20/05/13

ll Paese è fallito, ditelo! Il brodino dell’Imu non serve a nulla


fallitalia1Il Paese sta andando in pezzi, anzi è già a pezzi, e la cosiddetta classe dirigente (che cosa poi diriga, se non gli affari propri, sarebbe curioso saperlo) fatta di politici, di magistrati e di giornalisti succhiaruote ancora si accalora a fatti di oltre vent’anni fa, il presunto patto Stato/mafia (una cosa nei fatti per l’Italia), che mai e poi mai saranno chiariti fino in fondo. Si chiama a testimoniare un presidente della Repubblica in carica col quale s’è già consumato nei mesi scorsi un pesante scontro e si pretende di ascoltare un ex inquilino del Quirinale ultranovantenne che ormai non esce più nemmeno di casa....

Evviva! Sono tornati di moda i mutui subprime!


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Evviva! Sono tornati di moda i mutui subprime!

Evviva! Sono tornati di moda i mutui subprime!
Negli  Usa, grazie alle "iniezioni di liquidtà" della Federal Reserve, è ripartita la lotteria: crescono i  prezzi delle case e le banche hanno rispolverato anche i mutui subprime, miccia (non causa) della crisi attuale.
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Mps, l'indagine approda in un arcipelago del Pacifico


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Mps, l'indagine approda in un arcipelago del Pacifico

Grazie alle rogatorie i magistrati senesi hanno scoperto che un'importante somma di denaro, tramite operazioni strutturate, sarebbe passata da San [...]




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Ciclo deflazionario: come investire?


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Ciclo deflazionario: come investire?

I mercati si attendono politiche monetarie espansive perenni e l'assoluta stabilità dell'eurozona. I rischi di default sembrano un lontano ricordo e i PIIGS restano pigs solo per l'elevato tasso di corruzione e disoccupazione, ma sono condannati a non fallire e … Continua a leggere


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Il mondo occidentale ha superato il concetto di limite


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Il mondo occidentale ha superato il concetto di limite



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Obbligazioni neozelandesi


mSia per il cattivo andamento delle commodity, sia per la riduzione dei tassi australiani, sia per l’azione della BANCA CENTRALE, il dollaro neozelandese si è deprezzato verso l’Euro, potrebbe essere una buona opportunità di diversificazione...

Oro: Cina al sesto posto nelle riserve mondiali


altL'ANALISI Marc Faber "non so se è il momento migliore ma continuo a comprareoro ogni mese"
LA CINA AL 6° POSTO NELLE RISERVE UFFICIALI MONDIALI DI ORO
La discesa dei prezzi può essere occasione per avviare un pac sulle aziende aurifere
Seppur non siano ancora stati comunicati i dati di aprile e prima ancora della caduta improvvisa delle quotazioni dell'oro di aprile, gli acquisti di met

“Se questa è l’Europa non ne vale la pena”


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"Se questa è l'Europa non ne vale la pena"

La Commissione Europea boccia una legge regionale dell'Andalusia che prevede la requisizione delle case di proprietà delle banche e scatena la polemica. L'euroscetticismo conquista la maggioranza delle opinioni pubbliche continentali, tranne quella italiana (almeno per ora). 
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Mercati, è la fine dell'effetto Draghi? Previsioni: ritorno al risk-off


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Mercati, è la fine dell'effetto Draghi? Previsioni: ritorno al risk-off

Negli ultimi periodi abbiamo assistito a diversi movimenti dei mercati e ad un generale miglioramento della situazione europea. Tuttavia, il deterioramento dei fondamentali economici, unito all'instabilità politica, potrebbe suscitare una nuova ondata di risk-off, a partire da questa stessa settimana. Vediamo le previsioni di Mike Gallagher, CEO IDEAglobal, una compagnia di analisi e consulenza finanziaria. Obbligazioni

Più nello specifico, scrive la Gallagher alla Cnbc, si prevede che i (...)


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Analisi dei Mercati
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Eurozona, pensare l'impensabile: abbandonare l'euro? Il momento in cui l'Europa dirà "basta"


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Eurozona, pensare l'impensabile: abbandonare l'euro? Il momento in cui l'Europa dirà "basta"

La disoccupazione in Spagna è al 27%. I giovani sono in fuga dal Portogallo e dall'Irlanda. Un greco su quattro dice di avere difficoltà a pagare per il cibo.

Nonostante le condizioni di quest'era di Depressione, tuttavia, l'Europa non ha un piano concreto per riportare la gente al lavoro. Nel quadro della strategia di progettazione tedesca per sfuggire alla crisi dell'euro, i membri dell'Europa meridionale che lottano devono continuare a tagliare la spesa pubblica, ad abbassare i salari fino a (...)


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Economia internazionale
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La roulette del sesso


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La roulette del sesso

Tra gli adolescenti colombiani è boom di una versione rivisitata del gioco della bottiglia, ad altissimo tasso erotico


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Una crisi molto più che economica (che ci porterà all’autodistruzione)


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Una crisi molto più che economica (che ci porterà all'autodistruzione)

Ormai si sono sprecate tonnellate di parole per descrivere questa crisi. Una crisi che arriva da lontano, e non certo si è venuta a creare solo negli ultimi anni. Una crisi che è partita proprio nel millennio passato e che … Continua a leggere


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Il caso: Equitalia gli pignora la casa e lui la denuncia per usura


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Il caso: Equitalia gli pignora la casa e lui la denuncia per usura

A mali estremi estremi rimedi: la ribellione nei confronti di Equitalia ha raggiunto il suo picco massimo in Puglia, dove un artigiano ha deciso di denunciare per usura la struttura di riscossione nazionale dei tributi.



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L’EUROFOLLIA: prezzi raddoppiati, stipendi fermi. L’unico risultato? LA GUERRA TRA POVERI


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L'EUROFOLLIA: prezzi raddoppiati, stipendi fermi. L'unico risultato? LA GUERRA TRA POVERI


Tempo addietro s'è deciso a livello extra nazionale, che l'Italia vivesse notevolmente al di sopra delle proprie possibilità, grazie ad un debito pubblico galoppante. Così l'intenzione di ridimensionarci.


La Germania, arcana nemica dell'iperinflazione, s'è fatta cucire una Europa e più precisamente una BCE avambraccio della Deutsche bundesbank. Una unione monetaria che estendesse il marco (sotto falso nome) come euro in tutti i Paesi della Ue, ha reso più forti i paesi nordici ed ha penalizzato pesantemente le economie "sudiste", come quella italiana, portoghese, greca e spagnola.


Con un trucco contabile, di colpo, (la nostra lira ha subito un cambio suicida a 1936,27 per un euro), s'è decretata una svalutazione di quasi il 50% del potere d'acquisto, alla faccia delle politiche monetarie e della inflazione controllata. In combinazione, drogati dalla nuova moneta, i prezzi sono praticamente raddoppiati mentre gli stipendi sono rimasti sostanzialmente fermi, avendo un cambio paritetico.


La compressione dei salari e la stagnazione economica, hanno prodotto soltanto danni e miseria. Un tempo la divisione sociale era tra poveri e lavoratori. Oggi una buona fetta dei lavoratori rientra nella categoria degli indigenti. Questo perché gli stipendi non sono più in linea con gli stili di vita.  Hanno promosso una società dei consumi ed iniettato una guerra tra poveri, cocktail perfetto per l'insurrezione civile.


Anche se ci dovesse essere una timida ripresa del PIL, ci vorranno decisamente molti anni prima che il mercato del lavoro torni ai livelli pre-crisi. Ecco perché, per non creare un vallo, un gap intergenerazionale, per non perdere una intera fascia di cittadini per sempre, servono misure di stimolo che diano una frustata decisa al cavallo dell'economia.



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Verso la Bancarotta: Si Sfracella il Fatturato all’Industria a Marzo 2013 (E cala anche l’Export!!!!)


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Verso la Bancarotta: Si Sfracella il Fatturato all'Industria a Marzo 2013 (E cala anche l'Export!!!!)

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708 650x345 Verso la Bancarotta: Si Sfracella il Fatturato allIndustria a Marzo 2013 (E cala anche lExport!!!!)

(Domenca 28 Aprile 2013, Nasce il Governo Letta-Berlusconi-Monti… a futura memoria)

Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo : Monti –  Secondo articolo introduttivo: Letta-Berlusconi-Monti)

E meno male che nella seconda parte dell'anno (2023?) ci sarà la ripresa.

Signore e signori il fatturato all'industria italiano si è SFRACELLATO!!!!! a Marzo 2013. Un rotondo -7,6% una roba da guerra mondiale.

La distruzione dell'industria italiana è guidata dalle imprese che operano (si fa per dire) sul mercato interno, però c'è una terrifficante novità: anche il fatturato delle nostre incredibili e mitiche imprese esportatrici è sceso dell'1%.

Siamo all'Armageddon, fine dei giochi.

L'Italia è un paese fallito distrutto dal peso di uno Stato costosissimo, inefficiente e corrotto. E mentre scrivo si sta ancora a discutere SE (DIO MIO) l'IVA deve aumentare a Luglio oppure no. Quello che è peggio è che l'attuale governo al massimo può limitarsi a fare meno danni possibili mentre sono necessarie politiche schock sia sul lato della spesa (e delle tasse) sia in Europa, mettendo la pistola della bancarotta sul tavolo anzichè stare li a fare le checche sperando che ci tolgano la procedura di infrazione per "deficit" eccessivo.

Siate consapevoli siate preparati.

da Istat

A marzo il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, registra una riduzione dello 0,9% rispetto a febbraio, con una diminuzione dell'1...



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Zio Romolo: Meglio non salire su un treno in corsa...

Sell in may and go away ?


Il celebre adagio di Wall Street sembra che

quest’anno non verrà rispettato !



Da quattro settimane i 
 
prezzi stanno salendo

senza sosta !

E’ online

l' ultimo articolo di Zio Romolo su ITForumNews


“ Meglio non salire sul treno in corsa….”


Clicca sull’immagine sottostante o sul link
per essere reindirizzato automaticamente all’articolo
http://news.itforum.it/newsletter/2013-150/meglio-non-salire-sul-treno-in-corsa.html

Anche quest’anno Zio Romolo

sarà presente come relatore
 

Venerdì 24 maggio 2013

 ore 14:30Sala della Marina
 



Non vuoi fare la fila ?




Clicca sui banner presenti in questa pagina
 

e PRENOTA il tuo posto in sala





L’economia del mini-bar


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L'economia del mini-bar

Come gli albergatori stanno facendo i conti con "la crisi dei mini-bar", che per loro sono piuttosto costosi, spiegato da Marco Belpoliti sulla Stampa.


«Preso qualcosa dal minibar?». Pagando il conto dell'hotel la domanda è di prammatica, soprattutto oggi che la crisi tocca anche i minibar, i piccoli frigoriferi che si trovano nelle camere. Secondo un sondaggio compiuto dalla associazione degli albergatori sono aumentatati i furti delle bottigliette d'acqua: i clienti bevono la minerale, poi riempiono i recipienti con acqua di rubinetto, e richiudono. Non solo in Italia, visto che il prezzo delle bottigliette d'acqua varia molto: da pochi centesimi nei Paesi del Centro Europa ai tre euro negli hotel italiani. Più difficile il furto di bibite o alcolici, ma c'è anche quello. Al momento del conto è perciò sempre meno la gente che dichiara la consumazione notturna.


Un'inchiesta giornalistica ha appurato che a Milano e Roma il prezzo di una lattina di birra nel minibar varia dai 5 ai 6 euro, mentre il vino può costare carissimo: sino a 20 euro per soli 33 centilitri. Non parliamo poi dello champagne: proibitivo. Perciò i consumi sono scesi ai minimi storici, e in vari alberghi si pensa di trasformare il servizio in frigo per clienti.


(continua a leggere sul sito della Stampa)




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L’Algeria e la transizione energetica mondiale


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L'Algeria e la transizione energetica mondiale

Abderrahmane Mebtoul-Gilles Bonafi – Le Matin dz (18/05/2013) – Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo Secondo le stime attuali, dal 2020 l'Algeria rischia di trovarsi a corto di gas. Un dato preoccupante per gli economisti locali, soprattutto considerando che nell'arco di un decennio gli Stati Uniti, in corsa per l'incremento e lo sviluppo della fratturazione idraulica, [...]

L'articolo L'Algeria e la transizione energetica mondiale sembra essere il primo su Arabpress.



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Oro Fisico vs. Oro Cartaceo: In Attesa della Rottura della Diga


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Oro Fisico vs. Oro Cartaceo: In Attesa della Rottura della Diga





di Alasdair Macleod


Introduzione

In questo articolo voglio discutere del recente scivolone del prezzo dell'oro, evento che ha generato una consistente domanda di oro fisico che probabilmente causerà un disastro finanziario e sistemico sia per le bullion bank sia per le banche centrali. Per capire il perché, dobbiamo esaminare il loro ruolo, le motivazioni nei mercati dei metalli preziosi e valutare l'attuale proprietà dell'oro fisico, mentre posizioneremo nel giusto contesto il sentimento degli investitori.

In occidente (che in questo articolo considero il Nord America e l'Europa) la comunità finanziaria considera l'oro come investimento. Tuttavia, in base al bacino globale di oro, che secondo le stime di GoldMoney è di circa 160,000 tonnellate, l'ammontare effettivo detenuto dagli investitori occidentali nei loro portfoli è una frazione molto piccola. Inoltre il comportamento dell'investitore, che di per sé rappresenta solo una parte della domanda di oro fisico dell'occidente, è nettamente in contrasto con gli obiettivi degli accaparratori, i quali seguono le tensioni nel mercato dell'oro. A complicare il problema, gli analisti, il cui obiettivo incorpora teorie e ipotesi sugli investimenti dei portfoli, hanno ben poca comprensione dell'importanza economica dei metalli preziosi, essendo stati istruiti secondo le teorie economiche neoclassiche.

Queste teorie economiche, insieme con l'analisi moderna degli investimenti se applicata ai prezzi dell'oro, non comprendono il crescente desiderio umano di proteggersi dall'instabilità monetaria. Il risultato è stato la costante soppressione del prezzo dell'oro (sui mercati dei capitali) al di sotto del suo livello naturale di equilibrio (stabilito dalla domanda e dall'offerta). Inoltre, il valore conferito ai metalli preziosi dagli accaparratori occidentali è stato inferiore a quello degli accaparratori di altri paesi; in particolare, il crescente numero di risparmiatori in Asia.

Queste tensioni, se persisteranno, contribuirann...


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Il Governo Letta e il gioco delle tre carte: Imu sospesa ma aumenta l’Iva. Il Banco vince sempre.


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Il Governo Letta e il gioco delle tre carte: Imu sospesa ma aumenta l'Iva. Il Banco vince sempre.

Dal 21% al 22%. Con l'obiettivo di portarla fino al 23%, anche se nessuno si azzarda a dirlo. Quindi, ricapitolando: l'Imu non viene abolita ma solo sospesa, la restituzione di quella pagata nel 2012 è pura fantasia berlusconiana, e l'iva aumenta. Una fregatura bella e buona. Perché il Banco vince sempre: ecco come.



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“Il futuro è una rottura di coglioni incredibile”


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"Il futuro è una rottura di coglioni incredibile"




Il pessimismo comico di Fantozzi di fronte alla crisi e al declino dell'Occidente: «Fuggite in Cina»





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Quando vi dico che l'Italia è TECNICAMENTE FALLITA...


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Quando vi dico che l'Italia è TECNICAMENTE FALLITA...

L'Italia (a contesto invariato ed invariabile...) è TECNICAMENTE FALLITA

e vi ho fatto molti esempi CONCRETI a dimostrazione di questa "poco confortevole" ipotesi...

L'Italia "Reale" è tecnicamene FALLITA (anche se i mercati finanziari se la godono al rialzo sull'Italia "Virtuale")



Invece le fonti non-imparziali continuano a dirvi che l'Italia sarebbe OK...

perchè i BTP non solo non sono "saltati" (come prevedevano i "Gufi"...)

ma addirittura starebbero andando bene...;-)

Chi invece...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Parlamentari pagati dalle lobby. Ma davvero?!


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Parlamentari pagati dalle lobby. Ma davvero?!

Parlamentari pagati dalle lobby. Ma davvero?!
La scoperta dell'acqua calda... Ma c'è comunque qualcosa di utile nel servizio delle Iene: un pizzico di luce sul processo di formazione delle "leggi". Che dovrebbe spiazzare gli acefali cultori della "legalità".
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Il fallimento non è solo dell’Italia, è in generale di tutta l’Europa


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Il fallimento non è solo dell'Italia, è in generale di tutta l'Europa

di CHRIS WILTON


Gianluca Marchi, nel suo editoriale, cede al realismo più assoluto e proclama che l'Italia è fallita. Ha ragione? Temo di sì ma con lei tutta l'Europa. E più che la politica incapace, di fatto nulla più che un'esecutrice testamentaria, a decretare l'addio del residuo di sovranità e l'ingresso in grande stile nelle truppe della troika potrebbero essere ancora una volta le banche. In Italia, come in Spagna, come in Grecia. Il problema dell'Europa, infatti, è che ha a che fare con troppe banche, troppo debito e poca crescita. In alcune nazioni, infatti, gli assets locali superano e di molto il Pil generato: questo grafico lo dimostra chiaramente e implacabilmente. Ma anche la composizione delle Borse parla questa lingua: i titoli finanziari pesano per il 42% del mercato azionario spagnolo, per il 31% di quello italiano e solo per il 16% di quello statunitense. Il problema è che quando il settore bancario pesa troppo sui destini di un Paese, ipoteca gli stessi e li piega ai suoi interessi: da dinamo, diventa zavorra. Se poi questo settore, oltre che esorbitante, è anche malato, capite che l'epilogo non lascia molto spazio all'immaginazione.


Questo secondo grafico ci mostra la crescita delle sofferenze bancarie: la linea che vira verso l'alto in maniera esponenziale è quella dei cosiddetti NPL (non performing loans) nei Paesi periferici dell'Ue, Italia inclusa. Sono crediti divenuti inesigibili o quasi, per l'incapacità del contraente di far fronte alle scadenze contrattuali su prestiti e mutui. Il motivo è semplice: non è che di colpo nel Sud Europa la gente è diventata disonesta verso il sistema bancario, è che come dimostra quest'altro grafico, il tasso di disoccupazone nei periferici ha raggiunto livelli spaventosi ed è in traiettoria ancora crescente. Se non lavoro, non guadagno, quindi non pago le rate: non serve un Nobel dell'economia. Inoltre, l'aumento delle sofferenze è un comodo alibi per le banche per chiudere ancora di più i rubinetti del credito a famiglie e imprese, sabotando del tutto il meccanismo di trasmissione di liquidità. E' un cane che si morde la coda. In Italia il tasso di sofferenze è orm...



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Speciale Giappone: Svalutazione Competitiva Finita (e Reattori Nucleari da Riaccendere…presto)


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Speciale Giappone: Svalutazione Competitiva Finita (e Reattori Nucleari da Riaccendere…presto)

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 Shinzo Abe1 Speciale Giappone: Svalutazione Competitiva Finita (e Reattori Nucleari da Riaccendere...presto)

Pare che il la svalutazione competitiva dello yen sia (forse) arrivata al capolinea, il ministro delle finanze giapponese Amari ha dichiarato in televisione che " la forza eccessiva dello Yen è stata corretta e che un ulteriore indebolimento sarebbe dannoso per i cittadini giapponesi".

In altre parole il ministro delle finanze ha battezzato quota 103 Yen per un Dollaro (da 78 di 6 mesi fa) come appropriato e, cosa interessante, ha citato i cittadini giapponesi che potrebbero essere colpiti da una eccessiva perdita del potere di acquisto se la svalutazione continuasse.

In questo senso, il ministro delle finanze giapponese ha anche annunciato due misure per migliorare la bilancia commerciale giapponese anche dal lato delle importazioni:

  • Un progetto di importazione di "Shale Gas" americano a minor costo rispetto a quello che gira sui mercati internazionali (4$ invece di 7$ a mmBtu)
  • La riattivazione di tutti i reattori nucleari (funzionati) spenti dopo la tragedia di Fukushima.

Di fatto anticipando il parere positivo che l'agenzia per la sicurezza nucleare giapponese darà certamente nelle prossime settimane.

Il punto è che il Giappone NON ha alcuna possibilità al mondo per tornare ad avere una bilancia commerciale positiva se è costretto ad importare miliardi di dollari al mese di petrolio e gas. Buona fortuna a tutti i giapponesi, e comunque, la sicurezza non è più un lusso che i "paesi svilupati" possono più permettersi.

 

dal Nikkei:

 Mr. Amari was speaking on a Sunday television talk show on national broadcaster NHK.

His comments come after the dollar appreciated past Y103 for the first time in four years Friday, marking a 3% gain in the past week alone, and a 30% rise since mid-November, when Prime Minister Shinzo Abe started his successful campaign for office on ...



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Mig Bank, la Bce sarà costretta ad agire e il dollaro si rafforzerà


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Mig Bank, la Bce sarà costretta ad agire e il dollaro si rafforzerà

L'euro, secondo gli esperti della banca elvetica, potrebbe tornare sotto pressione nei prossimi mesi. Anche la sterlina di indebolirà nei confronti [...]




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TAV: ora basta, ce lo chiede l'Europa


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TAV: ora basta, ce lo chiede l'Europa

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Vi svelo un segreto, in realtà di Pulcinella se non per l'informazione nostrana: la Francia ormai ha deciso di non costruire il Tav Torino-Lione. Manca ancora la firma sul certificato di morte del progetto: poi bisognerà incaricare qualcuno di dare il doloroso annuncio ai Letta bipartizan nella stanza dei bottoni e - soprattutto - alla nazione.

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Macroeconomia e oro: speculazione planetaria in corso


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Macroeconomia e oro: speculazione planetaria in corso

GUEST POST: il barometro settimanale dell'oro. Gli avvenimenti più importanti della settimana e il ruolo dell'oro nei portafogli di investimento e delle banche centrali. L'oro chiude in calo per la settima giornata consecutiva di trading sulla scia di un rafforzamento … Continua a leggere


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Germania: rischio recessione. Senza riforme tornerà il “malato d’Europa”


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Germania: rischio recessione. Senza riforme tornerà il "malato d'Europa"

Joerg Asmussen, membro tedesco del consiglio BCE, prevede che la crescita in Germaniacontinuerà anche nel secondo trimestre, ma ha avvertito: la più grande economia europearischia di diventare (nuovamente) il "malato d'Europa", etichetta che la Germania si guadagnò un decennio fa.


Cinque anni dopo la caduta del Muro di Berlino, nel 1994, l'unificazione del Paese sembrava un'utopia, un progetto destinato al fallimento. La parabola discendente della Germania, costretta a lottare contro i costi della riunificazione, sembrava inarrestabile e senza precedenti. Sembrava, appunto. Nel 2004 infatti, il Paese riuscì ad emergere dal proprio torpore e malessere e a compiere quello che fu definito un miracolo di rinascita economica. La Germania affrontò e superò la recessione diventando una rara isola di prosperità in Europa, passando da "malato d'Europa" a locomotiva del Vecchio Continente.


La performance della Germania nei primi due anni della crisi della zona euro è stata nettamente superiore rispetto a quella dei cugini europei, anche se con una crescita dello 0,1 per cento registrata nel primo trimestre di quest'anno, dopo la contrazione dello 0,6 per cento nel quarto trimestre del 2012, il Paese è appena riuscito a scongiurare lo spettro di una nuovarecessione.


"Penso che ci siano buone ragioni per credere che il secondo trimestre sarà migliore del primo", ha detto Asmussen. Oltre ad essere un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, Asmussen appartiene ai socialdemocratici di centro-sinistra (SPD), il partito che sta lottando per spodestare il cancelliere conservatore Angela Merkel nelle elezioni tedesche in programma a settembre. La Germania sta raccogliendo i frutti delle riforme intraprese dai governi precedenti, ha aggiunto Asmussen, come le misure e gli sforzi compiuti in materia di mercato del lavoro dall'ex cancelliere Gerhard Schroeder SPD, .


Ma il rischio che la locomotiva d'Europa, possa tornare a rivivere i suoi anni bui, esiste. La Germania ha bisogno di riforme e se non continuerà lungo questa strada, nell'arco di cinque–dieci anni tornerà ad essere il "malato d'Europa", ha sentenziato Asmussen. Istruzione, infrastrutture, sistema fiscale, forniture energetiche, cambiamenti demografici, sono alcune delle aree che necessitano di una revisione.


Asmussen ha dichiarato che la BCE avrebbe perseguito una politica monetaria espansiva per tutto il tempo necessario, dopo che a inizio maggio, per la prima volta in 10 mesi, l'Istituto diFrancoforte ha deciso di tagliare i tassi di interesse. "Ma abbiamo bisogno di tenere a mente che una lunga e permanente politica di bassi tassi di interesse comporta rischi, perché incoraggia gli investitori a cercare rendimenti crescenti altrove, e può por...



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FISCO: GLI AIUTI CHE NON AIUTANO


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FISCO: GLI AIUTI CHE NON AIUTANO










di Paolo Cardenà - Nel dicembre del 2011, nel decreto salva
Italia, fu introdotto un meccanismo, chiamato ACE (Aiuti alla crescita
economica)
, finalizzato a premiare le imprese che, già dal periodo di imposta
2011,  avrebbero effettuato operazioni di ricapitalizzazione, ossia che si
sarebbero dotate di maggiori capitali propri. A quei tempi, la stampa
sussidiata, presentò l'innovazione introdotta dal Ministro Passera
come
un'iniziativa che avrebbe stimolato, e di molto, le operazioni di aumento di
capitale da parte delle società, proprio grazie ai benefici fiscali previsti
dalla normativa.


Dotare le imprese di maggiori capitali, equivale a
 diminuire la dipendenza delle stesse imprese dal mondo bancario
, sempre
agonizzante e perciò avverso alla concessione di linee di credito alle sistema
delle imprese. E' chiaro che un imprenditore che capitalizza la propria impresa
non dovrebbe  certo farlo per un incentivo fiscale, ma per il semplice
motivo che, avere un'azienda adeguatamente capitalizzata, oltre a diminuire la
dipendenza dal mondo bancario, favorisce la realizzazione di economie in
termini di interessi passivi, e costituisce un ottimo biglietto da visita per
affacciarsi sul mercato
, che chiaramente apprezzerà maggiormente aziende
adeguatamene patrimonializzate, ritenendole  più affidabili rispetto ad
altre dotate di esegui capitali. 





Ad ogni buon conto, lo spirito della normativa
è proprio quello di 
ridurre lo squilibrio
tuttora esistente fra un finanziamento con capitale di debito e con capitale
proprio
, introducendo  un beneficio che si sostanzia in una deduzione dal
reddito imponibile del rendimento figurativo degli apporti di capitale.






Tant'è che nella relazione
illustrativa del decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 14
marzo 2012, di attuazione della nuova disciplina, in cui si legge:



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Crisi, auto: la riscoperta del “modello base” e l’abbandono dell’optional


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Crisi, auto: la riscoperta del "modello base" e l'abbandono dell'optional

Esiste, l'abbiamo vista e ci siamo anche saliti; provarla no, perché praticamente è un esemplare unico, probabilmente tenuto religiosamente sul piedistallo dal coraggioso concessionario, che ha osato ordinarla, ma chissà se è anche disposto a venderla al primo cliente che gliela chiederà. E' l'ormai celebre Dacia Duster da 11.900 euro, che geniali pubblicitari hanno definitivamente consacrato come icona del low cost  provocatorio. Eppure in pochi credevano che esistesse davvero. Anche perché in realtà neppure quella della pubblicità costa così poco: ha i cerchi in lega, la vernice nera, le barre sul tetto, probabilmente anche le quattro ruote motrici, visto che la si vede sbucare con un certo brio da uno sterrato impegnativo. Non solo. Potrebbe essere dotata persino di aria condizionata quella mandata in scena. Risultato: tutti optional non previsti dal modello base.

La Duster che "costa solo undicimilanovecento euro" – come scandisce con sufficienza e quasi con disgusto il tizio snob con il cocktail in mano quando la vede arrivare al party all'aperto - non ha praticamente nulla. Dei sistemi elettronici solo l'Abs (che è obbligatorio) e della miriade di air bag di cui ormai sono dotate tutte le auto ha solo i due indispensabili (cioè quelli frontali per conducente e passeggero). Poi: non ha il climatizzatore, non ha gli alzacristalli elettrici (la manovella per i finestrini anteriori non si vedeva dagli anni Settanta), non ha neppure la chiusura centralizzata: per chiuderla, si devono abbassare uno a uno i 'pirolini' delle portiere. E se si usa la chiave si chiude solo quella del conducente. E così sembrerebbe sfatato il mito del modello base che esisterebbe solo sui dépliant a far da specchietto per le allodole, ma che nella realtà è praticamente impossibile ordinarlo e averlo. Questione di obiettivi di mercato. Per i commercianti di qualsiasi genere, l'importante è contattare il potenziale compratore; per le case costruttrici, invece, farlo entrare nel salone del concessionario attratto da listini invitanti, che qualche volta restano sulla carta perché non sempre l'auto da depliant è facilmente disponibile.

Accessoriare l'auto certo la rende più confortevole, a volte più piacevole e anche più sicura se consideriamo optional come sistemi di controllo dinamici non ancora obbligatorio, qualche air bag in più gomme e cerchi migliori, per esempio. Ma, sicuramente la si esibisce con orgoglio. Così la tentazione di aggiungere optional piano piano è forte, ma il rischio è di arrivare a superare nel prezzo il modello del segmento superiore.

Saranno i tempi che viviamo, sarà che spesso conta più l'immagine di un modello di classe superiore che la sostanza, cioè guidare un modello inferiore ma dotato di ogni comfort, secondo il parere dei concessi...



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Amazzonia: la fine delle terre coltivabili


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Amazzonia: la fine delle terre coltivabili

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Qualcuno sicuramente l'avrà pensato leggendo il post di ieri: non è vero che L'Artico è l'ultima frontiera, dopo averlo spolpato resterà ancora l'Amazzonia. Ebbene, non è vero.

Continua a leggere Amazzonia: la fine delle terre coltivabili...

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