02/06/13

Chi guadagna con la crisi


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Chi guadagna con la crisi




Der Freitag propone un'analisi del modo in cui i media tedeschi trattano la crisi Euro, e di come il governo la  stia usando per migliorare la propria immagine. Un riassunto per capire le menzogne e i cliché circolati negli ultimi anni. Da Der Freitag.




Prima di tutto ci occupiamo della loro povertà e poi li invogliamo a venire a lavorare da noi - un possibile riassunto delle politiche di crisi europee del governo federale tedesco.





"Merkel vuole attrarre lavoratori qualificati dai paesi Euro in crisi", annuncia la FAZ online il 14 maggio 2013. E a causa della crisi costano anche meno rispetto alla forza lavoro tedesca. La Germania offre buone condizioni di lavoro per i migranti, ma ha una pessima reputazione, si lamenta invece Merkel durante il "Demographiegipfel" del 14 maggio 2013.





"Se l'avventura eurista alla fine dovesse andare bene, ci sarebbe un solo vincitore: lo stato tedesco". Cosi' scriveva WirtschaftsWoche il 9 ottobre 2012. A Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e agli altri paesi colpiti dalla crisi, l'avventura ha causato crescenti problemi sociali. A cio' contribuiscono i cosiddetti "piani anti crisi" della Troika e del g...


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L’Italia è nel mezzo di una bolla finanziaria?


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L'Italia è nel mezzo di una bolla finanziaria?

Sette trimestri consecutivi di recessione. Un record. Famiglie e imprese strangolate dalla crisi. La disoccupazione ai massimi dal 1977. Ma la Borsa in un anno segna un + 35%. Uno scollamento sempre più marcato tra finanza ed economia. L'Italia è nel mezzo di una bolla finanziaria?
Tra giugno 2012 e maggio 2013, il Mib, il principale indice della Borsa italiana, guadagna oltre il 35%. Davvero niente male per un Paese che sta entrando nel settimo trimestre consecutivo di calo del Pil. Consumi e produzione industriale crollano, viviamo una stagione di instabilità politica e di sfiducia sociale, la disoccupazione è ai massimi storici. Ma la finanza vola. 35% in un anno, un dato che dovrebbe corrispondere a un vero e proprio boom economico e a una sfavillante fiducia nel futuro. Cosa sta succedendo, esattamente?
Andiamo indietro di qualche anno, negli Usa. La bolla dei titoli tecnologici esplode a cavallo del nuovo millennio. Negli anni precedenti i mercati erano in preda a un'euforia sfrenata, chiunque investisse in una società informatica vedeva il proprio capitale crescere a dismisura. Il valore di Borsa cresceva al di là di qualsiasi fondamentale economico. L'aumento della domanda dei titoli ne faceva salire il prezzo, e l'aumento del prezzo causava un ulteriore aumento della domanda. La classica bolla finanziaria che si auto-alimenta. Finché un evento in sé limitato non porta qualcuno a vendere, scatenando l'effetto valanga: le vendite fanno scendere il prezzo, il che porta altri investitori a disfarsi dei titoli, in breve si scatena il panico.
Facciamo un altro salto all'indietro,...


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IL GENIO MICHELE NISTA BANNATO DA BLOGGER A SEGUITO DELLE DENUNCE PER DIFFAMAZIONE VIA INTERNET DA LUI COMMESSE IN MODO CONTINUATIVO.

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Ma che bello, adesso l’Italia non è più in castigo


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Ma che bello, adesso l'Italia non è più in castigo

di PONGO


Che notizia meravigliosa, siamo tutti felici e contenti per le buone considerazioni che ci arrivano dall'Europa!  Non siamo più in serie B, anzi forse  addirittura  in serie C  ma da  bravi bambini, ora  la maestra  europea ci ha tolto dal brutto angolo dietro  la lavagna e  siamo considerati tra i Paesi virtuosi e da questo momento giochiamo anche noi in serie A, come una volta! E' sicuramente una gran bella realtà seppure alcuni rimangono tuttora scettici. E' chiaro che ci sono ancora alcune cosette  da sbrigare me il nostro futuro si comincia ad intravvedere di colore rosa. E quali  sarebbero  queste cosine, questi arretrati che ancora abbiamo da recuperare? Sciocchezze, balordaggini, quisquilie, minuzie e pinzillacchere ! Diamone una breve elencazione, saremo dei bravi bambini se:


1- Il nostro deficit non deve più superare il 3% del Prodotto Interno Lordo cioè il Pil.


2- Il nostro Bel Paese deve assolutamente realizzare alcune fondamentali riforme, tipo:


a) contratti  di lavoro;


b) partecipazione al lavoro da parte delle donne;


c)  liberalizzazione  dei servizi;


d) giustizia civile;


e) semplificazione delle tasse;


f)  riforma delle banche;


g) riforma della burocrazia;


h) istruzione.


Non sembrano anche voi delle cosette che saremo sicuramente in grado di risolvere?  Strano, davvero strano questo elenco di riforme ed innovazioni che l' Europa ci richiede.  Per caso noi non ce ne eravamo accorti? Certo che lo sapevamo, cercheremo ora di migliorare,  ma in fondo non siamo messi così male.  Perché lamentarsi, sarà poi vero che dobbiamo rianimare la giustizia civile e rafforzare le leggi per combattere la corruzione, boh? Sarà vero, come ci dicono, che dobbiamo rivedere le troppe esenzioni dell' Iva e sorvegliare il debito pubblico che finalmente ha dato qualche segno di diminuzione?


Ci dicono di allineare meglio i salari alla produttività, perché non lo facciamo di già?  Aggiungono che (dedicato alla signora Fornero) non è stata completata la riforma del giugno 2012. E nell' Istruzione, qualcosa non va? Ma se eravamo nelle mani e nella testa (ma ce l'ha?) di uno dei più grandi esperti del settore, una mente eccelsa e raffinata cioè la Gelmini! Cosa ci chiedete di più?  (Da circa dieci anni...



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CHIUDERE LE FABBRICHE DELL'IMPOVERIMENTO


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CHIUDERE LE FABBRICHE DELL'IMPOVERIMENTO



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UE sostiene il prelievo sui conti correnti! La Soluzione Cipriota diventa una legge.


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UE sostiene il prelievo sui conti correnti! La Soluzione Cipriota diventa una legge.

Mentre la Troika prendeva la decisione di salassare i risparmiatori titolari di conti bancari, con più di 100.000 euro, il Presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, spiegava che la soluzione applicata alla crisi greca potrebbe servire da modello nel futuro, innescando una tempesta sui mercati azionari. Poco dopo, aveva modificato le sue intenzioni, dicendo che Cipro era "un [...]


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Grillo: “Il cammello Italia collasserà mentre il governo fa solo proclami”


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Grillo: "Il cammello Italia collasserà mentre il governo fa solo proclami"

"Il cammello Italia collasserà e gli italiani, ignari, lo verranno a sapere in prima serata, dopo la pubblicità e prima degli elicotteri". Con queste parole Beppe Grillo, nell'ultimo post sul suo blog, "avverte" gli italiani del rischio fallimento del nostro Paese. "Il cuore dell'uomo – scrive – è come un cammello che, se debilitato, può morire all'improvviso sotto sforzo, senza dar prima alcun segno. Il nostro cuore sopporta qualunque cosa, compensa ogni problema del corpo e poi cede di schianto. L'Italia è come un cammello. Nelle gobbe non ha più acqua e davanti un deserto che sembra non avere fine. Secondo uno studio della Cgil ci vogliono 13 anni per tornare al Pil del 2007 e 63 anni per avere lo stesso livello di occupati. Sessantatre anni? Sembra la marcia di Mosè nel deserto del Sur verso la Terra Promessa. La disoccupazione (ufficiale) è del 12,8% (in realtà considerando gli scoraggiati, chi il lavoro non lo cerca più, è intorno al 20%). La peggiore dal 1977. I giovani disoccupati sono il 40%"

Dopo gli indicatori dell'occupazione, Grillo cita quelli del debito e della produzione industriale. "Per Banca d'Italia il Pil del 2012 è stato inferiore del 7 per cento rispetto a quello del 2007, il reddito disponibile delle famiglie del 9 per cento, la produzione di un quarto. Chiude un'impresa al minuto, ma con l'aumento dell'Iva da luglio dal 21 al 22 per cento, che porterà in dote 200 euro di costi in più per famiglia (fonte Adusbef), la mortalità è destinata ad aumentare".

Da qui la conclusione, sempre riprendendo l'esempio del cammello-Italia per fare un quadro – dal suo punto di vista – della situazione politica. "Le gobbe del cammello Italia sono aride, ma i venditori di miraggi si moltiplicano". Cita Enrico Letta definendolo ancora una volta "Capitan Findus", poi parla dell'esecutivo: "Il Governo nel frattempo fa solo proclami e si balocca con il presidenzialismo, la legge elettorale che verrà sotto gli occhi vigili di Napolitano, la presa per il culo del falso taglio al finanziamento dei partiti (Letta perché non restituisci subito i 46 milioni di euro del tuo partito come ha fatto il M5S?), la legge per eliminare il M5S dal Parlamento, la nuova Costituzione e altre amenità. Il cammello Italia collasserà e gli italiani, ignari, lo verranno a sapere in prima serata, dopo la pubblicità e prima degli e...



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Ipocriti!!!


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Ipocriti!!!

AMX.


Non fanno volare le Frecce Tricolori per qualche minuto sopra Roma ma non lesinano fondi per gli AMX in Afghanistan…



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LA VERA CRISI E' CHE CERTI FATTI NON RIUSCIAMO NEMMENO AD IMMAGINARLI, E COME POSSIAMO CONTRASTARLI?


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LA VERA CRISI E' CHE CERTI FATTI NON RIUSCIAMO NEMMENO AD IMMAGINARLI, E COME POSSIAMO CONTRASTARLI?


Ordine Piano: Scorrete nella pagina di wikipedia e vedrete i nomi degli appartenenti a quest'ordine: Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi, Francesco Cossiga, Juan Carlos I di Spagna, Giorgio Napolitano, Benito Mussolini, Gianfranco Fini, Gianni Letta, Massimo D'Alema, Roberto Maroni ... . 
Che strano, comunisti, capitalisti  e legaioli nella stessa setta ... nello stesso ordine: Ma come, non si fanno la guerra in tivù? 

Proprio wikipedia che sostiene a spada tratta la Teoria del complotto sulle scie chimiche, sic, teoria ... l'opera di disinformazione inizia già a scuola e wikipedia la prosegue, però, vi sbatte in faccia senza il minimo problema i nomi dell'Ordine Primo che sta disintegrando la società tutta a favore di pochissimi. Altro articolo di stamane che spiega chi governa gli USA, e di...


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Tasse, nel triennio 2013-2015 stangata fiscale da quasi 15 miliardi di euro


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Tasse, nel triennio 2013-2015 stangata fiscale da quasi 15 miliardi di euro

Nel triennio 2013-2015 i contribuenti italiani dovranno sopportare una stangata fiscale da 15 miliardi di euro. E' quanto risulta da un'analisi del Centro studi Unimpresa su dati Banca d'Italia e ministero dell'Economia e delle Finanze. Ai 4,5 miliardi di maggiori entrate tributarie previste per quest'anno si aggiungono i 5,4 del 2014 e i 4,9 dell'anno successivo. La voce maggiore di questo gettito aggiuntivo, secondo l'indagine di Unimpresa, è rappresentata dall'imposta di bollo sulle transazioni finanziarie, in totale 3,4 miliardi nel triennio, e dalle accise sui carburanti, che frutteranno 3,3 miliardi in più.

Vale 1,3 miliardi, poi, l'inasprimento sulle assicurazioni (acconti su riserve tecniche). Le riduzioni delle agevolazioni fiscali per le auto aziendali garantiranno un gettito aggiuntivo di 1,4 miliardi. Ulteriori 1,4 miliardi sono assicurati dal mancato differimento di alcune imposte sostitutive. I restanti 3,8 miliardi sono derivanti da altri interventi su diversi balzelli e tributi. In totale, dunque, entro il 2015 le famiglie e le imprese devono fare i conti con un giro di vite sulle tasse da 14,957 miliardi di euro.

"Con questi dati vogliamo lanciare un appello al governo: basta agire sulla pressione fiscale, che va assolutamente abbassata a non può essere ulteriormente aumentata. La nostra analisi non tiene conto dell'imminente inasprimento dell'Iva che tra 30 giorni, salvo miracoli, salirà dal 21% al 22 per cento. Noi diciamo basta. Alle imprese e alle famiglie serve un segnale forte e questo segnale deve arrivare proprio dall'approvazione di un piano serio per la riduzione del carico tributario. Se ne parla tanto, ma per ora mancano i fatti", commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Intanto, sempre sul fronte fiscale, è in dirittura d'arrivo il nuovo redditometro, dopo una revisione e una "semplificazione". Le semplificazioni riguarderanno in primo luogo l'utilizzo delle contestate medie Istat sulle voci di spesa non conosciute all'amministrazione finanziaria che serviranno solo in un secondo step di controlli, ovvero nella seconda fase del contraddittorio con il fisco. Nella prima fase i contribuenti da sottoporre ai controlli saranno selezionati prendendo infatti in considerazione solo le voci di spesa già note al fisco come i mutui, l'acquisto di auto o di pacchetti vacanze. Se l'amministrazione dovesse riscontrare uno scostamento tra reddito dichiarato e reddito ricostruito superiore al 20%, si passerà al contraddittorio con il contribuente che potrà in quella sede portare le sue giustificazioni (eredità, regalo dei genitori dimostrato da un bonifico, vincita al lotto o quant'altro).

Solo in un ulteriore approfondimento, se cioè la ...



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Jesse: Il settore finanziario oggi è più grande e profittevole che mai


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Jesse: Il settore finanziario oggi è più grande e profittevole che mai



Senza tanti commenti, una chart che mostra qual'è secondo me uno dei veri problemi degli ultimi decenni insieme a globalizzazione e iperliberismo:




Jesse's Cafè Americain - Financial Sector: Bigger and More Profitable Than Ever


By Jesse, 1 June 2013





  


.. notare poi come dopo la crisi del 2008 i profitti del settore finanziario rispetto la PIL (GDP Gross Domestic Product) mondiale hanno raggiunto nuove vette!





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Post Audio: Austria Paradiso o Italia Inferno (Fiscale)


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Post Audio: Austria Paradiso o Italia Inferno (Fiscale)

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Si ricomincia con l'Evasione Fiscale, i media-sussidiati (dalle tasse dei cittadini) hanno ricominciato la campagna contro l'uomo invisibile, il maledetto evasore causa di tutti i mali e parafulmine per la miseria che verrà. Solo che questa volta si parte dagli Stati Europei che garantiscono alcune libertà personali che noi italiani abbiamo perso definitivamente: il segreto bancario.

Come al solito le pecore davanti al boia se la prendono con quelle fuori del mattatoio. Mai con il boia.

In Austria il segreto bancario è un fatto costituzionale, i cittadini austriaci sanno che lo Stato Austriaco, se non in casi eccezionali non può mettere il naso nei loro conti correnti, è così da sempre e ooops l'Austria non ha n tasso abnorme di evasione fiscale, ne mi pare sia sede di mafie o altre massonerie.

Eh, però è tutto colpa dell'Austria.

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UNA COMPLOTTISTA ALLA BANCA MONDIALE?


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UNA COMPLOTTISTA ALLA BANCA MONDIALE?


Ecco qui un'altra "complottista" che, dopo aver lavorato come consulente legale alla Banca Mondiale, denuncia che i banchieri dominano il mondo. 
Che abbia problemi psicologici anche lei?
Da leconomistamascherato.blogspot.it, traduco alcuni punti salienti dell'intervista a Karen Hudes.

Karen Hudes ha studiato giurisprudenza alla Yale Law School, e economia all'università di Amsterdam. Ha lavorato per diversi anni alla Export Import Bank degli USA, fino a diventare consulente nel dipartimento legale della Banca Mondiale (1986 - 2007).

"Non sono i cittadini americani che governano il paese. C'è un gruppo molto ricco che, attraverso il dominio della stampa, sta tenendo i cittadini all'oscuro. Nell'ultima elezione presidenziale si è visto un massiccio afflusso di denaro straniero per influenzare i votanti. Quello è il gruppo di cui sto parlando."
-Può fare i nomi degli individui e delle istituzioni di quel gruppo?
"Posso indicarle un ottimo studio realizzato da tre teorici dei sistemi dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia, a Zurigo, considerato l'università migliore dell'Europa continentale. I ricercatori hanno esaminato gli incroci di proprietà di 43.000 multinazionali, usando modelli matematici. Conosce quello studio?"
-Sì, è quello che ha dimostrato che un piccolo gruppo di 147 istituzioni finanziarie e multinazionali controlla in pratica l'economia di tutto il mondo.
"Esattamente. Se so chi sono? Sono molti bravi a nascondersi, quindi non mi azzardo a indovinare. Ma, una volta che avremo messo in moto i meccanismi legali, verremo a sapere in dettaglio chi sono questi individui.

-Come valuta l'operato della Banca Mondiale, in generale?
"Vi sono risorse umane segretamente controllate da quel gruppo, c'è un 5% che sta lottando per la giustizia e ha pagato davvero molto per questo, e tutti quelli in mezzo che se la cavano come possono."
-Lei ha qualche protezione in quanto persona che suona l'allarme? Come venite...


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Yoani incontra Lech Walesa

1oxOrH St 84Nelle foto allegate registriamo un momento storico:Yoani Sánchez incontra Lech Walesa, in Polonia, a Varsavia, ultima tappa del suo giro del mondo in 80 giorni.
Adesso posso rivelare un'impressione che ho avuto nel corso dei tre giorni che ho passato accanto a Yoani, in Italia.
Lo scrivo, perché non riesco a tacere oltre. Yoani Sanchez non ha riportato un'impressione positiva della sua visita italiana. Ovunque è stata ricevuta da personalità internazionali, ministri, parlamenti in seduta comune, politici eminenti. In Italia è stat

Sovrappopolazione, i limiti dello sviluppo demografico nel documentario Critical Mass


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Sovrappopolazione, i limiti dello sviluppo demografico nel documentario Critical Mass

A Cinemambiente il documentario che fa il punto su sovrappopolazione è scarsità delle risorse

La riflessione sui limiti dello sviluppo è uno dei temi fondamentali del festival Cinemambiente di quest'anno. A dare un prezioso contributo alla questione arriva Critical Mass, il documentario di Mike Freedman che parte dal lavoro dello scienziato John Calhoun, il quale, nel 1962, decise di tentare un esperimento sociologico legato all'aumento forzato della popolazione in una comunità di topi per valutare le conseguenze del  sovraffollamento in un gruppo sociale.

I risultati furono sorprendenti: dalla rapida creazione di un'élite maschile dominante che sviluppò un comportamento sessuale aberrante alla crescita della mortalità infantile al 90%, fino alla nascita di una generazione di esemplari apatici asociali e disadattati. Da questo spunto, con il contributo di Desmond Morris e Jeffrey McKee, Freedman racconta i danni, anche psicologici di un mondo che nell'ultimo secolo è passato da una popolazione di 1,6 miliardi a 7 miliardi di persone, con una curva che si è alzata sempre più negli ultimi decenni (il quinto miliardo è stato raggiunto nel 1987, il sesto nel 1999, il settimo nel 2011).

Da tempo avevo voglia di lavorare sul tema della sovrappopolazione, ma non volevo che il documentario fosse  soltanto uno slideshow di statistiche, volevo che una storia e un filo conduttore che stabilisse una metafora con la situazione attuale.

Il film ha avuto una "vita" di tre anni: nel primo Freedman ha raccolto i dati e le immagini di repertorio, fatto le ricerche, girato le interviste, nel secondo ha lavorato sulla post produzione, nel terzo ha girato il mondo per presentare il film che si è avvalso della collaborazione della Global Footprint, l'associazione senese che si occupa di impronta ecologica ovverosia dello strumento di contabilità ambientale che misura quante risorse abbiamo quante ne usiamo e quali sono gli equilibri e i disequilibri fra popolazione e sfruttamento delle risorse su scala globale. Perché il nocciolo della questione di Critical Mass e di tanti ...



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Banche, Visco: alcune rischiano, indebolite da recessione


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Banche, Visco: alcune rischiano, indebolite da recessione

ROMA (Reuters) – La grave crisi in cui è caduta l'Italia ha indebolito le banche e alcune rischiano di avere problemi, anche se il sistema del credito nazionale nel suo complesso ha mostrato di tenere dopo 5 anni di dura crisi.


Così il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali, mette in evidenza la criticità del momento senza fare più chiari riferimenti a particolati istituti.


Le sofferenze continueranno a crescere elevate per tutto il 2013 e c'è una spirale negativa da spezzare, con una rigida offerta di credito alimentata dalla congiuntura negativa.


Visco descrive "banche indebolite prima dalle tensioni sul debito sovrano, poi dagli effetti della recessione, fra le quali rischiano di emergere situazioni problematiche".


Il governatore non è più esplicito, ma in un altro passaggio, rivolgendosi agli azionisti degli istituti, raccomanda di "sostenere finanziariamente le banche rinunciando ai dividendi quando necessario" ma anche "di accettare la diluzione del controllo favorendo all'occorrenza l'aggregazione con altri istituti. Saranno ricompensati dalla redditività nel più lungo periodo".


Alle Fondazioni ricorda di muoversi entro i confini della forma e dello spirito della legge "senza condizionare le scelte gestionali e l'organizzazione" degli istituti di cui sono azioniste.


RIENTRATI RISCHI LIQUIDITA', TENSIONI NON ANCORA FINITE


Grazie alle misure di finanziamento straordinarie e l'ampliamento dei collaterali ammessi, "i rischi immediati di liquidità sono oggi rientrati", ma, avverte Visco, le tensioni sui mercati dei titoli di Stato "non sono del tutto sopite" e "rimangono incertezze sulla capacità delle banche di riconquistare pienamente l'accesso ai mercati internazionali, soprattutto nei segmenti a lunga scadenza".


Attualmente il collaterale stanziato presso Bankitalia basato sui prestiti bancari è di 180 miliardi "poco meno di un terzo del complesso delle attività stanziabili presso la banca centrale, metà di quelle depositate a garanzia", dice Visco ricordando anche che è in atto un confronto con le banche e con la Bce per "ampliare il novero di attività potenzialmente utilizzabili a garanzia".


Finora il sistema – dà atto il governatore – ha saputo reggere all'urto delle crisi finanziarie ed economiche ma le banche devono saper ritrovare redditività, "garanzia ultima della stabilità", contrastando il rischio di un'evoluzione sfavorevole "mediante incisivi interventi sui costi", inclusi quelli per ridurre le spese del personale.


"Vanno considerate misure anche di natura temporanea per ridurre le spese per il personale in rapporto ai ricavi. Gli accordi a livello aziendale volti a coniugare flessibilità e solidarietà contenuti nel contratto nazionale firmato nel 2011, muovono nella giusta direzione", dice il governatore.


RIEQUILIBRARE SVANTAGGIO FISCALE SVALUTAZIONI SU CREDITI


Serve anche che gli istituti rivedano ...



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Scontri e violenze sotto la sede Bce a Francoforte


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Scontri e violenze sotto la sede Bce a Francoforte

Reportage multimediale dalla città sede dell'istituto  centrale di Valerio Bassan e Stefano  Casertano - Tensione fra manifestanti e forze dell'ordine alla sede dell'istituto guidato  da Mario Draghi    Momento di tensione fra manifestanti e polizia a  Francoforte (Afp) L'azione era annunciata da mesi: gruppi di protesta organizzata da tutta  Europa volevano bloccare l'accesso alla Banca Centrale Europea [...]


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La Turchia ha detto basta


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La Turchia ha detto basta

Le proteste anti governative continuano nella notte anche ad Ankara


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BCE: soldi e debiti creati dal nulla


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BCE: soldi e debiti creati dal nulla



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La primavera turca manderà in fumo i piani NATO


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La primavera turca manderà in fumo i piani NATO

Migliaia di auto nella notte ad Ankara con i guidatori con la mano sul clacson, bandiere turche e ritratti di Mustafah Kemal Ataturk che sporgono dai finestrini, hanno invaso il centro per protestare contro la dura repressione oggi da parte della polizia delle manifestazioni contro il governo del premier Recep Tayyip Erdogan a Istanbul e […]


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Quarant’anni di Iva: è sempre aumentata e crescerà ancora


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Quarant'anni di Iva: è sempre aumentata e crescerà ancora

di MARIETTO CERNEAZ


Introdotta 40 anni fa, l'Iva, in questo periodo di tempo e' variata ben otto volte raggiungendo il valore massimo del 21%, quello attualmente in vigore. Lo ricorda la Cgia di Mestre che aggiunge come tra un mese, molto probabilmente, subira' un ulteriore incremento di un altro punto percentuale. Nonostante l'aliquota sia salita dal 20 al 21%, il gettito Iva e' diminuito di 3,5 miliardi di euro. Certo, la situazione economica generale ha condizionato moltissimo questo esito – rileva la Cgia -, tuttavia anche l'incremento dell'aliquota ha sicuramente contribuito a penalizzare le entrate.


L'approfondimento della Cgia di Mestre analizza l'andamento tenuto in questi 40 anni dall'Iva nei principali Paesi che attualmente costituiscono l'area dell'euro. Ebbene, dal 1973 al gennaio di quest'anno, l'incremento piu' importante si e' registrato proprio in Italia. Se nel 1973 l'aliquota era al 12% ora si attesta al 21%, con un aumento di ben nove punti. Seguono la Germania, con una variazione di otto punti (era all'11%, adesso si attesta al 19%), l'Olanda, con un aumento di cinque punti (16% nel 1973, 21% nel 2013), l'Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente del quattro e del tre. La Francia e' l'unico Paese preso in considerazione da questa analisi che ha visto diminuire il peso dell'aliquota di questa imposta. Se nel 1973 era al 20%, ora si attesta al 19,6% (-0,4).


Ecco l'ennesima dimostrazione che più si pagano tasse e più lo Stato spende… tornando ad aumentarle. A luglio, come voluto da Monti, dovrebbe arrivare al 22%!



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Bilderberg 2013: inizia oggi l’agenda dei potenti presentata a Barcellona da D. Estulin


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Bilderberg 2013: inizia oggi l'agenda dei potenti presentata a Barcellona da D. Estulin

Clicca per ingrandireOggi 2 Giugno 2013 inizia la riunione 2013 del Bilderberg Group – che quest'anno si tiene poco lontano da Londra, presso l'Hotel Grove (Chandler's Cross, Watford, Hertfordshire, WD3 4TG,. La persona che più ha contribuito a far conoscere a tutto il mondo il "Club Bilderberg", Daniel Estulin, è a Barcellona a presentare la sua conferenza "Il Governo Mondiale e il Club Bilderberg" (Hotel Barceló Sants, Plaça Països Catalans, Barcelona). [Clicca per leggere il programma - organizzatore: Lighthouse)


Per chi ancora non lo conoscesse, Estulin è la persona che ha dedicato e dedica la sua vita all'investigazione sulle trame sporche dei "capi del mondo", è colui che ha cercato di fare luce sull'agenda segreta del Bilderberg Group, il "club elitista" che riunisce ogni anno (dal 1954, data della prima riunione, ndr) i vertici politici ed economici mondiali, al fine di discutere e decidere cosa fare del mondo e come farlo, senza ovviamente chiederne opinione a noi, la comunità civile, i diretti interessati, anzi, cercando di agire quanto più segretamente possibile.


Considerati la censura ed il silenzio stampa ordinato dai proprietari dei principali mezzi di comunicazione nazionali ed internazionali, coinvolti nella strategia di segretezza del Bilderberg, è solo grazie all'impegno di persone come Daniel Estulin, Jim Tucker (r.i.p., ndr), Alex Jones (e dei loro colaboratori e di molte altre persone che indagano ogni giorno, ndr), almeno per citare i principali giornalisti d'investigazione impegnati a smascherare il Bilderberg, che sempre più persone conoscono l'esistenza delle riunioni Bilderberg.


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Lo scorporo.


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Lo scorporo.


Si sta parlando di scorporare la rete di Telecom Italia e venderla a qualcuno, che per essere italiano dovra' essere la CassaDepositi e Prestiti (ovvero il gotha della finanza bancaria italiana unita ai partiti  politici)  visto che non esistono altre entita' disposte a comprarla. Ho sentito molte opinioni a riguardo, ma quasi nessuna risponde alla domanda "perche'"?







Riguardo al tema, qualcuno ha parlato di alto tradimento perche' la rete e' una infrastruttura strategica e nessuna nazione dovrebbe permettere che qualcun altro la controlli, o che non sia lo stato ad avere l'ultima parola.





Verissimo. Ma siccome si parla di CDP, non siamo in questo caso.





Altri hanno detto che si tratta di un caso di smantellamento industriale, e qui la risposta e' "ni", nel senso che si tratta di uno smantellamento industriale, ma non e' il tipo che pensate.





La vera domanda e': ma una societa' come Telecom, che senza la rete non e' nulla se non un certo numero di uffici e qualche server, che interesse ha a vendere? Oppure, mettiamola cosi': perche' e' costretta a vendere? E perche' il CDP vuole comprare un oggetto oneroso e quantomeno bisognoso di investimenti?





La rete di accesso italiana e' in condizioni subottimali, e' vero, ma non e' messa poi malissimo, nel senso che con una buona campagna di investimenti puo' essere all'altezza. Semmai mancano investimenti dal lato carrier, volendo dire. Anche perche' con una popolazione poco urbanizzata come quella italiana, senza carrier con la rete di accesso ci fate la birra. 





La vendita della rete fisica, pero', viene fatta per due motivi. Il primo e' che dopo il collasso di Alitalia e le condizioni comatose di Trenitalia, piazzare puttane e parenti in qualche posto al sole e' sempre piu' difficile. Oggi come oggi, se un ente come CDP acquisisse la rete telecom, finirebbe come per RFI, che e' ancora posseduta dallo stato, e che fa quel che si puo' per aiutare parenti indigenti di politici e gente che conta.





Con l'acquisizione di una grande infrastruttura in CDP, che e' posseduta dallo stato, si potrebbe nuovamente iniziare con la saga delle puttane, dei parenti, dei cugini, delle consulenze , e una infrastruttura grande come quel...


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Dai Paesi emergenti addio a Fmi e Banca mondiale


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Dai Paesi emergenti addio a Fmi e Banca mondiale


Fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=70922&typeb=0



Si tratta di un'azione rivoluzionaria, contrastata con forza da Usa e banche d'affari. I cosiddetti Brics creeranno una loro Banca per lo Sviluppo e un'agenzia di rating.



 





giovedì 11 aprile 2013 12:56






I cinque leader dei Paesi Brics: da sinistra, la presidente del Brasile Dilma Roussef, il presidente russo Vladimir Putin, il primo nimistro indiano Manmohan Singh, il presidente cinese Hu Jintao, il presidente del Sudafrica Jacob Zuma.


I cinque leader dei Paesi Brics: da sinistra, la presidente del Brasile Dilma Roussef, il presidente russo Vladimir Putin, il primo nimistro indiano Manmohan Singh, il presidente cinese Hu Jintao, il presidente del Sudafrica Jacob Zuma.


di Franco Fracassi


I Paesi emergenti creeranno la loro Banca per lo Sviluppo e la propria agenzia di rating per fermare la dittatura del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale. È quanto deciso dai Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in un vertice tenuto a Durban, in Sudafrica. Nel documento finale si parla anche di «emarginare la dittatura di Moody's, Standard & Poor's e Morgan Stanley». La Banca per lo Sviluppo Brics conterà su un capitale iniziale di cinquanta miliardi di dollari. Rimangono solo da ultimare i dettagli strutturali. Il suo scopo principale è di sostenere progetti di infrastrutture e sviluppo sostenibile. Gli Stati Uniti tremano.


Si tratta di uno strappo inimmaginabile fino a poco tempo fa. In una nota, Goldman Sachs definisce la decisione del vertice «un tentativo di sovvertire l'ordine costituito e un'aperta ribellione allo status quo consolidato dal diritto internazionale e da sessant'anni di diplomazia».


Alla testa del progetto ci sono India e Brasile. L'ex ministro delle Finanze indiane, Jaswant Singh, ha dichiarato: «Si tratta della nostra grande occasione. L'India avrà l'occasione di ottenere un grande sviluppo economico, reale. Grazie al know how cinese potrà costruire una rete di infrastrutture che cambieranno il Paese».


Se i...



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Lo hanno bramato, concupito e reclamato. Adesso gli italiani tripudiano: voteranno con il suffragio censitario.


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Lo hanno bramato, concupito e reclamato. Adesso gli italiani tripudiano: voteranno con il suffragio censitario.

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Giuseppe Sandro Mela.

 

Risata 08 uccello che ride Lo hanno bramato, concupito e reclamato. Adesso gli italiani tripudiano: voteranno con il suffragio censitario.

Se la ride alle spalle dei gonzi.

 

  Da che mondo é mondo la categoria dei politici e dei governanti non ha mai goduto particolare nomea. Se si constata che non se ne può fare a meno, si prende anche atto che non tutti intraprendono quella carriera per puro spirito filantropico.

  Da sempre i gruppi dei potenti si sono combattuti con ogni possibile mezzo per raggiungere il potere: cambia certamente la forma, ma la sostanza é sempre la stessa.

  Negli ultimi due secoli si é imposto l'uso di chiamare alle urne i cittadini per votare i propri rappresentanti nei relativi parlamenti e, talora, anche per l'elezione oppure la conferma del capo dello stato. Certo, il suffragio era ben usato anche prima, e con accortezza, ma solo dopo tale data é diventato un fenomeno di massa.

  Dapprima il corpo elettorale era stabilito per censo, ossia sulla base delle tasse pagate, con soglie di ingresso più o meno ristrette. In pratica, andavano a votare i cittadini nelle mani dei quali era conservata e gestita la parte principale della ricchezza della nazione, un po' come se il governo fosse stato un consiglio di amministrazione: il suffragio censitario o censuale.

  Quindi si fece strada l'idea di allargare la base elettor...



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ASSEDIO DI TRE GIORNI ALLA BCE DI FRANCOFORTE


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ASSEDIO DI TRE GIORNI ALLA BCE DI FRANCOFORTE

Assedio di tre giorni di associazioni
e movimenti anticapitalisti Blockupy
La Banca centrale europea (Bce) è sotto assedio: migliaia di persone si sono radunate intorno all'Eurotower a Francoforte per protestare contro le politiche di austerità promosse. Per gli organizzatori del movimento Blockupy, i manifestanti sono 3 mila, 2.500 per le forze dell'ordine. Centinaia di poliziotti sono stati schierati nel centro della capitale economica della germania in tenuta anti-sommossa e con i cani alsaziani, supportati anche da cannoni ad acqua e dalla sorveglianza aerea di elicotteri. 
Sfidando la pioggia e urlando slogan come «l'umanità prima del profitto», i manifestanti hanno bloccato le strade d'accesso agli uffici della Bce, incluse quelle che portano al quartier generale della Deutsch Bank nel distretto finanziario della città. Secondo un portavoce delle forze dell'ordine, «manifestanti hanno tentato di superare le barriere», ma la polizia è intervenuta per respingerli, usando anche spary urticante. Altri hanno lanciato pietre e ci sono stati alcuni contatti tra attivisti e forze dell'ordine, ma nel complesso la protesta è stata finora pacifica.
«L'obiettivo del blocco è impedire le normali operazioni» alla Bce, ha spiegato il portavoce di Blockupy, Martin Sommer, precisando che alcune dipendenti presentatisi al lavoro sono stati invitati a tornare a casa dai manifestanti. Da parte sua, l'organizzazione ha fatto sapere, tramite un comunicato, che «la Bce resterà operativa durante la dimostrazione» e che, in coordinamento con la polizia, sono state prese misure per garantire la sicurezza degli impiegati. Diversi istituti di credito hanno invitato i propri dipendenti a prendersi un giorno di vacanza. Domani, in occasione del 15esimo anniversario della creazione della Bce, è stata indetta una grande manifestazione nel centro città alla quale sono attesi 20mila partecipanti
la stampa
http://altrarealta.blogspot.it


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Lo Stato non produce nulla, consuma e spreca le risorse


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Lo Stato non produce nulla, consuma e spreca le risorse

di VLADIMIR MENSHIKOV


Siamo veramente sicuri che la spesa pubblica possa contribuire alla stabilità macroeconomica ed alla maggiore produttività del lavoro? Sono in molti a sostenerlo: credendo fermamente nell'assunto che la spesa in parola, se destinata a finanziare grandi progetti di investimenti pubblici, possa effettivamente stimolare la domanda aggregata e concorrere all'accumulo di capitale. In un mio precedente articolo (di critica nei confronti della concezione ancora prevalente, fortemente informata ai precetti economici Keynesiani) argomentavo che la spesa pubblica, lungi  dall'essere uno strumento adeguato per contrastare la recessione e la disoccupazione, acuirebbe invece, sempre e comunque, quegli effettivi problemi economici, che dovrebbe essere chiamata a risolvere. In un altro articolo, ho cercato di dimostrare che è proprio il meccanismo bancario della riserva frazionaria, protetto e favoreggiato dai poteri pubblici, (a prescindere se via sia, o meno, l'istituzione della banca centrale) ad essersi sempre configurato come la fonte effettiva delle fluttuazioni della domanda aggregata.


Nel presente scritto mi propongo di sviscerare due punti:


1.      non esiste proprio nulla che possa definirsi come un "investimento pubblico": esiste solo ed esclusivamente il "consumo pubblico". Questo corollario diventa ineludibile, una volta riconosciuti:

a. il carattere distintivo della posizione economica dello Stato, nell'ambito di un sistema economico caratterizzato dalla divisione del lavoro, e

b. la natura stessa dei principi di organizzazione e di gestione, in base ai quali le amministrazioni pubbliche conducono tutte le loro attività.


2.      Dal momento che sono esclusivamente gli investimenti privati ​​a costituire l'unica fonte di accumulazione del capitale e di progresso economico, una tassazione eccessiva riduce il capitale disponibile e pregiudica la crescita economica.


Attività Produttive e atti di consumo nell'ambito di un sistema caratterizzato dalla divisione del lavoro


Per comprendere come lo Stato sia semplicemente un consumatore di risorse, ancorché di tipo speciale, diventa fondamentale cogliere l'idea che la spesa pubblica nel suo complesso  includendo nel novero anche le spese ascrivibili alla categoria dei cosiddetti "beni pubblici" (autostrade, ponti, por...



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Da Piazza Fontana all'euro: moral suasion o terrorismo?

Fonte: http://accademiadellaliberta.blogspot.it/