29/11/18

Effetto rating: le 5 conseguenze della bocciatura dell’Italia



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Effetto rating: le 5 conseguenze della bocciatura dell'Italia
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Stiamo calmi. Per il momento siamo, più o meno ovunque, tripla B, ancora per un soffio nella fascia Investment Grade. Ma tre agenzie di rating su quattro dovrebbero esprimersi entro fine anno. E allora la musica potrebbe cambiare. Perché questo tema sia così importante ce lo ricorda la Banca d'Italia nel suo secondo Rapporto sulla stabilità finanziaria 2018 (esce due volte all'anno, prossimo appuntamento ad aprile 2019).

 

Cosa sono le agenzie di rating?

Ne abbiamo già parlato1, ma repetita juvant, specialmente di questi tempi. Facciamo quindi un ripasso prendendo a prestito la lezione di Bankitalia.

Le agenzie di rating, scrive l'autorità di Via Nazionale, "sono imprese che attribuiscono agli operatori economici – tipicamente società private ed enti governativi, compresi gli Stati sovrani – un giudizio (rating) sulla loro capacità di ripagare i debiti". E questi giudizi sono importanti perché vengono utilizzati dagli investitori "per valutare il rischio di credito dei debitori e per effettuare i propri investimenti".

Le agenzie assegnano il rating secondo una propria scala di valutazione che si divide sostanzialmente in due grandi aree:

  • Investment Grade, per gli emittenti "di buona qualità", giudicati più solidi e affidabili;
  • Sub Investment Grade o High Yield, per quelli di qualità inferiore.

 

 

Com'è la pagella dell'Italia?

Nel momento in cui scriviamo (29 novembre 2018), i rating attribuiti dalle principali agenzie internazionali alla Repubblica Italiana sono in zona Investment Grade , tra l'uno e i tre gradini sopra all'High Yield.

 

Il giudizio delle agenzie di rating sul nostro debito pubblico
Si riporta tra parentesi il livello di rating corrispondente nella scala di valutazione utilizzata da Fitch Ratings e S&P. (Fonte: Bankitalia)

 

Bene, quindi, ma non benissimo: lo slittamento in area High Yield, che non è poi così lontano, potrebbe avere effetti di varia natura sul sistema finanziario. Nel suo Rapporto, la Banca d'Italia elenca i principali. Li citiamo, e poi andiamo a spiegarli.

 

1) "Politiche di investimento degli intermediari"

Un abbassamento del rating potrebbe convincere gli investitori a diminuire la quota di titoli pubblici italiani in portafoglio. Tanto più che i mandati di gestione degli intermediari che amministrano patrimoni per conto della clientela – come assicurazioni e fondi d'investimento – possono contenere clausole sul rating minimo dei titoli in portafoglio o .....

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