20/01/17

Manning e la grazia di Obama [feedly]



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Manning e la grazia di Obama
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di Michele Paris

La decisione presa questa settimana dal presidente uscente americano Obama di commutare la pena dell'ex analista dell'esercito, Chelsea (Bradley) Manning, in modo che possa essere scarcerata di qui a pochi mesi, rappresenta un tardivo, parziale e con ogni probabilità cinico ravvedimento da parte del capo di un'amministrazione che ha perseguito il numero più alto di "whistleblowers" nella storia degli Stati Uniti.

Manning tornerà in libertà il prossimo 17 maggio dopo avere scontato quasi sette anni di carcere, in gran parte in regime d'isolamento e di privazione della privacy e dei più normali diritti garantiti ai detenuti. Nell'agosto del 2013 le era stata inflitta una sentenza di 35 anni da parte di un tribunale militare dopo che, su suggerimento dei suoi legali, si era dichiarata colpevole di 20 dei 22 capi d'accusa mossigli dal governo e dalle forze armate.

Com'è noto, Manning aveva fornito a WikiLeaks una mole enorme di materiale classificato sui crimini dell'imperialismo americano, documentando tra l'altro i retroscena delle guerre in Iraq e in Afghanistan e le manovre diplomatiche su scala mondiale di un governo che agisce costantemente in violazione dei principi democratici a cui sostiene di ispirarsi nelle relazioni con gli altri paesi.

La detenzione di Manning ha ...

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