10/09/18

Amazon, assassina dell’occupazione: ieri, oggi e domani (con l’AI)

In evidenza nei media la settimana scorsa c’è stata la notizia che Amazon e il suo amministratore delegato, Jeff Bezos, hanno raggiunto livello record di valutazione di mercato e di ricchezza. Amazon vale oggi più di un trilione di dollari e la ricchezza personale di Bezos è di 165 miliardi di dollari. Questo è ovviamente dovuto in larga misura all’apprezzamento del valore delle azioni della società, con gli investitori negli USA e nel mondo che si ammucchiano a comprare azioni di Amazon e in tal modo spingono al rialzo il loro prezzo, la valutazione della società e, a sua volta, la quota di essa di Bezos in termini di suo patrimonio netto.

Il motivo per il quale c’è una simile impennata di investimenti in Amazon – e in altre azioni di società tecnologiche come Google, Apple, e altre – è già una storia in sé, ma è tralasciata qui per un’altra analisi. In breve, ha a che fare con l’accelerazione degli utili di capitale per la classe investitrice dalla distribuzione annua di un trilione di dollari dai riacquisti di azioni e dal pagamento di dividendi degli Stati Uniti SpA. Un trilione di dollari l’anno, ogni anno (dal 2011 al 2017) negli ultimi sei anni di riacquisti e dividendi da parte delle sole imprese delle 500 di S&P. Quest’anno, 2018, i riacquisti e la distribuzione di dividendi registreranno un record di più di 1,3 trilioni di dollari in tale distribuzione a investitori/azionisti, pompati dai tagli fiscali di Trump di più di 300 miliardi di dollari nel 2018 che stanno raddoppiando i profitti delle società di S&P 500.
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