17/06/13

Infografico Storia del Petrolio


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Infografico Storia del Petrolio

Usando dati BP e un pdf sulla storia degli oil shocks, ho creato un infografico con alcuni maggiori impatti sul prezzo. Il pdf lo potete scaricare qua.

Nel grafico è tracciato il prezzo ai dollari del giorno, e, più interessante per noi, il prezzo in dollari del 2011.

Oil shocks



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IL CANCRO OLOCAUSTICO DEL NEOLIBERISMO DI NANDO IOPPOLO


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IL CANCRO OLOCAUSTICO DEL NEOLIBERISMO DI NANDO IOPPOLO

Cari compagni di cammino, studio, scrivo e insegno da 37 anni della miserevole inconsistenza scientifica del modello pseudo-liberista che si è andato affermando negli anni '80, sorretto da quello che dal '95 viene correntemente chiamato "il Pensiero Unico in economia". Ne denuncio le incongruenze sistemiche, le conseguenze sfacciatamente negative delle ricette applicate in suo nome, aggiungendo inutilmente, ogni volta, che è incredibile al proposito la latitanza degli intellettuali organici del mondo del lavoro (PMI, maestranze organizzate, organizzazioni di categoria).

Ognuno ha avuto modo di capire da sé. Se non l'ha fatto ancora, non vale la pena attendere che capisca oggi, poiché vuol dire che è solo un dotto e non uno scienziato, laddove è scienziato solo chi, per se autodidatta, verifica teoricamente e sperimentalmente gli assiomi che costituiscono il blocco assiomatico di base di una qualsivoglia tesi scientifica.

Non è più tempo di attendere. Meglio salire oggi sul mio carro. Farlo domani è la più tradizionale delle nostre arti italiche, lo so bene, ma non credo che possa funzionare anche questa volta.

Quando a fronte del peggioramento drastico del nostro PIL e dei nostri conti pubblici in soli 16 mesi di sacrifici bocconiani, in confindustria e in ogni riunione possibile e immaginabile di categoria, locale come nazionale, vengono fischiati tutti i ministri, i politici e gli economisti che porpongono altri sacrifici popolari per fare quadrare i conti pubblici sulla base dei suggerimenti/imposizioni che vengono dagli "esperti" finanziari, anche se questo accade senza che ancora venga proposta una alternativa credibile, vuol dire che siamo ormai alla resa finale dei conti tra il mondo del lavoro e quello degli strati parassitari e possidenti.

Non lasciamo che ciò assuma forme mostruose. Abbiamo il dovere intellettuale, politico, morale e spirituale di rendere dolce la transizione verso il mondo migliore che emergerà dalla ormai improcrastinabile riforma post-keynesiana delle fondamentali strutture economiche interne e internazionali.


Uniamoci e diffondiamo questa conoscenza. Facciamolo con volantinaggi, spamming web, manifestazioni pacifiche, passa-parola, ma facciamolo subito!

Negli ultimi anni ho contrastato con successo un male il cui significato ho creduto fosse lo sprone a diffondere ciò che so da ormai 37 anni e non mi sono mai impegnato abbastanza a diffondere per pigrizia verso le pazzesche resistenze pseudo-scientifiche che incontravo. Da quando mi sto impegnando con adeguata serietà, sia a livello locale che nazionale, le difficoltà che incontravo vengono superate con una facilità e una rapidità che hanno del magico. Specialmente all'interno di ogni organizzazione che frequento con lea...


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Islamizzazione: in Belgio aboliti Pasqua e Natale


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Islamizzazione: in Belgio aboliti Pasqua e Natale

 


L'Islam: cavallo di Troia della laicizzazione d'Europa. NDR


Procede a passi spediti l'islamizzazione dell'Europa. La Pasqua è passata ma quest'anno in Belgio, le scuole non hanno chiuso per la vacanze "pasquali", ma per le "vacanze di primavera". Da quest'anno infatti in Belgio, sarà vietato chiamarle "pasquali": sarà obbligatorio chiamarle con il nuovo aggettivo "primaverili". L'ennesimo esempio di neolingua che non poteva non arrivare da un paese artificiale e cuore dei fanatici dell'Unione Europea.


A stabilirlo è una circolare ministeriale che recepisce un decreto governativo di giovedì scorso concernente la materia delle festività nel mondo della scuola.


Così il congedo di Ognissanti a novembre si chiamerà "congedo di autunno", le vacanze di Natale diventano le "vacanze d'inverno" e il Carnevale viene messo in un angolo per fare spazio a un "congedo di relax". Sarebbe ridicolo, non fosse tragico.


La giustificazione è sempre quella della "laicità" delle istituzioni pubbliche che non devono "urtare" gli immigrati.


Insomma, la Pasqua è abolita in Belgio, ma solo nel nome. Come i Cristiani al crepuscolo dell'Impero infatti, i nuovi sacerdoti della religione multietnica sanno bene che "abolire le feste" creerebbe una reazione popolare, e allora le si "sostituisce". E' un metodo molto più raffinato di rubare l'identità ad un popolo. E così, come la festa del Sole Invictus divenne il Natale cristiano, così oggi la Pasqua, diventa "festa di primavera". E' con la manipolazione della lingua che si distorce la realtà.


Gli identitari hanno denunciato l'ennesimo tentativo di distruggere l'identità cristiana del Belgio ma il governo ha deciso e i leader islamici, sempre più presenti nel dibattito politico belga, plaudono.


 


Fonte: Associazione La Torre



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Altissima tensione a Istanbul


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Altissima tensione a Istanbul

I sindacati rinunciano al corteone temendo un bagno di sangue, le ultime dal Paese


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La porti una escort a Firenze

big photo 10438Ghiotta la notizia che nelle sale di Palazzo Vecchio a Firenze si tenessero incontri ad alta intensità erotica, tra una escort e uno dei collaboratori dell’assessore Mattei,membro della giunta Renzi, Il giro era più vasto e coinvolgeva gioiellieri, albergatori, commercianti e professionisti di vario genere.
Che anche a sinistra si facesse sesso, si era già saputo quando Tarantini aveva iniziato la sua 

Putin avverte Cameron: niente armi ai ribelli


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Putin avverte Cameron: niente armi ai ribelli

Domenica, a Londra, alla vigilia del vertice del G8 iniziato ieri in Nordirlanda, a Enniskillen, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato a Downing Street il primo ministro David Cameron. Al centro dei colloqui e della conferenza stampa tenuta tra i due, la crisi siriana.

Alla domanda se la proposta di introdurre una no fly-zone o la volontà di alcune potenze occidentali di inviare armi ai ribelli stiano rovinando la preparazione del summit Ginevra 2, Putin ha risposto di no: "Non penso - ha detto Putin - che l'idea della conferenza sia rovinata o andata a monte. Condivido pienamente la visione del primo ministro (Cameron, ndr) secondo cui essa sia uno degli strumenti...
Alessia Lai


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Il Giappone fa scuola: basta pensioni, al lavoro fino alla morte


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Il Giappone fa scuola: basta pensioni, al lavoro fino alla morte

di ALTRE FONTI


La proposta ha tutta l'aria di non essere soltanto provocatoria. Il Giappone naviga da tempo in una crisi economica e previdenziale di difficile soluzione tanto da spingere il premier Shinzo Abe ad intraprendere un percorso di forti riforme di politica economica e monetaria. La proposta di Akira Amari (nella foto a sinistra) è giunta tramite un video messaggio a un convegno tenutosi a Roma, organizzato dalla fondazione Italia-Giappone.


Udito il messaggio gli interlocutori hanno immediatamente pensato ad un errore del traduttore. Invece era tutto vero, la linea del Ministro giapponese è riuscita a spaventare anche il già ferito popolo italiano, gravato dalle riforme "lacrime e sangue" della Fornero. «Tra un paio di decenni un quarto della popolazione giapponese avrà un'età superiore ai 65 anni. Aumenteranno le spese sanitarie e previdenziali e diminuirà la forza lavoro, potrebbe essere una tragedia. Ma se invece fosse possibile una soluzione a questo problema, grazie allo sviluppo tecnologico o mediante la riforma del sistema previdenziale, creando cioè una società nella quale le persone rimangano attive per tutta la vita, questa soluzione potrebbe essere esportata in tutto il mondo». Parole spaventose che ridicolizzano perfino la dura linea d'austerity intrapresa dalla troika in Europa. Il paese del Sol levante ha optato, dunque, per un profondo rinnovamento economico per uscire da un ventennio di deflazione e di crescita anomala. Alle domande degli interlocutori presenti al convegno ha seguito poi un spaventosa spiegazione del ministro sul modo in cui il suo progetto dovrebbe realizzarsi.


Che la produttività dei lavoratori diminuisca al crescere dell'età è cosa nota e naturale. Ai fattori psicologici legati all'assenza di nuovi stimoli infatti si aggiungono il degrado fisico e psicologico, tutti elementi che hanno alimentato da sempre il cosiddetto "turnover generazionale". Ma la natura non sembra possa scomporre i piani del Giappone e del suo audace ministro Amari:


«Utilizzando – ad esempio – le cellule IPS (staminali pluripotenti indotte, ndr), sarà possibile creare cellule sane da sostituire a quelle malate, o addirittura agli organi malati». In pratica un calcio al ricambio generazionale in nome dell'avvento della biotecnologia. Basta giovani, saranno i nonni "dopati" e rimontati in officina a sostenere l'economia del Paese per evitare il collasso del sistema previdenziale.


Le parole di Amari stanno per essere seguite dai fatti. Il governo intraprenderà un percorso di deregolamentazione del settore ...



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Sostenne la Lira turca più che la Fede. E si dannò


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Sostenne la Lira turca più che la Fede. E si dannò


Prima di affrontare analisi e tranciare giudizi per pubblicarli sui media, non andrebbe dimenticato che la Turchia ha ottantacinque milioni di abitanti a schiacciante maggioranza musulmani, che è il secondo paese Nato per potenza militare, e soprattutto che ha una crescita economica media dal 2002 a oggi del 5,2 per cento annuo, cioè altissima   agli standard europei. Insomma la Turchia ha un "curriculum" degno di una nazione che aspira a un ruolo di leader in un'area delicata com'è il Medio Oriente.

Stando così le cose appare quanto mai strano che quella che si era iniziata come una protesta contro l'abbattimento degli alberi di un parco - Gezi Parki - adiacente a piazza Taksim, nel cuore della Istanbul moderna, sia rapidamente cresciuta fino a diventare una rivolta contro il governo del premier Recep Tayyip Erdogan . Infatti, da più giorni la stampa internazionale racconta le battaglie urbane di piazza Taksim, denuncia la dura repressione delle forze dell'ordine non soltanto ad Istanbul, ma anche nella capitale Ankara.
«Se facciamo un paragone», ha commentato il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu alla tv privata Haber Turk , «il resoconto dei media internazionali sulle proteste di Piazza Taksim è diverso dalla realtà di ciò che accade». Eppure - è notizia recente - pare che la polizia abbia usato anche i getti urticanti, perché quelli che ne sono stati colpiti hanno cominciato ad accusare bruciori agli occhi e alla pelle. Sicuramente, lo scenario è degenerato dopo che è venuto meno ad Erdogan e al suo modello di Turchia il forte sostegno degli Stati Uniti.
Infatti, il vertice del maggio scorso tra il presidente americano e il premier turco sulla Siria, ma soprattutto sugli scambi economici tra Stati Uniti e Turchia ha dato ...


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Tabella CDS 14/06/2013

cds 250x250Tabella dei credit default swaps sovrani e corporate rilevati il 14 giugno 2013

Commento ai cambi 12 giugno 2013

tavole 7Prosegue la volatilità sui mercati finanziari, alimentata dal rialzo dei rendimenti sul comparto obbligazionario.
Il nervosismo che sta interessando il segmento dei bond deriva daitimori legati all’evoluzione futura della politica monetaria delle Banche Centrali, in particolare della Fed, in un contesto dove l’abbondante liquidità e la conseguente ricerca di rendimento aveva fortemente ridotto il valore della maggior parte degli asset obbligazionari.
Il nervosismo è anche conseguenza di uno scenario macr

Che tipo di drogato di Facebook sei fra questi 11?


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Che tipo di drogato di Facebook sei fra questi 11?

We Know Memes ripropone questa esilarante classificazione dei "tipi di utenti di Facebook". C'è quello con tantissimi amici, quello che ti spia in silenzio, quello che gioca tutto il giorno a Ruzzle e quello che mette in piazza gli affari


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Bundesbank: "economia più lenta già in estate"


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Bundesbank: "economia più lenta già in estate"

Bundesbank:
Questa estate l'economia tedesca rallenterà. Lo prevede la Bundesbank, secondo la quale la battuta d'arresto è legata al…
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DRITTI VERSO LO SHOCK DELLE RISORSE


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DRITTI VERSO LO SHOCK DELLE RISORSE

- MICHAEL T. KLARE – tomdispatch.com - Tenetevi forte. Non lo direste mai, ma stando a quanto affermano gli esperti mondiali e l'intelligence statunitense la Terra vi sta scivolando sotto i piedi. Che voi ne siate a conoscenza o meno, siete su un nuovo pianeta, un mondo al collasso di risorse mai visto prima. Due [...]


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Equitalia restyling


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Equitalia restyling

Il governo ci prova: cerca di mostrarsi più comprensivo di quello che lo ha preceduto (la sussiegosa Brigata Monti) e di far credere che tra i suoi obiettivi ci sia davvero quello di contemperare le ragioni dell'Erario con quelle dei contribuenti. Una strategia, molto di immagine e poco di sostanza, che ha tra i suoi obiettivi primari la de-demonizzazione di Equitalia. Le cui brutali procedure l'hanno resa, a ragion veduta, una delle strutture più invise dell'intera Pubblica Amministrazione.


Il governo ci prova: cerca di mostrarsi più comprensivo di quello che lo ha preceduto (la sussiegosa Brigata Monti) e di far credere che tra i suoi obiettivi ci sia davvero quello di contemperare le ragioni dell'Erario con quelle dei contribuenti. Una strategia, molto di immagine e poco di sostanza, che ha tra i suoi obiettivi primari la de-demonizzazione di Equitalia. Le cui brutali procedure l'hanno resa, a ragion veduta, una delle strutture più invise dell'intera Pubblica Amministrazione.


Oggi, in particolare, il compito di gettare acqua sul fuoco se l'è assunto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. Il quale, in visita alla Scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza a Ostia per presenziare alla cerimonia di chiusura dell'anno di studi 2012-13, ha sciorinato un bel mazzetto di distinguo. Che sono tanto giusti in teoria quanto poco attendibili all'atto pratico.


La premessa è una classica enunciazione di principio: «In una fase che costringe gli italiani ad affrontare sacrifici quotidiani, il tenace perseguimento degli evasori e la facilitazione dell'adempimento degli obblighi fiscali per i contribuenti onesti costituiranno iniziative importanti per conseguire una maggiore giustizia sociale». Le precisazioni operative svelano il punto debole, che è quello di affiancare, a chiacchiere, due approcci pressoché antitetici. Da un lato, la lotta contro gli evasori «non può essere assolutamente allentata»; dall'altro, essa «deve tenere conto delle esigenze dei contribuenti in difficoltà».


Siamo sempre lì. Non ce la raccontano giusta, sull'evasione fiscale. E, quindi, nemmeno sul problema della riscossione. Non l'hanno fatto finora e di sicuro non cominceranno adesso: la versione ufficiale, nel senso di ciò che viene detto e fatto per orientare l'opinione pubblica, continua a essere a senso unico, gettando nel medesimo calderone delle questioni parecchio diverse. L'errore, o piuttosto la mistificazione, consiste innanzitutto nel riunire sotto la stessa etichetta, che è appunto quella della "evasione", sia quelli che fanno di tutto per sfuggire ai propri obblighi tributari, sia coloro i quale semplicemente non versano il dovuto.


La differenza è deci...



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Perché fa caldo? Una discussione non da bar sul clima


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Perché fa caldo? Una discussione non da bar sul clima




Il climatologo Valter Maggi spiega le variazioni climatiche nel mondo e nel Mediterraneo





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Forex: lo scenario peggiore per i mercati? La "grande rotazione"


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Forex: lo scenario peggiore per i mercati? La "grande rotazione"

Mentre gli investitori si preparano per la riunione mensile della Federal Reserve, aspettando con ansia ulteriori indicazioni su quando la banca americana potrebbe iniziare a rallentare il suo programma di stimolo monetario, gli analisti di Rabobank avvertono che i mercati potrebbero essere oggetto di una "slowtation" se i nuovi dati sull'economia statunitense si dimostreranno come previsto. Incertezza e volatilità

L'incertezza su quando la Fed potrebbe iniziare a mettere il freno al suo (...)


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Analisi dei Mercati
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Per fortuna che c'e' l'EURO!!!!!

Piazza Taksim, Gezi Park: perché la Turchia ribolle


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Piazza Taksim, Gezi Park: perché la Turchia ribolle

 
Le grandi proteste di piazza che hanno posto la Turchia al centro dell'attenzione dei media e degli analisti internazionali sono per alcuni, ancora oggi, un enigma di difficile comprensione. Contestazioni che hanno interessato le più importanti città turche e…


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Cina, gli aeroporti sono le cattedrali vuote del boom


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Cina, gli aeroporti sono le cattedrali vuote del boom




In Cina, gli scali aeroportuali nascono come funghi. Ma sono inesorabilmente in perdita. Ecco perché





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In Pakistan un mese di caldo infernale per 180 milioni di persone


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In Pakistan un mese di caldo infernale per 180 milioni di persone

Il Pakistan tra maggio e giugno ha sperimentato una delle più terribili ondate di caldo della sua storia, con temperature sistematicamente sopra i 38 °C con punte diurne di 47 °C a Lahore e di 52 °C nel sud. Secondo Aljazeera, persino i cammelli producono molto meno latte per la grande siccità (il latte di cammello è "l'insulina dei poveri", perchè riduce la glicemia nel sangue).

Anche se non ci sono statistiche ufficiali, i giornali hanno riportato notizie di centinaia di morti causate dal caldo estremo. Secondo Zaman Chaudry, fisico ed ex direttore del dipartimento meteo pakistano, il numero delle ondate di calore è cresciuto tra il 1980 e il 2009, così come le temperature medie nel delta dell'Indo per cui questi fenomeni meteorologici estremi  sono chiaramente legati ai cambiamenti climatici.

Il problema è stato aggravato dalla scarsità d'acqua del fiume Indo, le cui portate si riducono estate dopo estate, sia a causa della riduzione dei ghiacciai del Kashmir, sia per la realizzazione di dighe idroelettriche e di canali di irrigazione.

Insieme con il Bangladesh, il Pakistan è uno dei paesi più a rischio per una possibile futura crizi  energetica-climatica-demografica: 180 milioni di abitanti, con una crescita annua di 3 milioni di persone, disponibilità di acqua potabile pro capite dimezzata dal 1975 ad oggi, produzione agricola che...



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Cina, Fitch: se la situazione non cambia esploderà una bolla senza precedenti


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Cina, Fitch: se la situazione non cambia esploderà una bolla senza precedenti

A raccogliere le dichiarazioni di Charlene Chu, direttore dell'agenzia di rating Fitch a Pechino è il Telegraph, quotato quotidiano britannico che oggi mette a nudo la situazione cinese, mostrando un quadro non certo idilliaco.

"La crescita drogata dalle attività di credito non reggerà e il problema di una sovracapacità strutturale potrebbe provocare una deflazione alla giapponese"

Questo il riassunto di quanto affermato dall'analista nel corso dell'intervista rilasciata al giornale inglese (...)


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Economia internazionale
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Ecco il futuro: costruire bambini con due padri, senza madre genetica


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Ecco il futuro: costruire bambini con due padri, senza madre genetica

Staminali adulte e omogenitorialità


di Lorenzo Bertocchi

Non servono cervelli particolarmente acuti per dire che le coppie dello stesso sesso hanno una sterilità intrinseca, eppure il desiderio di essere genitori sembra la prossima pressante rivendicazione del mondo omosessuale. In Francia, dopo l'approvazione della cosiddetta legge Toubira il dibattito si è già spostato su questa nuovo terreno di conquista. Per poter soddisfare il desiderio di genitorialità queste coppie devono far ricorso a tecniche di procreazione artificiale, quindi il presunto diritto al bambino, passa dalla più completa liberalizzazione delle tecniche di fecondazione assistita.


Oggi la realizzazione di questa vera e propria utopia si realizza attraverso la donazione di sperma nel caso di coppie lesbiche, mentre per le coppie gay occorre un utero da affittare. In entrambi i casi rimane il problema che poi questi bambini avranno sempre un padre e/o una madre naturale di cui presumibilmente non sapranno mai nulla. Ma questi sembrano  problemi di poco conto visto che, nel mondo, queste tecniche sono già una realtà diffusa, tanto che esistono vere e proprie "filiere produttive".

Invece, la questione seria sarebbe la frustrazione che, con queste tecniche, colpisce quel partner che si ritrova a non avere alcuna parentela genetica con il bambino "fabbricato". Così si trova scritto in un recente articolo pubblicato su "Le Figaro", sul quale però si va ben oltre.



Il dottor Lawrence Alexander – chirurgo e presidente della DNAVision – sostiene  che "la tecnologia permetterà agli omosessuali di avere figli biologici con i geni di entrambi i partner". Questa affermazione è suffragata dalla possibilità scientifica di produrre sperma e ovuli con le cellule staminali adulte: "è già possibile fare un piccolo topo con due padri" – scrive Alexander – "il passaggio alla razza umana di queste tecniche è solo questione di tempo". Da parte dei promotori dell'ideologia di genere le cellule staminali adulte diventano così la dinamite con cui far saltare l'ultima barriera. L'aspetto inquietante è che l'oggetto vero di questa grande scoperta non era quello di mettersi a fabbricare bambini come Frankenstein, ma di evitare di uccidere degli embrioni per poter curare importanti malattie. Un eterogenesi dei fini veramente perversa.


Continua a leggere qui.



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Wifi libero bis? Ecco cosa dice davvero il decreto


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Wifi libero bis? Ecco cosa dice davvero il decreto

Tra il dire ed il "fare" c'è di mezzo il mare dice un vecchio proverbio che sembra tagliato su misura per la storia della presunta ri-liberalizzazione del wifi che sarebbe stata disposta, appunto, con il "Decreto del fare", approvato sabato scorso dal Governo.

"L'offerta ad internet per il pubblico sarà  libera e non richiederà più l'identificazione personale dell'utilizzatore", si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, che lascia pensare ad un nuovo intervento del Governo sulla ormai abrogata disciplina antiterrorismo contenuta nel famoso Decreto Pisanu o, addirittura, ad una generalizzata eliminazione di ogni obbligo di identificazione per chiunque acceda a Internet – comunque e da dovunque – via wifi.

In realtà a scorrere il testo delle prime bozze del "decreto del fare", ci si accorge subito che non è così e che, forse, ci si è un po' troppo affrettati a "dire", senza pensare a ciò che si stava davvero facendo.

Cominciamo dal principio.

Il Decreto – se la bozza in circolazione è quella approvata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – stabilisce, innanzitutto, che "se l'offerta di accesso ad internet non costituisce l'attività commerciale prevalente del gestore, non trovano applicazione l'articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 e l'articolo 7 del decreto legge 27 luglio 2005 , n. 144, convertito in legge 31 luglio 2005, n. 155.

La norma – che forse poteva e ancora potrebbe essere scritta meglio – stabilisce nella sostanza che i gestori di esercizi commerciali per i quali l'offerta di accesso a internet sia un'attività non prevalente non sono tenuti a richiedere alcuna autorizzazione per tale attività né ai sensi del Codice delle comunicazioni elettroniche né ai sensi delle disposizioni superstiti del Decreto Pisanu.

Sembrerebbe, dunque, che la nuova norma sia destinata a non trovare applicazione ai gestori di internet point per i quali non può sostenersi che la fornitura di accesso a internet non sia attività principale.

In effetti, letta così – e non come è stata raccontata – la disposizione, pur avendo assai poco a che vedere con la questione degli obblighi di identificazione, costituisce, indubbiamente, un'interpretazione autenti...



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Riccione: imprenditore si taglia la gola, cartella delle tasse in mano


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Riccione: imprenditore si taglia la gola, cartella delle tasse in mano

RICCIONE – Si è ucciso tagliandosi la gola davanti alla cartella delle tasse. Aspettava un pagamento da un'altra ditta, che non è arrivato, è arrivata invece la richiesta dello Stato.


Così l'artigiano, un uomo di 62 anni, disperato, si è tagliato la gola con un coltello. E' successo a Riccione, in un garage di via Bertinoro. Una cartella esattoriale gli imponeva il pagamento di 3.500 euro, e aspettava da una ditta locale un bonifico da 4mila euro che però non è arrivato .



E' il decreto del fare.


Fonte: Voxnews



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LA PRIMA URGENZA E' FERMARE LA DELOCALIZZAZIONE


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LA PRIMA URGENZA E' FERMARE LA DELOCALIZZAZIONE


Il Governo continua a " trastullarsi" con provvedimenti che servono a poco o nulla, e le aziende, quando non vengono svendute agli
stranieri, delocalizzano.



Delocalizzazione è una bella parola che, tradotta, significa sempre meno lavoro in Italia, sempre più disoccupazione, sempre più vite
grame ai limiti della minima sopravvivenza.



Ma perchè le aziende se ne vanno ? Non solo e non tanto per il costo manodopera, ma, sopratutto, per la burocrazia, per la pressione
fiscale, e per una non-politica industriale.



Tanto per fare un esempio, in Austria, e non in Paesi come India,Cina, ect., si può aprire una Azienda in una settimana, quando
vengono a fare i controlli vengono tutti insieme e non, come da noi, prima Inail, poi Usl, ect. che si rimpallano i problemi l'uno con l'altro, e la tassazione è al 25%.



Forse sarà per questo che l'Austria ha una disoccupazione tra il 5-6%, un debito pubblico del 60% sul PIL, ed una quantità
innumerevole di aziende italiane che vanno a produrre in quel Paese. E potremmo continuare con molti altri.



Se non si affrontano questi problemi è inutile protestare: alla fine non c'è rimedio.



Claudio Marconi



crollo-produzione_thumb-1-.jpg






Ormai è un crollo verticale in tutti i settori. Anche i mobili si spostano
in Brasile, India, Est Europa ed Estremo Oriente.



L'azienda leader dell'arredamento delocalizza: 1.900 gli esuberi. Dopo tre
anni di cig e più di 101 milioni di soldi pubblici va a casa il 70% degli operai. Il 28 la protesta a Bari



La Natuzzi, la più grande azienda italiana nel settore dell'arredamento,
pare sempre più intenzionata a delocalizzare la produzione all'estero. ...



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RITIRATE I DEPOSITI FINCHE' FATE IN TEMPO


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RITIRATE I DEPOSITI FINCHE' FATE IN TEMPO


 



Banche, Ue: creditori e governi contribuiscano a costi salvataggio



04126 prelievo forzoso



BERLINO (Reuters) - Creditori e governi dovranno sempre contribuire ai costi di salvataggio
in caso di difficoltà finanziarie di una banca della zona euro, anche quando il meccanismo salva-Stati Esm sarà in grado di mettere a disposizione degli istituti di credito un aiuto
diretto.



Lo dice un documento dell'Unione europea preparato per la riunione di Eurogruppo ed Ecofin la settimana prossima in
Lussemburgo.



Mirata a contenere l'impatto del contributo da parte dell'Esm, la relazione che la Commissione sottoporrà all'esame dei ministri
finanziari non fa però ancora riferimento alcuno a quanta parte delle perdite dovranno accollarsi i creditori degli istituti 'salvati', limitandosi a indicare che dovrà trattarsi di un "livello
adeguato".



"Come prima soluzione si esploreranno le risorse del capitale privato, tra cui un sufficiente contributo da parte degli azionisti e
dei creditori delle istituzioni da ricapitalizzare" si legge nella bozza ottenuta da Reuters.



"Dovrà avvenire, in linea con la normativa Ue, un adeguato livello di svalutazione o...



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La nave dei folli


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La nave dei folli

C'era una volta una nave comandata da un capitano e dai suoi secondi, cosi' vanitosi della loro abilita' di manovra, cosi' pieni di hybris e talmente imbevuti di se' da diventare folli. Fecero rotta verso nord, navigarono cosi' a lungo da incontrare iceberg e pezzi di banchisa, ma continuarono a navigare in quella direzione, in [...]

L'articolo La nave dei folli sembra essere il primo su Italian Insane Information.



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Istantanee della nostra economia comatosa


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Istantanee della nostra economia comatosa

Dato che ormai i parlamentari sono presi principalmente dalle beghe interne ai loro partiti ed impegnati in una perenne campagna elettorale, nessuno ha pensato di discutere come utilizzare concretamente le informazioni contenute nel Bollettino economico della Banca d'Italia e nelle Considerazioni Finali del governatore, pubblicate a fine maggio. Peccato perché questi due documenti sono le istantanee migliori della condizione economica in cui versa il paese e potrebbero servire a formulare una politica economica anti-recessiva e di rinnovamento della nostra economia.

Il Bollettino economico è, come sempre, una miniera di dati: tabelle, grafici e proiezioni ci raccontano cosa è successo negli ultimi 12 mesi, allo steso tempo il documento, lungo circa 70 pagine, mette la nostra performance economica in un contesto storico. In sintesi le cose vanno di male in peggio, ed anche quando sembra che ci sia stato un miglioramento questo è legato a fattori negativi: nel 2012 l'Italia, dopo 7 anni di deficit corrispondenti al 3,5-4% del Pil, ha quasi raggiunto il pareggiato della bilancia dei pagamenti. Addirittura, nel quarto trimestre 2012 questa è risultata positiva. Quindi una bella notizia, viene spontaneo credere. Ma non è così! Quando andiamo a guardare i motivi di questo cambiamento ci accorgiamo che tali valori confermano l'inferno in cui siamo piombati. Il pareggio è dovuto esclusivamente al crollo delle importazioni, crollo causato dalla profonda recessione e dal peggioramento di questa  che la politica di austerità montiana ha prodotto.

Dietro la caduta della domanda c'è lo scenario recessivo, ben descritto nel Bollettino: reddito disponibile calato nel 2012 del 4,8%, consumi reali calati in due anni del 5%; le forze di lavoro, invece, sono aumentate di 540 mila unità grazie alle donne che prima potevano permettersi di stare a casa e ora non più e grazie ai sessantenni che non possono andare in pensione.

Anche la bassa inflazione non è una buona notizia perché è dovuta ad una domanda interna comatosa, che si accompagna ad una spesa per investimenti crollata nel 2012 ancora una volta del 10%, e questo spiega "gli ampi margini di capacità inutilizzata" in tutto il paese. Per il 2013 le imprese prevedono un'ulteriore flessione, quindi non siamo fuori dal tunnel.

Completa il quadro disastroso la sezione sui flussi di capitale: nel primo trimestre 2013 il paese aveva un deficit di 240 miliardi di euro, corrispondente al 18% del Pil, quando agli inizi del 2011 il saldo era praticamente in pareggio. Dove sono finiti tutti questi soldi, i capitali fuggiti, insomma? La risposta è semplice all'estero. E di chi ...



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Quello del governo Letta è il decreto del fare finta


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Quello del governo Letta è il decreto del fare finta

- Massimo Famularo* - Dietro al nome roboante si nascondono solo piccole misure e sopratutto manca il taglio delle imposte Non che ci fosse da attendersi qualcosa di diverso dal governo che ha inaugurato il nuovo corso della DC 2.0, tuttavia per chi aveva anche qualche mera speranza, a dispetto del nome roboante, il "decreto [...]


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Fisco, se lo stato spreca il cittadino è meno fedele


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Fisco, se lo stato spreca il cittadino è meno fedele




Dati alla mano, si ha meno voglia di pagare le imposte se lo stato utilizza male "i nostri soldi"





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The big experiment


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The big experiment

Un'istantanea su cosa sta succedendo nel mondo dell'economia una sintesi per meglio capire che cosa conta l'interventismo delle banche centrali. Continua a leggere


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Confessione shock “Immigrazione di massa per destabilizzare la società”


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Confessione shock "Immigrazione di massa per destabilizzare la società"

Peter Hitchens ex radicale di sinistra scrive sul Mail on Sunday. La sua è una confessione e una denuncia:


Come io sono in parte responsabile per l'immigrazione di massa


Quando ero un rivoluzionario marxista, eravamo tutti a favore di più immigrazione possibile.


Non perché ci piacessero gli immigrati, ma perché non ci piaceva come era la società britannica. Abbiamo visto gli immigrati – da qualsiasi luogo – come alleati contro la società conservatrice che il nostro paese era ancora alla fine degli anni Sessanta. Volevamo usarli come grimaldello.


Inoltre, ci piaceva sentirci 'superiori' alle persone comuni – di solito delle zone più povere della Gran Bretagna – che videro i loro quartieri improvvisamente trasformati in presunte "comunità vibranti".


Se avevano il coraggio di esprimere le obiezioni più miti, subito li accusavamo di razzismo. Era facile.


Noi studenti rivoluzionari non vivevamo in tali aree "multietniche" (ma venivamo, per quanto ho potuto vedere, per lo più dalle zone ricche e le parti più belle di Londra).


Potevamo vivere in luoghi 'vibranti' per alcuni (di solito squallidi) anni, in mezzo a degrado e bidoni traboccanti.


Ma noi lo facemmo come dei vagabondi senza responsabilità e in modo transitorio,  non avevamo figli. Non come i proprietari di abitazioni, o come genitori di bambini in età scolare, o come gli anziani che sperano in un po 'di serenità alla fine delle loro vite.


Quando ci laureammo e cominciammo a guadagnare soldi seri, in genere ci dirigemmo verso le costose enclave di Londra e diventammo molto esigenti su dove e con chi i nostri bambini andavano a scuola, una scelta che felicemente abbiamo negato ai poveri delle città, quelli che abbiamo sbeffeggiato come "razzisti".


Ci interessava e ci siamo curati della grande rivoluzione silenziosa che già allora cominciava a trasformare la vita dei poveri inglesi?


No, per noi significava che il patriottismo e la tradizione potevano sempre essere derisi come 'razzisti'.


E significava anche servi a basso costo per i ricchi della nuova classe media privilegiata, per la prima volta dal 1939, così come ristoranti a buon mercato e – in seguito – costruttori a buon mercato e idraulici che lavoravano in nero.


Non erano i nostri salari che erano depressi dall'immigrazione, o il nostro lavoro che finiva fuori mercato. Gli immigrati non facevano – e non fanno – il genere di lavoro che facevamo ...



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Statistica: Il Tallone d'Achille dello Stato


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Statistica: Il Tallone d'Achille dello Stato





di Murray N. Rothbard


[Questo articolo è stato pubblicato in Essays on Liberty, VIII (Irvington-on-Hudson, NY: Foundation for Economic Education, 1961), pp.255–261, e in The Freeman, Giugno 1961, pp. 40–44). E' stato ripubblicato in The Logic of Action Two (Edward Elgar, 1997, pp. 180–184). Rothbard aveva sviluppato una tesi simile in "The Politics of Political Economists: Comment," Quarterly Journal of Economics, 74, 4 (Novembre 1960), pp. 659–665, una critica su alcune tesi avanzate dall'economista George Stigler.]


La nostra è davvero l'Era della Statistica. In un paese e in un'epoca che venera i dati statistici come super "scientifici," come se ci offrissero le chiavi per un conoscenza omnicomprensiva, si riversa su di noi una vasta offerta di dati di tutte le forme e dimensioni. Sono partoriti per lo più dallo stato.

Mentre le agenzie private e le associazioni di categoria raccolgono e rilasciano alcune statistiche, sono limitate a specifici bisogni di settori specifici. La stragrande maggioranza delle statistiche sono raccolte e diffuse dallo stato. Le statistiche generali dell'economia, tra cui il famoso "prodotto nazionale lordo" che permette ad ogni economista di essere un indovino delle condizioni di business, provengono dallo stato.

Inoltre, molte statistiche sono sottoprodotti di altre attività statali: dal Bureau delle Entrate arrivano i dati fiscali, dai dipartimenti delle indennità di disoccupazione arrivano le stime dei disoccupati, dagli uffici doganali arrivano i dati sul commercio estero, dalla Federal Reserve arrivano statistiche sulle banche, e così via. E non appena vengono sviluppate nuove tecniche di statistica, vengono create nuove divisioni di dipartimenti governativi per affinarle ed usarle.

La fioritura di statistiche statali propone una serie di mali al libertario. In primo luogo, è evidente che troppe risorse vengono incanalate nella raccolta delle statistiche e nella produzione di statistiche. Dato un mercato totalmente libero, la quantità di lavoro, terra, capitale e risorse dedicate alle statistiche sarebbe concentrata in una piccola frazio...


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Sciopero generale. Il governo turco: “illegale, lo reprimeremo”


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Sciopero generale. Il governo turco: "illegale, lo reprimeremo"

Sciopero generale. Il governo turco:
I sindacati di sinistra incrociano le braccia per la difesa dei diritti, contro la repressione e contro le politiche liberiste del governo Erdogan. Che minaccia di impedire lo sciopero con la forza.
Continua a leggere l'articolo...


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Gli scontri fuori dagli stadi del Brasile


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Gli scontri fuori dagli stadi del Brasile

Per il terzo giorno consecutivo dall'inizio della Confederations Cup, il torneo di calcio tra squadre nazionali che si disputa l'anno prima dei Mondiali, ci sono state proteste e scontri tra la polizia e migliaia di manifestanti fuori dagli stadi del Brasile. Gli attivisti, che appartengono soprattutto a gruppi di studenti e lavoratori, sono contrari alle spese sostenute per l'organizzazione dei Mondiali del 2014. Tra gli striscioni portati dai manifestanti si leggeva: «Noi non vogliamo la Coppa del Mondo» e «Abbiamo bisogno di soldi per gli ospedali e le scuole». Le proteste sono anche legate all'aumento di circa il 7 per cento dei prezzi dei trasporti pubblici. Da circa una settimana, per questo motivo, ci sono cortei nelle più grandi città del paese.



Proteste Brasile
Proteste Brasile
Proteste Brasile
Proteste Brasile
Proteste Brasile
Proteste Brasile


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Cina: asta flop dei titoli di stato. Rendimenti in forte crescita


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Cina: asta flop dei titoli di stato. Rendimenti in forte crescita

Sulla Cina continuano ad arrivare segnali di scarsa fiducia dagli investitori, che iniziano ad essere preoccupati per un eventuale brusco rallentamento dell'economia con ripercussioni anche sul mercato finanziario domestico. Basta osservare ciò che è successo nell'ultima asta di titoli di stato promossa dal Tesoro cinese. Erano stati offerti alle banche bond governativi a 9 mesi, ma l'asta è stata un vero flop.

Il Tesoro cinese è riuscito a piazzare appena 9,53 miliardi di yuan in titoli di (...)


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Analisi dei Mercati
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Le città dove si ruba di più


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Le città dove si ruba di più

Nello speciale del Sole 24 Ore


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EUROPA BANCHE E POLITICA: LA PIU' GRANDE TRUFFA DELLA STORIA UMANA


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EUROPA BANCHE E POLITICA: LA PIU' GRANDE TRUFFA DELLA STORIA UMANA






di Paolo Cardenà -  Sapete benissimo che in questo sito si è discusso molto di  come i soldi dei contribuenti italiani siano finiti a finanziare i vari salvataggi europei (lo  abbiamo fatto QUI, QUI, QUI, e QUI   ma anche altrove).  I soldi spesi , fino a questo momento, sono  circa 45 miliardi di euro, di cui circa 9 miliardi a favore del Fondo Salva Stati/Banche ESM. Il tutto, mentre Italia si muore di fame o non si riesce a trovare due FOTTUTISSIMI miliardi di euro per evitare l'aumento dell'IVA.



Siccome buona parte del sistema bancario italiano è in stato di fallimento, così come lo sono numerose  banche di altri stati dell'Europa meridionale (e non solo), si sta cercando un'intesa tale da conferire  al fondo ESM la possibilità di entrare nel capitale delle banche fino a 60 miliardi di...


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SIRIA: FINALE DI PARTITA


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SIRIA: FINALE DI PARTITA

SIRIA: FINALE DI PARTITA

«Time for reform». Così dichiara il Presidente siriano Bashar al-Assad al Wall Street Journal (1). E' il 31 gennaio 2011. La "rivolta" in Libia contro il regime di Gheddafi scoppia qualche settimana dopo (il 17 febbraio). A marzo, la Giamahiria dà inizio ad una controffensiva che induce le potenze occidentali, forti della Risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad intervenire direttamente nel conflitto. Ancora una volta, infischiandosene del diritto internazionale, gli Stati Uniti, insieme con il Qatar, la Gran Bretagna e la Francia, hanno appoggiato, se non organizzato, una insurrezione armata contro un regime considerato un ostacolo per quella ridefinizione in chiave filo-atlantista della carta geopolitica dell'area mediterranea che i media mainstream definiscono come "primavera araba". (2) Passeranno però mesi prima che le potenze occidentali abbiano ragione della resistenza di Gheddafi. Una resistenza piegata solo dal lancio di un centinaio di missili da crociera e dall'aviazione della Nato, che effettuerà migliaia di missioni di combattimento. Ma all'inizio del 2011, ben pochi in Occidente pensano che la guerra contro la Giamahiria sarà così lunga e difficile. Tanto che gli occhi dell'Occidente sono già da tempo puntati su un "ostacolo" ben maggiore della Libia, la Siria di Bashar al-Assad appunto. Il motivo non è difficile comprenderlo. Negli ultimi anni, la Siria ha saputo creare un polo geopolitico regionale insieme con l'Iran ed Hezbollah. Una alleanza di cui doveva far parte pure la Turchia di Erdogan.


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Il preside che invita una pornostar per una lezione


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Il preside che invita una pornostar per una lezione

Ma soltanto per far capire la differenza, ragazzi!


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WI-FI LIBERO, FINALMENTE!


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WI-FI LIBERO, FINALMENTE!

Bench - Colmore SquareA molti sfuggirà l'importanza di alcuni degli 80 articoli che compongono il "Decreto del Fare" approvato dal Governo Letta. Eppure, quelli meno evidenti, sono anche quelli che contribuiranno di più al rilancio dell'economia del nostro Paese.

Nelle pieghe degli articoli si nascondono infatti alcuni provvedimenti mirati al rilancio dell'Agenda Digitale, per la quale un passo avanti significativo prevede la liberalizzazione dell'accesso a Internet: "hotspot free" sul territorio e addio autenticazione, e la tracciabilità diventa di competenza del gestore, come avviene già in molti paesi europei e nei paesi più avanzati del mondo. 

Per anni la cosiddetta legge Pisanu bloccava di fatto lo svilupparsi sul nostro territorio di iniziative imprenditoriali che avrebbero potuto dare un'impulso forte all'economia. Questo in nome di una norma che avrebbe dovuto contrastare eventuali atti terroristici ma che di fatto era già osbsoleta quando uscì nel lontano 2005. Per quanto semplice potesse essere la procedura d'autenticazione, restava un ostacolo all'accesso alle reti, che frenava la diffusione delle reti libere per la cittadinanza. 
Spiego meglio: una norma come questa non è mai stata introdotta nei rispettivi paesi neppure negli Stati Uniti dopo l'11 settembre o a Londra dopo gli attentati del 7 luglio 2005. Era assolutamente inutile e anacronistica. Di fatto bloccava solo lo sviluppo di nuove iniziative per la cittadinanza. 

Una volta entrata in vigore la norma, permetterà di attivare hotpost ad accesso free sul territorio, a cui chiunque potrà connettersi col proprio dispositivo mobile, semplicemente collegandosi alla rete. Rimarrà di competenza del gestore l'obbligo di garantire la tracciabilità attraverso l'identificativo del dispositivo utilizzato (indirizzo IP del device).
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