11/05/13

IL PIÙ GRANDE EVASORE DELLA STORIA: LO STATO ITALIANO!


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IL PIÙ GRANDE EVASORE DELLA STORIA: LO STATO ITALIANO!

Mela-con-il-Coltello-tra-i-Denti.1DI GIUSEPPE SANDRO MELA*


Lo stato italiano non ha versato per anni i contributi pensionistici ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e quindi li ha fatti confluire nell'Inps, ponendoli a carico di coloro che la sventura pose a lavorare nel comparto produttivo.


Forse che i pensionati italiani non saranno solidali con i poveri dipendenti delle pubbliche amministrazioni?


Unqua non fia!


Il presidente dell'Inps ha confermato che l'ente ha quasi terminato le sue disponibilità: in breve sarà illiquido.


 


  «Mastrapasqua, a sostegno del suo allarme, ha citato la Relazione della Corte dei Conti sul bilancio preventivo 2012, da cui emerge chiaramente che la fusione con Inpdap ed Enpals operata all'inizio del 2012 si è rivelata una pillola avvelenata per i conti dell'Inps: "il patrimonio netto … è sufficiente a sostenere una perdita per non oltre tre esercizi"


Già. E perché siamo vicini al fallimento anche dell'Inps?


  «Questo, a causa della fusione Inpdap-Inps, ovvero l'ente previdenziale dei dipendenti pubblici con la previdenza privata. Una fusione voluta dalla manovra Salva-Italia del 2011 che non ha cancellato il buco di 23 miliardi di euro, equivalente al debito che lo Stato ha nei confronti dei contributi previdenziali per i suoi dipendenti. Buco che ora grava nelle casse del SuperInps, con il rischio di non riuscir più a pagare le pensioni per i prossimi anni se non verranno fati interventi a carattere urgente per risanare i conti


Sì. Avete letto bene: ciò accade a causa del «debito che lo Stato ha nei confronti dei contributi previdenziali per i suoi dipendenti», e tutto questo si somma, tanto per gradire al «deficit di 91 miliardi che la Pubblica Amministrazione ha nei confronti dei propri fornitori». Poi, ovviamente, ci sono tutti gli altri debiti, ma state tranquilli. Sono solo un po' più di duemila miliari di euro.


 


  «Se le amministrazioni dello Stato rallenteranno ancora i pagamenti l'Inps avrà "ulteriori problemi di liquidità", che non potrà non ripercuotersi sul regolare pagamento corrente delle pensioni.»


 


  «Le entrate contributive si incrementeranno dello 0,9% (a 213,762 miliardi) nel 2013, le uscite per prestazioni istituzionali saliran...



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Il primo Drone-Killer della Cina?


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Il primo Drone-Killer della Cina?

David Axe Wired 10 maggio 2013


km4giUn paio di foto sgranate prese da da lontano potrebbero essere ora la migliore prova del primo drone aereo militare, a getto e presumibilmente armato, di Pechino. Le immagini, una delle quali ritagliate e zummate dagli utenti di Internet, è stata qui riprodotta per la prima apparizione nel mondo anglofono, sul forum Web Secretprojects.co.uk. Le foto seguono a ruota l'altrettanto ambigue prime foto dei due prototipi di caccia stealth della Cina (nel 2010 e nel 2012) e del suo aereo da trasporto pesante (quest'anno). Una foto sfocata e presa da lontano, ancora più ambigua, forse raffigurante il nuovo drone, è apparsa su un sito russo a marzo.

"Ancora i cinesi, 'Ci risiamo?'", il giornalista Bill Sweetman di Aviation Week così ha scherzato, dopo aver visto le immagini dei presunti droni armati. C'è consenso tra gli osservatori della Cina sul fatto che il velivolo raffigurato nelle foto sia il Lijian, ossia "Spada affilata", un Unmanned Combat Aerial Vehicle nato dalla collaborazione tra le aziende aerospaziali cinesi Shenyang e Hongdu. Propulso da un singolo motore a reazione e dotato di un carrello di atterraggio triciclo, l'UCAV Lijian sembra sfoggiare una cellula ad ala volante, condivisa da diversi prototipi di droni-killer made in USA. La cellula ad ala volante, utilizzata anche dal bombardiere stealth B-2, è ideale per i velivoli  radar-furtivi. Oltre alla sua fusoliera e alle possibili qualità radar-eludenti, non si sa molto del nuovo drone. Ma questo non significa che l'aspetto del robot sia inedito. La Cina ha già presentato un rudimentale drone armato ad elica. E nell'ultima edizione della relazione annuale del Pentagono (.pdf) sulle capacità militari cinesi, pubblicata all'inizio di questa settimana, ha previsto che un più sofisticato UCAV cinese avrebbe presto fatto la sua apparizione. "L'acquisizione e lo sviluppo di un Unmanned Aerial Vehicles a lungo raggio… e di un Unmanned Combat Aerial Vehicle, aumenterà la capacità della Cina di condurre ricognizioni a lungo raggio ed operazioni di attacco", afferma il rapporto. Vale la pena notare che la Cina è l'ultima grande potenza aerospaziale a presentare un primo prototipo di drone armato a reazione e furtivo (con bassa firma radar). Gli Stati Unit...



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L'ITALIA USI IL SUO ORO PER MINACCIARE L'USCITA DALL'EUROZONA


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L'ITALIA USI IL SUO ORO PER MINACCIARE L'USCITA DALL'EUROZONA


L'uso dell'oro sarebbe comunque un ripiego: sostituirebbe il valore "naturale" dello Stato sovrano,
cioè la libera creazione di moneta – cosa che avviene nel resto del mondo, da Londra a Washington, da Mosca a Pechino. La riserva aurea aiuterebbe i governi dell'Eurozona a recuperare parte della
sovranità perduta, prima con la "privatizzazione" delle banche centrali e poi con quella della moneta. 



 



euro



L'Italia ha tutti i mezzi per resistere alla crisi, a patto che voglia davvero farlo: deve cioè
minacciare l'uscita dall'unione monetaria europea, che la sta strangolando. Lo sostiene l'inglese Ambrose Evans-Pritchard, di fronte alla recente proposta del World Gold Council: utilizzare la
riserva aurea italiana, la quarta al mondo, per mitigare i dettami di austerità imposti dall'Eurozona. Duemila tonnellate d'oro, come garanzia di una prima tranche per le eventuali perdite degli
obbligazionisti: in questo modo, l'Italia potrebbe raccogliere sul mercato dei capitali almeno 400 miliardi di euro e sfuggire al ricatto del debito per un paio d'anni. Ma se a monte non cambiano
le regole di Bruxelles – avverte l'economista del "Telegraph" – dopo una boccata d'ossigeno biennale l'Italia potrebbe trovarsi definitivamente nei guai. E senza più neppure il salvagente dei
suoi lingotti d'oro.




La riserva aurea come garanzia, ricorda Evans-Pritchard in un intervento ripreso da "Come Don
Chisciotte", è già stata utilizzata nel 1974, quando Ambrose Evans-Pritchardl'Italia chiese un prestito di due miliardi di dollari alla Bundesbank. Stessa cosa fece il Portogallo, che sempre
negli anni '70 ottenne un miliardo di dollari dalla Banca dei Regolamenti Internazionali. E così anche l'India, che nel '91 usò il suo oro per ricevere un prestito dal Giappone. Un sondaggio
congiunto Wgc-Ipsos ha rilevato che il 61% degli imprenditori italiani e il 52% del pubblico sosterrebbe questa idea, mentre solo una piccola minoranza sarebbe contraria. Il rapporto dice: con
l'Italia che deve ancora affrontare importanti sfide finanziarie, il patrimonio dello Stato – come ad esempio le riserve d'oro – costituisce una possibilità per conquistarsi un certo spazio
vitale. Un debito sovrano garantito con "obbligazioni auree" costituirebbe un ...



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Le banche centrali accelerano la corsa verso lo schianto


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Le banche centrali accelerano la corsa verso lo schianto

Le banche centrali accelerano la corsa verso lo schianto Lo Sai

10 maggio 2013 (MoviSol) – Cinque anni dopo l'inizio della crisi finanziaria globale, tutte le politiche portate avanti dalle banche centrali sono fallite. L'economia è in discesa libera, i governi sono in bancarotta e che fa la BCE? Annuncia la creazione di una nuova bolla dei derivati!

Alla conferenza stampa mensile della BCE il 2 maggio, Mario Draghi ha annunciato che l'istituto di Francoforte sta esplorando la possibilità di resuscitare il mercato delle cartolarizzazioni ABS (Asset-Backed Securities) che, ha affermato, "è morto da tempo". Alla richiesta di dettagli, Draghi ha risposto spiegando che la BCE è alla ricerca di titoli da acquistare dalle banche, "ma non c'è tanta roba in giro che possiamo acquistare". Gli piacerebbe volare con "l'helicopter money", come Bernanke, ma ciò non è possibile a causa delle differenze tra i sistemi americano ed europeo. Con i tassi tagliati allo 0,50 per cento, quelli per i prestiti marginali all'1 per cento e il rinnovo delle MRO (Main Refinancing Operations) almeno di un anno, fino al luglio 2014, la BCE è arrivata alla fine del palo. L'opzione successiva sono i tassi negativi. Dopo aver offerto quantità illimitate di liquidità, ora la BCE pensa di pompare direttamente il mercato dei derivati, ricostruendo la bolla che è esplosa nel 2007!

Attualmente le banche non prestano alle imprese e alle famiglie. Poiché l'austerità ha prodotto disoccupazione, distrutto reddito e consumi, le imprese non hanno domanda e le famiglie non hanno reddito. Difficile per una banca prestare soldi a imprese senza ordinazioni e famiglie senza reddito. Ma invece di lanciare programmi di investimento in modo da agire su domanda e offerta, la BCE suggerisce che le banche prestino comunque denaro, trasferendo il rischio con la cartolarizzazione dei prestiti, seguendo proprio il modello OTC (originate to distribute) che ha causato la crisi.

Ben diversamente dalla ripresa annunciata dalla BCE per la metà del 2013 (adesso), l'economia europea si trova in una recessione crescente, e la ripresa è stata rinviata all'anno prossimo. Anche l'economia americana è in discesa, nonostante la propaganda governativa che parla di aumento dell'occupazione. I fatti dicono che l'occupazione ufficiale, con 135,5 milioni, è meno del livello dello scorso novembre (135,6 milioni). Negli anni recenti, fatta eccezione per il 2008, l'occupazione è sempre tornata in aprile al livello pre-natalizio. Stavolta ha mancato l'obiettivo di centomila occupati.

Non si può certo parlare di successo del Quantitative Easing. E che fa la Fed? Dall'ultima riunione del Federal Open Market Committee è emerso ...



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L’ultima trovata. Trent’anni di cinema senza Elio Petri


Cover Mondella - PetriDiego Mondella raduna un gruppo di autori (Della Casa, Giusti, Zagarrio, Spagnoletti, D’Agostini, Zanello, Chiesi, Cotroneo, Caldiron, Rossi, Monetti, Marelli, Savatteri, Dottorini, Cairola, bajani,Abbate) per realizzare un’antologia di scritti finalizzati a ricordare Elio Petri, cineasta impegnato ingiustamente sottovalutato dalla critica.
Ne viene fuori un buon testo, con tutti i limiti dei lavori antologici, poco uniformi e frammentari, ma che ha il suo punto di forza in un interessante apparato di interviste agli amici e in una stupenda conversazione tra Elio Petri e Dacia Maraini.

Amos Oz, “Tra amici”


tra-amici-250x391Tra i maggiori narratori viventi, Amos Oz risiede da diversi anni ad Arad, anonima cittadina fondata nel 1962 e situata a sud dello Stato di Israele vicino al Mar Morto, ai confini del deserto del Negev.
Ed è proprio il deserto che continua a legare alla città di Arad lo scrittore di Gerusalemme che recentemente ha dichiarato: «Ogni mattina alle cinque, quando è ancora buio, mi incammino tra rocce e sabbia. Da solo, nel silenzio più profondo, osservo il sorgere del sole. Il deserto rappresenta quel che è eterno contro ciò che è provvisorio. Mi è indispensabile per scrivere».
Penso che in queste parole sia racchiusa tutta la personalità del grande romanziere israeliano, l’essenza della sua scrittura e della sua filosofia di vita.

VENTI ESEMPI DELL’ATTACCO DELL’AMMINISTRAZIONE OBAMA ALLE LIBERTÀ CIVILI NAZIONALI

L’amministrazione Obama ha confermato, proseguito e ampliato quasi tutte le draconiane violazioni delle libertà civili nazionali introdotte sotto l’amministrazione Bush. Qui presentiamo venti esempi di gravi attacchi ai diritti nazionali alla libertà di parola, alla libertà di riunione, alla libertà di associazione, al diritto alla privacy, al diritto ad un giusto processo, alla libertà di religione, e alla libertà di coscienza avvenuti da quando l’amministrazione Obama ha assunto il potere. Prendeteli in esame e poi decidete se, nell’ambito delle libertà civili nazionali, c’è una qualche differenza fondamentale tra la presidenza Bush e la presidenza Obama.

Il Patriot Act
Il 27 maggio 2011, il Presidente Obama – passando sopra ad un gran numero di obiezioni bipartisan – ha ratificato una proroga congressuale di quattro anni per certe controverse disposizioni del Patriot Act che stavano per scadere. Nel marzo 2010, Obama aveva firmato un’analoga proroga, di un anno, del Patriot Act. Questi provvedimenti permettono al governo, con il permesso di un tribunale segreto speciale, di acquisire dati all’insaputa dell’interessato, di sorvegliare segretamente persone sospette che non hanno legami noti con gruppi terroristici, e di avere carta bianca sulle intercettazioni telefoniche.

La criminalizzazione del dissenso e militarizzazione della polizia 

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Cento milioni di posti di lavoro


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Cento milioni di posti di lavoro

Nei prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa dell'India, tra i 15 e i 64 anni, crescerà di 125 milioni di persone. Nella decade successiva, se ne aggiungeranno altre 103 milioni. In qualche momento durante questo lungo periodo di tempo, dicono le previsioni demografiche, la forza-lavoro indiana supererà quella cinese intorno all'enorme numero di un miliardo di persone.


L'economia ha sempre avuto un rapporto difficile con la variabile demografica. Intorno agli anni Sessanta, la crescita incontrollata della popolazione era vista come una disgrazia, più o meno come nelle idee dell'inglese Robert Malthus, che notò come, se le risorse alimentari crescono in progressione aritmetica (1, 2, 3, 4…) e la popolazione in progressione geometrica (1, 2, 4, 8…) si arriverà molto presto alla catastrofe.


Con la Rivoluzione verde e i progressi resi possibili dalla tecnologia, che Malthus non poteva immaginare, quelle previsioni si rivelarono sbagliate, ma intorno al 1970 la "bomba demografica" (titolo di un famoso libro di Paul Ehrlich e della moglie) era un problema ancora molto temuto e ben presente alla classe dirigente indiana, che sotto la guida di Sanjay Gandhi – l'ennesimo esponente di una dinastia che domina tuttora la politica indiana – avviò una grande campagna di sterilizzazioni forzate.


Il programma si rivelò un drammatico fallimento e di lì a qualche anno anche le cupe previsioni degli Ehrlich vennero superate dai discorsi sul "dividendo demografico": e cioè che la rapida crescita economica e un contemporaneo calo del numero di figli per donna sono un periodo molto positivo per un paese in via di sviluppo, perché la forza lavoro continua ad aumentare per un certo periodo ma contemporaneamente le persone che devono essere mantenute in ogni famiglia diminuiscono.


L'effetto positivo è che ci sono più risparmi da mettere da parte e da usare in successivi investimenti. Questo processo si è verificato più o meno nella storia recente delle "Tigri asiatiche", e tra gli anni Novanta e i Duemila si è parlato spesso della stessa possibilità per l'India. Gli Ehrlich mettevano in guardia dalla possibilità di disastrose carestie negli anni Settanta e Ottanta, mentre i modelli successivi dicevano che l'evoluzione demografica dell'India sarebbe stata una benedizione. Anche perché, nel frattempo, la Cina sta entrando in una fase in cui la sua popolazione comincerà a calare, per effetto dei cambiamenti nella società cinese e delle politiche di pianificazione familiare.


Dal punto di vista demografico, infatti, è il momento dell'India, che intorno al 2025 dovrebbe superare la Cina al primo posto nella classifica dei paesi più popolosi del mondo. Eppure, come spiega un



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Slovenia a rischio crac: si svende per salvare la sovranità


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Slovenia a rischio crac: si svende per salvare la sovranità

da ALTRE FONTI


Vendesi. Con un drammatico piano, un «pacchetto di stabilità» già spedito a Bruxelles, la Slovenia si impegna a mettere sul mercato 15 tra le sue maggiori aziende. Si privatizzeranno, promette la premier Alenka Bratusek, la compagnia di bandiera Adria Airways, la Telecom Slovenija e soprattutto la seconda banca, Nova Kreditna Banka Maribor (Nkbm). Si alzerà l'Iva, dal 20 al 22%. Lubiana, insomma, in una disperata corsa contro il tempo cerca di fare da sola quello che l'Unione europea inevitabilmente chiederà. Sperando che basti. Sperando di non essere il primo tra i Paesi della «Nuova Europa» ad alzare bandiera bianca, a chiedere l'umiliazione del salvataggio di Bruxelles.


Difficile solo qualche anno fa prevedere un simile esito. Impensabile, quando il Paese uscito indenne dalle guerre che sgretolarono i Balcani, nel 2004 adottò l'euro, primo tra gli Stati dell'ex blocco comunista. O quando per due anni di fila registrò la maggiore crescita dell'eurozona. Eppure, qualcosa si è inceppato, o meglio quel fuoco fatuo del 2005-2006 conteneva già i semi della distruzione, dilatando un'economia tutt'altro che sana.

Non è una crisi del debito, almeno tenendo a mente i parametri italiani, perché in Slovenia è del 64% (e solo una settimana fa, prima che Lubiana collocasse due bond per 3,5 miliardi era al 54%). Eppure, il 30 aprile Moody's ha svalutato il credito allo status di junk («spazzatura»). Le proiezioni dell'Osce dicono che il Paese sarà in recessione prolungata (lo è dal 2008) e che il debito è destinato a superare il 100% del Pil nel 2025. Nel 2014 Lubiana secondo la Commissione Ue sarà, con Nicosia, l'unico membro dell'eurozona con crescita negativa. La Slovenia, oggi, è a un passo dal perdere l'accesso ai mercati.

Com'è potuto succedere? Sicuramente c'è stata una terribile bolla immobiliare, che ha piegato il sistema bancario in ginocchio: i quattro maggiori istituti di credito sloveni sono a rischio. La sua, tuttavia, è una crisi modello Spagna o Irlanda, e non Cipro: il settore bancario mobilita il 140% del Pil, non l'800%. Senza dubbio, però, sono state le banche ad aver alimentato un boom senza freni. Bastava passare da Nova Gorica, dove la ditta Primorje costruiva in notturna, gli operai illuminati dai fari. Oppure si può fare oggi un giro nel quartiere fantasma di Siska a Lubiana, 800 alloggi disabitati e un buco per un albergo che non nascerà mai. «Davamo prestiti senza chiedere un euro di garanzia», ha ammesso il direttore della Nova Ljubljanska banka. Il resto è storia: il crollo Lehman, i tassi che salgono, crediti ormai inesigibili. In giro ce ne so...



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La svolta economica che tutti ignorano: in Cina


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La svolta economica che tutti ignorano: in Cina

Dati macro truccati, finanze pubbliche "fuori controllo", stime su crescita pil di appena +3%.Soros: rischio fuga banche, crisi alla Lehman.


Il consiglio statale della Cina ha detto che aprirà le frontiere per accogliere nuovi flussi di capitale. Al momento ci sono limiti molto rigidi per le compagnie europee o americane che volessero, ad esempio, convertire euro o dollari in yuan per costruire una fabbrica o avviare una start-up. Stesso discorso vale per un cittadino cinese che voglia convertire yuan in euro per investire nel mercato azionario tedesco. Il piano verrà svelato quest'anno e benché nessuno vi stia prestando attenzione rischia di essere la storia economica pi§ importante.





Guardando all'enigma Cina, poi, economisti e analisti di tutto il mondo tentano di fare il punto della situazione, cercando di capire in primis se il boom economico degli ultimi anni continuerà ancora, e se la fase di rallentamento confermata dagli ultimi dati macro abbia un valore solo episodico. 

"China may not overtake America this century after all", ovvero la Cina potrebbe non superare gli Stati Uniti e diventare la prima economia del mondo, scrive la penna di Ambrose Evans-Pritchard, editorialista del Telegraph. Aumentano infatti i dubbi sulla sostenibilità di un miracolo che è durato per ben 30 anni, e che ora sarebbe, se non al capolinea, vicino a esso.

La "gara" tra i due potenti del mondo potrebbe dunque riconfermare al podio, per l'ennesima volta, la congiuntura americana.


Le domande, poi, non mancano: i numeri che sono stati sfornati finora sulla crescita del pil cinese, sono stati sempre attendibili? L'interrogativo è più che lecito, soprattutto dopo che il premier Li Keqiang ha rivelato che per misurare la crescita Pechino utilizza l'utilizzo dell'elettricità, i cargo che transitano nelle ferrovie e i prestiti bancari; certo, i dati relativi all'elettricità vengono utilizzati anche da qualche analista, ma in questo caso il premier avrebbe ordinato alle società di utility di gonfiare i dati.


Lo stesso Lim si è posto inoltre l'obiettivo di frenare la crescita cinese a un limite pari al 7% per il prossimo anno, rallentando anche il ritmo eccessivo degli investimenti – che rappresentano il 49% del Pil, record mondiale – prima che si verifichi un eventuale scoppio della bolla speculativatemuto dal mondo intero.


Contraddizioni, dunque, nella Cina moderna, che forse non cresce ai ritmi riportati, ma che comunque avanza a un tasso pericoloso, che metterebbe a rischio l'economia globale. Che dire poi dell'ammissione di uno stesso funzionario, che ha detto che le finanze pubbliche dei governi locali sono "fuori controllo"?


Ecco che i pilastri su cui si regge Pechino appaiono sempre più fragili. E vengono di conseguenza snocciolati numeri che rendono meno probabile, almeno nel corso di questo secolo, il superamento degli Stati Unit...



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Faber: "Qualcosa si spezzerà.. e di brutto"


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Faber: "Qualcosa si spezzerà.. e di brutto"



Submitted by Tyler Durden on 05/10/2013



Il mitico "Gloom, Boom, and Doom" Marc Faber ha lasciato un'intervista a The Globe and Mail:





Domanda: "E' un buon momento per comprare oro?"





Faber: "Nessuno sa se è un buon momento per comprare oro o no… ma come ho ripetutamente detto nei miei report io compro oro ogni mese e sul recente calo ho comprato più del solito. Ho comprato a 1400 dollari l'oncia e ho anche un ordine a 1300 e uno a 1200 e uno a 1100 (?!) ma solo l'ordine a 1400 è stato consegnato.


Non venderò mai il mio oro, come ho ripetuto spesso alla gente… la mia allocazione massima in oro al momento è sul 25% dei miei asset."





Domanda: "Mr. Faber, ha indicato di crede che ci sarà un crash del mercato quest'estate. Ci potrebbe dire che cosa precederà un evento del genere?"






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Quanto valgono gli stipendi eliminati dal governo Letta?


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Quanto valgono gli stipendi eliminati dal governo Letta?

Il conto e il confronto con il MoVimento 5 Stelle


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L’austerita’ e’ l’ideologia dei super-ricchi


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L'austerita' e' l'ideologia dei super-ricchi


L'influenza della dottrina dell'austerity non può essere compresa senza parlare anche di classi sociali e di diseguaglianza. Il programma dell'austerity rispecchia da vicino, la posizione dei ceti abbienti, ammantata di rigore accademico. Ciò che il più ricco un per cento della popolazione desidera diventa ciò che la scienza economica ci dice che dobbiamo fare.


di Paul Krugman.


È raro che i dibattiti economici si concludano con un ko tecnico. Tuttavia, il dibattito che oppone keynesiani ai fautori dell'austerità si avvicina molto a un simile esito.

Quanto meno a livello ideologico. La posizione pro-austerity è ormai implosa; non solo le sue previsioni si sono dimostrate del tutto fallaci, ma gli studi accademici invocati a suo sostegno si sono rivelati infarciti di errori e omissioni, nonché basati su statistiche di dubbia attendibilità.


Due grandi interrogativi, tuttavia, persistono. Il primo: come ha potuto diventare così influente la dottrina dell'austerity? E il secondo: cambierà la policy, adesso che le rivendicazioni fondamentali dei sostenitori dell'austerità sono diventate oggetto di battute nei programmi satirici della terza serata?


Riguardo alla prima domanda: l'affermazione dei fautori dell'austerità all'interno di cerchie influenti dovrebbe infastidire chiunque ami credere che la policy si debba basare sull'evidenza dei fatti, o essere da questi fortemente influenzata.

Dopotutto i due principali studi che forniscono all'austerity la sua presunta giustificazione intellettuale — quelli di Alberto Alesina e Silvia Ardagna sull'"austerità espansiva", e di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff sulla fatidica "soglia" del novanta percento del rapporto debito/Pil — sono state ferocemente criticati già all'indomani della loro pubblicazione.


Austerity-is-not-workingGli studi, inoltre, non hanno retto a un attento scrutinio. Verso la fine del 2010 il Fondo monetario internazionale aveva rivisto Alesin...



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La voce del padrone, da Bava Beccaris a Bini Smaghi


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La voce del padrone, da Bava Beccaris a Bini Smaghi

Galileo? Un cretino: in effetti non è la Terra a orbitare nello spazio, ma il Sole. Ergo, «l'austerità non è una scelta dettata dalla Banca Centrale Europea». Del resto, lo sanno tutti: Bruxelles e Francoforte sono istituzioni umanitarie. Se ora si è passati alla frusta, la responsabilità è tutta dei governi e della loro incapacità di «introdurre le riforme strutturali capaci di aumentare il potenziale di crescita delle loro economie». A sostenenerlo non è un umorista, ma il fiorentino Lorenzo Bini Smaghi, banchiere centrale europeo fino al 2011 e ora "visiting scholar" ad Harvard e presidente di Snam Rete Gas, nel libro "Morire d'austerità. Democrazie europee con le spalle al muro". Come dire: Tolomeo rivisitato nel 2013 e doppiato dalla voce del mitico generale Fiorenzo Bava Beccaris, l'uomo che a Milano nel 1898 non esitò a sparare sulla folla degli affamati, facendo a pezzi più di 500 persone. Colpa loro, probabilmente, anche in quel caso.  (continua…)




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DALLA CINA/ Lao Xi: con le pensioni l’Italia è all’epoca feudale


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DALLA CINA/ Lao Xi: con le pensioni l'Italia è all'epoca feudale

Giovani ed emigrati ovunque sono la forza di una società, se l'Italia invece di fare affidamento su di loro, fa affidamento sui pensionati sta già aspettando la morte, commenta LAO XI

(Pubblicato il Sat, 11 May 2013 06:04:00 GMT)

PENSIONI/ L'Italia delle rendite e delle ingiustizie generazionali, di G. Longhi
IL CASO/ Carrello della spesa, badanti e stage: così le imprese "arricchiscono" il lavoro, di E. Massagli


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Dopo l’euro: prospettiva sovranista


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Dopo l'euro: prospettiva sovranista

Ho già pubblicato la sintesi del mio intervento ad Avezzano.


Per chi fosse interessato, ecco la versione integrale.






Dopo l'euro: la prospettiva dell'ARS (Stefano D'Andrea)









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IL M5S DEVOLVE OLTRE 425/MILA EURO A FAVORE DEI TERREMOTATI


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IL M5S DEVOLVE OLTRE 425/MILA EURO A FAVORE DEI TERREMOTATI


Art.5297
Lo ha affermato il parlamentare del Movimento Michele dell'Orco: "Durante la campagna elettorale abbiamo raccolto 774.208,05 euro da donazioni volontarie e ne sono stati spesi 348.506,49 così, come avevamo già annunciato, tutta la differenza sarà devoluta ai terremotati" ...
LEGGI: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5297








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La riserva frazionaria è il cuore del probelma


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La riserva frazionaria è il cuore del probelma



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Il fallimento dello stato assistenziale


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Il fallimento dello stato assistenziale

Tutte le istituzioni, tutte le organizzazioni sociali, impongono alla gente modelli che ostacolano lo sviluppo delle qualità individuali; più ancora, a me sembra, limitano il dispiegarsi delle più autentiche doti umane… Mi pare che ci sia un dato connaturato a tutte le istituzioni, abbiano esse obiettivi positivi, come scuole, università, ospedali, o assolutamente negativi, quali [...]

L'articolo Il fallimento dello stato assistenziale sembra essere il primo su Italian Insane Information.



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La piaga di un sistema bancario difettoso


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La piaga di un sistema bancario difettoso

Al Parlamento europeo, discorso dell'onorevole Bloom del partito UKIP di Nigel Farage,




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E' dalle banche centrali che nasce la piaga


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E' dalle banche centrali che nasce la piaga



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Spread energetico: Brent Vs barrel


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Spread energetico: Brent Vs barrel

brentoil.jpg

Brent  vs  barrel. Si è aperto il fronte di un altro spread, fondamentale quanto ignorato. Lo spread sul tasso di interesse dei buoni del tesoro emessi dall'Italia e dalla Germania, garantisce un titolo sui giornali ogni volta che cambia un decimale.

Continua a leggere Spread energetico: Brent Vs barrel...

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Wall Street in moderato rialzo Bill Gross: bond a fine corsa


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Wall Street in moderato rialzo Bill Gross: bond a fine corsa

Moderati rialzi a Wall Street dove il presidente della Fed ha messo in guardia sull'eccessiva propensione al rischio. L'indice Dow Jones Dow Jones ha [...]




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TASSI IN FORTE RIALZO..CORREZIONE AZIONARIO SI AVVICINA!


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TASSI IN FORTE RIALZO..CORREZIONE AZIONARIO SI AVVICINA!

Chart forCBOEInterestRate10-YearT-Note (^TNX)
I TASSI SUL DECENNALE AMERICANO PASSANO IN POCHI GIORNI DALL'1,65% AL 1,90%. Il rialzo blocca la salita del mercato azionario americano. Tuttavia l'arrivo di denaro giallo (giapponesi che comprano dollari) frena storni improvvisi.

I titoli di stato decennali tedeschi vedono i rendimenti aumentare da 1,16% all'1,38% in pochi giorni. Anche in questo caso rialzi cosi' improvvisi dei tassi portano a storni sul mercato azionario.
Per l'Italia...lo spread rimane  a 252 punti base ...il che implica che il rendimento dei BTP sale al 3,90%...

German Government Bonds 10 Yr Dbr


GDBR10:IND

1.380.11 8.66%


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