04/12/17

Non era prussiano l’accoltellatore del McDonald’s. Dove ognuno di noi poteva fare la coda col figlio



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Non era prussiano l'accoltellatore del McDonald's. Dove ognuno di noi poteva fare la coda col figlio
// Rischio Calcolato


Cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno della vicenda: per quanto strumentalmente si continui a parlare di "bandiera neonazista", quantomeno un po' di persone avranno scoperto l'esistenza della Prussia. E studiato, indirettaamete, un po' di storia. Non fa mai male, anzi. Il problema è che non serve: la loro è lotta di retroguardia, è mera distorsione ideologica della realtà. Quanto accaduto nella caserma dei carabinieri di Firenze, ovvero il nulla, resta la conferma rafforzativa della tesi di fondo: in Italia è presente una marea nera che diviene, giorno dopo giorno, priorità assoluta della politica. Il tutto in chiave elettorale ma non solo. L'allarme neofascista è, di fatto, strumentale alle logiche immigrazioniste e a perversioni legislative come lo ius soli. Occorre battere il ferro finché è caldo e non importa se si sprofonda nel ridicolo duplice di arrivare a legittimare come simbolo dell'antifascismo Umberto Bossi, tacciato a sua volta di fascismo fino alla malattia, come ha fatto Matteo Renzi o ergere un fallito storico come Walter Veltroni a capopopolo con la sua proposta di una manifestazione antinazista a Como per ripulire l'onta del raid skinheads.

Quest'ultima iniziativa è significativa dell'ipocrisia di fondo della sinistra: spalleggiata da "La Repubblica" manco fosse una marcia contro la guerra in Vietnam a Berkley, nessuno dei principali esponenti della gauche nostrana ha speso una virgola di consenso per mettere la firma e la promessa di presenza. E per capire il perché non ci vuole un fine politologo: al netto delle truppe cammellate con pullman e treni pagati da PD e CGIL, quella manifestazione in fieri avrebbe ottenuto un unico risultato: mostrare che il Re dell'accoglienza e dell'integrazione è nudo, perché i cittadini comaschi l'avrebbero disertata in massa, esasperati come sono dai bivacchi di chi tenta inutilmente di entrare in Svizzera. A Como preferiscono, se tirati per la collottola, gli skinheads ai migranti? Penso di sì.

Chissà, saranno tutti filo-prussiani. Un po' come il carabiniere reo di aver appeso al muro il vessillo della discordia, il quale – ovviamente – travolto dallo scandalo, ha giocato la carta di chi cade dalle nuvole: "Non sapevo fosse un simbolo estremista, io sono un appassionato di storia". Vero o non vero che sia, cambia poco: di estremista in quella bandiera non c'è proprio niente e solo un ignorante patentato può dire il ....

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