09/01/18

Wall Street: rally da paura con il meglio che deve ancora venire



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Wall Street: rally da paura con il meglio che deve ancora venire
// Trend Online

Dow Jones, Boeing in grande spolvero. Nyse, azioni Express Inc. in caduta libera. Target Corporation sugli scudi. Trimestrali in arrivo nel settore delle costruzioni. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street.

Prosegue senza sosta la fase ascendente per il mercato azionario americano che anche oggi ha archiviato la sessione di scambi in territorio positivo e sui nuovi massimi storici. In testa ai rialzi troviamo il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,41% a 25.385,80 punti. Luce verde al close pure per il Nasdaq, +0,09% a 7.163,58 punti, e per l'S&P 500, +0,13% a 2.751,29 punti.

Dow Jones, Boeing in grande spolvero

Tra le Blue Chips, le azioni del colosso della ....

Legittimo insultare un candidato che non mantiene le promesse elettorali: lo dice la Cassazione



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Legittimo insultare un candidato che non mantiene le promesse elettorali: lo dice la Cassazione
// Fanpage


Secondo i giudici della Cassazione è legittimo criticare pubblicamente un candidato scoperto successivamente a tradire gli impegni presi nel corso della campagna elettorale.
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Perché un cyberattacco sarà presto ben più costoso



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Banca centrale svizzera, incasso di 55 miliardi di dollari nel 2017



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Banca centrale svizzera, incasso di 55 miliardi di dollari nel 2017
// Milano Finanza

La Snb ha incassato più di Apple, Jp Morgan e Berkshire Hathaway messe insieme, grazie al proprio portafoglio da 800 mld di dollari in azioni [...]
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Le "nuove" province spendono il 13% in più



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Le "nuove" province spendono il 13% in più
// #Truenumbers

Aumenta la spesa corrente, calano quelle per cultura (-26%) turismo (24%) e territorio (17%)

Il grafico mostra i tagli cumulati effettuati sui trasferimenti dallo Stato, verso gli Enti di Area Vasta (Eav), che altro non sono il nuovo nome dato alle vecchie province, ora abolite.

Il bilancio delle "nuove" province

Dal 2010 in poi in ogni legge di stabilità non sono mancate, per risanare i bilanci dello Stato, decurtazioni alle risorse destinate a questi enti. Sommandosi le une alle altre negli anni hanno raggiunto i 5 miliardi e 751 milioni di euro nel 2017.
Diverse leggi dal 2009 in poi hanno stabilito che le province, o gli enti che le avrebbero sostituite, avrebbero dovuto sostenersi soprattutto con entrate proprie, come per esempio una parte della Tari, l'imposta sulle assicurazioni auto, l'imposta provinciale di trascrizione dei veicoli, o il Tefa (tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente).
E' su queste basi che sono stati effettuati i tagli alle dotazioni di questi enti locali che negli anni hanno costituito come un vero e proprio bancomat per governi sempre più affannati a rispettare i vincoli di bilancio senza dover rinunciare a spese centrali ben più visibili e importanti dal punto di vista politico.

Più tagli, più spendo

A dispetto del calo delle dotazioni finanziarie, le ex province hanno tuttavia aumentato la propria spesa corrente e quella in conto capitale (cioè gli investimenti). Se non bastasse questo fatto a far alzare un sopracciglio, osserviamo la divisione di questa spesa per funzioni. Negli enti presi come campione dal Senato per l'analisi emerge come tra 2013 e 2015 la crescita delle spese correnti sia stata del 4%, che sale a un +13% se il confronto è tra il 2014 e il 2015. E la causa di questi aumenti sono le crescite della funzione Amministrazione, gestione e controllo. Di fatto il funzionamento della macchina amministrativa: gli stipendi dei dipendenti, dei dirigenti, la spesa per gli edifici, ecc.

Tra 2015 e 2013, come mostra il grafico sotto, la crescita della spesa di questa voce è stata di ben il 47%, e del 38% se il confronto è tra il 2015 e il 2014.

E' stridente il confronto con il calo delle spese correnti nelle altre funzioni. Tra 2015 e 2013 si è speso il 17% in meno in istruzione, il 26% in meno in cultura, il 24% in meno in turismo, il 17% in meno in gestione del territorio, solo per nominarne alcune. Meno marcati i cali tra 2015 e 2014. Nel caso dello sviluppo economico e dell'istruzione c'è stato persino un aumento, del 7% e del 6%, che però non è bastato contro-bilanciare il dato totale tra 2015 e 2013.

La spesa per investimenti

Per quanto riguarda la spesa in conto capitale (gli investimenti) almeno tra 2013 e 2015 la situazione è analoga, visto che a fronte di una crescita del 7% della spesa totale, vi è un aumento del 39% nella voce riguardante l'amministrazione, la gestione e il controllo come mostra il grafico sotto.

Non si tratta però dell'unica crescita. Anche la voce relativa al turismo, per quanto minore in valore assoluto, si espande, e di ben l'86%, come pure quella dello sviluppo economico, +47%. Leggeri aumenti anche per gestione del territorio e tutela dell'ambiente, cali rilevanti altrove.
Evidentemente le decurtazioni sono avvenute soprattutto tra 2014 e 2013 perché osservando le variazioni della spesa l'anno dopo, tra 2015 e 2014, sembra esserci stata una notevole espansione, +48%, e in questo caso nell'amministrazione è stata più debole che altrove. Per esempio nel comparto turismo, cultura, sviluppo economico, gli aumenti sono stati superiori al 100%.

Meno spesa culturale

E la tendenza è quella di un calo in funzioni, culturali e sociali, che effettivamente negli ultimi riordini di questi enti sono state definite non fondamentali, ovvero più di competenza statale o regionale. Tuttavia il Senato rileva come non sia coerente con questo impianto il calo nel  settore dei trasporti, che, invece, dovrebbe rientrare tra le materie che rimangono nelle competenze delle ex province. E inattese le crescite, soprattutto in conto capitale nel settore turismo e sviluppo economico.

La spesa per la "macchina"

Ma soprattutto il dato più significativo è proprio il grande aumento della spesa per le funzioni generali di amministrazione, non giustificabile neanche con i cambiamenti organizzativi che si sono verificati.
Questa spesa aggrava lo squilibrio che si è venuto a creare tra le entrate che questi enti si trovano ora ad avere e le spese che devono sostenere, che ammonta a 651,5 milioni per le province non capoluogo e a 15 milioni per le aree metropolitane.
Questo nonostante dal 2015 dallo Stato siano pervenuti contributi che invertono nettamente la rotta rispetto ai tagli degli anni precedenti, e hanno raggiunto il miliardo e 400 milioni totali (ovvero il totale cumulato tra 2015 e 2017), prevalentemente in parte corrente, nel 2017, come mostra il grafico sotto.

Lo squilibrio tra entrate e spese di 651 milioni nelle province non capoluogo ha quindi reso necessario proprio nel 2017 due ulteriori interventi dello Stato centrale, per un totale di 280 milioni, che ha ridotto lo squilibrio a 371 milioni, comunque rilevante.
Per il futuro, quindi, è possibile che ci siano altri esborsi straordinari, che da un lato appaiono razionali considerando i tagli degli anni precedenti, dall'altro, però, arrivano a beneficiare enti che, anche negli anni in cui si stringeva la cinghia, non hanno esitato ad aumentare le spese, e non di poco, proprio per le funzioni amministrative generali, per i costi del Palazzo che si volevano invece finalmente ridurre.

I dati si riferiscono al: 2013-2016

Fonte: Senato

Leggi anche: Quanti incidenti stradali ci sono nella tua provincia

Tribunali accorpati, il risultato è un mezzo bluff


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Is the Third Revolution of the Internet Here Yet?



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Is the Third Revolution of the Internet Here Yet?
// CCN

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This is a sponsored story. CCN urges readers to conduct their own research with due diligence into the company, product or service mentioned in the content below. Blockchain technology has demonstrated new ways for the Internet to deliver more value and trust. Web 3.0, also known as the Internet of Everything, will allow users to access

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Commento sui mercati valutari

Commento sui mercati valutari Il cambio EUR/USD ha raggiunto i massimi da settembre intorno all’area 1.20.  Lahttps://www.finanzaelambrusco.it/articoli/articoli/finanza/commento-sui-mercati-valutari-15/

PRICE TO PAY: fuori dalla crisi finanziaria. Ma a quale prezzo?



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PRICE TO PAY: fuori dalla crisi finanziaria. Ma a quale prezzo?
// IntermarketAndMore

Dire che siamo fuori dalla grande crisi finanziaria può suonare strano, soprattutto per noi italiani che siamo ancora nel bel mezzo della ristrutturazione del nostro sistema bancario. Quando parliamo di crisi finanziaria globale, però, parliamo non tanto dei nostri NPL, … Continua a leggere
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Ci stiamo dirigendo verso un mercato ribassista?



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Ci stiamo dirigendo verso un mercato ribassista?
// Trend Online

La serie apparentemente inarrestabile di rally dei mercati azionari sta alimentando i timori degli investitori di una correzione.

Lukas Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions, spiega che la serie apparentemente inarrestabile di rally dei mercati azionari, (l'indice S&P 500 ha raggiunto ad oggi 57 record storici dall'inizio dell'anno, mentre il Nasdaq ha messo a segno 70 nuovi massimi superando il record di 61 che risaliva al 1999), sta alimentando i timori degli investitori di una correzione, tanto più che il rialzo del 1999 fu seguito da un crollo significativo delle borse.

Un recente Financial Stability Review pubblicato dalla Banca Centrale Europea ha emanato un'allerta sulla valutazione elevata del mercato azionario USA, avvertendo che una correzione negli Stati Uniti rappresenterebbe un rischio anche per i mercati europei, molto più a buon mercato. Ma riuscirebbe ad innescare un mercato ribassista?

Prevedere una correzione è più difficile di quanto sembri e, soprattutto, non è una scienza esatta, considerato per altro che gli esperti non riescono neanche a concordare su una definizione comune di mercato ribassista.

Ricorrere alla definizione 'una correzione del 20% rispetto al picco precedente' sembra semplice, ma solleva diversi interrogativi - spiega Lukas Daalder -. Interpretato in modo restrittivo, questo significa che l'indice Nikkei si trova in un mercato ribassista da oltre 27 anni. Sebbene nessuno possa affermare che il Nikkei sia stato un investimento straordinario, non farebbe giustizia ai sei ribassi di oltre il 20% registrati dall'indice dal 1990. Un'altra considerazione può essere l'inflazione: l'indice Bovespa brasiliano è aumentato oltre 1.000% nel 1994, mentre l'inflazione arrivava al 5.000%. Molti investitori lo descriverebbero come un mercato ribassista. Osservando poi la top 10 dei periodi di volatilità ai minimi storici, solamente in un caso (nel 1895) precedette un mercato ribassista: negli altri nove casi non si è registrata alcuna correzione dei mercati. Nel complesso, una volatilità ai minimi storici non è affatto un segnale precursore affidabile per individuare un mercato ribassista.

Lukas Daalder non ritiene che l'analisi combinata di valutazioni e volatilità offra un particolare apporto predittivo. Naturalmente, conveniamo con la BCE che la valutazione corrente delle azioni statunitensi sia fonte di preoccupazione, ma se questo significa che stiamo andando verso una correzione imminente deve ancora essere visto.

Il rally attuale è stato trainato soprattutto dal momentum e dalla liquidità, e fino ad ora non vi sono segnali che questa situazione si stia esaurendo. Secondo le molteplici previsioni pubblicate dalle principali banche e istituti finanziari, il tema centrale è quello di un cauto ottimismo, con una chiara enfasi sulla componente della cautela. Lukas Daalder continua ad avere una sovresposizione verso l'azionario, ma con l'adozione di un rigoroso meccanismo di stop-loss.


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In Europa si decide tutto nei prossimi due mesi, ma i nostri candidati premier nemmeno lo sanno



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In Europa si decide tutto nei prossimi due mesi, ma i nostri candidati premier nemmeno lo sanno
// linkiesta.it

Merkel Macron Linkiesta

Il 22 gennaio Francia e Germania firmeranno l'accordo per cambiare l'Unione Europea, il 22 marzo presenteranno la loro idea di riforma della zona Euro. In mezzo, un Eurogruppo sulle banche e un vertice Nato sulla Russia. Che ne pensano, i nostri candidati premier? Mistero


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SPY FINANZA/ Usa e Cina, le nuove mosse nel risiko globale



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SPY FINANZA/ Usa e Cina, le nuove mosse nel risiko globale
// Il Sussidiario.net :: Economia e Finanza

L'emergenza nordcoreana sembra essere passata. Tuttavia proseguono le mosse delle grandi potenze nello scacchiere globale. L'Ue sembra un po' assente. MAURO BOTTARELLI

(Pubblicato il Tue, 09 Jan 2018 06:04:00 GMT)

SPY FINANZA/ Le date da segnare in rosso per i mercati, di M. Bottarelli
RALLY BORSE/ Il conflitto di interessi che può far scoppiare la bolla, di U. Bertone
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Morgan Stanley, le possibili sorprese sul fronte dei tassi



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Morgan Stanley, le possibili sorprese sul fronte dei tassi
// Milano Finanza

Dopo un 2017 privo di sorprese eclatanti, con la volatilità dei mercati che stima un 2018 noioso, si creano le condizioni affinché il consensus sia [...]
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Tocca al centro destra

Tocca al centro destra Il Presidente Mattarella ha dato lo start, finalmente si vota, anche se con una leggehttps://www.finanzaelambrusco.it/articoli/articoli/politica/tocca-al-centro-destra/