10/05/13

Con la crisi il 99% ha scoperto di essere povero


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Con la crisi il 99% ha scoperto di essere povero




La disuguaglianza è in aumento dal 1980 ma solo di recente è entrata nel dibattito pubblico





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Il Giappone ha fatto Bingo. Per ora


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Il Giappone ha fatto Bingo. Per ora

La Borsa di Tokio è alle stelle, con la chiusura di stamattina che ha fatto segnare il massimo dal gennaio 2008 e il dollaro Usa è salito oltre quota 100 nel cambio contro lo yen.


In termini finanziari (sottolineato: finanziari) sono risultati notevoli, che sembrerebbero confermare l'efficacia delle politiche adottate dal governo del neo premier Shinzo Abe. Il quale, rieletto nel dicembre scorso e forte della nettissima affermazione del suo Liberal Democratic Party che nelle elezioni anticipate ha conquistato ben 294 seggi su un totale di 480, si è gettato a capofitto in una politica drasticamente espansiva, che è stata subito battezzata Abenomics e che si condensa in una formula stringata e perentoria: crescita con ogni mezzo. Ovvero, in una versione un po' più ampia e articolata che fornisce egli stesso e che è tratta da un articolo-intervista di Arianna Huffington (qui), un approccio «delle tre frecce: alleggerimento quantitativo, investimenti pubblici e riforme strutturali. Iniziative che se prese separatamente potrebbero avere effetti negativi, ma che invece se prese di concerto e contemporaneamente sono, secondo Abe, invincibili».


Un approccio che si potrebbe definire "super keynesiano" e che, in pratica, mira a imprimere una serie di sferzate a un'economia, come quella nipponica, che da tempo è affetta da una grave e persistente tendenza alla deflazione. Paul Krugman, ad esempio, scrisse nell'agosto del 2010 che quello appena concluso era un «decennio perduto», chiarendo che «il Giappone si trova in questa situazione perché la sua tradizionale politica monetaria ha perso mordente e la Banca del Giappone non è disposta a essere più temeraria». Eppure, proseguiva l'economista, «la base monetaria in Giappone [ha avuto] un cospicuo aumento dal 1999 al 2003. Questo è il risultato di una politica di allentamento quantitativo, tentativo al quale il Giappone ha fatto ricorso per porre fine alla deflazione riempiendo le banche di riserve nella speranza che i soldi sarebbero andati a finire da qualche parte. Così non è stato».


Parole che prefigurano, appunto, quell'intervento a tutto campo che è stato deciso da Abe, imponendolo alla propria banca centrale (anche grazie al fatto che in marzo ha sostituito il precedente governatore, Masaaki Shirakawa, con l'assai più aggressivo Haruhiko Kuroda)...



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L'Euro? Un disastro destinato a fallire! CEO Saxo Bank: la crisi continuerà


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L'Euro? Un disastro destinato a fallire! CEO Saxo Bank: la crisi continuerà

"In 25 anni di carriera passata nel settore finanziario - ha detto il CEO Saxo Bank Lars Seier Christensen all'evento di Londra #FXDebates- raramente ho assistito ad un periodo così turbolento e allo stesso tempo interessante come quello della crisi dell'Euro.

La crisi dell'Euro si è rivelata un totale disastro, con conseguenze enormi per tutti i partecipanti al mercato valutario e per i cittadini dell'Eurozona.

Riportiamo di seguito i passaggi del discorso di Lars Seier Christensen che (...)


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Notizie Economiche
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"LA GRECIA, L'ITALIA E I TOPOLINI IN GABBIA ". INTERVISTA A MONIA BENINI



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Banche, poco credito e sofferenze alle stelle


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Banche, poco credito e sofferenze alle stelle

C'è del marcio nelle banche italiane. Nonostante i prestiti triennali agevolati concessi dalla Banca centrale europea fra novembre 2011 e marzo 2012 la situazione finanziaria e patrimoniale è a dir poco catastrofica. Eppure le banche italiane avevano incamerato ben 260 miliardi all'1% che sarebbero dovuti servire per tornare a fare credito alle imprese e alle famiglie. In tal modo si sarebbe innescata una decisa svolta. Le imprese avrebbero potuto investire e i cittadini avrebbero avuto più risorse per i consumi. E si sarebbe sostenuta la domanda interna con effetti positivi sulla crescita economica. Ma il risultato è stato opposto grazie anche al fatto che la Bce non ha vincolato...
Andrea Angelini


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Una nuova stagione separatista? Ecco come potrebbe essere


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Una nuova stagione separatista? Ecco come potrebbe essere

di GIANLUCA MARCHI


Il mio articolo di due giorni fa, col quale si è ipotizzato che è arrivato il momento di costituire un movimento genuinamente separatista, ha innescato molti commenti da parte dei nostri lettori. Bene. Ne sono contento, anche se una parte dei post ha espresso scetticismo, per non dire pessimismo, circa il fatto che un qualcosa del genere possa ancora accadere nelle nostre comunità dopo quasi un trentennio di Lega. Non poteva essere diversamente, ma va bene lo stesso, perché la partecipazione intorno alla discussione dimostra che quelle aspirazioni ancora albergano nell'animo di molti di noi, anche se c'è chi pensa possa esserci  un'evoluzione e chi pensa invece siano state sprecate quasi tutte le occasioni.


Vorrei mettere qui in chiaro alcuni punti dell'idea che mi son fatto la quale, come dicono dalle mie parte, se avrà le gambe camminerà:


1) E' inutile continuare a a ruotare intorno alla storia della Lega, dei suoi errori, dei comportamenti dei suoi dirigenti: ciò per cui è nato il movimento a cui in tanti, chi più chi meno, abbiamo creduto, ormai è sfumato, non è più nelle corde di chi governa via Bellerio. Serve a poco prendersela per questa evoluzione, mentre è più utile guardare oltre e pensare che molti leghisti, intensi come singoli cittadini che nel tempo hanno aderito al Carroccio, rimangono secessionisti, anzi io dico separatisti, e dunque è a loro che si dovrebbbe parlare, lasciando perdere i molti che invece sono diventati "leghisti" solo per interesse personale;


2) Del cammino compiuto dalla Lega, soprattutto negli anni entusiasmanti della prima fase, si può prendere spunto e insegnamento (mi riferisco in particolare all'impegno e alla militanza più genuini). Il resto è meglio lasciarlo perdere ed è inutile continuare a recriminare per ciò che è stato (nulla o quasi) e ciò che avrebbe potuto essere;


3) Molti lettori hanno voluto segnalare che, soprattutto in Veneto e in Lombardia, esistono già movimenti indipendentisti ai quali sarebbe inutile affiancare un altro partito politico. Sarò illuso, ma personalmente immagino un'altra cosa, cioè un movimento-rete che crei una connessione fra le realtà esistenti e quelle che anco...



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Wall Street sui massimi storici. Anzi proprio per niente.


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Wall Street sui massimi storici. Anzi proprio per niente.

Tutti i giornali ed i siti internet di finanza non fanno altro che parlare di borse, di nuovi massimi e di record che vengono abbattuti. E nello stesso tempo in ogni dove aumentano i dubbi di coloro che vedono una … Continua a leggere


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Azioni che rendono


repsolSIEMENS P/E 13.1x Div Yield% 4.0%
Siemens è delle più grosse conglomerate al mondo, attiva nel comparto Energia, Industria e Healthcare. Nel mese di luglio, il gruppo dovrebbe procedere con lo spin-off di Osram, attiva nel settore illuminazione, che presenta interessanti prospettive nel segmento LED. Il gruppo dovrebbe continuare a beneficiare dell’esposizione globale (miglioramento Cina, situazione robusta negli Stati Uniti, a fronte ovviamente della debolezza in Europa). L’outlook non brillante sul 2Q e sul 3Q sembrano già essere interessanti incorporate dalle stime di consensus. Le valutazioni restano sui fondamentali, supportate da un buon divident yield ed anche da spazi per ulteriori di operazioni capital management (buyback) considerata la solida struttura patrimoniale.
BASF P/E 12.5x Div Yield% 3.8%

Il mito del cambiamento


cambiamentoAvete notato quanto ultimamente tutti strombazzino in giro lo slogan “cambiamento”?
Bersani voleva fare il “governo dicambiamento”, senza che nessuno abbia capito il cambiamento a cosa si riferisse,
se non il solito generico contrapporsi a Berlusconi, che aveva governato fino a non tanto prima.

L'OPEC vede rischi per la domanda di petrolio


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L'OPEC vede rischi per la domanda di petrolio

Secondo l'OPEC i venti economici contrari potrebbero pesare sul mercato del greggio.


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Trasporto aereo: Quaranta (Enac), parecchie aziende su orlo crisi


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Trasporto aereo: Quaranta (Enac), parecchie aziende su orlo crisi



(Pubblicato il Fri, 10 May 2013 13:24:00 GMT)


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L’invasione di cicale negli Stati Uniti


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L'invasione di cicale negli Stati Uniti

Consigliamo di fare play prima di leggere, per avere una piena esperienza bucolica e arcadica durante la lettura dell'articolo.


La costa nord-orientale degli Stati Uniti, dal North Carolina al Connecticut, sta per essere invasa da miliardi di cicale, che riemergeranno dal sottosuolo in cui hanno vissuto negli ultimi 17 anni. Sotto il tiepido sole primaverile, tra le fronde degli alberi, i maschi faranno risuonare le loro corazze per attirare le femmine, che risponderanno facendo strofinare le loro ali: faranno un sacco di sesso e poi moriranno, dopo avere depositato miliardi di uova che daranno vita a una nuova generazione di cicale, di cui non sentiremo parlare per i prossimi 17 anni. Poi ricominceranno da capo, almeno negli Stati Uniti.


È proprio il lungo periodo tra un'ondata e l'altra di cicale a essere considerevole, e scientificamente rilevante per gli entomologi. Le cicale che salteranno fuori nel corso delle prossime settimane negli Stati Uniti sono nate nel 1996, quando alla Casa Bianca c'era Bill Clinton, nel Regno Unito c'era la grana della "mucca pazza" e Internet era usata da poco più di 45 milioni di persone in tutto il mondo. Nella primavera di quell'anno, come succederà in questi giorni, miliardi di cicale depositarono sugli alberi le loro uova, che si svilupparono tra i rami per poi piovere a terra e infilarsi nel sottosuolo. Lì hanno vissuto e si sono sviluppate per 17 anni, nutrendosi della linfa contenuta nelle radici degli alberi.


Le cicale che stanno riemergendo negli Stati Uniti in questo periodo appartengono al genere "magicicada", e si sono da tempo fatte notare dai ricercatori perché hanno un ciclo vitale molto lungo per gli standard degli insetti. Esistono fondamentalmente due grandi gruppi di magicicada: di un gruppo fanno parte le cicale con un ciclo di vita di 13 anni, dell'altro fanno parte quelle che vivono per 17 anni. Oltre ai due grandi gruppi, ci sono poi i sottogruppi delle diverse nidiate, che emergono in anni e periodi diversi negli Stati Uniti.


Le cicale di questi giorni fanno parte della Nidiata II ("Brood II"), in altre aree del paese ce ne sono diverse come la Nidiata I che è riemersa l'anno scorso in Virginia, West Virginia e Tennessee. Si stima che ci siano complessivamente 15 nidiate: 12 appartengono al gruppo del ciclo vitale di 17 anni e le 3 restanti al gruppo dei 13 anni. Ci sono quindi decine di miliardi di cicale che vivono e crescono nel sottosuolo degli Stati Uniti banchettando con le radici. L'in...



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Un’epocale soglia simbolica. La CO2 tocca per tutto il giorno le 400 parti per milione


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Un'epocale soglia simbolica. La CO2 tocca per tutto il giorno le 400 parti per milione

- Maria Ferdinanda Piva - Non accadeva da circa 3 milioni di anni. Non è mai accaduto da quando l'uomo abita sulla Terra. Durante tutta la giornata di ieri è stata raggiunta la simbolica soglia epocale delle 400parti per milione di anidride carbonica nell'atmosfera. Il dato viene dall'osservatorio di Mauna Loa, nelle Hawaii, la più [...]


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Grecia: 2000 da licenziare, è tensione


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Grecia: 2000 da licenziare, è tensione

ATENE - Lo spinoso problema dei licenziamenti nel settore pubblico, uno delle questioni considera


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La presentatrice che si ritrova nuda in diretta tv


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La presentatrice che si ritrova nuda in diretta tv

Piccolo incidente in diretta per Sandra Corcuera, conduttrice della tv messicana che si è ritrovata a dover gestire una camicetta un po' troppo scollata. Senza fare un plissé la ragazza si risistema la blusa, ma trattiene a stento le risa.


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I giovani precari di oggi saranno i vecchi poveri di domani


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I giovani precari di oggi saranno i vecchi poveri di domani

- Luigi Pandolfi - Si dice spesso, di questi tempi, che è molto alta la probabilità che chi è giovane e precario oggi sarà un vecchio povero domani.[1] Questa affermazione necessita ad ogni buon conto di un riscontro. In linea generale si arriva a questa conclusione attraverso un ragionamento molto semplice, a dir poco banale: per [...]


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Risparmio: le formichine italiane hanno depauperato il tesoretto


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Risparmio: le formichine italiane hanno depauperato il tesoretto


Ricorderete un anno fa, quando proprio su questo blog iniziai a denunciare un "cambio di rotta" per il risparmio in Italia.


Il risparmio degli italiani, quel tesoretto su cui abbiamo affidato il nostro futuro e che fino ad oggi ci ha permesso di affrontare la crisi in modo più "dignitoso" rispetto a quanto fatto da altri nostri "cugini" dell'Eurozona, si sta progressivamente erodendo.
Qualcuno di voi commenterà: " Ok, è il tesoretto degli italiani, ma è anche a causa di QUEL tesoretto che l'Italia rischia alla lunga il default". Vero. Però come ho già detto in passato, il debito si può gestire. La crescita economica no. Inoltre dobbiamo imparare a guardare AVANTI e non solo a girarci indietro e autocelebrarci oppure piangersi addosso. E' arrivato il momento di girare pagina. (Source) 


Purtroppo come ben sapete, non abbiamo mai girato pagina. La situazione è degenerata e oggi ci troviamo in piena recessione e con un debito sempre più alto. E nello stesso tempo quel tesoretto di cui parlavo ad aprile 2012 si sta polverizzando. Proprio quel tesoretto che prima ci proteggeva dalla crisi, oggi si è prosciugato e a breve noi ci troveremo senza quel polmone di sicurezza che ci aveva sempre caratterizzato come "formichine".
Negli ultimi venti anni la propensione al risparmio degli italiani si è ridotta di quasi due terzi, passando dal 22 all'8% del reddito disponibile.
No panic? Ok, panic…



STAY TUNED!


DT



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Buttate un occhio al nuovo network di




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Istat, ancora in calo la produzione industriale: -5,2% in un anno


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Istat, ancora in calo la produzione industriale: -5,2% in un anno

La produzione industriale scende ancora, segnando a marzo un ribasso dello 0,8% su febbraio e del 5,2% su base annua (dato corretto per effetti di calendario). Lo rileva l'Istat, che così registra il diciannovesimo calo consecutivo in termini tendenziali. E se si guarda al dato grezzo la caduta annua diventa ancora più forte (-9,5%).

La contrazione della produzioneindustriale a marzo non è una novità, ma supera le previsioni, con la maggior parte degli analisti che aveva stimato una flessione meno accentuata. Il dato quindi non conforta, portando il primo trimestre in calo dello 0,4% in termini congiunturali (-4,2% a livello annuo). Un ribasso che di sicuro si farà sentire sulla stima del prodotto interno lordo di gennaio-marzo, che l'Istituto di statistica pubblicherà la prossima settimana (mercoledì 15 maggio).

A marzo la produzione segna una crescita annua solo per il comparto dell'energia (+2,2%). Significative diminuzioni si rilevano, invece, per i raggruppamenti dei beni strumentali (-8,0%), dei beni intermedi (-6,5%) e dei beni di consumo (-4,5%). Nel dettaglio, i settori in crescita sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+6,3%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,4%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%). Il comparto che, in termini tendenziali, registra in marzo la contrazione più forte è quello dell'attività estrattiva (-16,0%).



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ADESSO È UFFICIALE: MONTE DEI PASCHI DI SIENA È KO. SI SALVI CHI PUÒ!


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ADESSO È UFFICIALE: MONTE DEI PASCHI DI SIENA È KO. SI SALVI CHI PUÒ!

12524-monte-dei-paschi-di-sienaDI GIUSEPPE SANDRO MELA*


«Moody's ha tagliato il rating a lungo termine di Monte dei paschi da Ba2 a B2».


  «L'azione di downgrade ha interessato anche gli strumenti subordinati a lungo termine della banca, nonché la controllata Mps Capital Services, il cui rating è stato portato allo stesso livello della banca senese


  «Proprio in merito ai Monti bond, Moody's nutre qualche dubbio sulla capacità della banca di restituire gli aiuti di Stato»


  «L'agenzia di rating ritiene poi che l'obiettivo di un utile pre-tasse di 1,2 miliardi al 2015, contenuto nel piano industriale di Rocca Salimbeni , non sarà semplice da conseguire».


* * * * *


«dubbio sulla capacità della banca


di restituire gli aiuti di Stato»


significa


insolvenza e fallimento.


 


Ecco spiegate le coliche addominali del Partito Democratico.


 


Yahoo Finanza. 2013-05-10. Moody's taglia il rating di Mps a B2, outlook negativo.


Moody's ha tagliato il rating a lungo termine di Monte dei paschi da Ba2 a B2. L'outlook è negativo e riflette principalmente le pressioni dell'impegnativo contesto operativo in Italia sul profilo di credito della banca senese. L'azione di downgrade ha interessato anche gli strumenti subordinati a lungo termine della banca, nonché la controllata Mps Capital Services, il cui rating è stato portato allo stesso livello della banca senese.


Infine, il rating standalone BFSR è stato riconvertito nella scala BCA a caa3 da caa1 per l'aumentata pressione sulla redditività di Mps, sulla qualità dei suoi asset e sulla patrimonializzazione, nonostante i 4,1 miliardi di sostegno pubblico, sotto forma di Monti bond.


Proprio in merito ai Monti bond, Moody's nutre qualche dubbio sulla capacità della banca di restituire gli aiuti di Stato dati gli interrogativi sulla generazione di capitale, attraverso l'attività gestionale, e le incerte prospettive di raccogliere capitale dall'esterno attraverso l'esercizio della delega per l'aumento di capitale da un miliardo di euro.

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E' ufficiale: La politica economica globale è finita nelle mani di pazzi scatenati


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E' ufficiale: La politica economica globale è finita nelle mani di pazzi scatenati





di Detlev Schlichter


La lezione del 2007-2008 doveva essere chiara: rafforzare il PIL con l'espansione monetaria – come ha fatto più volte la FED di Greenspan tra il 1987 ed il 2005, e più pericolosamente tra il 2001 ed il 2005 quando per accorciare una lieve recessione ha gonfiato un'enorme bolla immobiliare – può solo portare a boom di breve termine seguiti da bust gravi. Una politica di credito artificialmente a buon mercato non può non provocare sottovalutazione del rischio, cattiva allocazione del capitale ed una struttura finanziaria fortemente squilibrata, tutto questo poi porterà il falso boom ad un brusco arresto. I "bei tempi" dell'espansione monetaria, in gran parte caratterizzati da profitti eccezionali per il settore finanziario e dalla falsa prosperità degli asset finanziari e immobiliari (in gran parte goduti "dall'1%"), devono necessariamente finire con un mal di testa.

La crisi iniziata nel 2007 è stata quindi una grande opportunità: un'occasione per consentire al mercato di liquidare le dislocazioni accumulate e di portare l'economia in equilibrio; un'occasione per riflettere sull'instabilità intrinseca generata dall'attivismo della banca centrale e dalla manipolazione dei tassi di interesse; un'occasione per tagliare un settore finanziario gonfiato dall'influsso di denaro a basso costo; ed un'occasione per tornare al denaro sonante e, beh, al capitalismo. La leggerezza con cui si parla di "crisi del capitalismo" è sconcertante (una sciocchezza veicolata dal presupposto che tutto ciò che viene sostenuto dai banchieri deve essere rappresentativo dell'ideologia del libero mercato), il moderno sistema di "finanziamento delle bolle," del denaro fiat a basso costo e del debito eccessivo ha ben poco a che fare con il vero capitalismo di libero mercato.

Tale opportunità non è stata presa ed ora è persa – magari fino alla prossima crisi, per la quale non ci vorrà molto tempo. In questi ultimi anni è diventato chiaro – ed ancora di più negli ultimi mesi e settimane – che ci stiamo ...


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Slovenia: un piano per evitare il bailout. Funzionerà? Dubbi, mancano i dettagli


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Slovenia: un piano per evitare il bailout. Funzionerà? Dubbi, mancano i dettagli

La Slovenia tenta disperatamente di evitare un bailout internazionale e ieri ha annunciato la propria intenzione di vendere 15 aziende di proprietà statale e di aumentare l'IVA, ma le buone intenzioni non bastano.

Secondo gli investitori, i dettagli forniti al riguardo sono troppo vaghi e i tagli alle spese sembrano ancora un miraggio. Per la Slovenia è ancora turbolenza.

Slovenia: buone le intenzioni, ma pochi dettagli Il pacchetto di misure da adottare da parte della Slovenia, al fine di (...)


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Economia internazionale
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Occhio: sta montando un'altra mega bolla


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Occhio: sta montando un'altra mega bolla

Ormai se ne parla comunemente anche sui giornali finanziari che sino a ora, o almeno in tutti gli anni in cui a scriverlo erano solo quelli di controinformazione, non erano poi tanto propensi a rivelare i veri rischi delle "politiche eterodosse" utilizzate dalle Banche Centrali. Questa è la volta, addirittura, del Sole 24 Ore, che usa proprio questi termini riprendendo alcune analisi del Fondo Monetario Internazionale:



Il Fondo mette in evidenza che le politiche eterodosse adottate finora dalle banche centrali hanno contribuito alla stabilità finanziaria nel breve termine, soprattutto perché hanno rimesso in sesto i conti di tante banche traballanti, ma ricorda anche che c'è il rovescio della medaglia: le banche centrali hanno accettato di assumersi rischi finanziari nuovi per quantità e qualità e non sappiamo, perché siamo entrati in un territorio inesplorato nella storia della finanza, quali saranno le conseguenze, anche politiche nel lungo termine. Le banche, inoltre, potrebbero essere indotte a rinviare al futuro azioni di ristrutturazione e di risanamento assolutamente indispensabili. E via elencando fra uno scongiuro e l'altro. 



Val bene sottolineare che a fronte di questa "candida dichiarazione" del giornale di Confindustria, tutti gli altri a larga diffusione nel nostro Paese continuano a ignorare sistematicamente la cosa. È come se - "come se"? - ormai gli altri giornali di massa siano diventati dei tabloid di puro intrattenimento mentre se non altro, nel giornale finanziario, giocoforza qualche scampolo di verità trapela, qui o là. 


Insomma il punto è che risulta ormai evidente come, a fronte di una situazione dei mercati e dei titoli di Stato in apparente calma piatta, tutto sia dovuto alle monumentali liquidità in circolazione. Frutto, quest'ultimo, proprio delle operazioni a vario titolo di Quantitative Easing o similari. Da Occidente a Oriente, senza soluzione di continuità.


La domanda generale che si pone l'Fmi è la seguente: "Le politiche realizzate dalle banche centrali dopo la crisi generano rischi per la stabilità finanziaria?". Sembra uno scherzo e invece non lo è: sino a ora, tutte le politiche operate dalle Banche Centrali, unitamente alle consociate Banche private di investimento e credito, altro non hanno fatto che generare instabilità. Sino alla crisi attuale. E altro non stanno facendo che continuare sulla medesima strada. O non penserà mica, l'Fmi, che questa abnorme liquidità con la quale si sta irrorando un sistema ormai a secco possa non avere conseguenze, no?


Anche le azioni delle aziende stanno subendo una sorte inesplorata: grandi compagnie, ad esempio la Apple, solo per citarne u...



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LAFUNZIONE DELL'EURO NELLE PAROLE DEI SUOI ARCHITETTI


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LAFUNZIONE DELL'EURO NELLE PAROLE DEI SUOI ARCHITETTI


C'è chi ancora pensa che la moneta sia uno strumento neutrale e non
invece un mezzo fondamentale di politica economica. E c'è chi ancora pensa che l'euro, nelle intenzioni di chi l'ha imposto, era un'idea "nobile". Niente di più sbagliato.



euros.jpg

 



 



Le radici antidemocratiche dell'euro nelle parole dei suoi
stessi padri fondatori*




L'Euro è diventato oggi l'incarnazione di un vero e proprio strumento di governo ("means of structural transformation", un mezzo di
trasformazione strutturale lo definì Mario Monti nel 2011) con cui si stanno imponendo a interi popoli — sotto l'egida dell'emergenza, dello stato di necessità e con la mannaia dello spread
pronta ad abbattere i governi poco graditi ai mercati — decisioni altrimenti improponibili e inaccettabili da parte dei cittadini.




Questo fatto, lungi dall'essere una mia idea o una mia opinione, è stato placidamente ammesso dai padri nobili della moneta unica a
più riprese. Pertanto, faccio qui una breve rassegna per gli smemorati, utile a mostrare a quelli che parlano di "Unione politica europea", di "Stati Uniti d'Europa", di "Sogno europeo" e in
generale di uno sforzo politico per un'Europa più democratica, che la natura politica di fondo dei tecnocrati europei è incompatibile con qualsiasi disegno di matrice veramente
democratica.




Ecco le prove (con tutte le fonti liberamente consultabili), nelle parole dei padri fondatori dell'Euro e dell'Eurozona:





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La grande ONDA-QE-ZIRP si fa sempre più alta e minacciosa...


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La grande ONDA-QE-ZIRP si fa sempre più alta e minacciosa...

Continuano ad approfondirsi le Ab-normi Anomalie ingenerate dal nuovo Paradigma della Bolla perseguito dalla Banche Centrali...

detto anche la Grande Onda-QE-ZIRP (QE=Quantitative Easing in versione unlimited / ZIRP=politica dei tassi a zero in versione a tempo indeterminato)

Risultato?

Bolle, squilibri, decorrelazioni ed abnomità mai viste prima e diffuse un po' ovunque...in giro per questo Mondo nel quale, per tamponare l'esplosione della Bolla 2008-2009, hanno pensato bene di alzare...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Senilizzazione fulminea


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Senilizzazione fulminea

 Senilizzazione  fulminea della politica italiana

C'è qualcosa nell'aria che spinge verso il peggio, qualcosa che è difficile capire che cosa sia ma che forse ha segnato anche in passato i tempi dello sfacelo di una nazione. Il governo è appena fatto ed appare già vecchissimo ed alla sua prima riunione non è in grado di decidere niente, è costretto a rinviare. Si doveva occupare di due cose: l'IMU che è il ricatto politico di Berlusconi che intima la sua abolizione e la proroga della CIG che è l'avvenuta cronicizzazione della crisi occupazionale che non è più capace di recuperare i posti di lavoro delle persone che ne fruiscono.
 Il M5S comincia a mostrare la laida verità che riesce a nascondersi dietro l'idealismo per il quale otto milioni di italiani hanno votato. Ieri sera da Santoro il vice presidente della ARS carica assai ben remunerata ha fatto un sacco di storie per criticare la decisione di Grillo che insiste sulle regole di una retribuzione diversa dei parlamentari. . I soldi abbagliano e sono tantissimi. Altri personaggi di 5stelle seguiranno l'esempio di Venturini. Romperanno con Grillo e minacceranno la formazione di altri movimenti. Nessuno vuole rinunziare al tesoro di Ali Babà che ha trovato nelle Istituzioni e che dà le vertigini. 5 Stelle è destinato a deflagrare sulla mina dell'avidità di persone che non si rassegnano a non essere privilegiate continuando a stare tra i privilegiati. Se non interverrà una decisione istituzionale sul costo della politica, il movimento cinque stelle è destinato a soccombere o a sfasciarsi.
  Intanto vediamo che cosa succede quando la gente vissuta nella bambagia e nel privilegio finge di volersi adeguare alla condizione media degli italiani. Letta ha prenotato per il governo uno dei più esclusivi e lussuosi hotel a sette stelle esistenti in Italia, l'ex abbazia di Spineto, ottocento ettari di parco, locali e servizi di altissimo livello a costi per miliardari. Per cercare di fingere di tenere conto delle difficoltà economiche della media dei cittadini decide due cose: raggiungere Spineto in pulman e pagamento del soggiorno  "alla romana".  Ogni ministro pagherà di tasca sua il suo conto.
  Queste due misure piuttosto che rendere accettabile il soggiorno a Spineto lo rendono ancora più contraddittorio con la situazione generale del Paese. Intanto, ciliegina sulla torta, il consiglio dei ministri che doveva deliberare la soppressione del compenso dei ministri ha rinviato tutto non si sa a quando. I quattro milioni di euro che ministri e sottosegretari avrebbero fatto risparmiare allo Stato restano e pazienza se le scuole hanno i lavandini rotti e e sono prive di carta igienica.
   Intanto giungiamo alla vigilia del Consiglio Nazionale del PD che dovrà cercarsi un nuovo segretario e decidere sul Congresso. Il Consiglio Nazionale si trova difronte ad un fatto strepitoso ed assolutamente incredibile: un governo, imposto da Na...


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Monte dei Paschi ancora Downgradato da Moody’s (Downgrade MOSTRUOSO)


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Monte dei Paschi ancora Downgradato da Moody's (Downgrade MOSTRUOSO)

In una ennesima giornata di euforia borsistica, guidata da capitali in fuga dal Giappone e in cerca di rendimenti (e chissenefrega della solvibilità) questa notizia pare irrilevante, ad ogni modo l'agenzia Moody's ha appena downgradato il Monte dei Paschi di Siena:

da Borsa Italiana

Moody's taglia il rating di Monte dei Paschi

(Teleborsa) – Colpo si scure di Moody's su MPS. L'agenzia ha tagliato il rating a lungo termine della banca portandolo a "B2″ da "Ba2″, con outlook negativo. Ad annunciarlo Rocca Salimbeni, in una nota. Inoltre, il rating standalone BFSR "E" è stato riconvertito nella scala BCA a "caa3″ da "caa1″. L'azione di downgrade ha interessato anche gli strumenti subordinati a lungo termine della banca, nonché la controllata MPS Capital Services, i cui rating sono stati portati allo stesso livello di Banca MPS. Moody's non si sbilancia sul piano della banca senese. Secondo l'agenzia i target di riduzione dei costi imposto da MPS che prevede un taglio da 400 mln entro il 2015 è ambizioso "ma potenzialmente raggiungibile". Moody's spiega che il taglio su MPS riflette l'aumentata pressione sulla redditività, sulla qualità degli asset e sulla capitalizzazione nonostante l'iniezione di capitale da 4,1 miliardi attraverso i Monti Bond. Altro punto dolente visto che Moody's rimane incerta sul fatto che MPS possa rimborsarli..

Si tratta di un Downgrade M-O-S-T-R-U-O-S-O  cioè di 3 scalini.

Non è più un economia per vecchi, e questi sono segnali da cogliere per fare il necessario. Se proprio si deve, si può anche rimanere in Italia, ma almeno scegliere una banca meno critica sarebbe cosa buona e giusta. O no?

Ecco la scala di Moodys:

Moody's credit ratings
Investment grade
Rating Long-term ratings Short-term ratings
Aaa Rated as the highest quality and lowest credit risk. Prime-1
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Spagna, gli indignados invadono le filiali di Bankia per “sfinire” i dipendenti


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Spagna, gli indignados invadono le filiali di Bankia per "sfinire" i dipendenti


da: Il Fatto quotidiano

Protesta contro l'istituto nazionalizzato un anno fa e salvato con il fondo salva-Stati. In poco più di tre ore migliaia di attivisti hanno portato al collasso decine di agenzie di Madrid. A colpi di "cansinismo": cioè iniziative che portano allo sfinimento i dipendenti


La parola chiave è stata "cansinismo", cioè portare allo sfinimento i dipendenti. Quelli di Bankiaovviamente, la banca spagnola nazionalizzata quasi un anno fa e salvata dal fondo salva-Statidell'Eurozona, tramite il Frob (fondo spagnolo di ristrutturazione bancaria). Madrid si è svegliata con un Toque a Bankia, un esperimento di mobilitazione, convocato su Internet, con l'appoggio dei vari collettivi sociali, nati dal movimento degli indignados, come Gila (Gruppo di intervento) che ha dichiarato guerra al capitalismo.


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LA COMMISSIONE EUROPEA METTE FUORI LEGGE SEMI E PIANTE NON OMOLOGATE

Una nuova legge proposta dalla Commissione europea renderebbe illegale "coltivare, riprodurre o commerciare" i semi di ortaggi che non sono stati "analizzati, approvati e accettati" da una nuova burocrazia europea denominata "Agenzia delle Varietà Vegetali europee". Si chiama Plant Reproductive Material Law, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Il testo del progetto di legge, che è già stato più volte modificato a causa delle enormi proteste delle associazioni dei coltivatori, è riportato qui.

"Questa legge intende interrompere immediatamente la coltivazione professionale di varietà vegetali ad uso di piccoli coltivatori, di coltivatori biologici, e di agricoltori che operano su piccola scala", ha detto Ben Gabel, coltivatore di verdure e direttore del The Real Seed Catalogue. "I piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali - per esempio, coltivano senza usare macchine e non possono o non vogliono utilizzare spray chimici potenti. Non c'è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo perché non rispondono ai severi criteri della "Plant Variety Agency", che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali. "

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Non sono tutti pazzi per Draghi


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Non sono tutti pazzi per Draghi

Il taglio del costo del denaro e la possibilità che la Bce si spinga oltre hanno dato una spinta ai mercati. Ma mandare i tassi sotto allo zero farebbe piangere qualcuno.  




Basta con la vecchia politica monetaria ingessata. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha deciso di dare una nuova impronta all'istituto.  Per farlo ha scelto il palcoscenico di Bratislava quando, settimana scorsa, ha annunciato di aver portato il costo del denaro nell'Eurozona al nuovo minimo storico dello 0,5% (-25 punti base).


E' sceso anche il tasso sui prestiti marginali (-50 punti base all'1%), mentre resta invariato quello sui depositi (a zero). Per una volta, è stato assunto l'impegno di mantenere la politica monetaria in vigore almeno per un anno. Questa è un'eccezione alla politica "Mai preannunci", adottata nelle precedenti gestioni, che lascia la porta aperta a una discesa sottozero come incentivo alle banche a usare tutta la liquidità in eccesso (121 miliardi circa) per finanziare imprese e famiglie.



Le reazioni del mercato

"L'approccio aperto verso un eventuale taglio del tasso di deposito sotto lo zero è un altro tentativo di influenzare la curva dei rendimenti", spiega una nota firmata da Johannes Mueller, capo economista di Deutsche Asset & Wealth Management. "Non ci aspettiamo che i tassi di interesse divengano presto negativi. Tuttavia parlare di ulteriori possibili riduzioni è uno strumento collaudato per impedire ai tassi di interesse di crescere nel lungo termine. Quindi, riassumendo: la Bce ha consegnato il taglio dei tassi atteso, ma sta ora intensificando sempre più la comunicazione per esercitare un'influenza sul tasso di interesse a lungo termine".


Ma il nuovo atteggiamento di Draghi è anche la logica conseguenza del notowhatever it takes (fare tutto il possibile) in materia di supporto alla moneta unica lanciato dall'Eurotower a luglio dell'anno scorso. "Sta a significare come la Bce sia disposta a fare un passo in più nel caso di un ulteriore peggioramento della situazione economica", dice un report di Franz Wenzel,  chief strategist  di Axa IM. "L'impatto economico della manovra è piuttosto limitato, ma sottolinea la determinazione del Consiglio della banca di controbilanciare le conseguenze economiche negative e sanare il meccanismo di trasmissione della politica economica che tuttora rimane malfunzionante nei Paesi periferici europei. Ci lascia tuttavia perplessi la vaghezza del presidente Draghi in merito al miglioramento delle condizioni creditizie per le piccole e medie imprese. Un fatto particolarmente seccante, considerando che menziona la probabile persistenza di tali restrizioni nelle condizioni economiche dell'industria in Europa".


A chi conviene

I mercati si stanno preparando quindi a una politica di tassi sottozero? Di sicuro non sarà facile per Draghi arrivarci. "...



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Supercar low cost con targa straniera: le tasse aumentano e il trucco dilaga


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Supercar low cost con targa straniera: le tasse aumentano e il trucco dilaga

Ormai il fenomeno è tanto diffuso quanto percepibile: imbattersi in un'auto di pregio, grosse Bmw o Audi, spesso supercar come Porsche o Ferrari, con targa romena, polacca e ucraina è diventato discretamente comune nelle città italiane. Se, in un primo momento, qualcuno ha pensato a un improvviso e diffuso aumento del tenore di vita dei cittadini provenienti dall'Est Europa, presto ha dovuto ricredersi: nella maggior parte dei casi, si tratta dell'escamotage messo in atto da molti per aggirare l'infinità di tasse, di burocrazia, di multe e di problemi che oggi vanno in scia al semplice possesso di un'automobile, specie se di lusso. Il motivo del trucco è semplice: circolare, da cittadini italiani, con auto immatricolate in Paesi dove non si paga il superbollo e dove le tariffe assicurative sono meno della metà delle nostre conviene, anche perché si riesce a sfuggire dal redditometro e perfino dall'autovelox.

Due gli elementi che sembrano avere esasperato la situazione e generato tanti 'italiani stranieri' al volante: la supertassa che Monti ha calato sulla testa dei proprietari di motori con potenza superiore a 185 kW (20 euro di "bollo" in più per ogni kW in eccedenza) e i controlli a tappeto avviati dal governo l'estate scorsa nelle località di grido, da Cortina a Forte dei Marmi, con le telecamere dei telegiornali puntualmente convocate e con gli alt agli automobilisti seguiti dalle convocazioni per gli accertamenti fiscali da parte dell'Agenzia delle Entrate.   

Chi non ha venduto la propria supercar all'estero (fuga che vede protagoniste migliaia di Porsche, Ferrari, Maserati, Lamborghini), ha scoperto la targa straniera. Un modus operandi sempre più diffuso, eppure non affrontato con rigore da un'Europa impotente in materia: non esiste, infatti, un regolamento unico in materia e ogni membro può stabilire leggi e cavilli propri. Al controsenso normativo non sfugge l'Italia, dove utilizzare un'auto con targa straniera non è poi così difficile, né del tutto vietato.

Come funziona? Il caso più diffuso è quello del prestanome: un amico, un parente residente all'estero o magari un dipendente (in Italia la comunità romena ha superato il milione di persone). Non sussiste un esplicito divieto a guidare l'auto, per esempio, di un proprio operaio, anche tutti i giorni. L'unica limitazione viene dall'articolo 132 del Codice della strada: "Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero e che abbiano già adempiuto alle formalità doganali … sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato ...



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DEBITO PUBBLICO: L’ITALIA MIGLIORE D’EUROPA (E NON E’UNO SCHERZO)


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DEBITO PUBBLICO: L'ITALIA MIGLIORE D'EUROPA (E NON E'UNO SCHERZO)

DI MARCELLO FOA
Il Cuore del MOndo

La fonte è molto autorevole: la Neue Zürcher Zeitung (Nzz). L'autore dello studio molto competente in materia: l'economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l'Università di Friburgo, in Germania. La conclusione è molto sorprendente: l'Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile d'Europa. 

Possibile? Sì, se si considera oltre al debito esplicito anche quello implicito ovvero gli impegni già presi dallo Stato per i decenni a venire e legati in particolare all'invecchiamento della popolazione: dunque le pensioni in maturazione nei prossimi anni, la spesa sanitaria che dovrà essere sopportata da una popolazione più anziana; il tutto considerando il saldo primario dello Stato.


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Sanità, con ticket 2014 stangata di 350 euro a cittadino. Sommati ai precedenti pesano più di Imu e Iva



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Che fine hanno fatto i (nostri) diritti civili?


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Che fine hanno fatto i (nostri) diritti civili?

Il governo è ormai pienamente insediato o, come si dice in gergo, nel pieno delle sue funzioni. Si iniziano a stendere i temi importanti per il Paese, quelli sui quali le forze politiche, durante le elezioni, avevano puntato per ottenere consenso, in particolare le misure per la crescita economica.

Eppure, ancora una volta abbiamo la sensazione che manchi qualcosa. Nell'altalena di dichiarazioni che ci propinano su Imu, lavoro, cassa integrazione, misure a tutela delle donne e così via, pesa ogni giorno che passa l'assenza pressoché totale, e dunque inquietante, di una minima attenzione per i diritti delle persone.

Sono i diritti delle famiglie formate da persone dello stesso sesso, con o senza figli. Sono i diritti delle persone ad essere libere dalla violenza e dalla discriminazione in virtù del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. Sono i diritti delle persone di autodeterminarsi liberamente nelle scelte di fine vita, per morire davvero con dignità. Sono i diritti delle coppie che desiderano un figlio, ma non possono averlo per una legge (la n. 40 del 2004) restrittiva, cattiva, e da ultimo indegna di un paese civile. 

"Civile", già, è un aggettivo fin troppo abusato, anche dal sottoscritto. Ma è pure fin troppo fondato il sospetto che della "civiltà" abbiamo davvero perse le tracce. 

Sono "civili" le persone della nostra politica, deputati, senatori e ministri, che rinunciano ai loro programmi elettorali in nome dell'emergenza economica? E' civile un Paese nel quale per realizzare la propria vita di coppia è necessario trasferirsi all'estero? E' civile un Paese dove la discriminazione colpisce inesorabilmente le persone su ogni luogo di lavoro, coprendone le sofferenze col silenzio della legge, sempre in nome di altre supposte emergenze? E' civile una società che così facilmente rinuncia alle proprie legittime aspettative per risolvere le esitazioni di una classe politica recalcitrante, ottusa e priva di dignità?

Prendiamo la promessa, flebile e in verità priva d'entusiasmo, delle unioni alla tedesca tanto sbandierate da Pierluigi Bersani in campagna elettorale. Che fine ha fatto questa promessa? Era solo un modo per ottenere i voti degli omosessuali italiani? E con un governo come questo, soggetto al continuo ricatto da parte di un PDL da sempre oppositore di qualsiasi riconoscimento in materia, come si può pensare di far discutere con serenità disegni di legge come quelli sul matrimonio egualitario presentate da alcuni esponenti di PD e M5S nelle scorse settimane?

Non si può pensare di mettere in moto l'economia senza contemporaneamente inserire nel circuito del dibattito parlamentare i diritti delle persone, che sono anzitutto i diritti di tutte le persone, uguali e pari in dignità sociale, come recita la splendida formula dell'art. 3 della Costituzione. Quella parità sociale, sogno i...



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Giappone: borsa di Tokyo ai massimi da gennaio 2008. Yen in profondo rosso


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Giappone: borsa di Tokyo ai massimi da gennaio 2008. Yen in profondo rosso

La svalutazione dello yen è ripresa ieri pomeriggio dopo la pubblicazione dell'ottimo dato relativo alle nuove richieste settimanali di sussidi per la disoccupazione negli Stati Uniti, scese ai minimi degli ultimi 5 anni. Il cambio dollaro/yen, che era sotto quota 99, ha messo il turbo fino a superare la soglia psicologica di 100. Stamattina il cross è salito ulteriormente fin sopra 101. Il sell-off dello yen ha favorito l'ascesa della borsa di Tokyo, che continua a salire con straordinaria (...)


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Analisi dei Mercati
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Slovenia: annunciato piano di austerity per risanare la situazione economica

Slovenia: annunciato piano di austerity per risanare la situazione economica

Siamo stati tra i primissimi a parlare di, un paese che non era a, ma che necessitava di forti interventi per evitare di finire all’interno di una crisi gravissima. Ecco cosa scrivevo qualche mese fa. Lubiana sta per affondare e con lei tutta la Slovenia. Le sofferenze bancarie sono pari al 20% del ...

Parole e fucili


Paolo BecchiPOLITICA & SOCIETÀ

Parole e fucili

Perché se una cosa la dico io ha un senso, mentre se la dice Draghi...
La vicenda è fin troppo nota, purtroppo. Intervistato in radio dagli amici de La Zanzara il 2 maggio scorso, riflettevo sul clima di tensione sociale dei nostri giorni. Si isola una mia frase: «Se qualcuno tra qualche mese - sto scherzando - prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un...

RIVOLUZIONE VIOLENTA SU LARGA SCALA NEL MEDITERRANEO


RIVOLUZIONE VIOLENTA SU LARGA SCALA NEL MEDITERRANEO


In poco meno di 2 minuti Nigel Farage descrive quella farsa assoluta che è diventata l’Europa e ci spiega che teme che quello che farà saltare l’euro non saranno le componenti economiche ma una rivoluzione violenta su larga scala nel Mediterraneo!


Parlando nel workshop della Simon Black’s Offshore Tactics, questo Cicerone dei giorni nostri ha evidenziato che il Presidente francese François Hollande è il numero 1 degli idioti alla guida delle nazioni del mondo, e che a causa delle imminenti elezioni tedesche, per dimostrare che è lei al comando, teme che la Merkel userà toni ed azioni sempre più duri.


In parole povere, Farage – come Ron Paul – vi avvisa: se avete dei risparmi nelle banche europee tirate via i vostri soldi, perché, quando saremo nella prossima fase del disastro, verranno a cercare proprio i vostri risparmi.


Traduzione del video:


«Il mio timore è che quello che farà saltare l’euro non sarà determinato da aspetti economici ma da una rivoluzione violenta e su larga scala che vedremo nell’area del Mediterraneo, e voglio sottolineare che non è assolutamente necessario giungere a questo punto... 5 nazioni, 5 su 7 delle principali, sono state salvate e, lo avete già sentito dire qui per la prima volta, la prossima è la Slovenia; la Slovenia sarà salvata entro 2 o 3 mesi, ok... lo avete sentito dire qui per la prima volta... e dato che i francesi hanno adesso un nuovo presidente, io credo che di fatto, nel Pantheon dei giorni nostri, gli idioti governano le nazioni del mondo ed io credo che il signor Hollande sia senza dubbio alcuno il numero 1; il suo terzo atto è stato quello di mettere una tassa del 75% sui redditi alti a carico… ovvero come chiedere all’ultimo imprenditore di successo: “per cortesia, abbandoni il Paese immediatamente”... e l’idea che dobbiamo abolire le singole nazioni Stato è diventata una religione... e sapete che hanno una nuova bandiera ed hanno fin un nuovo inno europeo...? Nel Parlamento Europeo ogni 2 mesi fanno l’alzabandiera e suonano l’inno,... pensate che io mi sia alzato in piedi?.... No, fino alla morte... ma sono arrivati a questo perché la Merkel è preoccupata: ha le elezioni a settembre, quindi deve dimostrare al popolo tedesco che è una dura, e confiscare il denaro è un modo per dimostrarlo... Io voglio ripetere l’ammonimento che ho dato questa mattina: se avete degli investimenti, del denaro, appoggiati su banche della zona euro, il mio consiglio è: tirate via i vostri soldi dalle banche sotto quella giurisdizione al più presto perché quando saremo nella prossima fase di questo disastro, verranno da voi».


Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla Zero Hedge 07 Maggio 2013.