29/10/14

"Leopoldatevì tutti, prima che sia troppo tardi". Le nuove forme della comunicazione del renzusconismo italiano.



"Leopoldatevì tutti, prima che sia troppo tardi". Le nuove forme della comunicazione del renzusconismo italiano.
LIBERO PENSIERO: LA CASA DEGLI ITALIANI ESULI IN PATRIA | MER 29 OTT
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di Sergio Di Cori ModiglianiL'interrogatorio del presidente Napolitano al Quirinale è stato un successo per la democrazia e ... Read more

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FOMC Statement: QE3 Ends, "Considerable Time" before rate increase



FOMC Statement: QE3 Ends, "Considerable Time" before rate increase
CALCULATED RISK | MER 29 OTT
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QE3 ends.  Considerable time until first rate hike.  Labor market upgraded from "significant underutilization" to ... Read more

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Fed chiude un'era, dopo 6 anni stop ad aiuti all'economia



Fed chiude un'era, dopo 6 anni stop ad aiuti all'economia
:: CDT ONLINE :: WEBJOURNAL | MER 29 OTT
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NEW YORK - La Fed chiude l'era degli acquisti di asset, mettendo fine al quantitative easing e a Read more

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Anticipazione: Matteo Renzi taglierà gli stipendi del 10% – seguite questo intervento in Senato di Giovanni Endrizzi !!



Anticipazione: Matteo Renzi taglierà gli stipendi del 10% – seguite questo intervento in Senato di Giovanni Endrizzi !!
SIAMO LA GENTE | MER 29 OTT
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Esattamente come in Grecia, La Nostra Perfetta Macchina del Tempo



Esattamente come in Grecia, La Nostra Perfetta Macchina del Tempo
RISCHIO CALCOLATO | MER 29 OTT
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Dunque vediamo: In Grecia, un governo espressione di un tecnocrate (Papademos) , uomo delle banche centrali sostituì il ... Read more

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Ecco perché si avvicina la fine dell’Ue



Ecco perché si avvicina la fine dell'Ue
FORMICHE | MER 29 OTT
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La Federal Reserve degli Usa (Fed) ha da poco annunciato che metterà fine al terzo round di acquisti di obbligazioni, … Read more

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SCORTA BOLDRINI - E FAMIGLIA - I SINDACATI DI POLIZIA SI RIBELLANO "E' UNO SCEMPIO"



SCORTA BOLDRINI - E FAMIGLIA - I SINDACATI DI POLIZIA SI RIBELLANO "E' UNO SCEMPIO"
ADESSO BASTA | MER 29 OTT
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Laura Boldrini è circondata da ben 27 uomini, intenti a preoccuparsi della sicurezza della Presidente della Camera, del suo ... Read more

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Rendita monetaria e democrazia: Marco della Luna: il quadro dell’idiozia totale è perfetto

Posted on 24/10/2014 by admin
CREAZIONE MONETARIA FUNZIONALE E INFLAZIONE
Una serenata a Leopolda
Sempre più spesso si parla della possibilità od opportunità di una monetazione funzionale, ossia che lo Stato si metta a creare direttamente, o a far creare dalla banca centrale di emissione (assumendone il governo) tutto il denaro necessario a fare gli investimenti pubblici diretti che producano/inducano occupazione, domanda interna, adeguamento infrastrutturale, innovazione scientifico-tecnologica, assicurando al contempo l’impossibilità del default – cioè per fare quelle cose che appaiono indispensabili per uscire dall’attuale recessione-deflazione, dopo il fallimento ormai visibile delle ricette dell’austerità e del quantitative easing, difese oramai soltanto da soggetti in mala fede e per interesse.
Quando si parla di questa possibilità od opportunità di ricorrere all’uso funzionale della creazione monetaria, vengono sollevate obiezioni aventi il seguente concetto-base: “Non si può immettere moneta a piacimento nell’economia, perché ci deve essere un rapporto tra quantità di moneta e quantità di beni, altrimenti la moneta si svaluta e/o si generano bolle speculative mobiliari e/o immobiliari, e si è visto che ciò effettivamente accade.”
Alcune repliche sono ovvie e le ho già più volte formulate: 1)Se la moneta aggiuntiva viene usata per aumentare la produzione, quindi l’offerta, di beni e servizi, allora non vi sarà, di principio, inflazione monetaria, ossia aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi, mentre vi sarà un aumento della ricchezza prodotta e del reddito oltreché dell’occupazione; certo bisogna spenderla bene, e una classe dirigente avida e idiota, come tale selezionata, non lo può fare. 2)Se la moneta aggiuntiva viene usata per comperare titoli finanziari e immobili, allora vi sarà una salita dei valori delle borse e degli immobili, e questo fa piacere a tutti gli investitori mobiliari e immobiliari. 3)Se anche, come conseguenza dell’immissione monetaria, vi fosse, magari solo inizialmente, una certa inflazione, questa aiuterebbe i debitori (cioè gli Stati, molte imprese, molti privati…) e danneggerebbe i creditori non indicizzati all’inflazione, mentre stimolerebbe le spese  che oggi vengono differite perché si prevede un calo o una costanza dei prezzi, il che alimenta la deflazione; quindi complessivamente, dopo la presente deflazione, una certa inflazione o reflazione sarebbe benefica.
Qui vorrei aggiungere, circa il rapporto tra offerta di moneta e quantità di beni disponibili: Bisogna distinguere tra generi di beni, tra due settori dell’economia. Il grosso dell’offerta monetaria è assorbito, oggi, dal settore finanziario-speculativo, ossia da “prodotti” finanziari non aventi correlato reale (cioè senza rapporto con la fruizione da parte degli umani) e producibili a go go, senza limiti o costi effettivi, se non il limite posto dalla saturazione del mercato, cioè dalla abilità di collocarli, di rifilarli o sbolognarli ai clienti ingenui allorquando si presente che una bolla sta per scoppiare. Se questo settore dell’economia col suo genere di “beni” assorbe, come assorbe, il grosso dell’offerta monetaria, lasciando a secco della fisiologica liquidità il mercato dei beni-servizi reali e degli investimenti per produrli, si ottiene la paradossale situazione che noi oggi viviamo, connotata, da un lato, da un’esorbitante creazione-offerta di moneta, che le banche centrali creano e mettono a disposizione, in quantità enormi, non dell’economia reale ma delle banche universali per le loro speculazioni finanziarie, improduttive anzi distruttive; e, dall’altro lato, da una carestia di moneta nell’economia reale, cui le medesime banche (in Italia) fanno sempre meno credito, con conseguente declino-insufficienza di domanda solvibile e di possibilità di investimento e occupazione – onde la deflazione.
In altre parole: l’offerta di moneta non si può dire che sia eccessiva o insufficiente, perché essa è eccessiva per il settore finanziario, a cui viene continuamente alimentata; mentre è gravemente insufficiente per quello reale, a cui viene continuamente ridotta. Quindi quando si parla di rapporto tra offerta monetaria (liquidità disponibile) e quantità di beni disponibili, bisogna introdurre la predetta distinzione dei due settori. E bisognerebbe al contempo introdurre il tema dell’opportunità non solo di separare le banche di credito e risparmio da quelle speculative, bensì anche di fare in modo che la liquidità del settore produttivo, dell’economia reale (quello da cui dipendono gli stipendi, il cibo, i servizi etc.), sia assicurata e protetta dalle interferenze e distrazioni del settore finanziario, molto più grosso e turbolento.
L’anemizzazione monetaria dell’economia reale, soprattutto in Italia, è oggi aggravata da ulteriori fattori strutturali, quali a)le rimesse verso l’estero degli emigrati; b)la preferenza dei detentori di liquidità per la tesaurizzazione e gli investimenti monetari o finanziari magari all’estero; c)i trasferimenti al finanziamento del Meccanismo Europeo di Stabilità di denaro tolto al Paese mediante le tasse; d)la realizzazione forzata di avanzi primari del bilancio pubblico e il pagamento di alti interessi a detentori esteri di titoli del debito pubblico.
In una situazione di recessione interna e fuga verso l’estero di imprenditori, lavoratori qualificati e capitali, che cosa potrebbe essere più demenziale che imporre tasse al Paese per sostenere il debito pubblico di paesi in crisi (Spagna, Grecia…) al fine puntellare una valuta, l’Euro, che ostacola le esportazioni e induce la deindustrializzazione del Paese? Eppure gli italiani hanno dato fiducia persino a chi ha fatto questo.
Si aggiunga, infine, a questo museo degli orrori dell’imbecillità politica, o dell’alto tradimento istituzionale – se preferite – il fatto che la deprivazione-anemizzazione monetaria del paese, di cui sopra, fa sì che gli assets produttivi migliori – industria, commercio, finanza, alberghi, terreni agricoli pregiati – si deprezzino e vengano massicciamente comperati da soggetti-capitali finanziari stranieri, e che quindi il reddito generato da questi assets esca dal reddito nazionale italiano divenendo reddito dei paesi che li comperano. Quindi magari il prodotto interno lordo, per effetto di questa campagna di acquisti (investimenti esteri), non cambia oppure aumenta, ma il reddito nazionale cala sensibilmente, cioè la nazione si impoverisce, anche se dal pil ciò non appare. Dal che si capisce che il pil è un indicatore molto parziale, quindi inidoneo per valutare l’andamento dell’economia.
Se pensiamo che la anemia, la auto-privazione monetaria che produce tutti questi mali, è semplicemente la auto-privazione di qualcosa, della moneta cioè, che è solo un simbolo e non ha costi o limiti di produzione intrinseci, e che i paesi stranieri che comperano i nostri assets migliori lo possono  fare appunto perché fanno la scelta opposta all’auto-privazione monetaria, ossia perché scelgono di produrre a costo zero grandi masse di moneta-simbolo, allora il quadro dell’idiozia totale è perfetto. Non resta che ringraziare i nostri governanti nazionali ed europei e le nostre banche centrali, e lusingarci per tutti i consensi, i voti, le tasse e gli onori, che continuiamo tributare loro. 24.10.14
24.10.14 Marco Della Luna

c'è stato un minimo a metà ottobre... e ora c'è un massimo....



c'è stato un minimo a metà ottobre... e ora c'è un massimo....
COBRAF MEGLIO DEL FORUM | GIO 30 OTT
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C'è stato un minimo a metà ottobre... e ora c'è un massimo.... da qui ai primi novembre si può comprare volatilità (future di ... Read more

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Mosler sull'Euro (può risalire... prima di crollare)



Mosler sull'Euro (può risalire... prima di crollare)
COBRAF MEGLIO DEL FORUM | MER 29 OTT
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Analisi di un paio di giorni fa di Warren Mosler che predice un Euro forte nei prossimi mesi, in base ai fondamentali. Per ... Read more

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Enrico Matei: singolarità o esempio attuale?, Antonino Galloni

di Antonino Galloni - 28/10/2014



Fonte: Conflitti e strategie 




In calce la relazione tenuta da Antonino Galloni in un convegno organizzato il 18/19 ottobre dall’Istituto Schiller a Francoforte



Al momento dell’entrata in vigore della Costituzione del 1948, quindi a distanza di qualche anno dalla fine del secondo conflitto mondiale, la produzione industriale ed agricola dell’Italia non raggiungeva i livelli di dieci anni prima. Problema cruciale riguardava le fonti energetiche dopo che il fascismo aveva contenuto il problema con un sistema idroelettrico d’avanguardia, ma che mostrava – strategicamente parlando – notevoli limitazioni. D’altra parte, la fase del petrolio era iniziata da prima della guerra e, anzi, i Paesi non produttori di idrocarburi l’avevano persa anche per questo (come molti studiosi di quel conflitto hanno dimostrato); era anche iniziata la sfida atomica che, dopo esser risultata anch’essa determinante ai fini bellici, cominciava a promettere un’utilizzazione industriale e civile di grande interesse: non fu un caso, infatti, se gli accordi di Bretton Woods del 1944 precedettero la conferenza di Yalta (un anno prima di Hiroshima e Nagasaki, infatti, si sapeva già con certezza chi avrebbe vinto, possedendo, appunto, l’arma atomica).
Il fascismo, peraltro, aveva affrontato e, per certi versi, risolto i problemi della crisi finanziaria ed economica degli anni Trenta con un intervento pubblico d’avanguardia che spaziava dal credito (la legge di separazione bancaria – in USA fu la Glass Steagall – del 1936), alle infrastrutture (ponti, strade, ferrovie), alle industrie (l’IRI ed altre partecipate, gestite con logiche prettamente economiche, ma di proprietà dello Stato), all’agricoltura (le bonifiche e non solo), alla produzione di elettricità, come si è già accennato. Lo stesso fascismo aveva costituito l’AGIP, ma con scarse fortune e l’ex partigiano Mattei (a cui, peraltro, si rinfacciava anche una pregressa tessera del Littorio) fu incaricato, dopo il 1945, di liquidarla; incarico che svolse malissimo – secondo i politici di sinistra del tempo (che vedevano nell’AGIP un comico carrozzone autarchico e quelli di destra quando si accorsero dell’impostazione antiamericana del marchigiano – perché Mattei prima traccheggiò, poi delineò una strategia di allargamento della missione dell’Ente, infine riuscì ad impedire che il Parlamento italiano varasse una legge che consentiva agli USA di detenere una sorta di monopolio in materia.
Figuriamoci, dunque, l’entusiasmo che poté suscitare la scoperta di idrocarburi nella pianura padana e dintorni e la possibilità di rivisitare una piccola partecipata pubblica per farne, già sul finire degli anni ’40, qualcosa che potesse aiutare l’Italia ad uscire da una millenaria insufficienza energetica.
Mattei, dunque, si mise a capo di ciò, incontrando non poche resistenze, vinte grazie ai suoi appoggi politici, in parte democristiani, ma anche di altri partiti di sinistra (sfruttando l’aspetto antimperialistico della sua intrapresa), lui che poteva vantare un trascorso da partigiano di tutto rispetto.
Ma il progetto di Mattei fu ben più articolato ed ambizioso: partendo dall’occasione di un fatto che, tutto sommato, sarebbe stato marginale (il ben poco petrolio e gas della pianura padana e del mare adriatico) e, grazie ad uno spregiudicato utilizzo degli appoggi politici e delle influenti amicizie internazionali (soprattutto Unione Sovietica e Paesi Arabi), riuscì ad assicurare all’Italia un flusso di gas e di idrocarburi senza il quale nessun miracolo economico sarebbe stato possibile; Enrico Mattei cominciò con accordi in sordina presso lo Scià di Persia (dopo il fatale errore USA di eliminare l’intraprendente Mossadeq), ma è noto nel mondo per i rivoluzionari accordi con i Paesi Arabi (apprezzati dai Russi che vi vedevano una maggiore giustizia sociale e, soprattutto, un indebolimento degli interessi e dell’influenza angloamericana nell’area) e che prevedevano un’equa spartizione dei guadagni tra produttori e compratori. Fino a Mattei, infatti, i compratori erano più che altro le compagnie petrolifere occidentali – sinistramente note come le “7 sorelle” – che pagavano il greggio una miseria; Mattei offrì il 75% dei profitti in cambio delle licenze di estrazione, consentendo agli Arabi di guadagnare molto di più, di contenere i prezzi degli idrocarburi in Italia, di spiazzare l’agguerrita concorrenza americana, inglese, olandese ed anche francese. In effetti, si può dire – da una parte – che Mattei gettasse con dieci anni di anticipo le basi dell’OPEC e, tuttavia, l’operazione più molesta (secondo gli osservatori filocolonialisti) fu proprio quella in Algeria dove si rifiutò di sottoscrivere un allettante contratto con le 7 Sorelle schierandosi apertamente per il futuro Stato indipendente. In questo modo costrinse le 7 Sorelle o ad appoggiare la Francia andando da sole o a schierarsi con gli indipendentisti!
Fu minacciato dai servizi della legione straniera francese e di lì a poco il suo aereo venne sabotato, in Sicilia, da mafiosi amici degli amici d’oltre confine.
La sua morte, avvenuta in modo non molto misterioso nel 1962, fu subito ricondotta a tali circostanze (non meno promettente, peraltro, si rivelò la “pista interna”, riguardante il suo braccio destro Eugenio Cefis che lo stesso Mattei scoprì e denunciò quale collaboratore della CIA); e le prove dell’attentato al suo aereo tramite una bomba al tritolo, collegata all’accensione delle luci o all’attivazione del carrello di atterraggio, furono acclarate dalla magistratura…43 anni dopo!
Ma sarebbe riduttivo ricordare unicamente la sua grande figura per le circostanze sin qui descritte: Mattei fu e fece molto di più.
Non è difficile argomentare che l’ottenimento delle licenze richiedeva, a monte, la capacità di estrarre – in modo competitivo rispetto alle stesse 7 sorelle – il petrolio da giacimenti sempre più profondi; e, a valle, di disporre di impianti di raffinazione adeguati, per non parlare delle problematiche connesse al trasporto ed alla distribuzione.
Tutta la strategia di Mattei era basata sulle concessioni estrattive; ma Mattei volle un’ampia integrazione verticale di tutta la macchina che andava dalla ricerca di giacimenti fino alle pompe di benzina e oltre; così nacquero società di impiantistica ed un’industria petrolchimica che furono tra le migliori del mondo se non le migliori.
Grazie all’aumento delle economie di scala proprie delle industrie italiane – oramai lanciate nel contesto internazionale – Mattei siglò accordi con la Russia, con la Cina e con altri importanti Paesi di quasi tutti i continenti per la costruzione di importanti infrastrutture; ma ciò portava con sé la formazione, la cultura, l’ampliamento degli scambi internazionali.
Alla morte di Mattei e nel ventennio successivo, l’ENI non mancò di crescere per divenire uno dei più grandi, se non il più grande, colosso mondiale (se si considerano le complementarietà con gli altri enti italiani a partecipazione statale, in primis l’IRI) dell’energia, della petrolchimica e delle infrastrutture.
Il successo di Mattei e dell’ENI fu reso possibile da una cultura capitalistica che vedeva nella crescita delle vendite il suo principale riferimento: la massimizzazione del profitto non si riferiva alla sua incidenza sul capitale o investimento, ma alla massima crescita di quest’ultimo a condizioni del mercato, vale a dire di espansione sostenuta dalla domanda (pubblica o privata che fosse). Fiore all’occhiello di questa impostazione fu il salvataggio di un’industria meccanica fiorentina – il Pignone – fortemente caldeggiata dall’allora sindaco di Firenze, Giorgio La Pira (quello un santo), salvataggio che si rivelò un successo industriale, consentendo il lancio di un’azienda leader a livello mondiale nel comparto delle turbine (per la cronaca, l’azienda fu poi svenduta, alla fine degli anni ’90, dai governi con partecipazione comunista – si fa per dire – alla General Electric che provvide a indebolirla ed a farla a pezzi).
Quella di Mattei (considerato un grande peccatore ed un grande corruttore, infatti soleva giustificarsi quando gli si obiettava che destinava fondi neri un po’ a tutti i partiti che questi ultimi venivano utilizzati “come taxi, salgo, li utilizzo, pago, scendo”) e di La Pira (il santo, un vero santo) è una cultura che caratterizza tutta la storia dell’economia dagli accordi di Bretton Woods fino alle svolte reazionarie alla fine degli anni ’70. Queste ultime, infatti, hanno posto ad obiettivo cruciale delle attività produttive la massimizzazione del rendimento dell’investimento o saggio di profitto: un indicatore di natura finanziaria, comune alle obbligazioni (imperanti, con alti tassi di interesse, durante gli anni ’80) ed alle azioni. Dopo la fine degli anni ’70, dunque, l’economia reale viene sacrificata – come è noto – sull’altare della finanza e delle sue irrealizzabili promesse che aprono al baratro degli impegni non sostenibili, dei debiti a go go e della bancarotta generale in un quadro di crescente disoccupazione e desolante regresso sociale.
Tutto il contrario avveniva ai tempi di Mattei ed anche per un quindicennio a seguire: l’espansione costituiva il fondamento dello sviluppo economico sia per quanto riguardava le imprese capitalistiche, sia per quanto riguardava gli investimenti pubblici. La formula italiana, peraltro, si era rivelata particolarmente efficiente soprattutto a proposito delle imprese – di cui l’ENI, assieme all’IRI, rappresentava il massimo – di proprietà dello Stato, ma gestite con criteri di economicità. In realtà, il tasso di rendimento, dell’ultimo investimento puntava a zero, ma siccome si massimizzavano l’occupazione ed il reddito totale, si minimizzavano le spese di assistenza ai disoccupati: non si dimentichi mai che il fenomeno migratorio degli Italiani all’estero si riduce con la crescita delle industrie a partecipazione statale.
La crescita degli investimenti fisici, a prescindere dal reddito da essi direttamente ed immediatamente generato, costituisce la chiave di volta dello sviluppo economico e sociale; esso, tuttavia, portava alla tendenza a ridursi del saggio del profitto con la duplice conseguenza di emarginare il ruolo della proprietà nell’azienda e nella società e di far crescere le aspettative democratiche della classe media e dei lavoratori.
Contro tale prospettiva, un quindicennio dopo la morte di Mattei, si scatenò la reazione antidemocratica dei ceti possidenti che, in nome del rendimento finanziario della proprietà, dei limiti nello sfruttamento delle risorse del pianeta, del contenimento delle tasse e della spesa pubblica, cominciarono ad ottenere un capovolgimento culturale e di prospettive economiche.
Mattei aveva intuito l’importanza dell’ambiente e del nucleare (non si dimentichi che l’Italia era all’avanguardia in quest’ultimo settore fino all’inizio degli anni ’60 ed aveva raggiunto la prima centrale che non utilizzava uranio arricchito o militare e, si osservava, anche questo aveva dato fastidio a livello internazionale: infatti dagli USA e dalla Francia provenivano veti e limitazioni di sovranità verso il Belpaese.
All’ENI ed all’IRI sapevano – contrariamente alle errate farneticazioni malthusiane del club di Roma e dintorni – che, al crescere dell’innovazione tecnologica, la quantità di agenti inquinanti e di risorse scarse o pregiate per unità di prodotto tendeva a ridursi. Viceversa, la artificiosa limitazione dello sviluppo (e, in seguito, le caratteristiche della globalizzazione non basata su innovazione e qualità, ma solo sul taglio selvaggio dei costi), contenendo l’avanzamento delle tecniche – che è un portato dello sviluppo e della esigenza di ridurre le risorse per unità di prodotto al crescere di esso – determina l’aumento di inquinamento e cattivo utilizzo delle risorse stesse proprio a causa dello scarso avanzamento dell’intensità energetica.
Nessuno può dire cosa avrebbe fatto Mattei in Italia e nel mondo dopo il 1962, ma certamente possiamo ipotizzare che, oggi, la sua massima attenzione sarebbe per i BRICS e che avrebbe appoggiato, in tutti i modi, le forze politiche che avessero aperto un dialogo ed una collaborazione con Russia, Cina e India finalizzato a definire un sistema mondiale idoneo a proseguire un percorso accettabile di civiltà e di benessere generalizzato; comunque, sappiamo che i suoi successori non fecero crescere la diversificazione produttiva dell’ENI neanche durante il ventennio compreso tra la fine violenta del grande imprenditore e l’inizio di una politica economica fortemente penalizzante per la sovranità del Paese.
Le stesse industrie a partecipazione statale – che tutto il mondo ci invidiava – venivano derise da giornalisti ed osservatori di scarso spessore che le additavano ad imprese inutili, in perdita e mera fonte di corruzione. La Storia ci ha spiegato quanto esse siano state fondamentali per l’eccezionale sviluppo del Paese tra la fine degli anni cinquanta ed i ’70; analisi di studiosi seri hanno indicato come le industrie a partecipazione statale facessero investimenti più elevati delle private, sicchè, sommando profitti ed ammortamenti, si ottenevano saggi di redditività lordi non diversi; la corruzione, invece, rappresentava un problema serio, ma la fine del modello a partecipazione statale e degli elevati investimenti pubblici ha provocato, in Italia, la fine dello sviluppo pur senza evidenziare alcuna riduzione, ad oggi, dei fenomeni di corruzione: i quali, evidentemente, devono e possono essere affrontati a prescindere dall’aver condannato alla disoccupazione a vita milioni di giovani Italiani quale conseguenze delle politiche restrittive volute da circa trent’anni per “moralizzare” il Paese (come si è già detto, con risultati ben scarsi nella lotta alla corruzione e, invece, particolarmente rilevanti nella perdita di sovranità, nel crollo degli investimenti, nel ritardo scolastico, scientifico, sanitario, infrastrutturale).


L’attualità di Mattei richiede, quindi, il ritorno ad un’economia sostenibile in termini sociali, con investimenti pubblici, ricerca, scuola, formazione, infrastrutture adeguate, soddisfacente cura delle persone: obiettivi non conseguibili senza un ritorno alla sovranità monetaria, il ripristino della netta separazione tra banche di credito e finanza speculativa, una pubblica amministrazione che si faccia direttamente carico di collaborare con i cittadini per realizzare gli adempimenti previsti da leggi e regolamenti. Tutto ciò in un contesto di cooperazione tra Stati sovrani che, nello spirito del Trattato di Westfalia, si rispettino, nel comune interesse a crescere e scambiarsi esperienze e capacità. Era questo, infatti, il metodo di Mattei e di tanti altri grandi statisti italiani oggi scomparsi, ma non per questo meno attuali: dialogare tra popoli e culture diverse mettendo a disposizione risorse e capacità con l’unico obiettivo di vedere una crescita economica sostenibile perché adeguata alle esigenze di benessere e di libertà delle popolazioni.

OPERAI AST TERNI PRESI A MANGANELLATE A ROMA IL VIDEO DEGLI SCONTRI | San Francesco - Rivista del Sacro Convento di San Francesco di Assisi

Ci voleva un governo di sinistra per manganellare gli operai....
Bravi votatelo di nuovo il buon Renzi

zio

http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/operai-ast-terni-presi-a-manganellate-a-roma-il-video-degli-scontri-32189#.VFEubIrYPCQ


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La Banca centrale svedese porta i tassi a zero per combattere la deflazione - Europlot - L'Antidiplomatico


La Banca centrale svedese porta i tassi a zero per combattere la deflazione

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Scure sul lavoro? Ce lo chiede l’Europa, anzi l’Eurozona



Scure sul lavoro? Ce lo chiede l'Europa, anzi l'Eurozona
INFORMARE PER RESISTERE | MER 29 OTT
http://pulse.me/s/2YXWkj
«L'Europa rappresenta poco più del 7% della popolazione mondiale, genera il 25% del Pil globale ma finanzia il 50% delle spese ... Read more

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Stress test: MPS deve trovare 2,1 mld entro il 10 novembre. Ecco le ipotesi per il salvataggio



Stress test: MPS deve trovare 2,1 mld entro il 10 novembre. Ecco le ipotesi per il salvataggio
FOREX TRADING ONLINE: FOREXINFO.IT | MER 29 OTT
http://pulse.me/s/30MO9v
All'indomani della bocciatura agli stress test, Mps è impegnata a trovare i 2,1 miliardi di ammanco. Molte le ipotesi in campo ... Read more

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Renzi, l’Italia sta soffrendo e tu dai i nostri soldi all’Ucraina? Italiani ribellatevi



Renzi, l'Italia sta soffrendo e tu dai i nostri soldi all'Ucraina? Italiani ribellatevi
FINANZA IN CHIARO | MER 29 OTT
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Veramente il mondo si è rovesciato, una volta per conoscere la verità dovevi leggere alcune testate occidentali, oggi, invece, ... Read more

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Stress test: cosa sono, come sono stati condotti e che conseguenze hanno



Stress test: cosa sono, come sono stati condotti e che conseguenze hanno
FINANZA.COM BLOG NETWORK POSTS | MER 29 OTT
http://finanzasemplice.finanzaonline.com/2014/10/29/stress-test-cosa-sono-come-sono-stati-condotti-e-che-conseguenze-hanno/


Si è molto parlato negli ultimi giorni degli stress test, ovvero degli esami cui sono stati sottoposti gli istituti bancari ... Read more

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Scoop in Esclusiva! I Piddini hanno stra-vinto le elezioni europee ma hanno perso di nuovo...e stavolta il loro Piddì...



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IL GRANDE BLUFF | MER 29 OTT
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E va bene...facciamo un post di politichetta italiana... Pargmaticamente è inutile per i pochi italiani consapevoli che hanno ... Read more

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FED: fine del “QUANTITATIVE EASING”. Cosa cambia per curva dei tassi e mercati finanziari?



FED: fine del "QUANTITATIVE EASING". Cosa cambia per curva dei tassi e mercati finanziari?
INTERMARKETANDMORE | MER 29 OTT
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Oggi potremmo assistere all'inversione di rotta della FED. Ma non possiamo nascondere la convinzione che ben poco cambierà. ... Read more

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La morte del minarchismo



La morte del minarchismo
JOHNNY CLOACA'S FREEDONIA | MER 29 OTT
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di Jeffrey TuckerPer quanto incredibile che sia, la borghesia sembra rivoltarsi contro la polizia. Sulla scia di Ferguson, i ... Read more

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In un solo mese acquistato l’1% dell’estrazione mondiale di oro!



In un solo mese acquistato l'1% dell'estrazione mondiale di oro!
DESHGOLD | MER 29 OTT
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La Federazione Russa incrementa le proprie riserve auree di poco meno dell'1% della produzione annuale di metallo giallo, in un ... Read more

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"Il decreto sblocca Italia è uno dei più grandi regali alla rendita della storia repubblicana"E. Ferragina a Piazza Pulita - World Affairs - L'Antidiplomatico




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Bollettino economico Banca d'Italia

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 I rischi per l’economia globale sono aumentati… La dinamica dell’economia globale e del commercio internazionale nel corso del 2014 è stata decisamente inferiore alle attese. L’attività economica sta prendendo vigore negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma si è ind...
Bollettino economico Banca d'Italia
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Non 25 ma 487 i miliardi necessari alle banche europee per il Center for Risk Management di Losanna - Europlot - L'Antidiplomatico

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Non 25 ma 487 i miliardi necessari alle banche europee per il Center for Risk Management di Losanna
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FONDI EUROPEI E TASCHE DEGLI ITALIANI....I famosi Fondi Europei che l'Europa



FONDI EUROPEI E TASCHE DEGLI ITALIANI....I famosi Fondi Europei che l'Europa
INFORMARE | MER 29 OTT
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FONDI EUROPEI E TASCHE DEGLI ITALIANI....I famosi Fondi Europei che l'Europa distribuisce a destra ed a manca non sono denari ... Read more

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Picierno contro Camusso: «Si ricordi che è stata eletta con tessere false»



Picierno contro Camusso: «Si ricordi che è stata eletta con tessere false»
GIORNALETTISMO | MER 29 OTT
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Non si placa lo scontro tra governo e sindacati. La leader Cgil in un'intervista sostiene che «Renzi è a Palazzo Chigi per ... Read more

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Crisi: asta bund tecnicamente scoperta



Crisi: asta bund tecnicamente scoperta
RSS DI ECONOMIA - ANSA.IT | MER 29 OTT
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Venduti 3,264 miliardi di euro Read more

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Dacci oggi il nostro rating quotidiano e non rimettere il loro spread



Dacci oggi il nostro rating quotidiano e non rimettere il loro spread
LO SAI | MER 29 OTT
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Dacci oggi il nostro rating quotidiano e non rimettere il loro spread Lo Sai - di Nicola Arena - Premessa di Sergio Basile ... Read more

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Wednesday: FOMC Statement



Wednesday: FOMC Statement
CALCULATED RISK | MER 29 OTT
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From Tim Duy: FOMC Meeting Regarding the statement, here is what I anticipate:1. The general description of the economy will ... Read more

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Iniziativa “Salvate l’Oro della Svizzera”, 30 Novembre. Il Giorno del Giudizio (Post in Aggiornamento Continuo)



Iniziativa "Salvate l'Oro della Svizzera", 30 Novembre. Il Giorno del Giudizio (Post in Aggiornamento Continuo)
RISCHIO CALCOLATO | MER 29 OTT
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Nota di Rischio Calcolato: RC copre con questo post in aggiornamento continuo l'Iniziativa Popolare "Salvate ... Read more

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RENZI E LA TRABALLANTE STABILITA' DEI NUMERI



RENZI E LA TRABALLANTE STABILITA' DEI NUMERI
VINCITORI E VINTI | MER 29 OTT
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SEGUI  VINCITORI E VINTI SU FACEBOOK E SU TWITTERDa The Fielder, GUEST POST di Francesco M. Renne, che ringrazio per la gentile ... Read more

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Tutti i pericoli di un autocrate alla guida di un non-partito



Tutti i pericoli di un autocrate alla guida di un non-partito
FORMICHE | MER 29 OTT
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Renzi è il sintomo evidente di una delle molte patologie che affliggono le democrazie occidentali. Ed il suo decisionismo di ... Read more

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Presto per una vera inversione. La borsa USA riprende a correre



Presto per una vera inversione. La borsa USA riprende a correre
INTERMARKETANDMORE | MER 29 OTT
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malgrado la correzione dei giorni scorsi, la tendenza è rimasta sempre forte ed il rimbalzo di questi giorni lo testimonia. La ... Read more

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La Leopolda? Uno show preparato. Anche gli applausi erano a comando (come di fa dalla D’Urso e dalla de Filippi, ma d’altra parte Renzi non è meglio). Guarda il breve video… !!



La Leopolda? Uno show preparato. Anche gli applausi erano a comando (come di fa dalla D'Urso e dalla de Filippi, ma d'altra parte Renzi non è meglio). Guarda il breve video… !!
BLOGDIELES | MAR 28 OTT
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. . . . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  . ... Read more

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SPY FINANZA/ Mps, i numeri che avvicinano la "nazionalizzazione"



SPY FINANZA/ Mps, i numeri che avvicinano la "nazionalizzazione"
IL SUSSIDIARIO.NET :: MAURO BOTTARELLI | MER 29 OTT
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Un roumor aleggia sui mercati: Monte dei Paschi di Siena è tecnicamente fallita e verrà nazionalizzata. MAURO BOTTARELLI ci ... Read more

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LA FINANZIARIA DI RENZI-PADOAN SPIEGATA ALLA NONNA di Leonardo Mazzei



LA FINANZIARIA DI RENZI-PADOAN SPIEGATA ALLA NONNA di Leonardo Mazzei
SOLLEVAZIONE | MAR 28 OTT
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28 ottobre. «Se resti nell'euro, se non riconquisti la sovranità monetaria, non puoi fare una vera ed efficace politica di ... Read more

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