19/05/13

Si morirà più di caldo che di freddo


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Si morirà più di caldo che di freddo

L'Università della Columbia: l'aumento delle temperature colpirà anche gli umani


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L’EUROPA È ORMAI UN SOGNO BALCANICO. ARRIVA LA CROAZIA. di Antonio de Martini


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L'EUROPA È ORMAI UN SOGNO BALCANICO. ARRIVA LA CROAZIA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera


un altro affare di Maria Calzetta : la Croazia il 1luglio entrerà nella UE a pieno titolo.

La Germania, che era l'ultimo paese a dover ratificare l'accordo, ha deliberato positivamente l'ammissione non senza il fervorino di rito sulle virtù dell'Austerità.

La Repubblica di Croazia è al suo ........


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Showdown, la resa dei conti sull’eurocrisi nel libro del broker tedesco Dirk Mueller


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Showdown, la resa dei conti sull'eurocrisi nel libro del broker tedesco Dirk Mueller

La resa dei conti sull'eurocrisi. Showdown è il titolo del pamphlet firmato da Dirk Mueller, ex broker della Borsa di Francoforte, che disegna gli scenari dell'ultimo biennio horribilis del continente. Moneta unica, germanocentrismo, ruolo del Fmi, default ellenico: c'è di tutto in questo volume che in Germania sta spopolando per via delle tesi radicali sostenute.

Nocciolo della crisi continentale è la Grecia, dove secondo Mueller l'ex premier Iorgos Papandreou è stato "fantoccio esecutivo nelle mani degli Stati Uniti", in quanto ha consegnato il Paese su un piatto d'argento al Fondo Monetario Internazionale. "La sua missione è stata quella di portare in tutti i modi alla rottura nelle relazioni tra la Grecia e l'Europa". Mentre la colpa del suo predecessore, il conservatore Kostas Karamanlis, era di essere troppo vicino a Putin, all'interno di uno scenario geopolitico complesso e articolato. C'è tra l'altro una conversazione telefonica in merito, diffusa da Wikileaks, secondo cui il 18 febbraio 2009 l'ambasciatore americano ad Atene Speckhard telefonò a Washington sostenendo che "Papandreou, probabilmente sarà il nuovo primo ministro, ed è per noi molto positivo".

Scrive che Atene verserebbe in condizioni migliori se avesse la propria moneta, dal momento che dispone di consistenti giacimenti di gas e idrocarburi per svariati milioni di euro. Le definisce "le più grandi riserve in Europa". Tra l'altro cita un rapporto proveniente da Deutsche Bank a Londra che conterrebbe valutazioni analitiche sui guadagni potenziali provenienti dagli idrocarburi greci che, solo nella zona meridionale di Creta, potrebbero raggiungere in pochi anni 427 miliardi di euro. Mentre al Fondo Monetario Internazionale riserva parole al vetriolo, sostenendo che l'unico scopo del potente istituto capitanato da Christine Lagarde è quello di "distruggere l'economia greca, così che i depositi presenti nel sottosuolo possono essere venduti a basso costo proprio per avvantaggiare le multinazionali". A sostegno delle sue pagine cita inoltre Ottmar Isingk, direttore di Goldman Sachs, secondo cui "il ruolo del Fmi è quello di portare al collasso l'economia greca, la colpa del governo greco è di non aver applicato esattamente il programma di stabilizzazione economica. Così da costringerli a consegnare lo sfruttamento del minerale alle multinazionali a fronte di un prezzo esiguo".

E ancora: "L'Europa – asserisce – non è più presa in considerazione", in quanto il gioco "planetario si muove tra l'America e l'Asia, in particolare Cina". E sulla certezza granitica che ha circa il fatto che l'Europa non abbia trattato sui depositi della Grecia e di Cipro, Muller dice che quando i ciprioti proposer...



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La Casta Estrattiva che coltiva i popoli


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La Casta Estrattiva che coltiva i popoli

- Claudio Messora - Esiste una Casta che coltiva i popoli, sfruttandoli come vere e proprie miniere sociali da cui estrarre oltre l'80% delle risorse disponibili. Non rappresentano che l'1% della popolazione mondiale, ma riescono a mantenere i loro privilegi grazie agli immensi giacimenti di risorse umane, mentre al restante 99% dei cittadini del mondo [...]


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Busto Arsizio, i bimbi stazionari e fuori pericolo. La madre: “Spero che muoiano”


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Busto Arsizio, i bimbi stazionari e fuori pericolo. La madre: "Spero che muoiano"

"Ero terrorizzata per il loro futuro, l'ho fatto per il loro bene, spero che muoiano". Silvia B., la donna che ieri a Busto Arsizio (Varese) ha gettato dal terzo piano di casa i suoi figli, si è giustificata così col pm Mirko Monti che l'ha interrogata e ha firmato il decreto di fermo per duplice tentato omicidio con l'aggravante di aver agito sui discendenti.

I piccoli, il maschietto 6 anni e la femminuccia di 3, sarebbero fuori pericolo di vita. Secondo i responsabili dell'ospedale di Legnano il piccolo, che ha riportato un trauma cranico, resta in prognosi riservata nel reparto di rianimazione ma ha trascorso una notte tranquilla. La sorellina, che ieri era stata ricoverata con un trauma toracico all'ospedale di Busto Arsizio è stata poi trasferita in serata all'ospedale di Bergamo ed è ricoverata in terapia intensiva pediatrica. Le sue condizioni sono stazionarie: gravi ma stabili, e comunque non sarebbe in pericolo di vita. Secondo il quotidiano La Prealpina la piccola avrebbe gridato alla madre "Mamma no, non farlo". 

Silvia, che ha spiergato che voleva togliersi la vita, è agli arresti domiciliari nel reparto di psichiatria dal quale era stata dimessa il 10 maggio scorso: "Da giorni avevo questa idea in testa, i bambini mi infastidiscono, non mi fanno dormire e io ho bisogno di riposare un po' perché sto male. L'ho fatto per il loro bene, non vedo futuro per loro, non potevo assicurarglielo". In casa la donna era con la madre, che si era allontanata per andare a preparare il pranzo. Quando l'anziana è tornata in salotto e ha chiesto spiegazioni la figlia le ha risposto: "Li ho buttati".

Difficilmente con una storia clinica di questo genere alle spalle (alcuni testimoni dicono che la malattia risalisse ad ancora prima della nascita dei due figli, ndr) l'indagata potrà essere considerata imputabile. Difficilmente ci sarà un processo perché questo non è previsto per chi viene considerato incapace di intendere di volere. Ma questo sarà una perizia a doverlo stabilire.



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RIPRESA SOLO NEL 2020, QUANDO MENDICHEREMO UN LAVORO


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RIPRESA SOLO NEL 2020, QUANDO MENDICHEREMO UN LAVORO


«Il disastro sociale e civile della Grecia sta diventando una opportunità economica per la finanza
internazionale, come la ricostruzione di un paese distrutto dalla guerra. Questa è la ripresa». Vogliamo accelerarla? «Dobbiamo smetterla di frenare il rigore: prima ci autodistruggiamo, prima
arriva il momento di ripartire».



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Parola di Giorgio Cremaschi, che condanna innanzitutto l'atteggiamento della sinistra: «Giorgio
Napolitano – afferma l'ex leader della Fiom – rappresenta con il massimo dell'onestà e del rigore una sinistra che ha rinunciato ad essere se stessa». Una sinistra «che ha accettato i dogmi
dell'economia liberale e che ora condivide le follie dei trattati e delle istituzioni europee che impongono l'austerità». E' una sinistra "complice", in tutto il continente, perché «contribuisce
alla distruzione dello stato sociale e dei diritti del lavoro». E soprattutto «si è assunta il compito di spiegare che a tutto questo non c è alternativa», proprio come diceva Margaret
Thatcher.




Impressionante il baratro nel quale il paese sta precipitando: secondo le previsioni più ottimistiche,
scrive Cremaschi su "Micromega", il Pil tornerà Napolitanoai livelli pre-crisi soltanto nel 2020, ma neppure allora sarà assorbita la disoccupazione di massa: lo scenario di oggi è solo l'avvio
di un futuro uguale o peggiore. E nonostante un quadro da apocalisse, proseguono gli appelli a una politica "a bassa voce", invocata in nome degli impegni assunti da governi e Parlamento con
l'Unione Europea: "State zitti, l'Europa ci ascolta". «Non ci sono illusioni da coltivare, secondo Giorgio Napolitano, sul fatto che si possa in breve abbandonare la politica di austerità e
rigore», dice Cremaschi. «I patti europei, il Fiscal Compact, la Troika non lo permettono. Quindi non ci saranno risorse per la mitica ripresa, per i disoccupati, i precari e i cassaintegrati, i
pensionati. Non ci saranno risorse se non per qualche aggiustamento e qualche dilazione di catastrofi sociali. I conti non lo permettono».




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Flassbeck: salviamo l'Europa dalle macerie della moneta unica


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Flassbeck: salviamo l'Europa dalle macerie della moneta unica




In una recente analisi pubblicata dalla Rosa Luxemburg Stiftung, il grande economista tedesco Heiner Flassbeck ribadisce la sua scarsa fiducia nella possibilità di salvare la moneta unica e lancia un appello: salviamo l'Europa politica dal crollo dell'Euro. Versione completa in inglese qui.




Lo studio proposto dalla fondazione Rosa-Luxemburg «The Systemic Crisis of the Euro – True Causes and Effective Therapies» di Heiner Flassbeck und Costas Lapavitsas mostra  come l'Euro sia minacciato nella sua stessa esistenza. Sin dall'inizio sono state ignorate le condizioni necessarie per il funzionamento della moneta unica. La gestione della moneta unica, concentrata sulle questioni fiscali, non si è mostrata adeguata alla complessità della situazione, ed è stata accecata dall'ideologia degli attori piu' importanti. Ancora una volta, l'attenzione sugli aspetti fiscali ("crisi di debito pubblico") ha impedito una terapia completa ed efficace. Inoltre, aver accusato in maniera unilatarale i paesi debitori ed aver preteso da loro una politica di austerità, ha messo in moto una crisi economica le cui conseguenze negative per le condizioni di vita degli uomini mettono in discussione i sistemi democratici e la convivenza pacifica dei cittadini in Europa, con un impatto negativo che durerà per decenni.





E tardi, ma forse non ancora troppo tardi per un'inversione di rotta. Se la Germania, come principale paese creditore, mostrasse comprensione cambiando radicalmente la ...


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"Fate gli idraulici che è meglio"


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"Fate gli idraulici che è meglio"

Il sindaco di New York Bloomberg: "Altro che Harvard, si guadagna di più"


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Crisi di liquidità per le banche italiane


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Crisi di liquidità per le banche italiane

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Lo stato patrimoniale delle banche italiane si fa sempre più debole. Mancano miliardi di euro.

Il peggioramento della recessione e gli stress test più rigidi definiti da Basilea 3 potrebbero mettere nei guai le banche italiane di medie dimensioni, che già si trovano a fronteggiare una mancanza miliardaria di liquidità.

E' quanto risulta da un'analisi di Reuters, secondo cui il peggioramento delle casse delle banche italiane più piccole metterà l'Italia nella situazione di dover chiedere nuova liquidità. al contempo si prospetta una revisione sulle regole per la concessione dei prestiti.

Anche in vista degli stress test europei, che dovrebbero avvenire in concomitanza, o poco prima che la Banca centrale europea, il prossimo anno, assumerà la diretta supervisione di banche della zona euro, gli istituti più piccoli sono sotto pressione per rafforzare i loro bilanci dopo che Bankitalia ha verificato la presenza di prestiti che non rispettano le regole patrimoniali più severe definite da Basilea 3.
Negli ultimi mesi, le sofferenze sono saliti al tasso annuo del 20%.

(Fonte : Wall Street Italia.com)

L'articolo Crisi di liquidità per le banche italiane sembra essere il primo su Ticinolive.



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Il punto della situazione


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Il punto della situazione


di Ida Magli


È diventato difficile in Italia, dagli ultimi giorni del 2011 ad oggi, rendersi conto del passare del tempo, cercare di padroneggiarlo rievocando gli avvenimenti e tentare di fare il punto della situazione. In realtà si è trattato di un tempo-non tempo, affondato per i cittadini in una specie di limbo, immobile ed oscuro, di cui non si sa nulla perché non è stato mai sperimentato in precedenza e dal quale quindi si aspetta che siano gli esperti, i politici a traghettarci, nella nostra veste di "ombre", verso la luce. Ma i politici sanno bene che questa strada non esiste perché l'unica possibile comporterebbe rimettere in questione l'unione europea, cosa che nessuno vuole fare e neanche osa porre di fronte a sé.


Ripetono, perciò, che si vede la luce in fondo al tunnel ma è il tunnel che non è per nulla un tunnel, ossia un corridoio da percorrere per raggiungere una meta: è invece la situazione, è la realtà.



Anche se è vero che la crisi economica è drammatica, lo stato di atonia nel quale si trovano i popoli non nasce dai debiti che è impossibile ripianare, così come non ne nascono gli atti estremi di chi uccide i propri figli prima di suicidarsi, o si getta da un ponte perché senza speranza di trovare lavoro: questi sono atti che ne rappresentano semmai un'assoluta, finale negazione. Ci si uccide perché appunto il tunnel non è un tunnel; perché la situazione è immobile e senza senso. La crisi è veramente crisi della politica, ossia dell'unico sistema abilitato ad agire nelle democrazie. Le rovine che hanno travolto nel crollo i popoli d'Europa, sono le rovine delle imprese condotte dai politici, delle loro idee prima ancora che della loro realizzazione. Non è possibile neanche rendersi conto di che cosa significhi affermare, come tutti affermano, che c'è la crisi della politica, la sfiducia nella politica, in un'Europa che aveva affidato tutto alla politica. Tutto, ossia "troppo". Infatti i politici hanno costruito l'unificazione europea, e in prospettiva l'unificazione del mondo, più come sogno, come immagine ideale, che come realtà, tanto da non averne chiamato quasi per nulla i popoli a prenderne atto e a ratificarla. Tutto è stato fatto senza i popoli, con l'inganno, la finzione, la menzogna, ed è soprattutto per questo che adesso, come si vede chiaramente in Grecia, in Spagna, in Italia, i politici si ritrovano soli davanti alle rovine, così come si ritrovano soli i popoli. Una solitudine tanto più spaventosa perché si tratta di riempire con una fiducia che non c'è, l'inganno dei tanti inni canta...



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Cina, a breve sarà primo importatore di riso. Quello straniero costa di meno


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Cina, a breve sarà primo importatore di riso. Quello straniero costa di meno

A orecchie italiane suonerà come se il nostro Paese importasse mozzarella, ma la Cina dei grandi numeri e dei grandi cambiamenti ci regala anche questo: presto, il Dragone sarà il primo importatore mondiale di riso. Lo rivelano le stesse fonti di Pechino, secondo cui sono i chicchi stranieri vanno ormai per la maggiore nello sfamare una popolazione sempre meno contadina e sempre più urbanizzata. Il Paese in cui si dice il riso sia nato nel sesto millennio avanti Cristo lo compra da qualcun altro. 

Le importazioni saliranno quest'anno a 3 milioni di tonnellate dai 2,34 dell'anno scorso e così la Cina scavalcherà la Nigeria al primo posto. Il rapporto che lo prevede è statunitense, rilasciato dal United States Department of Agriculture (USDA), ma i media cinesi riprendono la notizia dandole enfasi e senza smentirla. Il che rivela che c'è de vero. Sta di fatto che anche in base ai dati ufficiali cinesi, nei primi tre mesi dell'anno le importazioni di riso sono aumentate di un incredibile 192 per cento rispetto a un anno fa, raggiungendo le 690.000 tonnellate.

Come la Cina sia diventata importatrice netta dell'alimento base di oltre metà della popolazione mondiale ha poco a che fare con limiti naturali e molto con le leggi dell'economia globalizzata. Basti pensare che per l'intero quinquennio che si è concluso nel 2011, la Cina ha importato "solo" 450mila tonnellate di riso l'anno. Alla radice dell'inedito problema esploso nell'ultimo biennio c'è infatti la differenza di prezzo tra i mercati nazionali e globali.

Il punto è che, negli ultimi anni, la produzione di riso a livello internazionale è aumentata, mentre il consumo è diminuito. Per la più scontata legge della domanda e dell'offerta, il prezzo è sceso. Così, il governo cinese ha deciso di proteggere la produzione interna contravvenendo le leggi di mercato e fissando un prezzo minimo. Di fatto, i prezzi del riso domestico, artificialmente alti, incoraggiano molte imprese cinesi a importare quello meno costoso dall'estero. L'output di riso a livello internazionale è previsto per quest'anno in aumento del 2 per cento anno su anno, per un totale di 479 milioni di tonnellate. In tal caso, il 2013 sarebbe l'ottavo anno consecutivo di aumento delle rese di riso, secondo l'USDA. Le scorte globali hanno raggiunto 107,8 milioni di tonnellate, il livello più alto dal 2002. La stessa Cina ha da parte sua collaborato all'eccesso di offerta globale. Così il Dragone si trova nella paradossale situazione di produrre sempre più riso e di importarne in quantità sempre maggiore. Il paradosso è ovviamente l'ennesima arma nell'arsenale di quanti spingono per ulteriori riforme di mercato: basta interventi dello Stato, lasciate fare alla "mano invisibile".

Intervistato da China Daily, il consulente dell'agenzia Beijing Orient Agribusiness, Ma Wenfeng af...



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SD: Fallito l'HKMEx, l'exchange di metalli preziosi di Hong Kong


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SD: Fallito l'HKMEx, l'exchange di metalli preziosi di Hong Kong


Notizia che potrebbe far pensare che alla fine "non tutti i Rothschild escono col buco" :)






By The Doc - May 18, 2013






Quando l'HKMEx dei Rothschild (Hong Kong Metals Exchange) è stato lanciato nel 2011 molti nella comunità dei metallari avevano speculato che il sistema del COMEX e dell'LBMA, se non addirittura sarebbero arrivati al fallimento, quantomeno sarebbero diventati sempre più irrilevanti con l'avvento di questi exchange di metalli preziosi asiatici.






Ma a due anni dal lancio del nuovo exchange invece – e forse a prova della chiara evidenza di come ora oro e argento stanno cominciando a scarseggiare – l' HKMEX ha annunciato che smetterà volontariamente il trading e tutte le posizioni aperte saranno chiuse e liquidate finanziariamente (in cash) per lunedì prossimo!






Come riporta Commodities Now :






L' Hong...


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Banche: con le nuove regole di supervisione della BCE per gli istituti italiani saranno dolori


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Banche: con le nuove regole di supervisione della BCE per gli istituti italiani saranno dolori

Dall'anno prossimo per le banche italiane potrebbero essere dolori. La Banca Centrale Europea infatti acquisirà i nuovi poteri di vigilanza che le permetteranno di modificare i meccanismi di finanziamento agli istituti bancari, cosa che potrebbe creare non pochi problemi a molte delle nostre banche che di quei fondi hanno parecchio bisogno.

Secondo un'analisi di Reuters infatti, la BCE potrebbe applicare dei parametri molto più selettivi nella concessione di prestiti che potrebbero andare a (...)


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Economia internazionale
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Dibattito: il “debito eterno” (da El Cuncursante, signoraggio e banche)


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Dibattito: il "debito eterno" (da El Cuncursante, signoraggio e banche)

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di REDAZIONE

signor 300x189 Dibattito: il Spesso fra i lettori/commentatori de L'Indipendenza si accendono vivaci dibattiti sull'esistenza o meno del debito pubblico, sulle banche, sul signoraggio.

Ebbene, proponiamo questo video (segnalatoci da un lettore) che gira sulla rete non per sposarne i contenuti, non entriamo nel merito, ma per innescare una nuova discussione, possibilmente civile, fra i nostri lettori.

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch? v=q2S0nX-WG5k

 

da L'indipendenza



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Alessandro Ticozzi. L’inviato dalla rete


Cover TICOZZIUn appassionato di cinema non resta indifferente di fronte alla quantità di materiale che Alessandro Ticozzi riesce a raccogliere nel suo ultimo libro.
Piatto ricco mi ci ficco! Verrebbe da esclamare. E infatti si comincia con un’intervista inedita a Leonardo Celi e ad Andrea Pergolari che ha per tema l’attività brasiliana di Adolfo Celi e Luciano Salce, di certo non troppo nota.
Tra le chicche del libro apprezziamo una rivalutazione del Jerry Calà regista, cineasta non molto considerato dalla critica alta, ma che resta un autore in grado di stupire.
E poi ci sono i mostri della commedia all’italiana (e non solo): Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Vittorio Caprioli, Gabriele Ferzetti, Antonio Pietrangeli (nei ricordi del figlio), Luigi Zampa, Ugo Tognazzi, Ettore Scola, Vittorio Gassmann (intervista alla figlia Paola) Bud Spencer, Steno (visto dal figlio Enrico Vanzina), Renato Pozzetto

Tutti gli importi superiori a 100.000 euro in banca sono a rischio


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Tutti gli importi superiori a 100.000 euro in banca sono a rischio








Il piano della CEE a Cipro stà senza dubbio per essere applicato in Irlanda ... "Bank deposits of over 100,000 euros ARE at risk" del quotidiano Irish Times







"Discussions on the controversial bank resolution regime, which is likely to see savers with deposits over 100,000 euros "bailed in" as part of future bank wind-downs, are due to intensify this week in Brussels, ahead of Tuesday's meeting"


Preparatevi, perché accadrà un giorno o l'altro anche qui.

Articolo originale di TUTTOUNO.
Non è consentito ripubblicare, anche solo in parte, questo articolo senza il consenso del suo autore.
I contenuti sono distribuiti sotto licenza Creative Commons.


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Basta un centinaio di troll per controllare il web italiano


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Basta un centinaio di troll per controllare il web italiano

Su segnalazione di Who? riporto dal blog Volare è Potare di Francesco Lanza una intervista estremamente rivelatrice di certe "dinamiche" che vediamo accadere spesso e (mal) volentieri nei luoghi d'incontro virtuale della rete.

P.S. L'articolo è una parodia? Be' a parte che la realtà supera sempre la realtà romanzata, sarebbe il classico esempio di come nascondere una verità scomoda.



Un troll pentito svela come la Ka$ta paga i provocatori online



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Bankitalia va al governo


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Bankitalia va al governo

Quando la politica è debole, senza idee e priva di visione di lungo periodo, gli altri poteri dello Stato riempiono il vuoto: talvolta la magistratura, più spesso la Banca d'Italia

Ormai sarebbe più semplice trasferire la sede del governo da Palazzo Chigi a via Nazionale, invece che continuare a prelevare i dirigenti apicali della Banca d'Italia per metterli su tutte le poltrone chiave della politica economica. L'ultimo caso è di ieri: il Consiglio dei ministri ha nominato Daniele Franco nuovo Ragioniere generale dello Stato. Franco era fino a ieri il responsabile della ricerca economica e delle relazioni internazionali della Banca d'Italia, uno dei massimi esperti di finanza pubblica, che ha lavorato al processo di integrazione monetaria europea e ha analizzato la politica economica dei governi di questi ultimi anni. Da ragioniere generale dovrà certificare che tutti i provvedimenti del governo abbiano le coperture finanziarie richieste dalla Costituzione e, se necessario, potrà bloccarli, come tante volte ha fatto il suo detestato (da moltissimi politici) predecessore, Mario Canzio
La situazione bizzarra è che Franco avrà l'ultima parola su leggi e decreti il cui referente politico sarà, ovviamente, soprattutto il ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni, che fino a poche settimane fa era il superiore diretto di Franco, in quanto direttore generale della Banca d'Italia. Non solo: il programma del governo Letta si fonda, come ricordato dal premier e dal presidente Giorgio Napolitano, sui documenti elaborati dal comitato di "saggi" riuniti dal Quirinale. Tra questi c'era Salvatore Rossi, attuale direttore generale della Banca d'Italia. Con un minimo di archeologia politica, si può ricordare che il quadro finanziario che tante fatiche ci sta costando (con il pareggio di bilancio anticipato dal 2014 al 2013) ha la sua origine nella lettera della Bce firmata anche dall'allora governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, oggi presidente proprio della Bce, unica istituzione che può difendere l'Italia dalla furia dei mercati in caso di nuovo panico. 
Anche la Rai è affidata alla Banca d'Italia, con la presidente Anna Maria Tarantola, già responsabile della vigilanza in via Nazionale. Certo, si sono tutti dimessi, formalmente sono indipendenti, ma all'imprinting e a rapporti pluridecennali non si sfugge, ma questa è la sintesi brutale: il ragioniere di Bankitalia dovrà vistare i provvedimenti del ministro di Bankitalia redatti per raggiungere obiettivi fissati da Bankitalia e dettagliati in un programma che Bankitalia ha contr...


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Paul Krugman: il vero motivo per cui abbiamo bisogno della crisi


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Paul Krugman: il vero motivo per cui abbiamo bisogno della crisi

Noah Smith ha recentemente offerto un interessante punto di vista sulle vere ragioni per cui le elites appoggiano così tanto l'austerità, anche se le sue politiche non funzionano. Egli sostiene che le elites vedono nelle difficoltà economiche un'opportunità per far passare delle "riforme" - il che significa fondamentalmente i cambiamenti che loro desiderano, che possono servire o no a promuovere la crescita economica - e si oppongono a qualsiasi politica che potrebbe attenuare la crisi senza la (...)


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Mps, l’altro scandalo: il trucco per imbrogliare Antitrust e Banca d’Italia


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Mps, l'altro scandalo: il trucco per imbrogliare Antitrust e Banca d'Italia

Non ci sono solo gli ormai celebri derivati Alexandria e Santorini. Per la Procura della Repubblica di Siena il Monte dei Paschi è una miniera inesauribile di storie ai confini della realtà. Tutte, a quanto pare, derivanti dalla sventurata acquisizione della Banca Antonveneta, con cui nell'autunno del 2007 l'allora presidente Giuseppe Mussari segnò di fatto l'inizio della fine della sua carriera di manager e, forse, della stessa banca senese. Tutte imbarazzanti per le autorità di vigilanza, Bankitalia, Antitrust e Consob: se nel gennaio scorso qualcuno ha accusato soprattutto gli uomini dell'allora governatore Mario Draghi di essere stati quantomeno distratti, adesso appare evidente che il Montepaschi è riuscito con una certa facilità ad aggirare i controlli e a trarre in inganno gli ispettori di palazzo Koch.

I pronti contro termine
Dalle carte dei pm senesi (Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso) risulta che tra novembre e dicembre 2009 i vertici del Montepaschi organizzarono un complesso movimento di denaro dei clienti da una città all'altra, all'apparente scopo di trarre in inganno la Banca d'Italia e l'autorità Antitrust. La storia va ricostruita perché finora lo scandalo senese ci ha raccontato manovre spericolate e, secondo la procura senese, illecite per occultare le difficoltà della banca. In questo caso, invece, pare di assistere a una gratuita e disinvolta furbata per ingannare Banca d'Italia e Antitrust. La vicenda è sul tavolo dei magistrati senesi.

Il 27 novembre 2009 il direttore amministrativo del Monte, Attilio Di Cunto, telefona a Lorenzo Biscardi, alto dirigente della Fondazione Mps,azionistadicontrollo della banca. Dice Di Cunto: "Bisognerebbe far aprire alla filiale del Monte a Roma un conto corrente intestato alla Fondazione nella quale far trasferire cento milioni di nostri Pct [pronti contro termine, ndr] che al momento abbiamo sulla filiale di Siena, invece di farli sulla filiale di Siena si trasferiscono cento milioni sulla filiale di Roma, questo gli serve perché ai livelli Antitrust per voler far le statistiche…". Biscardi sembra già informato della cosa, e spiega: "Marco ci ha chiesto codesta… come ti posso dire codesta… ci ha posto la domanda: se e che quando potevamo trasferire su un conto corrente a Roma o a Milano per i motivi dell'Antitrust e quant'altro, perché non si può avere piu del 58% e via andare…".

La quota di mercato
Spiegazione del dialogo. Quando Montepaschi acquista l'



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Un prelato Spagnolo esprime timori sul fatto che la crisi dell’euro possa causare una recrudescenza di “odio reciproco”

Dal Telegraph le preoccupazioni della Chiesa di Spagna, che interviene con aiuti alle famiglie in una situazione sempre più insostenibile. 
(Grazie ad Alex per la traduzione, che gli ha messo a dura prova la pazienza... )
Il primate Cattolico di Spagna auspica un profondo ripensamento sulle politiche europee anticrisi al fine di evitare il collasso sociale, avvertendo che la crescente disoccupazione in Spagna e nel Sud Europa sta diventando molto pericolosa.....Continua a leggere

Non ci sono più…


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Non ci sono più…

John-Wayne_1940


… i cow boy di una volta


(John Wayne, 1940)




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Il Paese è fallito, ditelo! Il brodino dell’Imu non serve a nulla


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Il Paese è fallito, ditelo! Il brodino dell'Imu non serve a nulla

di GIANLUCA MARCHI


Il Paese sta andando in pezzi, anzi è già a pezzi, e la cosiddetta classe dirigente (che cosa poi diriga, se non gli affari propri, sarebbe curioso saperlo) fatta di politici, di magistrati e di giornalisti succhiaruote ancora si accalora a fatti di oltre vent'anni fa, il presunto patto Stato/mafia (una cosa nei fatti per l'Italia), che mai e poi mai saranno chiariti fino in fondo. Si chiama a testimoniare un presidente della Repubblica in carica col quale s'è già consumato nei mesi scorsi un pesante scontro e si pretende di ascoltare un ex inquilino del Quirinale ultranovantenne che ormai non esce più nemmeno di casa. E' come se si volesse continuare a camminare con la testa sempre rivolta all'indietro, non si capisce se per condizionare gli avvenimenti prossimi venturi oppure per rifugiarsi in un passato dove l'Italia era considerata meno sbrindellata di adesso. Non voglio comunque addentrarmi in un giudizio sulla magistratura – o meglio sulla parte di essa più politicizzata – perchè sull'argomento si dilunga efficacemente proprio oggi l'amico Romano Bracalini.


Altro tema d'attualità è il processo Ruby, vale a dire l'ennesima vicenda giudiziaria di un signore, Silvio Berlusconi, che è ancora padrone di una scena bloccata ormai da vent'anni dalla sua stessa presenza e dal tentativo, quasi sempre maldestro, degli avversari di farlo fuori. Personalmente sono d'accordo con Crozza, si facesse una modifica al codice penale per dire che le norme valgono per tutti i cittadini salvo il Cavaliere e poi lo si mandasse in pensione, se non altro perché in tutti gli anni che ha governato non ha cambiato di una virgola l'andazzo del Paese nonostante le premesse della rivoluzione liberale poi sistematicamente tradita. E invece è sempre lui a tenere in mano il pallino e per ora gli va benissimo il governo Letta, se non altro perché le azioni Mediaset, prima ampiamente in crisi, da qualche settimana hanno preso a galoppare. Segno che, come al solito, pe ril Cav prima vengono gli affari propri e tutto il resto vada a farsi fottere.


Mentre si discute di questi fondamentali argomenti, utilissimi a dar da mangiare a coloro che non arrivano più nemmeno alla terza settimana, il derelitto governo Letta offre alla gente incazzata il "brodino" (qui sono d'accordo con Grillo) del rinvio della prima rata dell'Imu fino a settembre. Sai che roba! Niente rinvio, o cancellazione, per i capannoni e così molte aziende già in difficoltà dovranno in qualche modo farsi p...



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FINANZA/ cosi Imprese e famiglie possono far saltare i trucchi dei subprime


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FINANZA/ cosi Imprese e famiglie possono far saltare i trucchi dei subprime

Per spingere la crescita si sono creati quei mostri dei subprime e poi si è pensato di risolvere tutto con l'austerità. Ora è tempo di cambiare paradigma, spiega MAURO ARTIBANI

(Pubblicato il Sun, 19 May 2013 08:11:00 GMT)

SPOSTAMENTO IMU/ Una "barriera" può ridar fiato all'economia, di C. Colombo
IL CASO/ Imprese e lavoratori, la "guerra" da evitare per uscire dalla crisi, di M. Artibani


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Il “Che” Bergoglio contro il Sistema: “Si pensa alle banche e non alla gente che muore di fame.”


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Il "Che" Bergoglio contro il Sistema: "Si pensa alle banche e non alla gente che muore di fame."

Papa "Che Guevara" Bergoglio prosegue la sua opera di restaurazione morale della Chiesa e del mondo sociale che la circonda: in particolare, ad esser finito nel mirino di Francesco, è il denaro nelle sue forme più spietate. Dallo Ior al sistema bancario il passo è stato semplice e diretto. Con un'entrata a gamba tesa Bergoglio ha urlato quel che tutti pensano: "Si pensa a salvare le banche ma se la gente muore di fame non succede niente." Quanto potrà durare un Papa che, finalmente, si fa carico di battaglie vere, condivise e pericolose contro il Sistema?



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LA CONFISCA DEI RISPARMI DEI CITTADINI “PER SALVARE LE BANCHE”: IL PROGETTO DIABOLICO DI “RICAPITALIZZAZIONE” BANCARIA


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LA CONFISCA DEI RISPARMI DEI CITTADINI "PER SALVARE LE BANCHE": IL PROGETTO DIABOLICO DI "RICAPITALIZZAZIONE" BANCARIA

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY


GlobalResearch



La ricapitalizzazione delle banche cipriote è un prova generale di quello che ci attende?


E' possibile prevedere un "furto dei risparmi" in seno alla Comunità Europea e in Nord America in grado di portare alla confisca completa dei depositi bancari?


A Cipro il sistema dei pagamenti è stato completamente perturbato, provocando così l'affondamento dell'economia reale.


Pensioni e salari non vengono più erogati. Il potere di acquisto si è inabissato.

La popolazione di Cipro è stata impoverita.


Le piccole e medie imprese rischiano il fallimento.


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Il “Principe dei poveri”: dalla perdita del lavoro allo sfratto fino alla risposta choc di Napolitano


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Il "Principe dei poveri": dalla perdita del lavoro allo sfratto fino alla risposta choc di Napolitano

Solo, senza una speranza, senza un lavoro e anche sfrattato dalla propria abitazione. È la storia di Antonio Trapani, un perito informatico che nel 2004 è costretto a trasferirsi da Belluno a Roma per cause di forza maggiore. Una storia emblematica, quella di Antonio, come ce ne sono – purtroppo – tante altre in questa Italia malridotta: "il Principe dei poveri", come lo chiamano, ha avuto anche l'onore di ricevere l'attenzione di Napolitano. Che lo ha liquidato con due parole…



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BLOOMBERGATE/ Lo scandalo che scuote Wall Street (e la nostra Borsa)


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BLOOMBERGATE/ Lo scandalo che scuote Wall Street (e la nostra Borsa)

La società di informazione finanziaria Bloomberg, del miliardario sindaco di New York, è accusata di aver utilizzato a propri fini informazioni riservate dei clienti. AUGUSTO LODOLINI

(Pubblicato il Sun, 19 May 2013 06:03:00 GMT)

SPILLO/ La proposta del Financial Times che "rottama" Giavazzi, di P. Annoni
IL CASO/ A Goldman Sachs non piace l'austerity, ma il Movimento 5 Stelle: è diventata populista?, di A. Lodolini


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Un debito gigante per garantire la rendita finanziaria


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Un debito gigante per garantire la rendita finanziaria


Note sul debito pubblico italiano

di Dario Di Nepi

In questi mesi il dibattito sui debiti sovrani è stato orientato prevalentemente alle discussioni in merito al rischio di default della Grecia, ai problemi relativi agli aiuti da dare al Portogallo e alla situazione irlandese. In Europa si parla dei Pigs e del loro ruolo destabilizzatore, dei rischi per l'economia europea e per il futuro dell'Euro.

L'Italia, pur non essendo inserita all'interno dei Pigs, e pur non avendo subito l'attacco speculativo a cui è stata sottoposta la Grecia, non può essere considerata esente da problemi riguardanti  sia il debito pubblico, sia il deficit di bilancio.  Come sappiamo  questi due elementi sono strettamente legati e connessi tra di loro, anche se non bisognerebbe fare l'errore tipico degli analisti liberisti di vedere una relazione diretta causa-effetto tra spesa sociale – deficit di bilancio – debito pubblico.



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E’ tutta colpa di quel bastardo di Grillo


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E' tutta colpa di quel bastardo di Grillo


  • Gira senza maglia intima e si becca un brutto mal di gola. A febbraio aveva chiesto indicazioni stradali a Grillo.
  • Mangia troppa pasta e ingrassa di 3 chili. due settimane fa aveva guardato grillo in televisione.
  • In autobus gli rubano il portafoglio con 250 euro. Sette anni fa era andato a vedere uno spettacolo di grillo.
  • Esce con una che gli piace, ma quando arriva al dunque non gli si drizza. Sei anni fa aveva lasciato un commento sul blog di grillo.
  • Prepara le conserve di peperoni ma vanno tutte a male. aveva un amico che votava Grillo.
  • Esce al solito orario, ma fa tardi al lavoro. Lungo la strada c'era un manifesto di Grillo.
  • Stira male una camicia e quando arriva in ufficio i colleghi lo prendono per il culo. La notte precedente aveva sognato Grillo.
  • Gioca una bolletta da trenta euro, ma non vince nemmeno 10 centesimi. Si chiama Giuseppe, come Grillo.
  • Viene incarcerato per errore e 3 senegalesi gli dimostrano che non sono tutti luoghi comuni. Aveva frequentato la stessa scuola di Grillo.
  • Mangia cibo guasto e ha clamorosi episodi di diarrea anche in luoghi pubblici. Sei mesi prima aveva letto un post di Grillo.
  • Va fuori strada per evitare un gatto nero e sfascia un SUV da 75000 euro. Suo figlio vota Grillo.
  • Viene licenziato dopo aver trombato la figlia minorenne del titolare. Non sapeva chi fosse Grillo, ma aveva deciso di informarsi.


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Spagna, arrestato ex banchiere Blesa: “Ha portato in rovina la Caja Madrid”


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Spagna, arrestato ex banchiere Blesa: "Ha portato in rovina la Caja Madrid"

"Aberrante". Il giudice Elpidio José Silva ha più volte utilizzato questa parola per descrivere la gestione di Caja Madrid, la seconda banca più importante della Spagna. Aberrante, ma anche illecito e criminoso. Nelle 12 pagine di ordinanza di carcerazione firmate il 17 maggio nei confronti dell'ex banchiere Miguel Blesa, a capo dell'istituto di credito dal 1997 al 2009, non si usano mezzi termini. Blesa è accusato di aver portato alla rovina la banca iberica.

Incarcerato, privato del passaporto per "pericolo di fuga", dopo una notte trascorsa dietro le sbarre l'ex banchiere è uscito su cauzione, pagando 2 milioni e mezzo di euro. Oggetto dell'indagine l'acquisizione della City National Bank of Florida nel 2008, operazione costata a Caja Madrid 1,17 miliardi di dollari, un prezzo pari al doppio del suo valore sul mercato. E, secondo gli atti del Consiglio di amministrazione, avvenuta senza alcuna analisi indipendente, come da procedura.

Le parole del magistrato, che accusa Blesa di delitto societario per amministrazione sleale, di appropriazione indebita e possibile concorso in falsificazione di documenti pubblici, sono un macigno. Il cda sapeva già dei problemi che esistevano nei mercati internazionali. Nell'estate 2007 falliva la banca britannica Northern Rock e negli Stati Uniti esplose la crisi legata ai mutui subprime, con il crollo della banca d'affari Bearn Stearns. In Spagna nel 2008 la bolla speculativa sugli immobili stava già scoppiando mentre Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, avvertiva sull'imminente recessione dell'economia americana.

Caja Madrid sapeva di queste difficoltà, scrive il magistrato, perché già nel 2007 aveva cominciato a soffrire problemi di liquidità. Nonostante tutto però, forse per scappare dal mercato spagnolo già in declino, la cassa di risparmio iniziava le trattative di acquisizione dell'istituto di credito di Miami. Da qui l'accusa di "pessimo management bancario" che ha messo a rischio la banca guidata da Blesa nel contesto di una crisi finanziaria, con una perdita di 500 milioni di euro. "La tempesta perfetta non è dipesa dalle situazioni climatiche, ma dalle azioni dirette dell'imputato Miguel Blesa", conclude il magistrato, nell'ordinanza che ha tutte le probabilità di passare alla storia nella crisi bancaria del Paese.

Blesa, 65 anni, da sempre vicino al Partito Popolare e amico dell'ex premier iberico José Maria Aznar lasciava Caja Madrid nel 2009, quando la banca venne fusa con altre sei casse di risparmio per dare vita a Bankia, l'ente finanziario nazionalizzato dal governo spagnolo nel 2012. Istituto che, poco dopo, è stato salvato con decine di miliardi dagli aiuti concessi dai Paesi dell'Eurozona.

La C...



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