21/06/13

IN PUGLIA TI ASPETTA UNO STIPENDIO DI 2.500 EURO: MA SOLO SE SEI IMMIGRATO


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IN PUGLIA TI ASPETTA UNO STIPENDIO DI 2.500 EURO: MA SOLO SE SEI IMMIGRATO


Il Banco delle Opere di Carità di Puglia e l'Associazione Form.ami hanno pubblicato un avviso rivolto
ad immigrati extracomunitari e aziende
per l'attivazione di tirocini
retribuiti
 con indennità di frequenza mensile di 2.500 euro per ognuno.



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L'iniziativa rientra nel Progetto RE.LA.R. – finanziato dal governo – e finalizzato alla
realizzazione di misure e servizi per l'inserimento lavorativo di immigrati extracomunitari presenti
in Campania, Puglia,
Calabria
 e Sicilia. L'obiettivo è migliorare la condizione s...



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I 10 avvenimenti che scateneranno l’apocalisse


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I 10 avvenimenti che scateneranno l'apocalisse

Dimenticatevi le trombe, i cavalieri e l'invasione di locuste


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Clark: Che ne sarà dell'Oro?


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Clark: Che ne sarà dell'Oro?


Casey Research - What Lies Ahead for Gold?


Jeff Clark, Senior Precious Metals Analyst - June 19, 2013





Prima le brutte notizie…





Probabilmente le vendite non sono ancora finite. Il processo di capitolazione potrebbe non essere ancora concluso. Ormai i metalli hanno preso la randa e l'inerzia ha ancora spinta verso il basso.





Quanto possono scendere ancora oro e argento? Si possono architettare ogni sorta di studi tecnici, identificare segnali e pattern vari, ma noi preferiamo non basare le nostre decisioni su strategie di questo tipo, a partire dal fatto ce ci possono essere molteplici, troppe diverse interpretazioni e diversità di predizioni.





Quello che sappiamo è che dato il livello di capitolazione a cui stiamo assistendo, le vendite arriveranno a far oscillare il prezzo oltre il livelli logicamente accettabili e immaginabili. Un overshooting: Il tiro dei cannoni arriverà anche oltre il bersaglio, con tutta l'inerzia verso il basso che hanno acquistato oro e argento.





Quello che ci prepariamo a fare è avvantaggiarci della situazione.



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La Fed minaccia stop aiuti all’economia. Trema l’Europa, Draghi sta a guardare


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La Fed minaccia stop aiuti all'economia. Trema l'Europa, Draghi sta a guardare

Fine dei giochi. Alla vigilia del centesimo compleanno della Federal Reserve, sono in arrivo cambiamenti importanti dalla Banca centrale americana che fanno tremare gli investitori. Il presidente Ben Bernanke ha avvertito mercoledì scorso che il piano di acquisto di bond lanciato per stimolare l'economia sarà bloccato al più presto, forse entro quest'anno, facendo crollare le piazze finanziarie di tutto il mondo, a partire dall'Europa. Si avvicina intanto la scadenza del mandato di Bernanke, che potrebbe favorire lo stop agli stimoli all'economia. Sempre più economisti ritengono infatti che il governatore desideri "passare" al prossimo numero uno della Fed una politica ormai avviata sulla strada di una exit strategy.

I "falchi" dell'istituto americano, ovvero quelli contrari alle manovre espansive, sono ancora in minoranza ma sono sempre più influenti rispetto alle "colombe", ovvero la corrente che spinge per continuare a utilizzare la liquidità come arma per stimolare la crescita. Con un osservatore molto interessato: la Banca centrale europea di Mario Draghi, anch'essa alle prese con falchi e colombe, che studia le mosse dell'istituto americano per capire come muoversi.

La strategia espansiva della Fed è iniziata nel 2009, quando la Banca centrale – per far fronte alla crisi finanziaria – ha varato il primo di una serie di piani per stampare moneta immettendo liquidità nel sistema, portando la scorsa estate il rendimento dei titoli americani con scadenza decennale al minimo storico (1,43%). E ora sono in molti a scommettere che, senza la Fed pronta a comprare, i rendimenti non potranno fare altro che salire, come hanno già fatto negli ultimi mesi proprio per le aspettative create da Bernanke.

Il numero uno della Fed si è detto pronto a rallentare gradualmente l'acquisto di titoli da 85 miliardi di dollari al mese a patto che "gli attesi progressi nell'espansione economica troveranno conferma". Gli Stati Uniti sembrano d'altronde già sulla via della ripresa. Tanto che la Fed prevede nel 2014 una crescita in accelerazione all'interno di una forchetta compresa tra il 3 e il 3,5 per cento, con una disoccupazione in calo e molto vicina al 6,5 per cento. Sono quindi vicine le condizioni che potrebbero portare Bernanke ad abbandonare definitivamente le politiche monetarie espansive. Ma il suo mandato è ormai agli sgoccioli. Barack Obama ha infatti suggerito una probabile successione alla guida della Fed a gennaio, quando è prevista la scadenza del mandato del governatore attuale, che secondo il presidente a...



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FINE PROGRAMMATA DELLA DEMOCRAZIA


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FINE PROGRAMMATA DELLA DEMOCRAZIA

1 – Il potere ha già cambiato di mano I veri padroni del mondo non sono più i governi, ma i dirigenti di gruppi multinazionali finanziari o industriali, e di istituzioni internazionali opache (FMI, Banca mondiale, OCDE, OMC, banche centrali). Purtroppo, questi dirigenti non sono stati eletti, malgrado l'impatto delle loro decisioni sulle popolazioni. Il [...]


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Mercati emergenti: sta cambiando qualcosa?


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Mercati emergenti: sta cambiando qualcosa?

Solo ieri parlavamo di Cina e mercati emergenti e nelle ultime ore la situazione di debolezza non ha fatto altro che peggiorare l'andamento di queste piazze. MA è cambiato qualcosa? O forse sta cambiando tutto? In realtà il dubbio mi … Continua a leggere


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ALTROVE LA RABBIA. QUI IN EUROPA SOLTANTO INERZIA


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ALTROVE LA RABBIA. QUI IN EUROPA SOLTANTO INERZIA

Turchia e Brasile sono due dei Paesi che marciano ai più alti livelli di incremento della produzione, nonostante un rallentamento del secondo negli ultimi due anni. L'Europa è fra le aree del mondo in maggiore difficoltà, col PIL stagnante o in regresso.


Turchia e Brasile sono scossi da proteste talmente estese e dure da rasentare la rivolta sociale. In Turchia tutto è scaturito dalla sacrosanta opposizione al progetto di abbattere centinaia di alberi di un parco per costruirvi un grande supermercato, ma evidentemente quell'episodio era solo un pretesto che ha appiccato il fuoco alla miccia di una contestazione generale al governo. In Brasile la protesta è partita dal malcontento per le spese che alimentano il gigantismo delle celebrazioni sportive e per un aumento di 20 centesimi del biglietto degli autobus: pretesti futili per dare sfogo a un disagio ben più profondo.


In Europa, a parte i sussulti di disperazione, più che di ribellione, della Grecia, assistiamo  a una sorta di rassegnato fatalismo, quasi di abulia.


Bisogna chiedersi come mai Paesi in pieno sviluppo siano scossi dalle ribellioni, mentre nazioni in cui un impoverimento drammatico coinvolge ceti un tempo benestanti siano spenti in un'attesa inerte. Una prima risposta può essere il fatto che Paesi come la Turchia e il Brasile oggi, come quelli arabi recentemente protagonisti di sommosse, hanno un'alta percentuale di giovani, per loro natura irrequieti e ribelli, mentre le popolazioni europee sono vecchie e infiacchite da decenni di abbondanza. Risposta soddisfacente ma non esauriente.


Un altro fattore da prendere in considerazione è l'azione esercitata dall'esterno, con un'abile propaganda e una vera e propria programmazione delle proteste alimentate dai social network e da notizie menzognere o esagerate al fine di eccitare gli animi. Si tratta di una spiegazione che fin troppo facilmente viene bollata come complottista, avendo invece un fondamento verificabile. Tuttavia  non è credibile che bastino sollecitazioni propagandistiche esterne per indurre masse di cittadini a riversarsi nelle piazze e a sostenere le fatiche di lunghi presìdi e i rischi di scontri sanguinosi, nonché di dure sanzioni penali.


Evidentemente c'è altro.


Questo "altro" è la realtà di uno sviluppo che non è un valore in sé. Dietro le statistiche brillanti sull'aumento del PIL in Turchia e sul "miracolo" brasiliano (non dimentichiamo che la B dell'acronimo BRICS è proprio il Brasile) ci sono squilibri sociali drammatici, corruzione degli amministratori a tutti i livelli, delinquenza dilagante, dissoluzione di antichi legami comunitari. In società statiche e adattate ai ritmi lenti e ciclici del mondo tradizionale, i sostegni familiari e comunitari e l'acc...



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La diga sta per cedere (angolo delle buone notizie)


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La diga sta per cedere (angolo delle buone notizie)


Insomma, se anche IlFattoQuotidiano comincia a sguinzagliare i suoi giornalisti per chiedere "Come mai la Banca d'Italia appartiene alle banche private, quelle stesse banche che dovrebbe controllare?", vuol dire che le cose stanno cambiando, e, lasciatemelo dire, possiamo essere orgogliosi perchè, se l'informazione ufficiale non può più ignorare certi temi, che fino a poco tempo fa erano rigorosamente tabù, un po' di merito, noi tutti del web, che linkiamo, postiamo, condividiamo, e ogni tanto usciamo in convegni, o andiamo a fare domande scomode (come il mitico Daniele di Luciano in una famosa occasione, dove Travaglio ha detto delle cose che secondo me farebbe bene a vergognarsi di aver detto, vedi video sotto), beh, dicevo, un po' di merito ce l'abbiamo. (a proposito, Travaglio cosa farà? Dirà che si era sbagliato? Stiamo a vedere…)




E questo dimostra che, anche se non in forma lampante, la nostra lotta sta avendo successo, e dobbiamo continuare così.


Se poi anche la vicina Serbia (*) privatizza, o comunque mette sotto controllo stretto,  la Banca centrale, allora la diga sta veramente per scoppiare e sarà bene cohe cominciamo a pensare ad una nuova economia, ad una nuova politica, una nuova forma di convivenza sociale più equa e a misura d'uomo.


 


(*) LA SERBIA VERSO UN NUOVO SISTEMA BANCARIO. FMI SUL PIEDE DI GUERRA

In Serbia il Governo ha capito: bisogna riformare il sistema bancario dissociandosi dal modello bancario europeo. Si dimette per protesta il governatore della Banca Centrale Serba, Dejan Soskic. Il suo mandato sarebbe scaduto nel 2016. 

La prima vera grande reazione politica a questa dittatura bancaria parte proprio dai Balcani, con la legge serba appena varata che limita fortemente l'indipendenza della Banca Centrale. Una notizia passata in sordina tra le notizie flash che i grandi quotidiani hanno copincollato dalle agenzie di stampa. 

La cosa ancora più preoccupante è che la notizia sarebbe stata totalmente ignorata se il Fondo monetario Internazionale (FMI) non avesse deciso di esprimere pubblicamente la sua contrarietà alla legge varata dal nuovo esecutivo guidato dal premier so...


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I mercati vedono il ritorno della grande volatilità


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I mercati vedono il ritorno della grande volatilità




Non ci sono solo Federal Reserve e Cina dietro al significativo nervosismo dei mercati finanziari





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Steepening: la curva dei tassi muove i mercati finanziari


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Steepening: la curva dei tassi muove i mercati finanziari

Il discorso di Bernanke ha fatto muovere i mercati in modo deciso. Ma continuo a ribadire che il movimento del mercato azionario non è che l'effetto del movimento di un altro importantissimo elemento, ovvero la curva dei tassi.
Guardate la configurazione della curva dei tassi USA;


- oggi
- un mese fa
- due mesi fa


E' evidente l'irripidimento, lo "steepening" che ha portato, come ovvia conseguenza, una forte correzione della quotazione dei bond governativi degli USA e poi a cascata di tutti gli altri paesi, con effetto leva dove c'era maggior rischio.
Seguite con attenzione la curva. Il futuro del mercato è tutto qui (ben oltre il semplice quantitative easing)



STAY TUNED!

DT



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Eurozona: tragedia Grecia, parte 2? Ecco i primi commenti


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Eurozona: tragedia Grecia, parte 2? Ecco i primi commenti

Solo poco più di un mese fa Fitch aveva alzato il rating del credito sovrano per la Grecia e ora il paese si trova ad affrontare l'ennesima crisi politica, aggravata dalle voci di una sospensione dei fondi di salvataggio da parte del Fondo Monetario Internazionale.

Le voci sono arrivate nel bel mezzo di una nuova crisi politica ad Atene. Reuters ha citato fonti che dicono che che il partito della Sinistra Democratica (DIMAR) ha accettato venerdì mattina di lasciare il governo di coalizione (...)


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Orgoglio

LA FORZA DEL DOLLARO GARANTIREBBE IL MERCATO AZIONARIO


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LA FORZA DEL DOLLARO GARANTIREBBE IL MERCATO AZIONARIO







I tassi di interesse negli Usa sono piu' alti che in Europa. L'europa ha bisogno come il pane di tassi bassi. Il differenziale dei tassi GARANTIREBBE LA DEBOLEZZA DELL'EURO e la salita (tenuta delle borse).
QUESTO E' IL  VERO PARADIGMA DA VERIFICARE...
1) tassi di interesse alti in Usa e bassi in Europa
2) carry trades fra euro e dollaro
3) euro debole e che si porta nel tempo in area 1,15 sul dollaro
4) borsa usa stabile (ma con dollaro forte) - borsa europea in recupero, in particolare quelle dei Piigs e riduzione dello spread.
E' UNO SCENARIO CHE DOVRA' AVVENIRE NELLE PROSSIME SETTIMANE SE SI VORRA' EVITARE IL DEFAULT DELL'ITALIA O CONFISCHE DA CONTI CORRENTI

nel frattempo anche oggi nuovo rialzo dei tassi tedeschi a 1,69%...

MA, MENTRE ALTRI PAESI FORTI HANNO MUNIZIONI DA SPENDERE PER SOPRAVVIVERE A UNA ULTERIORE RECESSIONE..AHIME' I N ITALIA NON RESTERA' CHE DEPREDARE I POCHI RISPARMI RIMASTI

ARTICOLO TRATTO DA DAGOSPIA...(ottimo sunto della penosa ITALIA)
Dove sono i rappresentanti del governo del "fare" mentre la speranza di un'uscita ordinata dalla crisi si sta dissolvendo sotto la pressione dei ...


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Signoraggio bancario, tutti i proventi vanno alle “dinastie” e non agli azionisti delle banche


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Signoraggio bancario, tutti i proventi vanno alle "dinastie" e non agli azionisti delle banche

La verità sulla truffa del millennio 

«Devo evidenziare (lo scrivo fin dall'inizio) che i proventi del signoraggio non vanno agli azionisti delle banche di credito o delle banche centrali (che sono di proprietà delle banche di credito), bensì alle dinastie che occultamente controllano di fatto sia le banche centrali che di credito.
Abbiamo infatti detto che il signoraggio primario consiste nel fatto che le banche centrali (private) producono i soldi al costo della carta e dell'inchiostro, o elettronicamente, e poi li 'vendono' agli Stati (che potrebbero produrli da sé) facendoseli pagare con i buoni del tesoro, creando così il debito pubblico.
I proventi di questa immensa frode non vanno però alle banche centrali (né quindi agli azionisti delle banche di credito, loro proprietarie), perché le banche centrali iscrivono al passivo le somme (da inverare) che producono a costo zero, e poi realizzano un falso pareggio iscrivendo all'attivo le somme (inverate) che ricevono per la vendita dei bond.
Somme quindi, quelle che le banche incassano, che le 'dinastie' (cosche) fanno sparire con questo trucco (un immenso falso in bilancio) e che poi riciclano attraverso le super-banche del Lussemburgo.

La stessa cosa accade con il signoraggio secondario delle banche di credito.

Abbiamo cioè detto che il signoraggio secondario consiste nel fatto che, in virtù del «moltiplicatore monetario», le banche fanno prestiti per un ammontare 50 volte maggiore di quello che detengono.

In sostanza, se Tizio versa su una banca 100.000 euro, la banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l'1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un'altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all'infinito. Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà incassato gli interessi su prestiti per 5.000.000 di euro. Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per appropriarsi indebitamente di interessi anch'essi cinquantuplicati su questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che peraltro già riscuotono), dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro per la quota di loro competenza, e allo Stato per le somme oggetto di 'moltiplicazione'.
Interessi cinquantuplicati che anch'essi costituiscono una creazione di denaro dal nulla che nemmeno essa avviene però a beneficio delle banche di credito e dei loro azionisti, ma avviene invece a beneficio delle 'dinastie' (cosche) che le controllano.
Ciò anche qui attraverso dei falsi in bilancio con i quali non ...


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Forex: il credit crunch della Cina. Quanti danni farà all'economia?


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Forex: il credit crunch della Cina. Quanti danni farà all'economia?

Mentre i riflettori sono stati tutti puntati sulla Fed nei giorni scorsi, anche la PBOC sta prendendo decisioni grandi e difficili dall'altra parte del globo. I problemi della Cina

Tante volte abbiamo sentito dire dai funzionari cinesi che avrebbero affrontato il crescente problema del debito del paese. Non è un segreto che il sistema bancario ombra della Cina ha contribuito a spingere la crescita del Paese negli ultimi anni. Ma non si può negare che ha anche sollevato scetticismo sulla (...)


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Forex: super dollaro inarrestabile? Fin dove può arrivare il rally?


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Forex: super dollaro inarrestabile? Fin dove può arrivare il rally?

È difficile immaginare oggi cosa potrebbe mettere un freno al rally del dollaro USA, ora che la Federal Reserve ha chiarito che potrebbe decidere di iniziare a ridurre l'aggressivo piano di acquisto titoli.

Non è stata una grande tregua, dopo l'appuntamento con il Governatore della Fed, Ben Bernanke. Alcun speravano di sentire commenti rilassanti, ma non è successo e dunque la pressione rialzista del dollaro continuerà. Paul Mackel, Asia currency research HSBC Super dollaro al rialzo

Il (...)


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Scoppia la bolla, tutti giù per terra...


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Scoppia la bolla, tutti giù per terra...

Scoppia la bolla, tutti giù per terra...
La bolla sta esplodendo. Quale bolla? L'unica che conta davvero, quella delle attività finanziarie denominate in dollari.
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LO SCENARIO BANCARIO (FRATTALICO) INTERNAZIONALE, LA FED E L' "AMICIZIA" DELLA GERMANIA: LA MORAL "HAZARDED" GEOPOLITICA


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LO SCENARIO BANCARIO (FRATTALICO) INTERNAZIONALE, LA FED E L' "AMICIZIA" DELLA GERMANIA: LA MORAL "HAZARDED" GEOPOLITICA

Questo contributo nasce dalla mitica collaborazione di Flavio e si è trasformato in una sorta di post "a quattro mani". Probabilmente non è che la cronaca delle avvisaglie della crisi USA-Germania che si svilupperà nei prossimi mesi.
Lo "spirito" di questa congiutura internazionale, senz'altro "eccezionale", che stiamo vivendo può essere già racchiuso, come chiave di lettura del post, in queste parole di Bibow (più sotto linkato):
"From a global perspective, not only is Euroland shamelessly freeloading on external growth to offset suffocation of domestic demand through mindless area-wide austerity (see Figure 19), but adding insult to injury, Euroland is also hijacking the IMF as global sponsor in backstopping the EFSF/ESM (European Stability Mechanism) "firewall" for its purely homemade internal crisis. German mercantilism had given rise to regional imbalances and global tensions in the pre-EMU past.
The euro has multiplied Germany's weight—and the gravity of German policy views—in the global economy. Effectively, Germany, the world champion of moral hazard talk, is holding the world community hostage to a "too big to fail" global risk "made in Germany" today: arising as the potentially lethal mix of a dysfunctional monetary union paired with the economic consequences of Germany's denial of her euro trilemma. It is one thing that, by freeloading on external growth, Euroland is reneging on its commitments to the G-20 process of global rebalancing. It is quite another for Euroland to create the world's foremost threat to stability by self-inflicted folly and to not even be ashamed of "marshalling support from countries that are either more fiscally challenged or a lot poorer than the eurozone itself" to bail it out (Bibow 2012b).".

Persino La Repubblica inizia ad accorgersene (registrando il tutto con una algida equidistanza, senza capire i risvolti potenzialmente favorevoli alla nostra dignità di democrazia, una volta, almeno form...


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Bernanke e l’uscita dal QE


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Bernanke e l'uscita dal QE

L'ultimo periodo è stato dominato da un dibattito intenso sulle intenzioni della Fed in merito al Quantitative Easing. Dopo la conclusione dei programmi QE1 e 2 si è passati al "QE∞", ovvero l'acquisto di titoli di stato USA senza alcun limite prefissato, ed ora si inizia a parlare della "strategia d'uscita" che verrà adottata. La "condicio sine qua non" per la riduzione dell'attività di QE era stata identificata nella riduzione del tasso di disoccupazione, ovvero un miglioramento economico degli USA.

A giudicare dai recenti commenti di Bernanke, le attese della Fed sono per un sostanziale miglioramento nella successiva parte dell'anno, che consentirà una graduale riduzione del programma di acquisti dei titoli di stato.


Forse ci si dovrebbe stupire che i mercati possano reagire in una maniera così fortetemente negativa al parere di Bernanke riguardo a un miglioramento economico negli Stati Uniti. In fine dei conti, non si tratta di una buona notizia?


Per capire il motivo del grande ribasso di questi giorni bisogna considerare l'andamento dei mercati negli ultimi 6 mesi (esclusa l'ultima settimana), ovvero il periodo in cui il "QE∞" è stato attuato: un rally con i fiocchi, che ha portato l'S&P 500 a un incremento del 16% circa, sino a segnare dei nuovi massimi storici. Quindi, se il mercato risponde al QE con un forte rialzo, deve per forza essere un avvenimento negativo quando si inizia a parlare della fine del QE. Gli investitori si tradiscono il loro vero atteggiamento verso l'investimento: istintivamente si sa che il mercato è stato "drogato" dal QE e, siccome la borsa sconta anticipatamente gli sviluppi macroeconomici, le attese sono per una ripresa economica anemica.


Se si accetta l'ipotesi che l'economia non crescerà in linea con le attese della Fed, la domanda sorge spontanea: quale sarà la risposta ufficiale?

Ce ne può essere solo una: una ripresa del QE∞. Forse questa volta lo si chiamerà QE∞2, dato che ai mercati piace avere un nome simpatico per ogni cosa. Questa ipotesi è sempre più probabile se il prossimo governatore della Fed sarà Janet Yellen, come molti osservatori prevedono. Yellen, a quanto pare, fa sembrare Bernanke un vecchio conservatore.


A maggior sostegno di questa possibilità è l'andamento dell'inflazione, che continua a tenersi moderata, nonostante il parere di molti osservatori (compresi quelli della Mazziero Research) che la conseguenza del QE, nel medio-lungo termine, sarà un aumento incontrollabile dell'inflazione. Le attese per l'inflazione nel lungo termine, come implicite nel punto di pareggio dei TIPS decennali (i titoli di stato USA indicizzati all'inflazione) rimane a livelli molto contenuti (circa il 2%). Il rischio rimane, tuttavia, che si "accenda" una spirale inflazionistica, creando una situazione di stagflazione (crescita economica anemica insieme all'inflazione).


In questo...



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Fisco: e adesso Befera vuole fare il semplificatore…


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Fisco: e adesso Befera vuole fare il semplificatore…

di GIANMARCO LUCCHI


"La lotta all'evasione fiscale fatta da quindicimila uomini dell'Agenzia delle Entrate e da diecimila della guardia di finanza e' impari. Bisogna ripristinare una cultura della legalita"'.Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, rispondendo a una domanda della giornalista Tiziana Ferrario al Festival del lavoro in corso a Fiuggi, nel Frusinate. "Serve una semplificazione della normativa tributaria. La prossima settimana -ha aggiunto Befera- presenteremo una serie di semplificazioni.Ci saranno dei vantaggi,ma bisogna rivedere tutta la normativa fiscale per quella che abbiamo risale agli anni Settanta. Le imposte sono troppe e costano troppo. Il tentativo che stiamo facendo -ha concluso- e' di semplificare laddove e' possibile".


Questa è bella: adesso Befera vuole fare il semplificatore. E poi come farebbero lui e i suoi scagnozzi a rompere le balle ai cittadini sulla base delle assurdità burocratiche architrave delle loro vessazioni?



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Parlamento Europeo: la classifica dei più assenti


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Parlamento Europeo: la classifica dei più assenti

Come ogni anno in questo periodo torna l'appuntamento con la classifica dei più assenti al Parlamento Europeo. 

Quest'anno notiamo che dopo quattro anni dalle elezioni nessuno è riuscito a mantenere il 100% di presenze mentre spicca per assenteismo Gino Trematerra (Udc) che nonostante sia a Strasburgo da meno di due anni è subito stato capace di scendere all'ultimo posto in classifica con appena il 35% di presenze alle votazioni vincendo quest'anno la palma dell'assenteista d'oro.

Subito dopo di lui sul podio degli assenteisti l'argento va ad un altro Udc: Ciriaco De Mita (57,09%) seguito al terzo posto dal bronzo Aldo Patriciello (Pdl), già noto nel "circolo" per essere tra i più assenteisti l'anno scorso.

Resta la triste constatazione sulla scarsissima partecipazione dei nostri rappresentanti in Europa che fa posizionare l'Italia al sestultimo posto tra i 27 paesi membri con l'82% di presenza, a quasi dieci punti percentuali di distanza dagli eurodeputati austriaci che guidano la classifica.

Non mi stancherò mai di ricordare la disparità di trattamento e il privilegio di cui godono quelli che dovrebbero essere i nostri dipendenti. Mentre per noi comuni cittadini giustamente vi è una penalizzazione in caso di assenza ingiustificata al lavoro (detrazione busta paga e nei casi più gravi il licenziamento) nel magico mondo degli eurodeputati non vi è nemmeno decurtazione dallo stipendio (indennità parlamentare di ben 7mila euro). Questo perché il loro statuto (fatto da loro stessi e modificabile solo da loro) così prevede.

Come ogni anno accade anche questa volta prevedo polemiche in seguito alla pubblicazione di questa classifica da parte degli europarlamentari più assenti e dei loro assistenti. L'anno scorso Sonia Alfano (che tra l'altro quest'anno ha un risultato davvero deludente, e lo dico ancor più amareggiato in quanto suo ex-elettore) l'anno scorso rimproverava, che la classifica non prende in considerazione le presenze nelle Commissioni ma solo in Plenaria e che non viene registrato il numero di interrogazioni e risoluzioni presentate dall'eurodeputato.

Per quanto riguarda le presenze in Commissione, sarei felicissimo di poterle integrare a quelle della plenaria ma, guarda caso, come Sonia Alfano sa bene, non esistono dati accessibili al pubblico né a Votewatch riguardanti le presenze in Commissione (e nonostante ...



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Brasile: viene a nudo un “falso” miracolo economico


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Brasile: viene a nudo un "falso" miracolo economico



BRASILE-PROTESTE-2


Fonte:http://otramerica.com/temas/los-brasilenos-desnudan-la-calle-falso-milagro-economico-protestas/2936


Tradotto liberamente da Luciano Lago




Ai media internazionali piace descrivere le "primavere arabe" dove quello che si prepara è qualche cosa di più profondo e meno effimero. Le immense mobilitazioni per le strade delle città brasiliane avvenute in questi  giorni sono il frutto di una resistenza storica e recente. Se i politici iniziano ad inviare segnali di ascolto è perché ci sono migliaia di persone nelle strade che hanno un massiccio appoggio dalla popolazione.


Il fattore scatenante delle proteste è stato quello dell'aumento dei prezzi del trasporto pubblico. Dopo di questo si è sviluppata la protesta per  gli sprechi nelle spese destinate ai megaeventi sportivi  mentre si consolidano le disuguaglianze sociali nel paese. Tuttavia quello che sta accadendo in Brasile non è soltanto una protesta tempestiva o uno scoppio incontrollato come vorrebbero raccontarla alcuni media.                                                                  



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BREAKING NEWS: PANICO PER I DETENTORI DI RISPARMI NELE BANCHE ITALIANE: LA BCE DI DRAGHI SI ARRENDE!!!


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BREAKING NEWS: PANICO PER I DETENTORI DI RISPARMI NELE BANCHE ITALIANE: LA BCE DI DRAGHI SI ARRENDE!!!

ATTENZIONE

ECB Bank Oversight Start Said to Be Delayed to Late 2014

LA 
La BCE di mario draghi non controllera' le banche europee fino al mese di dicembre del 2014 (18 lunghissimi mesi avanti a noi). L'UNIONE BANCARIA EUROPEA (che aiuterebbe a salvaguardare i risparmi dei cittadini europei) NON ENTRERA' QUINDI IN VIGORE TANTO PRESTO.
Il ritardo fa pensare che la situazione delle banche domestiche dei paesi PIIGS sia molto allarmane e la germania non voglia avere il peso di dover far sopportare al sistema europeo (tedesco) perdite che invece saranno indirizzate ai CITTADINI DEI PAESI LE CUI BANCHE RISIEDONO...(con l'unione bancaria, il fallimento di Montepaschi o Unicredit ecc.ecc verrebbe sopportato dall'Europa ..con il ritardo...il problema rimane a Bankit e al governo italiano...ovvero il peso rimane sui cittadini italiani). IL MOTIVO DEL RITARDO (vi era gia' stato uno spostamento da marzo 2014 a luglio..e ora a dicembre...) E' OVVIO...LA GERMANIA. Late...


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Non solo M5S. Le espulsioni dal Partito fioccano anche nel Pd e Pdl ma i media tacciono.


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Non solo M5S. Le espulsioni dal Partito fioccano anche nel Pd e Pdl ma i media tacciono.

L'ultima espulsione decretata dal Movimento Cinque Stelle ha scatenato l'ennesima caccia alle streghe. Il motto è ora : "dagli al grillino".  Nessuno però sembra disposto a ricordarsi che Pd e Pdl, in maniera trasversale, non sono immuni da questo tipo di comportamento. Il Partito Democratico nello scorso anno ha messo in atto un maggior numero di epurazioni rispetto a quelle del Movimento di oggi. Il Pdl non è da meno e punta anche ai parlamentari che hanno deciso di non votare la fiducia al Governo Letta.



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Anche in Russia l'economia si ferma


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Anche in Russia l'economia si ferma

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C'è ancora un "rischio" di recessione e un senso generale "che l'attività di business diminuisca" in Russia. Lo…
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Btp e Bond, come salvare i risparmi


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Btp e Bond, come salvare i risparmi

I pericoli per le Borse e le difese per chi investe


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Le mazzette per i programmi Rai


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Le denuncia un produttore


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“Accordo sulla rappresentanza “, prove di regime


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"Accordo sulla rappresentanza ", prove di regime

da Contropiano


 


 


Un accordo fascista, che non prevede altra rappresentanza che quella dei firmatari. L'analisi del giuslavorista Carlo Guglielmi,la resa di Landini a Camusso e al Pd.


 


Un accordo fascista, che non prevede altra rappresentanza che quella dei firmatari.

L'analisi del giuslavorista Carlo Guglielmi, al congresso Usb, mette a nudo anche la resa di Landini a Camusso. E al Pd.

Qui potete seguire l'ntervento integrale di Guglielmi, chiaro come una lezione di diritto, illuminante come una prova pratica. Conseguenze comprese.


 


 



 


Di seguito, l'analisi dello stesso testo preparata dalla Rete28Aprile della Cgil.


UN SISTEMA AUTORITARIO BUROCRATICO E CENTRALIZZATO DI CONTROLLO SUL LAVORO


COMMENTO AL PROTOCOLLO D'INTESA CGIL CISL UIL CONFINDUSTRIA


TESTO DELL'ACCORDO:


Con la presente intesa le parti intendono dare applicazione all'accordo del 28 giugno 2011 in materia di rappresentanza e rappresentatività per la stipula dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, fissando i principi ai quali ispirare la regolamentazione attuativa e le necessarie convenzioni con gli enti interessati.


Le disposizioni della presente intesa si applicano alle Organizzazioni firmatarie e sono inscindibili in ogni parte.


Commento: 


L'accordo del 28 giugno 2011 autorizza le deroghe, cioè i peggioramenti, dei contratti nazionali ed è bene ricordare che l'articolo 8 della legge Sacconi autorizza anche a fare accordi che peggiorano la legge, compreso lo Statuto dei lavoratori. Questa intesa non mette alcun limite a ciò che imprese e maggioranze sindacali possono concordare.


Le convenzioni con gli enti pubblici coinvolti, INPS e CNEL, implicano soldi pubblici e quindi leggi che ne autorizzino la spesa. Quindi l'accordo vale solo per i firmatari, ma la legge usa i soldi di tutti per finanziarlo.


In sintesi il trucco di fondo è che questo è un accordo che dovrebbe impegnare solo CGIL CISL UIL e Confindustria , ma si applica a tutti e vincola tutti. Anche sulle deroghe a leggi e contratti. Questo non è un accordo sul diritto dei lavoratori a decidere liberamente chi li rappresenta e cosa deve fare, ma un patto tra CGIL CISL UIL e Confindustria per dirigere insieme e dall'alto tutto il sistema dei rapporti di lavoro e impedire ogni dissenso.


TESTO DELL'ACCORDO:


Misurazione della rappresentatività.




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Wall Street sbanda paurosamente


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Wall Street sbanda paurosamente

I segnali c'erano tutti


Il più classico del sell-off, chi aveva in mano qualcosa lo vendeva, non si stava a guardare il prezzo, ora occorre capire quali sviluppi potrà avere la situazione.


Ieri tutti i titoli che fanno parte dell'indice Dow Jones avevano chiuso con un ribasso, oggi è accaduto di peggio, nessuno ha perso meno di un punto percentuale.


Questa "unanimità" è il segnale più evidente che si deve assolutamente parlare di "sell-off" (svendita), d'altronde gli indici americani stavano viaggiando sui massimi assoluti e se non ci si alleggerisce in questi momenti, quando lo si fa?


Tutto è quindi cominciato un mese fa, il 21 maggio, per la precisione, quando gli indici americani ritoccano nuovamente i propri massimi storici, la seduta si concludeva positivamente, anche perché il Presidente della Fed di St. Louis si dichiarava favorevole ad un proseguimento della politica espansionista messa in atto dalla Fed. Non terminava, però, sui massimi perché sul finale di seduta arrivavano delle "inattese" vendite, il giorno dopo, infatti, avrebbe parlato Bernanke davanti al Congresso e forse avremmo assistito a vendite sulla notizia, c'era quindi qualcuno che voleva anticipare.


Ed il giorno dopo accadde proprio quello (a leggere a ritroso le cose tutto ha un senso), Tokyo perde oltre sette punti percentuali, l'Europa fra due e tre punti e l'indice di riferimento della Borsa americana, lo S&P500, sulle parole "rassicuranti" di Bernanke prima arriva a toccare quota 1.687,18 punti, massimo storico, poi "arrivano solo vendite". Quindi le rassicurazioni della Fed non hanno rassicurato nessuno.


Quello era il segnale, Bernanke aveva detto testualmente che l'allentamento quantitativo in Usa sarebbe continuato ancora "per un po' di tempo", oggi quindi abbiamo la certezza che la dicitura "per un po' di tempo" doveva essere messa in contrapposizione alla terminologia utilizzata in precedenza ("per diverso tempo") e quindi andava interpretata come la fine del quantitative easing entro un anno, ciò che è stato annunciato ieri.


Quello che sta accadendo in questi giorni, quindi, non è nulla di sorprendente, era già tutto scritto, se vogliamo l'anomalia sono state le prime due seduta di questa ottava.


Ma, attenzione, c'è ancora una cosa importantissima da sottolineare, anzi decisamente la più importante ed è l'aspetto valutario della vicenda.


Infatti i segnali arrivati dal mercato sembrano (a posteriori naturalmente) evidentissimi, ma potevano trarre in inganno se guardati con la lente "valutaria", infatti il dollaro, rispetto all'euro, si è apprezzato soltanto da ieri, fino al giorno precedente ha continuato ad indebolirsi. Dal 28 maggio fino al 18 giugno si era apprezzato del 4,27% mettendo a segno dodici rialzi in quindici sedute, questo fatto, in effetti molto anomalo, deve aver fuorviato molti traders che si sono "svegliati" solo ieri in concomitanza con il primo storno.


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ITALIA POVERA ITALIA!!! CONFISCHE ED ESPROPRI DEI SOLDI SUI CONTI CORRENTI SEMPRE PIU' VICINE


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ITALIA POVERA ITALIA!!! CONFISCHE ED ESPROPRI DEI SOLDI SUI CONTI CORRENTI SEMPRE PIU' VICINE

Il rialzo dei tassi di interesse in maniera cosi' devastante crea NON POCHI PROBLEMI AI PAESI PIIGS... in particolare L'italia vede il costo del debito pubblico tornare a pesare in maniera devastante.
TI RICORDO CHE MIGLIAIA DI RISPARMIATORI HANNO SPOSTATO I LORO RISPARMI IN SVIZZERA.
SE NON HAI ANCORA PENSATO A UNA PROTEZIONE FALLO SUBITO. SPOSTI I RISPARMI OGGI E METTI IN DICHIARAZIONE SUL QUADRO RW SOLO IL PROSSIMO ANNO...

IL CONTO COSTA 30 EURO ALL'ANNO GRAZIE ALLA CONVENZIONE CHE MERCATO LIBERO HA ORGANIZZATO PER I LETTORI. 
SU RICHIESTA, CONSULENZA GRATUITA PER CHI APRE IL CONTO CON NOI SU ASET ALLOCATION DEI RISPARMI!
PENSATE CHE A FINE FEBBRAIO DI QUEST'ANNO I TASSI D'INTERESSE SUL DECENNALE ITALIANO RAGGIUNSERO IL 4,90%. In quel tempo l'indice di borsa italiano valeva 15.550. (IL MINIMO FU TOCCATO A MARZO A 15.100...
ieri con i tassi al 4,55% (ben 30 bps sotto il tasso di marzo) la borsa ha chiuso allo stesso livello, 15549. IN PRATICA ..SEMBRA CHE LA BORSA E L'ECONOMIA ITALIANA CONTINUI A PEGGIORARE A PARITA' DI TASSI...IL CHE E' ASSOLUTAMENTE DELETERIO.
IN PARTICOLARE MASSIMA ATTENZIONE DA PARTE DEI RISPARMIATORI CHE DETENGONO
1) TITOLI AZIONARI BANCARI (anche non quotati come Veneto banca e Popolare Vicenza)
2) TITOLI OBBLIGAZIONARI BANCARI SIA SENIOR CHE SUBORDINATI
3) LIQUIDITA' SUI CONTI CORRENTI DEPOSITO E VINCOLATI.
L'IMMOBILIARE CONTINUA A SCENDERE DI VALORE. e con il rialzo dei tasi sara' anche peggio (senza contare l'incertezza dovuta alla tasa sulla casa non ancora tolta)  I CREDITI INCAGLIATI DELLE BANCHE CRESCONO CON UNA RAPIDITA' IMPRESSIONATE..ANCHE SE LE BANCHE TENDONO A NASCONDERE SOTTO IL TAPPETO IL PROBLEMA.
Lo spread in forte crescita indica che la SFIDUCIA VERSO IL SISTEMA ITALIA è tornata...ma nel frattempo il sistema paese è molto piu' debole e stremato..DI ALCUNI MESI FA


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IN GRECIA IL GOVERNO STA PER CADERE....L'EUROPA SI STA DISGREGANDO


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IN GRECIA IL GOVERNO STA PER CADERE....L'EUROPA SI STA DISGREGANDO

SONO RIENTRATO A CASA A LUGANO ALLE 22.00, HO PASSATO 4 ORE A LEGGERE INFORMARMI SU QUANTO ACCADUTO IN GIORNATA. 

HO SCRITTO UNA DECINA DI POST CHE CONSIGLIO DI LEGGERE, anche velocemente. SI SPIEGA IL PERCHE' DI CERTI MOVIMENTI DI MERCATO (la discesa di tutti gli assets è spiegata semplicemente come la chiusura di posizioni a leve in quanto i tassi stanno salendo in tutto il mondo) E CHE COSA SI DEVE EVITARE DI COMPRARE E CHE COSA INVECE SI PUO' DETENERE IN PORTAFOGLIO. ma non solo...dal brasile al franco svizzero, dai tassi alle borse passando dalle valute a dall'oro...
SE RITIENI QUESTI ARTICOLI DI TUO INTERESSE CLICCA SULLE PUBBLICITA' E SE TI FA PIACERE PUOI ANCHE FARE  UNA DONAZIONE ...A SUPPORTO DEL NOSTRO LAVORO D'INFORMAZIONE GRATUITA.
L'IMPORTANTE E' NON AVERE RISPARMI IN ITALIA ..LA SITUAZIONE PUO' DEGENERARE DA UN  MOMENTO ALL'ALTRO .....NON GUARDATE LO SPREAD, LA BORSA O I TASI..GUARDATE L'ECONOMIA REALE E IL SUO CROLLO VERTIGINOSO...OGNI SINGOLO GIORNO...IL DISASTRO IMMOBILIARE  E LA SITUAZIONE DA CRISI DI NERVI DEL SISTEMA BANCARIO LOCALE.
UN UNICO GRANDE CONSIGLIO: SPOSTATE TUTTO QUELLO CHE AVETE IN SVIZZERA !!!
CONFISCA SEMPRE PIU' VICINA..MAGARI IN ESTATE MENTRE SIETE SOTTO IL SOLE...
TANTO QUALCHE IMBECILLE PROMOTORE VI HA DETTO CHE FINO A DOPO LE ELEZIONI TEDESCHE C'E' DA STARE TRANQUILLI..E SE COSI' NON FOSSE?

TUTTA LA PROSSIMA SETTIMANA SONO IN SVIZZERA A DISPOSIZIONE PER L'APERTURA DI CONTI CORRENTI CON LA CONVENZIONE MERCATO LIBERO

QUESTO VIDEO INTERVISTA E' STATO GIRATO 18 MESI FA MA E' ANCORA DI ESTREMA ATTUALITA' E TI SPIEGA PERCHE' HA SENSO SPOSTARE I TUOI RISPARMI IN SVIZZERA.
 335.651045  - SKYPE : PBARRAI
IMPORTO MINIMO DI RISPARMI PER LA CONVENZIONE : 150.000 EURO (ma sbrigatevi, presto salira')



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Bce pronta a sganciare per evitare il collasso delle banche italiane


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Bce pronta a sganciare per evitare il collasso delle banche italiane

di ALTRE FONTI


Molti si meravigliano che l'euro abbia ripreso a salire contro dollaro, eppure la spiegazione è semplice: il bilancio della BCE si sta restringendo: meno 15% in un anno. Fatto il regalo al sistema bancario con le due operazioni LTRO che ne ha rimpinguato le casse, spinto i mercati al rialzo, e polarizzato enorme ricchezza in una popolazione sempre più sofferente (i salari non tengono passo alla pur moderata inflazione, anzi con la disoccupazione ai massimi livelli quelli reali stanno letteralmente sprofondando) le banche stanno da qualche tempo restituendo i soldi alla BCE. E' per questa ragione che la banca centrale europea vuole stimolare le banche a liberare riserve minacciando di far pagare interessi sulle stesse.


Ieri dunque si sono rinforzate le voci che Draghi sia pronto a misure non convenzionali e credo che lo farà quanto prima altrimenti non solo l'Europa si ritroverà presto non solo nei guai sui mercati finanziari (le banche sono nuovamente al collasso, specialmente qua da noi) ma potrebbe anche ingrippare l'espansione monetaria globale che giocoforza deve essere coordinata e sostenuta da tutti i pianificatori centrali che emettono moneta.


FONTE ORIGINALE: http://www.usemlab.com



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LA CURVA DI LAFFER


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LA CURVA DI LAFFER



DI EUGENIO BENETAZZO

eugeniobebnetazzo.com




Il prossimo anno vi sarà in questo periodo la ricorrenza della scomparsa decennale di Ronald Reagan, il quarantesimo presidente degli USA, tra gli uomini che con il loro operato ed il loro pensiero hanno maggiormente influenzato il secolo passato. Reagan è sovente ricordato come l'attore cinematografico che è diventato presidente, esaltando il messaggio del sogno americano che chiunque può farcela. I suoi due mandati hanno inciso profondamente sul piano economico e politico degli anni ottanta nella vita di tutte le economie avanzate dell'Occidente. Le sue scelte di politica economica si concentrarono prevalentemente sul taglio delle aliquote fiscali (quindi sensibile riduzione delle tasse) e sull'aumento della spesa pubblica, soprattutto vennero incrementate le spese per la difesa in piena Guerra Fredda con l'URSS.


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IL CASO/ 2. "Vi spiego perché la gente protesta nel ricco Brasile"


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IL CASO/ 2. "Vi spiego perché la gente protesta nel ricco Brasile"

Il Paese, spiega ARTURO ILLIA, nonostante buona parte della popolazione sia sempre più ricca, ancora non vanta un welfare lontanamente paragonabile a quello delle nazioni sviluppate

(Pubblicato il Fri, 21 Jun 2013 06:19:00 GMT)

ARGENTINA/ Così la Corte Suprema decide il futuro della Repubblica, di H. Morel
DIARIO BUENOS AIRES/ La risposta all'alluvione nel segno di Francesco, di H. Morel


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GEO-FINANZA/ La crisi che mette a rischio (anche) i mondiali di calcio


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GEO-FINANZA/ La crisi che mette a rischio (anche) i mondiali di calcio

Il Brasile è teatro in questi giorni di proteste della popolazione, ma anche la situazione economica-finanziaria del Paese non è floridissima. L'analisi di MAURO BOTTARELLI

(Pubblicato il Fri, 21 Jun 2013 06:04:00 GMT)

FINANZA/ I numeri che fanno "ballare" la Cina, di M. Bottarell
SPILLO/ Il "rubinetto" di Bernanke ora mette in pericolo l'Italia, di P. Annoni


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Santuari di Lourdes verso la bancarotta

Santuari di Lourdes verso la bancarotta:
"Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la Terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la Terra.
da il diluvio universale ; Gn 6,13-22, Bibbia

Il dio buono (?) dei cristiani non promette aiuto: è scritto nel suo contratto biblico. In sintesi la Bibbia dice: "non fate cazzate". Da tempo non facciamo che cazzate: come finirà?
Sia come sia, sembra che Gesù, la Vergine e lo Spirito Santo anche mettendosi di buona volontà non possano fare molto per salvare i mercanti del tempio di Lourdes dalla bancarotta dopo la seconda piena (storica...) del Gave de Pau nel giro di 9 mesi (totale di 7,5 mln di euro di danni). La seconda meta turistica francese, almeno per quel che riguarda il sistema dei santuari, va dritta verso la bancarotta*. 30 milioni di euro di budget di funzionamento annuo e, in soli tre giorni, si contano ulteriori cinque milioni di danni, la stagione "turistica" estiva in malora, ristoranti ed alberghi inagibili per mesi e alcuni - da poco faticosamente ristrutturati dopo i danni di fine 2012 - non riapriranno mai più... Un secolo di balordaggine religiosa finito per colpa di poche PPM di CO2 e CH4 in più in atmosfera.
Dopo il picco del petrolio, anche un diluvietto locale costa la vita. 

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