17/02/17

€uro, Geopolitica e il "Piano B" della Germania

Cosa bolle nel pentolone eurista? Merkel e l' «Europa a più velocità»
L'Europa, intesa come Unione Europea, vive un drammatico processo di disfacimento. Sia pure in maniera assai lenta, se ne stanno accorgendo un po' tutti. Anche quelli che sul radioso futuro dell'Unione avrebbero di certo scommesso. Tra chi invece resta lì coi suoi dogmi euristi, degni di un'altra epoca che fu, c'è da segnalare senz'altro il Pd ed i pittoreschi cespuglietti di destra e di "sinistra" che gli ruotano attorno.
Costoro non sono però soli. A dargli manforte c'è una parte importante dei commentatori mainstream: quelli che hanno deciso di suonare la solfa del «meno male che Trump c'è», così ci costringerà a far quelle cose che diversamente non avremmo (come UE) mai fatto. Bella questa fissa del «vincolo esterno» come unico motore di quello che secondo loro sarebbe addirittura un «sogno»! 

Ma su questo torneremo tra poco. Prima occupiamoci di cose più serie. Come noto la signora Merkel ha parlato a Malta di «Europa a più velocità». Subito dopo il signor Draghi è corso a chiarire che la diversificazione delle velocità non riguardava l'eurozona. Niente euro A ed euro B, insomma, ma «solo» un diverso grado di integrazione, maggiore per i paesi dell'area euro, minore per gli altri. Poi i due si sono incontrati e, almeno secondo i resoconti passati alla stampa, tutto sarebbe finito a tarallucci e vino.
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