08/06/17

La terza guerra del Golfo [feedly]



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La terza guerra del Golfo
// L' intellettuale dissidente

Ancora una volta il metro dello "scontro di civiltà" non servirà a decodificare quello che sta accadendo in questi giorni. Il terrorismo va oltre la dimensione sacra, qualsiasi essa sia, può colpire la Cattedrale cattolica di Notre Dame e il giorno dopo schiantarsi contro il Santuario dell'Imam Khomeini a Teheran. In principio c'è e ci sarà sempre la geopolitica. Tutto è iniziato con il viaggio di Donald Trump nel Vicino e Medio Oriente che è servito a rinsaldare la santa alleanza tra Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele e firmare col sangue una strategia di breve e medio periodo contro la Repubblica Islamica dell'Iran colpevole di aver spaccato – insieme a Bashar Al Assad, Hassan Nasrallah e Haider Al Abadi – il giocattolo della Jihad in Siria e Iraq. Così per mascherare i successi militari dell'asse sciita sul terrorismo, il "povero" sceicco del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani è diventato l'agnello da sacrificare sull'altare della nuova politica estera americana.

Uno dei tanti motivi per cui il mondo sciita fa paura all'Occidente.

Uno dei tanti motivi per cui il mondo sciita fa paura all'Occidente.

Dopo sei anni di laissez-faire, ora sembra arrivato il momento di passare all'azione prima che gli altri si prendano i meriti della vittoria: ma eliminare il sedicente Stato Islamico e i gruppi affini ideologicamente non coincide con la sorte degli islamisti. Tutti quei miliziani che hanno giurato fedeltà possono essere protetti e riutilizzati in un secondo momento. Questo è ...

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