19/04/17

L'Europa del 2017 come l'Europa del 1908

All'inizio del secolo scorso, le grandi potenze imperiali europee e il Giappone s'impegnarono in una febbrile corsa agli armamenti, che i loro popoli applaudirono con gioia, perché vedevano in quegli armamenti un riflesso della loro grandezza e gloria. La distribuzione del potere nel mondo è stato il motore delle contraddizioni, insieme con le controversie economiche e commerciali. Tuttavia, dove era più facile osservare il delirio bellicista e imperialista era nello sviluppo navale. Nel 1905, la Gran Bretagna mise in cantiere un nuovo modello di nave, che venne chiamata Dreadnought (Corazzata) per rafforzare la sua supremazia marittima, pensando che la Germania avrebbe avuto bisogno di molti anni per costruire una nave simile. Si sbagliavano. Nel 1906, la Germania ha adottato una legge la quale prevedeva che tutte le navi da guerra dovevano essere del tipoDreadnought. La risposta inglese fu che "per ogni nave tedesca, l'Inghilterra poteva costruirne due, mantenendo così la sua attuale superiorità relativa". Nel mese di novembre 2016, Donald Trump ha promesso che 350 navi da guerra sarebbero state costruite per garantire l'egemonia marittima degli Stati Uniti.
 Cina e Russia hanno trascorso più di un decennio impegnate nel compito di moltiplicare la loro potenza militare, volta a neutralizzare e superare quella navale americana. La Cina è alla sua seconda portaerei e la Russia, che ha raddoppiato e modernizzato la sua flotta di guerra in dieci anni, aspira ad essere la seconda potenza navale nel 2025.

Nel frattempo, il processo di militarizzazione dell'Europa, promossa dagli Stati Uniti, è inarrestabile e sempre più vicino ai confini di Russia e Bielorussia. Un processo che viene portato avanti con cautela, goccia dopo goccia, per evitare l'attenzione.
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