28/04/13

Segreti e fantasmi del ventesimo secolo



Di  Marco Saba [1], 8 settembre 2004

Nell’articolo precedente della serie dei grandi misteri (“Secondo le banche centrali, i politici e lo Stato sono troppo corrotti” – 25 agosto 2004), ho accennato alla storia del Titanic e del Kursk (vedi nota sotto), alla “fine” dei Romanov, all’attacco di Pearl Harbour e ad altri fatti che trovano origine nel corrotto sistema monetario adottato in occidente. Questo articolo rappresenta idealmente la seconda puntata di quella che potrebbe diventare una telenovela.

Le carte di Mussolini
Proprio in questi ultimi giorni, vi sono stati vari programmi televisivi che hanno trattato del mistero delle carte scomparse di Mussolini. Tra queste carte vi erano lettere tra Mussolini e Churchill e tra Mussolini e Chamberlain. Mussolini cercò di tenerle con sé sino all’ultimo, quasi fossero una polizza sulla vita, ma alla fine scomparvero per venire poi parzialmente pubblicate negli anni seguenti su alcuni giornali. Dopo la morte di Mussolini, vi fu una missione segreta inglese per recuperare queste carte nella zona del lago di Como. Si pensa che circa 450 persone siano state eliminate perché, al pari della Petacci, sapevano “troppo” in merito a queste carte. Questa eliminazione di testimoni non può non ricordare l’episodio dell’assassinio di Kennedy, dove praticamente tutte le persone che erano presenti nella zona del delitto, o sono morte o sono state eliminate.
Il problema è: che cosa dicevano le carte di Mussolini di talmente imbarazzante? Facciamo una ipotesi: trattavano della questione monetaria e del sistema bancario. Mussolini aveva incontrato Ezra Pound nel 1933 ed il poeta lo aveva ampiamente informato su come funzionava il sistema usurocratico. Lo stesso Mussolini aveva sospeso il pagamento dei buoni del Tesoro che costituiscono una parte importante del sistema truffaldino che indebita gli italiani per sempre. Proprio nel codice civile fascista troviamo l’articolo che disciplina il “Fondo Patrimoniale”, un sistema per salvaguardare i beni immobili dagli appetiti delle banche creditrici. In una recente sentenza, il Tribunale di Busto Arsizio, in una causa che vedeva contrapposte a dei privati delle banche creditrici, ha fatto finta che tale articolo non avesse valore (tanto per capire fin da subito da che parte sta certa magistratura). Quanto sopra detto, è sufficiente per ritenere che non solo Mussolini era perfettamente a conoscenza di cosa non andava nel sistema bancario, ma anche che avesse in qualche modo cercato di mettere dei paletti. Con la diffusione di internet, si è oggi in grado di scoprire che tre mesi prima di essere assassinato, Kennedy, andando oltre alle iniziative di Mussolini, aveva promulgato l’ordine esecutivo 11110 tre mesi prima della sua morte. Questo ordine fatale prevedeva che gli stati uniti potessero stamparsi dollari propri senza passare dalla Federal Reserve. Tenendo conto del fatto che le carte mussoliniane non vennero mostrate nemmeno al bravo Peter Tompkis, l’ex agente dell’OSS, vi è ragione di pensare che una approfondita indagine in tale direzione potrebbe rivelare cose inedite.

Ezra Pound in manicomio
Ezra Pound nel 1944 teneva delle trasmissioni radiofoniche e collaborava con un quotidiano (Ezra Pound, “Per il popolo di Alessandria”, 1944,http://www.antoniomaconi.it/libri/pound/index.htm [2]). Venne accusato di tradimento dagli americani e venne arrestato da James Jesus Angleton, che peraltro lo conosceva già da alcuni anni. La parte più interessante del lavoro di Pound, che era principalmente un poeta, riguarda le sue ricerche in campo monetario (Ezra Pound, “ABC dell’economia e altri scritti”, 1994). Nei libri tradizionali dedicati a Pound, molto poco si dice di queste sue scoperte in campo monetario. Diciamola tutta: sono pesantemente censurati in merito. Al meglio parlano di questa ricerca come di una “bizzarria”, quasi giustificata dal suo successivo ricovero in manicomio, al St. Elizabeth. Un manicomio affollato di altri personaggi misteriosi, ad esempio John Forbes Nash e Ron Lafayette Hubbard. Mentre Pound era ricoverato in manicomio, aveva incaricato una persona, Eustace Mullins, di fare una ricerca sulla Federal Reserve e di pubblicarne i risultati (Eustace Mullins, “The London Connection”, Kasper and Horton, New York, 1952, http://www.illuminati-news.com/e-books/Secrets_of_the_Federal_Reserve.pdf [3]). Questo libro venne pubblicato in Germania nel 1955 e, sotto pesanti pressioni della ADL, La Lega Ebraica Antidiffamazione, nonostante il libro non contenga assolutamente la parola “ebreo”, venne sequestrato e bruciato nelle piazze. Ricordo che siamo nel 1955, non durante il ventennio fascista o sotto il nazismo. Ma veniamo agli altri due ospiti illustri del manicomio. John Forbes Nash è un brillante matematico che studiò la teoria dei gioci ed apportò un grande contributo: l’equilibrio di Nash. Per questo prese un premio (dedicato a) Nobel, in economia, da parte della banca centrale svedese. Questo equilibrio è quello in cui tutti i giocatori raggiungono una posizione di massimo profitto, una soluzione ottimale. Una situazione che si potrebbe determinare se il signoraggio sul credito e sulla creazione monetaria venisse ridistribuito al popolo. Su Nash esiste un bel film, A Beautiful Mind, ed un libro, “Il genio dei numeri – Storia di John Nash, matematico e folle”, di Sylvia Nasar, Rizzoli, 1999), per chi volesse approfondire. Tuttavia non si fa cenno, nelle due opere citate, di “questione monetaria”. L’altro ospite del manicomio era Ron Lafayette Hubbard, un ex agente dell’ONI (Office of Naval Intelligence), che era ossessionato da due cose: gli effetti del fallout nucleare e i soci privati che si nascondono dietro alle banche centrali. Pur di continuare la sua lotta per diffondere la consapevolezza su questi due gravi problemi, e cercando una soluzione intelligente per sfuggire alla persecuzione del maccartismo, fondò addirittura una religione: Scientology. Oggi su questa organizzazione circolano varie voci, tuttavia mai si dice che cosa ne pensi del sistema monetario e del signoraggio. Certo è che Scientology ha contribuito notevolmente alla chiusura dei manicomi ed alla dismissione della pratica criminale dell’elettroshock (che tuttavia mi dicono si pratichi ancora: ai monetaristi eretici?). Ho sempre pensato che Scientology fosse, almeno agli inizi, una lungimirante operazione di intelligence. Non esistono prove specifiche di scambi di informazioni tra Nash, Hubbard e Pound, tuttavia la coincidenza del luogo e del tempo, e di altri indizi, lasciano ben sperare da una ricerca in tal senso.
I signori del signoraggio e mediobanca
Visto che eravamo negli anni ’50, occorre parlare di una istituzione da sempre vista con venerazione: Mediobanca. Questa banca d’affari che ha manipolato le regole del mercato da quando è nata, raggruppa il fior fiore delle famiglie capitaliste italiane. E’ tramite questa struttura che queste famiglie possono aver garantita ricchezza eterna, poiché l’istituto di via Filodrammatici possiede partecipazioni nelle società a loro volta socie della Banca d’Italia, quella che ci deruba del signoraggio sull’emissione delle banconote. Forse quest’ultimo non è più un gran mistero, ma siccome non mi risulta che gli attenti biografi di Mediobanca ne facciano mai menzione nelle loro ponderose opere, ho deciso di rompere qui il muro del silenzio. In pratica, la cosiddetta libertà del mercato va a farsi friggere quando un oligopolio si mette d’accordo per tener sotto tutti gli altri. Su Mediobanca occorre aggiungere che il magistrato Gherardo Colombo, nelle sue indagini, scoprì cose che la coinvolgevano assieme all’IRI: alcuni strani fondi neri del periodo 1977-1980. Considerato quanto avvenne in quel periodo, compreso il rapimento e l’uccisione di Moro, passando per la costituzione del conto segreto “Protezione”, varrebbe la pena di andare a rispolverare quelle indagini (almeno per una ricostruzione storica). Normalmente si pensa che i fondi neri servano solo per illeciti arricchimenti: servono anche per finanziare il terrorismo. Fu Francesco Pazienza a scoprire che tredici terroristi italiani che si nascondevano in Nicaragua, andavano a riscuotere la loro “pensione” in banche offshore a Panama (Francesco Pazienza, “Il Disubbidiente”, Longanesi, 1999). Le notizie e le fotografie gliele fornì “faccia d’ananas” Manuel Noriega. Col senno di poi, non è che tutti e due abbiano fatto una gran bella fine: da allora sono in carcere. Della serie: se la sono passata meglio i terroristi che quelli che li indagavano. Da che parte sta la magistratura?

Argentina e Banca Mondiale
Facciamo un salto dagli anni ’80 al 2000. Vi sono due fatti che riguardano l’Argentina e che meritano di essere ricordati: la questione dei bond e quella della moneta locale. I Bond argentini – per quanto ne so – non hanno portato soldi “all’Argentina”, ma ad alcune persone che ne gestivano il traffico. Questi bond venivano offerti alle banche al 30% del prezzo nominale, ecco perché l’Argentina fa una giusta resistenza al loro rimborso integrale. Chi si è rubato il 70% del loro valore? L’Argentina, per difendersi da questi squali del sistema bancario, ha cominciato ad emettere una moneta locale gestita dalle provincie. Recentemente la Banca Mondiale ha fatto enormi pressioni sul governo argentino affinché questa moneta venisse ritirata e soppressa. Difatti questo buon esempio – a mio avviso encomiabile – avrebbe potuto “contagiare” gli altri paesi sudamericani (cosa che avverrà ben presto). Col risultato che i “sempre ricchi” dovranno trovarsi un lavoro onesto per tirare a campare. Insomma, per risollevare un paese dalla povertà, sarebbe sufficiente regalargli delle macchine tipografiche “Intaglio” di modo che si possano stampare la loro moneta senza dover cadere nella trappola dell’usura internazionale. Facile, no?
Restate collegati, seguirà la terza puntata.

Nota di Agent Censored sul Kursk:
Caro Marco,
rispetto a quanto riporti, traendolo come prova da Skolnick, già una volta ti dissi che bisogna fare molta attenzione a non screditarsi pur dicendo cose assolutamente esatte. Il sommergibile Kursk, con scafo in lega di titanio, poteva operare ad una profondità massima di 900 metri. Ciò significa che il punto di implosione, come normalmente calcolato, è al 50% superiore, ovvero 1.400 metri di profondità. Il Titanic si trova a più del doppio della profondità e, quindi, il Kursk non può essere mai giunto fino a 3.750 metri di fondale. Non solo, l’americano Ballard ha fotografato tutto lo scafo con l’ALVIN – un sommergibile speciale che può raggiungere i 5.000 metri di profondità. Io ho visto tutte le foto e non esiste nessuna prova che vi siano lamiere piegate verso l’esterno. Poi il relitto è stato fotografato integralmente anche dal sottomarino francese dell’IFREMER (la società che ha lavorato a Ustica prima degli inglesi) ed idem con patate. Di sottomarini me ne intendo un po’ perché ci ho lavorato. Sull’Alvin, per esempio, ci sono stato quando ero a Houston. Tanto tempo fa…

A.C.


[1] Marco Saba: http://www.marcosaba.be
[2] http://www.antoniomaconi.it/libri/pound/index.htm: http://www.antoniomaconi.it/libri/pound/index.htm
[3] http://www.illuminati-news.com/e-books/Secrets_of_the_Federal_Reserve.pdf: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.illuminati-news.com%2Fe-books%2FSecrets_of_the_Federal_Reserve.pdf&h=OAQG_LNKQ&s=1

Sullo Sparare ai Governanti


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Sullo Sparare ai Governanti

Il fatto di sangue di oggi avvenuto al giuramente del nuovo governo si presta a diverse considerazioni :

i) come mai, di almeno un centinaio di persone che si sono suicidate a causa dei fallimenti ...


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Lezioni dalla Grande Depressione?


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Lezioni dalla Grande Depressione?


Titolo dell'opera: 



Trade policy disaster. Lessons from the 1930s




Autore dell'opera: 



Irwin Douglas




Editore, anno o altre informazioni: 



MIT Press 2012




Sommario: 



Negli ultimi anni molti hanno paragonato la  crisi attuale con la Grande Depressione del  1929.  In molti casi si tratta di esercizi dilettanteschi, ma ci sono anche lavori seri.





Tutti hanno sentito parlare della Grande Depressione degli anni Trenta, e molti pensano che la crisi attuale sia simile. Dal punto di vista storico il paragone non regge – innanzitutto per la gravità della recessione.



Coautori: 




Data di pubblicazione: 



Domenica, 28 aprile, 2013 - 15:58



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Palazzo Chigi: disoccupato spara sui politici


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Palazzo Chigi: disoccupato spara sui politici


#SPARATORIA - "VOLEVO UCCIDERE I POLITICI"

Il suo obiettivo, come ha poi confessato, erano "i politici"

http://www.cadoinpiedi.it/2013/04/28/sparatoria_-_luomo_voleva_suicidarsi.html

ULTIM'ORA - Il suo obiettivo, come ha poi confessato, erano "i politici". 

«Sembra un gesto isolato. Un atto tragico stato compiuto da un disoccupato di 49 anni che ha manifestato l'intenzione di suicidarsi, ma non ha potuto farlo per l'esaurimento del caricatore».

Parole del vice presidente del Consiglio e ministro dell'interno incaricato Angelino Alfano in una conferenza stampa convocata dopo la sparatoria a Palazzo Chigi nella quale sono stati feriti due carabinieri, di cui uno in modo «serio». «In corso comunque ci sono accertamenti», ha detto il ministro dell'Interno confermando «che sono state rafforzate le misure di sicurezza sugli obiettivi sensibili, anche se la situazione generale non desta preoccupazioni». Poi a nome di tutto il consiglio dei ministri ha espresso solidarietà ai carabinieri e alle famiglie delle vittime.


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TERAPIA DELLO SHOCK! TUTTO COME DA MANUALE


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TERAPIA DELLO SHOCK! TUTTO COME DA MANUALE

TERAPIA DELLO SHOCK! TUTTO COME DA MANUALE - video di Elia Menta e Giuseppe Turrisi

problemi psichici

non avere lavoro
tornare a casa dai genitori a 49 anni
senza donna e senza un lavoro
problemi psichici
sperare in un colpo di fortuna al gioco
perché ti dicono
che solo se vinci
puoi sopravvivere
problemi psichici
e non sai più cosa fai
( correva gridando
"Sparatemi, sparatemi!"
e sparava )
Tempo addietro nella stessa piazza si era dato fuoco un 'altro con problemi psichici. (11/08/12)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/08/11/news/si_d_fuoco_davanti_montecitorio_italiano_in_gravi_condizioni-40759261/

e un altro dinanzi al Quirinale (18/10/12)

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/18/news/uomo_si_d_fuoco_davanti_al_quirinale-44792312/

c'è chi giura
per trovare un rimedio sociale ed economico
e non ha problemi psichici.
E che dire dei due poveri carabinieri,
di cui uno in gravissime condizioni,
che si sono trovati di fronte
a tale disperazione.

28/04/13 francesco zaffuto

fonte

Allora si potrebbe dire che il nostro paese è un istituto psichiatrico a cielo aperto.


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LE URGENTISSIME RIFORME CANNIBAL RISING


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LE URGENTISSIME RIFORME CANNIBAL RISING

AFFIDAVIT

Col nobile intento di tutelare le 'parti deboli'
– altresi' note quali: "i giovani" –
nell'interesse dei 'poteri forti'
nonche' vista l'impellente necessita' di 'agire' sul debito pubblico
e per facilitare gli 'investitori internazionali'
qui di seguito gli urgentissimi 20 punti
dell'Agenda: "Ma Chi Comanda in Italia?"
 - e relativi consigli preventivi

DISCLAIMER: la suddetta agenda configura il modello qui di seguito dettagliato, definito modello di CAMBIAMENTO. Per 'la gente comune', nota anche come 'qualunque', taluno modello – piu' volgarmente conosciuto quale "Ce lo chiede l'Europa" – e' dato da un sofisticato strutturato basato su uno strumento derivato di nome B.C.E.; congegnato ex-gratia dall'alta 'finanza'.

Occorrono degli esperti riformisti e, in specie, progressisti ma 'non tecnici' al fine di attuare urgentissimamente le importantissime 'riforme' Cannibal Rising che l'Italia attende da almeno 30 anni. Col nobile intento di ricompattare il Paese.

MODELLO di CAMBIAMENTO e riforme CANNIBAL RISING.


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Governo Letta, un piatto avvelenato


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Governo Letta, un piatto avvelenato

Chissà come devono sentirsi gli otto milioni e mezzo di elettori del Pd che lo scorso febbraio avevano pensato di votare contro Berlusconi e che ora si ritrovano al governo proprio con il Pdl di Berlusconi.

Un tradimento politico che non ha precedenti nella storia repubblicana, sancito solennemente dal presidente Giorgio Napolitano, vero, unico, grande regista dell'operazione quando stringendo a sé come un figlioccio che deve fare il bravo il premier Enrico Letta ha detto e ribadito che questo è un "governo politico" sancito da "un'intesa politica". Che poi questo ibrido mostruoso degno del dottor Frankenstein sia ingentilito da un qualche nome di prestigio in più (Emma Bonino, Fabrizio Saccomanni) e da qualche impresentabile in meno è la conferma dell'imbroglio.

L'assenza dei pezzi da novanta, da Brunetta a Schifani, da Monti a D'Alema non è una buona notizia per il nipote di Gianni Letta (zio molto presente nelle trattative) perché non offre sufficiente riparo politico al governo politico che, in men che non si dica, potrebbe trovarsi ridotto a rango di governo balneare. Molto dipende da Berlusconi che ha già piazzato il fido Alfano su due poltrone (vicepremier e ministro degli Interni) tanto perché si sappia che comanda davvero. E anche se la Giustizia è toccata al "tecnico" Cancellieri, al Caimano giustamente preoccupato per l'esito dei suoi numerosi processi non mancheranno gli interventi da larghe, anzi larghissime intese di Csm, Cassazione e Consulta. Ancora una volta, l'uomo di Arcore "a un passo da piazzale Loreto" (Giuliano Ferrara), grazie al suicidio del Pd e agli errori di Grillo (non votare Prodi) può giocarsi due carte pesanti. Sfruttare il più a lungo possibile la svolta di Napolitano e approfittare fino all'osso di un governo di cui è azionista di riferimento. Oppure condurre fino in fondo la battaglia per l'abolizione dell'Imu: formidabile calamita di voti nel caso decidesse di staccare la spina e di prendersi tutto il piatto con le elezioni anticipate già nel prossimo autunno.

Lo stesso non si può dire dei Democratici, costretti a cantare viva Napolitano e a portare la croce. Il governo Letta è una vera e propria bomba a orologeria per un partito in dissoluzione, con la base in rivolta e che in Parlamento sarà costretto a cogestire i problemi personali dell'ex nemico. Una delegazione di basso profilo completa la tragedia. Il resto, il rinnovamento generazionale, la bella storia di Josefa Idem campione di governo e la novità di un ministro dell'Integrazione di colore, Cécile Kyenge servono solo ad addolcire un piatto avvelenato...



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Pd, la fine inizia ora


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Pd, la fine inizia ora

- Carlo Musilli - Comunque vada a finire, non si vede come il Partito Democratico possa trovare una via di scampo. Il governo "di servizio" targato Enrico Letta dovrebbe vedere la luce oggi e ottenere la fiducia del Parlamento lunedì. A quel punto inizierà uno stillicidio che molto probabilmente consoliderà il vantaggio elettorale riacquisito negli [...]


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Stati Disuniti d’Europa


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Stati Disuniti d'Europa

Se questo secondo voi è un vero progetto che si può definite "Unione Europea". Se questo è secondo voi un qualcosa che in futuro può portare equilibrio, ricchezza, benessere all'interno dei paesi aderenti al patto di Maastricht. Se questo è … Continua a leggere


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IL CLUB DEI MOSTRI


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IL CLUB DEI MOSTRI


club_mostri.jpg
E' ufficiale. Un banchiere all'Economia, Saccomanni, per salvare le banche. Un manichino parlante, Alfano, con incarico doppio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Interni. Enrico Letta, capitan findus, lo stoccafisso scongelato, Il nipote di suo zio, il più amato dalla Goldman Sachs, come presidente. Lupi, la nipote di Fantozzi, ai Trasporti e alle infrastrutture, là dove volano gli appalti e la TAV in Val di Susa. Mauro, un filosofo ciellino alla Difesa degli F35. Una signora che ha frequentato il liceo classico, la Lorenzin, alla Sanità, leggerà Leopardi ("sempre caro mi fu quest'ermo colle") e Carducci in corsia. Franceschini a parlare con il Parlamento. De Girolamo, la moglie pdl del Boccia pdmenoelle, alle Politiche Agricole, l'inciucio nell'inciucio. Quagliarello alle Riforme Istituzionali,quello di "Eluana non è morta, è stata ammazzata" e ho detto tutto. La Bonino agli Esteri, la radicale più vicina allo psiconano, liberale, liberista e libertaria, mondialista e frequentatrice del Bildeberg. L'uddicino Giampiero D'Alia alla Pubblica Amministrazione, autore di un emendamento per obbligare i provider a oscurare siti, blog e social media su richiesta del ministero degli Interni, persino la Idem, una canoista tedesca (a quando un rugbista neozelandese?), e Zanonato, "


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Ancora una volta su debito pubblico e crescita economica.

Nuovo post di  Presbitero e Panizza su Voxeu a proposito del caso Reinhardt/Rogoff, e a seguire un commento di Alex, molto arguto ed opportuno, per  chiarirne il senso generale.

Traduzione di Alex
di Ugo Panizza, Andrea F Presbitero, 25 aprile 2013
 
Alti livelli di debito pubblico sono dannosi per la crescita economica? Nella tanto pubblicizzata baruffa Rogoff-Reinhart si è molto discusso su aspetti non rilevanti. Questo articolo  riesamina i dati disponibili su ciò che è più rilevante. Si suggerisce che il legame debito-crescita è più complesso di quanto comunemente si pensi. Se da un lato  vi è evidenza  che il debito pubblico risulti negativamente correlato con la crescita economica, non esiste uno studio in cui si  possa stabilire con sufficiente sicurezza  un nesso causale tra i due........Continua a leggere

Non chiamatelo inciucio


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Non chiamatelo inciucio

- Marco Cedolin - A due mesi esatti dalle elezioni di febbraio, sembra essere nato, dopo un parto lungo e travaglliato, il nuovo governo destinato ad accompagnare gli italiani sul fondo del baratro. Già ad una prima occhiata, non si fatica a rendersi conto che il neonato governo Letta rappresenta per molti versi un qualcosa [...]


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Sparatoria di fronte a Palazzo Chigi


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Sparatoria di fronte a Palazzo Chigi

Durante il giuramento del governo Letta, annuncia Sky Tg 24, c'è stata una sparatoria a Palazzo Chigi. Non ci sono per ora altre notizie al riguardo.


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Quelle consorterie riservate di Enrico Letta


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Quelle consorterie riservate di Enrico Letta

Enrico Letta


di Valerio Valentini (@valentinivaler)


Tra i tanti cambiamenti che questa fase di rinnovamento avrebbe dovuto portare "per riavvicinare il Palazzo ai cittadini", ci si sarebbe potuti attendere soprattutto una cosa: che mai più un alto rappresentante dello Stato appartenesse a consorterie riservate. E invece, ancora una volta, tocca constatare che in Italia tutto cambia affinché tutto rimanga esattamente com'è. Terminata la sciagurata esperienza del governo tecnico, presieduto da quel Mario Monti membro del Bilderberg, dell'Aspen e della Commissione Trilaterale, si è passati al governo di Enrico Letta. Che sarà anche giovane, ma ha la stessa abitudine del suo anziano predecessore a frequentare le combriccole di illuminati, nelle quali si discute di tematiche politiche ed economiche rigorosamente "a porte chiuse".


Enrico Letta, infatti, è membro di Aspen Italia, la succursale nostrana dell'Aspen Institute, un'organizzazione no-profit fondata nel 1950 da un gruppo di imprenditori e affaristi di Chicago sotto la guida di Walter Paepcke. L'obiettivo dichiarato dell'Aspen è, fin dalla sua fondazione, quello di "promuovere una leadership illuminata, un'ampia diffusione di idee e valori validi in ogni tempo e un dialogo di ampio respiro sulle tematiche contemporanee". Aspen Italia invece è nata nel 1984 e a fondarla ha contribuito principalmente Gianni Letta, l'eterno sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi. Ne è presidente Giulio Tremonti, mentre il vicepresidente è proprio il futuro primo ministro italiano, quell'Enrico Letta che sembra tenace e determinato nel non voler sfigurare di fronte a suo zio.


Tra l'altro non è a tutti noto che la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è quella che gestisce sottobanco tutte i panni sporchi, mentre l'uomo front-end gira per convegni e conferenze stampa. In altre parole, è a questa carica ombra che relazionano i servizi segreti. E chi si è preso, costantemente, tutti i sottosegretariati alla Presidenza del Consiglio, dai primi governi Berlusconi ad oggi? In dipendenza dal colore politico, due nomi: Gianni Letta e Enrico Letta, che si sono avvicendati l'uno all'altro in un'eterna ruota della (s)fortuna. Se volete sapere qualcosa, qualsiasi cosa sui segreti che sono custoditi nei fascicoli ufficialmente inesistenti, dovete chiedere alla famiglia Letta. Magari sanno anche se...



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Il peggiore dei governi pensabili


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Il peggiore dei governi pensabili

Il peggiore dei governi pensabili
Non era impossibile far peggio, ma ci si è andati molto vicini. Nasce un mostro frutto del compromesso tra "partito americano" e "partito europeo". Saranno guai per noi e per loro.
Continua a leggere l'articolo...


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Caro Letta, dica chiaro che “l’epoca delle vacche grasse è finita”


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Caro Letta, dica chiaro che "l'epoca delle vacche grasse è finita"

di CLAUDIO ROMITI


Non appena è stata svelata la nuova compagine di governo, guidata dal compassato Enrico Letta, è iniziata una ridda di analisi e valutazioni ben poco di sostanza. Tra chi ha messo in evidenza l'alto tasso di ex o post-democristiani e chi, di conseguenza, ha notato il peso assai scarso della tradizione comunista, riconducendo ciò alla sconfitta di Bersani e del vecchio apparato del Pci, ha preso il via un dibattito basato su un simbolismo che oramai lascia il tempo che trova.


Quale che siano gli equilibri interni, le sotterranee guerre tra le fazioni e gli uomini che in questo momento stanno prevalendo nei partiti del vecchio bipolarismo del nulla, una cosa è certa: i problemi che gli uomini delle larghe intese dovranno affrontare sotto la guida del giovane Letta non potranno essere risolti con una semplice operazione di maquillage facciale. Soprattutto da quando gli osservatori più attenti si sono accorti che stavano finendo i soldi degli altri per sostenere una continua ricerca di consenso con un eccesso di indebitamento e di tasse, arrivando a pochi passi dal baratro definitivo nel corso dell'ultimo governo Berlusconi, si è diffusa una profonda inquietudine anche nei palazzi alti del cosiddetto potere. Inquietudine che non potrà essere esorcizzata, a meno di improvvisi salvataggi inflazionistici da parte della Bce, con appelli alla coesione sociale, come fa da sempre la sinistra, o all'ottimismo, secondo un classico del berlusconismo.


Per come si stanno mettendo le cose, con un indebitamento reale dello Stato ben più alto di quello ufficiale ed un eccesso di spesa e di fiscalità sempre più  insostenibile, qualunque governo serio, prescindendo dal pedigree politico di chi lo compone, dovrebbe per prima cosa parlare chiaro al popolo, spiegando una volta per tutte che l'epoca delle cosiddette vacche grasse è finita per sempre. Un vero statista – non certamente quelli che si ricordano di esserlo solo in campagna elettorale – rendendosi conto che la politica del deficit-spending sta mandando in bancarotta il Paese, annuncerebbe l'inizio di una politica di rigore essenzialmente dal lato della spesa, pagandone responsabilmente un alto prezzo in termini di consenso. Un uomo politico che voglia realizzare un effettivo rinnovamento (sto pensando al neo-premier) da domani romperebbe con la ben conosciuta tradizione di annunciare miracoli a destra e a manca, promettendo meno tasse e più assistenzialismo per tutti.


Tutto questo, ovviamente, dovrebbe rappresentare la doverosa e dolorosa premessa programmatica di un ...



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ENRICO LETTA E IL GOVERNO BILDERMERKEL


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ENRICO LETTA E IL GOVERNO BILDERMERKEL

Si dà grande risalto mediatico al fatto che PD e PDL si mettano insieme nel governo, per nascondere il fatto veramente importante, ossia che lo fanno per portare avanti decisioni che sono prese da altri e da fuori dai confini italiani, e che sono imposte, e che vengono mantenute sebbene si dimostrino rovinose. La contraddizione, lo scontro di interessi, non è tra PD e PDL, ma tra chi impone quelle decisioni e la gente che ne subisce gli effetti.


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Coma


coma
Nel 2008 cominciò la grande crisi e tardi ci si accorse che era sistemica.
Ci si accorse era riferito al resto del mondo. Da noi si disse :
- Berlusconi : inesistente in Italia e al massimo avrebbe colpito la Germania
- Sindacati : nessun problema per queste cose c’erano gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e altre amenità)
- Opposizione : preoccupazione ma zero proposte, e poi erano occupati a leccarsi le ferite di una elezione persa rovinosamente, e preoccupati di pesare col bilancino cosa e a chi del potere rimasto
2013: la storia ha clamorosamente smentito i soggetti anticipatamente citati, ma gli italiani hanno avuto reazioni perlomeno curiose...............

MICHELE SPALLINO - LA MORTE DI GRILLO ! LA DEMOCRAZIA CRISTIANA E' TORNATA, ACCONTENTA TUTTO L'ESTABLISHMENT...E ORA CHI LA CACCIA PIU'?


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MICHELE SPALLINO - LA MORTE DI GRILLO ! LA DEMOCRAZIA CRISTIANA E' TORNATA, ACCONTENTA TUTTO L'ESTABLISHMENT...E ORA CHI LA CACCIA PIU'?


Propongo questo articolo dell'amico Michele Spallino. E' sempre acuto e interessantissimo da leggere. questa volta non condivido in pieno quanto afferma, ma è bello il confronto.
Grillo è una realta' che ha bisogno di tempo.E' un fattore positivo, anche se pieno di gentaglia di una certa sinistra becera e vecchia, deve pulirsi ...e migliorare.  In Italia siamo una colonia degli stati uniti? forse si..e forse siamo un po' tutti berlusconiani anche se ci vergogniamo a dirlo. Votiamo bersani ma in cuor nostro speriamo che perda...Renzi ci piace ma lo troviamo arrogante...

LETTA E' IL PERSONAGGIO DI CUI L'ITALIA DI OGGI HA BISOGNO:  UN VERO DEMOCRISTIANO DI SPECIE VECCHIA, CAPACE DI AMALGAMARE LA CORRENTE DC DI DINISTRA CON QUELLA DI DESTRA.
UN LETTA CAPACE DI ALLONTANARE DEFINITIVAMENTE I SINDACATI E I LE FRANGE ESTREME ALLA "SEL" DI VENDOLA.
LA DEMOCRAZIA CRISTIANA RINASCE SENZA LA STUPIDITA' DI UNO COME CASINI. L'ITALIA AMA IL CENTRO ...DOPO 15 ANNI DI PRODI - BERLUSCONI E DI LOTTE FRATRICIDE...L'ITALIANO HA BISOGNO DELLA STABILITA' CHE ARRIVA DA LONTANO. CORSI E RICORSI STORICI.....

non aspettatevi miracoli da Letta, ma GESTIONE DEL POTERE E DELLE LOBBIES. Con lui e lo zio Gianni al comando potrebbero tornare gli investitori esteri...SEMPRE CHE LETTA GARANTISCA LORO UTILI IMPORTANTI, DETASSAZIONI E AIUTI VARI...E' TORNATA LA DC...E ORA MANDARLA VIA SARA' IMPRESA DURISSIMA...

ECCO L'ARTICOLO DI MICHELE SPALLINO:


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È democraticamente morta la sovranità popolare


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È democraticamente morta la sovranità popolare


Ieri, alle ore 17:20, 61 giorni dopo le elezioni truffa del 24 e 25 febbraio scorso e 127 giorni dopo le dimissioni del boiardo bocconiano Mario Monti, è morta la Sovranità popolare. Ne danno il triste annuncio quei pochi Italiani che ancora credono in un Popolo, in uno Stato e in una Nazione. Il suo principio fondamentale indegnamente decantato a gargarozzo vibrante dal perfetto maggiordomo Giorgio Napolitano, l'art.1 del compromesso catto-comunista afferma che: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", è stato buttato democraticamente nel cesso. Ci permettiamo di ricordare ai depositari della verità assoluta che per tale principio democratico, il governo della repubblica dovrebbe essere ricondotto alla volontà dei cittadini in modo da prendere decisioni direttamente (democrazia diretta) o delegando l'esercizio della sovranità a rappresentanti (democrazia indiretta). Molti lacchè dell'informazione ora sono entusiasti e silenziosamente appecorati nei salotti profumati del piccolo schermo, penseranno bene di accreditarsi ai nuovi padroni, e non perderanno tempo per rendere al meglio il proprio servigio evitando accuratamente di criticare la porcilaia parlamentare in mome di un "governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare", fosse solo per le vomitevoli nefandezze, ladrerie e misfatti compiute senza un'oncia di vergogna alla faccia del Popolo Sovrano. Con queste parole il nulla in cravatta, l'allievo trilateralista Enrico Letta, ha svolto il compitino e raccolto applausi ribadendo che: «Voglio premettere alla lettura della lista ancora una profonda gratitudine nei confronti del presidente della Repubblica per questa fiducia, e aggiungere parole di sobria soddisfazione per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la dispon...



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Islanda e Cipro due forme di reazione diverse ad una stessa crisi


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Islanda e Cipro due forme di reazione diverse ad una stessa crisi

di Luciano Lago


Due isole dall'estremo Mare del Nord al sud del Mediterraneo– Islanda e Cipro – hanno reagito in modo radicalmente diverso all'arrivo della crisi finanziaria da cui sono state investite, rispettivamente, nel 2008 l'Islanda e nel 2012 Cipro. Pur essendo due piccoli Stati con caratteristiche totalmente diverse in un contesto geopolitico del tutto dissimile con l'unica caratteristica in comune di trovarsi entrambi ai margini del continente europeo. L'isola di Cipro, aveva costruito il suo benessere, oltre che sul turismo, come paradiso fiscale per molti ricchi (in maggioranza russi) che depositavano i loro capitali, di dubbia provenienza, nelle banche dell'isola grazie ad un sistema di agevolazioni per gli investitori e di esonero dalle imposte. Entrata nell'Unione Europea aveva determinato un contenzioso con questa sui trattamenti fiscali e sulle facilitazioni per le imprese che non era molto conciliabile con le regole dell'Unione, considerando anche la lunga mano delle organizzazioni mafiose russe che avevano preso piede nell'isola.

Inoltre Cipro ha la caratteristica di essere un'isola divisa per effetto dell'occupazione turca di un terzo del suo territorio e di scontare delle tensioni con la Turchia dovute alla scoperta dei giacimenti di gas naturale di cui la Turchia rivendica i diritti di sfruttamento in contenzioso con lo stato cipriota.

Quindi a Cipro non era in gioco soltanto la difesa a ogni costo del suo status di "piccola Svizzera" del Mediterraneo per il capitale finaziario, ma ritorna anche il vecchio conflitto geopolitico con la Russia per l'influenza di questa nel Mediterraneo orientale e nell'area del Medio Oriente in particolare.

Nel caso dell'Islanda invece questa, trovandosi abbastanza isolata, gli altri paesi europei non si preoccupavano eccessivamente che un gruppo di grandi speculatori finanziari inglesi e olandesi rimanessero invischiati nel fallimento delle banche islandesi, gonfiate con i capitali speculativi affluiti dall'Europa ed in particolare da Gran Bretagna ed Olanda. Salvo il fatto che l'Unione Europea ed il FMI pretendevano che fossero applicate in Islanda le regole di austerità e di ricapitalizzazione delle banche con soldi pubblici ( dei cittadini islandesi) che vengono applicate negli altri paesi europei, in sostanza far pagare a tutti i cittadini ed allo Stato centrale le speculazioni dei banchieri internazionali (privatizzare gli utili e socializzare le perdite).

Il comportamento e la reazione dei cittadini islandesi è stato sorprendente e totalmente diverso da quello manifestato poi dai ciprioti: gli islandesi hanno ripudiato il debito estero, rifiutandosi di saldarlo mediante due referendum successivi, hanno obbligato il governo a dimettersi incriminando e mettendo sotto processo i politici che risultavano coinvolti con le speculazioni bancarie, hanno riformato la Costituzione, che è stata riscritta nuovamente con la compartecipazione dei citt...



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Crisi economica: magnifica opportunità


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Crisi economica: magnifica opportunità

Economic crises

Diciamocelo: noi credenti, in particolare noi cattolici, un po' strani lo siamo. Cos'altro si potrebbe dire infatti di chi definisce una magnifica opportunità questa crisi economica apparentemente irrisolvibile? Un rompicapo, un paradosso, dove neanche i migliori economisti, che si fregiano di lauree e anni di docenza nelle più prestigiose università di economia, riescono non dico a mettere un po' d'ordine, ma neanche a far intravvedere un futuro, una uscita dal tunnel. Abbarbicati su grafici, definizioni, correlazioni pseudo-matematiche e molto stocastiche, fra spread, CDO e CDS, sembrano moderni alchimisti che parlano una lingua che nessuno o quasi capisce, ma alla fine non riescono a trovare nessun bandolo della matassa, nessuna soluzione, nessun coniglio fuori dal cilindro.

Questa crisi economica che, a pensarci bene, è tutta un paradosso: con la tecnologia agli apici, nella storia dell'umanità, con i processi industriali e l'automazione a livelli mai visti prima, con i progressi nella scienza, nella medicina, nell'informatica, dovremmo essere nel migliore dei mondi possibili. E invece negozi con scaffali pieni di merci invendute, e contemporaneamente una povertà sempre più dilagante, una disoccupazione sempre più diffusa, destinata ad aumentare ancora. E aziende che chiudono, cessano le partite IVA, e chi ha un lavoro nel pubblico impiego, se solo fino a qualche anno fa si sentiva quasi di serie B, ora se lo tiene ben stretto, felice di appartenere (ancora per quanto?) ad una specie protetta. Per non fare il confronto con i nostri genitori: infatti la generazione che ci ha preceduto riusciva a mettere da parte qualcosa, e a comprare casa con un solo lavoratore per famiglia, qui se non si lavora in due si fatica ad arrivare a fine mese.

crisis

Ma noi cristiani siamo quelli del paradosso. Fin dall'inizio, seguaci di un Uno che viene messo a morte con il più infamante dei supplizi, segno di una totale disfatta del progetto di Dio, se letta con i parametri umani. Noi siamo fatti così: possediamo una chiave di lettura diversa. Con quali lenti guardare allora la crisi di questi tempi? Perchè definirla una magnifica opportunità? Certo, se fossimo calvinisti, solo il successo negli affari ci potrebbe confermare l'Amore e la predilezione di Dio per n...



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FINANZA/ Ecco perché l'euro ci fa perdere il lavoro


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FINANZA/ Ecco perché l'euro ci fa perdere il lavoro

Per GIOVANNI PASSALI, il vero dato preoccupante è l'abisso tra chi ha e chi non ha, tra la fascia più benestante e quella più povera: la differenza tra nord e sud Italia è abissale

(Pubblicato il Sun, 28 Apr 2013 06:05:00 GMT)

FINANZA/ Il "circolo vizioso" dell'euro che lascia a terra l'Italia, di G. Passali
FINANZA/ Il piano della Germania per uscire dall'euro, di M. Bottarelli


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IL CASO/ Il piano di Bankitalia per "regalare" l'oro alle banche italiane


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IL CASO/ Il piano di Bankitalia per "regalare" l'oro alle banche italiane

Secondo GIANFRANCO D'ATRI, l'oro di Bankitalia può e deve essere usato per risollevare l'economia in diversi modi, ma a partire da una fondamentale premessa: appartiene agli italiani

(Pubblicato il Sun, 28 Apr 2013 06:07:00 GMT)

BANKORO/ Fortis: salviamo le nostre imprese con l'oro di Bankitalia
FINANZA/ Perché non diamo l'oro della Banca d'Italia ai cittadini?, di G. D'Atri


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Rivolte spagnole: entro quanti mesi?



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NATO E BCE, CON TANTI SALUTI ALL'ITALIA (E MINACCE A GRILLO)


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NATO E BCE, CON TANTI SALUTI ALL'ITALIA (E MINACCE A GRILLO)




FONTE: LIBREIDEE:ORG


Dall'ultra-atlantista Emma Bonino, pronta a tutte le più sanguinose guerre decise da Washington, all'ultra-europeista Fabrizio Saccomanni, direttore di Bankitalia con esperienze sia alla Bce che al Fmi, dopo gli studi alla Bocconi e alla Princeton University. Due ministri-chiave, esteri ed economia, già delimitano in modo inequivocabile il perimetro del secondo "governo Napolitano", con Letta premier e Alfano vice, più altri mestieranti della nomenklatura: Gaetano Quagliariello alle riforme, probabilmente per una legge elettorale anti-Grillo e un presidenzialismo all'italiana, Maurizio Lupi a infrastrutture e trasporti (leggasi: Tav Torino-Lione), nonché il redivivo Dario Franceschini (rapporti col Parlamento) e i "presentabili" Nuzia De Girolamo (agricoltura), Beatrice Lorenzin (sanità) e l'ex sindaco padovano Flavio Zanonato (sviluppo).


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11 settembre : La malattia genetica dell'FBI


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11 settembre : La malattia genetica dell'FBI

                      
                                                                                                                                          Quella degli agenti dell'FBI deve essere una malatttia genetica. O si riproducono direttamente fra loro, tramandando da padre in figlio la stessa anomalia, oppure i nuovi agenti vengono selezionati in base alla presenza di questa anomalia nel loro DNA.

Non c'è altro modo per spiegare come un certo tipo di dementia operandi si ripeta all'infinito, identica a se stessa, nel corso dei decenni.

L'anomalia di cui stiamo parlando è il particolarissimo processo mentale che porta l'agente FBI a piazzare un certo tipo di prova in certe situazioni particolari.

Siamo a Dallas, nel 1963, nell'ufficio dell'FBI. L'agente Pinkerton si reca dal suo capo e gli dice:

- Capo, ci sarebbe da incastrare un tizio, per l'omicidio del presidente.

- Con cosa è stato ammazzato il presidente?

- Con un fucile.

- E allora mettetegli la ricevuta del fucile nel cassetto della scrivania.

- Giusto capo, non ci avevo pensato. Grazie!

Fu così che alla prima visita a casa di Oswald ...


... la polizia trovò nella sua scrivania la ricevuta del fucile Mannlicher-Carcano comprato per posta tre mesi prima.

Ma il caso era molto importante, e l'FBI voleva assicurarsi di fare le cose per bene. A quel punto il capo chiamò Pinkerton e gli disse:

- La ricevuta va bene, ma non vorrei che non bastasse. Tanto per essere sicuri, fategli anche una foto con il fucile in mano.

- Ma Oswald è morto - disse timidamente Pinkerton.

- Lo so, imbecille. Ha mai sentito parlare di fotomontaggio?

Nacque così la famosa immagine di Oswald che tiene in mano il fucile, con l'ombra sotto il naso che è completamente diversa da tutte le altre ombre della fotografia.



Ora si che il caso era chiuso, perché le due prove si corroboravano fra loro.

Siamo a Oklahoma City, nel 1995, nell'ufficio dell'FBI. L'agente Pinkerton (il figlio) si reca dal suo capo gli dice:

- Capo, ci sarebbe da incastrare un tizio per la bomba al Murrah Building.

- Come è stata messa la bomba?

- Hanno usat...


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Il governo Letta è una bomba a orologeria?


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Il governo Letta è una bomba a orologeria?

Mal di pancia bipartisan per l'esecutivo "giovane" solo per finta


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Imu sulla prima casa, la mossa di Letta


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Imu sulla prima casa, la mossa di Letta

Il governo lavora all'abolizione. Ma i conti...


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Le gabelle volute da Monti sono state un flop. Iva compresa


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Le gabelle volute da Monti sono state un flop. Iva compresa

TASSE 3 300x136 Le gabelle volute da Monti sono state un flop. Iva compresadi ARTURO DOILO

Benjamin Franklin diceva che "i saggi non hanno bisogno di suggerimenti. Gli sciocchi, non ne tengono conto". Osservando i politici italiani, soprattutto ripensando a Mario Monti e a quel che ha combinato in un solo anno, vien da pensare che il numero di sciocchi sopravanzi di slancio quello dei saggi. Finalmente, cominciano ad arrivare i primi dati relativi alle nuove tasse volute dall'ex professore di casa Bocconi e votate dalla stessa maggioranza che governerà prossimamente con Enrico Letta. Anche la stampa italiana – complice del regime vessatorio in cui viviamo – è, finalmente, costretta ad ammettere quel che Laffer racconta da decenni: "Più le tasse sono alte e meno la gente ha voglia di pagarle".

Partiamo dalla Tobin Tax, nata per sensibilizzare (o moralizzare come piace sostenere ai parvenu dell'economia collettivista) il mondo della finanza complice della crisi in corso: ebbene la tassa sulle transazioni finanziarie è stata introdotta a marzo dell'anno scorso e (come ha spiegato finalmente anche il "Corriere della Sera") qualcuno si aspettava un gettitto di 1,16 miliardi di euro, ma il risultato è stato tutt'altro: dopo l'introduzione della gabella le transazioni sono calate del trenta per cento. Applauso.

Cambiano i numeri ma non la sostanza per la super-tassa sulle imbarcazioni che superano i dieci metri: i fenomeni montiani stimavano un gettito di 155 milioni di euro. Rullo di tamburi… ne hanno incassati solo 25! Altro applauso.

E le supercar con tanto di super-bollo allegato? Per quanto riguarda le auto di lusso, l'imposta è entrata in vigore dal primo gennaio 2012: 20 euro per ogni kilowatt di potenza che superi il limite di 185. Risultato? Come ha scritto anche Gabrielle Barello qualche giorno fa su l'Indipendenza, la vendita è crollata a sole 20 unità e il gettito di 164,8 milioni di euro stimato da Monti è solo un miraggio. Anche perché molti proprietari hanno cancellato dal pubblico registro automobilistico italico le loro vetture e le hanno reimmatricolate in Germania, con un risparmio che si aggira sul 42%. Scroscio di applausi!

Le tasse sono armi di distruzione di massa, ammoniva von Mises. E le masse gli danno ragione, considerato che c'è stata una riduzione sensibile delle entrate anche sul fronte delle im...



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