26/05/13

Usa, troppo grandi per cambiare


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Usa, troppo grandi per cambiare

di Carlo Musilli


Il flusso di manodopera fra Washington e Wall Street inverte la rotta e preme sull'acceleratore. Il copione vorrebbe che le super banche quotate a New York, le "Too big to fail", piazzino i propri uomini in posizioni di governo per imbonire e sedurre i legislatori degli Stati Uniti (tipico il caso di Hank Paulson, ex Goldman Sachs, poi segretario al Tesoro durante l'ultima crisi). Ma negli ultimi tempi l'esodo ha cambiato direzione: ora sono gli istituti "troppo grandi per fallire" ad assumere ex politici.

Di per sé nemmeno questa è una novità assoluta, lo fanno da una vita, ma di recente la pratica è cresciuta moltissimo. Lo rivela un articolo di Politico.com, celebre testata d'inchiesta americana.

Giganti come Citigroup e JP Morgan stanno reclutando ex funzionari politici e tecnici provenienti dalle autorità di controllo, mentre Morgan Stanley e Goldman Sachs si apprestano far sedere sulle poltrone più alte delle loro piramidi dirigenziali uomini che hanno ricoperto incarichi di primo piano al Tesoro e alla Casa Bianca.

I diretti interessati non faticano a trovare milioni di ottime ragioni per passare dall'altra parte della barricata. In termini di stipendi, quello che può offrire la pubblica amministrazione non regge nemmeno il confronto con la manna che sgorga dai forzieri di Wall Street. L'aspetto più interessante riguarda però il movente delle banche.

L'obiettivo degli istituti è disinnescare sul nascere ogni possibile riforma della finanza che rischi di compromettere i loro margini di profitto. Il timore numero uno è che il Congresso riesca finalmente a operare il cambiamento di cui il sistema finanziario americano avrebbe più bisogno, ovvero il ridimensionamento delle "Too big to fail", evidentemente troppo grandi non solo per fallire, ma anche per esistere.

Una priorità sottolineata perfino dal governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, che ha definito le super banche "una delle maggiori cause della crisi finanziaria, un problema reale, tutt'altro che risolto". Per il capo dell'istituto centrale americano, "finché non affronteremo la questione, non potremo dire di aver combattuto la crisi con successo". Parole con cui di fatto Bernanke ha ammesso il completo fallimento da questo punto di vista della Dodd-Frank, la riforma finanziaria varata nel 2010 dall'amministrazione Obama.

Ma al di là delle affermazioni di principio - ripetute invano da anni - a preoccupare le grandi banche americane è soprattutto la proposta di legge presentata il mese scorso dal parlamentare democratico Sherrod Brown...



Inviato da iPhone

Il picco dell'uranio


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il picco dell'uranio


Da "The Oil Crash". Traduzione di MR



Un post non recentissimo di Antonio Turiel, ma che rimane sempre molto valido, anche in luce del recente aggiornamento sulle risorse di uranio disponibili da parte dell'Energy Watch Group. I dati più recenti confermano la possibilità di un declino produttivo dell'uranio minerale nei prossimi anni. 


di Antonio Turiel

Cari lettori,

in seguito ad un breve scambio dialettico in un forum riguardo ad una notizia pubblicata su elpais.com nel fine settimana, ho voluto rivedere qual è lo stato della produzione di uranio e di energia elettrica di origine nucleare, per chiudere alcuni fianchi di quella discussione (ampliando così un post precedente). Con questo cerco anche di fare un post tematico associato ai limiti dell'uranio, all'interno del mio piano di completare un post su ognuna delle quattro risorse energetiche non rinnovabili (petrolio, carbone, gas e uranio); il post del gas spero arriverà presto. 

La prima cosa da chiarire è che qui non parlerò dei


Inviato da iPhone

Ilva, il tesoro dei Riva: gli affari della famiglia sempre difesi dallo Stato


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Ilva, il tesoro dei Riva: gli affari della famiglia sempre difesi dallo Stato

Per i pm è una fucina di acciaio e reati. Per il governo è l'ennesima soluzione da trovare. L'ultima di una lunga serie, che inizia nel 1994, quando l'Iri gestita da Romano Prodi svende l'ex Italsider alla famiglia Riva. E continua fino cinque mesi fa, quando il governo Monti emana il decreto Salva Ilva, frapponendosi come uno scudo tra i Riva e la magistratura. Gli interventi dello Stato sono stati molti, e sempre vantaggiosi per i Riva, ma loro cos'hanno dato in cambio? Stando alle accuse, la famiglia ha incassato vantaggi e restituito trucchi e omissioni. In altre parole: reati gravissimi. Eppure, proprio grazie allo Stato, avevano concluso il loro più grande affare.

L'Italsider nel 1993 produce 12 milioni di tonnellate di acciaio all'anno e conta debiti per 7mila miliardi di lire. Romano Prodi – che sta privatizzando l'Iri – decide di dismetterla: crea la "Ilva Laminati piani". E lascia i debiti nella vecchia Italsider che diventa una bad company da mettere in liquidazione. L'Ilva ripulita da Prodi è un gioiello: fattura in media 100 miliardi di lire al mese. I Riva se l'aggiudicano per 1.649 miliardi. Con l'Ilva acquistano anche debiti finanziari – per 1.500 miliardi e saliamo, quindi, a circa 3mila miliardi – ma la fabbrica vanta un fatturato di 9mila miliardi l'anno. L'acciaieria, per i Riva, è un affare che si ripaga quasi all'istante. Il gruppo chiede allo Stato, senza ottenerlo, anche uno sconto di 800 miliardi di lire perché l'industria è troppo inquinante: è necessario investire per ammodernarla. Quel che conta però – come racconta Gianni Dragoni nel libro Ilva. Il padrone delle ferriere – è che la società Riva Fire, finanziaria che controlla l'Ilva – s'arricchisce in pochi mesi: passa dall'utile (consolidato) di 157 miliardi del 1994, ai 2.240 miliardi del 1995. L'utile netto sale da 112 a 1.842 miliardi di lire. Quando il gruppo Ilva entra nella Riva Fire, i bilanci di quest'ultima, in soli 12 mesi, schizzano in verticale.

Perché riepiloghiamo una storia di vent'anni fa? Per collegarla alle indagini di questi giorni. A distanza di due decenni, ecco come il gruppo Riva ha ripagato lo Stato: portando i suoi soldi all'estero. Lo spiega la procura di Milano che, pochi giorni fa, ha sequestrato al gruppo Riva 1 miliardo e 200 milioni di euro. Gli atti parlano chiaro: è stato "trasferito all'estero denaro", e con esso "strumenti finanziari", finiti in 8 società off shore. Il tutto è riconducibile a "tre operazioni di partecipazioni industriali conseguenti all'acquisizione dall'Iri". Avete letto bene: tutte conseguenti all'acquisizione dell'Iri". Soldi che finiscono in otto trust, fittiziamente intestati, che agevoleranno il "riciclaggio e il reimpiego" del denaro.

Ma non è finita qui: quando il go...



Inviato da iPhone

Elezioni: intanto che votate, il governo...


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Elezioni: intanto che votate, il governo...

governocade.jpg E se pensate ai processi bunga bunga e altre delle solite vicende giudiziarie di Berlusca, avete poca fantasia.

Continua a leggere Elezioni: intanto che votate, il governo......

Commenta »







Inviato da iPhone

Anche i partiti muoiono (rapidamente). Dal Pasok greco ai Liberal democratici inglesi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Anche i partiti muoiono (rapidamente). Dal Pasok greco ai Liberal democratici inglesi

elezioni comunali
L'unione innaturale con partiti tra loro antagonisti e politiche di austerità: spesso dinamiche che tra loro si sommano e portano a una disfatta tanto veloce quanto inesorabile. E' il caso di laburisti irlandesi, liberaldemocratici del Regno Unito e tedeschi. Ma anche di Socrates in Portogallo e di Papandreou in Grecia.


Leggi tutto...



Inviato da iPhone

Fracking e lobbying



Inviato da iPhone

L’umiltà sbagliata di Draghi, Merkel, Saccomanni e quella giusta di Roosevelt


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'umiltà sbagliata di Draghi, Merkel, Saccomanni e quella giusta di Roosevelt

Possiamo dunque tranquillamente affermare che l'Unione monetaria europea è una unione più stabile oggi che un anno fa. E i mercati sono pienamente convinti che l'euro è una valuta forte e stabile.  Ma le condizioni economiche nell'area euro restano sfidanti. … Continue reading


Inviato da iPhone

ILVA/ I pm "giustizieri" fanno una battaglia personale. E preparano un’altra Mps...


Ti è stato inviato tramite Google Reader

ILVA/ I pm "giustizieri" fanno una battaglia personale. E preparano un'altra Mps...

AUGUSTO LODOLINI commenta il sequestro del Gip di Taranto di 8,1 miliardi all'Ilva e ai Riva e le conseguenze sull'attività produttiva. Si rischia una nuova nazionalizzazione dell'Ilva?

(Pubblicato il Sun, 26 May 2013 19:34:00 GMT)


Inviato da iPhone

Spagna. Perchè le banche non danno prestiti alle imprese ?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Spagna. Perchè le banche non danno prestiti alle imprese ?

bannerInvestire_640x80

I rappresentanti dell'Unione europea, del Fondo monetario internazionale e della Banca centrale europea sono in visita a Madrid per verificare le condizioni del settore bancario spagnolo.

Fino al 28 maggio incontreranno i responsabili di una decina di banche e diversi funzionari. verrà redatto un rapporto nell'ambito del prestito da 100 miliardi di euro concesso alla Spagna dall'Unione europea nel 2012, di cui 40 miliardi sono già stati impiegati.

A Madrid vengono analizzate le ragioni che continuano a impedire un flusso normale di credito alle imprese e si cercherà di trovare una possibile soluzione.
Nel frattempo, il settore bancario spagnolo chiede al governo misure per promuovere i prestiti alle imprese. I creditori internazionali e le banche sono preoccupate dal tasso di morosità degli spagnoli calcolato dalla Banca di Spagna, che a marzo ha raggiunto il 10,5%.

L'articolo Spagna. Perchè le banche non danno prestiti alle imprese ? sembra essere il primo su Ticinolive.



Inviato da iPhone

Shale gas a buon mercato: una bolla che scoppierà fra due anni


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Shale gas a buon mercato: una bolla che scoppierà fra due anni

L'attuale boom del gas di scisto, che ha inondato l'economia degli Stati Uniti di energia a buon mercato sarà presto un ricordo. Questa la previsione di David Hughes un ex geologo dell'industria del gas.

L'Europa allo shale gas ha dedicato parte del Summit che si è svolto lo scorso 22 maggio a Bruxelles (la foto in alto) per fare il punto sulla situazione del gas di scisto la cui estrazione è in discussione anche in Ue.

Secondo David Hughes, geologo ed ex capo della squadra sul gas non convenzionale per il Comitato Gas Potenziale canadese, il boom degli Stati Uniti su cui molti basano le loro aspettative si fonda su sabbie mobili. Così come ha avuto modo di dichiarare a Euractiv, spiegando:

La bolla dei prezzi a buon mercato [negli Stati Uniti] scoppierà entro due a quattro anni. Ad un prezzo abbastanza alto, la bolla di fornitura scoppierà forse 10 a 15 anni più tardi, quando le aree di perforazione diventeranno più rare. La fornitura può essere mantenuta per molti anni ma solo a prezzi molto più alti con un impatto ambientale sempre crescente a causa del numero crescente dei pozzi che dovrà essere forato.

L'importanza del gas di scisto a buon mercato per sostenere i prezzi dell'energia è diventata una costante nel discorso dell'UE. Nella sua presentazione al vertice europeo del 22 maggio, una delle prime diapositive mostrate dal Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha presentato la dinamica degli indici dei prezzi dell'energia 2005-2012. I prezzi del gas per l'industria sono saliti del 35% nell'UE mentre sono crollati del 66% negli Stati Uniti. Allo stesso modo, mentre l'indice dei prezzi dell'elettricità per l'industria dell'UE è aumentato del 38% negli ultimi sette anni, è caduto per i loro concorrenti statunitensi del 4%.

Laura Parmigiani ricercatrice presso il centro energetico dell'Istituto Francese per le Relazioni Internazionali (IFRI), ha detto che mentre i prezzi dello shale gas e probabilmente aumenteranno nei prossimi due-tre anni. La Parmigiani valuta che Polonia, Danimarca e Regno Unito potrebbero entrare nel mercato dello shale gas tra il 2018 e il 2020:

Impossibile dire da quanto - o a che punto scoppierà la bolla dei prezzi scisto.E' la domanda chiave, ma anche negli Stati Uniti l'industria non potrà mai rispondere. Più in generale, però non credo che [dello US shale gas] gli investimenti e la produzione siano in calo.L'equilibrio tra domanda e offerta in questo periodo è sempre stabile, in quanto entrambi sono in aumento.

Le conclusioni del Consiglio europeo dicono che la Commissione prevede di valutare:

un ricorso più sistematico alle fonti di energia al fine di un loro sfruttamento sicuro, sostenibile ed economicamente conveniente.



Inviato da iPhone

St. Angelo: Più Diesel per Meno Oro


Ti è stato inviato tramite Google Reader

St. Angelo: Più Diesel per Meno Oro


SRSrocco Report - The Big Squeeze Continues in the Top Gold Miners 

Filed by SRSrocco on May 23, 2013




I dati sono ormai usciti tutti e il 2012 si è dimostrato un altro anno di ulteriore spremuta continuata delle 5 principali compagnie minerarie d'oro. Non solo la loro produzione di oro è calata di 1,3 milioni di once ma anche i loro tassi di produttività sono calati di un altro 6%. Mentre i tassi di produttività media (average yield in inglese, stiamo parlando di quanti grammi di oro ci sono in ogni tonnellata di roccia trattata) continuano a calare lo stress aumenta per le mining companies. In buona sostanza ci vuole sempre più energia per produrre la stessa quantità di oro (spero si capisca che se ci sono, per dire 3 grammi d'oro invece di 6 per tonnellata di roccia per produrre 6 grammi d'oro bisogna trattare il doppio di roccia e cioè farla esplodere, trasportarla con immensi camion diesel, frantumarla nei frantoi.. e questo è solo l'inizio del processo. NdEr).





Questo è sicuramente il principale problema che l'industria mineraria ha e avrà sempre di più da fronteggiare in futuro. Qui sotto vi ho riassunto quanto i tassi di produttività di oro sono calati fra le prime 5 compagnie minerarie al mondo (Barrick, Newmont, AngloGold, Goldfields & GoldCorp):








Inviato da iPhone

Crisi, gli italiani ora non pagano più: debiti non onorati per 34 miliardi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Crisi, gli italiani ora non pagano più: debiti non onorati per 34 miliardi

di Thomas Mackinson -  Gli italiani sono sempre più in rosso e non pagano più. Nel cassetto finiscono la rata del mutuo o l'affitto ma anche le bollette per beni di prima necessità come acqua, luce e gas. Tanto che in due anni la montagna degli insoluti è praticamente raddoppiata e nel 2012 ha raggiunto [...]


Inviato da iPhone

MPS: PD prestanome degli oligarchi ?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

MPS: PD prestanome degli oligarchi ?



Inviato da iPhone

La caccia casa per casa alla matita del seggio elettorale perduta


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La caccia casa per casa alla matita del seggio elettorale perduta

Accade a Roma


Inviato da iPhone

Crisi:cresce ricorso maghi,6,5mld affari


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Crisi:cresce ricorso maghi,6,5mld affari

13 milioni italiani si rivolgono all'occulto (+3 mln da 2001)


Inviato da iPhone

Il Veneto è in recessione da 6 trimestri consecutivi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il Veneto è in recessione da 6 trimestri consecutivi

di REDAZIONE


Nel primo trimestre 2013, sulla base dell'indagine VenetoCongiuntura – Unioncamere, la produzione industriale in Veneto ha mantenuto una tendenza negativa con un calo del -2,9% rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre la variazione congiunturale destagionalizzata e' stata del -1,4%. L'analisi congiunturale sull'industria manifatturiera di Unioncamere del Veneto, con la collaborazione di Confartigianato del Veneto, e' stata effettuata su un campione di 2.226 imprese con almeno 2 addetti. I dati di inizio anno confermano le tendenze di fine 2012.


Nel primo trimestre 2013 la produzione industriale ha registrato un calo congiunturale dell'1,4 per cento (dato destagionalizzato). Per il Veneto si tratta del sesto trimestre consecutivo di flessione dell'indice – sottolinea Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto – Una situazione che non si era mai registrata dall'inizio delle serie storiche di Unioncamere Veneto, nel primo trimestre 1973, nemmeno durante la Grande recessione del 2008-2009 (allora i trimestri consecutivi con segno meno erano stati cinque). Pero' la sensazione e' che le imprese industriali, piegate dall'inasprimento fiscale e dalla stretta creditizia, abbiano toccato il fondo e in alcuni settori abbiano iniziato a sperimentare una ripresa dell'attivita' economica. Permane il clima d'incertezza, ma le imprese sono meno pessimiste rispetto a fine 2012 e hanno una gran voglia di reagire, soprattutto quelle che operano sui mercati esteri". "Le esportazioni e gli ordini esteri restano infatti l'unico traino per l'economia regionale – spiega – Il 2013 non e' iniziato bene e se ci sara' l'inversione di tendenza questa e' sicuramente piu' spostata verso fine anno, e comunque legata ad auspicabili politiche per la crescita in ambito europeo. Innovazione, internazionalizzazione e accesso al credito sono tre leve sulle quali il Sistema camerale intende continuare ed accentuare i suoi sforzi a favore delle imprese".


Sotto il profilo dimensionale l'andamento negativo della produzione continua a interessare principalmente le microimprese (2-9 addetti) con un calo del -5,9%. A seguire le piccole (10-49 addetti) e medie imprese (50-249 addetti) rispettivamente con una flessione del -2,2 e -1,9%. La performance migliore si registra per le grandi imprese (250 addetti e piu') con una variazione del -0,9%. La dinamica negativa riguarda soprattutto le imprese che hanno realizzato beni di consumo (-3,8%), seguite dalle imprese che producono beni intermedi (-2,9%) e d'investimento (-1,5%). Per quanto riguarda i settori le diminuzioni piu' marcate sono state...



Inviato da iPhone

Svezia, brucia il Paese europeo più sognato


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Svezia, brucia il Paese europeo più sognato

ANSA.it > Mondo > News

Svezia, brucia il Paese europeo più sognato

Settima notte consecutiva di disordini. Immigrati e giovani disoccupati dietro le sassaiole e le auto in fiamme

26 maggio, 09:28
 


Rivolta in Svezia
Rivolta in Svezia


Inviato da iPhone

ITALIA: LA NUOVA EMIGRAZIONE! IL MEGLIO VA VIA E CHI RIMANE SI MESCOLA CON L'EXTRACOMUNITARIO


Ti è stato inviato tramite Google Reader

ITALIA: LA NUOVA EMIGRAZIONE! IL MEGLIO VA VIA E CHI RIMANE SI MESCOLA CON L'EXTRACOMUNITARIO

UNA DELLE MIGLIORI UNIVERSITA' DI ECONOMIA AL MONDO E' LA LONDON BUSINESS SCHOOL . ENTRARE IN QUESTA UNIVERSITA' E' MOLTO DIFFICILE PER UN INGLESE, MA ANCOR DI PIU' PER UN EUROPEO. PERCHE'? SEMPLICEMENTE PERCHE' L'UNIVERSITA' LONDINESE PREDILIGE RAGAZZI CHE ARRIVANO DALL'ASIA, DALL'AFRICA, DALL'AMERICA LATINA E NON. ACCETTANO SOLO COLORO CHE HANNO VOTI MOLTO ELEVATI, MA UN SECONDO CRITERIO DI ACCETTAZIONE E' IL FATTO DI PROVENIRE DA PAESI FUORI DALL'EUROPA.
I corsi sono ottimi ma uno dei punti di forza dell'universita' è il networking mondiale. I ragazzi che passano 4 o 5 anni lì hanno modo di creare legami e amicizie che un domani possono creare opportunita' di business nel mondo globale. L'Inghilterra stessa favorisce questo meccanismo in quanto poi,  Londra, rimane la base per industrie e commercio a livello internazionale.
IN PRATICA LA NAZIONE INGHILTERRA, ANCHE TRAMITE IL SISTEMA UNIVERSITARIO (cosi' come gli Usa)  HA UN ATTEGGIAMENTO MOLTO PIU' APERTO FACILITATORE E AGGREGATORE DI RICCHEZZA, BUSINESS RELAZIONI FRA PERSONE E FAMIGLIE CON CAPITALI O CON QUALITA' INTELLETTUALI O MEGLIO ANCORA, CON ENTRAMBE LE QUALITA'.
Quanto accade oggi in Inghilterra accade in tantissime altre parti del mondo. Le nazioni si contendono COMPETENZA, CAPITALI, TECNOLOGIA, RELAZIONI....
Vi ricordo la storia della vendita di due fantastici castelli medioevali gemelli. Entrambi i castelli furono venduti allo stesso prezzo. Il primo acquirente sposto' il castello nel mezzo di una favelas brasiliana e ci fece casa sua. Il secondo decise di spostare il castello in una fiabesca valle austriaca. Secondo voi quale dei due castelli oggi vale di piu'???
E' evidente che l'ambiente che ti circonda è FONDAMENTALE per il successo della tua attivita'. del tuo castello, della tua vita. SEI TU CHE HAI IL LIBERO ARBITRIO E PUOI,ANZI DEVI, DECIDERE IL DESTINO DELLA TUA VITA..E LA LOCATION MIGLIORE PER IL TUO CASTELLO...


Inviato da iPhone

In ospedale si buttano 4 pasti su 10. Perché non darli ai poveri?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

In ospedale si buttano 4 pasti su 10. Perché non darli ai poveri?


Quattro pasti su dieci destinati agli ospedali vanno a finire nella pattumiera. Soldi che sfumano e sprechi che potrebbero essere ridotti, destinando questi pasti a chi da solo non ce la fa più, come i quasi due milioni di poveri assistiti ogni giorno dal Banco Alimentare con le sue 8.600 strutture caritative convenzionate.
Al progetto sta lavorando il ministero della Salute – annuncia il ministro Beatrice Lorenzin – e molte strutture ospedaliere hanno dato la loro disponibilità, come l'ospedale Molinette di Torino. Ilario Perotto, presidente dell'Associazione nazionale delle aziende per la ristorazione collettiva (Angem) spiega che 4 pasti su dieci rischiano di essere buttati, anche per la scarsa varietà dei menu e gli orari in cui vengono serviti i pasti in ospedale "che spesso non coincidono con le esigenze del paziente ricoverato".

Fonte: http://www.fanpage.it/in-ospedale-si-buttano-4-pasti-su-10-perche-non-darli-ai-poveri/

http://nientebarriere.blogspot.it/2013/05/in-ospedale-si-buttano-4-pasti-su-10.html


Inviato da iPhone

I giorni del massacro

i-giorni-del-massacro-itri-1911-la-camorra-co-L-Axizt5Gian Antonio Stella, giornalista del “Corriere della Sera, noto per il suo libro “La casta”, ha scritto una bella prefazione al saggio di Antonio Budruni che, con certosino lavoro di ricostruzione, riporta -anzi, porta- alla conoscenza di noi tutti, un incredibile fatto storico dei primi anni del '900, avvenuto nell'Italia giolittiana.
Di più; venutone a conoscenza, tramite l'autore, Stella ne ha fatto un corposo servizio sulle pagine culturali del suo giornale. Al titolo del libro “I giorni del massacro” segue un sottotitolo “Itri 1911: la camorra contro gli operai sardi” che ne anticipa il contenuto.
Noi italiani siamo stati abituati ad una nutrita letteratura intorno alle dolorose vicende che hanno accompagnato la nostra grande emigrazione nel mondo, e alle forme

Ilva,si dimette il Cda: “A rischio 40 mila posti”


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Ilva,si dimette il Cda: "A rischio 40 mila posti"


Il vertice dell'azienda rassegna le dimissioni dopo il provvedimento di sequestro emesso dal Gip di Taranto. L'atto sarà impugnato dai legali dell'azienda


Il Consiglio di amministrazione dell'Ilva si è dimesso in polemica con il provvedimento di sequestro dell'azienda emesso dal Gip di Taranto. L'azienda, inoltre, ha dato mandato ai propri legali di impugnare l'atto del giudice. Con i sequestri disposti dal Gip "sono a rischio 24mila posti di lavoro diretti, 40mila con l'indotto", sottolineano fonti dell'Ilva. "Si sta mettendo in pericolo tutto".


Le dimissioni dei consiglieri Bruno Ferrante, Enrico Bondi e Giuseppe De Iure – comunica l'azienda in una nota – avranno effetto dalla data dell'assemblea dei soci, che il Consiglio ha convocato per il 5 giugno alle 9. Il comunicato sottolinea che l'ordinanza dell'autorità giudiziaria "ha effetti oggettivamente negativi per l'Ilva, i cui beni sono strettamente indispensabili all'attività industriale".

Lunedì incontro tra ministro dello Sviluppo economico e a.d. Ilva - Sulla vicenda Ilva il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, terrà un primo incontro lunedì a Roma con Enrico Bondi, amministratore delegato della società. Zanonato ha invitato all'incontro il governatore della Puglia, Nichi Vendola, e intende coinvolgere nei prossimi giorni anche i sindacati.



Per approfondimenti visita Tgcom24



Inviato da iPhone

ZANONATO: “Se si ferma l’Ilva, possiamo dire addio a tutta l’industria siderurgica”


Ti è stato inviato tramite Google Reader

ZANONATO: "Se si ferma l'Ilva, possiamo dire addio a tutta l'industria siderurgica"

"Se si ferma un'azienda di questo tipo possiamo dire addio a tutta l'industria siderurgica e avremmo problemi con l'industria meccanica". E' quanto dichiara, a Sky Tg 24, intervenendo all'Intervista di Maria Latella, il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, in merito alla vicenda Ilva dopo le dimissioni choc del consiglio di amministrazione.



Inviato da iPhone

Mosca, protagonista nel «grande gioco» (di Maurizio Blondet)


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Mosca, protagonista nel «grande gioco» (di Maurizio Blondet)

bannerInvestire_640x80

Nota di Rischio Calcolato: questo post è tratto dalla rivista on-line EffediEffe sito di informazione a cui consigliamo caldamente un abbonamento (50€ spesi benissimo). Come al solito la penna del "Direttore" coglie nel centro il cuore del problema. Buona lettura
russia grande gioco 550 Mosca, protagonista nel «grande gioco» (di Maurizio Blondet)Il vistoso arresto (in strada, con riprese video) come spia della Cia di Ryan Christopher Fogle, addetto dell'ambasciata Usa a Mosca, è solo una delle energiche iniziative, politicamente diciamo «assertive», che Vladimir Putin ha preso negli ultimi giorni.

Una flotta russa sarà posizionata in modo permanente nel Mediterraneo: «Cinque o sei navi da guerra con i navigli d'appoggio», ha detto l'ammiraglio Victor Chirkov a Novosti, ma «in base all'obiettivo e complessità delle missioni il numero delle navi potrà essere aumentato». Anche sommergibili nucleari lanciamissili? «Possibile», ha risposto il comandante della Marina, «c'erano (sottomarini) durante l'esistenza della Quinta Squadra, sia nucleari sia diesel». L'accenno alla Quinta Squadra è significativo: era la flotta dispiegata nel Mediterraneo ininterrottamente dal 1967 fino alla dissoluzione dell'impero sovietico, 1992. La nuova forza riprende il posto di quella, ed è un segnale politico di primo piano: come quella, non se ne andrà tanto presto. La forza navale avrà il suo proprio stato maggiore.

Chiaramente, è stato il bombardamento dei caccia israeliani in Siria il 5 maggio ad accelerare questa decisione, già in discussione ad aprile da Mosca: immediatamente dopo l'attacco, la Russia ha fatto sapere di voler consegnare senza indugio batterie di missili S-300 alla Siria. È la ferma, manifesta volontà di stendere l'ombrello protettivo sopra i suoi alleati nel Mediterraneo orientale. Il che non significa solo Assad, ma anche Hezbollah, che sta dando assistenza militare a Damasco. Il vice-ministro degli esteri Mikhail Bogdanov è stato spedito ad incontrare Nasrallah (il capo Hezbollah) a Beirut il 26-28 aprile. E il senso di quest'incontro non è sfuggito al giornalista Jean Aziz, analista principe del quotidiano libanese Al Akhbar:

«La visita del ministr...


Inviato da iPhone

La Risposta Ufficiale della Royal Mint: Le Sterline d’Oro 2013 Hanno cambiato Design (è Ho verificato di Persona)

Anche perché rischia di fare la fine dei 5 euro nuovi.....
Di non venire accettata dai distributori di caramelle!!!!!

;-)

Zio

Ti è stato inviato tramite Google Reader

La Risposta Ufficiale della Royal Mint: Le Sterline d'Oro 2013 Hanno cambiato Design (è Ho verificato di Persona)

bannerInvestire_640x80

Dunque vi ricordate il (breve) vespaio sollevato dapprima da Er di Argento Fisico e poi da me medesimo sulle pagine di RC? Si trattava di "presunte" sovrane più "spesse" del normale. L'articolo era qui:

Attenzione! Le Sterline d'Oro 2013 sono più Spesse

Ebbene ho ricevuto una precisazione ufficiale della Royal Mint (la zecca inglese che conia le sovrane), me la hanno postata anche sui commenti di RC (che carini):

Schermata 2013 05 26 alle 10.16.49 650x321 La Risposta Ufficiale della Royal Mint: Le Sterline dOro 2013 Hanno cambiato Design (è Ho verificato di Persona)

 

Ma non basta.

Ieri, ho anche incontrato di persona l'autore delle misurazioni sulle Sterline d'Oro 2013 che compaiono nell'articolo originale di Er su Argento Fisico. MaxGold (no beh non si chiama proprio così).

MaxGold è stato così gentile da farmi "toccare" sia una Sovrana (o Sterlina d'Oro) 2013 che una Sovrana "regolare". Vi posso confermare che la zecca di sua maestà (la regina) ha cambiato design ma ha mantenuto inalterata la quantità di oro presente in ogni singola moneta.

Basta passare un dito su una Sovrana 2013 per rendersi conto che li spessore del bordo è aumentato, tanto che le "nuove Sovrane" grattano il dito. Nel senso che se ci passi su i polpastrelli senti uno scalino pronunciato (e tagliente quasi come un rasoio) in corrispondenza del bordo, su entrambi i lati della sovrana. Ecco spiegato perchè è aumentato lo spessore massimo, si tratta di un bordo più pronunciato rispetto al corpo della moneta.

Il mio giudizio sulla zecca di sua maestà rimane il medesimo: NON si cambia il design di una moneta d'oro "storica" come la Sovrana, Razza di Idioti!



Inviato da iPhone

Il Comex Sta Esaurendo l’Oro Fisico? Seguiamo l’evoluzione dei Contratto Giugno 2013 (-4 Giorni)


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il Comex Sta Esaurendo l'Oro Fisico? Seguiamo l'evoluzione dei Contratto Giugno 2013 (-4 Giorni)

bannerInvestire_640x80

2 Il Comex Sta Esaurendo lOro Fisico? Seguiamo levoluzione dei Contratto Giugno 2013 ( 4 Giorni)

(il mio garage icon smile Il Comex Sta Esaurendo lOro Fisico? Seguiamo levoluzione dei Contratto Giugno 2013 ( 4 Giorni) )

Salve a tutti questo è un post che verrà aggiornato ogni giorno per seguire l'evoluzione del contratto futures Giugno 2013 sull'Oro.

Direte voi: che ce ne importa?

E invece importa e molto, dovete sapere che la borsa dei futures sui metalli preziosi americana (il COMEX) è a consegna fisica. Ovvero chi si ritrova con una posizione aperta alla scadenza di ciascun contratto è obbligato a Consegnare o Ritirare dietro pagamento 100 oncie di oro (per contratto). 

Si da il caso però, che la gran parte di posizioni aperte "short", cioè al ribasso siano nelle mani di poche banche di investimento (5 per la precisione) e che la quantità di metallo fisico che attualmente è depositata nei magazzini del Comex è limitata e di gran lunga inferiore alla quantità di posizioni aperte oggi, a 9 giorni di contrattazione dal "first notice day", ovvero dal giorno in cui chi si ritrova un futures aperto in mano può essere chiamato a consegnare oppure a pagare per 100 oncie di oro (per contratto).

Senza entrare in tecnicismi troppo fini sappiate che l'oro depositato nei magazzini del Comex si divide in registrato ed eleggibile, il primo è a garanzia della consegna di oro fisico da parte del consorzio di banche che gestiscono il Comex, il secondo ha le caratteristiche di finezza e forma per diventare oro registrato ma che è semplicemente depositato nei magazzini del Comex.

La domanda è: Cosa succede se ad una scadenza non c'è abbastanza oro per soddisfare la consegna dei futures? 

In quel caso il Comex Fallisce con inevitabili enormi conseguenza sul ruolo di questa borsa nella determinazione dei prezzi "ufficiali" dell'oro.

La parte interessante è che ogni giorno il Comex pubblica i dati su contratti aperti e quantità di oro nei suoi magazzini...



Inviato da iPhone

I quattro livelli del potere


Ti è stato inviato tramite Google Reader

I quattro livelli del potere

Il governo Letta nel quadro globale - da Marco Della Luna, 22 maggio 2013

Il regime in questi giorni alza l'allarme ...


Inviato da iPhone

E ora chi glielo dice agli europei?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

E ora chi glielo dice agli europei?




È apparso come star nel popolare talkshow di satira politica The Colbert Report. Se l'è meritata davvero questa fama Thomas Herndon, che prepara la sua tesi di Ph.D. alla University of Massachussetts di Amherst.






Il premio Nobel dell'economia Paul Krugman gli dà atto di avere «confutato lo studio accademico più autorevole degli ultimi anni». Scoprendovi degli errori banali, imbarazzanti per gli autori. Le vittime di Herndon sono due tra gli economisti più stimati del mondo: Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff. Loro due insegnano in una super-università, Harvard, ben più prestigiosa di quella dove studia il 28enne dottorando che li ha messi al tappeto. Rogoff, che è stato economista anche al Fondo monetario internazionale e alla Federal Reserve, insieme con la sua collega Reinhart pubblicò "Growth in a Time of Debt", una ricerca conclusa proprio quando stava scoppiando la crisi della Grecia. In quel testo vi era la "prova scientifica", secondo gli autori, che se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita. 







Quella cifra "magica" venne adottata come un dogma, istantaneamente ripresa da organizzazioni internazionali e governi: da Angela Merkel alla Commissione europea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Lo stesso Krugman ricorda che «ebbe un ruolo cruciale nella svolta delle politiche economiche, con l'abbandono delle manovre anti- recessive sostituite prontamente con politiche di austerity ». La tesi di Krugman è che c'erano già poderose correnti ideologiche in azione per interrompere le manovre anti-recessive, e tuttavia quello studio divenne un regalo insperato, una pietra miliare, il fondamento teorico per l'austerity.







Herndon, che si definisce «né conservatore né progressista», non è stato mosso da un'agenda politica. «Non ero partito — racconta — con l'intenzione di demolire lo studio di Reinhart-Rogoff, davvero non ero a caccia di errori. I miei professori di Amherst mi avevano assegnato un compito molto comune: prendi una ricerca fatta da altri economisti, e prova a dimostrare che sei capace di replicarne il risultato». È così, esercitandosi a rifare lo stesso percorso di Reinhart-Rogoff, che il 28enne si è imbattuto nella sua scoperta. «Provavo e riprovavo a fare i loro stessi calcoli, ma i risultati non erano quelli. I conti non tornavano ». Per vederci chiaro lui si rivolse agli stessi autori. Che reagirono con g...


Inviato da iPhone

Iva, l’aumento costerà 350 euro a famiglia. E il gettito diminuirà


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Iva, l'aumento costerà 350 euro a famiglia. E il gettito diminuirà

di MARIETTO CERNEAZ


L'aumento dell'aliquota Iva previsto per luglio determinera', a regime, una stangata per le famiglie italiane fino a 349 euro annui. Lo afferma Comitas, l'associazione italiana delle microimprese, chiedendo al Governo Letta di "bloccare il provvedimento, che rappresenterebbe una disgrazia per cittadini e imprese". In base ai calcoli di Comitas, infatti, l'aumento dell'Iva pesera' in modo particolare sui nuclei familiari composti da 5 persone, determinando a parita' di consumi rispetto al 2012, un aggravio di spesa pari a 349 euro su base annua. Le famiglie con 4 componenti dovranno invece sobbarcarsi una maggiore spesa di circa 279 euro annui, contro i 209 euro di un nucleo di 3 persone. "A questi dati occorre pero' -prosegue Comitas- aggiungere gli effetti negativi che l'incremento dell'Iva determinera' sui consumi. Le famiglie reagiranno infatti al rincaro dei prezzi riducendo gli acquisti, con una ulteriore contrazione dei consumi compresa tra il -2,5% e il -3%".


Proprio la riduzione dei consumi aggraverebbe, dice Comitas, "lo stato comatoso di migliaia di esercizi commerciali, che pagano il prezzo di acquisti costantemente in declino e potere d'acquisto degli italiani ridotto al lumicino". "Se l'aumento dell'Iva non sara' evitato -conclude Comitas- 50.000 negozi saranno costretti a chiudere i battenti entro il 2013″. Senza un intervento per ridurre il peso dell'Iva, con il crollo dei consumi registrato negli ultimi mesi, il buco nei conti pubblici derivante dal calo del gettito dell'imposta potrebbe sfiorare i 10 miliardi di euro (da 115,22 miliardi di entrate registrati nel 2012 ai 105,31 miliardi stimati per quest'anno). Lo prevede il Centro studi Unimpresa in base ai dati del ministero dell'Economia sul periodo gennaio-marzo 2013.


Nel trimestre e' stata infatti rilevata una flessione dell'8,6%, pari a 1,90 miliardi, che ha fermato il totale del gettito Iva a 20,12 miliardi, mentre nello stesso periodo dello scorso anno il totale era stato di 22,02 miliardi.



Inviato da iPhone

LE PULCI E I PIDOCCHI


Ti è stato inviato tramite Google Reader

LE PULCI E I PIDOCCHI



DI TRUMAN BURBANK


Comedonchisciotte






Alcune note a margine del convegno del 25-5, a Roma, sull'euro e sulla crisi, organizzato dal Comitato NO DEBITO.



Una premessa dal romanzo di Irvin D. Yalom Le lacrime di Nietzsche:




«Il problema», replicò Freud, «è che nessuna delle diagnosi spiega tutti i
sintomi».

«Sig[mund]», ribatté Breuer, alzandosi e parlando in tono confidenziale, «ti svelerò un segreto del mestiere. Un segreto che un giorno, in qualità di medico consulente, sarà il tuo pane. L'ho appreso da Oppolzer, che una volta mi ha detto: "I cani possono avere le pulci e anche i pidocchi"».


Inviato da iPhone

Inglesi passivi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Inglesi passivi

Gli inglesi sono stati per secoli, dalla fine del medioevo in poi, uno dei popoli più guerrieri e irriducibili nel combattere al mondo, per circa otto secoli non sono mai stati praticamente sconfitti. ...


Inviato da iPhone

Una flotta navale russa entra nel Mediterraneo per parcheggiare a Cipro


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Una flotta navale russa entra nel Mediterraneo per parcheggiare a Cipro

Clicca per ingrandireIn precedenza avevamo reportato che gli USA aveva portato ufficalmente una forza marina in Isralele ed anche una nave di assalto, questo in una "visita" che la marina USA aveva assicurato "non è associata, né è una reazione a nessun evento mondiale". Sembra che non fossimo i soli a leggere con un certo scetticismo, questa giustificazione. Lo stesso ha fatto la Russia.


In un evento storico, la flotta Russian Pacific, per la prima volta dopo decenni, ha attraversato il canale di Suez ed è entrata nel Mediterraneo, in direzione Cipro, porto di Limasol in quello che ora è l'avvisaglia più rumorosa ed implicita agli USA ed Israele, che ammassano unità militari lungo il confine con la Siria.


La Russia non starà a guardare che la Siria sia usata come obbiettivo di pratica da parte delle forze di "difesa" israeliane.


"La task force è passata con successo attraverso il Canale di Suez ed è entrata nel Mediterraneo. È la prima volta dopo decenni che le navi da guerra della Pacific Fleet entrano in questa regione", cosi il Capt. Roman Martov.


leggi tutto



Inviato da iPhone

Tutti gli inciuci del governissimo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Tutti gli inciuci del governissimo

All'origine delle larghe intese sul governo Letta, tra i due partiti esiste una sorta di bicamerale permanente dei soldi e dello scambio (e in alcuni casi, del sesso a pagamento). Come dimostrano le vicende dell'Ilva di Taranto, del sistema Sesto, del Monte dei Paschi di Siena. E delle escort bipartisan del rampante imprenditore pugliese.



Leggi tutto...



Inviato da iPhone

Rapporto ONU promuove la prostituzione minorile e la schiavitù sessuale!


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Rapporto ONU promuove la prostituzione minorile e la schiavitù sessuale!




Un rapporto della Commissione mondiale sull'HIV e il diritto, in parte finanziato da una sovvenzione della Fondazione "Open Society" di George Soros, contiene un paragrafo speciale per la lotta contro l'AIDS.


Si chiede ai governi di tutto il mondo di legalizzare la prostituzione, compresa la prostituzione dei minori, e l'uso di droghe.


 


Questo rapporto ha ovviamente suscitato indignazione dei gruppi per i
diritti della famiglia e delle donne, denunciando l'ONU come principale avversario della
famiglia.


 



Articolo originale di TUTTOUNO.
Non è consentito ripubblicare, anche solo in parte, questo articolo senza il consenso del suo autore.
I contenuti sono distribuiti sotto licenza Creative Commons.


Inviato da iPhone

Svizzera. Scontri a Berna


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Svizzera. Scontri a Berna

Svizzera. Scontri a Berna
Fra le 4000 e le 5000 persone sono scese in piazza questa sera a Berna per protestare contro…
Continua a leggere l'articolo...


Inviato da iPhone