27/05/13

Dio e l'entropia


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Dio e l'entropia

Da "The Oil Crash". Traduzione di MR


Di Antonio Turiel

Cari lettori,

nell'ultimo post abbiamo parlato un tema molto interessante, specialmente per me, considerando la mia formazione come fisico statistico: la relazione fra l'evoluzione e l'entropia. Dato che il tema si presta troppo all'introduzione di gergo tecnico che tende ad allontanare il lettore medio, ma al quale mi rifiuto di non dare qualche pennellata in più, proverò a fare un post breve esponendo in modo semplice alcune riflessioni integrative a quelle già espresse.

Come si è già detto, esiste un'apparente contraddizione fra i concetti di entropia e di evoluzione. Ma cerchiamo di essere più precisi, visto che questa frase così formulata non ha molto senso.

Da un lato abbiamo che il Secondo Principio della Termodinamica implica la crescita continua dell'entropia in tutti i sistemi isolati. La crescita dell'entropia significa che l'energia si va disperdendo, da forme più organizzate (su scala umana o più grande) a forme più disorganizzate (movimenti microscopici, che sulla nostra scala percepiamo solo come calore). Insomma, l'energia non si perde (l'energia cinetica delle molecole più la loro energia potenziale sarà la stessa), ma è meno utile perché è dispersa (per esempio, se tutte le molecole di una palla si muovono nella stessa direzione, quella palla si potrà usare per azionare un meccanismo e fare un lavoro utile, mentre se quelle molecole si muovono alla stessa velocità ma descrivendo cerchi microscopici senza che la palla nel suo insieme vada da nessuna parte, questo movimento non potrà essere sfruttato su scala umana). L'aumento dell'entropia ci dice che ogni volta che volessimo sfruttare un movimento ordinato generiamo una certa quantità di movimento disordinato (calore nelle zone di attrito, pezzi che si rompono, ecc) che non si può più recuperare. Semplicemente questo. La crescita inesorabile dell'entropia implica che alla fine tutto il movimento sarà caotico e non ci sarà più lavoro utile che si possa realizzare (energia).

Dall'altra parte, gli esseri viventi si trovano in ...


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LE SCOMMESSE DI GEORGE SOROS


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LE SCOMMESSE DI GEORGE SOROS

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DI PAUL CRAIG ROBERTS
counterpunch.org








Il mercato dell'oro è tra le zampe dell'Orso ?


Vi ricordate il mercato al ribasso dell'oro, quello che la stampa finanziaria continua tanto a reclamizzare?
Quello che George Soros seguita a proclamare?
Beh, non c'è.



L' "ORSO" ( il ribasso) nel mercato dell'oro è solo una falsa informazione con cui la stampa sta aiutando le élite a comprarsi tanti altri lingotti d'oro.


E' sicuro comunque che Soros, lui, non ci crede, come dimostra la consegna 13-F della Securities and Exchange Commission che ha ricevuto il 15 maggio. George Soros ha notevolmente aumentato il suo patrimonio in oro con l'acquisto di 25,2 milioni di dollari di opzioni sul GDXJ Junior Gold Miners Index.



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Finanza: master of universe, ovvero una banda di ladri


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Finanza: master of universe, ovvero una banda di ladri

   
   
Il crollo della Borsa di Tokyo (-7,32%) è stato il più alto e drammatico dopo Fukushima di 2 anni fa. Conferma che i due trilioni di yen, creati dalla Banca Centrale del Giappone con la cura Abe, non sono serviti a nulla, se non a procurare un primo disastro. Visto che il nuovo premier giapponese annuncia il raddoppio della propria massa monetaria da qui alla fine del 2014, che Dio gliela mandi buona, a lui e a tutti noi.

Anche perché sta continuando la danza assurda della Federal Reserve, che continua a "stampare" (cioè a creare al computer) 85 miliardi di dollari al mese. Quosque tandem, Ben Bernanke, abutere patientia nostra?

Non lo sa neanche lui.

Affermano, Bernanke e Abe, di voler stimolare l'economia (leggi la finanza) stampando banconote, in attesa di Godot, che però non arriverà più. Per due motivi: perché stimolare la finanza non fa più crescere l'economia, e perché i limiti alla crescita sono ormai apparsi sulla scena e non andranno più via.

Tutte chiacchiere, naturalmente. Il crollo di Tokio e di tutte le Borse europee (per quanto valga poco come segnale) viene dai dati cinesi:  la crescita cinese rallenta. E questo produce il rallentamento di tutti i mercati. Dunque ecco il quadro: lo stimolo monetario americano e giapponese non funziona; l'austerità europea non funziona. Il mainstream media ci riferisce che  gli Stati Uniti sono in crescita, ma è un bluff clamoroso. E' come dire che un eroinomane perso è in ottima salute quando ha preso la sua dose.

Invece, qui in Europa anche gli irresponsabili di Bruxelles e di Francoforte – tranne Mario Draghi  – cominciano a capire che sono sull'orlo del baratro. L'Economist gli dedica una copertina impietosa, raffigurandoli, tutti insieme, in quella scomoda posizione.

Tutto dovrebbe essere chiaro: si va verso il collasso della finanza mondiale. I segnali d'impazzimento del sistema non cessano. Come non capire che è il sistema che si sta...



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Tasse locali: nel 1990 si pagavano in 8 giorni di lavoro. Oggi serve un mese!


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Tasse locali: nel 1990 si pagavano in 8 giorni di lavoro. Oggi serve un mese!

di MARIETTO CERNEAZ


Ieri, su queste pagine, abbiamo pubblicato un articolo in cui si dimostra che la tassazione arriva ad estorcere fino all'85% del frutto del lavoro di una piccola impresa. Ma le "medie in stile pollo di Trilussa", di cui fanno uso gran parte delle associazioni varie, non mettono in evidenza certe storpiature, anche se confermano che il Fisco in Italia è intollerabile!


Sono 162 i giorni di lavoro "divorati dal fisco" in un anno in Italia. E' la stima di uno studio di Confesercenti sulla situazione della pressione fiscale in cui si sottolinea "l'impressionante avanzata delle tasse locali, frutto del federalismo": nel 1990 bastavano 8 giorni per pagarle e ora ne servono 26. Confesercenti ricorda che il "Tax Freedom Day" che nel 1990 scattava a maggio, ora e' scivolato al 12 giugno. "Comparando il nostro peso fiscale con gli altri Paesi – spiega lo studio – emerge l'insostenibilita' di quello italiano. L'abbassamento della pressione fiscale e' piu' che mai una priorita' che non puo' essere risolta con qualche misura tampone. Le risorse vanno trovate tagliando la spesa pubblica".


"L'ha certificato, da ultimo, lo stesso Governo, con il recente Documento di economia e finanza: il nostro – sottolinea Confesercenti – e' il paese delle tasse, delle troppe tasse.   Abbiamo appena segnato il record della pressione fiscale, con il 44% del 2012, e gia' siamo pronti a superarlo di slancio con l'ulteriore aumento atteso per il 2013 (44,4%). E il futuro, sempre stando alle valutazioni ufficiali, non promette nulla di buono: le previsioni 'tendenziali' (quelle che diventeranno realta' se non si fara' nulla) ci dicono che la maledizione del 44% ci accompagnera' (decimo piu', decimo meno) almeno fino al 2017″.


Lo studio ricorda che l'Italia e' "al primo posto in Europa nel 'total tax rate' (somma delle imposte sul lavoro, sui redditi d'impresa e sui consumi), con un 68,3% che ci vede quasi doppiare i livelli di Spagna e Regno Unito e ci colloca bel oltre quello della Germania (46,8%); ai piu' alti livelli europei quanto a numero di ore necessarie per adempiere agli obblighi fiscali (269), 2,5 volte il Regno Unito, il doppio dei paesi nordici (Svezia, Olanda e Danimarca) e della Francia, un terzo in piu' rispetto al Germania; in coda, fra i paesi Ocse, nella graduatoria di efficienza della Pubblica Amministrazione, con un valore...



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La “casta” e i de profundis (sbagliati) su Grillo


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La "casta" e i de profundis (sbagliati) su Grillo




Già con la Lega si fece l'errore di darla per morta. È durata 20 anni. Senza riforme Grillo rinasce





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Bollette luce e gas, Italia tra i Paesi con i rincari più alti dell’Ue


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Bollette luce e gas, Italia tra i Paesi con i rincari più alti dell'Ue

L'Italia si colloca ai primi posti della classifica dei Paesi che nel secondo semestre 2012 hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi energetici pagati dalle famiglie: secondo i dati di Eurostat, infatti, nel nostro Paese l'incremento su base annua è stato dell'11% per l'elettricità e del 10,6% per il gas. Sono dati, soprattutto il primo, più elevati della media dell'Unione Europea, dove l'incremento è stato del 6,6% per l'elettricità e del 10,3% per il gas.

Per quanto riguarda i prezzi dell'energia elettrica pagati dalle famiglie europee a livello nazionale le differenze sono davvero notevoli: si va infatti dal -5% della Svezia al +21% di Cipro. La bolletta elettrica, espressa in euro, è comunque più leggera in Bulgaria (9,6 euro per 100 kWh), Romania (10,8) ed Estonia (11,2), mentre è nettamente più pesante in Danimarca (29,7), Cipro (29,1), Germania (26,8) e Italia (23,0). Stesse divergenze di andamento e di prezzi per quanto riguarda il gas, con un trend che va dal -8% della Slovenia al +21% della Lettonia. Anche qui, i prezzi più bassi si registrano in Romania (2,7 euro per 100 kWh), mentre i più alti in Svezia (12,7) e Danimarca (10,8). In Italia i prezzi del gas (9,7 euro) sono comunque più alti della media Ue (7,2 euro). 

Gli aumenti tariffari per gas e luce registrati da Eurostat sono dovuti "all'assenza di concorrenza e all'inerzia di autorità preposte ai controlli, il cui strabismo noto a favore dei monopolisti, comincia ad essere preoccupante", hanno commentato Adusbef e Federconsumatori. "Se non si inverte la tendenza all'incremento registrato in Italia abrogando oneri di sistema ed oscuri balzelli, spalmati sapientemente sui redditi delle famiglie italiane, che vedono la bolletta elettrica crescere, arrivando a costare circa 550 euro con 3.000 kWh/anno e una potenza impegnata di 3 kW, non si risolve la crisi economica", dicono ancora le due associazioni di tutela dei consumatori.

Anche peggiore lo scenario sul fronte del gas i cu prezzi, già tra il 2010 ed il 2011, erano aumentati del 12,6% in media in Italia portando la bolletta a 1.250 euro in media per un consumo annuo di 1.400 metri cubi. "Per uscire dalla crisi occorrono interventi seri ed urgenti, non essendo più tollerabile assistere inerti ad un deterioramento costante dei redditi familiari divorati dagli aumenti di bollette, polizze Rc auto, costi dei servizi bancari, Tares, e altri numerosi balzelli, arrivati a 1.800 euro l'anno che si mangiano il 10% del reddito netto di una famiglia media attestata a circa 18.000 euro.

Dal canto suo il Codacons chiede al governo di liberalizzare settori cruciali, come luce e gas, e ridurre le accise, imposte e addizionali che pesano sul...



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COMMISSIONE UE PROMUOVE IL BILANCIO ITALIANO: PERCHE'?


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COMMISSIONE UE PROMUOVE IL BILANCIO ITALIANO: PERCHE'?



Fra due giorni Bruxelles archivierà la procedura di infrazione relativa al nostro paese: sono sei le raccomandazioni da rispettare per non tornare nella "lista nera".

Ne abbiamo dette e lette di cotte e di crude sull'economia italiana e sul suo bilancio in condizioni disastrose: allora perché fra due giorni esatti la Commissione Europea chiuderà la procedura di infrazione per deficit eccessivo che riguarda proprio il Belpaese?

Il documento non è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni fanno pensare in questa maniera. Anzitutto, bisogna capire di cosa si sta parlando e assegnare un significato ben preciso alle parole.

Bruxelles esige dagli stati membri dell'Ue il massimo sforzo per evitare disavanzi eccessivi di bilancio, in modo da far funzionare al meglio l'Unione Monetaria. I due parametri da rispettare sono quelli del rapporto tra il disavanzo e il prodotto interno lordo non superiore al 3% e quello tra debito pubblico e Pil mai al di sopra del 60%. Quando si superano queste soglie scattano le procedure, come accaduto per l'Italia, a patto che si introducano delle misure per correggere la situazione. source
Ora si dà per certa l'archiviazione, ma dovremo rispettare sei raccomandazioni per non tornare nella "lista nera". Anzitutto, Bruxelles pretende dall'Italia il rafforzamento del bilancio statale, ma anche un funzionamento più efficiente della pubblica amministrazione, così da rendere competitivo il sistema produttivo. Inoltre, è necessario perfezionare il sistema bancario.

Dal punto di vista del lavoro, poi, è stata richiesta l'applicazione della riforma Fornero, con maggiore spazio alla flessibilità.

Le ultime due raccomandazioni riguardano il rilancio della formazione dei lavoratori e la riduzione delle tasse su lavoro e imprese, in mood da favorire la concorrenza. Insomma, siamo un paese promosso, ma con molti dubbi e perplessità da sciogliere: questa estate bisognerà "studiare" molto, in particolare il governo Letta deve capire che la priorità è quella occupazionale, ancora prima dell'I...


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LA CRISI ESISTE: MA E’ TRUFFA! + “Vaticano Massone”, il libro


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LA CRISI ESISTE: MA E' TRUFFA! + "Vaticano Massone", il libro

Il nuovo video di Alessandro Carluccio e Francesco Amodeo, autori del servizio "Smascherate le Iene! Spiegare alla gente il MES e il Bilderberg" che alcune settimane fa ha ottenuto, in pochi giorni, un milione e mezzo di visualizzazioni.
Questa volta i "figli di Iene" intervistano Daniel Estulin (autore del libro "Il club Bilderberg") l'avvocato Alfonso Luigi Marra, e altri. Spettacolare la scena – girata nei pressi dei palazzi del potere romano – in cui avvicinano i giornalisti delle TV mainstream, chiedendo loro di parlare dei temi che i mass media nascondono accuratamente… Fonte
Le iene ? ..la crisi esiste ma è una truffa..
Pubblicato in data 26/mag/2013 da ALESSANDRO CARLUCCIO

FRANCESCO AMODEO & ALEX CARLUCCIO ci parlano del Mes, il gruppo Bilderberg, il Signoraggio Bancario e tutto ciò che non si vede…
Dal video, intervista a Daniel Estulin:
Francesco Amodeo: "Mr. Estulin siamo molto preoccupati per ciò che sta accadendo in ITALIA.
Sembra che ci sia una Elite di Potenti che stia prendendo le decisioni al posto degli ITALIANI
Vuole spiegare cosa è bilderberg?

Daniel Estulin:
"bilderberg non è una teoria della cospirazione ma una realtà!
E' il mezzo con cui una ELITE politica e finanziaria ha promosso il controllo dei Governi Sovrani".

Francesco Amodeo:
"Qual'è il piano del bilderberg in ITALIA?"

Daniel Estulin: "L'idea è quella di togliere potere ai governi. Ed è ciò che sta succedendo adesso; perché queste organizzazioni vogliono distruggere gli Stati Nazionali. e creare un governo sovranazionale che funzioni come una S.P.A".

Francesco Amodeo: "mario monti è stato membro del comitato del gruppo bilderberg non un semplice invitato".

Daniel Estulin: "Si, è stato membro del "comitato direttivo".

Francesco: "Ed è stato anche presidente europeo della commissione trilaterale?"

Daniel: "...


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Lavoro in Germania, le aziende richiamano i pensionati


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Lavoro in Germania, le aziende richiamano i pensionati

In Italia invece si parla di una curiosa "staffetta" fra  generazioni di Andrea Affaticati - Con riforme e apprendistato in Germania è ripartita l'occupazione per i  giovani e anche per i vecchi    Volkswagen, Airbus, Fraport (l'aeroporto di  Francoforte) Bmw e altri si affidano ai pensionati (Afp) Come faceva notare l'economista Alberto Alesina sul Corriere della [...]


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Svezia, altra notte di tensione: la rivolta si estende a altre citta’


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Svezia, altra notte di tensione: la rivolta si estende a altre citta'

DI Soheil Pishvaeian -  Stoccolma – Un'altra notte di disordini con veicoli in fiamme in diversi quartieri della capitale svedese e poliziotti sono stati presi a sassate da giovani immigrati. Nel centro della Svezia, a Orebro, un gruppo di giovani ha invece dato fuoco ad alcune auto, mentre non lontano da Stoccolma e' stato incendiato [...]


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Comprare la felicità con meno soldi

soldi_felicitàAbbiamo scritto vari articoli sul benessere, sulla misura in cui avere più o meno opzioni ci rende felici o infelici, o su quanto denaro contribuisca ad aumentare il nostro benessere e oltre quale soglia diventi inutile o addirittura solo fonte di preoccupazione, come inquesto pezzo .
In questi giorni ci capitava di riflettere, attraverso questa crisi, su come alcuni aspetti del dover ridurre i consumi, in realtà possano portare automaticamente a un maggior benessere.
Prendiamo per esempio il c

Il Fisco vuole l’85%! Ecco come lo Stato distrugge le imprese


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Il Fisco vuole l'85%! Ecco come lo Stato distrugge le imprese

di PAOLO CARDENA'


Partiamo da una premessa: il caso di seguito descritto rappresenta la pressione fiscale complessiva subita da una piccola società con due soci, che ha realizzato, nell'esercizio 2012, un utile di appena 32000 euro. Una miseria, insomma. Eppure la pretesa del fisco è tale da richiedere alla società e ai soci il pagamento di circa 27 mila euro tra tasse e contributi, ossia quasi l'85% dell'utile realizzato. 


In questi giorni, visto l'approssimarsi delle scadenze fiscali, sono molto impegnato con le dichiarazioni fiscali per il periodo di imposta 2012. Questo periodo, oltre ad essere sempre intenso di lavoro, ispira  numerose riflessioni e  altrettanti spunti  sullo stato di salute delle nostre imprese, sulla pretesa tributaria che patiscono, e sul futuro che ci attende. In una di queste, sono giunto alla conclusione che, in Italia, conviene non lavorare, non imprendere. Starsene beatamente a casa curando i propri interessi, i propri hobby, e magari darsi a qualche buona lettura, ripagherebbe molto di più che fare impresa. Sarebbe molto più utile, almeno nello spirito. Perlomeno, fino a quando non accadrà qualche shock di sistema, tale da riformare strutturalmente i meccanismi fiscali  al limite dell'incredibile, dell'immaginario e della sopraffazione. Mi riferisco alla sopraffazione che il fisco pratica nei confronti dei contribuenti e, nel caso specifico, di chi fa impresa.

Qualche giorno fa, mi è passata di mano una dichiarazione di un piccola società di capitali: una srl, con due soci che svolgono entrambi la propria opera all'interno della società. La crisi, chiaramente, anche in questo caso,  non ha risparmiato l'impresa: i ricavi si sono contratti significativamente, e anche l'utile è stato spinto al ribasso. Tant'è che  il bilancio al 31/12/2012, presenta un utile prima delle imposte di appena 32000. Una miseria insomma, che non ripaga affatto il sacrificio sopportato dai due imprenditori, che si dedicano alla loro attività quasi 12 ore al giorno, immersi con impegno totale e dedizione in questo lavoro, trascurando i propri interessi, i propri affetti e le proprie passioni. Una storia di imprenditori onesti e laboriosi. Una storia come tante altre, in Italia.

In questo caso, nella determinazione delle imposte da pagare a carico della società in esame,nonostante l'esiguità dell'utile - certamente non sufficiente a  garantire la sussistenza degli imprenditori e delle ris...


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Ogni cosa ha un limite. Impossibile perseguire lo sviluppo perpetuo


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Ogni cosa ha un limite. Impossibile perseguire lo sviluppo perpetuo



In concomitanza col Festival dell'Economia di Trento si svolge a Rovereto un Alterfestival, un controfestival, organizzato da alcune associazioni, per lo più di giovani, cui partecipano alcuni intellettuali, diciamo cosi', 'eterodossi' e al quale sono stato invitato.

Cerchero' qui di anticipare, in estrema sintesi, cio' che diro' stasera. Il modello di sviluppo che ormai solo per convenzione chiamiamo occidentale perchè è nato in Inghilterra con la Rivoluzione industriale a metà del XVIII secolo, ma ha coinvolto da tempo la Russia e più recentemente la Cina, l'India e altri Paesi cosidetti 'emergenti', si basa sull'impossibile: le crescite esponenziali che esistono in matematica ma non in natura. Ogni cosa umana ha un limite. Noi, dal punto di vista economico, ma non solo, lo stiamo raggiungendo. Siamo come una potentissima macchina che, partita appunto a metà del Settecento, ha percorso a velocità sempre crescente due secoli e mezzo, e ora si trova di fronte a un muro. Andare ancora avanti non è più possibile. Ma non si rassegna e continua a dare di gas finchè, prima o poi, fonderà. Fuor di metafora: non si puo' più crescere. Ma le leads mondiali, di destra e di sinistra, per ignoranza o malafede, continuano a parlare di crescita illudendo le loro popolazioni. Certo, per un po' potranno ancora continuare in questo gioco illusionistico immettendo nel sistema enormi quantità di liquido che, proprio per la sua entità, non corrisponde a nulla se non a una scommessa su un futuro cosi' sideralmente lontano da essere inesistente, drogando ulteriormente il cavallo già dopato sperando che faccia ancora qualche passo avanti fino al fatale e inevitabile collasso per overdose. Il che significherebbe il crollo, sanguinoso, del nostro mondo.

Si puo' evitare questa apocalisse? Si', se gli uomini fossero delle creature intelligenti. Si tratterebbe di avere il coraggio di fare qualche passo indietro, di ritornare, in modo graduale, ragionato e limitato, a forme di autoproduzione e autoconsumo, che passano per un recupero della terra (la Madre Terra che ci dà il cibo, l'unica cosa veramente indispensabile insieme a una abitazione e, ma non sempre, al vestire) e per il ridimensionamento dell'apparato industriale, finanziario e ora anche di quel mondo virtuale che ci sta inghiottendo tutti (se c'è una rapina un po' movimentata, come quella avvenuta nei giorni scorsi a Milano nella centralissima via Spiga, chi vi ha assistito dice «sembrava di essere in un film», non è più la fiction che imita la realtà, ma la realtà che imita la fiction).

Abbiamo puntato tutto sull'Economia, emarginando tutte le altre e complesse esigenze dell'essere umano, e l'economia, questa economia, sta clamorosamente fallendo. Abbiamo puntato tutto sulla sua sorella gemella, la Tecnologia, senza capire che la tecnologia, come mi disse Paolo...


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Hedge fund: continuano gli acquisti di dollari. Raggiunto il valore più alto dallo scorso giugno


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Hedge fund: continuano gli acquisti di dollari. Raggiunto il valore più alto dallo scorso giugno

Gli hedge fund alla ricerca di esposizione valutaria attraverso l'utilizzo dei futures valutari quotati all'IMM sono stati nuovamente acquirenti di dollari per la quarta settimana, quella terminata il 21 maggio, secondo gli ultimi dati della Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti. Sono state vendute tutte le valute tranne il dollaro canadese (CAD) e in particolare l'euro, mentre la posizione netta corta in GBP ha raggiunto un nuovo record. La posizione combinata del dollaro (...)


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Analisi dei Mercati
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Trattativa, lo Stato processa se stesso. Ma non si presenta in aula


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Trattativa, lo Stato processa se stesso. Ma non si presenta in aula

La prima udienza del processo in cui lo Stato processa se stesso, si fa segnalare soprattutto per l'assenza dello Stato. O meglio di alcuni di quei rappresentanti delle istituzioni che, secondo la procura di Palermo, avrebbero trattato con Cosa Nostra durante il biennio al tritolo che insanguinò il Paese tra il 1992 e 1994. 

Contumace l'ex senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, considerato dall'accusa l'uomo cerniera tra Berlusconi e Cosa Nostra e definitivo firmatario del patto con i boss. Contumace il generale del Ros Mario Mori, che avrebbe condotto la prima fase operativa della trattativa. Contumace il suo braccio destro Giuseppe De Donno, l'uomo che per primo aprì un contatto con l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, tramite il figlio Massimo, uno dei testimoni principali dell'inchiesta sulla trattativa e oggi imputato (presente) di concorso esterno in associazione mafiosa e calunnia. A rappresentarli in aula ci sono gli avvocati, ma loro hanno preferito non farsi vedere.

Non c'è nemmeno l'ex ministro Calogero Mannino, che per i pm è l'uomo che per primo cercò di aprire un canale di comunicazione con Cosa Nostra, ma che ha scelto di essere processato con il rito abbreviato. Assente anche il "ragioniere" della trattativa, Bernardo Provenzano, la cui posizione è stata stralciata in attesa di capire quanto le sue condizioni di salute gli consentano di essere correttamente processato.

Per la prima udienza del processo sulla tattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra, all'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo ci sono soprattutto i boss mafiosi collegati in videoconferenza. Sarà per questo che Nicola Mancino sbotta entrando in aula: "Non voglio essere processato con i mafiosi". Poi si siede, in silenzio, immobile. Piantato sulla sedia, accerchiato dai suoi avvocati, è l'obiettivo più ricercato dalle telecamere e dalle mitragliate di flash dei fotografi. Fuori dall'aula uno sparuto gruppo di Agende ...



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Chi controlla le lobby delle Super Banche?


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Chi controlla le lobby delle Super Banche?

La recente controversia sulla governance di JPMorgan Chase nasconde una questione ben più ampia. A prescindere dalla vittoria di Jamie Dimon nel mantenere la doppia carica di presidente e amministratore delegato, il fallimento più importante è stato quello del board … Continua a leggere


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LETTA, L’ENNESIMO GOVERNO TASSATORE MOLTO ATTENTO AI PARASSITI



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LETTA, IL GOVERNO TASSATORE COCCOLATO DALLA STAMPA


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LETTA, IL GOVERNO TASSATORE COCCOLATO DALLA STAMPA

DI REDAZIONE




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CDS rilevati al 23/05/2013

cds 250x250Credit Default Swaps corporate e sovrani rilevati al 23/05/2013

TORNA DI MODA L'ESPROPRIO, LA CONFISCA DELLA PROPRIETA' PRIVATA..A SETTEMBRE SI VEDRA' ...MA A QUEL PUNTO SARA' TROPPO TARDI. IN ESTATE REGALATI UN CONTO CORRENTE IN SVIZZERA E ABBANDONA L'ITALIA LASCIANDOLA ALL'ITALIOTA.


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TORNA DI MODA L'ESPROPRIO, LA CONFISCA DELLA PROPRIETA' PRIVATA..A SETTEMBRE SI VEDRA' ...MA A QUEL PUNTO SARA' TROPPO TARDI. IN ESTATE REGALATI UN CONTO CORRENTE IN SVIZZERA E ABBANDONA L'ITALIA LASCIANDOLA ALL'ITALIOTA.

MERCATO LIBERO E' IL PRIMO SITO IN ITALIA A OFFRIRE SOLUZIONI...GLI ALTRI SI ACCODANO SEMPRE...E COPIANO...COPIANO...COPIANO...(COME HO VISTO FARE, FRA L'ALTRO IN MANIERA IMPRECISA E DISORGANIZZATA ALL'IT FORUM...).
I NOSTRI GRUPPI SONO NUMEROSI A TAL PUNTO CHE ABBIAMO LE MIGLIORI CONDIZIONI DEL MERCATO.
CHI E' ALLE POSTA, ALL'UBS, AL CREDIT SUISSE E IN ALTRI POSTI AMENI PAGA PAGA PAGA E PER COSA?

IMPORTANTE E' CAPIRE CHE CI SONO DUE SITUAZIONI IN CUI IL RISPARMIATORE PUO' PERDERE TUTTI I RISPARMI
1) I SOLDI SONO IN UNA BANCA SEMI FALLITA...NESSUNA LA AIUTERA' PIU' E SI DOVRA' ATTINGERE AI CONTI DEI CLIENTI

2) I SOLDI SONO IN UNA BANCA SANA MA ALL'INTERNO DI UNO STATO CHE HA BISOGNO DI AIUTO...ANCHE IN QUESTO CASO A TUTTI I RISPARMIATORI POTRANNO ESSERE CONFISCATI I BENI. 
Benoit Coeuré: «L'Europa vuole seguire la strada del bailing in».
L'esperienza di Cipro ha messo fine ai salvataggi internazionali. 
Lo ha detto Benoit Coeuré, membro francese del board Bce, durante un discorso a Copenhagen. 
«I mercati devono capire che l'Europa è impegnata a perseguire la strada del bailing in», ha spiegato riferendosi alla partecipazione degli investitori e titolari di depositi nei salvataggi dei Paesi.
Vedi poi Profumo sulla pericolosità di molte banchette italiane sempre più in grave sofferenza...


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Wall Street: niente inversione, solo una necessaria correzione


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Wall Street: niente inversione, solo una necessaria correzione

GUEST POST – Wall Street e COT Report: Chart e analisi dei dati del CFTC secondo Lukas. Cari amici, nella settimana trascorsa, i mercati finanziari, dopo mesi contrassegnati da uno scenario palesemente RISK ON, hanno manifestato un diverso andamento, ancora … Continua a leggere


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Forex: uscita dal QE in Giappone e Stati Uniti? Difficile per il momento


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Forex: uscita dal QE in Giappone e Stati Uniti? Difficile per il momento

E' difficile vedere un'uscita dal QE nelle più grandi economie del mondo, gli Stati Uniti o il Giappone, ha detto Charles Dallara, ex amministratore delegato dell'Institute of International Finance. Niente uscita dal QE?

"Ci aspettiamo troppo dalla Federal Reserve, e dalla Bank of Japan, e io sono sempre più preoccupato che non troveremo una facile via d'uscita dal QE negli Stati Uniti o in Giappone", ha detto alla CNBC Dallara, che ha giocato un ruolo centrale nella crisi del debito europeo, (...)


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Economia internazionale
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Alla Apple sono una banda di ladri - Giulietto Chiesa - Editoriale 23.05.2013



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Federal Reserve e Quantitative Easing: sarà il best seller dell'estate?


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Federal Reserve e Quantitative Easing: sarà il best seller dell'estate?

Questa estate gli occhi saranno tutti puntati sulla Federal Reserve, il Chairman, Ben Bernanke, è stato chiaro: la banca centrale statunitense potrebbe decidere di cambiare strategia molto prima, rispetto a quanto è stato previsto. Ciò significherebbe fornire meno stimoli all'economia tagliando sul programma di acquisto titoli.

Il risultato di questa dichiarazione? È stato uno sconvolgente attacco di volatilità, con i rendimenti del Tesoro in calo, mentre gli investitori iniziano a temere la (...)


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In diretta dal Ministero della Verità


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In diretta dal Ministero della Verità

Il testo del video è tratto dal film Orwell 1984
Si ringrazia Anticorpi per la segnalazione


Direi che il commento migliore al video è l'album Amused to Death di Roger Waters: 


<<The human race has civilized itself
It's a miracle>>


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Il rapido declino della produzione dei pozzi tra le cause della bolla del shale gas


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Il rapido declino della produzione dei pozzi tra le cause della bolla del shale gas

"Shale gas" (1) sembra la nuova parola magica che vorrebbe evocare una nuova era di abbondanza nell'energia fossile negli USA.

Se ben compreso, il grafico qui sopra dovrebbe raffreddare gli entusiasmi dei filo-fossili. La produzione dei pozzi (ad esempio quelli della formazione Marcellus in Pennsylvania) declina rapidamente al punto che la vita attiva di un pozzo è solo di otto anni e il 60%  della produzione si concentra nei primi tre anni.

Questo significa che per mantenere costante la produzione bisogna continuare a trivellare il terreno; per accrescere la produzione bisogna fare aumentare ancora più rapidamente il numero di trivelle, di pozzi produttivi, di tubature di collegamento, di strade e di mezzi meccanici. I costi crescono (2) fino a un punto tale per cui la produzione non è più sostenibile e crolla.

Prima ancora di raggiungere questo punto, potrebbe essere la protesta civile delle popolazioni locali a fermare la mano delle aziende fossili per i danni causati dal fracking all'ambiente: inquinamento della falda, terremoti e devastazione del paesaggio.

Negli ultimi 5 anni la produzione di gas convenzionale è calata di 145 Mtoe (dati EIA) mentre la produzione di shale gas è passata da 0 a 216 Mtoe.

Il copione segue esattamente quanto è previsto dalla teoria del picco del petrolio: prima si sfruttano i giacimenti di migliore qualità fino a che non calano, poi quelli di minore valore, che però caleranno assai più in fretta.

Insomma, noi vi abbiamo avvisato; fatevi trovare pronti prima che scoppi la bolla.

(1) In italiano è detto gas di scist...



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La Guerra Mondiale Z: la campagna sionista nell’emisfero occidentale


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La Guerra Mondiale Z: la campagna sionista nell'emisfero occidentale

Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation, 26.05.2013


mossad-south-america_f0feDeterminato a invertire il progressivo allontanamento dell'America Latina dai dettami di Washington, il Presidente Obama ha tranquillamente suscitato dalla sordida storia del Sud America un demone che i latinoamericani conoscono fin troppo bene: Israele. Durante l'amministrazione di Ronald Reagan, Israele aveva puntellato con equipaggiamenti militari, l'intelligence, l'addestramento contro-insurrezione e il denaro, un certo numero di governi fascisti in America Latina. Il sostegno d'Israele al fascismo in America Latina in realtà ha avuto inizio durante la presidenza di Jimmy Carter. Dopo l'embargo sulle esportazioni di armi statunitensi di Carter verso il Nicaragua del brutale dittatore Anastasio Somoza, Israele intervenne a colmare il vuoto. Oggi, Obama ha permesso ad Israele e ai suoi agenti d'influenza nella propria amministrazione, di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per minare i governi progressisti in America Latina. Dopo la morte del presidente del Venezuela Hugo Chavez, un aspro critico della politica d'Israele nei confronti dei palestinesi, le attività sovversive degli agenti israeliani e statunitensi, che operano sotto la copertura delle organizzazioni non governative (ONG) legate a George Soros, sono aumentate in tutta la regione.

Anche se Obama, a differenza di Reagan, non subisce i divieti congressuali come l'emendamento Boland, che gli ostacolino gli sforzi per rovesciare i leader latinoamericani progressisti, gode della percezione pubblica che lui, destinatario del Premio Nobel per la Pace, si sia impegnato per la pace.  Invece di sacrificare il suo personaggio pubblico con mosse sanguinose per rovesciare governi latino-americani, Obama ha scelto di lavorare di soppiatto attraverso Israele e i suoi sayanim  stranieri per far tornare l'America Latina allo status quo ante delle dittature che proteggono i ricchi e soggiogano i poveri e la classe operaia. S'iniziava a potere ritenere che in America Latina si fosse in presenza di quella giustizia a lungo ricercata, quando un tribunale guatemalteco ha giudicato l'ex dittatore Efrain Rios Montt colpevole di genocidio, il 10 maggio, condannando l'86enne ex generale a 80 anni di carcere. Rios Montt, un convertito alla Chiesa pentecostale del Verbo (Iglesia del Verbo), che predica un dogma in sincronia con l'ebraismo sionista, è stato ...



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Speciale Giappone: La Borsa Continua a Crollare e i Rendimenti dei Bond Rimangono Alti (E ora?)


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Speciale Giappone: La Borsa Continua a Crollare e i Rendimenti dei Bond Rimangono Alti (E ora?)

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Banzaiiiiiiii, ooops ma non sta mica funzionando tanto bene.

Per quanto la BOJ (Bank Of Japan) stia comprando qualsiasi cosa giri su un circuito elettronico in YEN stampando  tutti gli Yen necessari avviene che dopo un mega rally la borsa giapponese stia facendo un "salutare" ritracciamento (anche se mi pare un pochino TROPPO salutare):

Schermata 2013 05 27 alle 11.16.05 Speciale Giappone: La Borsa Continua a Crollare e i Rendimenti dei Bond Rimangono Alti (E ora?)

 

Però accade una cosa strana (ma neanche tanto). La liquidità in uscita dalla borsa giapponese NON torna sui titoli di stato, tanto che i tassi sono rimasti quasi stabili (cioè alti) anche dopo un tonfo borsistico di quasi il 15% dai massimi:

Schermata 2013 05 27 alle 11.19.46 650x394 Speciale Giappone: La Borsa Continua a Crollare e i Rendimenti dei Bond Rimangono Alti (E ora?)

 

Dunque che succede?

La BOJ compra titoli di Stato giapponesi come se non ci fosse un domani e i titoli di stato non salgono di prezzo (e scendono di rendimento?). Evidentemente il flusso di vendita del settore privato continua ad essere molto forte. E capitali giapponesi stanno inondando di liquidità il resto del mondo.

Se proprio dovessi fare un previsione credo che la caduta dello YEN, a meno di un nuovo cambio di politica della BOJ, continuerà e alla fine la borsa giapponese riprenderà la sua corsa al rialzo. Il punto è che credo che tutto questo avverrà al di fuori del controllo delle autorità monetarie giapponesi.

Tic tac

p.s. ci vuole un fisico bestiale.



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Croazia, non ancora in Europa ma già nei Piigs


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Croazia, non ancora in Europa ma già nei Piigs

Il primo luglio di quest'anno la Croazia diventerà il 28esimo Stato membro dell'Unione Europea. Eppure il matrimonio tra Bruxelles e Zagabria, non ancora celebrato, è già in crisi. Crisi come quella – economica - dalla quale la Croazia non riesce ad uscire.

Secondo Stefano Giantin:



Ma che cosa porta in dote Zagabria all'Europa? L'orgoglio di avercela fatta, fresche energie. E nuovi problemi.


Problemi perché l'ex repubblica jugoslava issa la bandiera blu a dodici stelle dopo quattro anni di recessione, con un Pil in flessione nel 2012 del 2% e crescita zero nel 2013, causa consumi, investimenti ed export al palo. Una recessione gravissima che, malgrado il florido settore turistico, ha portato a un crollo complessivo del Pil dell'11% dal 2008 a oggi, «la seconda più grave contrazione registrata nel mondo», sottolinea un rapporto Barclays. Come se non bastasse, Zagabria paga l'onta dello stigma di "spazzatura" assegnato ai suoi bond da due agenzie di rating su tre. E in valigia il Paese balcanico nasconde anche una seria questione sociale, con una disoccupazione da codice rosso che ha superato il 18% secondo i dati Eurostat, il 21% secondo quelli dell'omologo locale dell'Istat. Peggio fanno solo Grecia e Spagna, altre nazioni che condividono simili affanni, come l'alto deficit trainato da sanità e pensioni, bassa competitività, un ipertrofico settore pubblico.


Non proprio un quadro roseo. Così, mentre si attendono gli ultimi benestare dei Ventisette al trattato d'adesione di Zagabria – in primis quello di una riluttante Berlino, fra le prime capitali a riconoscere l'indipendenza croata e oggi fra gli ultimi Paesi Ue a ratificarne l'ingresso – non ci si può non interrogare. La Croazia è veramente pronta?



In Germania c'è anche la stampa ad esprimere una certa perplessità. Il tabloid Bild dubita fortemente che l'Unione tragga un vantaggio dall'ammissione della Croazia. "Bruxelles ha già pagato un miliardo abbondante in aiuti per l'adesione al governo di Zagabria", ricorda il quotidiano, prevedendo che "gli euro scorreranno a fiumi anche dopo l'adesione, perché i croati sperano di mettere le mani su almeno tre miliardi provenienti dalle casse ...



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Il futuro giapponese dell’Eurozona


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Il futuro giapponese dell'Eurozona

Nell'editoriale di questa settimana sul Financial Times, Wolfgang Münchau analizza lo stato dell'arte della crisi dell'Eurozona, attraverso la valutazione dei due ambiti di maggiore criticità per l'aggiustamento, e giunge alla conclusione che il nostro futuro è giapponese nella migliore delle ipotesi.


(...)
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L’Italia e il gioco perverso di voler sembrare ricchi


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L'Italia e il gioco perverso di voler sembrare ricchi




L'imminente braccio di ferro di Letta con Merkel rivela in sottofondo il carattere dei due paesi





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Governo dalle larghe intese e scarse idee


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Governo dalle larghe intese e scarse idee

Da mesi ormai è allarme economico nazionale: la recessione sembra inarrestabile con i consumi in costante calo, la disoccupazione in vertiginoso aumento ed il danaro sempre più ingessato nelle tasche di chi ancora ne ha; all'orizzonte non si intravedono però spiragli concreti che possano rassicurare o far sperare in un imminente miglioramento.


E' inutile nascondersi dietro al fico! Qualunque misura adottabile deve fare i conti con un debito pubblico inesorabilmente destinato ad aumentare: sempre meno persone producono reddito e finiscono per gravare sul welfare; chi ancora vi riesce, ne produce di meno; di conseguenza, le entrate erariali "ordinarie" sono destinate a diminuire ed il debito pubblico ad aumentare.


Siccome non sarà più possibile introdurre nuove tasse (la pressione fiscale è ormai insostenibile), ma si dovranno ridurre quelle esistenti (l'IMU sulla prima casa ne è un esempio) e congelare gli aumenti programmati (IVA al 22%), l'unica soluzione prevedibile nell'immediato sarà quella del solito trito e ritrito potenziamento della lotta all'evasione fiscale per attingere risorse dai cd. "finti poveri". Nessuno si vuole ancora rendere conto che, al di la dei facili proclami, si sta preparando in realtà un grande esproprio di stato nei confronti di tanti "finti ricchi": chi si occupa di tributi lo sperimenta tutti i giorni quando va ad assistere davanti agli Uffici finanziari le posizioni dei propri Clienti Contribuenti, spesso increduli e sbigottiti per la situazione kafkiana che si trovano a dover vivere e che non avrebbero mai immaginato se non fossero stati direttamente coinvolti; alla fine bisogna sempre lasciare un bel po' di soldi per contenere i danni (il ché conferma le statistiche sull'evasione fiscale in Italia; sic!). E' un'esperienza che farebbe bene ai tanti benpensanti seriamente convinti di non aver nulla da temere; poveri illusi! Intanto, nessuno lo sa, ma per il 2013 l'Agenzia delle Entrate ha ulteriormente aumentato gli obiettivi (il famoso budget) imposti agli Uffici periferici e perciò "a buon intenditor …".


Un dato però è certo: circola sempre meno danaro, i consumi continuano a calare, le imprese producono meno, i lavoratori perdono il posto e chi ancora potrebbe spendere non lo fa perché è dissuaso dal terrore di finire sotto le grinfie fameliche del Fisco che da più di un anno è a caccia di chi spende. In questo contesto è del tutto inutile continuare a invocare riforme istituzionali, incentivi all'occupazione (di solito giovanile e/o femminile, perché i maschi ormai "maturi" e padri di famiglia non contano nulla!) sottoforma di riduzione di costi o facilitazioni nell'accesso al lavoro (devastato dall'intervento della Fornero), proroga delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e le riclassifi...



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Wilhelm Langthaler: dissolviamo l'eurozona, altrimenti Berlino ci condurrà al disastro


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Wilhelm Langthaler: dissolviamo l'eurozona, altrimenti Berlino ci condurrà al disastro

Le élite tedesche stanno dettando all'Europa un'austerità estrema. L'ideologia di fondo è che la salvezza arriverà soltanto emulando il modello guidato dalle esportazioni della Germania e la politica salariale deflazionistica. Solo tramite un drastico trattamento del genere, la periferia UE potrebbe recuperare competitività. In questo modo, queste economie sono spinte in una profonda recessione, dalla quale non si vede la fine. Decine di milioni di persone sono costrette ad una miseria senza (...)


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Economia internazionale
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ECCO COME IL FISCO DISTRUGGE LE IMPRESE


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ECCO COME IL FISCO DISTRUGGE LE IMPRESE







PREMESSA




Il caso di seguito
descritto rappresenta la pressione fiscale complessiva subita da una piccola
società con due soci, che ha realizzato, nell'esercizio 2012, un utile di
appena 32000 euro. Una miseria, insomma. Eppure la pretesa del fisco è tale da
richiedere alla società e ai soci il pagamento di circa 27 mila euro tra tasse
e contributi, ossia quasi l'85% dell'utile realizzato. 



di Paolo Cardenà - In questi giorni, visto l'approssimarsi delle scadenze fiscali, sono molto impegnato con le dichiarazioni fiscali per il periodo di imposta 2012. Questo periodo, oltre ad essere sempre intenso di lavoro, ispira  numerose riflessioni e  altrettanti spunti  sullo stato di salute delle nostre imprese, sulla pretesa tributaria che patiscono, e sul futuro che ci attende. In una di queste, sono giunto alla conclusione che, in Italia, conviene non lavorare, non imprendere. Starsene beatamente a casa curando i propri interessi, i propri hobby, e magari darsi a qualche buona lettura, ripagherebbe molto di più che fare impresa. Sarebbe molto più utile, almeno nello spirito. Perlomeno, fino a quando non accadrà qualche shock di sistema, tale da riformare strutturalmente i meccanismi fiscali  al limite dell'incredibile, dell'immaginario e della sopraffazione. Mi riferisco alla sopraffazione che il fisco pratica nei confronti dei contribuenti e, nel caso specifico, di chi fa impresa.





Qualche giorno fa, mi è passata di mano una dichiarazione di un piccola società di capitali: una srl, con due soci che svolgono entrambi la propria opera all'interno della società.


La crisi, chiaramente, anche in questo caso,  non ha risparmiato l'impresa: i ricavi si sono contratti significativamente, e anche l'utile è stato spinto al ribasso. Tant'è che  il bilancio al 31/12/2012, presenta un utile prima ...


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Macroeconomia e oro: Abenomics, iniziano le tensioni sui mercati


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Macroeconomia e oro: Abenomics, iniziano le tensioni sui mercati

GUEST POST: il barometro settimanale dell'oro. Gli avvenimenti più importanti della settimana e il ruolo dell'oro nei portafogli di investimento e delle banche centrali. Forti tensioni sul mercato azionario e obbligazionario, soprattutto nipponico, hanno contrassegnato la settimana finanziaria. Mercoledi' il … Continua a leggere


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NIKKEI -12% - EVITARE LA FINE DEL PESCE NELLA FOTO... PLEASE...


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NIKKEI -12% - EVITARE LA FINE DEL PESCE NELLA FOTO... PLEASE...

Grafico perNIKKEI 225 (^N225)





15942 E' IL VALORE DELL'INDICE GIAPPONESE RAGGIUNTO LA SCORSA SETTIMANA. OGGI CHIUDE A 14.120. LA DIFFERENZA E' DI 1800 PUNTI. PER TORNARE SUI LIVELLI MASSIMI L'INDICE DEVE SALIRE DI CIRCA IL 12%
Comunque un mese fa l'indice giapponese valeva 13.800 punti circa...quindi il movimento attuale dell'indice rappresenta solo un forte e dovuto storno. Quello storno che tutti attendevano.  Il cambio Dollaro Yen viaggia sopra i 100, per pensare a un rimbalzo della borsa giapponese dobbiamo considerare un consolidamento del cambio. 


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Grillo teme il peggio: Italia alla fame già quest’autunno


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Grillo teme il peggio: Italia alla fame già quest'autunno

Beppe Grillo


Grillo "scommette" sulla catastrofe dell'Italia? C'è da augurarsi che si sbagli, perché nessuno – neppure il fragile "Movimento 5 Stelle", appeso agli umori del leader – riuscirebbe a salvarsi dal collasso di un paese allo stremo, se davvero nei prossimi mesi dovesse crollare il nostro sistema economico e sociale, con la chiusura in massa di aziende e licenziamenti a tappeto. Eppure, sostiene Aldo Giannuli, l'intransigenza di Grillo – a partire dalla porta sbattuta in faccia a Bersani – si spiega solo con il fondato timore dell'ex comico: Grillo è davvero convinto che l'autunno 2013 sia la prova generale dell'apocalisse. Una burrasca senza precedenti dal dopoguerra, affrontabile solo con una pattuglia di uomini fidatissimi, agli ordini del comandante supremo. Che non ha voluto fidarsi del Pd, neppure di fronte a offerte clamorose: legge anticorruzione, riforma Rai, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, reddito di cittadinanza, legge sul conflitto d'interesse e magari anche il nome del presidente della Repubblica



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