05/05/13

“Israele ha diritto di difendersi”


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"Israele ha diritto di difendersi"

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Israele ha diritto di difendersi. Lo ha sostenuto il presidente americano Barack Obama, ritenedo che lo Stato ebraico abbia il diritto di proteggersi di fronte a un rifornimento di armi della Siria agli hezbollah libanesi.

Obama, in alcune dichiarazioni rilasciate alla tivù USA in spagnolo Telemundo, tuttavia non ha confermato il raid israeliano contro un deposito di missili Scud in Siria.

Notizia che, al contrario, è stata confermata e svelata nei dettagli dal New York Times, che cita fonti sia americane sia siriane.


Fonte





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I banchieri israeliani e il progetto mediorientale


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I banchieri israeliani e il progetto mediorientale

Dean Henderson - 5 maggio 2013


1245976338sharon_bank_leumi_checkQuesta mattina aerei da guerra israeliani hanno sganciato bombe sui sobborghi di Damasco per la seconda volta negli ultimi giorni. Con l'esercito siriano che avanza nettamente sul terreno contro i ribelli di al-Qaida finanziati dai sauditi e addestrati dagli israeliani, i banchieri Illuminati sono sempre più disperati nel tentativo di salvare la loro fallita operazione segreta. La Siria è un perno fondamentale per il loro tentativo d'imporre un modello neocoloniale per estrarre petrolio nella regione del Medio Oriente, un piano che ha avuto inizio nel periodo successivo alla Guerra del Golfo.


La carota e il bastone

La guerra del Golfo ha fornito un'occasione d'oro agli Stati Uniti per scoprire chi erano i loro amici e, soprattutto, chi erano i loro nemici. Il presidente Bush padre, dopo aver esser stato direttore della CIA, sapeva di dover agire da agente provocatore geopolitico, trascinando fuori dall'armadio tutti i nemici degli Stati Uniti per bersagliarli. Dopo la guerra, i Paesi che sostennero l'impegno furono premiati, spesso con fondi sauditi e kuwaitiani. Coloro che simpatizzarono per l'Iraq furono isolati ed esclusi dalla rete finanziaria globale. Poco dopo l'inizio della guerra del Golfo, l'Egitto, la Siria e gli Stati del GCC firmarono la Dichiarazione di Damasco sollecitata dagli USA. L'accordo è un modello di compensazione finanziaria, politica e militare post-bellica per coloro che hanno sostenuto l'operazione Desert Storm. All'inizio della guerra del Golfo, l'Egitto doveva ai creditori esteri 35 miliardi di dollari. Quando il presidente Hosni Mubarak acconsentì l'invio di truppe egiziane, gli Stati Uniti annunciarono l'intenzione di condonare 6,7 miliardi dollari di debiti ai militari egiziani.[1] I sauditi e i kuwaitiani annunciarono una riduzione del debito di 7 miliardi di dollari. Nell'ambito della transazione, 38.000 truppe egiziane rimasero nella penisola saudita. L'Egitto ricevette 2,2 miliardi di dollari annualmente, in aiuti militari dagli USA, che utilizzò per l'acquisto di Apache, F-16 e missili Hellfire, Stinger e Hawk. L'aiuto militare israeliano arrivò a 3,1 miliardi dollari all'anno. Nel 1993 il Kuwait annunciò la fine del suo 42ennale boicottaggio d'Israele, mentre i sauditi smisero di far rispettare il loro boicottaggio.[2]

Quando ...



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Susan Abulhawa: “Ogni mattina a Jenin”


tn 200 300 ogni-mattina-jeninconflitti raccontati dai vinti ci aprono gli occhi sulle oscenità delle guerre meglio di un reportage o di un saggio.
Tanto più quando a raccontarli è una penna femminile che, del conflitto, sa cogliere con maggiore sensibilità i riflessi nel privato, le interrelazioni tra i fatti pubblici e il quotidiano vissuto degli uomini e delle donne coinvolte quasi sempre loro malgrado.
E' quanto questo intenso romanzo di Susan Abulhawa ha saputo fare disegnando un affresco drammatico di oltre sessantanni di 'insensato scannatoio palestino-israeliano di cui siamo tutti testimoni da generazioni..

MARIO MONTI, IL SUPER-EROE DIVENTATO POER VEGETT


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MARIO MONTI, IL SUPER-EROE DIVENTATO POER VEGETT

di PONGO


Qualche giorno fa su alcuni quotidiani ho visto una foto di Monti e Berlusconi, credo a Montecitorio, che si stringono la mano. Che compassione e tristezza. O forse è meglio così, in un periodo di estremissima emergenza, di crisi ovunque, di disperazione e spesso anche di morte sotto vari punti di vista, probabilmente  la cosa migliore è stringersi la mano anche dopo tutte le cose brutte che si sono dette e pensate l'uno dell'altro. Però che tristezza vedere questi due ex-primi ministri ridotti così, loro due ovvero  due opere incompiute! Berlusconi che da sempre è la parodia di se stesso, mentre adesso in qualche raro momento di lucidità  si impegna a placare i suoi pidiellini dicendo che ora come ora  non ci si può contrapporre agli ex-avversari (i  maledetti comunisti) essendo tutti nello stesso governo-macedonia in un' Italia quasi morta. Gli unici suoi patetici sussulti riguardano l' Imu: "O la togliamo o noi ce ne andiamo!" Ennesimo esempio per accontentare  il popolo dandogli la caramella e rubandogli  il portafoglio come  ha sempre fatto. Quella dell' Imu per lui è un'ossessione. Sicuramente è meglio non pagarla ma l 'Italia senza lavoro? I giovani laureati e no che non trovano occupazione? Le riforme che lui non ha mai fatto? I cinquantenni lasciati a casa senza speranze? Gli sprechi ovunque? Ma  per Lui esiste solo  l'Imu e ogni giorno si cambia le Imutande, talvolta va a Milanello per vedere Imuscoli dei suoi calciatori, apprezza  Apicella che è un Imusicista, è andato coi nipotini al museo egizio di Torino per ammirare le Imummie e vorrebbe comprarsi un'altra villa in Cina, vicina all' Imuraglia cinese. Non esiste altro!


Mentre il nuovo ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zenonato risponde che l'Imu si potrebbe anche togliere ma al momento non si saprebbe come compensare i Comuni senza più questa tassa che è completamente per loro. A scadenza più lunga si dovrebbe lavorare sulla riduzione della spesa pubblica, aumentare la lotta all'evasione fiscale e agire sulla valorizzazione dei beni dello Stato, la direzione è quella,  però in tempi strettissimi, dice sempre il  ministro, 2 + 2 non fa 8 come pensa  il grande Silvio. Stanno pensando in che modo aggirare questa Imu maledetta, cambiandole nome, trasformandola in Imposta di servizio dei Comuni, assorbendo al suo interno anche la tassa sui rifiuti, la Tares rivista e corretta rispetto alla Tarsu e alla Tia, ecc. E' bellissimo cambiare denominazione nel senso che una puttana per esempio la



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L’IMU verrà solo accorpata alla TARES e forse diventerà più cara. Quando la cura è peggiore della malattia


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L'IMU verrà solo accorpata alla TARES e forse diventerà più cara. Quando la cura è peggiore della malattia

 L'IMU verrà solo accorpata alla TARES e forse diventerà più cara. Quando la cura è peggiore della malattiaIl ministro dell'economia cerca di far quadrare i conti senza i quattro miliardi di entrate garantiti dall'IMU. Non ci riesce, seppure io ritenga si possa tranquillamente fare a meno dell'odiosa imposta, semplicemente recuperando i soldi da un risparmio di spesa soprattutto sui palazzi del potere romano: dal Quirinale a Palazzo Chigi, dal Parlamento alle supreme corti, dal queste al CSM e così via. Solo questi mastodonti istituzionali valgono 1 miliardo di euro risparmiati, sempre che fossero fatti i dovuti tagli. Poi naturalmente aggiungiamo anche gli altri settori maggiormente onerosi, compresa la difesa.

Insomma, io credo che i quattro miliardi di euro dell'IMU si potrebbero recuperare tranquillamente e senza grandi patemi d'animo, se non fosse per le solite lobbies che non vogliono rinunciare al loro gruzzoletto pubblico e che perciò tifano per l'IMU o la ipotetica tassa sui servizi: una tassa che ricomprenda in sé tutti i servizi della casa, IMU e TARES comprese. Il rischio a questo punto – come dice Libero – è la beffa oltre il danno. Se quest'ultimo consiste nel non vedersi abrogata l'IMU, la beffa assume i connotati disgustosi della maggiore onerosità della nuova imposta rispetto alla somma delle precedenti.

Diciamocela tutta, a me sembra che questo Governo, viste le infelici premesse, rischi di durare davvero poco. Ci sono troppe differenze programmatiche tra il centrodestra e il centrosinistra; ci sono sono soprattutto troppi pregiudizi da parte della sinistra. E la questione IMU è solo uno dei tanti argomenti che creano divisioni e maldipancia nei rapporti tra i due separati in casa.

Eppure l'Italia ha bisogno di respirare. La ripresa economica non arriverà mai finché si deprimono i consumi per mantenere alta la pressione fiscale, che sappiamo essere finalizzata a mantenere uno Stato bizantino, appesantito da una burocrazia caotica e dispendiosa. Se vogliamo uscire dal pantano, è obbligatoriamente necessario alleggerire il pachiderma statale: meno spese, meno tasse; meno tasse, più consumi; più consumi, maggiore ricchezza; maggiore ricchezza, meno evasione fiscale; meno evasione fiscale, più introiti per lo Stato; più introiti statali, migliori servizi pubblici.

 



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Crisi Economica? Tutto quello che i media non dicono


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Crisi Economica? Tutto quello che i media non dicono

Ricollegandomi ad un mio precedente articolo in tema di Crisi Economica mondiale, risalente ad Aprile dello scorso anno,  direi che a questo punto è chiaro che occorre metter mano seriamente alla Politica Monetaria dell'Euro altrimenti l'Europa non ne uscirà. Il demagogico modello americano del far vivere ad ogni costo l'intero sistema sopra al deficit è inesorabilmente fallito. Enrico Letta, risolta l'emergenza in casa nostra, dovrà lavorare in Europa giocando sulle alleanze per attenuare e fermare la morsa "del Rigore" da una parte e parallelamente portare l'UE verso il ridisegno della politica monetaria. E' su  questi due fronti che ci dobbiamo confrontare e  mi sembra che Hollande abbia già recentemente risposto molto bene a tali appelli.

Abbassare il costo del denaro è uno strumento efficace, ma non sarà sufficiente per fare ripartire i consumi e riaccendere l'economia nel suo insieme poiché siamo già scivolati troppo in basso ed occorre a questo punto trovare una leva monetaria più consistente e più ampia. La sopravvivenza dell'Euro è ormai legata ad un inevitabile riallineamento ai suoi fondamentali. Ripercorrere l'esperienza dei trattati di Bretton Woods per esempio potrebbe essere, a mio avviso, una via per cercare un nuovo "Peg" ovvero un elemento o fondamentale economico reale e solido da cui far leva al fine di garantire al titolo di credito la credibilità e la solidità necessarie per ripristinarne la sua fiducia. Una sorta di "Nuovo Euro"  ricalcolato su quello che l'economia europea concreta può dare oggi. Un modello ritarato sul gettito reale, dal quale ripartire e da dove si potrà crescere, anteponendolo all'attuale modello che è invece artificiosamente sopravvalutato ed inadeguato a qualsiasi "stress". Se lo guardiamo sotto un profilo grafico più realistico uscendo per un attimo dal regime cartesiano dei cambi nel tempo con altre valute, se lo rapportiamo cioè a fondamentali macroeconomici come: Fiducia dei consumatori, Tasso di disoccupazione, Vendita beni durevoli, notiamo che la moneta dell' euro zona segue pedestremente ed inevitabilmente  l'andamento dei suoi fondamentali che disegnano curve chiuse, ovvero isteresi.

L'isteresi economica

Questo appena descritto è un tipico fenomeno di isteresi economica che permane pur dopo il rientro da uno shock, come se le cause preesistenti al feno...


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Damasco: attacco Israele è dichiarazione di guerra


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Damasco: attacco Israele è dichiarazione di guerra

Damasco: attacco Israele è dichiarazione di guerra
Nuovo raid la scorsa notte. Israele di aver distrutto carico armi iraniane per Hezbollah. Tehran nega. "E' una dichiarazione di guerra", avverte vice ministro esteri Mekdad.
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L’epoca più pacifica della storia


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L'epoca più pacifica della storia

I decenni che stiamo vivendo sono gli anni più pacifici della storia. Le guerre e i genocidi sono al minimo storico. Omicidi e violenze non sono mai stati così poco numerosi. Persino le discriminazioni, quelle in base all'etnia, al sesso e alle preferenze sessuali, stanno diminuendo visibilmente in quasi tutto il mondo. Non sono traguardi raggiunti improvvisamente da questa generazione o da quella precedente. Sono il culmine di un processo durato migliaia di anni, non lineare, ma costante. Un processo reversibile, che nulla ci assicura sia destinato a continuare. Questa, in breve, è la tesi del Declino della violenza, l'ultimo libro dello psicologo evoluzionista Steven Pinker (pubblicato in Italia da Mondadori).


Il sottotitolo del libro riassume per bene tutta la tesi: «Perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l'epoca più pacifica della storia». Si tratta di una frase che forse è in contrasto con il comune buon senso del lettore medio: in questi anni che dovrebbero essere così pacifici ci sono quotidianamente piccole guerre in Africa di cui nessuno parla, mentre in Siria c'è una guerra civile che dura oramai da due anni. I vicoli bui delle grandi metropoli sono posti molto pericolosi e, continuando con le generalizzazioni, le cronache parlano periodicamente di stragi in scuole e luoghi pubblici, ad esempio negli Stati Uniti.


La tesi di Pinker sembra, a un primo sguardo, anche poco confermata dalla storia. Anche accettando che il Medioevo – così come altre epoche passate – fosse un'epoca più violenta della nostra, come ci si può convincere che le pacifiche tribù di cacciatori raccoglitori che esistevano prima della formazione degli stati nazionali (tribù che esistono ancora nella foresta amazzonica e in altre aree remote del mondo), fossero più violente delle nostre moderne società? Pinker articola la sua storia della violenza e del progressivo allontanamento dell'uomo dalla sua pratica in diverse fasi, la prima delle quali ha a che fare proprio con la risposta a questa domanda.


Mai fidarsi degli eschimesi

La prima grande e sensibile diminuzione delle violenza tra essere umani, secondo Pinker, avvenne con il passaggio dalle società tribali e anarchiche alle prime società statuali: un processo lento, avvenuto in vari momenti in varie parti del mondo (e in alcuni luoghi mai avvenuto) che cominciò circa 5 mila anni fa. Quest'epoca ebbe termine più o meno intorno al XVI-XVII secolo – almeno in Europa occidentale – quando dalle prime rudimentali organizzazioni statuali si arrivò agli stati moderni veri e propri che si fondavano sul concetto di monopolio della violenza da parte dell'autorità centrale.


Pinker divide questa lunghissima epoca in due distinti processi: quello di pacificazione e quello di civilizzazione. L'inizio di questo ...



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Luciano Gallino: “ Se continua così non ci resta che emigrare”


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Luciano Gallino: " Se continua così non ci resta che emigrare"

- intervista rilasciata da Luciano Gallino al  "Il Manifesto" del 3 maggio – di Roberto Ciccarelli - " L'AUSTERITA' SARA' SEMPRE LA STESSA" - IL GOVERNO LETTA FIGLIO DELL'AGENDA MONTI, NON VEDO NESSUNA DISCONTINUITA' . LUCIANO GALLINO PESSIMISTA SULLA RECESSIONE E IL CAMBIO DELLE POLITICHE EUROPEE Sarà perché al ministero del lavoro oggi c'è qualcuno che [...]


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Salvarsi dalla bancarotta. Il primo seminario che svela tutte le strategie per mettere al sicuro i propri beni e attività e difendersi dallo Stato


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Salvarsi dalla bancarotta. Il primo seminario che svela tutte le strategie per mettere al sicuro i propri beni e attività e difendersi dallo Stato

Schermata 2013 05 05 alle 13.42.21 Salvarsi dalla bancarotta. Il primo seminario che svela tutte le strategie per mettere al sicuro i propri beni e attività e difendersi dallo Stato

 Il programma di governo che Letta per sommi capi ha schematizzato alla Camera, se fosse equiparato un bilancio economico, conterrebbe punti in perdita, che chiameremo "uscite":

  1. stop imu a giugno
  2. stop ad aumento dell'IVA
  3. reddito di cittadinanza
  4. patto con gli esodati

e soli due punti in guadagno, che chiameremo "entrate":



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Krugman: «I ricchi vogliono l’austerità». E l’Europa implode…


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Krugman: «I ricchi vogliono l'austerità». E l'Europa implode…

- Stefano Vito Riccardi - http://dailystorm.it Il premio nobel per l'economia Krugman spiega perchè i ricchi vogliono l'austerità. Ma intanto la Germania non vuole mollare con la politica del rigore nonostante i risultati non arrivino. "DIVIDE ET IMPERA" - L'austerità continua a dividere. Non solo gli Stati e i popoli europei, ma anche gli economisti di tutto [...]


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Capire la Crisi dell’Europa in 80 slides


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Capire la Crisi dell'Europa in 80 slides

I fondatori di scenarieconomici.it e scenaripolitici.com hanno tenuto a Rovello Porro (provincia di Como, vicino a Saronno) un convegno sulla crisi attuale.   

La serata e' organizzata dall'opposizione del Comune di Rovello Porro, ma hanno presenziato diversi cittadini di Rovello Porro ed i lettori dei nostri siti. La serata e' stata molto interessante, ed un occasione di arricchimento reciproco.

Alleghiamo qui il LINK della presentazione per coloro che hanno Gmail, ove e' possibile scaricarla.

Qui la presentazione per vostra visione.

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Con chi si sono indebitati gli italiani?



Con chi si sono indebitati gli italiani?

Di Orazio Fergnani.

Mai come in questo periodo si è parlato di debito pubblico, dei paesi debitori, della sua «sostenibilità» e dei suoi meccanismi fin nei dettagli più tecnici.

Ma non si parla mai dei creditori.

Sarà un caso oppure … : < cosi vuolsi colà dove si puote>?

Nel 1837 Benjamin Disraeli (conte di Beaconsfield appartenente al Partito Conservatore è stato Primo Ministro del Regno Unito due volte: dal 27 febbraio al 3 dicembre 1868 e dal 1874 al 1880 .…..non casualmente ebreo), scriveva che "Il debito è il padre d'una numerosa figliolanza di follie e di delitti."… soprattutto se il debitore è uno Stato sovrano, capace di impegnare la responsabilità delle proprie generazioni future. Uno Stato che spende più i quanto incassa, copre l'ammanco emettendo titoli di debito. È risaputo che c'è molta differenza se i creditori sono i propri cittadini o soggetti stranieri.

Secondo la Banca d'Italia, nel 1995 il 90% del debito pubblico era nelle mani di investitori italiani.

I cittadini essendo creditori dello Stato sono cointeressati alla gestione delle finanze pubbliche. Gli obiettivi di governanti e governati coincidevano.



Quando i costi dello Stato esorbitano della previsioni ci sono quattro soluzioni

1) ridurre le spese dello Stato e far rientrare gradualmente il debito;

2) vendere dei beni demaniali;

3) Indebitare lo Stato lasciando a chi succederà di prendere in mano la patata bollente;

4) Aumentare le tasse…..,



La soluzione che per prima si adotta … sempre… è indebitare lo Stato, lasciando i soldi in tasca ai cittadini  e illudendoli che avrebbero potuto riempirsele investendo in Bot e Btp. Ma così facendo si innesca una spirale perversa ed irreversibile le tasse non possono che aumentare, perché aumentando il debito, aumentano gli interessi da pagare. In questa situazione ci guadagnano i ricchi e perdono i poveri, infatti in genere, ed anche in Italia, i titoli di Stato sono accumulati da banche, assicurazioni. investitori "istituzionali" internazionali con interessi alti a carico dei contribuenti, dei lavoratori dipendenti in particolare.



L'85% del debito pubblico italiano è detenuto da istituti finanziari italiani o … soprattutto da altri possessori esteri,… finanziarie multinazionali….il 15% spartito fra le imprese e le famiglie italiane dato che ormai tende ad essere insignificante.



Ed il debito pubblico ha abbondantemente sorpassato i 2000 miliardi di euro, oltre il 126% del PIL, che ci porta ad essere il settimo Paese più indebitato al mondo.



Ma andando un po' più a fondo…. a chi appartiene oggi il debito pubblico italiano? Il principale "creditore" è la Francia, che attraverso le banche di "diritto" francese sopra elencate, detiene circa 511 miliardi pari al 30% del debito stesso e al 20% del PIL francese.



Ecco spiegato perché il governo svende ai colossi francesi le aziende italiane e sopratutto perché intende tornare al nucleare, acquistando le centrali dalla francese EDF. "EDF è il mandante, Berlusconi e la Confindustria gli esecutori materiali interessati" …. affermava tempo fa' Grillo ….. Il ritorno al nucleare potrebbe rivelarsi la più drammatica delle "follie del debitore" di cui Disraeli parlava.

Con quel buon senso ipocrita di cui fa uso nei suoi discorsi, il da noi pluridenunciato come traditore del popolo e della Costituzione italiana "Neopresidente Napoletano" della tenera età di 88 anni… ammoniva il settembre scorso…  a proposito del debito pubblico: «Guai a non farcene carico : non possiamo lasciare sulle spalle delle generazioni più giovani quella montagna di debito» .

<Abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi> secondo le parole di Bossi.

Eccerto .. che possiamo lasciare nella mota gli amici massoni della "Trilateral," ….Nooo!!!

Come spesso accade la realtà è ben diversa… proviamo a descriverla, conclamarla, confermarla .

Sono le generazioni future che pagheranno il debito pubblico ma anche tutti noi contemporanei. Diciamo le cose come stanno e chiamiamole col loro nome….

Si tratta di un vera propria truffa ideata nei minimi particolari a danno dei contribuenti messa in atto nel corso di circa vent'anni dagli istituti finanziari italiani ed internazionali in perfetta e condivisa identità di intenti mafiosi in associazione a delinquere da tutta una serie di personaggi noti e meno noti della buona parte del Parlamento, dei governi, dei politici economici e delle Istituzioni dello Stato …. Ovviamente in associazione con la grande delinquenza finanziaria internazionale..

Tutto questo è stato da me ed AlbaMediterranea ampiamente descritto e dimostrato in tutta una serie di denunce/querele depositate a partire dal 21 giugno 2010 (alcune delle quali già messe on line…). Oggi, a spiegazione di quanto qui sostenuto, allego la denuncia presentata  il 13 ottobre 2011 che descrive abbondantemente lo stato della situazione, i moventi, gli autori, le responsabilità … i vantaggi… Ormai tutto chiarissimo…  l'opera di indagine che spetterebbe agli organi investigativi e alla Magistratura… servita su un piatto d'argento ….. basta solo leggerla… ma evidentemente gli "ordini" sono di disattenderla, ignorarla, oscurarla,

Ecco i coinvolti :

1)      Banca IMI S.p.A.

2)      Barclays Bank PLC

3)      BNP Paribas

4)      Citibroup Global Markets Ltd.

5)      Commerzbank A.G.

6)      Credit Agricole Corp. Inv. Bank

7)      Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.

8)      Deutsche Bank A.G.

9)      Goldman Sachs Int. Bank

10)  HSBC France

11)  ING Bank N.V.

12)  JP Morgan Securities Ltd.

13)  Merrill Lynch Int.

14)  Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.

15)  Morgan Stanley & Co. Int. PLC

16)  Nomura Int.PLC

17)  Royal Bank of Scotland PLC

18)  Societè Generale Inv. Banking

19)  UBS Ltd.

20)  UniCredit Bank A.G.



M cerchiamo di mettere bene a fuoco i vari elementi e concetti primordiali….

Lo Stato è un ordinamento giuridico politico che a fini generali esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. Esso comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio legale.

Ed anche : Lo Stato-comunità è formato dal popolo, stanziato su un territorio definito, che è organizzato attorno a un potere centrale (comunemente chiamato "Stato-nazione"), principio che è usato nel campo delle Relazioni Internazionali;

O ancora : Lo Stato-apparato (o Stato-organizzazione) è il potere centrale sovrano, stabile nel tempo e impersonale (poiché esiste indipendentemente dalle singole persone che lo fanno funzionare), organizzato in differenti modi, che detiene il monopolio della forza ed impone il rispetto di determinate norme nell'ambito di un territorio ben definito…  principio che è usato nell'ambito del diritto internazionale.Infatti Stato sovrano dal latino superanus = che sta al di sopra.

Lo Stato è superiore a ogni altro soggetto entro i suoi confini. Per essere tale, la sovranità deve manifestarsi come "indipendenza" nei rapporti reciproci. Per tale ragione lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri Stati.

Lo Stato è ente sovrano ed originario poiché i suoi poteri derivano solo da sé stesso e da nessun'altro. Non è subordinato ad altri soggetti e quindi è indipendente e sovrano in un ambito definito. Esso si organizza e si struttura ai fini del miglior esercizio del potere.

Ora come si spiega che un ente di potere assoluto si possa deprimere e corrompere a tal punto da dover dipendere da un altro "ente" al suo esterno … quando apparentemente nulla è intervenuto a modificare il suo "Status"….

Questo si può spiegare e capire solo se ci rendiamo conto ed ammettiamo che negli ultimi decenni in particolare,…. Sono stati commessi tutta una serie di artifizi, raggiri, interventi sotterranei e truffaldini a danno dei cittadini e dello Stato… e cioè è stato compiuto nel corso dei decenni un colpo di Stato liquido e diluito nel tempo in maniera del tutto invisibile ed ininterpretabile agli occhi dei più, che nel corso degli anni ha ceduto tutti i Poteri e le Sovranità che erano tutti in dotazione ed uso esclusivo dello Stato ed ha trasferito questi suoi precipui diritti e "domini" ad altri … ed esplicitamente alle grandi società finanziarie internazionali…. Come sopra elencate.

Questo è stato possibile con l'appoggio incondizionato della gran parte delle ultime generazioni di politici e la sottrazione di risorse e di potere ha condotto alla miserevole attuale condizione ….

Oggi ci ritroviamo con l'orrenda metamorfosi dello Stato S.p.a. un mostro giuridico/legislativo del tutto snaturato, informe, bestiale, immondo, non più capace dia assolvere neppure minimamente alle sue funzioni sociali… come sopra schematicamente descritte….. Un'ameba senza anima, senza forza, senza forma, senza speranza, senza futuro, senza risorse… tranne il sangue dei suoi cittadini….



Ma già questo è capacità e risorsa sufficiente per farci riemergere dalla latrina in cui i nostri governanti e la magistratura ci hanno precipitato…

Ma il sangue sta al cittadino…. Come il cittadino sta allo Stato….

…. e uno Stato che abbia Cittadini, Conoscenza, Territorio ha già tutto quel che serve.



Da qui può cominciare la rinascita… basta volerlo.



VEDERE IL TESTO DELLA DENUNCIA : http://www.albamediterranea.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=178:cenuncia-querela-contro-gli-specialisti-delle-aste-dei-titoli-di-stato-di-orazio-fergnani&Itemid=113



Veiensfurens (alias Orazio Fergnani) – AlbaMediterranea.



Orazio Fergnani
Via Baccanello, 16 - 00060 Formello (Roma)
E-Mails : oraziofergnani@tiscali.it;
albamediterranea@tiscali.it
Mobile: 392 6546868 Fax 391782279511
www.albamediterranea.com - https://sites.google.com/site/albamediterranea1



<Con chi si sono indebitati gli italiani.doc>


Imu, dal governo un possibile decreto per sospendere la rata di giugno


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Imu, dal governo un possibile decreto per sospendere la rata di giugno

Sospendere per decreto il pagamento dell'Imu sulla prima casa. E' l'ipotesi a cui starebbe lavorando il governo Letta, mentre sui contibuenti incombe la rata di giugno, oggetto di scontro in questi giorni tra gli "abolizionisti" – soprattutto nel fronte del centrodestra – e i sindaci di diversi Comuni – compresi quelli di centrodestra – che hanno lanciato l'allarme sulla tenute dei conti degli enti locali se quell'introito programmato da tempo dovesse venire a mancare.

Alcuni contatti informali si sarebbero tenuti ieri tra gli "ambasciatori" dei partiti che compongono il governo di larghe intese. Sul tavolo, oltra alla sospensione del pagamento della tassa introdotta dal governo Monti, anche la necessità di trovare 1,5 miliardi di euro per rimpolpare la Cassa intergrazione in deroga e per risolvere il nodo esodati. Proprio su questo fronte è arrivato ieri l'allarme del segretario Cisl Raffaele Bonanni, che aveva esortato il governo a trovare quella somma "entro maggio", pena la "tenuta sociale del paese". Nelle intenzioni del governo Letta ci sarebbero anche dei ritorni alla legge Fornero sul lavoro, contestata nei suoi effetti perché, dicono i dati, entrando in vigore nel pieno della crisi ha portato a un aumento dei licenziamenti e del precariato. In particolare, l'intervento punterebbe ad allentare i vincoli sui cointratti a tempo determinato. 



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Cina, tutti vogliono l’utilitaria al posto della bici. E le targhe finiscono all’asta


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Cina, tutti vogliono l'utilitaria al posto della bici. E le targhe finiscono all'asta

A Shanghai immatricolare un'auto costa circa 10.200 euro, al cambio attuale con lo yuan. Probabilmente il mese prossimo la spesa aumenterà, qualsiasi sia il prezzo del modello scelto. Capita così che, nel caso di vetture di produzione interna, la targa finisca per costare più delle macchina stessa. Finché a sborsare erano i capitalisti o i neo-arricchiti del Celeste impero nessuno si preoccupava, ma oggi il boom di un Paese dall'economia più che galoppante ha creato una classe di lavoratori che possono permettersi di passare, quantomeno, dalla vecchia bicicletta all'utilitaria.  Fin del 1994 lo Shanghai Traffic, Transportation & Port Management Bureau ha fissato a 9mila il tetto massimo mensile di immatricolazioni e, per ovviare alla valanga di richieste, ha scelto un metodo spiccio ma poco democratico per rilasciare le targhe, metterle semplicemente all'asta. Le poche migliaia rese mensilmente disponibili non soddisfano infatti le richieste di città con quasi 25 milioni di abitanti. Così una targa diventa un oggetto prezioso e richiestissimo, nonostante il prezzo elevato, non solo a Shanghai, ma anche a Singapore, Pechino, Guiyang e Guangzhou, città soffocate dallo smog, paralizzate dal traffico. E con le targhe messe all'asta.

Aumenta il benessere, esplode la voglia di beni un tempo di lusso, e tra i primi oggetti del desiderio c'è l'automobile, da sempre simbolo di agiatezza e di libertà. Si sta avverando l'ipotesi che il presidente dell'Uruguay José Mujica ha fatto il 21 giugno 2012 nel suo discorso alle Nazioni Unite sul rapporto fra felicità e consumismo? "Sviluppo sostenibile e togliere masse immense dalla povertà", ha tuonato sull'assemblea, consapevole degli effetti collaterali prodotti dai modelli di sviluppo e di consumo delle società più opulente. Si è poi chiesto, seguendo il filo del discorso, che cosa accadrebbe sulla Terra se, dopo i cinesi, anche i milioni di indiani prossimi alla  motorizzazione di massa finiranno per avere la stessa percentuale di vetture che ci sono, per esempio, in ogni famiglia tedesca: quanto ossigeno rimarrebbe per respirare?

Mujica, ex Tupamaro e oggi simbolo di rigore morale, campa serenamente con 500 dollari al mese: il resto che lo Stato gli passa, 12mila dollari, lo dà in beneficenza. Abita in una fattoria senz'acqua corrente e come auto blu ha un Maggiolino Volkswagen prima maniera. Le sue parole avrebbero potuto scuotere il mondo. E invece niente. Tornando alla Cina, durante le Olimpiadi di Pechino, il mondo ha già visto quali siano i problemi di smog e inquinamento del Paese. In ogni caso, immaginare Cina e India motorizzate come l'occidente fa già gongolare le case produttrici, pronte a ricevere in autosalone l'1,3 miliardi e passa di potenziali acquirenti di una quattro ruote. Rimane però una domanda, a oggi non ancora affrontata: fino a quando si potrà vend...



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Allarme dell’Europa: Alba Dorata è sempre più violenta


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Allarme dell'Europa: Alba Dorata è sempre più violenta




Aggressioni ad immigrati e raid negli ospedali: il movimento di estrema destra greco spaventa la Ue





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IL SEGRETO BANCARIO E’ INACCETTABILE PER I LUPI FAMELICI


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IL SEGRETO BANCARIO E' INACCETTABILE PER I LUPI FAMELICI

cipro_rapinaDI MATTEO CORSINI


"Il modello e il metodo di questi accordi "Rubik" sono obsoleti. Prima di tutto questi accordi bilaterali sono basati sull'idea di mantenimento della segretezza e sull'applicazione di una ritenuta alla fonte. Ma nel nuovo paradigma, ovvero con lo scambio automatico di informazioni, gli accordi basati sulla segretezza sono il passato". (A. Semeta)


Così si è espresso Algirdas Semeta, commissario Ue al Fisco. Gli accordi basati sulla segretezza "sono il passato".


Sono quindi serviti coloro che ritengono che anche i cosiddetti accordi "Rubik" – in base ai quali chi detiene capitali in Svizzera viene soggetto a una ritenuta alla fonte, "comprandosi" in questo modo il mantenimento (non si sa poi ancora per quanto) del segreto sui propri interessi – siano una sorta di pizzo da pagare pur di tenere alla larga il fisco del proprio Paese.


Il "nuovo paradigma" dello scambio automatico di informazioni viene visto dagli Stati come il modo per continuare ad espandere (o a non ridurre) le proprie dimensioni, potendo contare su una base imponibile maggiore. Un po' come se un ladro d'appartamento conoscesse le combinazioni di tutte le casseforti e avesse anche le chiavi di casa.


Solitamente agli ultimi posti nelle varie classifiche a livello internazionale, in questo caso l'Italia figura tra i primi e più entusiasti partecipanti agli scambi automatici, da anni. A costo di ripetermi, credo che le implicazioni che questa tendenza comporta per il diritto di proprietà siano ampiamente sottovalutate. Un diritto ormai in gran parte svuotato da un punto di vista sostanziale, con il suo principale aggressore chiamato (teoricamente) a tutelarlo.


Come chiamare un lupo famelico a tutelare gli agnelli.



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E' tempo di vendere... (Black di Apollo)


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E' tempo di vendere... (Black di Apollo)

Traduzione del principale articolo su Barron's settimanale di oggi

"Un tempo per vendere e prendere in prestito ..."#Xhttp://online.barrons.com/article/SB500014240527487035914045784530008 Y...


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FINANZA/ 2. Sette miliardi italiani fanno "ballare" la Germania


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FINANZA/ 2. Sette miliardi italiani fanno "ballare" la Germania

Fino a ieri la Germania riusciva ad approfittare della crisi degli altri paesi per crescere, ma ora le cose stanno cambiando anche per Berlino. Il commento di MAURO ARTIBANI

(Pubblicato il Sun, 05 May 2013 06:06:00 GMT)

J'ACCUSE/ Fortis: l'Italia fa meglio di Spagna e Francia, ma l'Ue ci "punisce"
FINANZA/ "L'aspirina" di Draghi lascia le imprese nei guai, di U. Bertone


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L’OLANDA RINUNZIA AL SUO PIANO DI AUSTERITÀ DOPO UN BRUSCO AUMENTO DEL NUMERO DEI DISOCCUPATI. di Antonio de Martini


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L'OLANDA RINUNZIA AL SUO PIANO DI AUSTERITÀ DOPO UN BRUSCO AUMENTO DEL NUMERO DEI DISOCCUPATI. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com


Questa volta, non si tratta di un paese mediterraneo né di un governo socialisteggiante, ma del migliore alleato della Cancelliera Merkel.

Il Regno dei Paesi bassi, in recessione per la seconda volta dall'inizio della crisi, visto che in pochi mesi la disoccupazione è passata dal 6% all'8,1% e i fallimenti del primo trimestre di quest'anno sono incrementati del48% rispetto all'anno precedente, ha gettato la spugna, rinunziando al programma di austerità che doveva ridurre il deficit per uno 0,8% del PIL.



Con questa scelta del primo ministro Mark Rutte a capo di un governo di coalizione composto di liberali e laburisti, il rapporto deficit/PIL che era al 4,1% , ci resterà e non potrà essere ricondotto al di sotto della fatidica soglia del 3% nemmeno nel 2014.

Il ministro delle Finanze Jeroen Dijsselbloem , laburista e a capo

dell'Eurogruppo , si trova nella insolita posizione di aver imposto l'Austerity a Cipro ( con la disoccupazione destinata a passare dal 7,9% del 2012 al 16,9% previsto per quest'anno) e di rifiutare per il suo paese la stessa medicina.


La delibera del Consiglio dei ministri del 12 Aprile, ha permesso alla popolazione di partecipare con allegria al compleanno della Regina il 30 Aprile ( la Regina compie gli anni in altra data, ma ormai convenzionalmente il compleanno del sovrano è fissato al 30 di Aprile ) dato che il piano di Austerity comprendeva una eliminazione dei vantaggi fiscali del risparmio pensionistico e perfino un contingentamento del numero dei portatori di handicap….

La contraddizione tra il fatto di essere il capo dell' Eurogruppo e di contemporaneamente disobbedire al diktat della Commissione europea, è un problema di Dijsselbloem, o al massimo della Merkel che adesso è isolata nella sua testardaggine.

Diventa un problema nostro invece il fatto che tra paesi in crisi che hanno chiesto un prestito ( Irlanda, Portogallo, Grecia, Cipro) e paesi che stanno per chiederlo ( Slovenia) e paesi che hanno ottenuto la deroga al limite del 3% ( Francia e Spagna) e paesi che non facendo parte dell'area euro se ne fregano ( Inghilterra e Svizzera, Giappone e USA) e paesi che hanno rifiutato di pagare ( Islanda) e paesi che hanno creato un mercato parallelo a tasso fisso dei loro Bond con vendita ai privati invece che agli Hedge fund ( Belgio) , gli unici che rimangono masochisticamente tra l'incudine della regola del 3% e il martello dell'Austerity siamo noi italiani.

Grazie Mario, ci hai fatto sentire unici.



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