07/06/13

Germania in difficoltà? Bundesbank taglia le previsioni di crescita


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Germania in difficoltà? Bundesbank taglia le previsioni di crescita

La Bundesbank raffredda gli entusiasmi tedeschi e taglia le sue previsioni di crescita per la Germania


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Notizie Economiche
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Portogallo, nuovi tagli e sacrifici infiniti


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Portogallo, nuovi tagli e sacrifici infiniti

Portogallo, nuovi tagli e sacrifici infiniti
Mentre i lavoratori delle poste scioperano contro la privatizzazione e i licenziamenti, il parlamento di Lisbona aumenta l'orario di lavoro e l'età pensionabile. Il baratro si approfondisce…
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Un enorme voragine, si è aperta nella corona del Sole


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Un enorme voragine, si è aperta nella corona del Sole

Un enorme voragine, circa mezzo milione di chilometri, si è aperta nella corona del Sole. Lo dimostrano le incredibili immagini ottenute a fine maggio dal satellite Sdo (Solar Dynamics Observatory) della Nasa. La Nasa ha spiegato che i buchi coronali sono l'origine dei venti solari che portano le particelle verso la nostra magnetosfera: questi venti impiegano due o tre settimane per raggiungere la Terra. 



fonte Libero



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4 novembre 2011

-          4 novembre 2011   -
di Paolo De Gregorio, 6 giugno 2013

In questa data l’illuminato imprenditore e grande statista S. B., dichiarava a giornali e TV che la crisi non c’era e che il peggio era passato, tanto è vero che i ristoranti erano pieni e si faticava a trovare un posto in aereo.
Se gli italiani non fossero per metà gaglioffi e per metà fessi, e almeno si ricordassero di queste parole, a fronte di ciò che è successo dopo e continua a succedere oggi, e giudicassero un premier per le sue capacità di guidare l’economia nell’interesse generale, il nome di Berlusconi sarebbe scomparso per sempre dalla rappresentanza politica e citato solo come degenerazione di un ruolo in cui gli interessi privati (aziende e processi) del premier hanno nettamente prevalso sulla cosa pubblica, con i risultati che sono lì a dimostrarlo.

Ecco i dati della Confindustria forniti ieri dal suo Presidente Squinzi: negli ultimi tre anni 55mila aziende chiuse, dal 2007 è stato distrutto il 15% del potenziale manifatturiero con la distruzione di 539mila posti di lavoro, la stretta creditizia da parte delle banche ha ridotto i prestiti agli imprenditori di 44 miliardi di euro.
Se aggiungiamo a questi dati l’aumento costante del debito pubblico che ha superato i 2.000 miliardi di euro, che ci costa di interessi 80 miliardi di euro l’anno, ed è dovuto alla mala amministrazione e agli sprechi di denaro pubblico, ecco che la barzelletta della crisi ormai alle spalle assume significati più tragici che comici.

Il governo PD-PDL di largo inciucio, con molti voti a disposizione e una possibilità di prendere decisioni urgenti, si balocca con il semipresidenzialismo gradito all’eterno Caimano, fa una legge truffa sulla eliminazione dei contributi pubblici ai partiti, parla di rilancio della economia più come ultima speranza che come strategia politica.
Intendiamoci bene, nessuna ripresa sarà possibile se non si incide sui guasti provocati dalla globalizzazione: che ha visto decine di migliaia di aziende italiane delocalizzare verso paesi dove si pagano meno tasse e meno salari, senza che nessuno dei nostri espertissimi amministratori (e nemmeno la Confindustria) muovesse un dito, i più noti marchi italiani sono stati venduti a multinazionali straniere e ora i profitti di queste aziende vanno all’estero e in Italia non resta niente, moltissimi soldi sono usciti dalla imprenditoria e sono finiti nei paradisi fiscali e nelle speculazioni finanziarie e non vi torneranno più.

Senza la presenza di una banca di diritto pubblico, senza fini di profitto, ma finanziatrice di un piano di appoggio alla piccola e media impresa, per rendere autosufficiente l’Italia almeno nei settori fondamentali dell’energia (pulita) e dell’agricoltura, la “ripresa” è una chimera.
Naturalmente questa strategia va accompagnata da un piano di drastica riduzione della spesa pubblica, tipo l’abolizione delle province e del Senato, l’abolizione dei finanziamenti pubblici a partiti ed editoria, la fine delle missioni militari all’estero, la cancellazione della faraonica e assurda spesa per bombardieri F35, l’abbandono delle grandi opere tipo TAV e ponte sullo Stretto, la fine delle convenzioni della sanità pubblica con le strutture sanitarie private dove allignano truffe e ruberie.

Cari italiani, fino a quando in Parlamento non si parlerà di queste cose, state tranquilli che non cambierà nulla, e soprattutto non cambierà nulla finchè i responsabili del disastro, gli alleati PD e PDL, verranno giudicati capaci di risolvere la crisi da essi  non compresa e non governata. Meditate gente, meditate.

Paolo De Gregorio 

Partiti e movimenti

2674727 com thebosseso-320x210La fragile Repubblica Italiana che ha compiuto i miei anni ha, nella sua breve esistenza, poco avuto di democrazia e troppo di nomenclatura.
Prima furono le due fedi, cattolica e comunista, quindi un breve intermezzo di infantile democrazia, poi fu il terrorismo piduista e dopo ancora la sbornia consumista targata (Craxi) e fu subito sera.
Ormai volgeva l’anno 1992 e noi, credendo di fare piazza pulita, creavamo il primo mostro nominalista, ovvero abbandonavamo la strada dei partiti per gi

Berlusconi parla dell’Euro? E’ qualcosa di positivo e vi spiego perche’


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Berlusconi parla dell'Euro? E' qualcosa di positivo e vi spiego perche'

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Faccio riferimento alle dichiarazioni di Berlusconi: Opsss… Berlusconi: "O si cambia o addio Euro"

 

PREMESSA

Giustamente, c'e' chi non si fida, e sostiene che Berlusconi da 20 anni segue il vento e fa i fatti suoi, non mettendo in pratica le sue promesse. Ineccepibile.

C'e' anche chi sostiene che Berlusconi ed altri, cercano di parlare dell'Euro, per evitare di parlare dei problemi che da 30 anni attanagliano l'Italia (burocrazia inefficiente, tasse astronomiche, spesa pubblica e debito elevato, etc). Vero anche questo.

 

DOMANDA NUMERO 1: NEGLI ULTIMI 20 ANNI DI COSA S'E' PARLATO IN ITALIA?

A me pare che da 20 anni in Italia si parli di "falsi problemi" o comunque di "problematiche non strategiche":  legge elettorale, matrimoni gay, Roby Rubacuori, Primarie del PD, Scandali di Berlusconi, litigi politici (pensate alla vicenda Fini), etc

Alcuni di questi temi sono anche seri, ma nessuno e' strategico per cambiare realmente i destini nazionali. Perfino questioni serie come l'abolizione dell'IMU, gli esodati, etc. sono aspetti particolari, ma non d'insieme, per invertire la rotta.

 

DOMANDA NUMERO 2: QUALI SONO I PROBLEMI FONDAMENTALI CHE POSSONO COMUNQUE CAMBIARE LA DINAMICA VOLTA AL DECLINO DELLA NAZIONE?

Fondamentalemnte ritengo che le questioni fondamentali e strategiche siano: Sovranita' monetaria, Ristrutturazione complessiva della Spesa e della Burocrazia Pubblica. In ambedue i casi, con cio' che ne consegue.

In 20 anni nessuno ha mai affrontato la questione EURO seriamente ed analiticamente; la popolazione ha vissuto la questione passivamente, senza alcuna informazione, nell'ignoranza.

Analogamente, la questione di una ristrutturazione complessiva della spesa pubblica e della burocrazia statale, e' sempre stata affrontata in modo del tutto non organico o con slogan. Tra l'altro e' un tema che raramente e' stata in cima alle priorita' poste al paese.

 

CONCLUSIONE: SU QUESTI TEMI FONDAMENTALI E' BENE PARLARNE (AL DI LA' DI CHI NE PARLA)

Parlare dell'argomento EURO e' positivo, visto che e' un tema strategico per il paese (tanto per le sue conseguenze economiche, che per gli aspetti di politica estera che di liberta' economica e personale).

Chissenefrega se ne parla l'inaffid...



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Il reddito di base incondizionato è il nostro futuro, che vi piaccia o meno



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Commento ai cambi

8262007806 b8515bd7d3 mIl “nervosismo” sulla parte lunga della curva obbligazionaria (soprattutto americana e giapponese) è servito da pretesto per avviare una correzione sui mercati azionari, comunque fisiologica dopo il robusto rialzo che ha caratterizzato gli ultimi mesi e probabilmente necessaria per la sostenibilità del trend nel medio periodo.
Analogamente il mercato obbligazionario ha ricominciato a prezzare una crescente probabilità che la riduzione del QE3 della Fed possa iniziare nel corso del secondo semestre, riportando il ren

Bce: dal ‘faremo tutto il necessario’ al ‘ci stiamo pensando’


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Bce: dal 'faremo tutto il necessario' al 'ci stiamo pensando'

La Banca centrale europea mantiene i tassi di interesse invariati al minimo storico. L'economia della zona euro tornerà a crescere entro fine anno, secondo il presidente Mario Draghi, che però peggiora le stime sul Pil per l'anno in corso. La sensazione di urgenza dell'inizio di maggio si trasforma in relativa calma a giugno e i politici hanno una ragione in più per evitare nuovi stimoli. Il miglioramento delle opinioni lascia tempo a Draghi per pensare a quali misure eventualmente introdurre per aiutare l'economia che é nella più lunga recessione da quando l'euro ha iniziato a trattare nel 1999.

Ospite in collegamento Fausto Panunzi – Professore di economia politica dell'Università Bocconi da Milano: "Draghi ha detto che la Bce sta valutando una serie di opzioni per stimolare l'economia e questo é il punto sostanziale della conferenza stampa di oggi, dire stiamo pensando ad una serie di misure senza però fornire dettagli sulla tempistica e sui modi per attuarle rappresenta una bella differenza in confronto al whatever it takes".



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Presidenzialismo, siamo già in monarchia


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Presidenzialismo, siamo già in monarchia

Continuano i mirabolanti progressi del dibattito politico italiano. Adesso è il turno della discussione sul presidenzialismo. L'ipocrisia è perfettamente bipartisan, sul punto.

Due cose vorrei dire. La prima è che non è necessario affannarsi tanto, perché il presidenzialismo, benché non sia stato istituito per legge, è già la forma di governo vigente: Napolitano, infatti, in barba alla Costituzione che dovrebbe 'custodire', sta 'governando'. Ha deciso lui chi deve governare, come e persino quanto. E' più che presidenzialismo: questa è monarchia!

Seconda osservazione: mentre la classe dirigente italiana, in particolare quella politica, si adopera ansiosamente per garantire il Quirinale a Silvio Berlusconi (eccola, l'ipocrisia bipartisan), l'Italia continua ad affondare nella crisi socio-economica. Non pensino, quanti frequentano le aule parlamentari del bel Paese (senza preoccuparsi minimamente del fatto che le mafie stanno rosicchiando quel poco che è rimasto da rosicchiare), che le rassicurazioni verbali giunte dall'Europa abbiano fatto breccia nel cuore degli italiani, facendo dimenticare quanto stanno vivendo. Si occupino dei temi urgenti e importanti, ché Silvio Berlusconi può aspettare.

P.s.: se proprio volete sapere come la penso sull'ipotesi di presidenzialismo in Italia, comunque, leggete Rodotà

 



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Se fai l’imprenditore rischi solo multe e galera!


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Se fai l'imprenditore rischi solo multe e galera!

di ALTRE FONTI


Gentile direttore, chi come me vive a contatto con le imprese prova il dolore, lo sgomento, di assistere a un paese che si divora nella lotta del tutti contro tutti. Lei ha presente cos'è divenuta oggi l'amministrazione finanziaria italiana? Un potere gigantesco, sfrenato, che infila nel burro della corrività italica la lama della propria cieca forza.


Sa quante aziende ogni giorno vengono vessate? E non è questione di aliquote. No. È questione di una legislazione ipertrofica, dedalica, scritta nei taxi, cialtrona. Ieri si licenziava la dichiarazione di una bella azienda che sta andando in malora perché nessuno più paga e le banche ormai chiedono il 10 per cento, e c'è una norma, piena di acronimi provinciali, che impedisce di dedurre gli interessi passivi se questi superano una quota del margine operativo lordo, cosicché quel 10 per cento diviene il 14 per cento. Pagare le tasse sulle perdite! Ma si rende conto?


E che dire di una serie di regole laterali, in materia di privacy, di antiriciclaggio, sicurezza sul lavoro, che appesantiscono oltre ogni dire la vita degli operatori, consegnando a chi controlla un potere tremendo? Le imprese soffocano sotto questa inutile burocrazia. Inutile, del tutto inutile. Anzi, peggio che inutile, mortale.


E i tribunali che dovrebbero difendere gli imprenditori dalla voracità di una pubblica amministrazione che se ne impippa del principio di imparzialità ma persegue per codice segreto, oscuro istinto di conservazione, la lotta contro il ceto produttivo (mors tua vita mea, pagami gli stipendi finché puoi, perché di questo parliamo), i tribunali arrivano sempre tardi e spesso giudicano distrattamente e male, o peggio son dalla parte delle "istituzioni". Oggi l'amministrazione finanziaria dispone dell'arma nucleare dell'accertamento esecutivo: cioè tu paghi il 50 per cento delle imposte accertate subito, quando lo dico io, non quando lo dice il giudice terzo. Pazzesco.


Il mostro che è stato creato ormai non lo domina nessuno, non lo conosce nessuno. Ogni giorno semina morti, e la gente ha paura. Certo, genera lo spettacolo infame degli scandali, il velenoso spettacolo degli scandali di cui si nutre il ventre degli ignoranti: i Riva cui sequestrano tutto, mandando in malora la siderurgia italiana, i Dolce e Gabbana, cui danno di evasori, i Marzotto, cui danno di evasori, Berlusconi, ovviamente, e via continuando (e spesso, mi creda, è solo questione di arbitraria interpretazione di norme "in or out"). Per non parlare di quelli che tacciono, maledicono a denti stret...



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Lo stalliere della Tav

foto reggio emilia 2Dopo lo stalliere di Arcore, tal Mangano, giudicato collegato alla mafia, che tanti guai ha creato a Berlusconi e Dell’Utri, sia politici che giudiziari, ora scopriamo che pure il custode della Tav di Reggio Emilia, anche lui siciliano, pare legato alla ‘ndrangheta, perché da noi quella comanda.
Dico pare, perché indagini non se ne sono mai viste, a parte qualche operazione della Dia.
Il guardiano presunto mafioso era già s

Le vignette su Nicole Minetti e il #VeroAmore che fanno ridere tutti


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Le vignette su Nicole Minetti e il #VeroAmore che fanno ridere tutti

#VeroAmore si candida a diventare l'hashtag del giorno, se non forse dell'estate. Davanti ai giudici del processo Ruby Bis, Nicole Minetti ha confessato di "amare Silvio Berlusconi di vero amore", una dichiarazione spontanea resa dall'ex consigliere regionale della Lombardia che


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Nisbet sulla Guerra Messianica


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Nisbet sulla Guerra Messianica

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Nisbet+sulla+Guerra+Messianica Nisbet sulla Guerra Messianica

di Gary North

"Il potere della guerra di creare un senso di giustificazione morale è uno degli aspetti più spaventosi del ventesimo secolo." – Robert A. Nisbet (1953).

Dal suo primo libro nel 1953 fino al suo ultimo libro sulla teoria sociale nel 1988, il sociologo conservatore Robert Nisbet ha messo in guardia contro la guerra come distruttrice della stabilità sociale e della libertà. Egli considerava la guerra come la forza sociale che può portare, ed ha portato, alla centralizzazione dello Stato, cosa che ha reso possibile la politica di massa. Indebolisce la fede degli uomini nelle associazioni locali, cosa che indebolisce quindi il pluralismo culturale ed il localismo, i quali ritardano la centralizzazione e la burocratizzazione.

L'Oxford University Press ha pubblicato nel 1953 The Quest for Community. Il sottotitolo era Uno Studio sul'Etica dell'Ordine e della Libertà. Il libro era stato pubblicato all'inizio della Guerra Fredda. Finì il manoscritto nel 1952. Nello stesso anno gli Stati Uniti fecero esplodere la prima bomba ad idrogeno. Nello stesso anno la tregua che nel 1953 avrebbe posto fine alla Guerra di Corea non era ancora stata firmata. Josef Stalin era ancora vivo quando la scrisse; morì nel 1953. Joseph McCarthy stava guadagnando influenza. Il movimento conservatore era, più che altro, l'estensione del movimento anti-comunista. La nazione aveva appena eletto un generale come presidente.

C'era una parte nel movimento conservatore che sosteneva il libero mercato.



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Le fregature dell’austerity. Seconda puntata


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Le fregature dell'austerity. Seconda puntata

Le fregature dell'austerity. Seconda puntata
Anche l'Alitalia, dopo Telecom, ricorre ai contratti di solidarietà. E' boom delle richieste che consentono alle aziende di destrutturare, ridurre le retribuzioni dei lavoratori, scaricare i costi sulle casse pubbliche che poi si ripigliano tutto (a…
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non ci sono più le carestie di una volta


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non ci sono più le carestie di una volta

Mamma mia! Devo dire che questa notizia mi ha "spaventato".
Tra deflazione indotta dall'eccesso di offerta (nello specifico anche grazie ad una conduzione dell'agricoltura nel Continente Ne ...


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BILDERBERG 2013: POLIZIOTTI SORRIDENTI, ZONA "STAMPA" E IL "ONE SHOW


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BILDERBERG 2013: POLIZIOTTI SORRIDENTI, ZONA "STAMPA" E IL "ONE SHOW



DI CHARLIE SKELTON

guardian.co.uk





Mentre i delegati il primo giorno hanno continuato giorno a celarsi dietro vetri oscurati, questa conferenza segreta continua ad attrarre un'attenzione senza precedenti




Watford, una Watford inondata di sole, ha cambiato per sempre il volto supersegreto della conferenza di Bilderberg . Su uno spazio verde perfettamente tosato vicino al Grove Hotel, mezzo miglio dalla più importante conferenza di politica internazionale del mondo intero, è accaduto qualcosa di straordinario: sono apparsi tutti i principali mezzi d'informazione, a frotte.


Nella foto: Un delegato di Bilderberg 2013 usa una copia del Daily Mail per celare la sua identità ai dimostranti e ai mezzi stampa mentre arriva al Grove Hotel di Watford. Foto di: Oli Scarff/Getty Images
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Prima domanda a De Benedetti


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Prima domanda a De Benedetti

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Inizia oggi un ciclo di dieci domande all'ingegner Carlo De Benedetti, tessera numero uno del pdmenoelle.

Prima domanda: "Lei si sente responsabile del fallimento dell'Olivetti di cui è stato presidente per molti anni? Una società all'avanguardia nell'innovazione ridotta in macerie? Può illustrarci le iniziative di manager che mise in atto per evitarne il tracollo? Risponda per cortesia anche se si trova in Svizzera."





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Aumentano i soldi nei conti delle banche, ma i prestiti crollano e i tassi impennano


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Aumentano i soldi nei conti delle banche, ma i prestiti crollano e i tassi impennano

Aumentano i soldi nei conti correnti delle banche italiane, ma i tassi d'interesse salgono e si fa sempre più forte la caduta dei prestiti. Secondo i dati della Banca d'Italia i prestiti al settore privato hanno registrato in aprile un calo su base annua del 2,3% (dall'1,7% di marzo) e i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,8% sui 12 mesi, come nel mese precedente.

I tassi erogati dalle banche alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sono intanto saliti nel periodo considerato in media al 3,95% (dal 3,90% di marzo), mentre quelli sulle nuove erogazioni al consumo sono calati leggermente al 9,48% (9,64% a marzo). Nel frattempo, però, gli istituti di credito hanno sempre più quattrini. I depositi del settore privato sono infatti cresciuti dal 7 al 7,1% e il tasso di crescita della raccolta obbligazionaria è salito da -3,3 a -3%. Aumenta infine il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze bancarie che, secondo la Banca d'Italia, è risultato pari al 22,3% (dal 21,7% di marzo).

I dati di Bankitalia non coincidono però con le dichiarazioni della prima banca del Paese. Per Enrico Cucchiani, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, "non c'è un nuovo credit crunch", cioè la stretta creditizia semplicemente non esiste. Ma è piuttosto la pubblica amministrazione, con i suoi ritardi nei pagamenti, a soffocare il tessuto produttivo.



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EUROPA UNITA? PER ORA NO E CI SONO CONSEGUENZE VERSO TUTTI


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EUROPA UNITA? PER ORA NO E CI SONO CONSEGUENZE VERSO TUTTI

Vi propongo, di seguito, l'articolo di Mazziero Research che analizza come  sta evolvendo la crisi  europea.

 







 
"La recessione sta segnando profondamente il potenziale produttivo, rischia di ripercuotersi sulla coesione sociale. […] Non siamo stati capaci di rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi venticinque anni."

 
Le parole del Direttore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nella Relazione Annuale suonano come una sferzata nel giorno in cui la disoccupazione rilevata ad aprile segna un 12% e un inimmaginabile 40,5% per i giovani tra i 15 e i 24 anni.

 
Quanto sono lontani i tempi in cui ci veniva detto che da questa crisi saremmo usciti prima e meglio degli alt...


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La troika è morta, la Bce non sta bene


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La troika è morta, la Bce non sta bene

La terribile troika che ha gestito la crisi europea negli ultimi quattro anni non esiste più. La forzata collaborazione tra Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale è stata rotta dalle 69 pagine di un paper. Il rapporto del Fmi sulla Grecia (il cosiddetto "articolo IV", una sorta di bilancio annuale) è stato letto – anche con qualche forzatura – come un'ammissione di colpa, la diagnosi che le politiche imposte al governo di Atene dai creditori internazionali erano sbagliate, "l'aggiustamento della Grecia sta avvenendo soprattutto grazie alla recessione e non a riforme che favoriscano la produttività". Un portavoce della Commissione europea, Simon O'Connor, si è presentato ieri al quotidiano briefing di mezzogiorno e, alle domande dei giornalisti greci, ha risposto con una dichiarazione durissima: "Siamo profondamente in disaccordo con il Fondo". La Commissione accusa il Fondo monetario di non aver capito la natura della crisi europea, contesta l'idea espressa nel rapporto di Washington che la ristrutturazione del debito (cioè il default parziale dello Stato greco) dovesse avvenire prima, e rivendica il successo delle riforme adottate dal governo di Atene.

Con quale credibilità questi due vertici della troika potranno collaborare in futuro? I Paesi sotto programma di aggiustamento impareranno in fretta a fare come quei bambini che riescono ad approfittare delle liti tra i genitori per comportarsi come preferiscono. Qualche giorno fa, l'europarlamentare Sylvie Goulard, al festival dell'Economia di Trento, aveva previsto la fine della troika. Aveva ragione. E questa, tutto sommato, è una buona notizia: il Fondo monetario non doveva avere alcuno ruolo nella gestione della crisi europea, ma è stato coinvolto su esplicita richiesta della Germania che non si fidava della capacità della Commissione di imporre le "condizionalità" abbinate ai prestiti di emergenza. Angela Merkel non credeva che la Commissione di José Barroso potesse costringere la Grecia (e poi il Portogallo, l'Irlanda, la Spagna e Cipro) a fare i "compiti a casa", secondo l'umiliante espressione tanto spesso ripetuta da Mario Monti.

Ma era Bruxelles a stabilire la lista dei "compiti a casa" da fare. E ora il Fondo dice: noi abbiamo reso lo scolaro diligente, ma il programma di studio era assurdo. Lo scontro tra i due vertici del triangolo del rigore coinvolge, inevitabilmente, anche il terzo componente, la Banca centrale europea di Mario Draghi



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La Rivoluzionaria Teoria Monetaria di Mises


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La Rivoluzionaria Teoria Monetaria di Mises

La prima evoluzione della teoria monetaria di MisesB121


La pubblicazione di Theorie des Geldes und der Umlaufsmittel nel 1912, ad opera di Ludwig von Mises, segna un punto di svolta nella storia dell'economia e della Scuola Austriaca in particolare. Egli integrò la teoria della moneta nell'ambito della teoria del valore soggettivo introdotta da Carl Menger. Poggiando su queste fondamenta, rivisitò tutti i grandi dibattiti monetari del suo tempo e del secolo precedente, offrendo una propria personale opinione condensata da originali e penetranti argomentazioni, ognuna delle quali articolata meticolosamente allo scopo di porle all'interno della struttura di un trattato monetario onnicomprensivo.


Ludwig von Mises produsse, altresì, un numero sorprendente di altri contributi importanti, e nei più diversi settori.         In particolare, sviluppò la teoria generale del valore soggettivo, sottolineando come il valore fosse radicato nella scelta. Concepì una tipologia di moneta soggettivista, giungendo ad elaborare una teoria sistematica delle cause e delle conseguenze dei prezzi. Applicò siffatta ideazione alle relazioni internazionali, diventando un pioniere dell'economia monetaria internazionale; analizzò, inoltre, il processo di formazione dei prezzi nei mercati non organizzati. Sviluppò argomentazioni approfondite volte a confutare la teoria quantitativa della moneta, la teoria degli aggiustamenti automatici dei prezzi, il metodo dei numeri indice, la teoria della Currency School, e quella della Banking School. Ultimo ma non meno importante, ideò una teoria delle crisi economiche, ponendo l'accento sull'espansione monetaria quale fattore di rischio per squilibri inter-temporali nella struttura produttiva. Accanto a questi importanti contributi, Mises  approfondì svariati temi degni di nota. Per esempio, mise in evidenza alcune particolari caratteristiche dell'economia rispetto a discipline intimamente connesse, quali il diritto o la storia, fornendo diverse importanti osservazioni circa la teoria del monopolio, sul calcolo economico, e sulle conseguenze e i limiti dell'interventismo dei governi.


Il pensiero di Mises in ambito monetario sarebbe diventato la spina dorsale di tutta la sua teoria economica, dispiegandosi all'interno del più ampio contesto di una teoria generale dell'azione umana, benché le principali tesi permanessero, peraltro, inalterate. [1] La prima pubblicazione del suo trattato, nel 1912, si rivelò essere molto più di una teoria completa dei mezzi monetari, delineando tutti i sentieri principali in cui si sarebber...



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Segni di evidente follia finanziaria (e di bolla speculativa)


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Segni di evidente follia finanziaria (e di bolla speculativa)

Tornano alla grande i "bond salsiccia" (CDO, ABS, obbligazioni collegate ai subprime. E nello stesso tempo scopriamo che il Ruanda emette un nuovo bond ed è meglio dell'Italia. La storia non ha proprio insegnato niente e la mancata regolamentazione dei … Continua a leggere


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Grecia: Bruxelles in disaccordo con FMI. Tutto un disegno politico?


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Grecia: Bruxelles in disaccordo con FMI. Tutto un disegno politico?

Dopo la dura ammissione di colpa da parte del Fondo Monetario Internazionale sulla gestione del salvataggio in Grecia portato avanti in stretta collaborazione con l'Unione Europea, e dopo la risposta indignata della popolazione greca, arriva anche quella dell'Unione Europea che respinge le accuse e contrattacca.

Il rapporto del Fondo sugli errori nel salvataggio della Grecia spiega come il programma di bailout da 110 miliardi di Euro lanciato nella primavera del 2010 da UE e FMI abbia (...)


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BILDERBERG 2013: BENVENUTI NEL 1984

Tranquilli: grazie a Goldman Sachs e ad altri “donatori”, la conferenza di quest’anno sarà a “costo zero” per l’Hertfordshire – nonostante la costruzione della Grande Muraglia di Watford


L’auditorio si è fatto silenzioso quando ha preso la parola un anziano consigliere di Watford. Il team di polizia e sicurezza era visibilmente nervoso. Era stato precedentemente presentato ed illustrato il piano della sicurezza per questo “evento unico”: zone anti-terrorismo, blocchi di sicurezza, restrizioni alla circolazione delle autovetture in prossimità di questa “importante conferenza internazionale”. Ma ecco che ora prendeva la parola la “gente” di Watford. Che significherà per loro questa tre giorni di vertice politico internazionale, con la sua corposa lista di partecipanti tra finanzieri e miliardari, capi di partito e di gruppi d’informazione, ben protetti dalla più grande operazione di sicurezza a cui Watford abbia mai assistito finora?
"A me importa soprattutto una cosa:”ha tuonato il vecchio consigliere. “si sta o non si sta stabilendo un precedente per il parcheggio delle macchine vicino a Old Hempstead Road?"

Ed è poi iniziata una discussione di quasi un’ora/un’ora e mezza sull’argomento se le macchine e i mezzi stampa avessero o meno il permesso di parcheggiare sulla striscia di prato che corre lungo la A41, di fronte al Grove Hotel. E’ stato come un bizzarro e distopico episodio di “Manteniamo le apparenze”.

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Il pianeta saccheggiato: il nuovo rapporto del Club di Roma


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Il pianeta saccheggiato: il nuovo rapporto del Club di Roma



C'è stata ieri a Berlino la presentazione del nuovo libro del modesto sottoscritto, Ugo Bardi, "Il Pianeta Saccheggiato." E' anche il 33esimo rapporto al Club di Roma, con il primo il famoso "I limiti dello sviluppo" del 1972. Qui di seguito, riproduco l'annuncio del nuovo rapporto come è apparso sul "Fatto Quotidiano"


'Il pianeta saccheggiato': il nuovo rapporto del Club di Roma

Vi ricordate del Club di Roma? Quello che aveva commissionato il famoso rapporto del 1972 intitolato 'I limiti dello sviluppo'. Quel rapporto che oggi, a distanza di più di 40 anni, si sta rivelando incredibilmente profetico, con la crisi che ci stiamo trovando di fronte, alti prezzi di tutte le materie prime, cambiamento climatico galoppante e tanti altri problemi. Tutte cose che, bene o male, quel vecchio rapporto del 1972 aveva visto (o perlomeno intravisto) ma, come succede quasi sempre con queste cose, si era preferito infamare il messaggero piuttosto che cercare di capire il messaggio.

Ma, nonostante le grandi polemiche create da quel primo rapporto, in tutti questi anni il Club di Roma non è affatto sparito; anzi ha continuato a studiare il problema delle risorse naturali e a produrre r...


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La Grecia non perdona: il mea culpa del FMI? Ormai è troppo tardi


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La Grecia non perdona: il mea culpa del FMI? Ormai è troppo tardi

I Greci hanno reagito con aria di vendetta e sdegno per l'ammissione di colpa da parte del Fondo monetario internazionale nella sua gestione del piano di salvataggio del Paese, rimproverando le scuse arrivate troppo tardi. La reazione della popolazione greca

"Davvero? Grazie per avercelo fatto sapere, ma noi non possiamo perdonare", ha dichiarato Apostolos Trikalinos, un cittadino 59enne, padre di due figli.

"Non ci prendiamo in giro. Non ci daranno un bel niente in cambio. Mi dispiace per (...)


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I have a (financial...) Dream


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I have a (financial...) Dream

Grande Robert Shiller! Uno dei pochi Economisti che ci capisca qualcosa di Mercati Finanziari....

Sta accadendo esattamente quanto qui sotto descritto...

per gentile concessione delle Banche Centrali che pompano come non mai

e che hanno ingenerato un Moral Hazard senza precedenti (= l'attore finanziario rischia a stecca perchè tanto sa che qualcuno gli coprirà il culo, a spese nostre naturalmente...)

Ecco cosa dice Shiller nel suo mitico libro Irrational Exuberance:

...i mercati...



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I missili russi S-300 neutralizzano la supremazia militare statunitense


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I missili russi S-300 neutralizzano la supremazia militare statunitense

Valentin Vasilescu, AVIC 3 giugno 2013


69396Perché gli Stati Uniti, Israele e l'Unione europea reagiscono così aspramente verso la consegna da parte della Russia dei missili S-300 alla Siria? In realtà, una o più batterie di missili antiaerei non possono mutare il corso della guerra civile in Siria. Soprattutto con la decisione di UE, Gran Bretagna, Francia e altri Paesi della NATO di fornire ai ribelli siriani simili sistemi d'arma. Allora, perché i russi non vogliono in nessun caso, rinunciare a dotare l'esercito siriano degli S-300? Per capire cosa significhi per l'occidente l'invio di queste armi, si deve notare che il segreto del successo delle campagne militari di Stati Uniti e Israele negli ultimi 20 anni, si basa sul possesso e l'uso del sistema di contromisure universale chiamato ESM/ELINT (sistema di supporto elettronico). Questo tipo di apparecchiature permette la registrazione e l'analisi delle emissioni radar e del controllo dei sistemi d'arma nemici, neutralizzandoli con le interferenze. Ciò permette alle loro aviazioni massima libertà di azione e la possibilità di operare senza perdite, nelle missioni d'attacco contro obiettivi aerei, marittimi e terrestri. L'elemento di novità nel classico scenario occidentale è che la Russia ha fornito all'esercito siriano dei lanciamissili S-300 dotati di un complesso sistema integrato C4I di rilevazione dei bersagli e gestione automatizzata del tiro. Prima di gestire il lancio e la guida dei missili S-300, il sistema garantisce un efficace controllo dello spazio aereo siriano e oltre, attraverso una rete di telecamere fisse a bassa frequenza di ultima generazione, resistente alle interferenze e agli attacchi con missili anti-radar. A ciò si aggiunge un'ulteriore rete di telecamere mobili, del tipo-1L119 Nebo, che operano sulla frequenza VHF. Oltre a queste due reti di monitoraggio automatizzato dello spazio aereo, si aggiunge un



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Sapir: Il miglioramento immaginario dell'area euro

Jacques Sapir fa la radiografia ai pretesi miglioramenti delle economie del sud dell'eurozona, e l'esito è chiaro: un grave deterioramento della situazione
Traduzione di Ugo Sirtori
Una serie di affermazioni sembra accreditare l'idea di una lenta, ma reale, uscita dalla crisi nei paesi del "Sud" dell'area dell'euro. Esse si basano principalmente sulla forte riduzione del deficit commerciale di questi paesi, vista la loro capacità di registrare un surplus commerciale. Ma questa visione delle cose è evidentemente a breve termine, accompagnata da una formidabile miopia per quanto riguarda gli effetti reali della crisi.......Continua a leggere

La Siria e il golpe anti-Obama (il “momento Monica Lewinsky” di Obama)


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La Siria e il golpe anti-Obama (il "momento Monica Lewinsky" di Obama)

perfetta metafora dello scontro mortale (per gli USA) tra neocon (male maggiore) e obamiani (male minore) RICAPITOLANDO - gli insorti (e mercenari) stanno perdendo terreno così rapidamente e rovinosamente che entro la fine dell'estate potrebbero subire la sconfitta definitiva; - Francia, Regno Unito (incluso il solito Tony Blair), Arabia Saudita, Qatar, Erdogan (Turchia) e Israele […]


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Il land grabbing arriva in Europa


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Il land grabbing arriva in Europa


Di Roberto Roveda e Alessandra Favazzo

Dopo la corsa all'oro nero e all'oro blu, la "nuova" risorsa preziosa su cui gli speculatori hanno puntato lo sguardo è la terra.

È il fenomeno del land grabbing, letteralmente "accaparramento della terra", cioè l'acquisizione da parte di privati o di enti governativi stranieri del diritto di sfruttare terreni coltivabili. Solitamente ne fanno le spese le popolazioni locali, che perdono così la loro principale fonte di sostentamento. 

Il fenomeno è cresciuto in maniera vorticosa nell'ultimo decennio: secondo i dati forniti nell'aprile del 2012 dal portale Land Matrix, che monitora il land grabbing nel mondo, a partire dal 2000 sono stati attivati 1.217 contratti per lo sfruttamento su larga scala di terreni agricoli. Questi contratti interessano circa 83 milioni di ettari di territorio (poco più del 2% dell'estensione mondiale delle terre coltivabili), la maggior parte ...


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I politici in vacanza per dieci anni a spese della Valtur


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I politici in vacanza per dieci anni a spese della Valtur

Un'inchiesta de l'Espresso


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MERCATO DEL LAVORO: E. LETTA MENTE di Emiliano Brancaccio


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MERCATO DEL LAVORO: E. LETTA MENTE di Emiliano Brancaccio

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato: «Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo». Quanto alla riforma Fornero il premier ha commentato: «In un momento straordinario come questo è necessario un pochino meno di rigidità. Ci sono alcuni punti che in una fase recessiva stanno creando dei problemi come ad esempio le limitazioni sui contratti a termine, che sono necessarie in una fase economica normale, ma che in una fase di straordinaria recessione come quella l'attuale non sono utili, e per questo è necessaria una minore rigidità» (fonte: Il Sole 24 Ore). Un'argomentazione simile era stata sostenuta poco prima dal ministro del Welfare Enrico Giovannini.

Nel giorno della festa dei lavoratori Letta dunque si accoda agli ultimi pasdaran del liberismo, che ripetono da anni la tesi secondo cui una maggiore precarietà dei contratti di lavoro favorirebbe l'efficienza economica e il riassorbimento della disoccupazione. Questa tesi tuttavia è falsa. I test contenuti negli Emplyoment Outlooks 1999 e 2004 dell'OCSE smentiscono l'esistenza di una correlazione tra riduzione delle tutele dei lavoratori e riduzione della disoccupazione. Inoltre, una rassegna di Tito Boeri e Jan van Ours di tredici ricerche empiriche sul nesso tra tutele del lavoro, occupazione e disoccupazione realizzate tra il 1988 e il 2005 da vari studiosi, rivela che solo una di esse stabilisce che una maggiore flessibilità è correlata a una minore disoccupazione, nove danno risultati indeterminati e tre addirittura indicano che minori tutele del lavoro sono associate a minore occupazione e maggiore disoccupazione (Boeri e van Jours, Economia dei mercati del lavoro imperfetti, Egea 2009).

Ma non è finita qui. Nel 2006 Olivier Blanchard, attuale capo economista del Fondo Monetario Internazionale, dopo una disamina dei lavori empirici disponibili mette una pietra tombale sulla questione: "Le differenze nei regimi di protezione del lavoro appaiono largamente incorrelate alle differenze tra i tassi di disoccupazione dei vari paesi" (Economic policy 2006; per approfondimenti e ulteriori  riferimenti bibliografici rinvio al volume Anti-Blanchard. Un approccio comparato allo studio della macroeconomia, nella cui appendice statistica è anche riprodotto, con d...


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Lettere da Radio Maria agli ascoltatori anziani: "Fate testamento in favore dell'emittente"


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Lettere da Radio Maria agli ascoltatori anziani: "Fate testamento in favore dell'emittente"


Sotto forma di questionario, il testo spiega come disporre lasciti e donazioni. "Danno consulenza a domicilio: chissà quanti accettano in cambio di un po' di compagnia"

di CONCITA DE GREGORIO

Lettere da Radio Maria agli ascoltatori anziani: "Fate testamento in favore dell'emittente"Una delle pagine delle lettere inviate da Radio Maria 
MARCO arriva all'appuntamento con i fogli del questionario e la lettera in mano. Li posa sul tavolino del bar. Tre pagine, e un bollettino di conto corrente postale. Ecco, indica. Sono questi i fogli che ha sfilato con dolcezza dalle mani di sua madre, 92 anni. Adele li aveva compilati meticolosamente, chissà quanto tempo aveva impiegato a leggere tutte le domande, aveva messo la sua firma in fondo.


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