01/11/18

Cronache di un impero al collasso



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Cronache di un impero al collasso
// L' Intellettuale Dissidente

A cavallo tra il VI ed il V secolo a. C., il grande pensatore cinese Confucio (anch'egli nel novero di quel gruppo di personaggi, dal Buddha a Zoroastro, fino a Pitagora, che più o meno nello stesso periodo, ma in diverse estremità dello spazio continentale eurasiatico, cercarono di liberare gli uomini dalla schiavitù del dolore) affermò che la decadenza della società umana fosse dovuta essenzialmente al venire meno della corrispondenza tra le cose ed i loro nomi. E che un'efficace riforma della società dovesse partire necessariamente da quell'atto di restaurazione dell'armonia rappresentato dalla rettifica dei nomi.

Ritratto di Confucio realizzato sotto la dinastia Ming, di Qiu Ying

L'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d'America suscitò da subito reazioni estremamente contrastanti. Molti esultarono per l'elezione del candidato "anti-sistema", populista e neo-isolazionista. Altri vissero questo momento in modo drammatico ponendo l'accento sulla minaccia pseudo-reazionaria rappresentata dal tycoon newyorkese. Altri ancora (un'esigua minoranza a dire il vero) intuirono da subito che, a prescindere dalla propaganda, in fondo, non sarebbe cambiato poi tanto nella politica nordamericana e nella strategia geopolitica di Washington. E questo esiguo gruppo considerò positivamente l'elezione di Trump per il ....

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