20/07/17

Draghi è pronto a mettere via il bazooka, ma con calma



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Draghi è pronto a mettere via il bazooka, ma con calma
// Trend Online

Il board della Bce non toccherà prevedibilmente i tassi né comunicherà oggi decisioni sul tapering, ma il discorso di Draghi può

Il mercato è pronto a reagire al discorso che Mario Draghi terrà tra poco più di un paio d'ore, alle 14:30, a margine della nuova sessione di politica monetaria della Banca Centrale Europea. 

Tra analisti e commentatori economici è pressoché unanime il consenso sul fatto che il board della Bce non toccherà oggi i tassi né comunicherà in questa occasione decisioni sulla tempistica del tapering, la progressiva riduzione del programma di acquisto di titoli, ma gli investitori guarderanno comunque con estrema attenzione all'evento: si tratterà infatti del primo intervento del Presidente della BCE dopo il discorso tenuto il 27 giugno a Sintra, in Portogallo, nel quale Draghi ha usato toni "da falco" in tema di Quantitative Easing innescando un balzo dell'euro e dei rendimenti obbligazionari.  

In equilibrio tra falchi e colombe

In quell'occasione, Draghi disse che le tendenze reflazionistiche attuali lasciano spazio per "aggiustare i parametri" dell'attuale programma di stimolo monetario, che secondo il calendario corrente prevede acquisti pari a 60 miliardi al mese fino al dicembre 2017. 

Un annuncio su quel che i banchieri centrali europei intendono fare dopo dovrà arrivare certo entro quella data - prevedibilmente al prossimo meeting di settembre - ma Draghi vuole nel frattempo evitare di innescare un nuovo apprezzamento della moneta unica e una ulteriore risalita dei rendimenti sovrani dell'eurozona, provocando una stretta involontaria delle condizioni finanziarie.

Draghi non vuole in sostanza rischiare di mettere in discussione la ripresa economica in corso (che sta procedendo bene), ma soprattutto il lento percorso di recupero verso la stabilizzazione dei prezzi (l'inflazione di fondo non si è ancora avvicinata al target BCE del 2%, quella di fondo è passata a giugno dall'1,4% all'1,3%): è per queste ragioni che secondo gli analisti la comunicazione BCE sarà oggi molto attenta alle sfumature di linguaggio.

La view degli analisti

Indicazioni in questo senso hanno dato nelle ultime ore gli esperti di UBS, che hanno ribadito questa mattina quanto già suggerito in una nota dei giorni scorsi sull'incontro di Francoforte.  

Per l'economista della banca elvetica Reinhard Cluse, la riunione di oggi rappresenta una ulteriore tappa di avvicinamento, dopo gli indizi già forniti all'ultimo meeting di giugno e in Portogallo, verso una decisione sull'abbandono delle politiche accomodanti che arriverà il 7 settembre e sarà avviato prevedibilmente a gennaio.

Draghi, che non fornirà quindi oggi una tabella di marcia sullo stop agli acquisti della BCE, starà però stavolta anche più attento nei toni, e "dal momento che il mercato ha reagito molto sensibilmente al discorso di Sintra[...]", si legge nella nella nota, "la BCE comunicherà con molta cautela". 

Preoccupato in sostanza dalla prospettiva di un improvvisa risalita dell'euro e degli yield sovrani e intenzionato a "non turbare i mercati," rassicurerà "sul fatto che la BCE intende muoversi lentamente verso la normalizzazione e continuerà, per il futuro prevedibile, ad offrire una grado significativo di politiche accomodanti".  


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