27/04/13

Governo. Chi vince e chi perde nella nuova maggioranza


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Governo. Chi vince e chi perde nella nuova maggioranza

Il Pdl è tornato ad essere determinante, porta a casa un ministero centrale come l'Interno, ma Berlusconi ha perso la partita sull'Economia, andato a [...]




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ECCO IL GOVERNO LETTA: L’ELENCO DEI MINISTRI. Alfano vice e Interni, la Bonino agli Esteri, Saccomanni di Bankitalia all’Economia


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ECCO IL GOVERNO LETTA: L'ELENCO DEI MINISTRI. Alfano vice e Interni, la Bonino agli Esteri, Saccomanni di Bankitalia all'Economia


Enrico Letta ha accettato di formare il governo. Domani il giuramento, questa la lista dei Ministri:


Presidente del Consiglio: Enrico Letta


 


Vice presidente e Interni: Angelino Alfano


 


Esteri: Emma Bonino


 


Affari Europei: Enzo Moavero


 


Giustizia: Anna Maria Cancellieri


 


Economia e Finanze: Fabrizio Saccomanni


 


Difesa: Mario Mauro


 


Rapporti con il Parlamento: Dario Franceschini


 


Lavoro: Enrico Giovannini


 


Sviluppo: Flavio Zanonato


 


Pari Opportunità e Sport: Josefa Idem


 


Riforme Costituzionali: Gaetano Quagliarello


 


Salute: Beatrice Lorenzin


 


Agricoltura: Nunzia De Girolamo


 


Infrastrutture: Maurizio Lupi


 


Semplificazione: Giampiero D'Alia


 


Beni Culturali e Turismo: Massimo Bray


 


Integrazione: Cecile Kyenge


 


Coesione territoriale: Carlo Trigilia


 


Affari regionali: Graziano Delrio


Istruzione: Maria Chiara Carrozza



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Verrà la guerra


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Verrà la guerra

La posizione delle diplomazie statunitense e britannica rischia di condurre la comunità internazionale verso un nuovo conflitto.L'articolo Verrà la guerra sembra essere il primo su Arabpress.


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Ennesimo governo “chiagni e fotti”: economia, lavoro, istruzione ai tecnici. B. uber alles.


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Ennesimo governo "chiagni e fotti": economia, lavoro, istruzione ai tecnici. B. uber alles.

Partiamo dalle sorprese positive: il primo ministro di colore, Cécile Kyenge (Pd) all'integrazione e una persona seria come Josefa Idem (Pd) alle Pari Opportunità. Poco. Soprattutto se poi ci troviamo con i tecnici nei ministeri pesanti – economia, lavoro, istruzione – e con ben 3 amazzoni berlusconiane nella squadra. Alla prova del nove è un dato di fatto il trionfo, su tutta la linea, del Cavaliere.



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Monti, Napolitano e il terribile sospetto. M. della Luna


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Monti, Napolitano e il terribile sospetto. M. della Luna

di Marco Della Luna – 19/12/2011


Fonte: Marco della Luna blog


Per la prima volta il paese vive intensamente, sempre più intensamente, il terribile sospetto di essere tradito dal suo governo in carica, col presidente della Repubblica che appoggia gli atti politici del medesimo governo e ne co-assume quindi le responsabilità morali, politiche e giuridiche. Tradito in favore di potentati finanziari privati e predatori, causa e beneficiari dell'attuale dissesto, e degli interessi di una Germania sopraffattrice che strumentalizza le istituzioni europee nel proprio egoistico interesse, sfruttando il fatto di essere il paese più potente, con grossi avanzi commerciali, finanziatore di altri (Francia), quindi in condizione di dirigere il gioco dell'UE a proprio comodo.


Berlusconi poneva platealmente problemi di rapporti con la mafia, di corruzione politica e morale, se non addirittura di perversione o psicopatia, ma non di fare una politica intesa a danneggiare programmaticamente l'Italia per favorire lo straniero. Mai un governo aveva suscitato questo problema come problema centrale, nemmeno il precedente governo di uomini della Goldman-Sachs, che però aveva lavorato per arrivare dove siamo oggi. In realtà tutti i governi hanno applicato le ricette dettate dalle mendaci dottrine neoliberiste e neomonitariste, i dogmi della liberalizzazione finanziaria, della finanziarizzazione dell'economia, e della riduzione della spesa pubblica come mezzo di risanamento – con tutto quanto ne è derivato. Quindi tutti i governi, consapevolmente o no, hanno lavorato in questo senso. Però solo oggi divengono percepibili a vasti strati sia i meccanismi azionati, che le intenzioni e i tornaconti. E solo oggi, in parlamento, in politica, nei mass media, si dà voce al sospetto che sia in atto un vero e proprio tradimento del paese da parte di chi ne ha assunto la guida, anche in relazione alla sua storia concreta, legata a Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg e Trilateral Commission, cioè alla cupola mondiale dei poteri finanziari forti.


Di fatto, in una situazione di recessione in atto e dovuta non certo a mancanza di capacità produttiva o di domanda potenziale di lavoro e di consumi, bensì a carenza di liquidità, il governo Monti sta togliendo quel poco di liquidità che ancora restava, così da assicurarsi che la recessione continui e che non se ne esca, e che quindi si crei in breve un'emergenza occupazionale, soprattutto per i giovani, una recessione sicuramente superiore al 2%, un calo delle entrate, un avvitamento fiscale. Monti stesso ha dichiarato che le crisi, le emergenze, sono utili, perché con esse si possono guidare i popoli verso i cambiamenti desi...



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Enrico Letta testimonial di un prodotto scaduto


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Enrico Letta testimonial di un prodotto scaduto



Enrico Letta è giovane, e anche se di per se essere giovani non costituisce un valore, nel mondo della politica italiana costellato da ultra settantenni rappresenta comunque un segno di discontinuità. Il giovanotto cresciuto nell'apparato un po' di partito, un po' dello Stato, parla correttamente l'italiano e questo non guasta. Si presenta pulito, sobrio e direbbero gli inglesi, con un certo standing. Sarebbe bello che tutte queste ottime caratteristiche corrispondessero con altrettante buone intenzioni. Ma ho i miei dubbi, che non sono pregiudizi, perché la cosa migliore che mi potrebbe capitare sarebbe poter cambiare idea. Al momento tuttavia il giovane Enrico Letta rappresenta la garanzia assoluta per gli apparati di Eurolandia di garantirsi il fedele allineamento dell'Italia al loro disegno di impoverimento strutturale del Paese, la speculazione che da esso deriva e il conseguente arricchimento di quei pochi soggetti privilegiati che giocano a chi più incassa sulla pelle dei Cittadini. Letta da sempre è legato all'Aspen Group e a tutti gli apparati della burocrazia nazionale e sovranazionale e ai salotti "buoni" europei, dove si riuniscono quei politici che forse con autentica e profonda convinzione pensano davvero che l'Europa sia un valore da difendere. Per loro risulta troppo difficile voler ammettere che l'Europa come territorio di valori comuni, collaborazione economica, liberi scambi e confini non ha niente a che fare con l'EuroZona. Ho quindi il sospetto che anche Letta ci chiederà di sacrificarci in nome dei conti, dei bilanci e dello spread. Sono certo che una spolverata di demagogia arriverà a rinfrancare temporaneamente i nostri Cuori stanchi, con la restituzione di qualche spicciolo delle precedenti rapine (vedi l'Imu) ma sarà solo un temporaneo spiraglio di luce. Il nostro Paese come gli altri dell'EuroZona sono tenuti in scacco da poteri fortissimi, che gli stessi Cittadini agevolano inconsapevolmente, influenzati dai media che essi controllano e che fanno credere che la realtà sia quella vista in Tv o letta sui giornali. Finché otterranno grandi guadagni dalla stampa della moneta (BC...


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DOSSIER COMPLETO CHI CONTROLLA IL MONDO (ebook in formato PDF)


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DOSSIER COMPLETO CHI CONTROLLA IL MONDO (ebook in formato PDF)

Un lettore del nostro blog, Enoch Thrive, ha preparato un lungo dossier composto da importanti articoli e approfondimenti di "contro-informazione", ovvero notizie importanti, di pubblico interesse, che i mass media mainstream censurano deliberatamente.

Il dossier è liberamente scaricabile, in formato PDF, sul portale mega.co.nz e suscribd.com

Di seguito l'indice dei contenuti del documento a cura di Enoch Thrive:

  • RIASSUNTO BREVE ''LA REALTA' SUPERA LA FANTASIA"
  • CHI CONTROLLA IL MONDO
  • QUAL'E' IL PROBLEMA IN ITALIA
  • ENERGIA PULITA E OCCULTATA
  • FILM CONSIGLIATI
  • DOSSIER: CHI COMANDA I MASS MEDIA
  • DOSSIER BILDERBERG
  • Quel che non sapete del Gruppo Bilderberg
  • Banchiere svizzero smaschera i criminali del Bilderberg
  • Ferdinando Imposimato: "Dietro le Stragi di Stato, il Gruppo Bilderberg"
  • Henry Kissinger e il gruppo Bilderberg dietro all'omicidio di Aldo Moro
  • I piani segreti del Bilderberg e Mario Draghi per l'Italia del futuro
  • Il discorso che costò la vita a J.F. Kennedy: attuale come non mai
  • Le associazioni massoniche: il trait d'union tra le lobby dell'alta finanza che gestiscono le multinazionali
  • Chi è davvero Mario Monti
  • 2005: Il programma segreto del gruppo Bilderberg
  • DOSSIER M.E.S. MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA'
  • DOSSIER: La sporca cronistoria del Nuovo Ordine Mondiale!
  • Chi governa il mondo? La prova consistente che un gruppo ristretto di ricchi elitari tira le fila
  • CHI CONTROLLA IL DENARO?
  • DOSSIER: FAMIGLIE PIU' POTENTI DEL MONDO
  • LE 13 FAMIGLIE CHE COMANDANO IL MONDO
  • DOSSIER: La famiglia Rockefeller
  • DOSSIER: La famiglia più potente del mondo: i ROTHSCHILD
  • DOSSIER GOLDMAN SACHS
  • COME HANNO AGITO A NOSTRA ISAPUTA, descrizione dei piani attuati nella storia economica fino ad ogg...


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Moody’s avverte: Italia a rischio se la politica non interverrà con riforme


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Moody's avverte: Italia a rischio se la politica non interverrà con riforme

Nelle ore che dovrebbero precedere la formazione del nuovo Governo, Moody's si fa nuovamente viva e conferma il rating «Baa2» per l'Italia, nonostante che l'outlook resti negativo. Anzi l'agenzia di rating rivede al ribasso le stime di crescita per l'Italia. … Continua a leggere


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È tutto finito: se Letta ammette l’appartenenza al Bilderberg…


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È tutto finito: se Letta ammette l'appartenenza al Bilderberg…

Può un Premier di uno Stato sovrano dichiarare candidamente l'appartenenza al Gruppo Bilderberg, il club dei Potenti della Terra? Tutto è possibile, nel Paese della bugia dove la verità è una malattia. A sentire Ferdinando Imposimato, ex magistrato e 5° classificato nelle Quirinarie del M5S, c'è da restare sgomenti: "Ho fatto delle verifiche e posso dire che dietro la strategia della tensione e alle stragi c'è anche il gruppo Bilderberg, una specie di Grande Fratello che sta sopra, manovra, si serve di terroristi neri e massoni". Secondo Letta, invece, si tratterebbe di un gruppo simile agli scout

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La notte della Repubblica


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La notte della Repubblica

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Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e né meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione. L'offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l'elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l'inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese. E ora, dopo l'osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell'insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI. Andranno all'opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare.
Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. "Noi siamo noi e voi non siete un cazzo". Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?
Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali e i telegiornali avrebbero gridato all'attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni...



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Il perfetto maggiordomo


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Il perfetto maggiordomo


Mentre il resuscitato Cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano (88 anni), dopo essere stato implorato dalla porcilaia parlamentare, incapace di esprimere un candidato su cui far convergere i necessari consensi per continuare a lucrare, e il novello Trilateralista "democratico" Enrico Letta – in piena continuità con le politiche di macelleria sociale del boiardo bocconiamo Mario Monti – sono già proiettati alla formazione del nuovo Governo, lo stallone di Arcore Silvio Berlusconi vuole garanzie sulla giustizia. La sua, s'intende. Altro che promesse elettorali sull'odiata IMU (per la cronaca, il governo della miseria sociale Monti ha infatti riscritto una parte del documento di economia e finanza e nel nuovo testo la tassa – che doveva essere tiriennale fino al 2015 – diventa permanente) è questo l'argomento numero uno delle trattative con l'enfant prodige Enrico Letta, il nipotino di Gianni (PdL), fedelissimo di Berlusconi.



Non a caso Berlusconi vorrebbe piazzare un suo fedelissimo al ministero, per poi vedersi concessa "dall'ineccepibile e straordinario Napolitano" – parole sue – la nomina a senatore a vita (cui un contentino anche a Romano Prodi), che gli permetterebbe l'immunità, e poi un indulto condito con qualche legge o provvedimento ad-personam che gli evitino le Patrie galere. Perché il rischio che gli si spalanchino le porte del carcere, questa volta, ci sono veramente: Mediaset, Ruby, Unipol, De Gregorio.



Basterà semplicemente superare gli ostruzionismi (peraltro una formalità) dell'entità Partito Democratico che in tema di giustizia (sic!) invece chiede (senza però stracciarsi le vesti) la legge anticorruzione, il processo lungo, il falso in bilancio. Il modesto funzionario dell'ordine dei miracolati in via delle Botteghe Oscure, Giorgio ...



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E dopo l’inciucio i ragli di Renzi: sulla crisi, idee zero


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E dopo l'inciucio i ragli di Renzi: sulla crisi, idee zero

Renzi è andato vicino all'incarico di premier già questa volta, e molti pensano che presto lo diventerà. Ma qual è il fondamento della sua auto candidatura? Vuole guidare l'Italia, verso dove? Riporto dalla sua intervista su "Repubblica" del 22 aprile, Renzi: «Il Pd dica che governo vuole, eviti le formule. La smetta con gli aggettivi e inizi con i sostantivi. Si faccia avanti con le sue idee, e le imponga al nuovo governo». Tito: «Lei ha qualche suggerimento?». Renzi: «Basta con le discussioni tecniche, basta annunciare provvedimenti di legge che poi non si realizzano mai. Bisogna semplificare e sburocratizzare. Nei primi cento giorni di governo si semplifichi la normativa sul lavoro». Tito: «Vuole misure più liberiste?». Renzi: «Io voglio qualcosa che crei più occupati, che consenta ai giovani di trovare lavoro». Se un asino potesse ragliare di economia, non farebbe peggio. (continua…)




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Se i grandi fondi vendono, per banche e pmi italiane sarà la fine


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Se i grandi fondi vendono, per banche e pmi italiane sarà la fine

di CHRIS WILTON

blackrock 300x193 Se i grandi fondi vendono, per banche e pmi italiane sarà la fineLe piccole e medie imprese di tutta l'Eurozona hanno assistito, tra l'ottobre 2012 e marzo 2013, a «un aumento delle necessità di finanziamento abbinato a un peggioramento delle disponibilità di prestiti bancari». È quanto emerge dall'ottavo rapporto della Bce sull'accesso alla finanza da parte delle Pmi dell'area, secondo cui comunque il credit cruch è in fase di attenuazione. Dai numeri emerge che nelle posizioni peggiori, per quanto riguarda la dinamica dei profitti e del giro d'affari registrata nei mesi tra ottobre dello scorso anno e marzo di quest'anno, si trovano le piccole e medie imprese dell'Italia e della Spagna.

Fin qui, la Bce. La quale, però, non ci dice tutta la verità. Chi invece ha radiografato impietosamente il sistema bancario italiano e il suo stato di salute è stata Bank of America-Merrill Lynch, banca d'affari che ha pubblicato ieri un report dal quale si evincono quattro cose: 1) con ogni probabilità le banche italiane hanno "abbellito" la valutazione dei loro assets, di fatto ponendo dubbi sulla loro solvibilità; 2) la gran parte dei soldi delle aste LTRO di finanziamento a 3 anni all'1% sono serviti a rimpiazzare l'esaurimento di altri finanziamenti a breve e ad acquistare debito pubblico; 3) a pagare il conto delle continue necessità di finanziamento delle banche italiane sottocapitalizzate sono proprio le Pmi, visto che in Italia il 95% delle aziende ha meno di 9 addetti; 4) le banche italiane avranno bisogno di misure di supporto ben oltre il termine temporale delle aste LTRO, ovvero il 2015. Insomma, c'è poco da stare allegri. E, purtroppo, il peggio deve ancora venire ed è alle porte, sta materializzandosi. Per definire un indicatore di qualcosa che sta per accadere, nel gergo finanziario anglosassone si usa l'espressione "canary in the coalmine", ovvero il canarino destinato a morire se nella miniera di carbone c'è del gas, salvando però gli operai. Bene, in questo caso il "canarino" è il mercato obbligazionario sovrano europeo, ovvero i debiti pubblici, proprio quella carta di cui sono strapiene le banche italiane (351 miliardi di titoli di Stato) e spagnole. Dopo aver infatti toccato minimi completamente non giustificati dai fondamentali, negli ultimi tre giorni i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati a salire e con loro il differenziale sul Bund tedesco. Niente di allarmante, i tg non sono tornati ad avere la parola spread come protagonista del titolo d'apertura ma solo perché la discesa repe...



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Barnard: ci stanno portando in Kosovo, schiavi sottopagati


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Barnard: ci stanno portando in Kosovo, schiavi sottopagati

Il peggio dell'economia a senso unico noi ancora non l'abbiamo subito, anche se siamo sul punto di. Il grande esperimento delle "riforme", del "rigore", delle Austerità, fu inflitto come "laboratorio", a partire dal crollo del muro di Berlino, a tutto l'Est europeo. Quando l'impero sovietico crollò nell'arco di pochi mesi, le porte dell'Est europeo si spalancarono ai falchi del Libero Mercato e dietro di esse c'erano masse di miserabili sbandati disposti a lavorare per pochi centesimi, assieme a intere economie da spolpare. Le élite d'Europa e degli Usa non avevano mai sognato nulla del genere. E' ovvio che non sto dicendo che le dittature comuniste erano in alcun modo raccomandabili, ma lo sfruttamento di quelle genti che seguì il loro crollo è stato moralmente rivoltante. Qui di seguito alcuni dati scientifici, ma poi anche un dato aneddotico che, a mio parere, vale più di qualsiasi librone. (continua…)





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“Il tesoro di Cassandra”, video-doc sulle miniere d’oro


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"Il tesoro di Cassandra", video-doc sulle miniere d'oro

da Atene Calling   Lo sfruttamento del tesoro minerario del paese viene progettato come la soluzione più razionale per far fronte alla crisi economica che affligge la Grecia. Lo stato greco ha ceduto i suoi diritti minerari su una terra di 31.700 ettari al nord della penisola Calcidica, una regione ricca di oro, rame ed [...]


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Civati (Pd), "fa ridere chi diceva mai governissimo e adesso lo vota! Berlusconi principale azionista del governo Letta"


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Civati (Pd), "fa ridere chi diceva mai governissimo e adesso lo vota! Berlusconi principale azionista del governo Letta"






"Mi fanno ridere quelli che nel Pd la settimana scorsa dicevano 'mai al governissimo' e ora lo votano. Questo è nello stesso tempo un governo Letta e un governo Berlusconi. Ma il principale azionista è il Cavaliere". Sono le parole di Pippo Civati, deputato Pd, intervenuto telefonicamente a "Un giorno da pecora", su Radio Due.  "Si tratta più o meno di tutti i dirigenti del Pd" – continua il politico, che esprime la sua opinione sul toto-ministri – "Brunetta al Lavoro sarebbe traumatico, Violante alla giustizia è scivoloso. Loro, D'Alema, Gelmini e Alfano sono la logica conseguenza della scelta di questo governo". Riguardo alla notizia che potrebbe essere espulso a breve dal partito, Civati afferma che i dissidenti sono cinquanta, anche se quelli che si manifestano sono la metà. E ammette: "Dai toni che si usano mi sento già fuori dal Pd. Cosa faccio se mi cacciano? Non entro in nessun Gruppo Misto, al massimo resto a casa. Forse" – continua – "lascerei la carica di deputato. Farò una valutazione con chi mi ha eletto". E aggiunge: "Se il Pd vota un governo con esponenti politici 'ingombranti', rischia di morire. In questo momento voto contro, poi vedremo" .



Pippo Civati, deputato Partito Democratico (Qui l'audio dal Fatto Quotidiano)





Finalmente qualcuno che nel Pd ha le palle di dire come stanno veramente le cose (rischiando anche la poltrona)!!! Tutta la mia stima a Pippo Civati!!!



Ah a proposito, a chi parlava di mancanza di democrazia nel M5S, che ne pensate della probabile espulsione per chiunque, del Pdnon voti la fiducia all'ammucchiata Pd-Pdl?







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Le tre mosse di Silvio per mangiarsi il Pd


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Le tre mosse di Silvio per mangiarsi il Pd

Il partito prepara il blitz sull'Imu. Poi il voto?


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Moody's: "l'Italia andrà ancora peggio"


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Moody's: "l'Italia andrà ancora peggio"

Moody's:
L'agenzia di rating rompe la tregua nei confronti dell'Italia e avverte: la recssione sarà molto più lunga e grave di quanto finora previsto. O meglio; raccontato.
Continua a leggere l'articolo...


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come funziona la democrazia


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come funziona la democrazia

 Come funziona la democrazia

La reazione del PD e del suo elettorato agli accordi del governo Letta merita una accurata riflessione perchè ci svelano meccanismi segreti e perversi del funzionamento della democrazia. Le decisioni che vengono assunte potrebbero essere diametralmente opposte a quelle che vengono suggerite dalla logica   dal comportamento che il Partito ha tenuto dalla sua storia dai suoi interessi. Un partito che ha fatto del rifiuto morale del berlusconismo una delle ragioni della propria politica può accettare l'alleanza con Berlusconi senza subire una grossa crisi di rigetto?
  
  Ebbene, le cose non sono così semplici e lineari. Non è detto che la reazione del Partito debba essere di rigetto dell'accordo. Anzi, possiamo dire che sarà certamente di condivisione.

  Cominciamo dai piani alti del palazzo. Delineata la possibilità di costituire un governo per la fortissima pressione esercitata dal Capo dello Stato i gruppi dirigenti alti costituiti da quanti potrebbero essere chiamati a far parte della compagine di governo cominciano subito a posizionarsi nella maniera più acconcia per fare dimenticare al più presto l'opposizione fatta e darsi un atteggiamento di disponibilità che, con il passare del giorno e l'avanzare della trattativa, diventa sempre più aperto e convinto.
  Quando la proposta di governo arriva ai gruppi parlamentari deputati e senatori
si guardano bene dal sollevare obiezioni o di fare opposizione aperta. Ognuno di loro sa che è pesante restare tagliati fuori dall'area di governo e che non possono rischiare di cedere ad altri la possibilità di diventare sottosegretari o comunque di fruire dei benefici della stanza dei bottoni. Un deputato di opposizione conta pochissimo, non ha i benefici che il governo concede a chi vi partecipa.
    A questo proposito bisogna dire che non esiste più da anni rapporti tra collegio elettorale e deputato. I deputati non vengono eletti ma nominati dalla segreteria del partito e proposti in un dato collegio. Quindi il deputato o il senatore deve avere occhio a ciò che gli chiede la segreteria del Partito. E' molto difficile che possa fare cosa diversa dai desiderata di questa.
     Quando la scelta del governo magari già fatta e consumata arriva alle riunioni degli organi collegiali del Partito questi si comportano quasi sempre nel senso voluto dai vertici. Le questioni di contenuto delle intese raggiunte con il giù aborrito nemico diventato secondarie ad altre quali per esempio gli assetti di potere nel partito e nel territorio.
       In quanto allo elettorato bisogna dire che questo non conta quasi niente. Allo elettorato viene spiegato che non si poteva fare diversamente di quello che si è fatto per il bene dell'Italia. Nel caso che fosse troppo riluttante o incazzato o in rivolta  si ricorre ad altri mezzi.  Tutti hanno imparato che si governa con il consenso o con il timore. Se il consenso...


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L’euro “tedesco” ci porterà alla rovina. Lo diceva Napolitano nel ’78


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L'euro "tedesco" ci porterà alla rovina. Lo diceva Napolitano nel '78

di FABRIZIO DAL COL


Fin dal lontano 1978 l'allora deputato del Pci Giorgio Napolitano denunciava tutte le sue perplessità sulla nascita della nuova moneta unica, quindici anni prima di Maastricht e dodici prima de "L'Euro minaccia la democrazia" dell'"ammazza-sindacati" Margaret Thatcher. Quelle perplessità oggi sembrano assumere il carattere della vera e propria profezia: infatti, già all'epoca  prevedeva che l'abbraccio tedesco sarebbe presto o tardi divenuto una morsa letale. Tali dichiarazioni si possono leggere nel resoconto stenografico della seduta dell'assemblea della Camera dei Deputati del 13 dicembre 1978, a partire da pagina 24992, durante una discussione riguardante l'adesione dell'Italia al Sistema Monetario Europeo, che sarebbe entrato in vigore quattro mesi dopo. Si tratta di parole che sorprendono per la loro lucidità, poiché, senza tagliare di netto le gambe all'unione monetaria, spiegano, anzi, profetizzano il futuro dell'allora CEE a distanza di quarant'anni. Molto lucidamente, Giorgio Napolitano, pur non respingendo le idee europeiste, ricordava che la costruzione di una unione monetaria non poteva svolgersi in modo frettoloso e, citando il governatore della Banca d'Italia, ammoniva che «un suo insuccesso comporterebbe gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema monetario internazionale e sulle possibilità di avanzamento della costruzione economica europea».


I negoziati, spiegava Napolitano, presero però una piega sbagliata. Il colpevole? La Germania: «[...]dal vertice è venuta solo la conferma di una sostanziale resistenza dei Paesi più forti, della Germania, e in particolare della Banca centrale tedesca, ad assumere impegni effettivi e sostenere oneri adeguati per un maggiore equilibrio tra gli andamenti delle economie di paesi della Comunità. E' così venuto alla luce un equivoco di fondo: se cioè il nuovo sistema debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, o debba servire a garantire il Paese più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania, spingendo un Paese come l'Italia alla deflazione.»


Insomma, Napolitano fin da allora aveva largamente previsto ciò che stiamo vivendo oggi e, trascorsi ormai trentacinque anni da quelle dichiarazioni, ora siamo esattamente a quel punto, con Paesi come i PIIGS in depressione economica e lentamente portati a quella destinazione finale, ovvero la deflazione, che la Grecia sta già cominciando a sperimentare. A rileggere oggi le preoccupazioni  dell'allora deputato Napolitano,  rielett...



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Egitto. Assalto al palazzo presidenziale


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Egitto. Assalto al palazzo presidenziale

di Redazione


La televisione egiziana ha riferito oggi che decine di uomini hanno lanciato pietre e bottiglie molotov contro il Palazzo presidenziale, nel quartiere di Heliopolis nella capitale Il Cairo. La polizia è intervenuta sparando gas lacrimogeni per disperdere gli aggressori.



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“Sarei contento di un’invasione tedesca in Italia”


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"Sarei contento di un'invasione tedesca in Italia"

Grillo alla Bild: in autunno l'Italia farà bancarotta"
Tra settembre e ott ...


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Sempre più cittadini reclamano la sovranità monetaria


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Sempre più cittadini reclamano la sovranità monetaria

di ENZO TRENTIN


L'ennesimo appello questa volta è affidato a Facebook«I cittadini sovrani, chiedono ai partiti, ai movimenti, alla politica tutta ed a Beppe Grillo in particolare (visto che di "referendum" e "democrazia diretta" ne ha parlato molte volte) di rispondere a due domande. Considerato che: "Sempre la bandiera della libertà è servita a mascherare il dispotismo; sempre le classi privilegiate, per proteggere i loro privilegi, si sono circondate di istituzioni liberali ed egualitarie; sempre i partiti hanno mentito sui loro programmi e sempre l'indifferenza è succeduta alla fiducia, la corruzione allo spirito civico e gli Stati si sono disgregati per lo sviluppo dei concetti e dei programmi sui quali si erano fondati", i sottoscritti chiedono di chiarire definitivamente:


1) – Se non ritenete che sia di primaria importanza cambiare forma di Stato e di governo passando dall'attuale forma di Stato sovrano, accentrato, statalista, antidemocratico e violentatore dei "diritti naturali" dei cittadini, a una forma di governo fondata sui principi della "contrattualità politica" per la quale la Costituzione e la legge devono essere il contenuto di un "contratto politico" fra cittadini sovrani;

2) – Se non ritenete che questo possa essere ottenuto inserendo negli Statuti dei Comuni (delle Province), delle Regioni e nella Costituzione, i referendum deliberativi o legislativi di iniziativa popolare senza quorum (e non propositivi che lasciano sempre l'ultima parola agli eletti nelle istituzioni), mediante i quali la volontà della maggioranza dei cittadini responsabili, che giuridicamente è sovranità, è legge che tutti devono rispettare.


Vogliamo ricordare che la volontà, in quanto proprietà del proprio corpo e della propria mente, è un diritto naturale "inalienabile" e "inviolabile" e che, come tutti i "diritti naturali" della persona, non può essere "ceduta" ad altri neppure volontariamente, né può essere "limitata" o "violata" da parte della Costituzione, della legge o del governo. Di conseguenza in un sistema fondato sul procedimento della Democrazia, la formazione della legge deve essere oggetto di garanzia costituzionale relativa alla sua deliberazione (o legittimazione) mediante un contratto politico, letto, discusso, votato e approvato (o respinto) dalla maggioranza dei cittadini "sovrani" per diritto natura...



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FINANZA/ Così il taglio dei tassi può mettere in trappola Draghi


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FINANZA/ Così il taglio dei tassi può mettere in trappola Draghi

Per GIUSEPPE MERITEMPO, un taglio a 0.50% ci porterebbe a un livello così vicino a 0 da far pensare che non ce ne possano essere altri e mostrando che le armi convenzionali son finite

(Pubblicato il Sat, 27 Apr 2013 06:03:00 GMT)

FINANZA/ Il consulente della Merkel "annuncia" la fine dell'euro, di M. Bottarelli
SPILLO/ Quattro (nuovi) pensieri su Bpm, di G. Credit


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LA SCELTA ESTREMA DELL'EUROPA: RASSEGNAZIONE O RIVOLUZIONE


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LA SCELTA ESTREMA DELL'EUROPA: RASSEGNAZIONE O RIVOLUZIONE



DI DON QUIJONES

ragingbullshit.com



Due anni fa a maggio, la Puerta del Sol di Madrid e Plaza Catalunya di Barcellona, le piazze delle due più importanti città della Spagna, furono occupate da migliaia di "indignados". Per molti giovani della nazione ben istruiti ma disillusi, era abbastanza, e per un breve periodo è sembrato che era iniziata una nuova era di mobilizzazione politica.


Poche settimane dopo, tuttavia, queste speranze vennero brutalmente distrutte quando la divisione antisommossa della polizia della Catalonia, la Mossos D'esquadra, scatenò la furia selvaggia dello stato sugli accampamenti di fortuna dei manifestanti, dietro al piuttosto dubbio pretesto di liberare la città da un rischio sanitario e di sicurezza (questa è l'Europa, dopo tutto!). Il messaggio era chiaro: tutti i tentativi di resistere alla nuova realtà economica europea, non importa quanto pacifici, sarebbero stati brutalmente repressi.


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Come fare soldi nei periodi di crisi – Intervista ad Angelo Deiana, Presidente ANPIB


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Come fare soldi nei periodi di crisi – Intervista ad Angelo Deiana, Presidente ANPIB

Crisi, crisi, crisi. Ma qual è la formula alchemica per cavalcare i periodi di crisi in generale?


Una cosa va messa subito in chiaro: la prima regola del gioco è imparare ad apprendere e cambiare. Siamo destinati a cambiare almeno 7 volte lavoro o business nel corso della nostra vita. Dobbiamo abituarci al cambiamento, ai nuovi orizzonti e, invece di lamentarci per la crisi, darci da fare.


Esploriamo le possibilità che la crisi offre a chi ha sempre un piano B per avere successo nel futuro.


Se analizzassimo le principali statistiche, scopriremmo che, nelle maggiori crisi economiche, circa l'80% del denaro passa di mano, ovvero passa da chi era molto più ricco a chi lo era molto meno. Anche se tutti raccontano quotidianamente quanto la crisi ci farà ancora soffrire, nessuno dice però che, solo grazie alle grandi crisi, i ceti bassi e medi e soprattutto i giovani hanno la possibilità di prendere "l'ascensore sociale" verso l'alto.


È dunque di fondamentale importanza che in un periodo di crisi si focalizzino tutte le energie su un obiettivo ben definito. Mai credere ai falsi guru o ai maghi della finanza che promettono guadagni facili con poco sforzo. Non illudiamoci: cavalcare i momenti di crisi richiede preparazione e sacrificio. Abbiamo mai pensato, quando eravamo tranquilli a costruire una soluzione alternativa?


 


Quali sono i nuovi paradigmi del capitalismo intellettuale e come si combinano con i cambiamenti che la crisi porta con sé?


Crisi significa cambiamento. Più rapidamente cambiano le cose, più crisi ci saranno. Chi si guarda intorno con mente aperta avrà maggiori possibilità di avere successo, a prescindere dalla crisi.


Ma cosa è mutato rispetto al passato? Partiamo da un assunto di base: il capitalismo intellettuale e l'economia della conoscenza sono i propulsori della rivoluzione silenziosa del nostro millennio. L'uomo, il detentore della conoscenza, ritrova in tal modo un posto centrale nel sistema capitalistico e la competizione si sviluppa sul valore generato dalla creatività e dalla professionalità delle persone. E' la sintesi finale, la simbiosi vincente, la saldatura competitiva tra economia, conoscenza e tecnologia.


I confini nazionali e l'appartenenza di classe vengono infatti scavalcati dalle reti di scambio delle informazioni. E' qui che emerge il significato profondo del capitalismo intellettuale: spostare la visione dell'economia e della società dal processo di produzione a quello di condivisione attraverso la creazione di reti che facilitano la condivisione intelligente di quanto le persone conoscono, sanno e sanno fare.


 


Cambiare lavoro ma coltivare continuità professionale … che cosa significa?


Bisogna essere pronti a rispondere al cambiamento perché la nostra vita è fatta di un costante stato di cambiamento. Cosa fare allora? Accettare il mondo ovvero accettare il fatto c...



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Ammortizzatori sociali al punto di non ritorno: ora manca almeno 1 miliardo e mezzo


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Ammortizzatori sociali al punto di non ritorno: ora manca almeno 1 miliardo e mezzo

"La situazione è esplosiva". È questo il commento che arriva da quasi tutte le amministrazioni regionali. Perché l'emergenza della cassa integrazione in deroga taglia il Paese in maniera trasversale, senza praticamente eccezioni. I soldi per gli ammortizzatori sociali non ci sono più. Quanti ne servano per coprire il 2013 è difficile dirlo con precisione. Elsa Fornero, ministro del Welfare, ha stimato il fabbisogno in 2,3 miliardi di euro, rifacendosi ai dati del 2012. Una previsione forse ottimistica: "Le richieste sono in costante aumento, il budget necessario potrebbe anche essere superiore", sottolinea la Cgil, per bocca di Claudio Treves, Responsabile del mercato del lavoro. E infatti secondo le Regioni ci vorranno 2 miliardi e 750 milioni. Senza considerare i 200 milioni di cui ancora c'è bisogno per chiudere il 2012. In ballo c'è il futuro di almeno 300mila cassintegrati in deroga (più i lavoratori in mobilità). Ma la quadra del cerchio è un miraggio: al momento le risorse stanziate dal ministero del Lavoro non arrivano neanche al miliardo (sono 990 milioni, per la precisione). Di fatto, manca all'appello una cifra che oscilla tra il miliardo e mezzo e i due miliardi di euro.

Colpa della crisi, certo. Ormai anche le imprese più strutturate si rivolgono alla cassa integrazione in deroga (originariamente pensata per le piccole imprese, o comunque per tutte le aziende non destinatarie della Cassa integrazione ordinaria), perché la loro dotazione di Cigo (fissata a un massimo di 52 settimane) non è più sufficiente. E così le richieste aumentano giorno dopo giorno, come dimostrano i dati dell'ultimo quinquennio: nel 2008 le ore autorizzate di cassa integrazione in deroga erano state appena 28 milioni; nel 2012 sono diventate addirittura 355 milioni. Stesso discorso per la spesa, che è più che triplicata: si è passati da 773 milioni spesi nel 2009, a circa 2,4 miliardi nel 2012 dopo gli 1,5 miliardi del 2010 e gli 1,6 miliardi del 2011 . "E per quest'anno nella più prudenziale delle ipotesi l'aumento non sarà inferiore al 25%", aggiunge Gianfranco Simoncini, assessore al Lavoro della Toscana e coordinatore del Settore Lavoro della Conferenza delle Regioni.

L'ABBAGLIO DEI TECNICI. Ma alla base dell'emergenza, secondo la Cgil, ci sarebbe anche un colossale abbaglio preso dal governo: dal primo gennaio 2013 la copertura degli ammortizzatori in deroga è interamente a carico dello Stato centrale. Nell'ultimo quadriennio le Regioni avevano cofinanziato (prima al 30%, poi addirittura al 40%) gli ammortizzatori in deroga, usufruendo di alcuni fondi comunita...



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Yoani Sánchez. In attesa della primavera


cover in-attesaLa presentazione di Mario Calabresi
Due persone sono state decisive per convincermi definitivamente dell’importanza del lavoro che Yoani Sánchez porta avanti da anni: Barack Obama e il mio barbiere.
Nel 2009 Yoani inviò alla Casa Bianca sette domande sul futuro di Cuba,indirizzate al presidente Obama. Una persona qualunque poteva attendersi come replica, al massimo, due righe cortesi di ringraziamento redatte da qualcuno dello staff presidenziale.
Passarono invece poche settimane e a casa di Yoani arrivò una risposta scritta di Obama, che si dilungava nel dettagliare la linea della sua Amministrazione nei confronti del regime castrista. “Il suo blog - scrisse tra l’altro il presidente alla Sánchez - offre al mondo una finestra unica per scoprire la realtà della vità quotidiana a Cuba”...............

LA CHIAMANO DEPOSIT TAX


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LA CHIAMANO DEPOSIT TAX



DI EUGENIO BENETAZZO

eugeniobenetazzo.com





Ho partecipato ad un workshop in Svizzera questa settimana sulle possibili manovre che metteranno in cantiere per preservare sia la tenuta dei conti pubblici e bancari italiani nel breve ma soprattutto la stabilità e coesione della stessa Unione Europea. Il quadro che ne è emerso considerando il prestigio ed autorevolezza dei relatori e del rispettivo ufficio studi è stato poco entusiasmante. Tanto per cominciare ho gradito il fatto che finalmente qualcuno ha inizia a parlare in termini tecnici riferendosi alla "Deposit Tax" come il famigerato prelievo atteso sulle giacenze di deposito a prima vista presso gli istituti bancari.


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