione dell'articolo uno della Costituzione? Risponde indirettamente la Coldiretti:





Coldiretti: 3,7 milioni di persone assistite con pacchi alimentari


Istat e Coldiretti lanciano l’allarme: un milione di famiglie senza reddito da lavoro, 3,7 milioni non hanno di che sfamarsi





di: Luca Romano





Per le famiglie italiane la crisi economica è sempre più un incubo. I numeri di una difficoltà che non accenna a farsi meno intensa arrivano da Istat e Coldiretti, che fotografano una situazione difficilissima.Quasi un milione di famiglie – spiega l’Istituto statistico – è senza reddito da lavoro. Il dato è aggiornato al 2012 e spiega che 955mila nuclei famigliari in Italia vanno iscritti nel novero di chi cerca un lavoro. Un dato che rispeto al 2011 fa segnare un +32,3%, con un aumento di 233mila famiglie in difficoltà in soli dodici mesi. Più della metà di chi fa fatica si trova al Sud. 495mila le famiglie del Meridione che affrontano grossi problemi di disoccupazione, 303mila al Nord e 157mila al Centro.





Nel 2012 poi, spiega un’analisi della Coldiretti, è aumentato del 9% il numero delle famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare. 3,7 milioni di persone sono state assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense.  Nel 2010 “erano 2,7 milioni”.













Indirettamente perché i numeri delle famiglie con tutti i membri privi di lavoro non coincidono con tutti coloro che mangiano grazie ai pacchi alimentari. Ricordo che il 53% degli italiani non riusciva a mantenere la famiglia, pur lavorando ed era il 2009. La cgil è preoccupata solo per i cassintegrati, mezzo milione di persone, "Solo" 500.000 individui (non mi è chiaro se per garantire solo 500mila persone tramite Cig in deroga servano 2.7miliardie per i 230mila precari con contratti in scadenza a fine anno che si ritroveranno senza stipendio e senza lavoro. Questi ultimi la Cgil li definisce una bomba sociale, mentre quel milione di famiglie senza reddito e quei milioni che sopravvivono grazie ai pacchi alimentari sono già considerati morti che camminano, a quanto pare. I sindacati che discriminano non sono una novità. Mai si sono impegnati per garantire tutti i cittadini, attraverso la creazione di un reddito di cittadinanza o misure similari, arrivarono per giunta a boicottare il referendum per l'estensione del fu articolo 18 ai lavoratori presso aziende sotto i 15 dipendenti. Niente Cig per loro. Che muoiano o vadano a prendere il pacco alimentare, se c'è. Che aspettarsi dal principale sindacato il cui leader, una donna, confida che Napolitano sarà garante dei deboli? Oggi la CNA lancia un allarme gravissimo: 140 MILA imprese artigiane rischiano di chiudere da qui a fine anno. Di che vivranno gli artigiani e loro famiglie? Sappiamo che i lavoratori autonomi non hanno necessità umane alle quali provvedere e non sono mai stati quindi oggetto di ALCUNA TUTELA. Il tempo e l'energia per manifestare contro i tagli della Giunta Cota in Piemonte i sindacati l'han no trovato. Per i tagli portati avanti per un intero anno dal governo delle banche non hanno ritenuto di dover proferire parola. Ha ragione Grillo, i sindacati sono solo funzionali agli interessi del Pd in dissolvenza. Hanno sempre condotto lotte strumentali. Preciso a scanso di equivoci che la giunta Cota, il cui comportamento è riprovevole eccome, non ha fatto nulla di diverso dalle regioni considerate virtuose, quelle "rosse", e dal governo delle banche e di Bruxelles.





Ridotti così dal totalitarismo dell'euro -usurocrazia, l'assurdo è che il ricorso allo strozzino "quello illegale" aumenta in maniera esponenziale, Italia in crisi: l'usura schizza al 155,2 per cento.



Come dare loro torto? Un paese che considera i propri connazionali come choosy o polli da spennare compromette ogni speranza di una vita dignitosa, quella che dovrebbe essere garantita dalla Costituzione. Noi italiani non siamo una risorsa, a meno che non vi siano le banche da salvare e manovre da subìre nel nome della Ue. In tal caso, noi esistiamo. Perché mai i giovani dovrebbero insistere nel barcamenarsi in lavori precari con salari ridicoli, sapendo che tanto la pensione non l'avranno mai? Già il 74% dei pensionati che hanno lavorato una vita e versato i contributi con regolarità (le passate condizioni economiche consentivano questo traguardo ormai inarrivabile) sono costretti a campare spesso con meno di 1.000 euro.


Siamo circondati, assediati dai rapinatori che pretendono di impartire lezioni di democrazia alla gente, qualora si raduni in piazza per esprimere fin troppo civilmente la propria contrarietà alla confisca di ogni avere attuale e futuro.


E quando non ci sarà più niente da confiscare, come in Grecia, tutti nei campi profughi, ma per colpa loro, dal momento che i giornali e l'opinione dei politically correct arrivano perfino a riesumare i ricordi dei colonnelli per scoraggiare ogni critica alla troika. Per suggerire che se è la democrazia a comandare i campi di concentramento per debitori insolventi, tale decisione non può che ritenersi rispettabile.





TUTTO QUESTO MENTRE PREPARANO LA MANOVRA CHE FINO A IERI NEGAVANO


Barbara







Manovra finanziaria: si va verso tagli spesa da 10 miliardi







Def esaminato da lunedi’ dalle Commissioni: sforbiciata a beni e servizi in vista (sanita’ e Pubblico impiego) in due tappe. Corsia preferenziale per cassa integrazione. Rinviato al 2014aumento aliquota Iva.


 [2]Il premier in carica Mario Monti insieme al ministro dell’Economia Vittorio Grilli (a sx) e il pari grado dello Sviluppo Corrado Passera.



ROMA (WSI) – Da quando e’ stato presentato a inizio aprile, il Documento di Economia e Finanza (Def) ha portato con se’ anche i timori di una nuova manovra di finanza pubblica, ipotesi gia’ in varie occasioni rilanciata e poi smentita dal ministro dell’Economia Vittorio GrilliAllarme rilanciato oggi dal Sole 24 Oree [3], che parla di un piano di tagli da 7-10 miliardi in due tranche. L’iter dovrebbe essere super veloce, ma c’e’ viva l’incognita relativa allacassa di integrazione e ai rifinanziamenti del fondo di sussistenza per risolvere una volta per tutte il problema esodati. Nel primo caso dovrebbe essere trovato almeno un miliardo di euro.







Il piano di tagli alla spesa, che prendera’ forma da lunedi’, prevedera’ forse una corsia preferenziale per la Cig, ma anche per contratti di servizio (Poste, Fs e via dicendo). “E’ quello che con tutta probabilita’ sara’ costretto a far scattare il prossimo governo (o forse quello attuale se sarà “obbligato” dagli eventi a rimanere in carica) tra maggio e giugno, magari non sotto forma di manovrina classica, per far fronte al lungo elenco delle cosiddette spese indifferibili (dalla Cig agli esodati)”, scrive il quotidiano di Confindustria.Da lunedi’ il Def sara’ esaminato dalle Commissioni speciali di camera e Senato. Nel documento di programmazione economica e finanziaria varato dal governo Monti, non c’e’ pero’ traccia esplicita degli esodati, come hanno denunciato i sindacati.”Se vogliamo risolvere il problema della Cassa integrazione in deroga, per il quale occorre una risorsa finanziar ia di almeno 1 miliardo e mezzo di euro per il 2013, non solo è necessario prevedere che questo argomento sia nel prossimo Documento economico e finanziario, ma occorre anche che il governo emani prontamente un apposito decreto”, ha affermatoCesare Damiano del PD.




“Lo stesso argomento vale anche per i lavoratori cosiddetti esodati, per i quale occorre rifinanziare il fondo appositamente costituito con l’ultima legge di stabilità. Purtroppo di questi lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni Monti-Fornero non c’è traccia nel Def. Questo è molto grave, secondo Damiano, sopratutto in considerazione della perdita di 1 milione di posti di lavoro subita dall’Italia nel 2012.


“Tares a parte, si profila un intervento in due tappe per recuperare le risorse necessarie per gestire le cosiddette spese indifferibili”, si legge sul Sole. “Nel giro di poche settimane (se non addirittura di pochi giorni) dovrebbe scattare il rifinanziamento della Cig e potrebbero anche arrivare le risorse per i contatti di servizio”.


“Con l’ormai tradizionale decreto estivo di giugno dovrebbero poi essere coperte tutte le altre voci: dal rifinanziamento delle missioni internazionali di pace agli esodati. Con lo stesso decreto potrebbe anche essere rinviato all’inizio del prossimo anno l’aumento dell’ultima aliquota Iva in calendario il primo luglio”.


Tutta l’operazione dovrebbe essere coperta con tagli alla spesa, a partire da un’ulteriore sforbiciata da quella per beni e servizi. I tecnici del Tesoro avrebbero già abbozzato un lista di opzioni di intervento. Che riguarderebbero anche la sanità e il pubblico impiego”.






Article printed from STAMPA LIBERA: http://www.stampalibera.com


URL to article: http://www.stampalibera.com/?p=62338


URLs in this post:


[1] http://www.wallstreetitalia.com/article/1549354/tagli-spesa/manovra-finanziaria-si-va-verso-tagli-spesa-da-10-miliardi.aspx: http://www.wallstreetitalia.com/article/1549354/tagli-spesa/manovra-finanziaria-si-va-verso-tagli-spesa-da-10-miliardi.aspx


[2] Image: http://www.wallstreetitalia.com/immagine/51709.jpg/0/il-premier-in-carica-mario-monti-insieme-al-ministro-dell-economia-vittorio-grilli-a-sx-e-il-pari-grado-dello-sviluppo-corrado-passera.aspx


[3] Allarme rilanciato oggi dal Sole 24 Oree: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-19/lunedi-sotto-lente-camere-104758.shtml?uuid=Ab8dTZoH



Copyright © 2011 STAMPA LIBERA. All rights reserved.







Le borse europee salgono a metà seduta, Milano in maglia rosa


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Le borse europee salgono a metà seduta, Milano in maglia rosa

Forti acquisti sui bancari. Volano Generali e Delhaize. Male Philips.


Inviato da iPad

Il cerchio magico di Renzi? Tutti fedelissimi, “giovani” e rottamatori. E un po’ “berluscones”.


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il cerchio magico di Renzi? Tutti fedelissimi, "giovani" e rottamatori. E un po' "berluscones".

La corrente renziana c'è, esiste, si muove compatta e sta per fare man bassa di quel che resta del Partito Democratico. Ce la faranno a rifarsi una verginità, schivando le accuse di chi li vede come i traditori principali delle pugnalate a Marini e, soprattutto, Prodi? Se l'immagine è tutto, i "giovani" berluscones - ops, renziani – sono messi piuttosto bene. Dal tortello magico ai Renzi-boys.



Leggi tutto...



Inviato da iPad

Le armi, il debito e la corruzione:le spese militari e la crisi europea


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Le armi, il debito e la corruzione:le spese militari e la crisi europea


Di Frank Slijper

A cinque anni dall'inizio della crisi finanziaria ed economica europea, c'è ancora un elefante a Bruxelles di cui pochi vogliono parlare. L'elefante è il ruolo che gioca la spesa militare come causa che perpetua la crisi economica. Mentre le infrastrutture sociali vengono tagliate, la spesa per gli armamenti difficilmente viene ritoccata. Mentre le pensioni e gli stipendi sono stati tagliati, l'industria delle armi continua a produrre ancora utili da nuovi ordini e dalle rendite per precedenti commesse.
Il fatto sconvolgente, in un momento di austerità, è che la spesa militare dell'UE nel 2010 era di € 194 miliardi, approssimativamente la cifra del deficit annuale di Grecia, Italia e Spagna messe insieme.

Paradossalmente, chi grida più forte a Bruxelles sono proprio le sirene dei lobbisti militari, che ammoniscono di quello che potrebbe essere il "disastro", se dovessero essere approvati ulteriori tagli alle spese militari. Questo documento dimostra che il vero disastro è dovuto a anni di ingenti spese militari europee e di corruzione nel commercio delle armi. Questa dinamica ha contribuito in modo sostanziale alla crisi del debito in paesi come la Grecia e il Portogallo, e continua a incidere pesantemente sui prossimi bilanci futuri di tutti i paesi in crisi.

La forza delle lobby militare-industriale ha la capacità di rendere inefficace qualsiasi taglio che venga proposto. Questo è un fatto crudamente dimostrato dal modo in cui il governo tedesco, mentre chiede sacrifici sempre maggiori con tagli sociali, ha fatto molte pressioni, dietro le quinte, contro i tagli militari per i problemi che questi risparmi avrebbero potuto causare alla propria industria bellica.

Il documento (http://www.tni.org/sites/www.tni.org/files/download/eu_milspending_crisis.pdf) rivela come:

Gli alti livelli di spesa militare, nei paesi ora nell'epicentro della crisi dell'euro, hanno giocato un ruolo significativo nel provocare la crisi del loro debito. La Grecia è stato il paese che in Europa più ha speso per la difesa, in termini relativi, negli ultimi quattro decenni, spendendo l'equivalente del suo PIL, quasi il doppio della media UE. Le spese militari della Spagna sono ...


Inviato da iPad

La politica incapace di auto riformarsi e di governare il paese..per continuare ad esistere torna a supplicare in ginocchio il vecchio capo dello stato


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La politica incapace di auto riformarsi e di governare il paese..per continuare ad esistere torna a supplicare in ginocchio il vecchio capo dello stato

giustizia La politica incapace di auto riformarsi e di governare il paese..per continuare ad esistere torna a supplicare in ginocchio il vecchio capo dello stato

Sarò come al solito breve stringato e finanche "circonciso". Il sistema politico italiano è un vero postribolo!
Come da tradizione Italica il partito democratico"noto alle cronache con l'acronimo (PD/P) partito dei perdenti  riconosciuto all'unanimità quale uno dei più grandi ricettacoli di correnti che la storia repubblicana ricordi.. "ne sono state contate più di venti al suo interno"..alla fine è imploso come una bolla flatulenta!

Dopo avere bloccato irresponsabilmente per quasi 2 mesi la nazione il parlamento e le istituzioni per
l'eccesso di boria e sicumera di un segretario affetto da delirio di onnipotenza..all'ultima prova utile ..l'elezione del capo dello stato.. il partito dei soli giusti buoni e presentabili si è letteralmente disintegrato sfasciato per manifesta incapacità di convergere e aggiungeremmo di  intendere e volere! Nel giro di quarantotto ore insomma quello che si è sempre autodefinito con grande prodigalità di boria l'unico partito strutturato e organizzato rimasto in Italia è riuscito dapprima a umiliare irridere e infine bruciare nell'urna due dei suoi fondatori e personalità più rappresentative, Marini e Prodi e allo stesso tempo ad auto decapitarsi!
Paradossalmente la coalizione che finanche per misura aveva vinto le elezioni di fatto non esiste più! Il PD si è definitivamente spaccato frammentandosi in decine di correnti. Il segretario Bersani e la presidente Bindi si sono dimessi  metà della base elettorale è sul piede di guerra e all'interno del partito si sta consumando una faida …tra le varie ed eventuali fazioni  sopravvissute allo scisma democratico che di certo non si esaurirà in tempi brevi.
Insomma come da profezia Grillina  ..ancora una volta questa inetta insolvente vecchia classe politica dirigente è riuscita a dare il peggio di se!  Incapace persino di esprimere un nuovo presidente della Repubblica condiviso..per sopravvivere a se stessa si è recata nottetempo in ginocchi...


Inviato da iPad

Come spiegare la crisi economica...Origine e sviluppo

Quando si parla della crisi dell' Eurozona, come di quellaitaliana, nei talk show politici raramente viene messo l'accento sulla responsabilità della moneta unica

Quelle poche volte che accade, immancabilmente gli sventurati che si azzardano a mettere sul tavolo la questione vengono apostrofati comebestemmiatori sacrileghi; oppure come balordi dementi, ignari di ogni rudimento di economia.
Le cose in realtà stanno esattamente al contrario: è la scienza economica che spiega ampiamente le ragioni sistemiche per cui l'unione monetaria europea non può funzionare; e infatti non funziona.
Certo, pretendere di infilare nella testa degli italiani tutti i rudimenti di macroeconomia che spiegano come e perchè l'euro è un progetto senza futuro così, come se niente fosse... è impresa ardua. Soprattutto perchè nei media il tema è bandito peggio della pedopornografia!
Allora è utile cercare di semplificare le cose, per renderle di più immediata percezione e penetrazione; così come abbiamo fatto qui qualche tempo fa. A questo scopo tornano utilissime le rappresentazioni grafiche in slides. 

Napolitano e la Repubblica Presidenziale


sole-trinitaUno e trino, Giorgio Napolitano è stato eletto a tre cariche: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e Presidente del PD, o di ciò che ne resta.
Per la rielezione al primo incarico, mi viene in mente la fine della quarta Repubblica francese e il ritorno di De Gaulle, capisco che la sensazione possa essere spiacevole, ma è vera.
La conseguenza è che il governo sarà del presidente nel senso letterale della parola, cioè sarà nominato e diretto da Napolitano, così come il Pd che, frantumatosi in tribù, potrebbe minare l’operazione, avendo la maggioranza assoluta alla Camera...............

Germania, linea dura contro le attività bancarie nei paradisi fiscali


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Germania, linea dura contro le attività bancarie nei paradisi fiscali

La Bafin, l'organismo che vigila sul sistema finanziario tedesco, prenderà in esame le attività condotte dagli istituti di credito in Paesi noti come paradisi fiscali...


Inviato da iPad

Il Fondo Monetario avverte: Europa a rischio deflazione


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il Fondo Monetario avverte: Europa a rischio deflazione


di Italo Romano


Sui paesi appartenenti alla zona euro aleggia lo spettro della deflazione.


E' il Fondo monetario internazionale a lanciare l'allarme nel rapporto sull'Eurozona dello scorso Luglio:


"c'è un rischio piuttosto grande che l'inflazione possa anche diventare negativa nel medio termine".


E' il primo report ufficiale che ammette la possibilità dell'avvento di un periodo di deflazione per l'area euro.


La causa?  La crescita è insufficiente. La ripresa economica europea è troppo lenta, non è competitiva, c'é un calo della produttività.


Nell'analisi del FMI è evidente come i paesi più esposti a tale pericolo sono i famosi PIIGS.


La Grecia, da Marzo 2013, è stato il primo paese ad entrata ufficialmente in deflazione: ha segnato una decrescita dei prezzi dello 0,2% (su base annua) segnando la prima deflazione dal 1968 (l'anno successivo alla presa del potere della dittatura dei colonnelli).


C'è un rischio contagio dalla Grecia? Vediamo in dati.


L'inflazione aggregata, secondo dati Istat, continua a perdere colpi: a marzo 2013 in Europa è scesa all'1,7% e in Italia all'1,8% (come potete vedere nel grafico sottostante). Quindi c'è davvero il rischio che all'attuale crisi strutturale (che va ormai avanti da cinque anni) si aggiunga anche il pericolo della decrescita dei prezzi.




Ma cos'é la deflazione? E' la conseguenza di un calo dei prezzi, rilevato dall'indice dei prezzi al consumo, dovuto a un calo della domanda di beni e servizi.


In questi casi si innesca una spirale negativa in cui consumatori e aziende frenano le spese in attesa di un'ulteriore diminuzione dei prezzi. Chi produce si vede costretto a cercare di collocare merci e servizi a prezzi ancora più bassi, ma la riduzione dei prezzi si ripercuote sui ricavi, anch'essi generalmente in calo.


Ne deriva la necessità, da parte delle imprese di ridurre i costi, attraverso una diminuzione dell'acquisto di...



Inviato da iPad

Il Fondo Monetario avverte: Europa a rischio deflazione


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il Fondo Monetario avverte: Europa a rischio deflazione


di Italo Romano


Sui paesi appartenenti alla zona euro aleggia lo spettro della deflazione.


E' il Fondo monetario internazionale a lanciare l'allarme nel rapporto sull'Eurozona dello scorso Luglio:


"c'è un rischio piuttosto grande che l'inflazione possa anche diventare negativa nel medio termine".


E' il primo report ufficiale che ammette la possibilità dell'avvento di un periodo di deflazione per l'area euro.


La causa?  La crescita è insufficiente. La ripresa economica europea è troppo lenta, non è competitiva, c'é un calo della produttività.


Nell'analisi del FMI è evidente come i paesi più esposti a tale pericolo sono i famosi PIIGS.


La Grecia, da Marzo 2013, è stato il primo paese ad entrata ufficialmente in deflazione: ha segnato una decrescita dei prezzi dello 0,2% (su base annua) segnando la prima deflazione dal 1968 (l'anno successivo alla presa del potere della dittatura dei colonnelli).


C'è un rischio contagio dalla Grecia? Vediamo in dati.


L'inflazione aggregata, secondo dati Istat, continua a perdere colpi: a marzo 2013 in Europa è scesa all'1,7% e in Italia all'1,8% (come potete vedere nel grafico sottostante). Quindi c'è davvero il rischio che all'attuale crisi strutturale (che va ormai avanti da cinque anni) si aggiunga anche il pericolo della decrescita dei prezzi.




Ma cos'é la deflazione? E' la conseguenza di un calo dei prezzi, rilevato dall'indice dei prezzi al consumo, dovuto a un calo della domanda di beni e servizi.


In questi casi si innesca una spirale negativa in cui consumatori e aziende frenano le spese in attesa di un'ulteriore diminuzione dei prezzi. Chi produce si vede costretto a cercare di collocare merci e servizi a prezzi ancora più bassi, ma la riduzione dei prezzi si ripercuote sui ricavi, anch'essi generalmente in calo.


Ne deriva la necessità, da parte delle imprese di ridurre i costi, attraverso una diminuzione dell'acquisto di...



Inviato da iPad

Il movimento di Grillo apre il PD come una scatoletta di tonno e rivela la sua natura veterocomunista


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il movimento di Grillo apre il PD come una scatoletta di tonno e rivela la sua natura veterocomunista

 Il movimento di Grillo apre il PD come una scatoletta di tonno e rivela la sua natura veterocomunistaHa spaccato in due come una mela il Partito Democratico. Lo ha praticamente disciolto nell'acido politico. Lo ha aperto come una scatoletta di tonno. Grillo ha mantenuto la sua promessa, tra la battuta di cabaret e il presagio del profeta. Il Partito Democratico è kaput. Ora va in ordine sparso e Grillo si prepara a raccogliere i frutti della sua semina.

Povero Bersani. Credeva di smacchiare il giaguaro Berlusconi, e invece è stato cancellato dal grillo. Pensava di conquistare i grillini a suon di misure propagandistiche (matrimoni gay, abolizione del berlusconismo per legge ecc.) e invece è inciampato nel più becero populismo grillista: rinunciate ai finanziamenti. Cosa che a Bersani deve essere sembrata una ferita a morte. Il Partito Democratico ha bisogno di quei soldi per mantenersi in piedi; rinunciarvi significa morire.

Eppure si può morire in tanti modi. Uno di questi è tentare di inseguire Grillo sul suo terreno: il populismo incazzato che ricorda vagamente il leghismo delle origini, con una differenza. Il grillismo è più subdolo perché fa leva sulla crisi economica profonda che ha piegato l'Italia; fa leva sull'antiberlusconismo e dunque su un sentimento irrazionale di avversione nei confronti di un uomo che nel bene e nel male ha cambiato la politica di questo paese. Il leghismo aveva invece dei chiari obiettivi politici la cui demolizione del sistema era solo il presupposto: secessione dal sud Italia, da Roma e proventi della tassazione nel nord. E poi aveva alle spalle un'eminenza grigia come Gianfranco Miglio. Un uomo di indubbia statura intellettuale.

Insomma, il Movimento 5 Stelle è tutto fuorché un partito capace di innovare. È come pretendere che un bulldozer dipinga una Monnalisa. Non è possibile. Il M5S è nato per demolire e non per costruire. Ed è nato per demolire il centrosinistra più moderato da una parte e decapitare il centrodestra dall'altra. In altre parole, per restituire alla sinistra estrema quello che la storia le ha tolto: le aspirazioni a diventare l'unico potere "democraticamente" ammesso in Italia. Magari con l'aiuto del web, nuova forma di rivoluzione "proletaria".

Bersani – sul quale oggi appare quasi ingiusto infierire – si è schiantato contro il muro possente di questo progetto. E ora Grill...



Inviato da iPad

ASPETTANDO LA PATRIMONIALE


Ti è stato inviato tramite Google Reader

ASPETTANDO LA PATRIMONIALE


di Paolo Cardenà- Quando vi recate in banca per chiedere chiedere un finanziamento o un mutuo per l'acquisto della vostra abitazione, la banca, in genere,  in condizioni di normale operatività, pone due condizioni essenziali a garanzia delle somme che vi verranno erogate: l'ipoteca sulla casa che voi acquistate, e un reddito ritenuto adeguato per poter pagare le rate di finanziamento che, dall'erogazione in avanti, vi verranno addebitate fino alla completa estinzione del debito.


In pratica, il valore della  casa, bene reale per eccellenza, costituisce la garanzia (per la banca) che voi onorerete il debito attraverso il pagamento delle rate, reso possibile da un flusso finanziario di lungo periodo: il reddito da voi prodotto. Se si interrompe quest'ultimo, compromettendo la vostra capacita di rimborso del mutuo, la banca, per recuperare il proprio credito, potrà invocare la garanzia (l'ipoteca) e vendere il "vostro" immobile per recuperare il proprio credito, che per voi è un debito.


Discorso analogo  vale anche per il debito pubblico, anche se con qualche peculiarità differente.


Siccome la macchina statale, per poter funzionare, ha bisogno di credito,quando i nostri governanti si recano per le varie cancellerie mondiali o nei vari road show e affermano che l'Italia ha un'economia solida, altro non fanno che rassicurare gli investitori (che finanziano lo Stato) confermando che loro possono investire tranquillamente sull'Italia poiché il loro credito (debito dello stato) potrà essere ripagato, stante la ricchezza degli italiani. Quindi, in un certo qual modo, il patrimonio  degli italiani, seppur in mancanza di un atto formale idoeno a costituire "ipoteca" o "pegno", viene posto a garanzia dei prestiti che gli investitori concedono allo stato. Ciò è possibile grazie all'autorità che lo stato può esercitare nei confronti della popolazione. Mentre  il reddito prodotto degli italiani costituisce il flusso di ricchezza che permette il pagamento degli interessi agli investitori. Quindi, lo Stato, forte della sua autorità che gli consente -attraverso l'imposizione fiscale- di considerare il patrimonio dei singoli cittadini a garanzia degli investitori, trasforma la ricchezza nazionale in una garanzia per gli investitori pronta ad essere escussa grazie all'autorità di cui lo stato stesso dispone e che si manifesta proprio nel prelievo fiscale, sia ordinario che straordinario in caso di imposte patrimoniali straordinarie.



Inviato da iPhone

Italia e crisi economica: prepariamoci ad una patrimoniale


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Italia e crisi economica: prepariamoci ad una patrimoniale


 

 
di Paolo Cardenà- Quando vi recate in banca per chiedere chiedere un finanziamento o un mutuo per l'acquisto della vostra abitazione, la banca, in genere,  in condizioni di normale operatività, pone due condizioni essenziali a garanzia delle somme che vi verranno erogate: l'ipoteca sulla casa che voi acquistate, e un reddito ritenuto adeguato per poter pagare le rate di finanziamento che, dall'erogazione in avanti, vi verranno addebitate fino alla completa estinzione del debito.

 
In pratica, il valore della  casa, bene reale per eccellenza, costituisce la garanzia (per la banca) che voi onorerete il debito attraverso il pagamento delle rate, reso possibile da un flusso finanziario di lungo periodo: il reddito da voi prodotto. Se si interrompe quest'ultimo, compromettendo la vostra capacita di rimborso del mutuo, la banca, per recuperare il proprio credito, potrà invocare la garanzia (l'ipoteca) e vendere il "vostro" immobile per recuperare il proprio credito, che per voi è un debito.

 
Discorso analogo  vale anche per il debito pubblico, anche se con qualche peculiarità differente.

 
Siccome la macchina statale, per poter funzionare, ha bisogno di credito,quando i nostri governanti si recano per le varie cancellerie mondiali o nei vari road show e affermano che l'Italia ha un'economia solida, altro non fanno che rassicurare gli investitori (che finanziano lo Stato) confermando che loro possono investire tranquillamente sull'Italia poiché il loro credito (debito dello stato) potrà essere ripagato, stante la ricchezza degli italiani.

Quindi, in un certo qual modo, il patrimonio  degli italiani, seppur in mancanza di un atto formale idoeno a costituire "ipoteca" o "pegno", viene posto a garanzia dei prestiti che gli investitori concedono allo stato.

Ciò è possibile grazie all'autorità che lo stato può esercitare nei confronti della popolazione. Mentre  il reddito prodotto degli italiani costituisce il flusso di ricchezza che permette il pagamento degli interessi agli investitori.



Inviato da iPhone

Travaglio è sicuro: “Napolitano non dura e Berlusconi sarà Capo dello Stato”. E se lo dice lui…


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Travaglio è sicuro: "Napolitano non dura e Berlusconi sarà Capo dello Stato". E se lo dice lui…


Ecco un interessante passaggio di un editoriale di Travaglio di ieri sul Fatto Quotidiano:


"Però c'è B., che fino all'altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà"


Travaglio è sicuro: Napolitano non durerà, e salirà al Colle Silvio Berlusconi dopo aver "stravinto" le prossime imminenti elezioni. E se lo dice lui…



Inviato da iPhone

IL PRESIDENTE DELLA PARTITOCRAZIA E DELLE BANCHE. IN ARRIVO LA VIOLENZA DI STATO


Ti è stato inviato tramite Google Reader

IL PRESIDENTE DELLA PARTITOCRAZIA E DELLE BANCHE. IN ARRIVO LA VIOLENZA DI STATO

DI MARCO DELLA LUNA
signoraggio.it


Tutto ciò che fa il parlamento è democratico" rassicura Stefano Rodotà, dall'alto delle sue rendite pubbliche. "Soprattutto se quel parlamento è un parlamento di nominati, nominati da non più di venti persone delle segreterie/cda dei partiti" – ha dimenticato di aggiungere.

Napolitano, già sottoscrittore, col Prodi, della privatizzazione di Bankitalia nel 2006 e corresponsabile politico del governo Monti, si conferma garante, all'interno, della coesione della partitocrazia necessaria alla tutela degli interessi della partitocrazia stessa; e all'esterno, garante della obbedienza dell'Italia a una politica economico-finanziaria che avvantaggia il capitalismo bancario straniero a danno degli italiani. E' a questo che deve il suo successo e la sua ri-elezione, a questa capacità di duplice e congiunta garanzia, che gli assicura il sostegno "delle cancellerie che contano".


Leggi tutto



Inviato da iPhone

Preparare la Resistenza non violenta


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Preparare la Resistenza non violenta

Beppe-Grillo-operaidi Paolo Bartolini - Megachip.


Abbiamo, insomma, un "nuovo" presidente della Repubblica. Napolitano, dopo un settennato catastrofico, si fa ancora garante della Casta e ricompatta attorno a sé centro-destra e centro-sinistra, con lo scopo – ormai sempre più chiaro agli italiani – di costruire un Governo di larghe intese che rimanga fedele, sulla pelle dei cittadini, ai diktat europei e alle politiche di austerità introdotte da Monti. Nel caos delle elezioni presidenziali, tuttavia, qualcosa di buono ci sembra che sia successo: in particolare è caduta una volta per tutte la maschera del Partito Democratico. La classe dirigente (giovane e vecchia) del Partito non intende minimamente rappresentare la propria base elettorale, bensì si preoccupa unicamente di stabilizzare lo stato di cose presenti, evitando qualsiasi trasformazione democratica dell'attuale assetto politico. Conservatori tutti d'un pezzo, che sfidano il ridicolo quando sostengono di aver lavorato per il Paese rendendo possibile la rielezione di Napolitano, un presidente che non ha mai difeso la Costituzione e ci ha imposto, senza democratiche elezioni, un Governo gradito alle elite finanziarie europee e d'oltreoceano.


Leggi tutto



Inviato da iPhone

Grecia: quando ti viene imposta la schiavitù economica dalla Germania


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Grecia: quando ti viene imposta la schiavitù economica dalla Germania

Chomsky .. La Germania impone la schiavitù economica alla Grecia


 

 

Premessa: Noam Chomsky, è considerato uno dei filosofi che hanno ispirato il movimento noglobal nel 2000 ed è uno dei più grandi portatori di un metodo interpretativo diverso del nostro momento storico.









sourceNoam Chomsky

Ultimamente, il filosofo politico americano ha nuovamente parlato contro l'egemonia tedesca in Europa.

Nel suo discorso alla carità RDS di Dublino, dove è in atto un Eurogruppo informale, il filosofo politico americano Noam Chomsky ha osservato che "l'obiettivo ultimo delle richieste tedesche da Atene, nell'ambito della gestione del debito, è unicamente quello di strappare risorse alla Grecia".

Chomsky ha accusato il governo dell'UE e la gestione della Banca Centrale
Europea per distruggere la coesione sociale in Europa, grazie alle loro misure di austerità. "Ci sono persone in Germania che vogliono ottenere tutto ciò che di valore esiste in Grecia, imponendo loro condizioni di schiavitù economica e stress psicologico".

Il teorico americano ha spiegato che a Sud dell'Europa, deve essere formato un fronte comune tra Grecia, Italia, Spagna e Portogallo, per por fine alle "disumane esigenze dei Nord-europei". Egli ha inoltre affermato che quest'eventuale coesione potrebbe essere una buona occasione, visti che i sentimenti anti-tedeschi nella periferia europea...


Inviato da iPhone

Lufthansa licenzia, sciopero totale


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Lufthansa licenzia, sciopero totale

Lufthansa licenzia, sciopero totale
Caos nei cieli d'Europa a causa di una protesta dei lavoratori della compagnia di bandiera tedesca che oggi scioperano contro un'ondata di licenziamenti decisa dall'azienda. 
Continua a leggere l'articolo...


Inviato da iPhone

Gli SMS che Giuliano Ferrara e Christian Rocca si sono scambiati domenica durante la conferenza stampa di Grillo



Inviato da iPhone

Una minestra riscaldata


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Una minestra riscaldata

 
Le modalità che hanno portato – per la prima volta nella storia italiana – ad un secondo mandato consecutivo per un Presidente della Repubblica uscente segnano non solo una sconfitta senza appello di tutte le forze politiche, ma anche…


Inviato da iPhone

Gli Stati Uniti e la loro dipendenza dal debito


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Gli Stati Uniti e la loro dipendenza dal debito

Ai Keynesiani piacciono due cose: i deficit e la contraffazione operata dalla banca centrale per sovvenzionare tali deficit. Ma perché questa dovrebbe essere uan soluzione? E' davvero saggio accumulare più debiti quando bisogna ripagarne di vecchi? Secondo loro questo semplice buon senso non si applica al governo nazionale, perché il risparmio non potrebbe stimolare l'attività economica. Ma se i contribuenti risparmiano denaro, questo dovrà andare a finire da qualche parte (es. in banca, negl investimenti, ecc.). Una parte è probabile che finisca nei beni di consumo, ma una maggior parte è probabile che finisca in beni di produzione che incrementeranno la capacità produttiva delle aziende permettendole di assumere dipendenti. Questo porterà a prezzi in discesa, questo permetterà a più persone di spendere in maniera più conveniente il proprio denaro, questo significa assenza di alchimie monetarie. E ' così che il libero mercato supera una recessione: aggiustamento dei prezzi. I Keynesiani non ci arrivano però, si crogiolano nel loro gergo tecnico e nel groviglio delle loro equazioni impedendo di capire un fattosemplice: le attuali economie sono manovrate da degli idioti. Attraverso il fallimento dei vari welfare state manderanno il sistema economico mondiale in default. E' una buona notizia, e quando accadrà la Scuola Austriaca sarà lì a puntare il dito contro di loro.
_________________________________________________________________________________


di Detlev Schlichter


Lo scopo di questo saggio è quello di contestualizzare l'ultima crisi secondo il trend di lungo periodo del debito degli Stati Uniti e di cimentarsi in alcune previsioni riguardo l'economia USA ed i mercati finanziari.

Le statistiche sono indicatori di eventi passati e la loro analisi significa interpretare la storia, e questo può essere fatto solo su una base teorica. Dobbiamo prima ricordare alcune nozioni teoriche per essere in grado di rendere intelligibili gli eventi passati. Naturalmente, i dati storici non possono essere in cont...


Inviato da iPhone

Economia Reale Tutto Bene? Il Dr.Copper Ha detto STOP


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Economia Reale Tutto Bene? Il Dr.Copper Ha detto STOP

Come noto il rame è il motore dell'economia reale, Costruzioni, Elettronica, Automotive, beni intermedi, tutti usano il rame. Per questo motivo il Rame viene anche chiamato Dr. Copper inteso come un professore che ha una laurea in Economia.

Il Punto è questo: normalmente se le quotazioni del metallo rosso scendono vuole dire che la domanda è bassa e l'economia reale non tira. Ci possono essere brevi intervalli di tempo in cui semplicemente vengono smalytite scorte di Rame in eccesso ma se la debolezza del prezzo del Rame si prolunga oltremisura allora c'è un problema sulle produzioni mondiali.

Volete vedere il prezzo del Dr. Copper:

Schermata 2013 04 22 alle 10.31.19 650x342 Economia Reale Tutto Bene? Il Dr.Copper Ha detto STOP

 

Occhio ai dati delle trimestrali USA ho idea che gli "utili" saranno ben sotto le aspettative.



Inviato da iPhone

Come la Casta farà tiornfare Beppe Grillo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Come la Casta farà tiornfare Beppe Grillo

Per i maggiori quotidiani tedeschi il vero vincitore dell'elezione del presidente della Repubblica è il Semplice Portavoce del MoVimento


Inviato da iPhone

Il mistero del meteorite in Messico


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il mistero del meteorite in Messico

Avvistato nei cieli di Toluca e segnalato sui social, poco prima del terremoto che ha colpito il paese. Ma non c'è nessuna conferma


Inviato da iPhone

PIAZZA AFFARI: un rimbalzo estremamente delicato


Ti è stato inviato tramite Google Reader

PIAZZA AFFARI: un rimbalzo estremamente delicato

Guest post: Trading Room #87, analisi tecnica dell'indice FTSE MIB e analisi azioni italiane. Appare un timido raggio di sole sul nostro Ftsemib40 che in chiusura d'ottava riesce a riportarsi sopra alla media mobile a 200 periodi chiudendo a 15760 e … Continua a leggere


Inviato da iPhone

Financial Times: l'impasse italiana inizia a far paura. Commenti dall'estero


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Financial Times: l'impasse italiana inizia a far paura. Commenti dall'estero

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha esortato i politici italiani litigiosi a formare un governo di coalizione o altrimenti si metterà ancora più a rischio il paese condannandolo ad una prolungata recessione economica. L'impasse italiana

Squinzi ha detto che l'Italia non è il Belgio e che ha bisogno di un nuovo governo.

La profondità del caos è stata evidenziata sabato, quando Giorgio Napolitano, l'87enne presidente uscente, a malincuore ha accettato un secondo mandato come capo di (...)


-
Economia internazionale
/
,
,
,
,
,
,
,


Inviato da iPhone

Tutto come da copione: mercati euforici e "pilota automatico" impostato sulla greek-way


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Tutto come da copione: mercati euforici e "pilota automatico" impostato sulla greek-way

Come vi anticipavo nei miei ultimi due post e via twitter

il PILOTA AUTOMATICO continua a puntare sulla spremitura in greek-style dell'economia reale e dei cittadini italiani...

Di conseguenza i mercati finanziari non possono che festeggiare sui nostri titoli di stato

e dunque sulle nostre banche che ormai sono sempre più "inciuciate" con il nostro debito pubblico.

Tutto come da copione......


FTSE MIB a +2%
Titoli Stato: Spread Apre a Quota 287 Punti

Roma, 22 apr. - (Adnkronos) - Lo...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


Inviato da iPhone