02/02/18

Le esportazioni non ci salveranno



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Le esportazioni non ci salveranno
// L' Intellettuale Dissidente

Si è ormai convenuto che l'italiano è uno spirito più intelligente che fattivo, più idealista che pratico, più povero quindi che ricco – materialmente parlando. Con queste parole l'inserto Pagina degli artigiani del quotidiano L'impero iniziava un articolo dal titolo piuttosto esplicito: "Una meta che gli italiani devono raggiungere, esportare", firmato con lo pseudonimo de "Il lupo di mare". Il suggerimento di quest'ultimo, dunque, è chiaro: "Noi siamo maestri di artigianato e dobbiamo assolutamente guadagnarci i mercati stranieri". Correva l'anno 1928.

tripoli

Da allora, se non sono cambiati poi molto gli obiettivi, lo sono certamente le scelte economiche, se è vero che almeno da trent'anni in Italia e nel mondo vengono portate avanti politiche di libero mercato, e dunque di guerra totale ai dazi doganali – e alle barriere non tariffarie, ma questa è un'altra storia. Per questo motivo si spiega il messaggio di pochi giorni fa del ministro Mise Carlo Calenda, che con un tweet si è scagliato contro l'idea di Matteo Salvini di "mettere i dazi come Trump", proposta che per il ministro è "fessa e irrealizzabile", sia perché "i dazi li può mettere solo la Ue" e secondo poi perché l'Italia "ha un surplus superiore a 50 miliardi mentre gli Usa hanno un deficit di 500 miliardi". La conclusione è che il leader del Carroccio abbia per "obiettivo" quello di "distruggere il made in Italy". Su questa diatriba virtuale è intervenuta anche l'Agenzia giornalistica italiana (Agi) con un fact checking per valutare chi dei due avesse ragione: la risposta è "Calenda" – seppur "con lievi imprecisioni" – perché "solo l'Unione europea può imporre dazi", e l'imposizione eventuale di questi ultimi per noi sarebbe una cosa "probabilmente dannosa". Le ...

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