27/02/17

La pesante eredità del Presidente Obama [feedly]



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La pesante eredità del Presidente Obama
// L' intellettuale dissidente

Si narra che negli ultimi anni della propria vita Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, sempre più disilluso e pessimista, fosse solito ripetere che solo un deus ex machina potrebbe redimere da sé stessa una società sempre più malata. Molti dei suoi drammi della maturità sono la proiezione scenica di questo principio: protagonisti ingenui che faticano a distinguere la realtà dall'apparenza sono ingannati e defraudati da spregiudicati impostori che mistificano etica ed estetica per tornaconti personali. Prima che cali il sipario, tuttavia, un intervento esterno, un deus ex machina, ristabilisce l'ordine e garantisce il lieto fine. Le commedie Tartufo (1664), Don Giovanni (1665) e Le donne saccenti (1671) seguono linearmente questo canovaccio.

La situazione odierna non è molto differente, tranne per il fatto che non c'è nessun deus ex machina a tirarci fuori dai guai. Non c'è un lieto fine, ma ci lasciano credere che ve ne sia uno, tacendo verità scomode, manipolando i fatti, mentendo spudoratamente. Si inducono le masse a credere che si stia sempre agendo per il meglio, giustificando qualsiasi nefandezza come espressione della superiorità morale del Progresso. Questo è il perverso meccanismo del "There is no alternative". E un altro capitolo di questa perpetuazione della menzogna è stato scritto poco più di un mese fa, col discorso di chiusura del mandato del Presidente Obama. In modo abbastanza scontato l'ex Presidente ha insistito su concetti ormai svuotati di qualsivoglia significato, democrazia, uguaglianza, libertà, fino a scadere in una compiacente retorica. Ha magistralmente occultato e minimizzato fallimenti, al contempo esaltando presunti successi.

Il discorso di addio tenuto da Barack Obama a Chicago. Il leit motif del cambiamento persiste fino alla fine nella talentuosa retorica dell'ex-Presidente.

Avendo già precedentemente trattato nel dettaglio i fallimentari movimenti geopolitici degli ultimi otto anni, oggi vedremo il lato più strettamente economico delle scelte dell'ex Presidente. In questo senso, vi sono in particolare due passaggi del succitato discorso su cui vale la pena soffermarsi. Poco dopo l'inizio dell'arringa sentiamo proclamare: "[…] l'economia sta crescendo di nuovo. Salari, redditi, valori immobiliari e fondi pensionistici stanno crescendo di nuovo. La povertà sta calando di nuovo. I ricchi stanno pagando un'equa quantità di tasse. Persino mentre l'andamento dei mercati finanziari stabilisce nuovi record il tasso di disoccupazione è ritornato sui valori di dieci anni fa. Sono cinquant'anni che i costi di un'assicurazione sanitaria non crescevano così lentamente." Ebbene, la caduta della disoccupazione è un dato gonfiato, in quanto la stragrande maggioranza dei nuovi posti di lavoro sono precari o part-time. I salari saranno pure in crescita, ma da questi dati risulta che le disparità di reddito sono nettamente aumentate. A proposito di poveri, poi, non si sa sulla base di cosa Obama abbia detto che la povertà è in calo, dato che il numero di americani che percepiscono buoni pasto perché indigenti è raddoppiato negli ultimi sei anni. Come se non bastasse, il tasso di proprietà degli immobili da parte delle famiglie è sceso del 4% nel corso dei suoi due mandati. Molti sono stati i pignoramenti dovuti alle ipoteche e molti altri hanno dovuto vendere la propria abitazione per sostenere diverse spese.

sunto obama legacy

L'eredità di Barack Obama in nove grafici. Fonte: ZeroHedge.

Veniamo ora al ....

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