28/05/13

Ecco come lo Stato vi chiede il pizzo. A norma di legge!


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Ecco come lo Stato vi chiede il pizzo. A norma di legge!

di LEONARDO FACCO


Che lo Stato sia ladro han cominciato a capirlo in molti. Che sia anche un estorsore para-mafioso, invece, risulta ancora ostico da metabolizzare a molte persone. Chissà che la dettagliata, e documentata, storiella che vi racconterò non apra gli occhi anche a chi insiste nel sostenere che "lo Stato siamo noi".


Siamo alle porte di Milano, dove un amico – un professionista che si occupa di restauro di immobili – un brutto giorno riceve un'infausta raccomandata in busta verde. Il mittente è l'Agenzia delle Entrate, una garanzia per far ribollire il sangue a chiunque. Il destinatario è uno dei tanti contribuenti da spennare, ma soprattutto da infamare agli occhi dell'opinione pubblica come "evasore fiscale".


Tutto inizia con l'accertamento, ad opera dei funzionari del Fisco, delle dichiarazioni dei redditi "incongruenti" degli anni 2011 e 2012. In quel biennio, il mio amico ha acquistato un immobile d'un certo valore da rimettere a nuovo e poi rivendere. Per farlo, ha dapprima alienato un altro immobile di cui era proprietario e, successivamente, ha aumentato il suo "fido bancario" presso l'istituto di credito con cui lavora da sempre. Per la dottoressa "Vattalapesca", dipendente di Befera, le cose starebbero diversamente e – a rigor di redditometro – l'ingegner, dottor "Spennato" non sarebbe per nulla congruo con le tabelle statali. Nel dettaglio: "Spennato" avrebbe "non dichiarato redditi per un valore di 250.000 euro" per ciascun anno preso in esame. Ergo, le imposte evase ammonterebbero a 102.000 euro il primo anno e 101.000 euro l'anno successivo.


A questo punto, inizia il calvario. L'ingegnere contesta la cartella e la relativa multa da oltre duecentomila euro. Si reca (più di una volta), con dottore commercialista di fiducia appresso, negli uffici di madame "Vattalapesca" e mostra – con la sfilza di documenti alla mano e gli estratti conto del caso – che le cose non stanno come sostiene l'Agenzia delle Entrate. Tempo sprecato. Per "Vattalapesca" i numeri continuano a non quadrare. Il signor "Spennato" – su suggerimento del suo consulente (una spesa extra per la cronaca) – insiste nel trattare ragionevolmente con "Vattalapesca", la quale, però, ribadisce: "Mi spiace, lei non è congruo, se non le va bene quel che diciamo può iniziare ufficialmente la contestazione per via giudiziaria, ma prima versa un terzo – come prevede la legge – di quanto le abbiamo elevato come sanzione". In soldoni, per dimostrare le sue ragioni, "Spennato" avrebbe dovuto mettere sul tavolo 60.000 euro circa per iniziare...



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Studio Fondazione Rosa Luxemburg: è la Germania la responsabile dell'eurocrisi


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Studio Fondazione Rosa Luxemburg: è la Germania la responsabile dell'eurocrisi

Secondo un nuovo studio, l'insistenza della Germania nel mantenere sotto controllo la crescita dei salari ha dato al paese un ingiusto vantaggio competitivo nei confronti dei suoi partner della zona euro e sta impedendo ai paesi in difficoltà di tornare alla crescita. Rapporto della Fondazione Roxa Luxemburg

Il rapporto, pubblicato dalla Fondazione Rosa Luxemburg che è strettamente associata al partito socialista tedesco Die Linke, dice che in Germania i costi unitari del lavoro - una misura (...)


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L’ingegnere che si suicida e affida la famiglia a Berlusconi


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L'ingegnere che si suicida e affida la famiglia a Berlusconi

Lascia una bimba di 5 anni e una moglie incinta


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POVERTA': ORA MINACCIA IL CETO MEDIO E POI A CHI TOCCA?


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POVERTA': ORA MINACCIA IL CETO MEDIO E POI A CHI TOCCA?

Toccherà ai ricchi ovvio! ma tranquilli se toccate i ricchi sugli affetti si ribellano ;-)... Torniamo a noi comuni mortali...


POLITICA STATICA! Sempre peggio e sempre aria fritta e in tanto il declino della nostra economia reale continua.
Il ceto medio si sta impoverendo, d'altro canto non potrebbe essere diversamente, visto che è proprio il ceto medio uno dei maggiori consumatori e produttori di ricchezza allo stato.
Da parsimoniosi che siamo... noi italiani... i tagli al superfluo continuano come arma di sopravvivenza piu' che di difesa: ed ecco che arrivano altri tagli su cibo, casa e vacanze. Mentre la politica continua a sperperare tempo e soldi per poi presentarsi ai programmi televisivi schifandosi del marciume che hanno prodotto e mantenuto loro!

Mentre la politica si scanna si indigna ma non fa nulla a parte incassare o rinunciare ad aumenti e diarie, che noi saremmo ben felici di pagare SE LAVORASSERO VERAMENTE PER L'ITALIA, la cifra degli italiani in crisi con i conti e al limite della povertà sale a 15 milioni e ora appunto ceto medio... poi ci saranno i ricchi eh e dopo guerra aperta! ora vi riporto una amarassima fotografia scattata da istat, dove mette in rilievo la gravissima situazione economico reale in cui ci troviamo.

Source: La fotografia scattata dall'Istat nel suo rapporto annuale restituisce l'immagine di un paese in pesante crisi. "Le persone in famiglie gravemente deprivate, cioè famiglie che presentano quattro o più segnali di deprivazione su un elenco di nove, raddoppiano in due anni passando dal 6,9% del 2010 al 14,3% (8.608.000) del 2012.

Quelle che ne presentano tre o più sono il 24,8% (14.928.000)".

E "la grave deprivazione materiale comincia a interessare non solo gli individui con i redditi familiari più bassi ma anche coloro che dispongono di redditi mediamente più elevati".

 

Continua a crescere in modo consistente la quota di individui che dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni (16,6%), quota triplicata in due anni. Questo dato e' confermato dalla riduzione in termini di quantità e/o qualità del consumo di carne o pesce da parte delle famiglie (rispettivamente dal 48,3% del 2011 al 57% del 2012 per la carne e dal 50,1 al 58,2% per il pesce). Le persone, inoltre, che affermano di non poter riscaldare adeguatamente l'abitazione (21,1%) sono raddoppiate in due anni e coloro che dichiarano di non potersi permettere una...


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Crisi: Confcommercio, per le imprese del Nordest si aggrava


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Crisi: Confcommercio, per le imprese del Nordest si aggrava



(Pubblicato il Tue, 28 May 2013 16:56:00 GMT)


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Standard & Poor's: possibile nuovo downgrade in Francia? Prospettive per il paese


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Standard & Poor's: possibile nuovo downgrade in Francia? Prospettive per il paese

La Francia deve attuare i tagli di bilancio promessi se vuole evitare un ulteriore declassamento del rating del credito, ha detto ieri il capo analista di Standard & Poor per la Francia.

S&P, che ha privato la Francia del suo ambito rating AAA nel gennaio 2012, potrà confermare l'attuale rating AA se il debito pubblico sembrerà destinato a stabilizzarsi, ma l'analista Marko Mrsnik dice che resta da vedere se la Francia riuscirà a far sì che questo accada nel 2015. Previsioni

"Ci (...)


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Amministrative 2013, tutte le sorprese che l’Italia non immaginava


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Amministrative 2013, tutte le sorprese che l'Italia non immaginava

Le comunali appena terminate, e che in molti casi vedranno la seconda chiamata alle urne per domenica e lunedì 9 e 10 giugno, si sono contraddistinte per varie curiosità verificatesi su tutto il territorio nazionale. Dal Piemonte alla Sardegna le sorprese non sono mancate: dai flop dei partiti tradizionali fino alle tre elezioni invalidate in Campania e Calabria. Mentre a Gagliole, nel maceratese, la spunta il primo sindaco comunista. 



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Caso Lagarde: fermati giudice e avvocato


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Caso Lagarde: fermati giudice e avvocato

Gli inquirenti sospettano un conflitto di interessi tra i due


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USA: I prezzi delle case volano, +10,9% a marzo

Bolla che bolle...
z.

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USA: I prezzi delle case volano, +10,9% a marzo

Si è trattato del più forte aumento dall'aprile del 2006.


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Francia, primo morto per la nuova Sars


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Francia, primo morto per la nuova Sars

PARIGI - È morto uno dei due pazienti francesi affetti da Coronavirus, la nuova 'Sars'. Lo si è


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Metabolizzate le perdite della scorsa settimana, ora il focus è sulle mutate prospettive di un QE infinito


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Metabolizzate le perdite della scorsa settimana, ora il focus è sulle mutate prospettive di un QE infinito

Metabolizzate le perdite che hanno caratterizzato la fine della scorsa settimana grazie alla chiusura per festività delle borse anglosassoni ieri, gli investitori hanno di che riflettere in questa nuova ottava soppesando con dovuta attenzione gli eventi appena trascorsi e ciò che potrebbero rappresentare per le loro decisioni di asset allocation in uno scenario mutato dove le prospettive di un QE infinito sembrano avere i giorni contati (rispetto al consensus di qualche settimana fa) mentre il rallentamento cinese è ormai più di un semplice grattacapo.

I mercati europei sembrerebbero avere davanti una seduta all'insegna della tranquillità, se si escludono eventuali commenti market-mover che potrebbero provenire dal ministro delle Finanze tedesco Schaeuble e dal membro della Bce Asmussen.

Nelle prossime sedute i trader potrebbero però dover testare l'effettiva determinazione della Bank of Japan di perseguire il suo obiettivo di inflazione a lungo termine (messo in dubbio in questi giorni dal rialzo dei rendimenti sui bond a lunga scadenza e dal neo scetticismo dei policymakers nipponici): una situazione di incertezza di cui potrebbero fare le spese gli indici azionari, giapponesi ed europei, dal momento che la fine del mese si avvicina.

Work-in-progress anche in Cina dove il governo sembrerebbe più incline a sacrificare parte della crescita in nome di una riduzione delle emissioni carboniche che stanno avvelenando le sue capitali, andando a creare un clima sfavorevole dunque alle valutazioni delle materie prime.

Negli USA oggi esce il dato sulla fiducia dei consumatori del mese di maggio, interessante perchè gli ultimi quattro mesi hanno registrato letture (positive e negative) alternate: senza considerare la debolezza dei dati registrati la scorsa settimana, le ultime analisi della Fed potrebbero rendere gli investitori sicuramente molto più attenti e reattivi ad ogni singola sfumatura che sarà contenuta nei prossimi dati in uscita con probabilità crescenti che numeri che evidenziano il miglioramento del quadro macro vengano trattati alla stregua di dati negativi in quanto aumentano le possibilità che la banca centrale americana possa decidere di uscire dal QE prima del previsto.

Sul mercato valutario, le pressioni in vendita sull'EURUSD fanno di 1,2800 un'occasione di acquisto: solo al di sotto di 1,2750 si aprirebbe la strada per 1,2680. Sul cross GBPUSD se non regge il supporto a 1,5020 potremmo ritrovarci a 1,4830 mentre la moneta unica continua a trovare difficoltà ad andare oltre 0,8600 contro la sterlina. Gli avvenimenti della scorsa settimana potrebbero ritardare il raggiungimento di 105,50 per il cambio USDJPY mentre la configurazione tecnica del...


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Il video incredibile dell’uomo che schiva il fulmine


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Il video incredibile dell'uomo che schiva il fulmine

Il fortunello in questione si chiama Bernard Williams e aveva 55 anni quando nel settembre del 2012 ha schivato un fulmine e i suoi devastanti effetti davvero per pochi secondi. Dopo aver scaricato le sue cose dal portellone dell'auto nel corso


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Marchi. L'Hombre vertical

il-texano-dagli-occhi-di-ghiaccio-L-HPnxPFDiciamolo: ci siamo sbagliati tutti, quando pensavamo che l’on Maino Marchi di Reggio Emilia fosse il prototipo del funzionario comunista, anzi, da partito sovietico, immune perfino dalle velleità “socialistoidi” di parte del gotha economico di sinistra.
Recordman di presenze parlamentari, poche proposte, pochi interventi, a quelli provvedeva il partito e del resto perché parlare se non c’è nulla da dire? Mai un dubbio, mai un’esitazione al cambio di linea, esercizio non semplice, visto che gli eredi del Pci cambiano linea e segretario assai spesso.

La fiera degli stupidi

1293184223Ogni tanto ci ricasco e ascolto i talk show. Dopo Santoro lo schema ormai è fisso:
1 berlusconiano pasdaran (meglio se è donna)
2 pidino giovane (meglio se non allineato)
3 cassintegrato (meglio se con storia –vera- disperante)
4 piccolo imprenditore (meglio se al limite del fallimento)
5 economista d’assalto (meglio se aggressiv

Elezioni comunali 2013, la verità è nei numeri: il Pd crolla (- 43%), il Pdl sprofonda (- 65%)


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Elezioni comunali 2013, la verità è nei numeri: il Pd crolla (- 43%), il Pdl sprofonda (- 65%)

Diceva Malcom X che "se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono." E nel Truman Show in cui siamo finiti, dove niente è reale e la verità viene distrutta, manipolata e sputata fuori per Leggi tutto...



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La guerra dell’oro tra Stati e banche. Anche la Grecia sta comprando


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La guerra dell'oro tra Stati e banche. Anche la Grecia sta comprando

di CHRIS WILTON


Lo scontro è di quelli epici, forse senza precedenti. Banche contro Stati, motivo del contedere, l'oro. Sembra quasi una saga piratesca, invece è forse l'avvio di un redde rationem che potrebbe una volta per tutti sancire un vincitore tra oro fisico e oro di carta. Qualcosa che potrebbe cambiare il volto di una parte sostanziale del mercato, con le banche disperate nel tentativo di far crollare il prezzo – +25% di posizioni ribassiste al Comex, la Borsa dove si trattano i futues sui metalli, nelle ultime tre settimane – per acquistare oro dagli Etf e onorare i loro contratti di carta e gli Stati che invece ammassano lingotti non tanto e non solo per diversificare le riserve ma per i timori sulla tenuta stessa di istituzioni – l'Ue – e monete, dollaro ed euro. Russia, Grecia, Turchia, Kazakistan e Azerbaijan in aprile hanno aumentato le loro riserve auree per il settimo mese di fila, con Mosca divenuta ormai il settimo Paese al mondo per detenzione di metallo fisico, avendo raggiunto le 990 tonnellate con l'acquisto di altre 8,4 tonnellate il mese scorso. Nel 2012 l'aumento delle riserve fu dell'8,5%, quest'anno siamo già a +3,4%, stando a dati del Fondo Monetario Internazionale. Le riserve del Kazakistan sono cresciute di 2,6 tonnellate arrivando a 125,5 tonnellate, un incremento nel solo anno in corso dell'8,9%, dopo il +41% del 2012. Le riserve turche sono salite di 18,2 tonnellate a 427,1 tonnellate in aprile, decimo mese di acquisti di fila, anche dopo che Ankara ha deciso di accettare l'oro come requisito di riserva per le banche commerciali. In crescita anche Bielorussia e Azerbaijan e persino la disastrata Grecia, acquirente netto di oro fisico da quattro mesi di fila. E questo dato potrebbe avere dei riflessi politici interessanti: Atene compra oro adesso che è ai minimi perché teme di dover abbandonare l'euro e si sentirebbe più sicura se la nuova dracma fosse agganciata e garantita da solide risrerve auree? Difficile dirlo ma con i debiti che si ritova, le minuscole riserve elleniche di certo non sarebbero un game changer per i mercati.


Diverso, invece, il timore del "modello cipriota", ovvero avendo la certezza di una nuova ricapitalizzazione delle sue banche entro fine anno, Atene compra oro quando il prezzo è relativamente basso, pronta a metterlo sul piatto per negoziare con la troika. D'altronde, i banchieri centrali per loro natura sono conservativi e non speculativi, quindi non tengono conto delle previsioni sui prezzi delle banche, essendo queste ultime quelle che s...



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State Lontani dalle Banche, State Lontani dalla Francia — State Lontani dall’Euro


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State Lontani dalle Banche, State Lontani dalla Francia — State Lontani dall'Euro

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Roast Chicken 0 State Lontani dalle Banche, State Lontani dalla Francia — State Lontani dallEuro

«Oskar Lafontaine, il ministro delle finanze tedesco che ha lanciato l'euro, ha invocato una rottura della moneta singola affinché l'Europa meridionale si possa riprendere, mettendo in guardia sul fatto che l'attuale corso "ci sta portando al disastro." Ha affermato che "la situazione economica sta peggiorando mese dopo mese, e la disoccupazione ha raggiunto un livello che pone le strutture democratiche in serio dubbio." Ha aggiunto che "i tedeschi non hanno ancora capito che prima o poi l'Europa meridionale, inclusa la Francia, sarà costretta dalla sua miseria crescente a combattere l'egemonia della Germania," dando la colpa dell'attuale crisi alla compressione dei salari voluta dalla Germania per guadagnare quote di esportazione. [...] Lafontaine ha detto di continuare a sostenere l'UME, ma non crede più che sia sostenibile. "E' stata vana la speranza riposta nella creazione dell'euro come sprone verso uan razionalità economica," aggiungendo che la politica di forzare Spagna, Portogallo e Grecia ad effettuare svalutazioni interne è stata una "catastrofe."»

~ German euro founder calls for 'catastrophic' currency to be broken up, Ambrose Evans-Pritchard, The Telegraph, 5 Maggio 2013.
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di Charles Gave

Il mese scorso abbiamo spiegato le ragioni per cui



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Non si deve morire di fame in Italia!


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Non si deve morire di fame in Italia!

Quando leggiamo di carenze alimentari, malnutrizione, scarso accesso a cibi proteici ed energetici di solito il nostro pensiero scivola verso l'Africa, l'America Latina, l'Asia. Ci immaginiamo le favelas, le tendopoli degli sfollati per la guerra, le lunghe file per la farina o per il riso. Concedetemi di essere brutale: diamoci una svegliata.

La fame nel mondo è qui, nel centro del nostro mondo 'civilizzato ed occidentale'. La crisi sta mettendo in ginocchio intere fasce della popolazione italiana. Qui non si tratta solo di sfamare gli immigrati clandestini che vanno alla Caritas o le altre lodevoli organizzazioni. Un sempre maggior numero di italiani, nostri concittadini sono ridotti alla fame.

Le cause possono essere molteplici: genitori divorziati con figli che hanno una situazione economica disagiata, pensionati che, dopo aver versato contributi tutta una vita, non ce la fanno, persone che han perso il lavoro. L'emergenza è reale, presente e tutta italiana!

Nel mio cercare casi positivi mi son imbattuto nella fondazione di Qui Group: QUI Foundation. Il gruppo gestisce soluzioni di buoni pasto per aziende. Nulla di nuovo. Quello che mi ha colpito invece è la scelta del presidente del gruppo di creare una fondazione per provare a porre rimedio ad uno scenario italiano in totale degrado. Data l'esperienza sul campo come gruppo di buoni per il pranzo Qui Group ha una visione sugli sprechi che i singoli ristoranti e le catene di ristorazione hanno ogni giorno.

Le quantità di cibo che vanno al macero sono impressionanti, e soprattutto potrebbero essere donate a chi ne ha bisogno. Ma come al solito succede, in Italia, la burocrazia sembra fare di tutto per rendere un gesto di buon senso (civile e sociale di questi tempi) qualcosa di complesso. I ristoratori si trovano ad affrontare, nel loro essere virtuosi e voler donare il cibo invenduto, una vera barriera burocratica che impone loro costi aggiuntivi per espletare un atto di umana attenzione nei confronti di chi ha bisogno.

Il progetto di Pasto buono mira a sviluppare un sistema di gestione dei pasti invenduti per distribuirli a chi ne ha b...



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Ilva: Svelato il “sistema” Riva


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Ilva: Svelato il "sistema" Riva

Secondo l'indagine della Procura di Milano la storia dei patron dell'Ilva connette speculazione&inquinamento: i Riva avrebbero raggirato – attraverso vari escamotage – le leggi di agevolazione, sfruttando i soldi dello Stato e camuffando anche le Autorizzazioni ambientali, non curanti dell'alto inquinamento dello stabilimento. Deo gratias anche a Romano Prodi che, illo tempore, durante la fase di privatizzazione dell'IRI ha ripulito la ex Italsider e l'ha resa Ilva Laminati Piani, vendendola ai re dell'acciaio, che l'hanno trasformata nel mostro ambientale di Taranto. Intanto oggi il Presidente Vendola spende 600 mila euro per uno spot pubblicitario per rilanciare il turismo

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PRODI, la sua fondazione fa flop: chiusa. Bruciati 750mila€ di soldi pubblici


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PRODI, la sua fondazione fa flop: chiusa. Bruciati 750mila€ di soldi pubblici


Doveva diventare Presidente della Repubblica ma è stato trombato dal suo partito (che lui stesso ha fondato). Ma per Prodi le brutte notizie non finiscono qui: chiude il museo-fondazione che aveva tanto voluto qualche anno. Non ci sono più soldi, ma la verità è che l'operazione è stata un gigantesco flop: a parte una sola mostra non è mai stato organizzato nulla di rilevante. E così finisce un altro sogno di Romano…


 


** da Libero:


Gongolava Romano Prodi quando nel 2007 stringeva la mano a Vladimir Putin e firmava il protocollo d'intesa per realizzare a Ferrara la succursale dell'Ermitage di San Pietroburgo. E aveva ragione: la colossale operazione che nelle intenzioni dell'atto costitutivo doveva "favorire la conoscenza e la conservazione del patrimonio culturale mondiale" era un'occasione unica e irripetibile sottolineata anche dalla scelta delle sedi di rappresentanza: Importanza scandita anche dagli uffici: sede di rappresentanza il Castello Estense e sede operativa nel complesso di parco Giglioli.  Peccato che però la Fondazione Ermitage Italia sia stata un colossale flop, oltre che uno spreco di soldi. Nei suoi sei anni di vita ha ospitato solo una mostra (quella sul pittore ferrarese Garofalo) visitata da appena 70mila visitatori. Per il resto covegni per esperti, cataloghi e ricerche per borsisti italiani e russi che hanno esaurito il finanziamento statale da 750mila euro ottenuto con i buoni auspici di Dario Franceschini, che aveva permesso di svolgere attività di ricerca e di documentazione nella palazzina di corso Giovecca, con tanto di pubblicazioni e borse di studio per giovani. La Regione e la Provincia, in periodi diversi, si sono sfilati dall'operazione, e il Comune non può reggere l'intero peso della Fondazione. Che così ha chiuso definitivamente i battenti. Peccato.



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IL DURO COMUNICATO STAMPA DEL COCER CARABINIERI. GOVERNO LONTANO DALLA REALTA' DEL PAESE. UOMINI IN DIVISA INTERFACCIA DI UNO STATO CINICO E PREDATORE CHE GUARDA AL COMPARTO SOLO PER I TAGLI. CITTADINI, CARABINIERI SONO STANCHI.


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IL DURO COMUNICATO STAMPA DEL COCER CARABINIERI. GOVERNO LONTANO DALLA REALTA' DEL PAESE. UOMINI IN DIVISA INTERFACCIA DI UNO STATO CINICO E PREDATORE CHE GUARDA AL COMPARTO SOLO PER I TAGLI. CITTADINI, CARABINIERI SONO STANCHI.

Durante la riunione odierna, il Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare, prendendo atto dei recenti eventi che hanno portato alla cronaca suicidi sia tra i civili e, nuovamente in risalto anche quelli di uomini in divisa, guardando al mondo governativo -politico cosa stia facendo per il paese, ha inteso di formalizzare una dura considerazione a nome dei Carabinieri d'Italia.
IL DURO COMUNICATO STAMPA DEL COCER CARABINIERI. GOVERNO LONTANO DALLA REALTA' DEL PAESE. UOMINI IN DIVISA INTERFACCIA DI UNO STATO CINICO E PREDATORE CHE GUARDA AL COMPARTO SOLO PER I TAGLI.  CITTADINI, CARABINIERI SONO STANCHI.

" LA CRONACA ANCORA UNA VOLTA E' COSTRETTA A RIPROPORRE NUOVI CASI DI SUICIDI DI CITTADINI ITALIANI, INNOCENTI VITTIME DELLE SCELTE DISASTROSE DI UNA CLASSE POLITICA SEMPRE MENO INTENZIONATA A RISOLVERE I GRAVI PROBLEMI CHE ATTANAGLIANO IL PAESE, ARRIVANDO ADDIRITTURA A NON COSTITUIRE UN GOVERNO A DISTANZA DI OLTRE 40 GIORNI DALLE ELEZIONI ED ANCOR DI PIU' A NON ISTITUIRE LE COMMISSIONI PARLAMENTARI, LA CUI COSTITUZIONE VIENE AGGIRATA ATTRAVERSO LA PREVISIONE DI FANTOMATICHE COMMISSIONI SPECIALI. LA STESSA CLASSE POLITICA CHE  ELEGGE  UN PRESIDENTE DELLA CAMERA CHE DICHIARA CANDIDAMENTE DI NON AVER IMMAGINATO  "CHE IN ITALIA OGGI CI FOSSE TANTA POVERTÀ." GLI STESSI POLITICI, INOLTRE, HANNO DETERMINATO UN'INSANABILE SITUAZIONE DI DISAGIO E DI IMBARAZZO AGLI STESSI RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI PRESENTI AI FUNERALI DI QUESTE VITTIME INNOCENTI, CHE SONO STATI FATTI OGGETTO DI TUTTA LA COMPRENSIBILE RABBIA DEI CITTADINI, ORMAI STANCHI DELLA COLPEVOLE INERZIA DIMOSTRATA SINO AD OGGI DALLO STATO...


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Azioni che rendono

SALVADANAIO-300x294VODAFONE 12.4X 5.4% Il gruppo presenta valutazioni interessanti nel panorama europeo delle telecomunicazioni se si considera la notevole forza patrimoniale e la diversificazione geografica (Europa, USA, paesi emergenti tra cui India e Sud Africa). Il titolo presenta anche un appeal di tipo M&A: il gruppo potrebbe uscire dal mercato statunitense, cedendo il 45% della joint venture Verizon Wireless al 

Ag. Entrate, crollo uffici e negozi, -24%


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Ag. Entrate, crollo uffici e negozi, -24%

mercato ha chiuso l'anno con 14,5 mld volume scambi, -4,4 mld


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A BRACCETTO CON SOROS. Il salto della quaglia del Prof. Bagnai di Moreno Pasquinelli


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A BRACCETTO CON SOROS. Il salto della quaglia del Prof. Bagnai di Moreno Pasquinelli

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28 maggio. Sapevamo che con Bagnai è difficile intavolare un contraddittorio. Lui lo si può solo adulare. Quando gli si muovono obiezioni perde la testa, la butta in caciara e, come un gradasso, rovescia sui malcapitati una caterva di insulti che superano la linea oltre la quale il Diritto e il buon senso ritengono ci sia diffamazione.

Pur senza mai citarmi (un classico della tecnica subdola della delegittimazione), mi definisce pubblicamente, cito, un "relitto umano", un "povero imbecille". Travolto dalla compulsione isterica così giustifica perché non intende rispondere alle critiche: "Non vi aspetterete da me una mediazione coi platelminti, o con gli anellidi, e nemmeno coi nematelminti, insomma, con tutti gli infiniti vermi del terrario nostrano, provinciale, egotista, intellettualmente ed eticamente deficitario". [1]

Le contumelie qualificano chi ne fa uso. Noi proviamo a tornare sui contenuti. Tenteremo di dimostrare che i fuochi pirotecnici a base di improperie esibiti da Bagnai sono solo un disperato tentativo di depistaggio.



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Ansa: "M5S: Massimo Fini, golpe già fatto"


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Ansa: "M5S: Massimo Fini, golpe già fatto"


Rispetto a quanto detto artificiosamente da Bruno Vespa ieri sera a Porta a Porta, secondo il quale Massimo Fini vuole istigare al colpo di Stato, riprendendo l'intervista rilasciata al blog di Beppe Grillo che riportiamo oggi sul sito, l'agenzia di stampa Ansa ha invece correttamente riportato almeno parte dei contenuti dell'intervista:



Associazioni private hanno occupato tutto, da governo alle terme


  • (ANSA) - ROMA, 27 MAG ''Il colpo di Stato in realta' e' avvenuto da molti molti anni, da quando i partiti, che sono delle associazioni private, hanno occupato tutto, cioe' hanno occupato le istituzioni, il governo, la Presidenza delle repubblica, le regioni, i comuni, le aziende municipalizzate, il para stato, la Rai, in una certa misura anche i giornali, le terme, i conservatori, i teatri''. Lo dice Massimo Fini intervistato sul blog di Beppe Grillo.


  • 27 maggio, 17:41




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    CINA: IN ARRIVO UNA GIGANTESCA BOLLA


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    CINA: IN ARRIVO UNA GIGANTESCA BOLLA

    Una gigantesca bolla pronta ad esplodere in CINA



    Carson Block, fondatore di Muddy Waters Research, è un oracolo

    finanziario molto ascoltato da investitori istituzionali e politici, ma raramente rende pubbliche le proprie previsioni.

    La settimana scorsa, la sua analisi dell'esposizione di Standard Chartered verso il mercato cinese ha fatto tremare la banca e cadere le sue azioni.

    Carson Block ha rotto il suo solito silenzio questo fine settimana per rivelare i suoi

    timori per l'economia globale. Il gestore del fondo riservato ha detto che i rischi all'interno del sistema bancario della Cina sono più gravi rispetto a quelli delle istituzioni finanziarie occidentali prima della crisi del 2008 innescata dai mutui subprime.

    Secondo lui, un esperto del mercato cinese e delle sue irregolarità, le banche del paese tengono in pancia attivi più tossici rispetto a quelli presenti nelle banche occidentali al tempo del crollo finanziario nel 2008.

    "Crediamo che il sistema bancario nazionale cinese sia un pasticcio, con un'enorme quantità di prestiti inesigibili, prestiti che non saranno restituiti," ha detto al Sunday Telegraph.

    "I problemi del sistema bancario cinese sono superiori a quelli delle banche occidentali alla vigilia della crisi finanziaria, ma siccome questi sono di proprietà dello stato, il governo stamperà denaro e li puntellarà. Questo ovviamente avrà conseguenze disastrose per l'economia cinese."

    Ha aggiunto: "la Cina è una gigantesca bolla finanziaria. Questo mette paesi che basano la propria economia sull'esportazione di materie prime come Australia, Canada e Nuova Zelanda a rischio diretto. Ma la prossima grande crisi cinese avrà ripercussioni significative in altri mercati emergenti, che subiranno una contrazione di liquidità e investimenti. La gravità degli effetti nel resto del mondo sviluppato, naturalmente, in parte dipendono dai tempi della crisi."

    In sostanza, l'opacità del sistema bancario cinese, gran parte del quale è parallelo a quello ufficiale – e in questo somiglia allo shadow banking che tan...


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    Crisi: segnali indicano che l'odissea della Grecia sta giungendo alla fine


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    Crisi: segnali indicano che l'odissea della Grecia sta giungendo alla fine

    Mentre in questi giorni ci sono ancora pochi segnali positivi a Cipro, sembra che la Grecia sia su un percorso nella "giusta" direzione. Dopo cinque anni di contrazione economica e degrado socio-politico, le notizie che vengono da Atene sembrano contenere un certo ottimismo. Venerdì scorso, l'agenzia di rating Fitch ha alzato il rating delle più grandi banche della Grecia a "B-" da CCC. La ripresa

    Eppure è stato un momento difficile per raccogliere fondi da parte di queste grandi banche. A (...)


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    Economia internazionale
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    Mercati: quei robot che gestiscono il mondo


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    Mercati: quei robot che gestiscono il mondo

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    Questo articolo del Sole24Ore mi dà un pochino da pensare. No, non c'entra tutta la fantascienza che ho letto in gioventù, cosa andate a insinuare? Però leggendo dell'high frequency trading, non riesco a non ricordare Hal9000 che si ammutina al comandante dell'astronave, o Multivac che impazzisce e cerca di prendere il controllo del pianeta.

    Continua a leggere Mercati: quei robot che gestiscono il mondo...

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    Chiesa: la Apple ruba e Bruxelles tace, tanto paghiamo noi


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    Chiesa: la Apple ruba e Bruxelles tace, tanto paghiamo noi

    Pubblicità fantastiche, la faccia di Steve Jobs presentato quasi come un profeta. Ma ora si scopre che la Apple, quella che con gli i-phone ci ha reso tutti felici, ha evaso negli Stati Uniti 44 miliardi di dollari di tasse. Poi è venuta in Europa e ha ottenuto dal governo irlandese di pagare solo il 2% dei suoi profitti, all'Irlanda e quindi in qualche misura anche a noi europei. In Irlanda si paga il 12,5% di tasse, che è sempre la metà di quello che si paga in Francia e in Germania, e molto meno della metà di quello che si paga in Italia. Bene, la Apple paga solo il 2%. E così è riuscita a sfangare altri 12 miliardi di euro di tasse. Ecco, a proposito del Fiscal Compact: ma la Bce dove stava? Perché è bene che si sappia che lo scandalo della Apple non è stato sollevato dagli europei, dalla Banca Centrale Europea o da Bruxelles. Lo scandalo è stato sollevato negli Stati Uniti, che si sono indignati perché la Apple gli ho portato via 44 miliardi di dollari. (continua…)




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    Francia, fiducia consumatori ai minimi storici


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    Francia, fiducia consumatori ai minimi storici

    L'indice relativo alla fiducia dei consumatori è sceso a maggio in Francia a 79 punti. Si tratta di un minimo storico, già raggiunto in precedenza nel luglio del 2008...


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    Malgrado l’euforia di Wall Street, l’economia degli Stati Uniti è giunta al limite


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    Malgrado l'euforia di Wall Street, l'economia degli Stati Uniti è giunta al limite

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    Stati Uniti sempre più a rischio. Le principali banche statunitensi sono spaventosamente esposte ai derivati.

    Stretti fra un debito pubblico esplosivo e una ripresa troppo debole, gli Stati Uniti vanno davvero male, commenta il portale d'informazione Wall Street Italia.com : "Eppure a Wall Street il Dow Jones continua a stabilire nuovi record, come se nulla fosse. Sono sempre più numerosi gli economisti che denunciano che l'economia statunitense sta mostrando tutti i classici sintomi di bolla economica.

    (…) Wall Street è stata trasformato nel più grande casinò del pianeta, complice le strategie accomodanti della Federal Reserve. L'euforia sconsiderata nei mercati finanziari ricorda quella del 1929. Il debito pubblico è in forte crescita (…) Le prime 25 banche degli Stati Uniti hanno un'esposizione sui derivati di oltre 212.000 miliardi di dollari. Un enorme castello di carte destinato a crollare.

    (…) La crisi finanziaria del 2008 avrebbe dovuto essere un campanello d'allarme per le nazioni del mondo. Avrebbero dovuto ripartire dagli errori. Purtroppo, nulla è stato risolto.
    Politici e banchieri centrali sono ossessionati dal riuscire a tenere a galla il sistema. Hanno agito accumulando ancora più debito. Questo è accaduto perché non c'è mai stato un recupero effettivo a seguito della crisi economica iniziata nel 2006 e scoppiata fra il 2008 e il 2009.
    E' tutta un'illusione, la recessione non verrà superata. Qualcuno spera che questa calma prima della tempesta possa durare il più a lungo possibile, in modo da poter avere più tempo per prepararsi. Purtroppo, questa bolla di false speranze non durerà per sempre. A un certo punto finirà e allora saranno dolori.

    L'articolo Malgrado l'euforia di Wall Street, l'economia degli Stati Uniti è giunta al limite sembra essere il primo su Ticinolive.



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    Imu via soltanto sotto i 400 euro?


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    Imu via soltanto sotto i 400 euro?

    L'ipotesi del governo


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    Elezioni, avviso a Grillo: la crisi impone vere risposte


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    Elezioni, avviso a Grillo: la crisi impone vere risposte

    Il clamoroso scivolone delle amministrative lascerà il segno: il "Movimento 5 Stelle" dimezza i voti delle politiche e non riesce a mandare al ballottaggio nemmeno un candidato. Secondo Marcello Foa, il leader del M5S è stato «bravissimo nell'interpretare il malessere del paese fino al febbraio scorso, ma pessimo nella selezione dei candidati alle politiche». Soprattutto, spicca la «manifesta incapacità di adeguare il linguaggio e la linea politica al dopo-elezioni: ha continuato ad urlare e a insultare come prima, non rendendosi conto che per ampliare il consenso avrebbe dovuto puntare sulla credibilità». La fuga dalle urne, dopo le manovre di palazzo che hanno portato alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale e alla nascita del governo delle larghe intese, secondo Peter Gomez dimostra come, ormai, un numero enorme di elettori si riconosca in un celebre aforisma di Mark Twain: «Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare». (continua…)




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    La deindustrializzazione dell’Italia non è una fantasia, è una dura strategia contro il nostro paese


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    La deindustrializzazione dell'Italia non è una fantasia, è una dura strategia contro il nostro paese

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     La deindustrializzazione dell'Italia non è una fantasia, è una dura strategia contro il nostro paeseNon possiamo negare l'evidenza. L'Italia si è avviata verso una lenta ma inesorabile fase di deindustrializzazione e dipendenza dalle potenze straniere, non solo sul piano militare e strategico, ma pure sul piano economico. La crisi dell'euro e i procedimenti di infrazione per sforamento del rapporto PIL-Debito Pubblico non sono fenomeni estemporanei, ma sono strumenti di una strategia egemonica finalizzata a demolire (se non si può colonizzare) l'economia interna di una nazione "scomoda", affinché i suoi assets produttivi vengano sterilizzati e resi inoffensivi da un punto di vista concorrenziale.

    Fino a un decennio fa, e cioè prima dell'avvento dell'Euro, l'Italia vantava un polo industriale e produttivo fra i più imponenti di sempre; un polo che disturbava potenze economiche come Francia e Germania, le cui aziende oggi – stranamente – sono sempre in prima fila nel fare shopping nel nostro paese, per acquistare marchi prestigiosi e complessi industriali di punta sull'orlo della crisi.

    Del resto, non sfugge l'idea che nell'ultimo ventennio si sia preparato il terreno per rendere difficile, se non impossibile, la creazione e il mantenimento di grandi realtà industriali ed economiche nel nostro paese. Il fisco, leggi europee stringenti sulla concorrenza, una valuta non direttamente controllata dallo Stato, la privatizzazione di fatto della Banca d'Italia e di grandi realtà come l'IRI, l'ancoraggio del nostro debito pubblico a quello tedesco (il noto spread), la forte instabilità politica, le inefficienze burocratiche, una giustizia che non funziona, tutti questi fenomeni non possono che essere essere letti in chiave di "colonizzazione" e "assoggettamento" dell'Italia ai paesi cosiddetti alleati, come Germania e Francia; stranamente le nazioni che dall'Euro hanno subito meno danni.

    L'Italia oggi versa in uno stato economico/sociale pietoso, come poche na...



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    SPILLO/ La "moneta" del Papa che spazza via la dittatura del denaro


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    SPILLO/ La "moneta" del Papa che spazza via la dittatura del denaro

    Dobbiamo smetterla di considerare la democrazia come panacea di tutti i mali. Il disastro che abbiamo sotto gli occhi, sottolinea GIOVANNI PASSALI, dovrebbe averlo reso evidente a tutti

    (Pubblicato il Tue, 28 May 2013 06:05:00 GMT)

    DISCORSO SQUINZI/ Il capitalismo che sta distruggendo l'Italia (e Confindustria), di S. Cingolani
    IDEE/ Facciamo ripartire l'Italia senza bisogno dello Stato, di R. Iannuzzi


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    IL RIMBALZO DEL GIAPPONE MA...


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    IL RIMBALZO DEL GIAPPONE MA...

    MA L'ATTENZIONE RIMANE SUL RENDIMENTO DEI TITOLI DI STATO GIAPPONESI..IL VERO PROBLEMA DI QUESTI ULTIMI GIORNI

     INTANTO ECCO UN POSSIBILE SCENARIO PER L'EUROPA
    Il buco nero per Strauss Kahn non è il debito, ma la competitività e le riforme strutturali latitanti. Così veste i panni di Cassandra del «cliff» europeo: «La mia previsione è che nessuna decisione concreta sarà presa, ci si avvicinerà al «cliff» (il baratro), ci saranno azioni per guadagnare tempo, e in sei mesi si sarà di nuovo sull'orlo del «cliff». Questo porterà a una serie di conseguenze pericolose, disordini sociali e democrazie a rischio.


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    La Corte europea ci dà un anno di tempo per risolvere il sovraffollamento delle carceri


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    La Corte europea ci dà un anno di tempo per risolvere il sovraffollamento delle carceri

    Rigettato il ricorso dell'Italia: un anno di tempo per introdurre una procedura per risarcire i detenuti che sono stati vittime del sovraffollamento


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    Tra zombie e vampiri


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    Tra zombie e vampiri

    In un prossimo futuro: «Vivremo in un mondo di zombie dominato e controllato da vampiri».


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    Fine del castigo europeo: i nuovi margini di Letta

    Ma con un debito al 130% del Pil è solo una tregua
    Giovanni Del Re
    Cosa comporta davvero per l’Italia l'uscita dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo 


    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz2UZ7rLfkt

    Finalmente un risultato elettorale che rispecchia la realtà. Soprattutto a Roma. Gli italiani cominciano a capire.

    Finalmente un risultato elettorale che rispecchia la realtà. Soprattutto a Roma. Gli italiani cominciano a capire.


    di Sergio Di Cori Modigliani


    E adesso ci toccherà anche sorbirci le analisi dei sociologi, i numeri, le statistiche, i grafici, le interviste, le dichiarazioni, le spiegazioni. Roba da ridere.
    Tranquilli ragazzi, non è accaduto nulla.
    Questa, semmai, è l’unica vera notizia. Che cos’altro sarebbe dovuto accadere?
    Il potere politico italiano, finalmente, trova la sua tanto ambita quadratura del cerchio e fonda il vero partito unico italiano, che ben rappresenta l’attuale fase di avvilimento e confusione. Spinti all’angolo e smascherati, rivelano la loro strategia e la mostrano a chi vuol guardare e capire.
    Il trionfo dell’astensione è l’obiettivo minimo dell’attuale classe politica dirigente italiana. Era ciò che volevano, era ciò che auspicavano, era ciò che speravano.
    Gli opinionisti massa della cupola mediatica asservita già si lanciano nel fornire falsi clamorosi, della serie “siamo diventati come gli americani in Usa dove la maggioranza non vota” (letto sul corriere della sera e la repubblica, la stessa identica frase) ennesimo tentativo di fornire dati fuorvianti ai lettori attraverso il consueto tentativo manipolatorio delle coscienze potenzialmente pensanti.
    In Usa, infatti, gli ultimi 12 mesi (grazie a occupy wall street) hanno dimostrato che il dato era in controtendenza, tant’è vero che alle ultime elezioni politiche del 5 novembre 2012, in Usa, la percentuale dei votanti è stata la più alta dal 1980 e nelle successive 145 elezioni amministrative locali, svoltesi in 24 stati dell’unione, la percentuale dei votanti ha raggiunto i valori assoluti più alti; in alcuni casi (vedi California, Wisconsin e Massachussets) con punte anche del 75% e dell’82%. L’Italia, invece, segue il trend egiziano.
    Al potere politico italiano, l’astensione fa gioco.
    E a quella hanno puntato.
    Tanto meno sarà il numero degli elettori, tanto più facile sarà controllare i blocchi sociali che votano. Nella città di Roma la proposta era quella di ben 19 candidati sindaci, supportati da ben 40 liste collegate per un numero complessivo di 1667 aspiranti consiglieri comunali. Per un totale di 48 posti. Da notare che tra i 19 candidati sindaci non c’era neppure una donna. C’è addirittura una lista dei “grilli parlanti”, ottima modalità furba di quart’ordine per confondere l’elettorato meno avvezzo e informato.
    La Politica, in Italia, seguita ad essere il corridoio privilegiato per svoltare individualmente, usando e sfruttando parole d’ordine diffuse a megafono, grazie alla amplificazione della rete e dei social networks. Dalle liste “fermiamo le banche” a quelle “notav”, da quelle “aboliamo equitalia” a quelle “salviamo gli animali dalla vivisezione” la proliferazione di precari, disoccupati, babbei, banditi, furbi, furbetti e furboni, hanno prodotto il risultato che speravano di ottenere: la vittoria del partito dell’astensione.
    Nessuna sorpresa, quindi.
    E’ l’attuale trend della politica italiana, foraggiata dai giornalisti che hanno fornito un solido contributo quotidiano per mettere in fuga i cittadini, convincendoli a non recarsi alle urne.
    E’ stata –quantomeno a Roma- la più avvilente e squallida campagna elettorale mai vista.
    Personalmente parlando, la sorpresa consiste nel fatto che ci sia stato un crollo così modesto.
    Nelle ultime tre settimane non si è mai parlato delle esigenze locali della cittadinanza, perché il dibattito è stato spinto verso altre derive: dalla puntuale e burocratica richiesta di certificazione millimetrica delle diarie e dei guadagni di esponenti del M5s al tentativo (ben riuscito) di spingere l’elettorato a raggelarsi in faziose diatribe “contro” qualcuno o qualcosa. Quasi nessuno si è espresso “per” o “pro” qualcuno o qualcosa.
    Da questo pomeriggio, nei consueti talk show, ascolteremo i leader politici lamentarsi preoccupati per questa tendenza. Un atteggiamento ipocrita che non fa altro che aggiungere beffa al danno.
    Per potersi garantire lo stallo, e quindi il mantenimento dello stato di tenuta dei privilegi dinastici della oligarchia che ci controlla, era necessario annebbiare il panorama, costruire teatri artificiosi, e impedire l’accesso alla cittadinanza di una necessaria informazione sui problemi pratici, necessari da affrontare subito per poter avviare un cambiamento.
    Vince, in realtà, il narcisismo, la visibilità, l’apparenza, confermando il dato saliente che è l’autentica verità della spina dorsale antropologica italiana: l’assorbimento e l’incorporazione –conscia o inconscia che sia- del berlusconismo. Non poteva essere altrimenti, avendo Berlusconi formato un governo nonostante avesse perso le elezioni.
    Il messaggio che è arrivato al popolo, da parte della destra e da parte della sinistra, è stato forte e chiaro: “le elezioni sono inutili, perché chiunque sia il vincitore saremo sempre noi a stabilire chi governa e chi non governa”.
    Per poter invertire questa tendenza è necessario lavorare a lungo e a fondo.
    E va fatto collettivamente.
    E’ necessario avviare un programma vasto di formazione culturale delle coscienze che diventi la base portante della politica intesa come partecipazione e rappresentanza di esigenze e bisogni autentici della collettività. Ma per farlo bisogna prima essere in grado di modificare la antropologia individuale del nostro essere italiani. Essere contro non basta più, è inutile.
    Bisogna essere a favore e propositivi, capendo e incorporando il concetto che wikipedia non basta.
    Non è sufficiente scrivere una striscetta su facebook, citando la frase di un grande romanziere (facendo credere di essere uno scrittore o un lettore) per esserlo. Così come non serve a nulla declinare il quotidiano elenco di nefandezze provocate dai propri avversari, puntando a coagulare il consenso come forma di protesta e di rabbia.
    Se si vuole cambiare la società, la si vuole migliorare e la si vuole fare evolvere, è necessario accettare il principio che i progetti vincenti sono la conseguenza di buone idee operative. E le buone idee le producono soltanto coloro che hanno studiato e confezionato dei programmi come risultato di una creatività che è la sintesi del merito personale e della forte acquisizione di una competenza tecnica.
    La gente non va più a votare perché ha capito che cosa vuol dire “il re è nudo” ovvero: avere colto il Senso dell’intercambiabilità dei candidati.
    Non è certo un caso che Corrado Passera, a suo tempo (marzo 2012) è passato alla storia dell’ignavia indecorosa quando con tono scocciato disse: “non aspettatevi certo una ideona, perché qui non si tratta di idee”. Che cos’altro dovrebbe fornire, come rappresentante di un servizio pubblico, un individuo che è ministro dello sviluppo, se non idee operative vincenti? E’ la stessa identica frase regalata dall’attuale ministro in carica (Zandonato del PD) nel corso di un convegno di imprenditori “le idee non servono”.
    Il messaggio è arrivato.
    La gente l’ha capito.
    Se il potere non produce idee, se le idee non servono, allora è inutile votare.
    Se vogliamo restituire dignità alla democrazia, se vogliamo che un’elezione abbia Senso e quindi veda la passionale partecipazione di tanti che si incontrano e si scontrano, dibattono e si confrontano, sui programmi, sulle potenziali soluzioni, sulle proprie diversità, allora è assolutamente necessario restituire l’egemonia alle idee, a coloro che le hanno, e a coloro che sono in grado di comprenderle, farle proprie, e trasformarle in un fatto pragmatico.
    L’impresentabile classe politica dirigente italiana è riuscita a mantenersi in piedi falsificando la realtà e facendo credere che la morte delle ideologie corrispondeva alla morte delle idee, per giustificare il fatto che loro non ne avevano.
    La morte delle ideologie ci ha liberato dalla burocrazia e dalla faziosità di parte, liberando il meraviglioso e insostituibile patrimonio di idee degli individui. Hanno bloccato quella ricchezza.
    Quella è la sezione che va liberata.
    Se non si comincia a dar spazio alle idee, vinceranno sempre i burocrati.
    E la gente che andrà a votare sarà sempre di meno.
    L’ultima cosa che mi sento di fare, in questo momento, è di partecipare al piagnisteo generale condito di ipocrisia italiota, addebitando al popolo, con aggressiva cattiveria, la “colpa” di non essere andati a votare. Io invece li capisco. Li comprendo. Loro attendono delle idee, se nessuno le propone, giustamente non seguono nessuno.
    Bastava pochissimo.
    Due mesi fa circa, Franco Battiato sussurrò a Michele Santoro, nel corso di una trasmissione nel suo talk show, che “ci vuole poco per cambiare e liberarsi da questi personaggi impresentabili: basta non invitarli più”. Per Santoro, questo suggerimento è stato inaccettabile e improponibile. Da allora, Battiato non si è più visto, ma in compenso c’è sempre Daniela Santanchè.
    E ci stupiamo se poi la gente non va a votare?

    Perchè dovrebbe?