07/05/13

Cocaina e prostitute per manipolare il Libor


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Cocaina e prostitute per manipolare il Libor

Il Wall Street Journal racconta la corruzione morale alla base del più grande scandalo finanziario degli ultimi anni


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Nigel Farage: “Vi do un consiglio: ritirate i vostri soldi il prima possibile” [VIDEO]


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Nigel Farage: "Vi do un consiglio: ritirate i vostri soldi il prima possibile" [VIDEO]

Nigel Farage: "Vi do un consiglio: ritirate i vostri soldi il prima possibile" [VIDEO] Lo Sai

L'europarlamentare Nigel Farage non smette di stupirci. Qui di seguito vi riportiamo alcune sue dichiarazioni tratte dal video (qui sotto) in cui parla di crisi e di possibilità di rivoluzioni violente in Europa.

"Il mio timore è che quello che farà saltare l'euro non sarà determinato da aspetti economici ma da una rivoluzione violenta e su larga scala"

"La Slovenia sarà il prossimo Paese ad essere salvato nei prossimi 2-3 mesi."

"Hollande il numero uno tra gli idioti che governano questo mondo, ha applicato una tassa del 75% sui redditi alti, come chiedere all'imprenditore di successo: "Per piacere, abbandoni il Paese immediatamente" .

"L'idea di abolire le singole nazioni è ormai religione. Hanno un nuovo inno, una nuova bandiera, lo sapete? Secondo voi io mi alzo in piedi all'udire di tale inno?"

"Se avete investimenti bancari, ritirate i vostri soldi. Quando questo disastro si evolverà, sarà da voi che verranno."

 

Leggi anche: Nigel Farage: "Voi della Troika siete dei criminali"

Nigel Farage: "Vi do un consiglio: ritirate i vostri soldi il prima possibile" [VIDEO] Lo Sai



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Il gioco delle banche centrali: Bolla o non bolla?


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Il gioco delle banche centrali: Bolla o non bolla?


Interessante articolo chiaro anche per chi non capisce i meccanismi macroeconomici legati ai movimenti dei tassi. QUI

Il disegno occulto di cui parlavo a dicembre con un amico ( ora molto meno occulto :lol:  ) era che le banche centrali di tutto il mondo volessero portare il costo del denaro a zero su tutto il globo per rilanciare una ripresa. 

Ricordo ancora quando Greenspan alzava i tassi continuamente perchè erano stati abbassati troppo e l'inflazione si faceva sentire  e un amico abruzzese mi diceva : "se continua cosi' questo "crepa" i mercati" e lo storno fu inevitabile.

Ora di inflazione non se ne parla.

Sembra che ci sia un disegno oscuro pilotato ad arte per prolungare le cose in questi termini.

Attenzione pero' perchè non mi meraviglierei affatto che insieme ai bond  appena l'inflazione alzerà la testa e saranno costretti ad alzare i tassi,  il mercato azionario non faccia la stessa fine che prevede Buffett in questo articolo per i bond.

Magari movimenti di storno violenti ed impulsivi anche di breve durata ma prima o poi mi aspetto questo dal mercato.

 

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Forex, 08 maggio 2013: occhio alla produzione industriale in Germania alle 12


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Forex, 08 maggio 2013: occhio alla produzione industriale in Germania alle 12

Giornata a medio impatto per questo 8 maggio 2013 in cui la sessione europea del mercato Forex sarà dominata dal dato inflazionistico della Svizzera, ma soprattutto dalla pubblicazione del dato sulla produzione industriale in Germania. Tutti i market mover del 8 maggio 2013 Vuoi conoscere tutti i market mover in pubblicazione per questo 8 maggio 2013? Ti sei perso la pubblicazione di un dato importante? Consulta il Calendario Economico su Forexinfo.it, troverai tutte le informazioni di cui (...)


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USA: La crescita dei crediti al consumo rallenta significativamente


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USA: La crescita dei crediti al consumo rallenta significativamente

La Federal Reserve ha comunicato oggi che i crediti al consumo (


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Cyber spionaggio: la Cina vuole colpire il Pentagono?


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Cyber spionaggio: la Cina vuole colpire il Pentagono?

Gli Stati Uniti accusano la Cina di cyber spionaggio. Secondo un rapporto del Pentagono, Pechino vuole rubare informazioni riservate: diplomazia, economia e difesa statunitense sarebbero nel mirino degli hacker


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Pa: Funzione pubblica, stop visite fiscali disposte da Inps solo nel privato


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Pa: Funzione pubblica, stop visite fiscali disposte da Inps solo nel privato



(Pubblicato il Tue, 07 May 2013 19:46:00 GMT)


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Borse da record: nuovi massimi storici per Dax e Dow Jones (VIDEONEWS)


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Borse da record: nuovi massimi storici per Dax e Dow Jones (VIDEONEWS)

Da una sponda all'altra dell'Atlantico Borse da record. A Wall Street l'indice Dow Jones a pochi minuti dall'avvio delle contrattazioni ha toccato il nuovo massimo storico a 15.013,43 punti. Nel Vecchio continente è la Piazza finanziari di Francoforte a macinare record su record: il listino tedesco Dax ha raggiunto un nuovo massimo storico a quota 8.206 punti.

 

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Y6UAg_6ii0A&feature=youtu.be[/youtube]


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Draghi: “Se non cala la disoccupazione si rischia la violenza”. Ma non era ciò che diceva Becchi?


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Draghi: "Se non cala la disoccupazione si rischia la violenza". Ma non era ciò che diceva Becchi?


"Le politiche di bilancio devono essere mantenute su sentieri sostenibili, altrimenti non vi è crescita duratura possibile".
Parola di Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, nel corso della cerimonia per il conferimento di una laurea honoris causa da parte dell'università Luiss di Roma. L'età del rigore, insomma, non è ancora al tramonto.
"Tuttavia – ha aggiunto Draghi – occorre mitigare gli effetti recessivi del consolidamento di bilancio, con una sua composizione che privilegi le riduzioni delle tasse e della spesa pubblica". Anche perché, come riconosce l'ex presidente di Bankitalia, in alcuni Paesi europei la tensione sociale sia arrivata a un punto di non ritorno: "In particolare la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli che rischiano di innescare forme di protesta estreme e distruttive" (Il Fatto Quotidiano)

Ma non erano le parole di Paolo Becchi dette in forma politically correct?
…quelle per cui è stato pubblicamente lapidato nella piazza mediatica di tutto il paese?Com'è che lo applaudono e non urlano allo scandalo?

Com'è che i media non danno a Draghi del fascista o istigatore alla violenza?

Il presidente della Bce: "Occorre mitigare gli effetti recessivi del consolidamento di bilancio, privilegiando la riduzione delle tasse e della spesa pubblica. La disoccupazione giovanile a questi livelli può causare proteste estreme e distruttive".

Fonte:http://www.nocensura.com


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Italia: altri 22 miliardi per le armi


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Italia: altri 22 miliardi per le armi

Di Massimo Malerba

Dopo gli F-35, altri 22 miliardi di euro per le spese militari

22 miliardi di euro. E' questa la cifra sbalorditiva che, in barba alla crisi, le Forze Armate italiane si apprestano ad impiegare per la cosiddetta digitalizzazione dell'Esercito, un record che batte persino le stime per l'acquisto dei famosi F-35 (14 miliardi di euro).

Un fiume di denaro pubblico che servirà, tra l'altro, a dotare un élite di 558 "soldati del futuro" (circa mezzo milione di euro ad unità) di tecnologia bellica high tech: dall'avanguardistico mirino Specter integrato con una microtelecamera ad infrarossi, agli occhiali per la visione notturna montati sull'elmetto, ai mininavigatori gps piazzati sulla spalla al lanciagranate coassiale con correttore automatico di tiro fino al tablet blindato con touch screen per i comandanti. Su quest'ultimo "fondamentale" strumento, tuttavia, i tecnici manifestano qualche perplessità: c'è la possibilità, infatti, che possa non funzionare nelle battaglie ingaggiate nel fango (ma con chi le dovremmo ingaggiare le battaglie nel fango?). Insomma, roba fondamentale per il paese. Esattamente ciò che i cittadini chiedono. O no?

A proposito: la Costituzione italiana, all'articolo 11, recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"

*L'inchiesta completa, da cui abbiamo tratto alcuni dati sugli imminenti, scandalosi sprechi delle Forze Armate, la trovate su "L'Espresso" in edicola questa settimana (NdA: si parla della settimana dal 29/04 al 05/05 del 2013)

Fonte

L'articolo Italia: altri 22 miliardi per le armi sembra essere il primo su Lo Sai.



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Gli orti della crisi: è boom


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Gli orti della crisi: è boom

- di Ernesto Ferrante-

Oltre un milione di metri quadri di terreno di proprietà comunale divisi in piccoli appezzamenti e adibiti alla coltivazione ad uso domestico. Nell'Italia della miseria fioriscono agricoltori (circa 21 milioni) e orti fai da te.
E' quanto emerge dal rapporto Istat sul Verde Urbano.
Le coltivazioni degli orti urbani non hanno scopo di lucro e i piccoli appezzamenti sono assegnati in comodato ai cittadini richiedenti e forniscono prodotti destinati al consumo familiare e, oltre a rappresentare un aiuto per chi è in difficoltà, concorrono a preservare spesso aree verdi interstiziali tra le aree edificate per lo più incolte e destinate all'abbandono e al degrado.
Secondo il censimento effettuato dall'Istat, quasi la metà (44 per cento) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia ha previsto orti urbani tra le modalità di gestione delle aree del verde, con forti polarizzazioni regionali: il 72 per cento delle città del Nord-ovest, poco meno del 60 per cento e del 41 per cento rispettivamente nel Nord-est e nel Centro (con concentrazioni geografiche in Emilia-Romagna e Toscana, ma ben rappresentati anche in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nel Lazio).
Nel Mezzogiorno, invece, risultano presenti solo a Napoli, Andria, Barletta e Palermo.


Una riedizione in chiave moderna degli orti di guerra italiani nati al centro delle grandi città in periodi a dir poco drammatici.
Si coltiva sul verde pubblico ma anche su quello privato, con giardini e balconi delle abitazioni trasformati in orti per la produzione di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all'occorrenza.
I tipi di orto urbano sono diversi: da quello portatile a quello verticale, da quello "riciclabile" a quello in terrazzo, da quello rialzato a quello didattico.
Giovani e anziani, esperti e nuovi appassionati, coltivano piccoli appezzamenti familiari, strisce di terra lungo ferrovie, parchi e campi di calcio, balconi e terrazzi arredati con vasi di diverse dimensioni o piccole aree con acqua e sgabuzzino per gli attrezzi messe a disposizioni dai comuni in cambio di affitti simbolici.
Oltre a quello sul balcone o al tradizionale "a terra", a causa degli spazi sempre più ristretti nelle città, come rivela Coldiretti, stanno nascendo anche nuove tipologie di orti: da quelli a parete che si appendono all'esterno e nei quali trovano spazio fragoline, peperoncini, insalate ed erbe aromatiche o quelli "pocket" costituiti da mini vasi in materiale riciclabile che possono essere sistemati senza problemi anche a bordo finestra sui davanzali più stretti.

Fonte: ...



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Cina, un quarto del territorio desertificato e il numero dei fiumi è dimezzato


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Cina, un quarto del territorio desertificato e il numero dei fiumi è dimezzato

Vent'anni fa in Cina c'erano 50mila corsi d'acqua, ognuno che copriva un'area di circa 100mila kmq. Oggi, secondo il primo censimento nazionale delle acque  il numero dei fiumi si è pressoché dimezzato. I funzionari imputano questo risultato ai cambiamenti climatici, senza però metterlo in relazione all'azione umana.

Secondo le spiegazioni ufficiali del Governo, la sparizione dei corsi d'acqua dalle mappe e dai registri nazionali è dovuta sia ai "cambiamenti climatici" che a "stime imprecise". Questa è la spiegazione di Huang He, vicedirettore del Ministero per le risorse idriche che afferma che "i precedenti dati erano frutto di mappe topografiche incomplete risalenti agli anni Cinquanta".

Dubbiosi gli internauti, sempre più attenti alle questioni che riguardano l'ambiente. In questi giorni su Weibo, il Twitter cinese, rimbalza una vecchia mappa dei corsi d'acqua dell'area della città di Qingdao. Non c'è dubbio che la descrizione topografica del bacino idrico della regione sia estremamente dettagliata e che oggi l'acqua è stata sostituta da tessuto urbano e infrastrutture. Certo è solo un esempio, ma anche se questa spiegazione fosse vera per ogni altro luogo della Cina la gravità della situazione è inconfutabile. Il deserto del Gobi avanza di 3600 kmq ogni anno, una superficie poco maggiore di quella della Val d'Aosta. Un quarto del territorio cinese è ormai desertificato, 400 milioni di persone – poco meno di un terzo dell'intera popolazione del paese – combattono quotidianamente con la carenza di acque e l'erosione dei suoli con il risultato che i terreni improduttivi sono sempre di più. Tradotto in moneta sono circa 800 milioni di euro che si perdono ogni anno.

E questo nonostante i piani delle autorità cinesi. Gli esempi più eclatanti sono la grande muraglia verde, un colossale progetto ecologico lanciato nel 1978 che prevede la riforestazione del 15 per cento del territorio cinese entro il 2050, e la diversione delle acque da nord a sud, altra follia ideata dallo stesso Mao Zedong che prevede di incanalare i grandi corsi d'acqua come il Fiume Giallo e quello Azzurro per creare un bacino d'acqua fresca che possa un giorno dissetare la megalopoli di Pechino. 

E sicuramente anche il riscaldamento globale non aiuta a risolvere il problema. Ma il punto tutto cinese delle questione è che il governo, imputando la desertificazione ai cambiamenti climatici e potendosi vantare di questi colossali progetti, di fatto discolpa se stesso. Come se la cattiva gestione, la mancanza di controlli sull'estrazione delle acque sotterranee e il rapido sviluppo non fossero...



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M5s, Grillo è sbarcato nelle fabbriche rosse. E piace anche agli imprenditori


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M5s, Grillo è sbarcato nelle fabbriche rosse. E piace anche agli imprenditori

di Martina Castigliani e Thomas Mackinson -   Il tuo capo vota Grillo. Il muro che separa operai e imprenditori, Germano Emendatori lo ha distrutto il giorno prima delle elezioni politiche, quando sul maxischermo della sua fabbrica ha proiettato una scritta in grassetto nero: "Io voto Movimento 5 Stelle". Anni di battaglie, scioperi e proteste di [...]


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NIGEL FARAGE: SVENDITA E RIVOLUZIONI VIOLENTE IN EUROPA


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NIGEL FARAGE: SVENDITA E RIVOLUZIONI VIOLENTE IN EUROPA


Farage parla dal workshop della Simon Black's Offshore Tactics,
 In sintesi dal video:
" Cio' che temo è che l'euro non salterà tanto per ragioni economiche  ma per  una rivoluzione violenta e su larga scala a cui assisteremo nell'area del Mediterraneo, e quel che mi rpeme dire e che detsto è che non è assolutamente necessario giungere a questo punto... 
5 nazioni, 5 su 7 delle principali, sono state salvate e, lo sentite dire qui per la prima volta, la prossima è la Slovenia, che riceverà un salvataggio entro 2 o 3 mesi, ok... lo avete sentito dire qui per la prima volta... 

I Francesi hanno adesso un nuovo presidente... penso che in realtà nel Pantheon dei giorni nostri gli idioti governano le nazioni del mondo ed io credo che il signor Hollande sia senza dubbio alcuno il numero 1; il suo terzo atto è stato quello di mettere una tassa del 75% sui redditi alti … ovvero come chiedere all'ultimo imprenditore di successo: "per cortesia, abbandoni il Paese immediatamente"... 

L'idea che dobbiamo abolire le singole nazioni Stato è diventata una religione...
Sapete che hanno una nuova bandiera e persino un nuovo inno europeo...?

Nel Parlamento Europeo ogni 2 mesi fanno l'alzabandiera e suonano l'inno,...non penserete che io mi alzi piedi, vero?.... No, fino alla morte... 

Ma sono arrivati a questo perché la Merkel è preoccupata: in Germania ci sono le elezioni a settembre, qu...


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Financial Times: Allentamento dell’austerità in Italia? Tutte chiacchiere!

Il parere di Wolfgang Munchau sul Financial Times a proposito dello stop all'austerità del governo Letta: come al solito, la chiameranno pace, ma sarà un deserto. 
Sintesi e traduzione di Alex
Come dobbiamo leggere lo sbandierato   allentamento delle misure di austerità fiscale di cui si mormora recentemente in Europa? Siamo realmente di fronte ad una svolta di sostanza? Secondo il commento di Munchau sul Financial Times si tratta di una mera operazione di cosmesi politica, una operazione,  al più, di pubbliche relazioni,  che non intaccherà  minimamente la natura pro-ciclica delle politiche di consolidamento fiscale intraprese dall’Italia. E nessun’aiuto potrà venire dalla Germania, a sua volta impegnata sullo stesso fronte....Continua a leggere

Partire dalle cose "stupide"


Per cambiare il mondo in meglio basterebbe iniziare a correggere le cose stupide.Come le convenzioni che non hanno un senso. Ad esempio gli Stati Uniti si ostinano ad avere un sistema metrico anacronistico che fa venire l'orticaria, con il risultato che noi Europei non ci capiamo un tubo ma loro in molti casi sanno utilizzare il nostro, visto che è logico, consequenziale e facile.
L'immagine sotto paragona letteralmente un "navigare sciolto", del mondo a delle "stupide montagne russe arbitrarie" degli americani:

ORA SCIOPERANO ANCHE I BUROCRATI DI BRUXELLES


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ORA SCIOPERANO ANCHE I BUROCRATI DI BRUXELLES

europadi MARIETTO CERNEAZ


Le contraddizioni dello statalismo generano mostri. In periodo di crisi dei debiti, di eccessi di spesa pubblica, di pressioni fiscali esorbitanti, chi sono i rivoltosi? Coloro che producono, si ingegnano, investono e rischiano?


Niente affatto:  Come riporta Il Sole 24 Ore Radiocor, a Bruxelles tremilacinquecento funzionari del Consiglio Ue sono in sciopero contro le misure di austerita' salariale decise dai governi e il prolungamento dell'eta' pensionabile da 63 a 65 anni. Il progetto di bilancio Ue 2014-2020 prevede un taglio di 7 mld per la funzione pubblica europea. Tra le misure previste la riduzione del 5% dei dipendenti entro il 2017, aumento del tempo di lavoro da 37,5 ore a 40.


Siamo alle solite insomma: la burocrazia anzichè farsi da parte non muore mai. Creata una burocrazia e assegnatole dei poteri a qualunque livello, non te la toglierai mai di torno: si inventerà ogni più futile motivo per giustificare la sua esistenza e il denaro versatogli dai contribuenti, ai quali non resta che lavorare come dei somari per loro.


 



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Tabella CDS 06/05/2013


cds 250x250Credit default swaps corporate e sovrani rilevati il 06/05/2013

Spagnoli alla fame. Eppure non si ribellano


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Spagnoli alla fame. Eppure non si ribellano

Ma insomma perché gli spagnoli non si ribellano sul serio? Se lo chiede Infolibre, un nuovo media iberico nato lo scorso marzo, a cinque anni dall'inizio della crisi (qui l'articolo originale). Nonostante la disoccupazione di massa, gli sfratti e i tagli, contestazioni e disordini sono ancora isolati. La paura di perdere il benessere residuo è più forte della rabbia.


È un tema molto più europeo che solamente spagnolo. E forse di portata mondiale.


In Spagna, come purtroppo avviene in Grecia già da tempo, si registrano addirittura i primi casi di malnutrizione infantile. La gente pare insomma aver capito, giocoforza, che questa "tempesta" non è affatto passeggera e che anzi potrebbe durare ancora per anni. Il "potrebbe", ovviamente, è usato in modo eufemistico.


Eppure, al di là delle ormai classiche e controllabilissime, dunque del tutto inefficaci, manifestazioni di piazza per quanto periodiche se non proprio costanti, la reale pressione la rabbia di un popolo che si indirizza a vivere anni allo stremo delle forze appaiono del tutto assenti. Le cause per un inasprimento delle proteste ci sono tutte, e in più parti d'Europa, eppure non vi sono ancora elementi di disordine che pure dovrebbero ormai essere all'ordine del giorno.


Il detonatore finale, e storicamente più efficace al fine di una sollevazione, è peraltro il fatto che è cresciuta la percezione di una divisione dei sacrifici enormemente iniqua, cosa resa palese, ad esempio, per il caso degli sfratti: lo Stato stanzia importanti aiuti e si indebita fino al collo per salvare le banche, ma non fa nulla per porre fine al dramma di coloro che non riescono a pagare il mutuo.


Eppure nulla di evidente accade, quale il motivo? Secondo il quotidiano spagnolo: 



Da una parte, ormai non ci sono più alternative. Oggi non esiste un'ideologia in grado di proporre un cammino alternativo a quello attuale o di organizzare una resistenza collettiva. La popolazione si lascia dominare dalla rabbia, che si traduce nell'alienazione e nel rifiuto del sistema economico e politico ma non si cristallizza in un movimento che possa rappresentare una minaccia collettiva.


Inoltre, nonostante l'impoverimento generalizzato, la Spagna mantiene un livello di sviluppo considerevole, e sappiamo che le democrazie sviluppate sono straordinariamente stabili e possono sopportare quasi tutto. In questo senso c'è un



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ONDA DI LIQUIDITA'...QUESTIONE DI FLUSSI


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ONDA DI LIQUIDITA'...QUESTIONE DI FLUSSI

Mentre anche la lontana Australia abbassa i tassi di interesse...ai poveri risparmiatori on resta che vendere obbligazioni e spostarsi sul mercato azionario...
Ma non  solo, anche vendere i fondi obbligazionari classici o high yield...e considerare soluzioni piu' confacenti al momento...tipo INFLATION EMERGING MARKET o ABSOLUTE RETURN.. in modo tale da cercare protezione e rendimenti SLEGATI dai bassi tassi di interesse dei paesi occidentali.
La azioni salgono guidate piu' da FLUSSI DI LIQUIDITA' che da prospettive di crescita economica. E' evidente che si preferisce un'azione che vende prodotti e servizi con la probabilita' di incassare dividendi e che ti puo' proteggere da movimenti inflattivi, piuttosto che obbligazioni.
MA SOLO PERCHE' SI CERCA DISPERATAMENTE IL RENDIMENTO...A TUTTI I COSTI... 
In Italia la salita è al momento spinta anche da uno spread in discesa ...in una seconda fase, il mercato azionario potrebbe essere sostenuto DA OPERAZIONI DI FINANZA STRAORDINARIA.
I bassi tassi permettono alle grandi e forti aziende di finanziarsi a tassi ridicoli (vedi apple) e di lanciare operazioni di acquisto verso societa' italiane divorate da debiti su cui pagano alti tassi di interesse e che non hanno sviluppato determinati mercati di sbocco.
Situazioni come Pomellato, Bulgari o Parmalat si ripropongno e potrebbero coinvolgere non poche societa' del listino, e perche' no...ANCHE QUALCHE BANCA.

Una è il Montepaschi...UNA BANCA RIDOTTA A BRANDELLI E SENZA ALCUNA VISIONE STRATEGICA...MA CON ASSETS IN PORTAFOGLIO PER 142 MILIARDI DI EURO.
Chi entra in MPS con un misero miliardo si prende il controllo della banca e controlla un bel pezzo dell'economia italiana.
QUESTO BEL LO SA IL PD NAZIONALE, IL PD LOCALE CHE FURBESCAMENTE VINCERA' LE ELEZIONI (anche perche' gli altri a siena non si sono compattati) .
Una volta vinte le elezioni Profumo riuscira' a far cadere il vincolo del 4% di diritto di voto e le azioni saliranno. Una cartolarizzazione di 4 miliardi di non performing loans rendera' i bilanci meno drammatici e la perdita verrà compensata da utili derivanti dal portafoglio obbligazionario.
Con questo scen...


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Ultima chiamata ovvero le ragioni non dette della crisi globale - Video


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Ultima chiamata ovvero le ragioni non dette della crisi globale - Video

[Nell'immagine: Donella Meadows, Dennis Meadows e un diagramma di flusso originale usato per costruire il modello di Limits to growth.]

Ultima chiamata - le ragioni non dette della crisi globale è un progetto cinematografico straordinario di Enrico Cerasuolo che vuole rendere giustizia ad alcuni protagonisti dimenticati del movimento ambientalista: Aurelio Peccei, Jay Forrester, Donella Meadows, Dennis Meadows e Jorgen Randers , ovvero gli ispiratori ed autori del celebre rapporto su I limiti dello sviluppo uscito nel 1972. Se non avete mai letto questi nomi significa che la macchina della disinformazione dell'establishment economico finanziario ha compiuto molto bene il suo lavoro…

Con l'aiuto dei primi supercomputer e della giovane dinamica dei sistemi, per la prima volta nella storia fu allora possibile simulare scenari futuri per le società umane prendendo in considerazione l'evoluzione congiunta di un gran numero di variabili, tra cui popolazione, risorse, produzione agricola, inquinamento.

Il rapporto afferma con forza che la crescita ha dei limiti ben precisi , o dal lato del consumo di risorse o dal lato dell'eccesso di inquinamento; non tenerne conto significa correre verso il baratro a occhi chiusi.(1)

Le conclusioni del rapporto non sono piaciute a petrolieri e banchieri che hanno fatto di tutto per screditarlo e farlo scivolare nell'oblio; ma per fortuna in giro per il pianeta ci sono abbastanza persone che non se ne sono dimenticate.

Nel video qui sotto il regista Cerasuolo e il produttore Arvat spiegano le ragioni della loro scelta; potrete poi vedere delle straordinarie immagini di repertorio degli anni '70 dove un giovane Dennis Meadows spiega che i limiti alla crescita mostreranno i loro effetti già nella vita dei nostri figli ( i figli del '72…) e un già maturo Jay Forrester (2) che afferma: questa crescita è sul punto di finire, deve finire e finirà.

Ultima chiamata è un progetto crowdfunded e



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Il cosiddetto “Sistema Sesto”, cioè come ribano i nostri soldi


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Il cosiddetto "Sistema Sesto", cioè come ribano i nostri soldi

di DANIELE VITTORIO COMERCO


Da Tangentopoli a oggi la corruzione si è sviluppata e radicata in modo differente, lo spiega bene il libro di Di Caterina e Marinaro che è un vademecum per riconoscerla e combatterla. Il racconto è di Di Caterina, imprenditore nel settore dei trasporti pubblici di Sesto San Giovanni, che per poter lavorare è stato invischiato in un sistema di potere in cui i politici chiedono soldi per tutto, come fosse un bancomat: per finanziare i partiti, eventi elettorali mascherati da pseudo serate culturali e di beneficenza, con richieste che si fanno sempre più esorbitanti. L'imprenditore ad un certo punto rompe il muro di omertà, esce allo scoperto e parla, scoperchia tutto il marcio quando partono le inchieste con i risvolti noti che la stampa inizia a pubblicare.


Emergono i meccanismi che regolano i rapporti di potere fra politici e imprenditori. Chi non vuole essere schiacciato deve trovare i suoi protettori proprio come fosse un atto di vassallaggio al potente di turno, che applica le sue condizioni, una specie di mano morta su tutto. Gli strumenti sono quelli della pubblica amministrazione, gli atti del Comune o della Provincia sono indirizzati e controllati, sovente finalizzati a piegare la volontà dell'imprenditore. Le indagini stanno mettendo in mostra come con l'abuso d'ufficio, negando ciò che è legittimamente dovuto, i politici hanno stabilito le regole, le cifre, quella che l'ex- magistrato Di Pietro chiamava la dazione ambientale nel 1993. La bustarella pura e semplice è un sistema superato. I soldi vengono incanalati in situazioni apparentemente legali. L'imprenditore è sempre sotto schiaffo, se smette di pagare il sistema lo isola. Se decide di denunciare, non scatta alcuna tutela. Anzi, il cittadino che paga per ottenere un atto che gli è dovuto e gli viene negato, corre il rischio di essere incriminato.


La magistratura ha tempi lunghissimi e i magistrati difficilmente sono disposti a far seguire alla notizia di tentato reato di corruzione delle indagini approfondite. Appalti e pubbliche forniture sono in mano ai politici. Si taroccano delibere e documenti, si cambiano le date a piacimento, si omettono le intestazioni. Punto per punto Di Caterina ne "Il sistema corruzione" svela i meccanismi dell'illegalità. L'edilizia è il bancomat dei corrotti. Di Caterina racconta la tragica storia dell'imprenditore brianzolo Ambrogio Mauri, gli avvenimenti di luglio 2011, seconda Tangentopoli che vede al centro dell'inchiesta Filippo Penati ex capo della segreteria di Pierluig...



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SP 500: spazio di performance per il 2013 pari a ZERO


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SP 500: spazio di performance per il 2013 pari a ZERO

Prendiamolo come l'ennesimo esercizio di statistica, il che non vuole assolutamente essere un incentivo alla vendita dei vostri asset azionari, bensì vuole solamente mettervi in guardia. La correzione potrebbe essere dietro l'angolo e quindi è meglio proteggersi quantomeno con degli … Continua a leggere


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Collassa l’incasso IVA: -8,6% nel primo trimestre 2013


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Collassa l'incasso IVA: -8,6% nel primo trimestre 2013

 

Il Ministero delle Finanze comunica che nel periodo gennaio-marzo 2013, le entrate IVA sono risultate pari a 20.124 milioni di euro

(–1.900 milioni di euro, pari a –8,6%):

• 16.696 milioni di euro (–882 milioni di euro, pari a –5,0%) derivano dalla componente relativa agli scambi interni;

• 3.428 milioni di euro (–1.018 milioni di euro, pari a –22,9%) affluiscono dal prelievo sulle importazioni.

Nel primo trimestre 2013 l'evoluzione negativa del gettito sugli scambi interni è riconducibile al calo della domanda in tutti i principali settori di attività economica. Persiste la flessione dei consumi di beni e di servizi che si riflette in particolare sul gettito IVA nel commercio degli autoveicoli (–13,4%), nelle attività manifatturiere (–5,8%) e nelle costruzioni (–15,5%), maggiormente colpiti dagli effetti congiunturali negativi. Si registra una dinamica sfavorevole del gettito IVA anche nei settori del commercio all'ingrosso (–5,7%), dell'industria (–4,8%) e dei servizi privati (–4,8%), a fronte di una variazione positiva per il solo settore commercio al dettaglio (+2,1%) che riflette l'efficacia dell'azione di contrasto all'evasione.

 L'IVA prelevata sulle importazioni da Paesi extra-UE (–1.018 milioni di euro, pari a –22,9%) risente dell'andamento negativo del valore delle merci importate, in particolare dei combustibili ed oli minerali (–9,2%), di auto e moto (–11,5%) e di indumenti ed accessori di abbigliamento (–13,7%) secondo gli ultimi dati dell'Agenzia delle Dogane, relativi al periodo gennaio-febbraio 2013.

gpg1 145 Copy Copy Copy Collassa l'incasso IVA: 8,6% nel primo trimestre 2013

 

By GPG Imperatrice

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LA PAPERA NON GALLEGGIA di Leonardo Mazzei


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LA PAPERA NON GALLEGGIA di Leonardo Mazzei

7 maggio. Con estrema precisione Mazzei smonta pezzo per pezzo cifre e impianto del DEF (Documento di economia e finanza) 2013, varato dal governo Monti il 10 aprile scorso e approdato ieri nelle aule parlamentari. Non ci sarà alcuna "crescita" rispettando il Fiscal Compact e i vincoli di bilancio e l'austerità imposti dall'eurocrazia.
 
[Nella tabella accanto saltano agli occhi le previsioni sballate formulate in base alle previsioni del governo Monti: si prevedeva (linea blu) la "ripresa" nel 2013 che non ci sarà; si prevedeva (linea rossa) il calo del debito rispetto al PIl, che non ci sarà; si prevedeva un avanzo del bilancio primario (istogrammi i giallo) che non ci sarà]


Puntuali come le piogge di primavera, le prime capocciate le hanno già battute. E sono arrivate dall'amata Europa. Per la quale si deve soffrire, sempre essendo disponibili a morire, come esplicitato nel titolo di un libro del 1997 - «L'euro sì. Morire per Maastricht», Laterza 1997 - scritto dall'attuale capo del governo.

La novità delle «larghe intese» è anche piaciuta a Berlino, ma non al punto da lasciarsi commuovere. Dalla Merkel il giovane Letta ha avuto più che altro l'incoraggiamento a proseguire la strada del rigore. E non è andata meglio a Bruxelles. E nemmeno a Parigi, dove si blatera di crescita ma non si vuol nemmeno sentir parlare di quella unità politica in cui sembrano credere ormai soltanto gli ectoplasmi d...


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Le Perdite Insostenibili del Sitema Bancario Italiano


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Le Perdite Insostenibili del Sitema Bancario Italiano

Dopo che abbiamo visto come la FED ha aiutato a sostenere la credibilità della zona Euro (vedete qui e qui) attraverso costanti iniezioni di liquidità nel sistema bancario europeo, adesso si sta facendo avanti il Giappone a dare il cambio allo zio Ben. La scorsa settimana i rendimenti sovrani di Spagna e Italia sono crollati a dei minimi sin dall'inizio della crisi del 2010, rispettivamente al 4.50% e al 3.54%. La creazione di cartastraccia dal nulla deve pur essere "investita," e a quanto pare lo zio Sam e il Giappone hanno deciso di scommettere alla grande sugli strumenti più rischiosi in giro: le azioni e le obbligazioni sovrane. Il rally del mercato azionario europeo, nonostante le strade siano piene di cadaveri, lascia davvero stupefatti; ma ancora più stupefatti lascia la follia dei bond sovrani che continuano a salire di valore nonostante vengano avanzate proposte simili, ovvero, pagare i propri conti con ulteriore debito... come se non ce ne fosse già abbastanza! I problemi dell'Europa sono ancora lì, lungi dall'essere risolti ma la leadership europea afferma il contrario e molto probabilmente gli investitori seguiranno questo vangelo (così come lo hanno seguito nel periodo pre-2010, coem lo hanno seguito quando si sono visti derubati del 70% del loro capitale nell'haircut greco, ecc.). Scrive il WSJ:
Due delle più grandi compagnie d&#...


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La bolla del debito vicina all'esplosione. Again


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La bolla del debito vicina all'esplosione. Again

La bolla del debito vicina all'esplosione. Again
Le banche centrali stampano soldi, tenendo in vita la finanza globale e quindi i titoli di stato e i mercati azionari. Ma l'economia reale va in direzione opposta. La "bolla" è sempre qui, sulla nsotra testa.
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Conti correnti, ancora controlli in arrivo: ecco come le banche indagano sui clienti


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Conti correnti, ancora controlli in arrivo: ecco come le banche indagano sui clienti

Con la scusa della lotta al riciclaggio – tema prioritario per rilanciare le sorti del Paese, a patto che non diventi una foglia di fico – gli istituti bancari, secondo le nuove norme, devono indagare nel dettaglio i conti correnti e prendere provvedimenti abnormi: ecco cosa potrebbe succedere.



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E INTANTO L'ITALIA VERSA ALTRI 2.8 MILIARDI AL FONDO SALVA STATI (E BANCHE)


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E INTANTO L'ITALIA VERSA ALTRI 2.8 MILIARDI AL FONDO SALVA STATI (E BANCHE)




In questi giorni gli italiani  sembrano particolarmente interessati al matrimonio di Valeria Marini, piuttosto che allo scudetto della Juventus, o alla morte di Andreotti.


Le cose serie, come al solito,  vengono poste in secondo piano grazie alla complicità stampa sussidiata che non ne parla affatto, o che, nella migliore delle ipotesi, riserva minimi spazi alle notizie che invece meriterebbero maggior risalto e una profonda riflessione da parte di tutti: mondo politico in primis.



Il teatrino della politica ci sta dando in pasto gli sforzi (si fa per dire) che si starebbero compiendo per tagliare  l'IMU sulla prima casa ( circa 4 miliardi di euro) che, valendo circa 4 miliardi di ardi di euro, rappresenta appena lo 0.5 della spesa pubblica. O addirittura il rifinanziamento per 1.5 miliardi di euro della cassa integrazione che, come denunciato  dalla stessa INPS e dalle parti sociali, sarebbe ormai agli sgoccioli.


Ma mentre si stanno compiendo salti mortali per dare in pasto all'opinione pubblica che la coperta è troppa corta per mettere al calduccio gli interessi di tutti (ergo, anche per trovare i soldi per la cassa integrazione),  lo stato, nel silenzio più assoluto, versa un'altra quota di 2.8 miliardi di euro al fondo salva stati ESM, che si vanno a sommare agli oltre 40 miliardi già versati tra il 2011 e 2012. La notizia è stata riportata in un piccolo trafiletto apparso su Il Sole 24 Ore di qualche giorno fa, ma nessun media ne ha parlato o si è posto il dubbio, insieme al mondo politico,  circa l'opportunità di sospendere il pagamento di queste quote e destinare le risorse ai fabbisogni davvero impellenti, dei  quali, il rifinanziamento della CIG, ne costituisce solo una minima parte. Ad ogni buon conto, traetene da soli le dovute considerazione e se vi interessa approfondire ulteriori aspetti del fondo salva stati ESM, potete trovarli  


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Banche italiane, il margine di interesse scenderà del 10%


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Banche italiane, il margine di interesse scenderà del 10%

Il circolo vizioso del contesto congiunturale sfavorevole e delle condizioni di credito difficili prosegue e continua a mettere in pericolo la [...]




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Come uscire dalla dipendenza del denaro?


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Come uscire dalla dipendenza del denaro?

Ho sempre ritenuto bizzarro il tema denaro, un po come il riconoscimento di sé, di chi siamo: viviamo spesso abitudinariamente nella società che ci viene offerta/imposta, pensando che sia normale, senza mai porci quelle domande esistenziali che portano inevitabilmente a chiedersi: che senso ha tutto questo? Cos'è la vita? Chi sono io? Come disse Shakespeare, [...]


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Abenomics Insider


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Abenomics Insider

Più volte in questo blog abbiamo messo a fuoco il Giappone ed il suo esperimento QE-Banzai.

Come scrivevo ieri:


....Tutti stanno guardando all'esperimento giapponese operato dalla BoJ:

se l'esperimento Banzai avrà successo, il Paradigma della Bolla troverà nuova forza e si prolungherà ulteriormente;

se l'esperimento Banzai non avrà successo, allora potrebbero arrivare le prime titubanze...

Ed in questa Bubble-Diga che è stata eretta fino ad altezze mai viste e che deve sorreggere la...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Nikkei in forte crescita ma ora l'ipercomprato fa paura


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Nikkei in forte crescita ma ora l'ipercomprato fa paura

Questa mattina Tokio ha riaperto dopo due giorni di festa con il Nikkei che e' balzato del 3,7% e si e' riportato oltre i 14mila punti, a 14.

Questa mattina Tokio ha riaperto dopo due giorni di festa con il Nikkei che e' balzato del 3,7% e si e' riportato oltre i 14mila punti, a 14.180,24, valori che non vedeva dal giugno 2008. La rottura di 14000 e' significativa non solo da un punto di vista psicologico: i prezzi hanno superato su quei livelli il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco del luglio 2007. La rottura di questa percentuale di ritorno derivata dalla successione di Fibonacci si dimostra spesso in grado di discriminare tra inversione di trend e semplice correzione. In altre parole la rottura dei 14000 punti permette di considerare il rialzo che i prezzi hanno messo a segno dai minimi del 2009, che poi ha notevolmente accelerato da quelli dello scorso novembre, non solo come una reazione alla precedente lunga discesa ma come un vero e proprio trend rialzista indipendente rispetto al ribasso precedente. Conferme in questo senso verrebbero oltre 14601, top del giugno 2008, con primo target a 16000 punti. Se da un lato le prospettive a medio termine per l'indice appaiono positive, dall'altro nel breve il rischio di flessioni e' elevato, proprio a causa della velocita' con la quale si e' realizzato il rialzo negli ultimi mesi. L'Rsi a 40 settimane e' in area di ipercomprato per la prima volta dal gennaio del 2006 e sembra anticipare una flessione. E' quindi possibile, anzi probabile, che l'indice non riuscira' a superare inizialmente area 14600 ma sia costretto ad un ritracciamento. Primo supporto importante a 13408, base del gap lasciato dai prezzi a fine aprile, poi in area 13000. Da un punto di vista operativo per chi gia' e' posizionato al rialzo sull'indice e' quindi ipotizzabile una riduzione dell'esposizione tra i livelli attuali ed area 14600 in attesa di avere nuovi segnali di forza con la decisa rottura del picco di giugno 2008. Per chi volesse invece entrare ora al rialzo sull'indice suggeriamo di farlo solo con una porzione delle risorse preventivate, per fare poi una media verso il basso sfruttando a questo scopo movimenti tra 13000 e 13500.

(AM)



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Commissione ONU: la politica UE viola i diritti umani in Grecia


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Commissione ONU: la politica UE viola i diritti umani in Grecia

- Luciano Lago - Arrivato in Grecia per una ispezione il commissario ONU per i Diritti Umani, nella sua conferenza stampa, ha dichiarato che " le condizioni d'austerità imposte al paese (dalla Troika di Bruxelles e dalle banche creditrici) stanno minando i diritti umani della popolazione". Questo quanto affermato da mr. Cephas Lumina, esperto inviato [...]


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Aviaria in Cina: salvgono a 31 i morti


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Aviaria in Cina: salvgono a 31 i morti

SHANGHAI - Altre quattro vittime per influenza aviaria da virus H7N9 in Cina. Le autorità sanita


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NWO: ARRIVA IL CODICE A BARRE UMANO


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NWO: ARRIVA IL CODICE A BARRE UMANO

L'impianto di microchip sta diventando una pratica ordinaria per i nostri animali domestici, ma piacciono meno quando si propone di applicarli alle persone.In un'intervista in un programma radiofonico della BBC la scrittrice di fantascienza Elizabeth Moon ha riacceso il dibattito affermando che mettere il "codice a barre" ai neonati al momento della nascita è una buona idea: 
"Ciascuno dovrebbe avere un sistema di identificazione permanentemente collegato – un codice a barre se si vuole – un chip impiantato che assicuri un modo semplice, rapido ed economico per identificare gli individui", 
ha detto a Forum, uno show settimanale… Moon ritiene che gli strumenti più comunemente utilizzati per la sorveglianza e l'identificazione – come videocamere e test DNA – sono lenti, costosi e spesso inefficaci. A suo parere, dei codici a barre per umani permetterebbe di risparmiare un sacco di tempo e denaro. La proposta non è troppo inverosimile – è già tecnicamente possibile mettere un codice a barre ad un uomo – ma non si viola il nostro diritto alla privacy? Gli oppositori sostengono che rinunciare a coltivare l'anonimato ci porterebbe ad una società "orwelliana" in cui tutti i cittadini possono essere rintracciati.
Ci sono già, e sono sempre più numerosi, molti modi per monitorare elettronicamente la gente. Dal 2006, i nuovi passaporti statunitensi includono radio tag di identificazione di frequenza (RFID), che memorizzano tutte le informazioni sul passaporto, oltre ad una foto digitale del proprietario. Nel 2002, un chip impiantabile chiamato ID VeriChip è stato approvato dalla US Food and Drug Administration. Il chip potrebbe essere impiantato nel braccio di una persona.



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Draghi Dixit


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Draghi Dixit



Discorso del Governatore BCE Mario Draghi a Roma che mette a nudo tante verità e tante falle nel sistema. Ma la sfida che ci spetta, la potremo sostenere?


(Mario Draghi in corsivo) - E' necessaria una piu' "equa" distribuzione del reddito per una crescita "sostenibile".
In Europa "da quasi vent'anni e' in atto una tendenza alla concentrazione dei redditi delle famiglie che penalizza i piu' deboli" .


Questo processo di sperequazione economica continua da tempo e purtroppo in queste condizioni non più che degenerare, allargando ancora di più il divario tra i paesi del Nord e del Sud Europa. Un divario che diventa sempre più insostenibile e che porterà i paesi del Sud ad ulteriore impoverimento.


"Se necessario siamo pronti ad agire ulteriormente" sui tassi.


Ma a cosa serve ancora un taglio tassi in questo momento? All'economia? Non credo proprio. Il tasso REPO non ha effetto sui mutui (se non in minima parte) e il mercato usa ben altri parametri come IRS ed Euribor. Il taglio dei tassi non è altro che una mossa "psicologica" che al massimo può privilegiare le Banche dell'Eurozona e il loro costo per l'approvigionamento del denaro in BCE.


"Oggi la crescita e' piu' debole in alcuni paesi che in altri, non solo perche' il credito e' scarso. Era piu' debole anche prima della crisi, nonostante una crescita spesso tumultuosa della spesa pubblica, perche' non si erano volute affrontare fragilita' strutturali, di cui oggi dopo la crisi sentiamo tutto il peso"


Pubblica ammissione di cui sapevamo già. Puntato il dito verso la classe politica europea per come è stato creato e gestito il progetto "Euro", sia a livello interno (nazionale) che a livello comunitario. In primis in Italia. E puntato il dito sul sistema bancario che non finanzia l'impresa. E qui occorre intervenire al più presto. E non abbassando i tassi. La BCE sta pensando ad un'iniziativa mirata alla cartolarizzazione per far ripartire il credito alle medie e piccole imprese. Di certo non basterà. E' necessaria la collaborazione col sistema bancario.


"Nell'area euro, la straordinaria affermazione della moneta unica nascondeva per anni i rischi che venivano accumulandosi...



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“Fuori dall’euro. Angela Merkel si svegli dal torpore ipocrita”


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"Fuori dall'euro. Angela Merkel si svegli dal torpore ipocrita"

Parla l'ex ministro Finanze della Germania Lafontaine: "Qualcuno non ha ancora capito che l'Europa meridionale, tra cui la Francia, sara' costretta a combattere contro l'egemonia tedesca". Moscovici: "Fine del dogma austerity".


Questa volta non è da Oltremanica dove gli euroscettici del partito Ukip nelle elezioni locali di giovedì scorso in Inghilterra e Galles hanno ottenuto un successo esplosivo sulla scena politica britannica, ma è dalla Germania che soffia sempre più forte aria di fronda contro il progetto dell'Europa unita.



Anche chi è stato fra i più strenui sostenitori dell'euro sta cambiando idea. E' il caso di Oskar Lafontaine, l'ex ministro delle finanze tedesco, le cui parole fanno eco a quelle pronunciate dal capo del Tesoro francese, Pierre Moscovici, secondo cui "e' giunta la fine del dogma of austerity".

Ebbene, fra il 1998 e il 1999 ha lavorato alacremente nella squadra che si è occupata di supervisionare il varo dell'euro; oggi è un'altra storia: è finito a militare nelle fila dei più accesi euroscettici. Come ricordato dal giornalista Ambrose Evans-Prithard del quotidiano britannicoThe Telegraph, Lafontaine è arrivato a chiedere un break-up della moneta unica per consentire che l'Europa meridionale possa tornare a crescere.


"La situazione economica sta peggiorando di mese in mese, la disoccupazione ha raggiunto livelli che mettono in dubbio la democrazia", ha denunciato. A suo avviso "i tedeschi non hanno ancora capito che l'Europa meridionale, tra cui anche la Francia sarà costretta per uscire dallo stato di miseria a combattere contro l'egemonia tedesca prima o poi", colpevole di guadagnare continuamente quote sull'export.


Lafontaine sul sito web del Partito della Sinistra tedesca si è rivolto direttamente alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, dicendole di svegliarsi dal suo torpore ipocrita e di pensare per una volta anche ai Paesi in difficoltà per forzare un cambiamento nella politica a spese degli elettori tedeschi.


Una tesi forte che si ritrova nelle dichiarazioni del ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici che ha chiesto la fine delle politiche di austerità, perché non ci siano strappi nelle relazioni fra Parigi e Berlino.


Sempre più economisti osservano che la moneta comune avrebbe potuto essere sostenibile se i Paesi della zona euro avessero concordato una politica salariale comunitaria. Invece così non è stato perché – spiegano – "le istituzioni stabilite per il coordinamento sono state aggirate dai governi e oggi il sistema non funziona". Una recente analisi riportata dal quotidiano, Handelsblatt, ha segnalato come Grecia, Portogallo o Spagna dovrebbero contrarre i loro salari del 20-30% per essere di nuovo competitivi, mentre la Germania dovrebbe apprezzarli di un ulteriore 20%.


Qualche esperto di mercato ammette l'evidenza e riconosce che "se apprezzamenti e svalutazioni in tal senso non sono possibili, è ...



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Corea del Nord ritira missili da basi di lancio



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LA CRONACA DEI FALLIMENTI DELLO STATO GRECO E LA CRISI OGGI


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LA CRONACA DEI FALLIMENTI DELLO STATO GRECO E LA CRISI OGGI

FONTE: COMEDONCHISCIOTTE.ORG

Riceviamo dalla Grecia e volentieri pubblichiamo. 

Trascrizione e adattamento di una conferenza pubblica tenuta ad Atene dall'economista Dimitris Kazakis. 

Il nostro primo fallimento, fallimento vero e proprio come Stato, si verificò nel 1827. Il primo atto che fece il governatore Kapodistrias fu di dichiarare il fallimento dei cosiddetti "crediti per l'indipendenza", i quali naturalmente non erano né prestiti né erano stati dati per l'indipendenza del paese. Il protocollo di Londra nel 1830, redatto dalle maggiori potenze, in contumacia naturalmente dei Greci, imponeva infatti con l'articolo 6, che le grandi potenze potevano intervenire militarmente nel paese quando volevano per fare ciò che volevano.


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