14/03/18

Orban rimpatria l’oro ungherese. Buonsenso nella generale pazzia



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Orban rimpatria l'oro ungherese. Buonsenso nella generale pazzia
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Orban rimpatria l'oro ungherese. Buonsenso nella generale pazzia

  • di Maurizio Blondet

L'Ungheria ha annunciato che rimpatrierà 100 mila once delle  sue riserve aure, limitatissime (5 tonnellate) che  conserva presso la Banca d'Inghilterra.  Budapest segue in ciò Germania, Austria, Olanda e  persino il Venezuela: Chavez ha rimpatriato 180 tonnellate nel 2011.  Russia, Cina ed anche Turchia continuano ad acquistare oro (Mosca, 20 tonnellate solo a gennaio 2018, quattro volte le riserve ungheresi).

L'Italia, che ha – o dovrebbe  avere, se i cari alleati non ce le hanno vendute – 2451,8  tonnellate,  continua ad affidarle  alle casseforti dei cari alleati, essenzialmente Fort Knox  e Londra.

E questo, proprio nel momento in cui l'alleato americano moltiplica i segnali di ostilità verso  la concorrenza europea, e minaccia una guerra  commerciale. In più, l'asse Usa-Regno Unito dà sempre più segni di impazzimento, imprevedibilità e inaffidabilità per cui Lavrov ha coniato  il termine "incapace di fare trattati", ossia più precisamente, di restare fedele agli impegni dai loro governi  presi sul piano internazionale.

Iнедоговороспособны  (in inglese: Not Agreement Capable)  è  il termine  – giuridicamente noto per esempio nella "circonvenzione di incapace" –  che la diplomazia russa ha cominciato ad adottare  sulla crisi siriana, quando il ministro degli esteri di Obama, John Kerry, stringeva accordi con Lavrov che poi "accidentalmente" il Pentagono infrangeva bombardando qua e là  le truppe siriane, per aiutare l'ISIS.  Ma in realtà tale comportamento incivile della Superpotenza è  cominciata molto prima, almeno dal 2002 quando Washington s'è ritirata unilateralmente dai trattati ABM (Anti-Ballistic Missiles), senza consultare  gli alleati né  la Russia, la controparte . I trattati ABM hanno mantenuto la parità nucleare (e quindi la pace) per oltre  mezzo secolo, anche attraverso  visite reciproche delle due parti  nei rispettivi siti nucleari.   Come già abbiamo avuto   modo di scrivere, nello stesso 2002 Bush jr.  o meglio i suoi gestori neocon israelo-americani, (con la scusa dell'11 Settembre, false flag), emanarono la "Nuova dottrina di sicurezza nazionale   che proclamava il diritto americano di  lanciare guerre preventive contro qualsiasi nazionale, per "espandere la democrazia e libertà  nelle nazioni del mondo".  Ciò  significava non riconoscere alle altre nazioni lo status di soggetti di diritto;   tutti gli stati erano aggredibili, ad arbitraria volontà americana.  Con ciò i talmudici neocon hanno stracciato i principi del Trattato di Westfalia del 1648, ossia "il  riconoscimento reciproco della sovranità  degli stati, e  amicizia basata sulla non-ingerenza negli affari interno, che garantì in Europa 150 anni di di pace". La distruzione dello Jus Publicum Aeropaeum ci ha fatti entrare nella nuova fase della barbarie americana, o israelo americana.

Di cui  vediamo ogni giorno segnali più allarmanti ed  accelerati: l'uscita unilaterale  dagli accordi conclusi con gli europei e  Mosca sul nucleare iraniano,  la costruzione di bombe atomiche "per guerre limitate", la creazione di eserciti irregolari di terroristi islamici, le  aggressioni non giustificate di Irak, Siria, Afghanistan, Libia.  La dichiarazione di fare di Gerusalemme la capitale ebraica indivisa.  E da ultimo, gli eventi che segnalano un vero impazzimento: il presidente Usa  che sconfessa e licenzia come un cameriere  il suo ministro degli esteri, da lui stesso scelto; per sostituirlo col  capo della CIA; e la messa a capo della CIA di una donna, Gina Haspel , che è perseguita in Germania come torturatrice, l'organizzatrice di interrogatori con   torture in sedi estere clandestine – insomma  una violatrice abituale del diritto e della pura e semplice civiltà.

La May invoca l'art.5  NATO

Questo aggravamento verso la barbarie   è  stato intensificato da poche ore dalla premier britannica May. Ha ....

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