09/06/13

Henry Kissinger: i piani del Bilderberg


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Henry Kissinger: i piani del Bilderberg

Henry KissingerSe volete vedere le vere conseguenze del Bilderberg, guardate i suoi piani, quelli che si sono realizzati: austerità, perdita di sovranaità e democrazia in Europa, l'enorme trasferimento di ricchezza e produttività dall'America all'élite comunista in Cina.


Un abituale partecipante Henry Kissinger, è stato coinvolto in guerre segrete, colpi di stato militari, torture per mano della e terrorismo: tutto ciò è costato la perdita di decine di migliaia di vite.


Le macchinazioni del suo mentore, David Rockefeller e le manipolazioni delle banche centrali, se non vengono fermate, potrebbero causare un disastro economico mondiale, carestia e guerra.


nel video "interessanti" immagini di Mao e Kissinger, che tanto ha lodato l'esperimento sociale di Mao. E Rockefeller aumenta la lode. "l'esperimento di maggior succeso nella storia umana".


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La soglia del disastro, Israele s’impegna nella guerra imperialista contro la Siria


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La soglia del disastro, Israele s'impegna nella guerra imperialista contro la Siria

Generalità
Come già annunciato e confermato nei giorni precedenti, e forse ne riceveremo notizia nei prossimi giorni, Israele si è impegnato direttamente nella guerra imperialista contro la Siria quando le sue forze aeree hanno colpito postazioni militari dell'esercito siriano nei…


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Cronologia della crisi


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Cronologia della crisi

Stiamo vivendo una lunga crisi, la peggiore dopo la Grande Depressione degli anni Trenta: iniziata come crisi finanziaria e del debito, si è poi evoluta come crisi economica, sociale, occupazionale; una prolungata recessione che nel nostro Paese sembra non avere più fine.


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IL MEA CULPA DEI CARNEFICI


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IL MEA CULPA DEI CARNEFICI



DI GIORGIO

comedonchisciotte.org


La Grecia sta per esplodere. Ormai e' questione di mesi. Il boato si sentirà forte in tutto il mondo. L'unica incognita sta nel chiedersi se l'esplosione distruggerà il popolo greco oppure se sarà un segnale di rinascita per tutti i popoli europei.



L'odio fa a garra con la rabbia. La disperazione con la ragione. Un dato su tutti: durante gli ultimi due anni il tasso di mortalità e' maggiore di quello delle nascite. E' la prima volta dopo la 2a Guerra Mondiale. Si può parlare di genocidio o no? Per il resto, il redditto e' giù del 25% e la disoccupazione vola al 27% non parliamo di quella dei giovani. Tra poco salterà il sistema pensionistico e quello della Previdenza Sociale in generale.


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Assad pronto per l'assalto finale


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Assad pronto per l'assalto finale

In Siria la battaglia di Aleppo è ormai imminente


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LE SETTE INNOCENTI TRUFFE MORTALI DELLA POLITICA ECONOMICA – PARTE PRIMA di Warren Mosler


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LE SETTE INNOCENTI TRUFFE MORTALI DELLA POLITICA ECONOMICA – PARTE PRIMA di Warren Mosler

LE SETTE INNOCENTI TRUFFE MORTALI DELLA POLITICA ECONOMICA – PARTE PRIMA

di Warren Mosler
SCRITTO DA REDAZIONE IL 9 MAGGIO 2012. PUBBLICATO IN APPROFONDIMENTI MMTWARREN MOSLER
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Innocente Truffa Mortale 1:
Il governo federale deve trovare fondi attraverso la tassazione o indebitandosi, per poter spendere. In altri termini, la spesa del governo è limitata dalla sua capacità di tassare o di indebitamento.
I fatti:......

La spesa del governo federale non è mai vincolata operativamente dalle entrate, e ciò significa che non esiste un rischio di insolvenza. In altre parole, il governo federale può sempre effettuare ogni tipo di pagamento, di ogni entità, a pres...


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HOLLANDE ..QUESTO O E' UN PAZZO, O UN'IDIOTA, O UN BASTARDO....


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HOLLANDE ..QUESTO O E' UN PAZZO, O UN'IDIOTA, O UN BASTARDO....

Il presidente francese HOLLANDE. Oggi ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 "Ciò che dovete comprendere qui in Giappone è che la crisi in Europa è finita. E che possiamo lavorare insieme, Francia e Giappone, per aprire nuove porte al progresso economico". Lo ha detto il presidente francese François Hollande, parlando nell'ultimo giorno della sua visita nel Paese asiatico. Ha aggiunto che la crisi del debito potenzialmente distruttiva ha "rafforzato" l'Europa e l'integrazione delle 17 economie della zona euro. 

E' ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE QUELLO CHE QUEST'UOMO , ANCHE SE MI DOMANDO SIA CORRETTO CHIAMARLO COSI'.,  HA IL CORAGGIO DI DIRE IN PUBBLICO...CHE LA CRISI E' FINITA....MA VI RENDETE CONTO....MILIONI DI PERSONE NEI PROSSIMI ANNI SARANNO OBBLIGATI A EMIGRARE DA FRANCIA, ITALIA, SPAGNA ECC ECC....MOLTI PAESI SONO STATI DISTRUTTI E LA POVERTA' REGNA SOVRANA...NESSUNO INVESTE PIU' IN ITALIA..NESSUNO....
HOLLANDE MERITA INSULTI PAROLACCE E SOLO IL FATTO CHE I GIORNALI NE DIANO NOTIZIA SENZA MANDARLO A FARE IN CULO E' SEGNO CHE QUESTA EUROPA E'DEFINITIVAMENTE MORTA....E GLI ITALIOTI VIVONO FELICI E CONTENTI


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Post Vocale: Il Debito va Ristrutturato, disse il Leader… ma shhh


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Post Vocale: Il Debito va Ristrutturato, disse il Leader… ma shhh

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 Post Vocale: Il Debito va Ristrutturato, disse il Leader... ma shhh

 

Ma….. no dico. Se lo dico io che il debito pubblico è impagabile è ok.

Ma se lo dice un leader politico che incidentalmente ha preso il 25% dei voti direi che la cosa ha una certa rilevanza, ma sui nostri media sussidiati, nulla.

W il quinto potere.

Il Debito va Ristrutturato, disse il Leader… ma shhhmap :: {skin:'blue', animate:true, width:'200′, volume:0.8, autoplay:false, loop:false, showVolumeLevel:true, showTime:true, showRew:true, downloadable:true, downloadablesecurity:false, id3: false}



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Vent’anni di trame – Così Sarkozy fregò Gheddafi (e l’Italia)


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Vent'anni di trame – Così Sarkozy fregò Gheddafi (e l'Italia)

Le Monde: Nicolas trascinò l'Europa in guerra per nascondere gli aiuti del Colonnello. Ora cerca di cancellare le prove


di: Fausto Biloslavo


I servizi segreti sono alla caccia di settanta scatoloni pieni di cassette audio e video che contengono le registrazioni degli incontri e delle telefonate fra il defunto colonnello Gheddafi ed i dignitari di mezzo mondo, quando veniva trattato con i guanti bianchi.












Il primo a doversi preoccupare degli scottanti contenuti delle registrazioni è l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, come sostiene il quotidiano le Monde che è tornato sul finanziamento libico alla campagna elettorale di Sarkozy nel 2007.

Nel marzo 2011, poche ore prima dei bombardamenti della Nato sulla Libia, Muammar Gheddafi rilasciava a il Giornale l'ultima intervista della sua vita ad una testata italiana. Alla domanda sull'interventismo francese che ha spinto in guerra mezza Europa, compreso il nostro Paese, rispondeva: «Penso che Sarkozy ha un problema di disordine mentale. Ha detto delle cose che possono saltar fuori solo da un pazzo». E per ribadire il concetto si sporgeva verso chi scrive battendosi il dito indice sulla tempia, come si fa per indicare i picchiatelli. Il Colonnello non riusciva a comprendere come l'ex amico francese, che aveva aiutato con un cospicuo finanziamento (forse 50 milioni di euro) per conquistare l'Eliseo fosse così deciso a pugnalarlo alle spalle.

Dell'affaire Sarkozy erano al corrente tre fedelissimi di Gheddafi: il responsabile del suo gabinetto, Bashir Saleh, Abdallah Mansour consigliere del Colonnello e Sabri Shadi, capo dell'aviazione libica. Saleh, il testimone chiave, vive in Sudafrica, ma nel 2011 era apparso in Francia e poi sparito nonostante un mandato cattura dell'Interpol. Il caso era stato gestito da Bernard Squarcini, uomo di Sarkozy, ancora oggi a capo del controspionaggio. E sempre Squarcini è coinvolto nella caccia alle cassette scottanti di Gheddafi, che potrebbero contenere gli incontri con altri leader europei. Silvio Berlusconi non ha mai nascosto l'amicizia con il colonnello, mentre Romano Prodi e Massimo D'Alema, che pure avevano frequentato la tenda di Gheddafi cercano sempre di farlo dimenticare.

Lo sorso anno un politico francese di sinistra, Michel Scarbonchi, viene avvicinato da Mohammed Albichari, il figlio di un capo dei servizi di Gheddafi morto nel 1997 in uno strano incidente stradale. Albichari sostiene che un gruppo di ribelli di Bengasi ha sequestrato «70 cartoni di cassette» di Gheddafi. Scarbonchi si rivolge al capo del controspionaggio, che incontra il contatto libico. «Avevano recuperato la videoteca di Gheddafi con i suoi incontri e le conversa...



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Siria, il 70% sta con Assad


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Siria, il 70% sta con Assad

La notizia è stata riportata su Voltairenet  (http://www.voltairenet.org/article178800.html)

che l'ha ripresa dal WorldTribune:
http://www.worldtribune.com/2013/05/31/nato-data-assad-winning-the-war-for-syrians-hearts-and-minds/

NATO data: Assad winning the war for Syrians' hearts and minds


L'articolo in sintesi dice che:
  • Dopo due anni di guerra civile il sostegno ad Assad in Siria è in forte aumento.

  • I dati provenienti da un insieme di attivisti e di organizzazioni indipendenti - che li hanno ritrasmessi alla Nato - hanno evidenziato che la maggior parte dei siriani sono spaventati da una presa del potere di Al Qaeda

  • La maggior parte dei siriani è stanca della guerra e odia i jihadisti più di quanto non si opponga ad Assad

  • Assad sta vincendo la guerra soprattutto perchè la gente sta cooperando con lui contro i ribelli


  • I dati asseriscono che il 70% dei siriani supporta il regime di Assad, un altro 20% è neutrale e il restante 10% supporta i ribelli

  • Il cambiamento maggiore di opinione è avvenuto proprio presso la comunità - maggioritaria - sunnita che era a lungo ritenuta supportare la rivolta

  • I sunniti pur non amando Assad si ritirano dalla rivolta, ciò che rimane sono i combattenti stranieri sponsorizzati dall'estero, che sono visti dai siriani come ben peggiori di Assad.


Ma come, non era il sanguinario dittatore odiato dal suo pop...


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LE AREE VALUTARIE OTTIMALI E IL FALLIMENTO DELL’EURO


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LE AREE VALUTARIE OTTIMALI E IL FALLIMENTO DELL'EURO

Quando i politici di turno cominceranno a dare ascolto ai veri economisti e non essere servilmente servili a banche e multinazionali forse cominceremo a vedere reali situazioni di benessere collettivo. Tutti gli economisti non venduti al regime bancario o a qualche corporationssi sono da principio espressi contro la nascita dell'euro-zona, ritenendola da subito quel che adesso [...]


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Euro? Diversamente compagni


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Euro? Diversamente compagni

Si sa che tutti i comunisti sono compagni. Per fortuna, però, non sono tutti uguali. In Grecia, Portogallo, Spagna, i partiti comunisti stanno discutendo seriamente dell'uscita dall'euro. Trovate una sintesi di questi dibattiti qui (una discussione fra i partiti greco, cipriota, spagnolo e portoghese) e qui (discussioni interne al partito portoghese). Possiamo osservare come molte delle tesi sostenute in queste discussioni siano le stesse che andiamo discutendo in questo blog, e che abbiamo esposto nel nostro libro (e che sostengono tanti altri, da Bagnai all'ARS). Voglio suggerire, con questa osservazione, come fosse perfettamente ragionevole che tali posizioni venissero almeno prese in considerazione e seriamente discusse dai comunisti nel nostro paese. Così non è stato, e davvero non ci possiamo fare nulla. Ci permettiamo però di instillare nei nostri lettori un ragionevole dubbio. I partiti comunisti che abbiamo citato sono partiti certo piccoli, ma non del tutto insignificanti come quelli di Diliberto e Ferrero. In Italia sono sempre stati descritti come partiti chiusi e dogmatici. Il risultato però è che loro mantengono una qualche presenza nei loro paesi, mentre i Ferrero e i Diliberto sono stati spazzati via. Il ragionevole dubbio è allora questo: forse i comunisti nel nostro paese potrebbero esaminare le posizioni di quei partiti e cercare, in mezzo a tutto il dogmatismo che indubbiamente c'è e indubbiamente è da rifiutare, anche quelle piccole verità che sarebbero utili a ricostruire una presenza anticapitalistica in Italia. La critica di euro e UE è senz'altro una di queste piccole verità. Ma temo che questi siano discorsi inutili. In Italia, Diliberto e amici le loro scelte le hanno già fatte e non le cambieranno. Sono comunisti, ma diversi. Diversamente compagni.


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Bilderberg «segreto», Monti tra i partecipanti


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Bilderberg «segreto», Monti tra i partecipanti

Alla riunione del governo ombra globale anche Lilli Gruber, Cucchiani di Intesa San Paolo, il presidente della Commissione Europea Barroso. Ecco la lista completa.   di Massimo Lauria   Nel fine settimana la riunione di uno dei club più esclusivi del mondo. Questa volta si vedranno al Grove Hotel di Watford, Hertfordshire, poco fuori Londra. Si [...]


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Verso la liberazione di Aleppo


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Verso la liberazione di Aleppo

di Giovanni Sorbello


Ha avuto inizio ieri sera l'imponente operazione militare dell'esercito siriano denominata "Nord Storm", per liberare l'intera provincia settentrionale di Aleppo dai terroristi salafiti del Fronte al Nusra e dai mercenari del Libero esercito siriano. I soldati siriani questa mattina hanno già occupato i punti strategici della città di Aleppo, a 310 chilometri a nord di Damasco.


L'esercito si prepara ad attaccare le roccaforti dei miliziani nelle città di Hayyan, Khirbet Andan, Dillo Rifaat e A 'ZAZ alla periferia di Aleppo. La scorsa settimana i militari siriani avevano liberato la città roccaforte dei "ribelli" di Qusayr, un importante centro di rifornimento per i gruppi armati. Negli scontri centinaia di salafiti sono stati uccisi, diverse centinaia sono stati arrestati, ed è stato sequestrato un enorme arsenale di armi e munizioni.


Il 5 giugno la Tv di Stato siriana aveva dichiarato che Qusayr era sotto il pieno controllo dell'esercito siriano dopo tre settimane di combattimenti con i "ribelli". Durante la liberazione della città strategica vicino al confine libanese, l'esercito siriano è  stato sostenuto dai militanti del movimento di resistenza libanese Hezbollah.


Il progetto sostenuto da diverse potenze stranieri per destabilizzare la Siria, sembra ormai vicino al definitivo tramonto.



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LA GUERRA AL CONTANTE...WAR ON CASH


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LA GUERRA AL CONTANTE...WAR ON CASH

Beppe Scienza War Cash Contanti
(...) La Banca Centrale Tedesca ritiene una cosa che sembrerebbe logica, che il contante e la moneta elettronica vadano di pari passo. Cioè, uno usa quello che vuole: è libero di scegliere. Tant'è che la Banca Centrale Tedesca ha addirittura organizzato un convegno, il Bargeldsymposium, di cui ho riferito nel blog di Beppe Grillo , un convegno del 10 ottobre del 2012, sul contante. Un convegno dove studiosi della Banca Centrale e di atenei tedeschi hanno spiegato quali erano i vantaggi del contante.

Per esempio, un vantaggio innegabile del contante è che dà il senso della spesa. Cioè, se una preleva 300, 400 euro una volta, li spende e poi ne ripreleva altri, si rende conto di quanto spende. Non altrettanto bene si rende conto uno che paga 10, 30 euro, 40, 50, una volta con la carta di credito, una volta col bancomat eccetera. Altri vantaggi del contante sono l'immediatezza e il funzionamento sicuro: si paga anche se manca la corrente elettrica, che collega l'apparecchio alla rete telefonica; e soprattutto si paga in modo anonimo. Ecco, magari anche se uno non è un mafioso, anzi proprio se non è mafioso, non ha piacere che si sappia di tutte le spese che ha fatto, che la banca o CartaSì abbia l'elenco di quanto ha speso, quello che ha comprato, quando, come, con che frequenza, a che ora eccetera. Ecco, la riservatezza, per importi piccoli. Poi in Italia col contante ormai si può pagare solo sotto i mille euro: non si comprano i Cézanne, non si comprano i diamanti coi contanti, si fanno spese normali, quotidiane. Lo sanno quelli che pochi mesi fa non riuscivano a e...


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CHI NON RISICA NON ROSICA; MA LA GERMANIA E' MOLTO ROSIKONA


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CHI NON RISICA NON ROSICA; MA LA GERMANIA E' MOLTO ROSIKONA

(Laddove si vede come partecipare a una conferenza di Bagnai è sempre stimolante...anche per il non detto :-))

Con un'analisi che denotava la sua adesione alla teoria monetarista, De Grauwe indicava che, in caso di "ritorno" al marco da parte della Germania, e di esigenza di conversione dei crediti Target 2, questa avrebbe potuto limitare un (ipotizzato) effetto "quantitativo monetario" in senso inflazionistico, riducendo la propria base monetaria con una semplice soluzione: "la Bundesbank, tuttavia, può evitare questo rischio, limitando la conversione degli euro in marchi solo ai tedeschi residenti".
Il problema, però, è la posizione finanziaria netta "commerciale" verso i paesi UEM, pur riflessa nei saldi Target 2. Non dunque quella parte del credito "lordo" che ha portato a "passività" bancarie tedesche, cioè quella dovuta ad afflusso di capitali, in cerca di rifugio, da parte dei paesi UEM debitori.
La posizione finanziaria netta sono appunto i crediti commerciali accumulati e riflessi in crediti bancari tedeschi, tutt'ora espressi in euro ma non unilateralmente convertibili in marchi (in caso di uscita tedesca ovvero di generale euro-break).

Cioè parliamo dei prestiti tedeschi, sia a Stati che a banche, che siano sorti da obbligazioni soggette alla legge nazionale del soggetto debitore (banca o operatore economico) residente in altro paese UEM.
Anche su questo De Grauwe, al tempo (poi è ritornato su posizioni più euro-conservative invocando i "trasferimenti solidali"), dice qualcosa di importante e, probabilmente, (ancora) più sensato:
"In primo luogo, l'accumulo di una posizione creditoria estera netta della Germania è infatti una fonte di ris...


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L'Antropocene, un'introduzione


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L'Antropocene, un'introduzione


Da "Globaia". Traduzione di MR



L'Antropocene. Ci siamo già. Questo è il nostro tempo, la nostra creazione, la nostra sfida.

Ufficialmente, quest'epoca non esiste. Non esiste ancora. Potrebbe essere aggiunta permanentemente alla scala del tempo geologico nel 2016. E' la Commissione Internazionale di Stratigrafia che determina la denominazione e la calibrazione delle diverse divisioni e suddivisioni del tempo geologico, che risale alla formazione della Terra, 4,6 miliardi di anni fa.

Ufficiosamente, tuttavia, il termine viene usato più frequentemente nella letteratura scientifica e, più di recente, nelle pubblicazioni dedicate al grande pubblico.

Quindi, chiederete, cos'è l'Antropocene?

Per prima cosa, l'etimologia. In greco antico [anthropos] significa "essere umano", mentre  [kainos] significa "nuovo, attuale". L'Antropocene così, si potrebbe definire meglio come il nuovo periodo dominato dagli esseri umani nella storia della Terra.

Il termine è stato proposto nel 2000 da Paul J. Crutzen, Premio Nobel nel 1995 per il suo lavoro sulla chimica atmosferica e la sua ricerca sull'esaurimento dell'ozono stratosferico (il cosiddetto "buco") e da Eugene F. Stoermer in una pubblicazione (p. 17) dell'International Geosphere-Biosphere Programme. Ma il concetto in sé, l'idea che l'attività umana condizioni la Terra al punto in cui essa possa giungere ad una nuova era, non è nuova e risale al tardo diciannovesimo secolo. Durante i decenni sono stati proprosti termini diversi, come Antropozoico (Stoppani, 1873), Noosfera (de Chardin, 1922; Vernadsky, 1936, Eremozoico (Wilson, 1992) a Ant...


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Acquisto di bond: la Germania stuzzica la Bce


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Acquisto di bond: la Germania stuzzica la Bce

Acquisto di bond: la Germania stuzzica la Bce
Piccole provocazioni tedesche contro il programma di acquisto dei bond da parte della Bce. Un articolo della Faz…
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Il Consiglio dei Ministri ratifica COSA?


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Il Consiglio dei Ministri ratifica COSA?

da notav.info     Il consiglio dei Ministri ratifica l'accordo Italia-Francia, il presidente Cota: «Ora acceleriamo i lavori». Così titola La Stampa qui. Peccato che il consiglio dei ministri non possa ratificare nessun accordo, semmai, come poi si legge nell'articolo, il CDM approva "il disegno di legge per la ratifica e l'esecuzione dell'accordo fra l'Italia e [...]


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"I POVERI E GLI ONESTI CONDANNATI A MANTENERE I RICCHI". Ecco il vero problema del nostro Paese.


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"I POVERI E GLI ONESTI CONDANNATI A MANTENERE I RICCHI". Ecco il vero problema del nostro Paese.

TRAVAGLIO E L'EVASIONE: L'articolo del giornalista su L'Espresso
Marco Travaglio getta la maschera dietro cui si nascondono i nostri politici e dalle pagine de L'Espresso ci parla di evasione fiscale. E ci ricorda come sia questo il vero problema che mina il nostro Paese. Problema che non sembra interessare la classe dirigente. 

Mentre il governo cerca una manciata di miliardi per abolire l'Imu sulla prima casa, rifinanziare la cassintegrazione e magari non aumentare l'Iva, l'Agenzia delle Entrate farebbe cosa buona e giusta pubblicando la somma delle imposte evase dai grandi gruppi imprenditoriali e bancari negli ultimi anni. L'anno scorso l'Espresso calcolò che le principali banche (Intesa, Unicredit, Montepaschi giùgiù fino all'ex Bpl-Italease) si erano scordate di versare tributi per un totale di 5 miliardi. Sommando poi le evasioni ed elusioni contestate agli Agnelli, a Berlusconi, a Passera, a Profumo, a Del Vecchio, a Briatore, a Mediolanum, a Bell, a Telecom Sparkle, aBulgari, a Marzotto, a Brachetti Peretti, ai Riva, a Dolce&Gabbana e così via, i miliardi superano i 10.
Basta tirare un po' di somme per illuminare il problema dei problemi che ci condanna alla recessione perpetua: non la Costituzione da cambiare, ma un sistema che condanna i poveri e gli onesti (che non sempre, ma spesso coincidono) a mantenere i ricchi e i ladri (che non sempre, ma spesso coincidono).

Un sistema che non potrà essere nemmeno sfiorato dal governo di larghe intese con Berlusconi, appena condannato in appello a 4 anni nel processo Mediaset per una frode fiscale di 7 milioni di euro che in origine - prima di venire decimati dalla prescrizione abbreviata da varie leggi ad personam - erano 368milioni di dollari.

Nella sentenza i giudici ricordano le decine di società offshore create dall'avvocato Mills per il Cavaliere, servite a occultare fondi neri per 1500 miliardi di lire, tutti prescritti dalla controriforma del falso in bilancio fatta dall'imputato medesimo. Le motivazioni del verdetto Mediaset(l'ultimo di merito: la Cassazione ne valuterà solo la correttezza formale) avrebbero dovuto scatenare un apro dibattito nella politica e sui media: può un colossale evasore sedere a capotavola nella maggioranza di governo?
In Francia s'è appena dimesso il ministro del Bilancio perché aveva un conto in Svizzera (uno, non decine). Invece in Italia - primatista europea dell'evasione (180miliardi su mille) - tutti ...


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Così la Cina sta accerchiando l’America


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Così la Cina sta accerchiando l'America

"È una noia dover scrivere dell'incontro tra Hu Jintao e Obama ma un giornale non può non parlarne", esordiva Joseph Halevi in un articolo sul Manifesto agli inizi del 2011. Da allora è cambiato uno dei due protagonisti, ma non il tema di fondo delle relazioni tra USA e Cina. Non la "noia" lamentata da Halevi, bensì il fatto che l'economia americana e quella sinica si incastrino alla perfezione. Ed è questo il punto di partenza per provare a leggere tra le righe dell'incontro di questa settimana tra Obama e il suo nuovo omologo cinese, Xi Jinping.


Secondo un articolo di Ian Bremmer e Jon Hunstman Jr. su Foreign Policy, tradotto da Linkiesta, l'America e la Cina beneficiano già di enormi profitti dalle loro relazioni commerciali e dai loro investimenti reciproci: nel 2012 l'interscambio import-export ammontava a 536 miliardi di dollari, il che mette i due giganti nella posizione di creare il più grande rapporto commerciale della storia. Ma alcune manovre intraprese da entrambe le parti hanno eroso la fiducia reciproca. E qui vengono in mente le dispute commerciali, la scarsa protezione della proprietà intellettuale, le tensioni sulla Corea del Nord, i dibattiti per le riduzioni delle emissioni di carbonio, i più recenti cyberattacchi da parte della Cina. Tuttavia, notano gli autori, Stati Uniti e la Cina hanno molto da offrire l'un l'altro.


Ciò che nell'articolo non viene rimarcato è che questa sontuosa relazione bilaterale è caratterizzata da un netto squilibrio verso Pechino. Non soltanto perché questa possiede una larga fetta del debito pubblico americano, il che rappresenta la principale remora per cui gli Stati Uniti non possono esercitare pressione sufficiente, sia a livello diplomatico sia attraverso il WTO, per obbligare la Cina a rimuovere le proprie barriere in campo commerciale e monetario, così come attraverso le Nazioni Unite per ammorbidire l'intransigenza cinese sul da farsi in Siria.


Oggi la Cina è sempre più presente nei luoghi che un tempo furono il cortile di casa di Washington.


Alla stampa italiana – ma non a Limes- è sfuggito che il viaggio di Xi Jinping in California sia stato preceduto da un breve tour del neopresidente cinese in America Centrale. Non è un caso che i tra Paesi visitati da XI (Trinidad & Tobago, Costa Rica e Messico) siano tutti



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Grecia: la resa dei conti tra l’FMI e Bruxelles vista da Sapir

Jacques Sapir sul suo RussEurope mette in luce  il processo di presa di distanza da parte del FMI, che va avanti lasciando la Commissione sola e irriducibile davanti al giudizio della storia,  mentre la Grecia è sempre più probabile che uscirà. 
 
Traduzione di Ugo Sirtori
6 giugno 2013, di Jacques Sapir
Il fondo monetario internazionale ha reso pubblico un rapporto particolarmente critico sulla situazione della Grecia [1]. Questo rapporto conferma la prevalenza di politiche restrittive che conducono a un aggiustamento prodotto essenzialmente dalla recessione.....Continua a leggere

Meteo, al centronord arrivano i “flash thunders”


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Meteo, al centronord arrivano i "flash thunders"

Il tempo di domenica e di inizio settimana


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Il golpe anti-Obama e la provincia italica dell’Impero – uno scenario tra i tanti possibili


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Il golpe anti-Obama e la provincia italica dell'Impero – uno scenario tra i tanti possibili

  a cura di Stefano Fait per IxR Già il mese scorso si era cominciato a parlare apertamente di impeachment per Obama, quasi si volesse massaggiare l'opinione pubblica preparandola al successivo scandalo, tempestivamente pervenuto: http://www.huffingtonpost.com/2013/05/23/impeach-obama-scandals_n_3313801.html http://www.huffingtonpost.com/2013/05/21/obama-impeachment-poll_n_3313087.html Ora la strada è segnata. Bob Woodward (Watergate) lo paragona a Nixon, ma proprio Woodward è stato molto probabilmente [...]


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Rc Video: [Fondamentale] il Picco dell’Oro


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Rc Video: [Fondamentale] il Picco dell'Oro

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regia di Ermanno Corbella

In passato si è parlato a sproposito di picco della produzione del petrolio perché non si è tenuto conto del prezzo, la produzione di petrolio "languiva" perché i prezzi erano troppo bassi poi un aggiustamento clamoroso verso l'alto ha stimolato nuove tecnologie, investimenti e nuove esplorazioni: risultato si è dimostrato che di petrolio estraibile ne esiste ancora abbastanza da negare la teoria del picco.

Per l'Oro invece lo stesso processo di aggiustamento del prezzo non ha funzionato: siamo effettivamente al suo picco di produzione, oppure i prezzi devono ancora aggiustarsi vesrso l'alto di 2 o 3 volte rispetto ai prezzi di oggi.

Buona Visione.

 Vi prego di lasciarci un feedback nei commenti.

oro Rc Video: [Fondamentale] il Picco dellOro



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Quello che ti affittava una casa non sua per le vacanze


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Quello che ti affittava una casa non sua per le vacanze

Un po' come Totò con la Fontana di Trevi


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Libri per l’estate

conrad candy lib introSono tanti i libri che affollano la mia scrivania, anzi il mio comò, ché io i libri li tengo a portata di mano per quando vado a letto; prima di dormire - abitudine che si tramanda di padre in figlio - leggo sempre qualche pagina.
Ma quando viene l’estate, le giornate si allungano, il tempo aumenta, Piombino è ricco di mare e pinete, leggo molto di più, tra librie manoscritti che piovono da ogni dove, anche tre testi a settimana. Contando che molti siano affamati di libri, comincio a selezionare.
Prendete appunti.

Al via le indagini sulla fuga di notizie


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Al via le indagini sulla fuga di notizie

L'Amministrazione USA farà luce sulle attività della National Security Agency


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Carlo Sibilia dal Club Bilderberg


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Carlo Sibilia dal Club Bilderberg



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PERCHE' QUESTA CRISI E' DIVERSA di Giulio Sapelli


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PERCHE' QUESTA CRISI E' DIVERSA di Giulio Sapelli

 9 giugno. L'intervento di Giulio Sapelli, odinario di Storia dell'Economia presso l'Università degli studi di Milano al Convegno «CAPITALISMO FINANZIARIO E DEMOCRAZIA». Roma 4 giugno 2013. Presiede Bruno Amoroso.

per contatti con sollevAzione: movimentopopolarediliberazione@gmail.com


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Italiani, l’arte di girarsi dall’altra parte per non vedere che sono in cacca


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Italiani, l'arte di girarsi dall'altra parte per non vedere che sono in cacca

di GIANLUCA MARCHI


L'Italia è un paese nella cacca, ci si sta sprofondando sempre di più, ma molti italiani e con loro gran parte dei mezzi di comunicazione preferiscono parlare di calcio (e vabbè, quello è un male inestirpabile, facciamocene una ragione) e in queste ultime ore si sono accalorati intorno alla memoria del Crapone (per chi non lo sapesse, Benito Mussolini) e alle gesta di una paninoteca austriaca che smerciava panozzi dal nome offensivo verso gli eori della lotta antimafia.


Poche parole per riassumere le vicende. Il consiglio comunale di Varese è stato animato da una violenta discussione intorno alla revoca della cittadinanza a Mussolini, che ancora era in essere da quel dì, nonostante il Duce sia trapassato da oltre 68 anni. Una roba fresca fresca, merito del gruppo consigliare del Pd che ha avanzato la proposta di revoca (pensassero ai problemi interni del loro partito, forse ne guadagnerebbero…). E' così andato in scena un siparietto tutto italico fra nostalgici (esterni all'assemblea) e gli odiati ex comunisti che tuttavia restano ancora comunisti. Che tristezza, ma il destino dello stivale è sempre di dividersi fra guelfi e ghibellini, qualunque discussione vi sia sul tappeto.


La vicenda della paninoteca accusata del reato di oltraggio all'antimafia è quasi ancora più ridicola. Per tre quarti di giornata le agenzie hanno rilanciato dichiarazioni indignate su questo sfregio all'orgoglio italico, poi nel pomeriggio l'Ansa ha verificato che la paninoteca è ormai chiusa da due mesi e che, ma guarda un po', era gestita da italiani che vendevano prodotti del Sud. Capito?


Per l'amor di dio, ognuno è libero di discutere su ciò che vuole, ma l'impressione è che gli italiani preferiscano scaldarsi per cose che non hanno più senso o per il passato, forse perché così tentano di sfuggire alla realtà presente, quella di uno stato in fallimento, sperando così di sfuggire anche alle conseguenze che tale fallimento presenterà a ciascuno di loro. Insomma, preferiscono girarsi dall'altra parte piuttosto che prendere atto della propria debacle. E questa critica, ahimè, vale anche per molti di noi padani, che anziché affrontare la dura realtà e cercare di venirne fuori, facilmente si augurano l'apparizione di un simil Crapone al grido del "ghe pensi mi". Ridestatevi: ormai dobbiamo pensarci noi!


 


 



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Scandalo Mps, dipendente sottrae 23 milioni per giocare al tavolo verde


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Scandalo Mps, dipendente sottrae 23 milioni per giocare al tavolo verde

Gonfiava le spese e giocava fino a 100mila euro al giorno. Svuotate le casse dalla filiale per la logistica di Napoli.



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TASSI IN SALITA IN ASSENZA DI CRESCITA - LA SPADA DI DAMOCLE ESTIVA


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TASSI IN SALITA IN ASSENZA DI CRESCITA - LA SPADA DI DAMOCLE ESTIVA

UNO DEI PRINCIPALI DUBBI CHE STA ASSALENDO GLI INVESTITORI INTERNAZIONALI IN GIAPPONE (ma anche in Europa e negli usa) E' LA SALITA DEI TASSI DI INTERESSE E DEL COSTO DEL DEBITO IN ASSENZA DI CRESCITA.

TALE SCENARIO PORTA A UNA DRASTICA DISCESA DEI MERCATI AZIONARI E OBBLIGAZIONARI.  LA RECENTE SALITA DEI MERCATI AZIONARI E' AVVENUTA SULLA BASE DI TASSI DI INTERESSE STABILI. 
la discesa degli indici e' stata dettata da una crescita economica che e' stata rinviata e da tassi di interesse che sono saliti. La salita maggiore e' avvenuta in Giappone grazie alla politica di Abe, ma rapide salite sono avvenute anche in Germania e USA in assenza di inflazione e crescita
However, today's BOJ is recklessly easing monetary policy to generate inflation expectations in the hope that those expectations will spark a recovery in the real economy. In this case, inflation expectations precede the recovery, creating the risk that rates will rise before the economy picks up.
Since there is no increase in bank earnings from additional lending activity and no increase in tax revenues from a recovering economy, the financial positions of banks and the government deteriorate in direct proportion to the rise in long-term interest rates. The resulting shrinkage of equity capital constrains banks' ability to lend, while the government is forced to cut spending or increase taxes. Both of these outcomes will naturally weigh on the economy.
Of special concern is the risk that a rise in rates prior to a pick-up in private loan demand will force the government to engage in fiscal consolidation. The economy could quickly sink if the government stops borrowing and spending at a time when there are no private-sector borrowers.


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CYBERSICUREZZA: SCANDALO PRISM IN USA, MA L’ITALIA FA ANCHE PEGGIO


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CYBERSICUREZZA: SCANDALO PRISM IN USA, MA L'ITALIA FA ANCHE PEGGIO



DI FULVIO SARZANA

ilfattoquotidiano.it



Dunque, secondo quanto riferiscono notizie di stampa, il "Grande fratello" americano spiava il mondo intero. E' quanto sta emergendo dallo scandalo che ha preso avvio dalle intercettazioni telefoniche dei clienti di Verizon e si è esteso al web.

"Prism", il programma messo a punto dall'intelligence americana nato dalle ceneri delle operazioni di sorveglianza elettronica di George W. Bush, è entrato nei server di nove giganti della Rete e ne ha estratto, ha rivelato il Washington Post, "audio, video, fotografie, e-mail, documenti, password e username per continuare a tracciare nel tempo l'attività degli americani sulla rete" ma "focalizzandosi sul traffico di comunicazione straniero, che spesso utilizza i server statunitensi.

Ma l'Italia fa anche peggio.



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Il presidenzialismo è l’ultimo espediente dei parassiti italiani


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Il presidenzialismo è l'ultimo espediente dei parassiti italiani

di LUCA FUSARI


Dopo lo strappo alla prassi storica venutasi a realizzare con la rielezione per altri sette anni di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica e il governo politico di grande coalizione tra Pdl-Pd e Scelta Civica, era inevitabile che il tema delle riforme istituzionali ritornasse in auge per la casta di Palazzo, al fine di poter consolidare il suo potere, in una fase in cui il malumore degli italiani verso le istituzioni di Palazzo e il sentimento di disgusto per i partiti tradizionali è emerso attraverso il variegato fenomeno della cosiddetta "anti-politica" alle urne e come astensione da esse.


I partiti, come principali sistemi d'apparato tesi all'intermediazione sociale (ovvero alla regolamentazione politica della società) sono in crisi, con essi l'intera struttura repubblicana nata dopo il secondo conflitto mondiale; non stupisce allora che i politici e i loro intellettuali di corte cerchino, a fronte anche della deriva personalista degli ultimi vent'anni (introdotta nella vita politica anche dei partiti), di cambiare tutto per non cambiare niente mediante il presidenzialismo.


Così dal governo del Presidente (con la nomina di Monti a premier), passando per i 10 seggi, al Giorgio Napolitano bis, ai 35 nuovi super-saggi, e alle solite "ideone" riproposte dai ministri dell'attuale governo Letta, ecco palesarsi la proposta di voler trasformare l'Italia da una Repubblica parlamentare ad una di tipo presidenziale, con un comitato/movimento di mobilitazione online denominato Scegliamoci la Repubblica, eleggiamoci il presidente affinché vi sia l'avvento della Terza Repubblica (ma non siamo tornati alla Prima?) consentendo al "popolo italiano" ammaestrato a votare, la scelta diretta del suo Capo di Stato.


Anziché separare istituzionalmente l'Italia tra aree produttive ed aree ampiamente assistite, riducendo la sfera politica pubblica al fine di liberare l'economia dal peso fiscale, burocratico e redistributivo, la si vuole ulteriormente centralizzare a livello decisionale; proponendo la figura di un Presidente eletto sul modello francese una sola volta per ...



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La guerra delle macchine è appena cominciata


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La guerra delle macchine è appena cominciata


Di Francesco Quartararo
Che ci crediate o meno, l'esercito USA oltre a preparare droni, sistemi di difesa spaziale e armi meteorologiche, si apprestano ad essere presto schierate anche robot o droni senza controllo umano per la gestione dei conflitti. Come nel più classico dei libri di fantascienza di Isaac Asimov, si è aperta una questione che è già stata discussa all'ONU.
I primi ad essere testati sul campo sono stati i bellicosi Swords, in Iraq. 
Le armi in questione sono perfette per le guerre urbane e quelle legate alla l...


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