25/06/13

Ai Poli il ghiaccio fonde: a qualcuno interessa?


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Ai Poli il ghiaccio fonde: a qualcuno interessa?

- Marina Perotta - Il ghiaccio fonde sia in Artide sia in Antartide: quali le conseguenze per il Pianeta? Tra fine maggio e inizio di giugno vi abbiamo raccontato dei record di temperature elevate raggiunti in Lapponia, Norvegia e Finlandia, mentre nel centro Europa assistevamo a alluvioni e a inondazioni eccezionali. Li abbiamo definiti eventi [...]


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Il paradosso di Jevons spiegato ai profani



Il paradosso di Jevons spiegato ai profani
EFFETTO CASSANDRA | MAR 25 GIU
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Da "The Oil Crash". Traduzione di MRDi Antonio TurielCari lettori,un secolo e mezzo fa, William Stanley Jevons ha formulato il ... Read more

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Befera vuole da voi altri 545 miliardi...



Befera vuole da voi altri 545 miliardi...
HOME | LUN 24 GIU
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La torchia fiscale è così eccessiva da aver fatto scattare la curva di Laffer: l'ente esattoriale più feroce e inefficiente ... Read more

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La nuova grande potenza mediorientale



La nuova grande potenza mediorientale
AURORA | MAR 25 GIU
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Aangirfan 18 giugno 2013 David Paul Goldman, ebreo, scrive su Asia Times che la Siria e l'Egitto non possono essere ... Read more

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Piano lavoro, la montagna Ue partorisce il topolino


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Piano lavoro, la montagna Ue partorisce il topolino




Tra i veti incrociati, le risorse sono sempre le stesse. Di ambizioso ci sarà poco nel piano-lavoro





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La fine programmata della democrazia


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La fine programmata della democrazia

La fine programmata della democrazia

1 - Il potere ha già cambiato di mano
I veri padroni del mondo non sono più i governi, ma i dirigenti di gruppi multinazionali finanziari o industriali, e di istituzioni internazionali opache (FMI, Banca mondiale, OCDE, OMC, banche centrali). Purtroppo, questi dirigenti non sono stati eletti, malgrado l'impatto delle loro decisioni sulle popolazioni.
Il potere di queste organizzazioni viene esercitato su una dimensione planetaria, mentre il potere di uno Stato è ridotto ad una dimensione nazionale.
Tra l'altro, il peso delle ditte multinazionali nei flussi finanziari ha da tempo superato quello degli Stati.

Di dimensione internazionale, più ricche degli gli Stati, ma anche principale fonte finanziaria dei partiti politici di ogni tendenza nella maggior parte dei paesi, queste organizzazioni si trovano quindi al di sopra delle leggi e del potere politico, al di sopra della demo...


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L’ultimo trucco di Berlusconi


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L'ultimo trucco di Berlusconi

Per Der Spiegel il leader del Pdl potrà contare sull'aiuto del PD quando il Senato voterà sull'interdizione dai pubblici uffici


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VIX: confermata la divergenza con lo SP 500. E il mercato cambia faccia.


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VIX: confermata la divergenza con lo SP 500. E il mercato cambia faccia.


Che fosse soolo una questione di tempo è una cosa detta e ridetta. Tra i tanti grafici che vi avevo proposto, ve ne ripresento uno che è un mix di analisi tecnica ma non solo. Infatti mette a nudo una situazione che avevo denunciato nei mesi scorsi e aveva a chefare con il lungo periodo.
Infatti era evidente l'anomalia di mercato.
Si trattava del grafico sovrapposto dell'indice benchmark mondiale, lo SP 500 e la sua volatilità, il Vix.
Come avevo segnalato, dal mese di marzo si era notato che la volatilità non era più perfettamente decorrelata dall'andamento dell'indice. Anzi, tra VIX e SP 500 la correlazione era diretta.
Eccovi il post di cui sto parlando.


Da una parte una serie di acquisti sui future VIX, e dall'altra chiari segni di prove di exit strategy della Federal Reserve. Presto per dirlo ma…i mercati potrebbero aver detto quasi tutto quanto dovevano dire… Intanto qualcuno ora è al 50% in cash. (clicca qui per vedere il post)


Ed eccovi qui uno dei grafici allora proposti, in questa sede dovutamente aggiornati.
Ovviamente il grande problema era il timing. Ma la visione era corretta.



Grafico VIX e SP 500



Ovviamente, visto che non voglio cadere nella mera autocelebrazione, tutti si chiedono dove andremo a finire.
Inutile negarlo, la situazione resta decisamente difficile per i mercati finanziari. La netta rottura della trendline dello SP 500 non è certo ben augurante, il movimento del mercato obbligazionario ancor meno.
Il rendimento del decennale USA continua a salire…



Rendimento T-note 10yr



E quindi? Massima allerta, nel breve ci possono essere rimbalzi ma, come ho detto in altri recenti post, lo scenario di mercato sta strutt...



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Spagna, la crisi pesa sulla popolazione

Spagna, la crisi pesa sulla popolazione: Per la prima volta in 40 anni i residenti sono calati - Stranieri in fuga

Cabras: licenziati i maggiordomi, rivogliamo sovranità

Cabras: licenziati i maggiordomi, rivogliamo sovranità:
Un’Italia «compiacente e intimidita», secondo Ezio Mauro, si sta chiedendo che cosa succederà adesso, dopo la sentenza sul caso Ruby, con la quale il tribunale di Milano condanna in primo grado Berlusconi a sette anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nessuno, aggiunge il direttore di “Repubblica”, si pone «la vera domanda». E cioè: «Cos’è accaduto davvero negli ultimi vent’anni in questo sciagurato paese, nell’ombra di un potere smisurato e fuori da ogni controllo, che concepiva se stesso come onnipotente ed eterno? E com’è potuto accadere, tutto ciò, in mezzo all’Europa e agli anni Duemila?». Un editoriale che, incredibilmente, “dimentica” che il male oscuro dell’Italia è lo stesso che sta piegando la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda – paesi, com’è noto, mai governati dal Cavaliere. La domanda – quella vera – se la pone Pino Cabras: che fine hanno fatto i presunti antagonisti di Berlusconi, quelli a cui “La Repubblica” – da Bersani in giù – ha inutilmente spianato l’ultima campagna elettorale? (continua…)

Forex: la Fed sta commettendo un grosso errore? Accuse di eccessivo ottimismo

Forex: la Fed sta commettendo un grosso errore? Accuse di eccessivo ottimismo:
Si tratta della decisione di cui tutti parlavano. Nella più recente decisione sui tassi del FOMC, la Fed ha infine confermato la speculazione del mercato secondo cui la banca centrale potrebbe presto ridimensionare i suoi acquisti di asset.
Ben Bernanke ha annunciato che la Fed potrebbe ridurre i suoi acquisti di asset, che ammontano attualmente a 85 miliardi dollari al mese, entro la fine dell'anno. Egli ha anche detto che si potrebbe porre fine al QE3 entro la metà del 2014.
Di (...)
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Italia e Turchia: indovinate

http://www.finanzaelambrusco.it/economia-lavoro/1860-indovinello.html

IL GETTITO FISCALE CROLLERA' (basta aprire gli occhi e parlare con la gente .... )

IL GETTITO FISCALE CROLLERA'


Forum:  Economia, Futures, Cambi, Commodities, Bonds > Next is Italy, La Prossima è l'Italia

Conosco tantissime persone che hanno smesso di pagare qualunque tipo di tassa, per la semplice ragione che a malapena riescono a racimolare i soldi per la minima sopravvivenza. A queste persone, sostanzialmente fallite, lo stato non riuscirà a spillare un euro, neanche con il carcere. Ma la cosa più grave di questo fenomeno è che una volta che salti dei pagamenti, il debito verso lo stato inizia a crescere esponenzialmente, rendendo praticamente impossibile rimettersi in regola.

Diventi un paria, uno che non si può più intestare nulla, neanche una macchina scassata da 200 euro, e che non può neanche aprire un conto corrente. E' evidente che a queste condizioni questi debitori irredimibili non hanno alcun interesse a pagare più nulla allo stato, perchè resterebbero sempre e comunque degli emarginati, economicamente parlando.

E' come chiedere ad un criminale condannato a morte di costituirsi, oppure ad uno che ha 3 ergastoli di non commettere reati, altrimenti aumenterebbe la sua pena.

Esistono crediti dello stato nati oltre trent'anni fa, e che praticamente non vanno mai in prescrizione. Si prescrivono i reati, si prescrivono le pene detentive, ma non si prescrivono questi debiti. In questo modo lo stato coltiva una moltitudine di evasori totali, che non trovano alcun vantaggio a mettersi in regola, dal momento che comunque non sarebbero in grado di estinguere il vecchio, e quindi si ritroverebbero comunque inguaiati.

Proprio oggi mi sono visto con un amico che dovrebbe allo stato altre 300 mila euro. Questa somma scaturisce da una serie di inadempimenti sostanzialmente stupidi che, però, si sono accumulati, generando interessi, sopratasse, aggi, e tante altre assurdità da aver portato il debito a questa cifra. Io lo conosco bene, e posso garantire che non ha mai guadagnato nulla di più di quanto fosse necessario alla minima sopravvivenza.
Ora, se anche il mio amico decidesse di pagare 1000 euro al mese del vecchio debito, cosa assolutamente impossibile, questo debito continuerebbe a crescere.

Ora vorrei fare una domanda? Chi di voi sarebbe disposto a vivere nella miseria più nera, ed a privare i propri figli anche di una semplice paio di scarpe, per pagare le rate di un debito che continuerebbe a crescere all'infinito? Non credo che esistano persone tanto stronze da farlo, ne chiederei l'immediato ricovero.

Sta di fatto che il mio amico, come qualche milione di italiani, non pagherà mai più un euro di tasse allo stato. E mi pare che lo stato, con questo atteggiamento, stia facendo un pessimo affare.

Il solito benpensante sosterrà che chi non paga questi debiti dovrebbe andare in galera. Innanzi tutto vi assicuro che il mio amico farebbe volentieri un po di galera se finalmente questo debito fosse estinto. Ma questo non accade. Ma la cosa che gli stupidi non capiscono, è che le persone con debiti verso lo stato sono milioni. Ora, secondo voi, lo stato potrebbe mettere in galera milioni di persone, quando sappiamo che non è in grado di tenere al fresco criminali incalliti per mancanza di spazio? Ne dubito.

Proprio l'altro giorno ho visto i dati del sommerso in America: si tratta del 18% del PIL. Questo vuol dire che almeno 40 milioni di americani sono evasori fiscali. Ma come? Non ci raccontano che negli USA sono tutti contribuenti onesti, perchè chi non paga le tasse va in galera? Se, come sostiene Zibordi, in questo momento in America sono detenute per evasione fiscale 2000 perone, vuol dire che mettere in galera i piccoli evasori è semplicemente impraticabile, anche nel paese con il maggior numero di detenuti in rapporto alla popolazione.

Nella tabella del sommerso si evince chiaramente che tanto più i paesi sono ricchi, tanto più è bassa la percentuale di economia sommersa. Questo dato, a volerlo leggere con onestà intellettuale, dimostra che l'evasione fiscale è uno strumento di sopravvivenza. E se qualcuno crede che uno stato, qualsiasi stato, riesca a convincere un cittadino a privarsi dell'indispensabile per pagare le tasse, vuol dire che della vita e della natura umana non ha capito un Kazzo.

Questi stessi imbecilli, che sproloquiano a vanvera, non sanno che ad un disgraziato disoccupato con moglie e figli che riesce a guadagnare 1200 euro al mese con lavori saltuari, lo stato chiede, tra contributi, imposte e balzelli vari, oltre 800 euro. Ma vi pare normale?

Vi pare normale che il sistema tributario di un paese civile non contempli l'esenzione da qualunque tassa di quella parte di reddito strettamente necessaria alla sopravvivenza? Vi pare normale che ad un giovane disgraziato che ha aperto una partita IVA con la speranza di sbarcare il lunario, e che invece chiude l'esercizio in perdita, lo stato pretenda che paghi i contributi obbligatori su un reddito minimo presunto. E poichè questo ragazzo non avrà i soldi per pagare ciò che lo stato pretende, dovrà sperare nell'aiuto dei genitori, altrimenti si ritroverà un debito che inizierà a crescere senza sosta, ed entrerà nel club dei perpetui evasori.

Sono appena tornato da Pescara, e ne sono tornato sconvolto. Il numero delle saracinesche abbassate cresce quotidianamente. La maggior parte di costoro che chiudono lo fanno lasciano debiti con tutti, dal padrone di casa, ai fornitori, dalle banche, allo stato. Ma qualcuno di voi crede che questi saranno in condizione di ripagare i loro debiti? Ne dubito. Ma la cosa che deve far riflettere è un'altra: credete forse che qualcuno di loro, in questo momento riuscirà a trovare un lavoro regolare?
Non troveranno nulla, e, naturalmente, si arrangeranno lavorando in nero. Non ho mai visto nessuno che si siede davanti ad un ufficio di collocamento e si lascia morire di fame in attesa che qualcuno lo assuma.

Se poi consideriamo che queste persone non hanno diritto a nulla, che sia cassa integrazione o indennità di disoccupazione, è facile intuire che ingrosseranno le fila del sommerso.

Ed ora arriviamo al dunque: l'evasione fiscale, nonostante tutti gli sforzi che lo stato sta facendo, aumenta a vista d'occhio. E si tratta dell'evasione di chi non ha nulla da perdere, e quindi di fronte alla quale lo stato è semplicemente impotente. Ma credete che chi non ha nulla e deve provvedere alla famiglia si preoccupi di un accertamento fiscale? Suvvia! siamo seri.

L'Italia, ragazzi, è fallita. Le chiacchiere dei politici servono giusto a prendere tempo. Si dibatte di come trovare 2 miliardi, quando il gettito crollerà di decine di miliardi. Ed il collasso avverrà a Novembre, con il pagamento degli acconti. Quando verranno fuori i dati il panico si impossesserà del governo. Non so se voi avete ancora la forza di seguire i disgustosi dibattiti televisivi. Fatene a meno, se potete, e salvate il salvabile.

Carrello vuoto: nella Gdo gli alimentari crollano più che nei piccoli negozi


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Carrello vuoto: nella Gdo gli alimentari crollano più che nei piccoli negozi

di REDAZIONE


Si e' verificato un crollo storico nelle vendite alimentari della grande distribuzione che segnano una drammatica riduzione del 4,7 per cento, mai avvenuta negli anni della crisi. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti relativa al commercio al dettaglio alimentare nell'aprile 2013 dalla quale si evidenzia che il calo di vendite della grande distribuzione rispetto allo scorso anno e' stato addirittura superiore a quello dei piccoli negozi (-4,2 per cento) mentre ad aumentare solo i discount alimentari. La crisi si allarga a macchia d'olio e dopo aver colpito duramente i piccoli negozi – sottolinea la Coldiretti – aggredisce nell'alimentare anche la grande distribuzione dove si moltiplicano le promozioni e le vendite sottocosto.


E' questo il drammatico risultato della spending review a cui, a causa del crollo del potere di acquisto, sono state costrette in Italia ben sette famiglie su dieci (71 per cento) che hanno modificato la qualita' e la quantita' dei prodotti. Le famiglie italiane che hanno svuotato il carrello dei prodotti base per l'alimentazione dalla frutta (-4 per cento) al pesce (-5 per cento), dalla carne bovina (-6 per cento) al vino (-7 per cento) fino all'olio di oliva (-8 per cento), secondo le elaborazioni Coldiretti sulla base dei dati Ismea del primo trimestre. A preoccupare – continua la Coldiretti – e' anche il peggioramento della qualita' dei prodotti alimentari acquistati dagli italiani per l'aumento della presenza di cibi low cost realizzati con ingredienti di bassa qualita'. Oltre un certo limite sul cibo non e' possibile risparmiare se non si vuole mettere a rischio la salute ed e' ad esempio infatti sospetta secondo la Coldiretti l'offerta di bottiglie di olio di oliva extravergine a prezzi che non riescono nemmeno a coprire il costo di raccolta delle olive. L'unica forma commerciale ad aumentare in modo significativo in tempi di crisi e' il commercio ambulante che, secondo un'indagine Unioncamere, tra il 2009 e il 2012, ha visto aumentare il numero di imprese iscritte ai registri delle Camere di commercio di 17.458 unita', piu' del 10 per cento. Lo dimostra il boom dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove – conclude la Coldiretti – nel 2012 hanno fatto la spesa 21 milioni di italiani, 7 dei quali abitualmente.



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Brasile: già finito il sogno petrolifero


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Brasile: già finito il sogno petrolifero

"Il petrolio ed il gas sono un dono di Dio per il Brasile,
ma potrebbero tramutarsi anche in una maledizione..."
Lula, ex-presidente del Brasile (2009)*
 
 
Quattro anni dopo queste dichiarazioni di Lula, quasi cinque anni dopo la scoperta di grandi giacimenti sottomarini nelle acque territoriali brasiliane... a che punto siamo? L'export non è affatto decollato. Soprattutto per il gas naturale, il saldo import/export è negativo per il 14esimo anno consecutivo**: tuttora i brasiliani consumano il doppio del gas che producono (circa 900 miliardi di piedi cubici annui a fronte di soli 450 disponibili sul mercato interno). E dalla fine del 2011 il Brasile è di nuovo tornato ad essere anche un importatore di petrolio, il "sogno" di diventare in modo durevole e stabile un paese esportatore (a cui credevano solo gli allocchi) non è durato neanche tre anni! Una "nuova" classe media, nel frattempo, si è creata e grazie a questa bolla di energia, lavoro, denaro ed aspettative ora vorrebbe comprare auto, case, fare vacanze... Aumentando la VIOLENTA aspettativa anche delle classi "inferiori", che classe media non lo saranno mai e forse l'hanno capito e e per questo mettono a ferro e fuoco le città. Avranno tutti quanti una sorpresa, perchè prestissimo arriverà il declassamento di decine di milioni di "nuovi" borghesi brasiliani: quel giorno anche molti genitori, non solo giovanotti, saranno nelle piazze a dar fuoco... ai loro stessi ex-uffici, pigliar a calci i poliziotti di cui oggi invocano l'aiuto contro "i devastatori scesi dalle favelas".
 
Ed il risultato di tutto questo ridimensionamento energetico brasiliano, alla fin fine qual'è? Beh alla prima scintilla ecco che le città sono tempestate da ondate di violenza che in pochi giorni trasformano interi quartieri in zone di guerriglia e saccheggio.
Eccola qua la "maggiore speranza" dei paesi del B.R.I.C.: giovani armati di bastoni e coltelli che non esiteranno a sgozzare i loro fratelli per un iPhone oggi, per una pila domani, per una mela tra qualche mese.
Segue breve compilation delle devastazioni in corso in Brasile. 




*link : http://www.geologi.info/brasile-i-nuovi-giacimenti-renderanno-il-paese-in-grado-di-esportare-petrolio_news_x_3425.html
**link : <...


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Banche in Cina : scenario come nel 2007 prima della crisi subprime


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Banche in Cina : scenario come nel 2007 prima della crisi subprime

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I problemi del mercato immobiliare cinese e dei prestiti tossici nelle banche della Cina sono altrettanto gravi di quelli americani che avevano fatto scoppiare la crisi subprime nel 2007 negli Stati Uniti.

E' l'opinione di Mark Mobius, investitore di Franklin Templeton.
Mobius gestisce circa 53 miliardi di dollari nei mercati in via di sviluppo e in Cina ha investito più soldi che in qualsiasi altra piazza finanziaria.

La situazione delle banche cinesi viene commentata dall'agenzia di rating Standard & Poor's, che esattamente come aveva fatto nel 2007 – quando aveva escluso il rischio di default per le banche e le altre società americane piene di crediti a rischio pignoramento – ha previsto che le banche cinese non faranno fallimento.
Secondo Mobius, l'unico motivo per cui in Cina non vi sarà alcun default e nessun scenario tipo Lehman Brother è perchè, al contrario di quelle americane, le banche cinesi sono statali e non verranno mai fatte fallire.

L'articolo Banche in Cina : scenario come nel 2007 prima della crisi subprime sembra essere il primo su Ticinolive.



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L'Italia dichiari la bancarotta


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L'Italia dichiari la bancarotta






A sinistra c'è il cafè Le metro, a destra il Ronsard. Uno di fronte all'altro, con la stessa veranda affacciata sul viale e lo spazio interno percorso dalla luce dei paralumi e dai riflessi degli specchi. In mezzo scorre Boulevard Saint Germain: 30 metri di asfalto antracite, bollente e polveroso, la colonna vertebrale della rive gauche parigina.


«Una volta, i giornalisti li ricevevo dall'altra parte: il proprietario del caffè abita al primo piano, proprio sotto il mio appartamento, peccato che mia moglie ci abbia litigato». Il teorico della decrescita, Serge Latouche, si presenta al tavolino del Ronsard con un affare di condominio e la fatica di attraversare la strada.








A dispetto delle lunghe gambe e dello sguardo da marinaio, l'economista 72enne sembra desideroso di restringere il mondo. Anche quello che lo circonda, fatto di caffé dove si dibatte di politica e flilosofia, da cui sono passati sia Adam Smith sia Karl Marx.


LA NECESSITÀ DI UNA DECRESCITA. Latouche ha cominciato a parlare di globalizzazione quando la parola non era nemmeno nei dizionari, ma da poco era stato pubblicato il rapporto dell'associazione non governativa Club di Roma sui limiti dello sviluppo e la fine del petrolio.


Ha riletto i liberali classici e il padre del comunismo e ne ha concluso che né il capitalismo concorrenziale teorizzato dai primi, né l'economicismo statalista di Marx sarebbero stati capaci di dar vita a una società in equilibrio con l'ecosistema.


Entrambi, anzi, avrebbero portato al collasso. Così ha messo in discussione il concetto di sviluppo come progresso, teorizzando la necessità di un dopo-sviluppo, della decrescita: l'uscita dal dominio dell'economia e una rifondazione culturale, fondata sulla limitazione dei bisogni.


CONTROCULTURA GLOBALE. Le sue idee si sono diffuse attraverso il mondo globalizzato, div...


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Supercazzola Geniale&Rivoluzionaria: in questa Italia...Fare al Meglio il Nostro Minimo


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Supercazzola Geniale&Rivoluzionaria: in questa Italia...Fare al Meglio il Nostro Minimo

Che posso dire?

Il colpo di genio lo si riconosce subito...

..quell'estro della supercazzola antani come se fosse a destra che sorgeva di colpo nella mente del mitico quintetto di "Amici Miei"....e venivano fuori delle "zingarate" eccezionali....



Stamattina, mentre leggevo qua e là...documentandomi ed informandomi come sempre 12 ore al giorno da circa 200 fonti diverse, ho riconosciuto la "zingarata di genio" nel post di FunnyKing (Rischio Calcolato)...



Per chi non è riuscito a fuggire...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Crisi: l'Europa sta perdendo tempo. Issing, l'architetto dell'Euro alla Cnbc


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Crisi: l'Europa sta perdendo tempo. Issing, l'architetto dell'Euro alla Cnbc

L'Europa ha sperperato tempo prezioso portando avanti riforme nel periodo in cui la banca centrale supportava l'economia. A dirlo alla Cnbc è Otmar Issing, presidente del Center for Financial Studies, ex economista capo della Banca Centrale Europea, nonché considerato uno degli "architetti" dell'Euro.

In alcuni paesi si è letteralmente sprecato tempo. Ne è un esempio la Francia; il governo si è mosso nella direzione sbagliata ed ora è necessario fare dei passi indietro e portare avanti nuove (...)


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Economia internazionale
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Il Paradiso amaro che ci lascia Bernanke


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Il Paradiso amaro che ci lascia Bernanke

Negli ultimi Ben Bernanke si è impegnato in una spregiudicata politica monetaria espansiva per il rilancio dell'economia Usa. Ora ha annunciato di voler "sollevare il piede" dall'acceleratore ed è prossima anche la sua uscita di scena dal vertice della Fed. Ma con i tassi di interesse in risalita gli investimenti soffriranno in tutto il mondo. [...]


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L’Europa si prepari al dopo-Fed


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L'Europa si prepari al dopo-Fed

di Alberto Quadrio Curzio, da Il Sole 24 Ore, 25 giugno 2013I tassi di interesse su tutti i titoli di stato di Paesi (America, Inghilterra, Francia, Germania ) che avevano fruito di una situazione privilegiata (per la loro presunta o reale maggiore affidabilità) durante la crisi sono aumentati da quando il 19 giugno il presidente [...]


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Mediobanca: l'Italia chiederà aiuti all'Ue entro sei mesi

Mediobanca: l'Italia chiederà aiuti all'Ue entro sei mesi

Mediobanca: l'Italia chiederà aiuti all'Ue entro sei mesi
A preoccupare Mediobanca l'arrivo dei pagamenti di Bot e Btp e, soprattutto, l'aumento vertiginoso dei rendimenti. Con il loro rialzo per Spagna e Italia sarebbe la fine. Bisognerebbe trovare al più presto un sostituto della Fed per l'Europa e il primo nome che viene in mente è la Bce.

Intermarket: torna la percezione del rischio finanziario (come vuole la FED)

Intermarket: torna la percezione del rischio finanziario (come vuole la FED)

La FED ottiene maggiore , torna ad essere ponderato il ma nello stesso tempo, il sistema bancario cinese e la PBOC ci mettono del loro. Di riflesso, aumentano i tassi e lo spread. E’ proprio vero, quando la magia si rompe, tutte le disgrazie si susseguono a ruota. Sembrava che tutto potesse salire all’infinito, anche ...

ALLARME AUMENTO IVA: DOVE TROVARE 2 MILIARDI DI EURO?

ALLARME AUMENTO IVA: DOVE TROVARE 2 MILIARDI DI EURO?

DUE FOTTUTISSIMI MILIARDI DI  di Paolo Cardenà - I governanti si stanno rompendo le meningi per trovare due fottutissimi  miliardi di  per scongiurare l'aumento dell' che, altrimenti, scatterebbe tra poche settimane. Ricordo che i due miliardi di gettito previsti per il 2013, sul totale della spesa pubblica, valgono appena lo 0.25% del ...

Commercio: Coldiretti, crollo grande distribuzione mai visto (-4,7%)

Commercio: Coldiretti, crollo grande distribuzione mai visto (-4,7%)

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - ''Si e' verificato un crollo storico nelle vendite alimentari della grande distribuzione che fanno segnare una drammatica riduzione del 4,7 per cento, mai avvenuta negli anni della crisi''. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa al commercio al dettaglio alimentare nell'aprile 2013 dalla quale si evidenzia che ''il calo di vendite della grande distribuzione rispetto allo scorso anno e' stato addirittura superiore a quello dei piccoli negozi (-4,2 per cento) mentre ad aumentare solo i discount alimentari''.

Egitto. Altissima tensione


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Egitto. Altissima tensione

Egitto. Altissima tensione
Truppe USA e di altri 13 Paesi dispiegate al confine con Israele. Il Paese si prepara alla manifestazione di domenica. Morsi nega il rimpasto di governo.
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Credit Suisse, le tensioni cinesi ritarderanno il tapering della Fed


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Credit Suisse, le tensioni cinesi ritarderanno il tapering della Fed

Tenere le cinture allacciate, ma puntare sulle borse. Per gli analisti della banca svizzera la Cina diventerà un problema per i mercati globali se il [...]




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Intermarket: torna la percezione del rischio finanziario (come vuole la FED)


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Intermarket: torna la percezione del rischio finanziario (come vuole la FED)



La FED ottiene maggiore volatilità, torna ad essere ponderato il rischio finanziario ma nello stesso tempo, il sistema bancario cinese e la PBOC ci mettono del loro. Di riflesso, aumentano i tassi e lo spread.


E' proprio vero, quando la magia si rompe, tutte le disgrazie si susseguono a ruota.
Sembrava che tutto potesse salire all'infinito, anche se era palese che il giochino prima o poi dovesse rompersi. Ed ecco che il giochino, guidato a tavolino dalla FED, ha iniziato a scricchiolare.


Alle problematiche della più potente banca centrale del globo si sono poi aggiunte, come denunciato recentemente, le difficoltà del sistema bancario cinese.
Tassi interbancari che decollano letteralmente, e PBOC che preferisce non fornire al mercato ulteriore liquidità. La fonte ufficiale dice che lo fanno per evitare ulteriori speculazioni. La banca centrale e' preoccupata per l'espansione del rischioso sistema bancario ombra cinese e invita i singoli istituti a gestire più oculatamente il credito. La banca del Popolo esclude rischi di credit crunch, ma evita di immettere altra liquidita' dentro un sistema che minaccia di diventare esplosivo. Ecco qui spiegato in un grafico, il perverso meccanismo cinese che però si sta rompendo in quanto il punto 5, il retail, si sta rendendo conto che qualcosa non funziona... (Source: ZH)



Nel frattempo il nostro mitico spread BTP Bund prende il largo e va a 327pb. Non male per un indicatore che fino a qualche giorno fa girava in area 250bp.



Da questa tabella si evince che i rendimenti NON solo dei BTP sono lievitati. E lo spread resta certo un parametro interessante per valutare il rischio Italia, però il nostro g...



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Commercio:vendite -2,9%, alimentari-4,5%


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Commercio:vendite -2,9%, alimentari-4,5%

Istat, e' decimo calo consecutivo per dettaglio


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ASIA - CINA - La borsa di Shanghai affonda sempre più. Si teme una crisi del credito come negli Usa


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ASIA - CINA - La borsa di Shanghai affonda sempre più. Si teme una crisi del credito come negli Usa

Il credito in essere della Cina è arrivato al 200% del Prodotto interno lordo. Finisce il periodo del prestito facile. Molti debitori - fra cui banche - rischiano l'insolvenza. Timori per le economie della regione, che esportano verso il potente vicino.


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La Guardia di Finanza sta acquisendo documenti nelle sedi di 41 squadre di calcio di Serie A, B e Lega Pro, per un’indagine della procura di Napoli



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Idem tu, Yosefa?

Anche la sinistra moralista comincia a volersi bene, stanca dello spirito di servizio, lo predica, ma non lo pratica. Ha scoperto le poltrone, il sesso, il danaro e soprattutto la casa. Avevamo avuto Marrazzo e i trans, Frisullo e le escort di Tarantini, le case comperate a sconto e rivendute in guadagno da Nicola Mancino, in affitto facilitato come quella della compagna del sindaco Pisapia o in esenzione di Iva per Josefa, da ieri ex ministro delle pari opportunità e dello sport.
Siamo rimasti sconcertati: la Idem è un’atleta tutta d’un pezzo e poi tedesca, non una qualsiasi furbastra italiana. Eppure non sapeva di vivere in una palestra, mentre marito e figli viv evano nella vicina abitazione e anziché dall’affetto dei suoi cari, era circondata da attrezzature da palestra su cui


leggi tutto:

http://www.finanzaelambrusco.it/politica/1869-idem-tu-josefa.html

Come la Germania ha vinto nella crisi europea (e perché i suoi successi potrebbero essere effimeri)

Deutschland uber alles... ma potrebbe durare poco  - Un articolo pubblicato su Foreign Affairs riassume (pur con qualche vena di ammirazione) il "miracolo" dell'economia tedesca, ma spiega anche una delle condizioni necessarie su cui si fonda l'attuale performance di successo del modello tedesco: la sconfitta del resto d'Europa. Nelle conclusioni gli autori ricordano come un successo del genere sia minato alla base e che, senza un riaggiustamento a cui la Germania stessa deve contribuire, sarà un fallimento per tutti. Anche perché già ora l'economia tedesca mostra segni di peggioramento....Continua a leggere

Friuli, commercio al palo. Entro fine anno chiuderanno 1200 negozi

Friuli, commercio al palo. Entro fine anno chiuderanno 1200 negozi


di REDAZIONE
Il settore del commercio al dettaglio ha perso in Friuli Venezia Giulia, in base ai dati forniti dall’osservatorio della Confesercenti, perse 624 attivita’. E ammontano ad altre 1244 le chiusure stimate entro la fine dell’anno.
Il fanalino di coda e’ il settore alloggio e somministrazione, con 168 chiusure 
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Unione Europea? Come la ex Jugoslavia potrebbe disintegrarsi

Unione Europea? Come la ex Jugoslavia potrebbe disintegrarsi


di FABRIZIO DAL COL
I padri fondatori dell’Unione Europea non furono affatto così lungimiranti come si è sempre voluto far credere, ma tutti quelli che sono arrivati dopo e si sono cimentati nell’ardua impresa di proseguire il cammino europeo iniziato negli anni 50, oggi vorrebbero costituire in fretta e furia …
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Potevano liberare Moro, ma una telefonata fermò il blitz - DA NON PERDERE L'ULTIMO LIBRO DEL GIUDICE IMPOSIMATO SUL CASO MORO ... LA TATA LO STA FINENDO ... E LA VERGOGNA DI QUESTA ITALIA AUMENTA ...

Potevano liberare Moro, ma una telefonata 

fermò il blitz

di Libre
Il giorno prima di morire, Aldo Moro era a un passo dalla salvezza: le forze speciali del generale Dalla Chiesa stavano per fare irruzione nel covo Br di via Montalcini, sotto controllo da settimane. Ma all’ultimo minuto i militari furono fermati da una telefonata giunta dal Viminale: abbandonare il campo e lasciare il presidente della Dc nelle mani dei suoi killer. E’ la sconvolgente rivelazione che Giovanni Ladu, brigadiere della Guardia di Finanza di stanza a Novara, ha affidato a Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Corte di Cassazione, in passato impegnato come magistrato inquirente su alcuni casi tra i più scottanti della storia italiana, compreso il sequestro Moro. Prima di passare il dossier alla Procura di Roma, che ora ha riaperto le indagini, Imposimato ha impiegato quattro anni per verificare le dichiarazioni di Ladu, interrogato nel 2010 anche dal pm romano Pietro Saviotti.
Decisive, a quanto pare, le testimonianze degli ex “gladiatori” sardi Oscar Puddu e Antonino Arconte, l’allora agente del Sismi che tempo fa rivelò di aver ricevuto da Roma la richiesta di contattare in Libano i palestinesi dell’Olp per favorire la liberazione di Moro, ben 14 giorni prima che lo statista venisse effettivamente rapito. Secondo il brigadiere Ladu, all’epoca semplice militare di leva nei bersaglieri, la prigione romana di Moro, in via Montalcini 8, era stata individuata dai servizi segreti e da Gladio e controllata per settimane. Non solo: «L’8 maggio del 1978 – scrive  Piero Mannironi su “La Nuova Sardegna” – lo statista Dc che sognava di cambiare la politica italiana doveva essere liberato con un blitz delle teste di cuoio dei carabinieri e della polizia, ma una telefonata dal Viminale bloccò tutto, e il giorno dopo Moro fu ucciso. Il suo cadavere fu fatto ritrovare nel portabagagli di una Renault rossa in via Caetani. In quel momento – continua Mannironi – la storia italiana deragliò da un percorso progettato da Moro e dal suo amico-nemico Berlinguer, tornando nello schema ortodosso della politica dei blocchi e incamminandosi poi verso un tragico declino morale».
Il giudice Imposimato, ora avvocato, conobbe il super-testimone Giovanni Ladu soltanto nel 2008: «Si presentò nel suo studio all’Eur insieme a due colleghi, autorizzato dal suo comandante». Il brigadiere delle Fiamme Gialle aveva scritto un breve memoriale, nel quale sosteneva di essere stato con altri militari a Roma, in via Montalcini, per sorvegliare l’appartamento-prigione in cui era tenuto il presidente della Dc. Un appostamento cominciato il 24 aprile 1978 e conclusosi l’8 maggio, alla vigilia dell’omicidio di Moro. Perché Ladu ha atteso ben trent’anni anni prima di parlare? «Avevo avuto la consegna del silenzio e il vincolo al segreto – ha detto a Imposimato – ma soprattutto avevo paura per la mia incolumità e per quella di mia moglie. La decisione di parlare mi costa molto, ma oggi Ferdinando Imposimatospero che anche altri, tra quelli che parteciparono con me all’operazione, trovino il coraggio di parlare per ricostruire la verità sul caso Moro».
Ladu ha raccontato che il 20 aprile del 1978 era partito dalla Sardegna per il servizio militare. Destinazione: 231° battaglione bersaglieri Valbella di Avellino. Dopo tre giorni, lui e altri 39 militari di leva furono fatti salire su un autobus, trasportati a Roma e alloggiati nella caserma dei carabinieri sulla via Aurelia, vicino all’Hotel Ergife. Furono divisi in quattro squadre e istruiti sulla loro missione: sorveglianza e controllo di uno stabile. A tutti i militari fu attribuito uno pseudonimo, e Ladu diventò “Archimede”. Lui e la sua squadra presero possesso di un appartamento in via Montalcini che si trovava a poche decine di metri dalla casa dove, dissero gli ufficiali che coordinavano l’operazione, «era tenuto prigioniero un uomo politico che era stato rapito». Il nome di Moro non venne fatto, ma tutti capirono.
Il racconto di Ladu è ricco di dettagli: controllo visivo 24 ore su 24, micro-telecamere nascoste nei lampioni, controllo della spazzatura nei cassonetti. Per mimetizzarsi, i giovani militari di leva indossavano tute dell’Enel o del servizio di nettezza urbana. Così controllarono gli spostamenti di “Baffo”, poi riconosciuto come Mario Moretti, che entrava e usciva sempre con una valigetta, o della “Miss”, Barbara Balzerani. Vestito da operaio, un giorno Ladu fu inviato con un commilitone a verificare l’impianto delle telecamere all’interno della palazzina dove era detenuto Moro. Invece di premere Moro nelle mani delle Brl’interruttore della luce, il brigadiere sardo si sbagliò e suonò il campanello. Aprì la “Miss” e Ladu improvvisò con prontezza di spirito, chiedendo se era possibile avere dell’acqua.
Un racconto agghiacciante nella sua precisione, continua il reporter della “Nuova Sardegna”. Nell’appartamento sopra la prigione di Moro erano stati piazzati dei microfoni che captavano le conversazioni. La cosa che stupì Ladu era che il personale addetto alle intercettazioni parlava inglese. «Scoprimmo in seguito – ricorda – che si trattava di agenti segreti di altre nazioni, anche se erano i nostri 007 a sovrintendere a tutte le operazioni». Altri particolari: era stato predisposto un piano di evacuazione molto discreto per gli abitanti della palazzina ed era stata montata una grande tenda in un canalone vicino, dove era stata approntata un’infermeria nel caso ci fossero stati dei feriti, nel blitz delle teste di cuoio, le unità speciali antiterrorismo dei carabinieri di Dalla Chiesa.
«L’8 maggio tutto era pronto – dice ancora Ladu – ma accadde l’impensabile. Quello stesso giorno, alla vigilia dell’irruzione, ci comunicarono che dovevamo preparare i nostri bagagli perché abbandonavamo la missione. Andammo via tutti, compresi i corpi speciali pronti per il blitz e gli agenti segreti. Rimanemmo tutti interdetti perché non capivamo il motivo di questo abbandono. La nostra impressione fu che Moro doveva morire». Ladu ha raccontato di aver sentito dire da alcuni militari dei corpi speciali che tutto era stato bloccato da una telefonata giunta dal ministero dell’interno. Mentre smobilitavano, un capitano intimò al brigadiere sardo: «Dimenticati di tutto quello che hai fatto in questi ultimi 15 giorni». Successivamente, seguendo una trasmissione in tv, Ladu avrebbe riconosciuto uno degli ufficiali che coordinavano l’operazione: il Antonino Arcontegenerale Gianadelio Maletti, ex capo del controspionaggio del Sid, che i militari in quei giorni avevano soprannominato, per la sua pettinatura, “Brillantina Linetti”.
Imposimato è rimasto inizialmente perplesso e diffidente: il racconto di Ladu sconvolge tutte le esperienze investigative precedenti, ne annulla tutte le certezze e, soprattutto, pone un problema terribile: bloccando il blitz, qualcuno avrebbe quindi decretato la morte di Aldo Moro. «Per quattro anni, così, quel racconto rimase sospeso, in attesa di conferme e riscontri», aggiunge Mannironi. «Fino a quando non comparve il “gladiatore” Oscar Puddu». Grazie all’ex agente della “Gladio”, il quadro di quei giorni drammatici del 1978 è parso completarsi, trovando una nuova credibilità. Nel frattempo, lo stesso Imposimato aveva conosciuto altri ex “gladiatori” sardi, Antonino Arconte e Pierfrancesco Cancedda, e ascoltato i loro sconvolgenti racconti sul caso Moro: «Confermavano che nel mondo dei servizi segreti si sapeva dell’imminente sequestro di Moro». Arconte, in particolare, ricorda di aver personalmente consegnato, a Beirut, l’ordine di contattare l’Olp per stabilire un contatto con le Br, prima ancora del sequestro Moro. L’uomo a cui all’epoca Arconte consegnò il dispaccio, il colonnello Mario Ferraro, del Sismi, anni dopo fu trovato morto nella sua Carlo Alberto Dalla Chiesaabitazione romana, in circostanze mai chiarite.
«Giovanni Ladu, poi, non aveva e non ha alcun interesse a risvegliare i fantasmi che popolano uno dei fatti più oscuri della vita della Repubblica», osserva il giornalista della “Nuova Sardegna”. «Lui, soldato di leva in quel 1978, venne proiettato in un universo sconosciuto del quale sapeva poco o nulla». Ma perché il Sismi per una missione così delicata scelse di utilizzare quel manipolo di ragazzi inesperti? «Vista l’età, erano meno visibili, meno sospettabili da parte dei terroristi». Inoltre, non erano soli: secondo Ladu, erano controllati dal generale Musumeci, dai suoi uomini e da 007 che parlavano inglese. Resta da capire chi avrebbe fatto quella telefonata dal Viminale che, secondo questa ricostruzione, avrebbe condannato a morte Aldo Moro. A fermare Musumeci, conclude Mannironi, potevano essere solo Cossiga, ministro dell’interno, o Andreotti, presidente del Consiglio. Secondo Oscar Puddu, il generale Dalla Chiesa insistette per il blitz, ma fu bloccato da Andreotti e Cossiga. «Lo convocarono a Forte Braschi, la sede del Sismi, e lo redarguirono duramente». Come si sa, Dalla Chiesa fu poi trasferito a Palermo, dove fu ucciso in un agguato organizzato da Cosa Nostra.

"Inevitabile. L'Italia dovrà essere salvata dall'Ue"

"Inevitabile. L'Italia dovrà essere salvata dall'Ue"

"Inevitabile. L'Italia dovrà essere salvata dall'Ue"
ALERT | L'alert di Mediobanca. "L'indice del rischio di insolvenza" relativo al paese sta lanciando segnali di allarme. Nei prossimi sei mesi dovrà chiedere aiuti all'Unione europea, a meno che... 

FINANZA/ 2. Il "test" che boccia l’euro

FINANZA/ 2. Il "test" che boccia l’euro

Giovanni Passali
martedì 25 giugno 2013

Ormai la distanza tra le due maggiori banche centrali del mondo, la Federal Reserve e la Bce, sembra un abisso. Prima la Fed concedeva liquidità a piene mani (e pure alle banche europee, attraverso le loro filiali americane), mentre la Bce ci doveva pensare ogni volta e quasi forzare la mano alla Germania. Poi pure la Bce ha iniziato a iniettare liquidità a piene mani, grazie all’iniziativa di Draghi, ma sempre troppo tardi rispetto alle tempistiche della crisi. E l’esempio che tutti gli economisti critici riportano è quello della Grecia, quando un problema di liquidità causato da un debito di 300 miliardi di euro è diventato un costo finanziario (a causa della caduta delle borse europee) di migliaia di miliardi.
Infine, in questi ultimi tempi, a certificare un cambiamento nelle relazioni da parte americana, sono iniziate ad arrivare le critiche da parte del Fondo monetario internazionale sulle politiche di austerity imposte dalla Bce e applicate dai paesi europei. L’ultima di queste critiche è del premio Nobel Paul Krugman, il quale si chiede come mai vi siano ancora tanti personaggi a difendere le politiche di austerità, e come mai siano ancora così ascoltati, nonostante ormai il fallimento di tali politiche sia sotto gli occhi di tutti.
Così commenta Krugman: “In sostanza, le autorità della troika (il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e la Commissione europea) si sono rifiutate di ammettere l’ovvio e autorizzare un tempestivo default greco. Hanno al contrario preferito fare assurde dichiarazioni sull’efficacia dell’austerity, e così facendo hanno esteso il principio dell’economia ispirata all’austerità un po’ dappertutto”.
Ora il Fmi si è smarcato da questa posizione e, dopo un periodo di diplomatico silenzio, qualche suo esponente ha iniziato ad affermare pubblicamente che la politica di austerità era sbagliata. Rimane una sola motivazione a difesa di tale politica, ed è la giustificazione del controllo dell’inflazione. Ma tale giustificazione è forse valida in un periodo di crescita sostenuta, nel quale la crescita della produttività fa crescere prezzi e stipendi in maniera non equilibrata, a sfavore di questi ultimi (cioè gli stipendi crescono meno dei prezzi, quindi diminuisce il potere di acquisto).
In tale contesto, un ente che si impegnasse nel controllo dell’inflazione svolgerebbe un’opera meritoria. E questo è proprio il compito principale che si è data la Bce, fissato nei suoi statuti: il controllo dell’inflazione. E questo è proprio il motivo per cui, di fronte all’esplodere della crisi, al fallimento delle aziende e alla crescente disoccupazione, la Bce ha sempre risposto asetticamente e ideologicamente che “non è nostro compito”. Visto che la Bce non risponde ad alcuna istituzione del suo operato, fin dall’inizio si doveva porre la questione di un’istituzione che potesse porre in essere politiche monetarie contrastanti con le politiche economiche degli stati.

FINANZA/ 1. Così gli Usa stanno facendo crollare i "nemici" del dollaro

FINANZA/ 1. Così gli Usa stanno facendo crollare i "nemici" del dollaro

Mauro Bottarelli
martedì 25 giugno 2013

Questo articolo è diviso in due puntate (la prossima verrà pubblicata giovedì) e ha come scopo non solo quello di dimostrare che la politica della Fed ha distrutto i mercati e che, se non si sarà dei premi Nobel nel cercare una via d’uscita con una tempistica appropriata, il peggio deve ancora venire. No, vuole anche dimostrare come gli Usa stiano usando la minaccia di fine del programma di stimolo per schiantare tutte le economie che parevano in grado di minacciare il dollaro e il predominio economico-finanziario statunitense, insomma creare il deserto per essere gli unici sopravvissuti al day after della liquidità senza fine.
Ora, vediamo di chiarire un concetto prima di essere frainteso: il livello di repressione posto in essere dalle autorità turche è inaccettabile. Detto questo, il premier Erdogan, in questi giorni impegnato in adunate oceaniche a difesa del suo governo, ripete come un disco rotto la sua accusa verso «le lobbies dei tassi di interesse che manipolano i giovani per destabilizzare economie emergenti che stanno disturbando gli interessi consolidati del mercato». Ovvero, il dollaro. Io non ho alcuna prova relativa a una manina statunitense dietro le proteste e nemmeno mi interessa cercarla, ci sono però dei dati di fatto inoppugnabili: in tre settimane quella che era una delle economie più vitali e con tassi di crescita maggiori è andata a schiantarsi. Lo dicono i crolli della Borsa, l’andamento della lira turca, il cds ai massimi e i tassi di interesse sovrani in costante aumento.
E la Turchia non è la sola a pagare questo prezzo alla crisi, essendo tutti i mercati emergenti in guai grossi. L’outflow di capitali dai debt funds di quei paesi è infatti accelerato per la terza settimana consecutiva e per un unico motivo: il timore degli investitori per la fine o il rallentamento del Qe da parte della Fed, di fatto erodendo la domanda per gli assets dei paesi emergenti. Ora, come vi ho già detto, non penso che la Fed fermerà a breve il programma di stimolo, poiché aumentando i tassi schianterebbe l’agenda economica di Obama contro il muro del servizio del debito, ma non importa cosa farà Bernanke, conta ciò che i mercati percepiscono. E prezzano, a prescindere da quando e se avverrà il tapering della Fed.
I fondi dedicati al debito di paesi emergenti, tracciati da Epfr Global, hanno subito redenzioni da parte degli investitori per 2,6 miliardi di dollari al 19 giugno scorso, quindi prima del discorso di Bernanke che ha mandato i mercati all’inferno giovedì scorso. L’outflow medio nelle ultime quattro settimane è stato di 1,73 miliardi di dollari, il più grande da quando vengono monitorati questi dati. Per Robert Steward, gestore obbligazionario per i paesi emergenti a JPMorgan Asset Management, «siamo in una fase di transizione. Gli investitori stanno facendo i conti con il ritiro della liquidità in eccesso fornita dalla Fed e con le sue implicazioni sugli investimenti. E come al solito, i mercati non amano i cambiamenti, quindi tendono a reagire esageratamente in maniera volatile».